Archivio | giugno 2, 2011

SIRIA – Hamza, vita senza valore. La morte del 13enne non scuote l’Occidente / VIDEO: killing children in Syria – Hamza al-Khatib 13 years by Bashar ALasad

killing children in Syria – Hamza al-Khatib 13 years by Bashar ALasad

Caricato da in data 27/mag/2011

Violation of human rights crimes against humanity, torture of children killing children in syria Hamza al-Khatib 13 years

Hamza, vita senza valore

Siria: la morte del 13enne non scuote l’Occidente

.

di Gea Scancarello

.

Hamza è diventato famoso, suo malgrado. È sparito dalla sua casa di Deraa in un pomeriggio di aprile e rientrato un mese dopo: cadavere. Aveva 13 anni.
Un video ne ha mostrato il corpo, picchiato e torturato fino a essere irriconoscibile. I suoi genitori almeno lo hanno riavuto indietro: ad altri non è toccata nemmeno questa straziante consolazione. L’Unicef ha denunciato che circa 30 bambini sono stati vittime degli sgherri del presidente siriano Bashar al Assad, dall’inizio della rivolta, in marzo.
Nell’apprenderlo il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, non ha saputo trattenere lo sdegno: «La posizione del regime diventa ogni giorno meno difendibile», ha dichiarato.
L’annotazione è interessante: presuppone, infatti, che prima Assad difendibile lo fosse.

Le tre chance dell’America a Bashar

Bashar Al-Assad, presidente della Siria dal 2000.(© Ap Images) Bashar Al-Assad, presidente della Siria dal 2000.

 

 

 

 

 

Il presidente Barack Obama, d’altra parte, nei confronti di Damasco non è mai stato un campione di chiarezza. Nel famoso discorso sul Medio Oriente dello scorso 20 maggio, la Casa Bianca aveva criticato la repressione delle proteste in corso in Siria ed espresso cordoglio per i morti. Ma senza chiudere del tutto con l’autocrate. «Assad faccia le riforme o lasci il potere», aveva ammonito Obama.
E Bashar, che nelle università occidentali ha studiato le dinamiche del potere, ha colto al volo il messaggio. Ha sciolto il governo. Ha abolito – almeno formalmente – lo stato di emergenza in vigore da 30 anni. Ha chiamato a raccolta le forze di opposizione per dare nuova unità al Paese. E, da ultimo, ha promosso un’amnistia generale il 31 maggio.
A parole, insomma, il capo di Stato siriano ha dimostrato di essere il riformatore che si aspettavano gli Stati Uniti quando lo avevano riabilitato nel 2004, dopo un lungo isolamento internazionale causato dalla trentennale dittatura del padre Hafez Assad.

LA BARBARIE CONTINUA. La tragica storia di Hamza ha dimostrato, però, che la realtà dei fatti viaggia su un binario diverso.
Le manifestazioni pubbliche in Siria continuano a essere proibite: per riunirsi i cittadini hanno bisogno del permesso delle autorità. Senza, la polizia è libera di aprire il fuoco per disperdere la folla.
Gli agenti di Damasco non hanno nemmeno bisogno di sporcarsi le mani in prima persona. Molti osservatori hanno denunciato la presenza in Siria di scagnozzi iraniani, mandati in soccorso di Assad dall’alleato di ferro Mahmoud Ahmadinejad.
Questi uomini si prestano a ogni genere di intervento. Possono arrampicarsi sui tetti per sparare alla folla, picchiare con i manganelli o rastrellare i disertori di casa in casa. Bambini inclusi.
Non stiamo elencando notizie riservate: nonostante il regime abbia cacciato dal Paese i giornalisti, scomodi testimoni, i fatti rimbalzano su internet. Esistono foto e filmati. E le testimonianze di reporter che, fingendosi turisti, sono riusciti a restare sul campo.

La svolta che non c’è. E che nessuno vuole

Attivisti anti-regime a Daraa (foto Getty).Attivisti anti-regime a Daraa (foto Getty).

 

 

 

 

 

 

Eppure America ed Europa ancora non si sono decise a mollare Bashar al-Assad. Obama, anzi, gli ha concesso una seconda chance. Se non la terza.
Prima, a metà aprile, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – trainato dagli Usa – non è riuscito a trovare un accordo su una dichiarazione contro il presidente siriano. Poi, il 29 dello stesso mese, Washington ha varato sanzioni economiche contro il regime, ma senza colpire direttamente il presidente (solo il 18 maggio anche al-Assad è stato incluso). Infine, l’America gli ha offerto la possibilità delle riforme per restare in sella.

IL DESPOTA FA COMODO. Non resta che chiedersi le ragioni di questo trattamento di cortesia. La stessa gentilezza non è stata usata al colonnello Gheddafi: due settimane di rivolta libica sono state sufficienti per decidere di toglierlo di mezzo.
In Siria, le persecuzioni si protraggono da due mesi e hanno fatto almeno 1.000 morti. Ma nessuno ha mai parlato di un intervento militare.
Probabilmente perché Damasco non può contare sulle ottave riserve di petrolio del pianeta. E perché Bashar al-Assad fece il favore all’Europa di contenere i profughi della guerra irachena voluta da George W. Bush, nel 2003.
Infine, perché il despota fa comodo a tutti. Far saltare il presidente siriano comporterebbe travolgere il precario equilibrio del Medio Oriente: da Baghdad a Teheran, passando per Beirut e Gerusalemme. Il regime, con la sua fitta rete di interessi e accordi, offre la sicurezza che nulla cambi.
Insomma, di fronte agli spaventosi bollettini di morte in arrivo da Damasco, l’Occidente troverà magari sempre meno ragioni per difendere al-Assad. Ma ha altrettanti ottimi motivi per lasciarlo al suo posto.
E quindi, basta saperlo: la vita di Hamza non vale tanto quella di un bimbo di Bengasi. Con buona pace dei diritti umani di cui tutti amano riempirsi la bocca. E dell’agognata svolta nella politica estera americana per cui il mondo, nel 2008, si era innamorato di Barack Obama.

.

02 giugno 2011

fonte:  http://www.lettera43.it/attualita/17735/hamza-una-vita-senza-valore.htm

_______________________________________________________________

Referendum, la sfida corre su Internet. L’effetto domino che sfugge al potere

fonte immagine

Referendum, la sfida corre su Internet
L’effetto domino che sfugge al potere

https://i0.wp.com/st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/950x0/wp-content/uploads/2011/06/nucleare-pp.jpg

.

La Rete toglie il bavaglio agli elettori e permette di costruire campagne dal basso, con effetti domino che il potere non controlla. E la partita referendaria su Internet si annuncia ancor più intensa e virale delle amministrative appena concluse. “Sull’onda lunga della vittoria del centrosinistra e della campagna elettorale di Milano, sul web assistiamo a un’esplosione di creatività sui quesiti del 12 e 13 giugno”, spiega Antonio Sofi, esperto di web e autore di Agorà su Raitre.

La scintilla è stata l’ultima tornata di amministrative e in particolare la campagna di Giuliano Pisapia i cui militanti hanno rilanciato dal basso gli errori del candidato sfidante, Letizia Moratti: dal colpo basso andato in onda nel faccia a faccia a SkyTg24 fino al tormentone di Sucate nato su Twitter, i simpatizzanti hanno rilanciato con ironia gaffe e bugie dei programmi elettorali incassando migliaia di click e ‘mi piace’.

E visto il successo, l’entusiasmo online si è esteso anche ai quesiti referendari. In rete infatti si moltiplicano le iniziative per invitare alla partecipazione o a votare sì, con un particolare interesse per il nucleare e l’acqua pubblica. Gli esempi sono tanti: dal video di Piotta per Greenpeace fino alla campagna “Dimmi di sì” del WWF” e al reality di ipazzisietevoi, il Grande Fratello pro referendum. Ma anche l’iniziativa San Tommaso is back, partita dalla cantautrice Pilar che promette di esibirsi gratuitamente a urne chiuse per chi è andato a votare. Un’idea che recepita a effetto domino anche da negozi e attività commerciali che offriranno gadget, buoni sconto e drink all’esibizione della tessera elettorale timbrata. Le adesioni su facebook sono migliaia e grazie al vademecum chiunque può aderire.

A questi si aggiungono i progetti online per ‘boicottare il boicottaggio’ e raggiungere il quorum, come Battiquorum – io non mi astengoReferendum. E c’è anche chi si preoccupa di stuzzicare i media tradizionale a informare i cittadini come ValigiaBlu, che ha pubblicato una lettera aperta indirizzata al silenzio di Rai e Mediaset intorno ai quesiti referendari.

“L’Italia sta sperimentando il giocattolo della comunicazione politica sul web”, prosegue Sofi che ricorda la forza virale dei video. “Iovoto.eu, ad esempio, chiama a testimoniare attori e personaggi famosi. Sono pillole caricate su YouTube per ricordare l’importanza di andare alle urne. E hanno un effetto dirompente in Rete”. L’entusiasmo è aumentato dopo avere sperimentato le comunali milanesi, ma l’appuntamento del 12 e 13 giugno è ancor più coinvolgente e ‘dal basso’. Infatti il referendum affronta temi cari ai cittadini che impattano sulle loro vite e non sulla scelta di un amministratore pubblico. In particolare le iniziative online per il Si su acqua e nucleare, prosegue Sofi, “porteranno ad un aumento trasversale della creatività fra i cittadini, anche a ridosso delle votazioni”.

Se in rete tanti siti ad hoc invitano ad andare a votare, è pur vero che le pagine facebook e i video che danno indicazioni di voto sono tutti orientati verso il SI. “Il centrosinistra è molto più evoluto sul web rispetto allo schieramento avversario”, spiega Diego Destro, blogger del seguitissimo Daw. “In più, trascinati dalla vittoria dei ballottaggi hanno moltiplicato le iniziative per il SI, forti di staccare di gran lunga gli avversari politici, almeno in Rete. E la differenza di forze e impegno – chiosa- è vergognosa”.

Nonostante questo, Destro ritiene che la comunicazione sul web non sia in grado di cambiare le opinioni dei lettori. “Le campagne online, per quanto coinvolgenti, non spostano neanche un voto e si rivolgono a chi è già interessato a quei temi. Ma in Rete danno risultati. Lo abbiamo visto per Pisapia: una massa unita e compatta contro i pochi sul web del centrodestra. Uno squilibrio di forze impareggiabile”, spiega. E a funzionare di più, anche per la campagna referendaria, sono facebook e twitter, seguite da video virali rilanciati in rete o da testate nazionali. Che fanno informazione quando i media tradizionali tacciono. “Senza Internet, nessuno parlerebbe dei quesiti referendari”, conclude Destro. E senza Rete a Milano avrebbe vinto la Moratti? “Difficile dirlo. Certamente non sarebbe nato il personaggio di Giuliano Pisapia”.

.

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/02/dopo-le-amministrative-la-rete-ora-toglie-il-bavaglio-sui-referendum/115478/

_______________________________________________________________

Immigrati, barcone in avaria: oltre 200 persone disperse nel Mediterraneo

Immigrati, barcone in avaria: oltre 200 persone disperse nel Mediterraneo

.

.
ultimo aggiornamento: 02 giugno, ore 17:00
Tunisi – (Adnkronos/Ign) – Salpato dalla Libia, probabilmente stava cercando di raggiungere le coste italiane. Altre 570 persone sono state tratte in salvo dagli agenti della guardia costiera tunisina. A Otranto soccorsa un’imbarcazione con a bordo 150 profughi libici.
.
Tunisi, 2 giu. – (Adnkronos/Ign) – Nuova tragedia dell’immigrazione nelle acque del Mediterraneo. Tra le 200 e le 270 persone risultano disperse a circa venti miglia dalle coste della Tunisia in seguito all’avaria di un barcone, partito dalla Libia e diretto, molto probabilmente, verso le coste italiane. Gli agenti della guardia costiera tunisina, secondo l’agenzia di stampa Tap, sarebbero invece riusciti a trarre in salvo altre 570 persone che si trovavano sull’imbarcazione.
.
Il barcone, secondo la ricostruzione della Tap, si è capovolto quando molte persone, impaurite, hanno cercato di mettersi in salvo e di raggiungere i gommoni della guardia costiera e dell’esercito. Il maltempo ha poi complicato le operazioni di soccorso. ”Poche le speranze” di ritrovare vivi gli oltre 200 dispersi , ha detto una fonte della guardia costiera tunisina del porto di Sfax.
.
A bordo del barcone non ci sarebbero ”cittadini libici, ma asiatici, forse pakistani, e africani della Costa d’Avorio e del Camerun, oltre a tunisini e cittadini dell’Africa subsahariana”
.
Al largo di Otranto, invece, è stato soccorso un barcone con circa 150 profughiprovenienti dalla Libia da una motovedetta della Guardia di Finanza. La motovedetta ha avvistato il motopesca, di circa 30 metri di lunghezza, mentre era in attività di pattugliamento a 2 miglia dal porto di Otranto. Con l’aiuto di una motovedetta della Guardia Costiera ha assistito l’imbarcazione, che aveva un’avaria al motore, procedendo al trasbordo degli immigrati a bordo. Alle 2.30 circa le motovedette hanno portato in salvo i profughi, tutti uomini, nel porto di Otranto.
.
Il peschereccio intercettato stava navigando a luci spente. Avvicinatasi per i controlli di rito, la vedetta delle Fiamme gialle ha notato la presenza a bordo di numerosi clandestini e ordinato l’alt all’imbarcazione, che invece ha tentato di proseguire verso la costa senza fermarsi. I militari sono riusciti ad abbordare il mezzo e a fermarne la marcia per poi condurlo nel porto di Otranto dove le Fiamme gialle lo hanno sequestrato. Nel frattempo sono intervenute in zona altre motovedette della Guardia di finanza e una unità navale della Capitaneria di Porto che hanno cooperato nelle operazioni di trasbordo di parte dei clandestini ed il loro trasferimento verso il porto di Otranto.
.
I clandestini, tutti maschi e di presunta origine nordafricana, sono stati condotti al centro ‘Don Tonino Bello’ di Otranto.
.
_______________________________________________________________
.

Santoro replica in video a Berlusconi “Annozero non determina le elezioni”

Berlusconi guarda Annozero in videocassetta (Annozero 02/06/2011)

Caricato da in data 02/giu/2011

Puntata di Annozero del 2 giugno 2011 dal titolo “E io voto?” – L’introduzione di Michele Santoro e un estratto della trasmissione Rockpolitik di Adriano Celentano

Santoro replica in video a Berlusconi
“Annozero non determina le elezioni”

.

Il giornalista in apertura di Annozero replica al premier che ieri aveva definito il programma “micidiale”. “Non le sembra esagerato dire che ha perso per colpa nostra?”. E poi: “Se siamo così potenti, vuol dire che le altre tv e i loro giornalisti sono poco credibili”. Polemica sull’intervista del Tg1 ad Angelino Alfano

Santoro replica in video a Berlusconi "Annozero non determina le elezioni"

.
ROMA – Dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che aveva definito Annozero  un “proramma micidiale” 1, imputando a Michele Santoto la sconfitta alle amministrative, arriva la replica. Il giornalista apre la puntata, dedicata ai referendum del 12 e 13 giugno, con un messaggio al premier: “Scusi presidente Berlusconi, non le sembra esagerato dire che ha perso elezioni per colpa di Annozero?”. E poi sottolinea: “La verità è che un giornalista non determina  i risultati elettorali, ma interpreta, anche prima dei politici, lo spirito del tempo”. Santoro, che dopo l’anteprima legge – come chiestogli dall’Agcom – un messaggio in cui dice che la trasmissione della scorsa settimana ha violato la legge sulla privacy, annuncia anche l’intervento in trasmissione di Adriano Celentano. Che viene introdotto dalla riproposizione di un discorso del “molleggiato” in tv 12 anni fa contro il nucleare: “Di che cosa parlerà stasera non so, francamente me ne infischio”, dice Santoro.

L’intervento di Santoro.Ecco come il giornalista ha replicato al premier: “Scusi presidente Berlusconi, ma non le sembra esagerato dire che le elezioni le ha perse per colpa di Annozero? Beh, a furia di leggere fino allo sfinimento Erasmo da Rotterdam, forse dovrebbe trovare il tempo per leggere qualche pezzettino di Camillo Benso di Cavour perchè le avrebbe fatto capire che l’unico limite che ci può essere alla libertà di stampa è la credibilità dei giornalisti”. Santoro ha aggiunto: “Se avesse ragione lei che bastano pochi minuti di un servizio per quanto micidiale di Annozero per mettere sotto la credibilità accumulata ogni giorno da Tg1, Tg2, Tg5, Tg4, Studio Aperto, allora viviamo veramente in un mondo alla rovescia. E insomma questo vorrebbe dire – che so – che una vignetta di Vauro è una bomba atomica, e invece un editoriale di Minzolini è una fetecchia”.

Vita (Pd): “Santoro è un incubo del premier”. In una nota Vincenzo Vita, componente della Vigilanza Rai, commenta la vicenda: “Gli attacchi costanti al Tg3 da parte di Berlusconi segnalano una forma di ossessione grave e dimostrano che la sua capacità di argomentazione pubblica è ridotta al lumicino. Santoro e il Tg3 probabilmente costituiscono degli incubi da cui il presidente del Consiglio pro tempore non sa uscire”.

Polemica su Alfano al Tg1. Si apre intanto un altro fronte di polemica. Quello cioè che riguarda l’intervista al ministro della Giustizia Angelino Alfano, neo segretario nazionale del Pdl, nell’edizione delle 20 del TG1. Il deputato del Pd e coordinatore dell’Osservatorio sul pluralismo televisivo – nonché ex presidente della Rai – la giudica “sorprendente”: “Mentre viene marginalizzato e circoscritto a un ruolo protocollare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, vero padrone di casa, viene dedicato uno spazio quasi esclusivo agli incontri di Berlusconi a margine della festa. Dei referendum – osserva Zaccaria – si parla pochissimo, ma in compenso va in onda un’intervista-fiume in studio di quasi cinque minuti al nuovo segretario del Pdl Angelino Alfano. Ora vedremo quale spazio verrà riservato al segretario del maggior partito di opposizione per poter replicare alla propaganda del partito di maggioranza”. Subito la replica del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: “E’ del tutto singolare la concezione della informazione che hanno alcuni esponenti dell’opposizione. Se accade un evento che riguarda il centrosinistra è una notizia, se riguarda il centrodestra no. Come giustificare altrimenti le accuse immotivate al Tg1 per la presenza del segretario del Pdl Alfano, fresco di designazione?”. Ma anche l’Idv interviene dopo l’intervento in tv del Guardasigilli: “Gli esponenti del Pdl e di questo governo confermano di essere estranei alla libertà d’informazione – dice il portavoce del partito Leoluca Orlando – attaccando in maniera scomposta le voci che non seguono i dettami di Palazzo Chigi come il Tg3 e Annozero, ai quali l’Idv rivolge la più totale solidarietà. I cittadini pagano il canone e hanno il diritto di essere informati correttamente, soprattutto sui referendum che questo governo ha provato a oscurare in tutti modi. Al contrario, gli italiani non meritano di assistere a spettacoli come quello offerto questa sera dal Tg1 che ha mandato in onda un comizio in piena regola del neo segretario politico del Pdl, Angelino Alfano”.

.

02 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/06/02/news/santoro_replica_in_video_a_berlusconi_annozero_non_determina_le_elezioni-17135186/?rss

_______________________________________________________________

VERSO IL 12-13 GIUGNO – Referendum, iniziative in tutta Italia gli appuntamenti fino al 5 giugno

VERSO IL 12-13 GIUGNO

Referendum, iniziative in tutta Italia
gli appuntamenti fino al 5 giugno

.

a cura di FLAVIO BINI

.

Referendum, iniziative in tutta Italia  gli appuntamenti fino al 5 giugno

.

Si avvicina il voto referendario e si moltiplicano gli appuntamenti in giro per il Paese: ecco un’agenda continuamente aggiornata delle iniziative organizzate da partiti, associazioni e società civile. Continuate a mandare le vostre segnalazioni a referendum@repubblica.it 1

DALLE CITTÀ
Bari 2 | Bologna 3 | Firenze 4 | Genova 5 | Milano 6
Napoli 7 | Palermo 8 | Parma 9 | Roma 10

VENERDI’ 3 GIUGNO

Ventotene – Aperitivi, musica e incontri nel gazebo informativo sui quattro referendum. A cura della sede della Lega Navale Italiana (via Calabattaglia)

Chieti, ore 16, sala consiliare della Provincia (corso Marruccino 97) – Incontro pubblico dal titolo “Tutti insieme per difendere l’acqua”, con padre Alex Zanotelli e con il cabarettista ‘Nduccio. Alle 17.45, comizio in piazza Vico

Frattamaggiore (Napoli) ore 18, Piazza Umberto I – Manifestazione pubblica il 3 giugno dalle ore 18 in Piazza Umberto I di Frattamaggiore (NA). Durante l’evento saranno spiegati i quattro quesiti referendari con happening musicali.

Ronchi dei Legionari (Gorizia) ore 18, sala del Consiglio comunale – Assemblea pubblica a sostegno del  SI ai referendum

Sarteano (Siena) ore 18, teatro Comunale degli Arrischiant – Incontro dibattito “2 sì per l’acqua bene comune”

Avellino, dalle 18 alle 20, nei pressi della fontanella della Chiesa del Rosario (al Corso) – Il funerale contro la privatizzazione dell’acqua, un flash mob organizzato dal movimento Cinque stelle Campania

Rivo di Puglia (Bari) ore 19.30, piazza Dante -Conferenza sul tema della risorsa acqua e sulle motivazioni del referendum a cura di Federico Cuscito (Comitato Pugliese Acqua Bene Comune) e Michele Loporcaro (Meetup il Grillaio  –  Altamura)

Brescia 2 dalle 19, Parco Gallo – Festa Eco-referendaria di Sinistra, Ecologia e Libertà

Ostia (Roma) alle ore 20,00- Biciclettata pro referendum con appuntamento davanti al parco Pietro Rosa, in viale della Vittoria

Lucca dalle ore 20 alle ore 23, Piazza della Cittadella c/o Cinema Centrale – Serata di informazione e di approfondimento sui temi oggetto del referendum con interventi di  Luca Martinelli (giornalista e redattore della rivista “Altreconomia”), Michele Urbano  (presidente circolo Legambiente di Lucca) e Alessandro Berutto (avvocato).

Lecce, ore 22, Porta San Biagio – Volantinaggio nella zona della movida a cuRa delle associazioni di donne di Lecce

Forno di Zoldo (Belluno) ore 20,30, sala del cinema Dont –  Incontro “Vogliamo il nucleare? L’energia rinnovabile e il nucleare al declino del petrolio”, organizzato dal mensile locale “Stile Zoldano”

Almenno San Salvatore (Bergamo), dalle 20.45 nella sala Poliuso delle scuole medie – Incontro “Nucleare: veniamo al nocciolo. Meglio tardi o mai?”

Campo Ligure (Genova) ore 21, Palazzo della Giustizia – Incontro informativo sui 4 referendum

Castelnuovo di Farfa (Rieti), teatro Cianni, ore 21 – Atto unico e semiserio dal titolo “Un brillante futuro”, ispirato ai temi referendari

SABATO 4 GIUGNO

Ventotene – Aperitivi, musica e incontri nel gazebo informativo sui quattro referendum. A cura della sede della Lega Navale Italiana (via Calabattaglia)

Dolo-Marghera (Venezia) , ore 9 – Biciclettata lungo la Riviera del Brenta

Thiene (Vicenza)
dalle 9 alle 19 in Piazza Ferrarin – Presidio “Acqua Bene Comune”

Ruffano (Lecce), ore 9.30 in largo D’Annunzio – Banchetto informativo sui referendum, organizzato dal Partito Democratico e dai Giovani Democratici del circolo di Ruffano e Torrepaduli

Voghera – Biciclettata per il referendum. Partenza alle 9,45 da Piazza della Chiesa

Monteveglio (Bologna) dalle 10,00 alle 22,00, Parcheggio Cà Vecia – Banchetto informativo con distribuzione materiale e gadgets

Messina ore 10, PIazza Castronovo –  Partenza della carovana dell’acqua per i quartieri della città
Ore 18, piazza Cairoli, Comizio per i 4 sì.

Bolzano, dalle 10.30 alle 12.30 in riva al Talvera (vicino a ponte Talvera) – Beni comuni in pericolo! Una Discussione aperta

Mortara (Pavia) dalle 15 alle 18, piazza Urbano II – Banchetto informativo sui referendum

Seregno (Monza), ore 15.30 – In bicicletta da piazza Concordia al parco Porada

Chieri (Torino) ore 16,30, Piazz Umberto – “Festa del Sì” con Emanuele Nigro (fisico e consulente energetico, membro del Centro Studi Sereno Regis), Francesco Nannetti (Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua) e Francesco Paese (promotore chierese del referedum contro il legittimo impedimento).

Livorno dalle 16.30 alle 24, Rotonda di Ardenza – Festa del quorum: iniziativa  per sensibilizzare sui temi contenuti nei quattro quesiti referendari

Rovigo, Piazza Matteotti – Gazebo informativo organizzato dalla Rete degli Studenti

Parma, dalle 16.30 – In bicicletta per promuovere i referendum

Modena ore 16,30, Parco XXII aprile – Incontro “La parola ai cittadini su acqua e nucleare”

Casteltermini (Agrigento), dalle 17 alle 21, piazza Duomo – Stand informativo a cura del “Comitato Cittadino Sì Referendum”

Collevecchio (Rieti), ore 17,30 – Dibattito pubblico in piazza “2 sì per l’acqua bene comune” organizzato dal Comitato locale acqua.

Sanremo (Imperia) ore 17.30, Salone Landrua (sotto chiesa NS Mercede) – “Perché Sì? Perché No?” Incontro pubblico sui quattro quesiti referendari

Napoli, dalle 18 in piazza Sanità – Concerto per l’acqua pubblica: cantanti, musicisti, rock band, attori, giocolieri, burattinai (con la partecipazione di padre Alex Zanotelli). Grande festa collettiva di musica arte e riflessione civica

Pisa, ore 18 – Gita in battello sull’Arno. A seguire l’asta ‘Artisti per l’Acqua’, per il finanziamento della campagna referendaria: le opere saranno poi spostate ed esposte alla Galleria Gennai

Bologna, a villa Torchi dalle ore 20 – Incontro dal titolo “Referendum, due sì per l’acqua”

Ancona, dalle 21 in piazza Roma – NOTTE BLU. Rassegna musicale per dire Sì all’acqua pubblica

DOMENICA 5 GIUGNO

San Damiano d’Asti, dalle 8,30 alle 12,30 – Banchetto informativo e “… Se non ora quando ?” Quattro chiacchiere informali sui 4 referendum di giugno, in piazza Libertà.

Casagiove (Caserta), dalle 9 in piazza San Michele – Presidio e musica organizzato dal Pd insieme al comitato 4sì

Asti, ore 9,30 – Biciclettata Antinucleare e per l’Acqua Bene Comune. Ore 17,30 –  Catena umana sui due ponti di San Mauro con iniziative collaterali fino alle 19,30.

Cividale del Friuli (Udine) ore 9,30, Piazza Giulio Cesare – Biciclettata per tutte le frazioni di Cividale. ll gruppo di biciclette sarà preceduto da una auto munita di altoparlante che inviterà tutta la cittadinanza a votare per i 4 referendum abrogativi.

Verbania – “In bici per l’acqua e per il sole”: biciclettata con ritrovo alle 9:30 nel piazzale di Villa Taranto

Lizzanello (Lecce), 9.30 – Flash mob nella piazza di Lizzanello in mattinata. Nel pomeriggio (17,30) biciclettata per le vie del paese

Cerisano (Cosenza) dalle 9 alle 13, Piazza Zupi – Banchetto informativo sui referendum a cura del movimento politico-culturale “Primavera Cerisanese”

Barletta dalle 9 alle 14, Litoranea ponente e via Regina Elena – Volantinaggio in spiaggia e banchetto nei pressi del lido massawa e del bar levante

Casteltermini (Agrigento), dalle 10.30 alle 13, piazza Duomo – Stand informativo a cura del “Comitato Cittadino Sì Referendum”

Bologna dalle 10.30 alle 13, Piazza IV novembre –  Banchetti informativi sui quesiti referendari

Mugnano del Cardinale (Avellino), ore 11.00 in piazza Municipio – Proiezione del documentario di Leslie Franke e Herdolor Lorenz “Water makes money”

Capodimonte (Viterbo) ore 16, lungolago – Catena umana contro il nucleare e per l’acqua pubblica

S.Maria di Castellebate (Salerno) dalle 10.30 alle 13.30, piazza Lucia – Iniziativa di sensibilizzazione sulle ragioni del SI a cura del Comitato Castellabate per il SI e del PD Catellabate

Mestre ore 15, Forte Carpenedo – Incontro pubblico sui referendum

Deruta (Perugia) ore 16 – Manifestazione di informazione sulle tematiche referendarie

Desenzano del Garda (Brescia) ore 17, Piazza Matteotti – Bicilettata pro- refrendum per le vie di Desenzano e Rivoltella

Marina di Carrara (Massa Carrara) – Critical mass con partenza alle ore 17 da PIazza dino Menconi

Pavullo nel Frignano (Modena) dalle 17 alle 22, Via San Francesco – Pomeriggio di musica e approfondimento suo temi referendari

Sassuolo (Modena), ore 18 – Catena Umana per il referendum

Furnari (Messina) ore 19, Piazza Marconi – Concerto pubblico per promuovere i referendum con l’esibizione di gruppi musicali provenienti dalla provincia di Messina

Amantea (Cosenza) ore 19 in piazza Commercio – ‘WATER IS LIFE’, festa popolare sui referendum

Sciacca ore 20, Palazzo comunale – Referendum Music 4 vote live concert

Cuggiono (Milano) ore 20, Sala parrocchiale di Santa Domitilla – Proiezione di un documentario sullo smaltimento delle scorie nucelari

Barrafranca (Enna) ore 20 – Serata canora con band musicali locali e interventi sui 4 referendum

Afragola (Napoli), Corso Napoli – Stand informativi sulla campagna referendaria nell’ambito della manifestazione “100 strade per giocare”

Squinzano (Lecce) dalle 19,30 alle 21.30,  Salone Teatro “Maria Regina” – “VOTARE E’ SEMPRE LA SCELTA MIGLIORE”: incontri informativi sui quesiti referendari

Marina Serra di Tricase (Lecce) dalle 16 alle 22 – “FESTASì” Ore 16.00 FESTASì Junior Ludoteca sensoriale – angolo per i bambini – laboratorio aquiloni; Ore 18.00 DIBATTITO SUI REFERENDUM del 12 e 13 giugno 2011. Durante la festa saranno allestiti spazi con materiale informativo e gadget.

Mineo (Catania) ore 17,30, Circolo di Cultura Luigi Capuana – “Energia, acuqa, giustizia: conoscere per decidere. Incontro sui temi del referendum

Rivoli (Torino) ore 18, Piazza Martiri della libertà – Referendum fest: serata dedicata alla consultazione con incontri sui quesiti referendari, stand gastronomici e musica

Ruvo di Puglia (Bari) dalle 19.30 alle 22.30, via Vanini (ex cinema Vittoria) – Proiezione del film documentario “Water makes money”

Baiano (Avellino), ore 20 in piazza Municipio – Proiezione del documentario di Leslie Franke e Herdolor Lorenz “Water makes money”

Matera ore 21, Piazza Vittorio Veneto – Comizio del coordinamento pugliese Acqua Bene Comune

Roma ore 21, Teatro Ambra Jovinelli – H2Ora, serata di musica e parole a sostegno dei Sì ai referendum popolari del 12 e 13 giugno. Organizzano: A Sud, Comitato 2 sì per l’acqua bene comune. Con Ascanio Celestini, MAT Trio Jazz, Progetto Acqua, Gianni Minà, Giuseppe De Marzo, Paolo Carsetti.

.

02 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/ambiente/2011/06/02/news/referendum_iniziative_in_tutta_italia_gli_appuntamenti_fino_al_5_giugno-17122754/?rss

_______________________________________________________________

E ADESSO FUORI L’UNTORE! – L’E. coli adesso spaventa l’Ue Oms: “Una variante mai vista prima” / VIDEO: Russia bans EU raw vegetable imports over E.coli

Russia bans EU raw vegetable imports over E.coli

02/giu/2011 da

GERMANIA

L’E. coli adesso spaventa l’Ue
Oms: “Una variante mai vista prima”

.

Identificato il ceppo: è nuovo, altamente tossico e resistente ad alcuni antibiotici. Mille contagiati in Germania e 600 in altri Paesi. La Russia blocca le importazioni di verdura dall’Europa e Bruxelles protesta. Scagionati i cetrioli, la Spagna chiede i danni all’Unione europea

https://i2.wp.com/www.repubblica.it/images/2011/06/02/113601971-5d52bd92-c334-4159-ae05-4a8040f2554c.jpg

.

di ADELE SARNO

.

ROMA – Cresce l’allarme per il batterio dell’Escherichia coli. Sale a 18 il numero delle vittime e l’ultimo caso riguarda una donna di Amburgo, la città epicentro dell’epidemia. Aumentano anche i ricoveri da dissenteria emorragica. Il focolaio resta in Germania, dove i “contaminati” sono circa 1.000, ma si registrano anche più di 600 casi in altri Paesi: Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Austria, Svizzera e Olanda. In Inghilterra, in particolare, oggi sono stati annunciati 7 casi ufficiali, quattro tedeschi e tre inglesi reduci da soggiorni in Germania.

Le cifre e soprattutto l’indeterminatezza della fonte dell’infezione preoccupano le autorità dell’Unione. Sulla causa dell’epidemia, infatti, non si sa ancora nulla. “Caduta l’ipotesi del cetriolo contaminato – dice Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto superiore sanità – resta da chiarire quale sia il veicolo di trasmissione. L’unica certezza in questo momento è che le autorità sanitarie stanno indagando. E che bisogna capire se si tratti di un’epidemia a trasmissione interumana, con il contagio da persona a persona, o da sorgente unica, come l’intossicazione alimentare”.

Le scoperte, invece, sono arrivate sul batterio. L’Organizzazione mondiale della Sanità intanto spiega che la variante di E. coli trovata nei pazienti tedeschi contagiati “non è stata mai vista prima in un focolaio di infezione”. E il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha comunicato ufficialmente che, sebbene gli studi sull’origine del batterio siano da terminare, è stato identificato il ceppo che spaventa l’Europa: si chiama Stec 0104:H4.

“I risultati di laboratorio – scrivono gli esperti in una nota – hanno individuato il sierogruppo Stec 0104:H4 (Stx2-positivo, eae-negativo, hly-negativo, ESBL, aat, aggR, aap) come l’agente responsabile”. Il ceppo, dice il responsabile dell’istituto di genetica di Pechino che ha sequenziato il Dna del batterio in collaborazione con i ricercatori dell’University Medical Center Hamburg-Eppendorf di Amburgo, è simile uno isolato in passato nell’Africa centrale. Analisi comparative hanno rivelato una similarità di sequenza pari al 93% con il sierotipo EAEC 55989 noto per essere causa di una grave forma di diarrea. “Questa variante – dicono – è altamente infettiva e tossica. E possiede geni di resistenza a diversi tipi di antibiotici. Anche a quelli più comuni: amminoglicosidi, macrolidi e beta-lattamici”.

Mentre le autorità sanitarie tedesche e quelle europee provano a capire l’origine del contagio, la Russia decide di vietare l’importazione di verdure e ortaggi freschi da tutti i paesi dell’Ue. La notizia arriva dal capo dell’agenzia di difesa dei consumatori, Gennady Onishchenko, che dice: “Il divieto di verdure ed ortaggi freschi, che riguarda tutti i paesi dell’Unione europea, ha effetto da questa mattina (giovedì). Le verdure e gli ortaggi già importati dall’Ue saranno sequestrati in tutta la Russia”. L’Unione europea ha definito “sproporzionato” il bando imposto dalla Russia e ha preannunciato che chiederà spiegazioni a Mosca per il provvedimento.

Ma anche tra partner europei il contagio alimenta le polemiche. Continua ad essere alta la tensione politica tra Germania e Spagna. Il premier Josè Luis Rodriguez Zapatero, annuncia che si chiederà un risarcimento “alle autorità europee competenti” per le accuse infondate. L’Istituto di Igiene di Amburgo, infatti, inizialmente aveva rintracciato il batterio in una partita di cetrioli provenienti da due aziende di agricoltura biologica di Almeria e Malaga. L’allarme però è stato revocato lo scorso mercoledì dall’eurocommissario alla Salute e alla tutela dei consumatori.

“Grazie alle analisi effettuate dalla nostra Agenzia per la sicurezza alimentare – dice Zapatero – è divenuto chiaro che non esiste la benché minima indicazione in base alla quale l’origine di questa grave epidemia risiederebbe in un qualsivoglia prodotto agricolo spagnolo”. Ma le critiche del premier spagnolo non si femrano qui. Zapatero punta il dito contro la ”lentezza” con cui la Commissione ha reagito all’emergenza e ha fatto sapere che chiederà “spiegazioni molto approfondite e risarcimenti adeguati” per i danni d’immagine ed economici subiti dall’agricoltura spagnola.

E dall’Italia arriva la reazione di Coldiretti. “Gli ortaggi e i legumi che il nostro Paese esporta in Russia – dice l’associazione dei consumatori – hanno un mercato di 4,4 milioni di euro l’anno. Il blocco della Russia è una misura unilaterale e generalizzata del tutto inopportuna destinata a generare allarmismo e a far salire i danni subiti dagli incolpevoli produttori nazionali. Basti pensare che questa psicosi in tutta Europa ha già colpito le esportazioni nazionali di ortofrutta, con perdite di 20 milioni in una settimana”.

.

02 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/02/news/e_coli_continua_l_allerta_ue_la_russia_vieta_l_import_di_ortaggi-17108104/

_______________________________________________________________

Festa in piazza Duomo per Pisapia al debutto con la fascia tricolore

«Hanno dovuto anticipare l’apertura delle porte del Comune per la folla di gente»

Festa in piazza Duomo per Pisapia al debutto con la fascia tricolore

La gioia del neosindaco per l’entusiasmo dei cittadini: «La città intera vuole andare avanti e migliorare»

.

MILANO – La cerimonia per il 2 giugno in piazza Duomo a Milano si è trasformata rapidamente in una grande festa per il neosindaco di Milano Giuliano Pisapia. Appena terminato il ricordo della Festa della Repubblica, Pisapia è stato accerchiato da centinaia di sostenitori che ne hanno gridato il nome e si sono complimentati con lui. Il sindaco, visibilmente emozionato, con un certo pudore ha avuto attenzione per tutti: una carezza per qualche bambino, un saluto con degli anziani, un breve dialogo con alcuni giovani. Quindi, rompendo tutte le formalità, è andato a piedi fino alla sede del Comune attraversando la Galleria Vittorio Emanuele in un bagno di folla.

L’INNO DI MAMELI – Durante la cerimonia Pisapia ha cantato l’Inno di Mameli: «L’ho imparato a scuola come tutti noi – ha spiegato rispondendo alle domande dei giornalisti – e quindi è giusto nella continuità, soprattutto in un momento importante per Milano e per la Repubblica, mi è venuto assolutamente spontaneo cantare il nostro inno». «Quello che è entusiasmante ancora oggi – ha continuato – è la gente, i milanesi, coloro che vengono da fuori Milano, perché sia all’ingresso di Palazzo Marino sia in piazza Duomo ho avuto un’accoglienza ancora una volta entusiasta. Questo è molto bello perché vuol dire che la città intera vuole andare avanti e migliorare». «È molto bello poi – ha concluso Pisapia – che Palazzo Marino sia aperta ai cittadini e mi hanno detto che hanno dovuto anticipare l’apertura delle porte del Comune di Milano perché c’era così tanta gente che sarebbe stato difficile trattenerla. E questo è il primo regalo che Milano fa a me».

.

Redazione online
02 giugno 2011

fonte:  http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/11_giugno_2/pisapia-piazza-duomo-fascia-tricolore-190781553009.shtml

_________________________________________________________________

L’INTERVISTA – Di Pietro: L’Italia del Sì può vincere

L’Italia del Sì può vincere

.

fonte immagine

.

di Alessandro Gilioli

.

«Berlusconi ha tentato in ogni modo di boicottare i referendum. Con una legge truffa sul nucleare e facendo credere di volersi presentare ai processi. Ma non è vero niente: se non si vince il 12 giugno, riprenderanno a costruire le centrali e lui farà rinviare le sue udienze all’infinito». Parla Antonio Di Pietro, leader dell’Idv

.

.

Antonio Di Pietro è di ottimo umore: dopo i risultati elettorali di lunedì, è arrivata la decisione della Cassazione sul referendum anti nucleare. Si voterà anche per l’atomo e questo può essere fondamentale per il successo del 12 e 13 giugno: un appuntamento su cui Di Pietro ha scommesso fin dall’inizio, «quando a raccogliere le firme non eravamo in molti, e mi dicevano pure che stavo facendo un favore a Berlusconi». Insomma, tutto sembra sbloccarsi all’improvviso, e nel giro di pochi giorni.

Di Pietro, sta finendo o no il quindicennio berlusconiano?
«Le elezioni amministrative sono state indubbiamente anche un referendum sulle politiche del governo e soprattutto sulla credibilità del presidente del consiglio e della sua maggioranza. L’impressione che ho avuto io girando per il territorio in campagna elettorale è che la gente ormai si senta presa in giro da Berlusconi. E’ cone se avessero tutti capito di essere stati fatti fessi: come le vittime di Vanna Marchi che si accorgono di essere state truffate. Bene: oggi siamo alla richiesta di risarcimento danni».

Quindi è più la destra ad aver perso che non la sinistra ad aver vinto?
«Purtroppo sì. Le elezioni hanno dimostrato due cose: primo, che la credibilità della maggioranza è crollata, Lega compresa. Secondo: che un’alternativa può esserci, se passa attraverso un’area strutturata di centrosinistra. Area che può nascere in modi diversi: come a Torino, dove una buona amministrazione del Pd è stata sufficiente per far vincere la coalizione; come a Milano, dove invece era necessario individuare attraverso le primarie un candidato che potesse mettere insieme l’alleanza con la sua credibilità; o come a Napoli, dove era necessaria una forte discontinuità. Però…».

Però?
«Però questa coalizione non ha ancora dimostrato di essere una vera alternativa di governo. Il centrosinistra deve ancora meritarsi quel voto che oggi ha avuto non per quello che sa fare, ma per quello che non hanno saputo fare gli altri. Quindi, se fossi un insegnante, oggi boccerei senz’altro il centrodestra, ma darei un ‘non classificato’ alcentrosinistra».

E dunque cosa deve fare adesso l’attuale opposizione?
«Tre cose. Primo, strutturare un programma sintetico in due pagine – non le 230 dei tempi di Prodi – con gli obiettivi primari attorno a cui si può realizzare la coalizione: energia, politica estera, liberalizzazioni, giustizia sociale, questione meridionale etc. Secondo, indicare da subito quali sono i partiti che ci stanno a realizzare questi obiettivi primari: io in giro sento ancora fare tanti calcoli di sommatoria delle sigle, ma non è mettendo insieme cani e gatti che si scannano tra di loro che si può governare. Terzo, individuare la premiership, perché c’è bisogno di avere un punto di riferimento. E, dico io, serve non solo il nome del leader, ma anche quello di chi occuperà i posti più importanti: Economia, Interni, Esteri, Giustizia e Difesa. Da dire agli elettori prima del voto, naturalmente».

Il tutto con le primarie di coalizione o senza?
«Le primarie a volte funzionano, come a Milano, a volte no, come a Napoli. Se, una volta individuata la coalizione, si ritiene di fare le primarie, noi non ci sottrarremo di certo e magari indicheremo anche un nostro candidato. Se invece gli altri non le vogliono fare, noi non ci metteremo di traverso, siamo disposti ad accettare il nome che indica il Pd, che nella coalizione è maggioranza relativa. Quello che conta, però è un’altra cosa».

E cioè?

«Fare in fretta. Domattina rischia di essere troppo tardi. I tempi bruciano: invito Bersani, Vendola e gli altri che ci stanno a scrivere insieme questo programma. Invece di perdere mesi a chiedersi se vogliamo anche l’Udc o no…».

Ehm, mi scusi: ma vogliamo anche l’Udc o no?
«Io non ho nulla in contrario alla sigla Udc. Ma bisogna confrontarsi sui contenuti: biotestamento, politica estera, nucleare e così via. Insomma dobbiamo fare prima il programma, poi se l’Udc decide di stare con noi e aderisce a quel programma, bene. Sintetizzando, per rispondere a D’Alema: una Macerata non fa primavera. Sui referendum del 12 e 13 giugno, per esempio, l’Udc sta dalla parte opposta rispetto alla nostra…».

Referendum, appunto: possono essere la botta finale a Berlusconi?
«Noi ci appelliamo ai cittadini perché vadano alle urne senza preconcetti e senza la necessità di considerare questo voto un ‘giudizio di Dio’ su Berlusconi. Invito tutte le altre forze politiche a comportarsi nello stesso modo. Io, che ho raccolto le firme nella sfiducia di molti, ho tolto il cappello dell’Idv da questi referendum, e sul palco delle manifestazioni non metteremo nemmeno il nostro simbolo. Invito i cittadini ad andare al voto non per dare la spallata a Berlusconi ma per dire la loro su tre temi fondamentali – acqua, nucleare e legalità – che non sono né di destra né di sinistra. Se spacchiamo il Paese facendo del referendum un giudizio sul governo, finisce che tutti coloro che stanno da quella parte si sentono legittimati a non andare a votare».

Entriamo nel merito allora, iniziando dall’acqua: secondo i contrari al referendum non è vero che la legge su cui si vota regala l’acqua ai privati…
«Intanto diciamo che il Forum dell’Acqua ha raccolto due milioni di firme per abolire articoli di legge fatti sia da destra sia da sinistra. Stabilito questo, quello dell’acqua è un problema che va affrontato in chiave metagiuridica. Il segnale politico che manderebbe una vittoria dei ‘sì’ sarebbe molto chiaro: l’acqua è un elemento essenziale della vita come l’aria, è di proprietà di tutti per il semplice fatto che esistiamo. Quindi se è vero che per ragioni di approvvigionamento bisogna pagane il costo, è tuttavia immorale e anti umana l’idea che la gestione dell’acqua diventi uno strumento di profitto. Va bene pagare i costi vivi e il servizio, ma non il profitto di chi lo gestisce. La vittoria dei ‘sì’ stabilirebbe una regola a cui ogni legge futura dovrebbe ispirarsi: i cittadini non devono pagare il profitto nell’erogazione dell’acqua, questo bene fondamentale di base che non può essere uno strumento di profitto».

Nucleare: il governo aveva già deciso la moratoria, che bisogno c’era di votare?
«E’ il contrario: l’esecutivo ha approvato quella leggina proprio per boicottare il referendum. Noi invece abbiamo deciso da tempo di non arrenderci alla logica commerciale e speculativa del governo Berlusconi, che infatti ha già annunciato che ‘i contratti rimarranno in essere’ anche se non si facessero più le centrali. Insomma, la legge era pensata proprio per riprendere a costruire gli impianti tra un anno. In Germania la Merkel ha preso atto che il nucleare ormai è roba del passato e le moderne tecnologie consentono soluzioni diverse. In Italia invece abbiamo bisogno di andare alle urne e di dire di no al nucleare votando ‘sì’ al referendum».

Infine, legittimo impedimento. Anche questo a molti sembra un referendum inutile, visto che da qualche mese il premier ha deciso di andare ai suoi processi.
«Eh no, non ci caschi. Berlusconi si è presentato un paio di volte al tribunale di Milano per la stessa ragione per cui ha fatto la moratoria sul nucleare, cioè tentare di svuotare di significato e di interesse il referendum. Può stare sicuro che se il quesito non passa, dal giorno dopo lui ricomincia a fissare incontri internazionali o impegni di governo proprio nei giorni delle udienze, costringendo i tribunali a prenderne atto e a rinviare tutto. La parte di legge non abolita della Consulta glielo consentirebbe tranquillamente: e lui finora non l’ha usata proprio per far credere che non ci sia più bisogno di abrogarla con il referendum. Stiamoci molto attenti, a non cadere in questa trappola».

A naso e senza proclami, Di Pietro: secondo lei andrà veramente a votare più del 50 per cento degli elettori, rendendo validi i quesiti?
«Quando mi sono imbarcato in questa avventura, ho fatto un gesto di coraggio e forse di temerarietà. Avevo in mente una massima che mi diceva sempre mia madre: Tonino, nella vita c’è bisogno di tanto coraggio per saltare sopra il treno che passa, ma ci vuole tanta fortuna che passi il treno. Mi creda, il treno sta per passare, bisogna solo stare sul ponte ben pronti a saltarci».

_______________________________________________________________

_______________________________________________________________

01 giugno 2011

fonte:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/litalia-del-si-puo-vincere/2152604

_______________________________________________________________

Finalmente sesso libero e sicuro con il contraccettivo sottocutaneo! Il problema? E’ che non funziona..

Fase Uno – fonte immagine

Fase Due.. – fonte immagine

Finalmente sesso libero e sicuro con il contraccettivo sottocutaneo!

.

https://i0.wp.com/www.disinformazione.it/images/implan1.jpg

.
di Marcello Pamio – 1 giugno 2011

.

Volete praticare finalmente sesso sicuro, senza più rischi di gravidanze indesiderate?
Nessun problema, è arrivata la soluzione e si chiama “Implanon”.
Un contraccettivo che non va preso per via orale, che non si può dimenticare e soprattutto assolutamente sicuro!
Si tratta di un piccolo ‘bastoncino’ di due millimetri di diametro e quattro centimetri di lunghezza[1] che il ginecologo di vostra fiducia gentilmente inserirà sotto la cute del braccio, nella parte interna.

Una volta impiantato rimarrà posizionato per ben tre anni.
Per tre anni, non ci si dovrà più occupare e preoccupare di una gravidanza sgradita, della contraccezione, per cui sesso a gogò senza alcun rischio e/o pericolo.
Si cambia idea? Anche qui, nessun problema, basta rimuoverlo.

Gli esperti garantiscono – parola loro – nessun rischio di dimenticare di prendere la pillola anticoncezionale, cosa che, almeno una volta al mese, è successa a otto donne su dieci (indagine GfK Eurisko);  fine totale dell’ansia di doversi ricordare tutti i giorni di assumere il contraccettivo.
Questo impianto – dicono sempre gli addetti ai lavori – è il nuovo contraccettivo ormonale sottocutaneo per le donne italiane che  vogliono essere libere dall’ansia della dimenticanza e che consente una maternità programmata a lungo termine.

Avete capito bene? Donne finalmente sarete libere dall’ansia!

E’ un contraccettivo che utilizza un derivato sintetico ad azione progestinica, spiega Chiara Benedetto, Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia, Direttore del Dipartimento Universitario di Discipline Ginecologiche e Ostetriche dell’Università di Torino.
Non contiene estrogeni e quindi può essere utilizzato anche dalle donne che presentano controindicazioni proprio all’uso degli estrogeni. E i meccanismi contraccettivi sono identici a quelli della pillola“.

Il progesterone è un ormone secreto dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali in quantità moderata prima dell’ovulazione, dopo in quantità elevata.
L’impianto libera una piccola quantità di questo ormone di sintesi prevenendo il rilascio di una cellula uovo dall’ovaio, provoca modificazioni nella cervice che rendono difficile la penetrazione dello sperma nell’utero.[2]
Implanon, è stato sostituito da Nexplanon, un prodotto dalla farmaceutica Schering-Plough, oggi Merck!

Il problema della pillola anticoncezionale
Fin qui la propaganda del marketing delle lobbies del farmaco: articoli e redazionali che le case farmaceutiche, per tramite le Aziende di Pubbliche Relazioni (Public Relations) hanno gentilmente fornito ai giornali nazionali.

Ma qual è il punto?
Il primo grosso problema è la contraccezione chimica normalmente chiamata simpaticamente “pillola”.
Negli anni ’50, lo spettro di un mondo predestinato ad un eccesso di popolazione allarmava scienziati e governi dell’Occidente industrializzato. Cominciò una corsa frenetica per controllare le popolazioni. Questo coincise con la scoperta di un processo relativamente poco costoso per fabbricare estrogeno sintetico e progesterone che potevano essere usati come contraccettivi.
Nasceva così la famosa Pillola. Questo miracolo chimico avrebbe liberato le donne dal peso di gravidanze indesiderate, aprendo così la porta ad una maggiore eguaglianza e libertà.

Quando una donna è incinta, i livelli degli ormoni variano e la produzione di altri ovuli viene arrestata. I livelli ormonali continuano a salire durante la gravidanza, segnalando al cervello di smettere di secernere ormoni che stimolano la produzione di ovuli. La Pillola imita questa azione e inganna continuamente il cervello facendogli pensare che la gravidanza sia avvenuta, e quindi sopprimendo l’ovulazione. Vengono fermate letteralmente le mestruazioni. Perdite di sangue si verificano ogni mese perché gli ormoni sintetici non vengono presi per circa sette giorni del ciclo. Dovrebbero chiamarsi “perdite da privazione” non mestruazioni.
L’azione della Pillola in realtà castra una donna interrompendo il suo ciclo naturale.

Uno dei farmaci più utilizzati è il Premarin (PRegnantMAreurIN) che viene prodotto dall’urina delle cavalle gravide, come dice lo stesso nome. Circa 35.000 cavalle sparse in diverse fattorie tra Canada e Midwest sono obbligate a restare in piedi in angusti box per sei mesi all’anno, con possibilità minime di movimento, con acqua razionata e con attaccate al corpo delle borse per la raccolta dell’urina. I box sono espressamente di dimensioni ridotte, per impedire che le fattrici gravide possano stendersi ed eventualmente danneggiare le borse che raccolgono le urine. Le cavalle vengono così sottoposte a un grave trauma psichico e fisico. Sono soggette a deformazioni degli zoccoli, ulcerazioni dovute allo sfregamento delle borse per la raccolta dell’urina e disfunzioni respiratorie causate da una ventilazione inadeguata.

Il Premarin, si trova anche in farmaci conosciuti come Prempro, Prempac e Premphase.[3]
La “pillola”, oltre a castrare la donna ne mette a rischio la salute con una serie di problematiche come: reazioni allergiche, emorragie improvvise, crescita di peli in faccia, ritenzione di liquidi, infezione di funghi, perdita di capelli, emicranie, nausea, aumento di peso, infezione da Candida, perdite vaginali, vene varicose, disturbo del metabolismo, maggior rischio di coaguli, maggior rischio di calcoli urinari, maggior rischio di tumori al fegato, osteoporosi, possibile collegamento col cancro dell’endometrio, utero, ovaie, aumento gravidanze extrauterine, aumento da tre a sei volte del rischio di infarto[4]

Il secondo problema legato a questa nuova contraccezione è che non funziona: 600 infatti sono le donne rimaste incinte nella sola Gran Bretagna.[5]
Secondo l’ente britannico per la regolamentazione dei farmaci, circa 584 donne sono rimaste incinte, 1.607 hanno riportato gravi effetti collaterali e numerosi medici e infermieri si sono lamentati per la difficoltà nell’inserire l’impianto.

Quindi l’impianto sottocutaneo, che dovrebbe liberare la donna da pensieri, preoccupazioni e ansie, rendendola più libera di vivere e godersi la propria sessualità, in realtà non protegge, non libera e anzi, rende la donna sempre più schiava e ammalata…


[1] “Sesso: sicuro con il contraccettivo femminile triennale”, Il Sole 24 Ore http://salute24.ilsole24ore.com/articles/13092-sesso-sicuro-con-il-nuovo-contraccettivo-femminile-triennale?refresh_ce
[2] Nexplanon 1 impianto 68 mg http://www.dica33.it/cont/indexing/farmaci/70155/NEXPLANON-1-IMPIANTO-68-MG.asp
[3]Premarin? No, grazie”, tratto da Salute è trimestrale di medicina naturale, www.disinformazione.it/premarin.htm
[4]Pillola anticoncezionale”, Nexus ed. italiana nr. 13 http://www.disinformazione.it/pillola.htm
[5]L’impianto cutaneo contraccettivo Implanon non funziona: 600 donne rimaste incinte in Gran Bretagna”, fonte http://www.blitzquotidiano.it http://babycomp-italia.blogspot.com/2011/01/il-contraccettivo-non-funziona-600.html

.

fonte:  http://www.disinformazione.it/implanon.htm

_______________________________________________________________

BATTERIO KILLER – E. Coli, la Russia vieta l’importazione di ortaggi

Timori per il batterio killer

Batterio killer: nessuna prova contro i cetrioli spagnoli. Resta ignota l’origine dell’epidemia – fonte immagine

E. Coli, la Russia vieta l’importazione di ortaggi

02 giugno 2011

.

Mosca – La Russia ha bandito oggi l’importazione di verdure crude dall’Unione europea a causa dell’epidemia di E.coli in Germania, una mossa definita «sproporzionata» da Bruxelles. La Germania ha spiegato che l’infezione, che ha ucciso 17 persone e ne ha fatte ammalare altre 1.500 in otto paesi europei, potrebbe andare avanti per mesi e la causa non essere mai trovata. La Russia ha già vietato l’importazione di verdura da Germania e Spagna a causa dell’epidemia, per la quale i tedeschi avevano inizialmente accusato i cetrioli spagnoli, ritenuti contaminati, prima di ritrattare e scusarsi con Madrid.

Il capo dell’agenzia russa Rospotrebnadzor per la protezione dei consumatori, Gennady Onishchenko, ha detto che le morti provocate dall’epidemia «dimostrano che le lodate leggi sanitarie europee, che la Russia è stata esortata ad adottare, non funzionano», secondo quanto scritto dall’agenzia Interfax. Il nuovo divieto è in vigore da stamani e ha portato ad un’immediata protesta da parte dell’Ue, che nel 2010 ha esportato verdure in Russia per un valore di 594 milioni di euro. La Spagna ha minacciato azioni legali per la crisi, chiedendo risarcimenti per i suoi agricoltori, che denunciano 200 milioni di euro di perdite a settimana per le mancate vendite e il rischio di mandare in fumo 70.000 posti di lavoro.

Reinhard Burger, capo dell’agenzia tedesca per il controllo delle malattie Robert Koch institute (Rki), ha ammesso oggi che la fonte precisa dell’epidemia potrebbe anche non essere mai trovata. «Penso che il numero (dei casi) calerà ma non so quanto ci vorrà, non sono sicuro», ha detto alla radio Bbc. «Potrebbero volerci settimane o mesi e non sono sicuro che troveremo davvero la fonte». L’Rki ha riferito ieri di 365 nuovi casi di E.coli, un quarto dei quali con una complicazione potenzialmente mortale.

La denuncia di Coldiretti – L’Italia esporta in Russia ortaggi e legumi per 4,4 mln di euro l’anno messi ora a rischio «per effetto dell’assurdo divieto imposto all’import di verdure da tutti i paesi dell’Ue, a seguito dell’epidemia causata dal batterio E. coli 0104». È quanto denuncia la Coldiretti, secondo cui «l’allarmismo ingiustificato» creato attorno ai cetrioli ha già provocato «una psicosi in tutta Europa che ha colpito le esportazioni nazionali di ortofrutta, con perdite di 20 mln in una settimana». Dopo che le analisi delle autorità sanitarie europee hanno scagionato i cetrioli senza individuare al momento il fattore scatenante dell’epidemia, il divieto imposto dalla Russia – sottolinea la Coldiretti – rappresenta «una misura unilaterale e generalizzata del tutto inopportuna destinata peraltro a generare allarmismo e a far salire i danni subiti dagli incolpevoli produttori nazionali».

.

fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/06/02/AOXRayY-importazione_ortaggi_russia.shtml

_______________________________________________________________