NOI QUANTO PAGHEREMO ALLA FIAT? – Chrysler, pagato il debito al Tesoro

Yes we do

fonte immagine

Bene, il Tesoro americano è soddisfatto (ma anche il canadese), Marchionne ha fatto il miracolo, con largo anticipo, grazie ai soldi Fiat.. che ora detiene la maggioranza di un’industria in grave e continua perdita. Quando la Fiat chiederà a noi italiani di pagare i debiti americani?

mauro

Gli operai attendono Obama con una spilla celebrativa: “Abbiamo pagato”.

Chrysler, pagato il debito al Tesoro: yes we did it

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Ai dipendenti Chrysler di tutti gli stabilimenti americani e non e’ stata distribuita una spilla con la scritta: “Pagato, 24 maggio 2011”, a indicare il rimborso dei prestiti ai governi americano e canadese

La nuova Lancia Thema made in ChryslerLa nuova Lancia Thema made in Chrysler

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Washington, Stati Uniti, 03-06-2011

“Paid”, pagato. “Yes we did it’, “ce l’abbiamo fatta”.
Chrysler attende la visita del presidente Barack Obama e intanto festeggia il rimborso dei prestiti ai governi americano e canadese e l’uscita del Tesoro statunitense dalla compagnie azionaria. Fuori dai cancelli dell’impianto di Toledo, dove e’ atteso Obama, c’e’ la scritta: ‘Yes we did it”.
Ai dipendenti Chrysler di tutti gli stabilimenti americani e non e’ stata distribuita una spilla con la scritta: “Pagato, 24 maggio 2011”, a indicare il rimborso dei prestiti ai governi americano e canadese.
La spilla distribuita ai lavoratori americani riprende i colori della bandiera statunitense, blu, bianco e rosso. Quella distribuita ai canadesi e’ rossa e bianca, come la bandiera del paese.

La terza volta del presidente Barack Obama in un impianto Chrysler.
Dopo la visita all’impianto di Jefferson North dove viene prodotta la Jeep Grand Cherokee e alla fabbrica di trasmissioni di Kokomo in Indiana, Obama arriva a Toledo, dove vengono prodotte le Jeep Wrangler e le Jeep Wrangler Unlimited.
Lo stabilimento conta 1.763 dipendenti su due linee di produzione.
Il Toledo Supplier Park occupa lo spazio che era una volta dello Stickney Plant, costruito nel 1942 e acquistato da Autolite nel 1964.
Nel 1981 l’impianto di Stickney Plant e’ stato convertito per la produzione di auto e dall’estate del 1991 produce le Jeep Gran Wagooner. Chrysler ha acquistato l’impianto nell’agosto del 1987 da American Motors Corporation (AMC).
La produzione della 2011 Jeep Wrangler e’ iniziata nell’agosto del 2010.

Marchionne
Chrysler e’ “finalmente indipendente”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, in un’intervista all’emittente Cnbc, sottolineando che al momento non c’e’ una tabella esatta e non ci sono scadenze per l’ipo della casa automobilistica americana.

Applausi dai dipendenti all’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne.
Entrando nell’area allestita per ospitare l’intervento del presidente Brack Obama nell’impianto di Toledo, Marchionne e’ stato accolto da un applauso dopo il rimborso dei prestiti ai governi americano e canadese e l’accordo con il Tesoro. La platea davanti alla quale parlera’ Obama e’ di circa 450 persone, molti con indosso t-shirt a sostegno di Obama e molti con magliette con bandiere americane e scritti ‘Proud to be american’. Molti dipendenti indossano la spilla distribuita da Chrysler per celebrare il rimborso dei prestiti.

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fonte:  http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=153439

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Una risposta a “NOI QUANTO PAGHEREMO ALLA FIAT? – Chrysler, pagato il debito al Tesoro”

  1. gianni tirelli dice :

    CON L’ACQUA ALLA GOLA!! IL COLPO DI GRAZIA.

    “Dire che l’acqua è composta di due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, non la definisce, ma la mortifica. L’acqua scorre, ghiaccia, si scioglie, rinfresca e disseta. L’acqua travolge e ti annega, bagna e deterge, spegne e da vita. Se la formula dell’acqua è H2O, quale sarà la formula della vita?
    L’acqua come la vita è un’emozione e, le emozioni non si privatizzano.”
    Possiamo definire lavoro, un’occupazione che produce veleni, propagandandoli poi, come squisitezze di un tempo, fatte con l’amore della nonna e di straordinaria qualità?
    Come testimonial di questo sistematico inganno, i furbetti della pubblicità hanno pensato bene di assoldare campioni sportivi di alto livello, cosi da potere garantire il loro marcio prodotto, aumentando i livello di fiducia. Denaro, sete protagonismo e illusione, sono le subdole armi che il Sistema Bestia adotta per corrompere chiunque. Quante migliaia di cose inutili e dannose, produce l’industrialesimo pagano? Io credo un buon novanta per cento. Se, fossimo in grado, di riconvertire questo novanta per cento, in cose serie (come la tutela dell’ambiente, la qualità della vita, l’agricoltura biologica, il risanamento delle aree degradate e contaminate, lo stato sociale, il turismo, ecc), qualcosa potrebbe cambiare; ma è un’ipotesi remota. Questa gente deve andare a casa, oggi stesso!!

    Il lavoro industriale non produce che dolore, morte e follia; arricchisce imprenditori cornuti e ignoranti e corrompe la politica. Nel frattempo i ghiacciai marciscono e si spengono. Le acque di fiumi raggiungono il mare, con il loro micidiale carico di bombe chimiche e, un numero infinito di fabbriche fumanti, si fottono miliardi di metri cubi di acqua, rendendola inutilizzabile e putrida contaminando le falde più profonde. I signori della “MINERALE”, ipotecano per sempre la nostra sete, e la privatizzazione degli acquedotti sarà l’ultimo atto di un Sistema becero che, specula sui bisogni primari dei cittadini, sulla sua conclamata inettitudine, dipendenza e incapacità di reagire ad ogni tipo di abuso. Il mercato della sete e il suo indotto, sono l’ultimo e più grande affare del Liberismo consumista. Entro un decennio, l’umanità sarà con l’acqua alla gola, ma la nostra fine, avverrà per disidratazione. Terribili guerre, per l’approvvigionamento delle ultime riserve idriche, feriranno a morte il pianeta. Pestilenze, e catastrofi naturali, ridurranno l’umanità ad un pugno di mosche. Il fuoco, brucerà ogni cosa e, una spessa e densa nube di veleni, oscurerà il sole. Non è un film. E’ il nostro prossimo futuro.

    L’acqua dunque, non si può privatizzare perché è di tutti noi.

    Già il semplice fatto di dovere motivare il “NO” imperativo alla privatizzazione dell’acqua è, non solo scandaloso e inquietante, ma mortifica una realtà di fatto, assoluta e imprescindibile che, fin dall’alba dei tempi, ha dato origine alla vita tutta, alla sua sopravvivenza e all’evoluzione della specie.
    Anche definire l’accesso all’acqua, un diritto, è un’ambiguità, poiché presuppone di fatto che, questo diritto, un giorno, possa decadere e cessare di esistere.
    L’accesso all’acqua, dunque, è un obbligo; un “dovere” etico e morale a garanzia della continuità di quel progetto divino che, solo dei folli e servitori del maligno vorrebbero, per un disegno perverso, calpestare.

    La sciagura del Liberismo Relativista, ha reso la vita degli individui, un inferno quotidiano (caos – disagio esistenziale – infelicità cronica – inquinamento ambientale – relativismo etico..), e se l’acqua finisse fra le grinfie dei “privati”, sarebbe, per le nostre società, il definitivo colpo di grazia.
    Con quale animo e con quale leggerezza, questa nuova razza di moderni politici sottoscrivono e approvano tali vergognose leggi? Neppure il più barbaro degli uomini di ogni tempo, avrebbe mai neanche potuto formularle e immaginarle!!

    La privatizzazione dell’acqua è l’ultimo atto di un piano eversivo che porterà i nostri figli verso un futuro di schiavitù.

    Gianni Tirelli

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