Archivio | giugno 4, 2011

Egitto, esplosione in centrale nucleare con perdita di acqua radioattiva

Egitto, esplosione in centrale nucleare
Perdita di acqua radioattiva

.

 

ROMA – Una perdita di acqua radioattiva sarebbe avvenuta nelle ultime ore nella piccola centrale nucleare di Anshas, in Egitto, dopo l’esplosione di una pompa del reattore. Lo ha rivelato una fonte dell’Autorità egiziana per l’energia atomica, coperta da anonimato, al giornale locale Rose el Youssef, che titola “L’Egitto si salva da un disastro nucleare”. La fonte ricorda che il primo reattore di ricerca di Anshas è stato rimesso in funzione di recente senza l’autorizzazione del Centro per la sicurezza nucleare e senza rispettare le norme di sicurezza dei reattori. La fonte ha spiegato al giornale che un’esplosione è avvenuta ieri nella pompa del reattore e ha provocato la perdita di dieci metri cubi di acqua radioattiva. In base ai criteri dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha aggiunto la fonte, il “disastro” è classificabile al terzo livello. La centrale di Anshas si trova a nord del Cairo, nel Delta del Nilo.

Sabato 04 Giugno 2011 – 16:01    Ultimo aggiornamento: 16:02
.
_______________________________________________________________
.

Sull’Everest raccolte 8 tonnellate di rifiuti. Ma 50 sono ancora sul tetto del mondo / VIDEO: Sherpas Clean Up Mount Everest

Sherpas Clean Up Mount Everest

Caricato da in data 19/lug/2010

Up next… no one likes cleaning up trash… but imagine doing it more than 26-thousand feet high. That’s what a group of climbers did on Mount Everest Sunday, removing bags of rubbish left by climbing parties over the last 40 years.

Many Nepali and foreign climbers have cleaned Mount Everest in the past.

But Namgyal Sherpa, leader of the Extreme Everest Expedition 2010, says no one had dared to clean above 26,246 feet.

This is an area known as the “death zone” due to a lack of oxygen and treacherous terrain.

Namgyal and his team of seasoned climbers risked the zone’s thin air and freezing temperatures to pick up empty oxygen bottles, gas canisters, torn tents, ropes, and utensils.

The mountain has become known as being the world’s highest rubbish dump.

Garbage that had been buried under snow in the past was now exposed on the surface of the mountainside with the white stuff melting away.

[Namgyal Sherpa, Project Director]:
“Collecting the rubbish is quite a risky task. Such tasks cannot be carried out by anybody.”

New Zealander Sir Edmund Hillary and Nepal’s Tenzing Norgay Sherpa were the first to ascend to Mount Everest’s summit in 1953.

More than 4,000 climbers have since scaled the mountain.

ECOLOGIA IN QUOTA

Sull’Everest raccolte 8 tonnellate di rifiuti
Ma 50 sono ancora sul tetto del mondo

Pezzi di elicottero, tende, lattine: in quasi 60 anni di ascensioni sulla vetta e dintorni è rimasto di tutto

fonte immagine

.

MILANO – Pezzi di elicottero; bombole d’ossigeno vuote; tende a pezzi e lattine rimaste intrappolate nel ghiaccio per quasi mezzo secolo: dozzine di volontari hanno ripulito l’Everest e trasportato a valle 8.110 chilogrammi di rifiuti. Ciò nonostante, sul «tetto del mondo» restano ancora più di 50 tonnellate di spazzatura.

Un ragazzo con un sacco di spazzatura raccolto in vetta
Un ragazzo con un sacco di spazzatura raccolto in vetta

TRENTA KG SULLE SPALLE – Ripulita (in parte) la montagna più alta del mondo (8.848 metri): un gruppo di 29 scalatori nepalesi sono stati impegnati per quasi 6 settimane sull’Everest per raccogliere la grande quantità di spazzatura abbandonata in questi anni dai tanti scalatori. «Diciannove di noi hanno lavorato sopra il campo base della montagna ogni giorno per più di sette ore – ha raccontato il capo della spedizione, Pasang Sherpa, al giornale nepalese República -. Ognuno era caricato con almeno 30 chilogrammi di rifiuti». La spazzatura è stata infine portata a valle nel villaggio di Namche Basar, nel Nepal sud-orientale, con l’aiuto di 75 buoi tibetani e 65 portatori.

ARTICOLI DA REGALO – Una parte dei rifiuti – tra cui vecchie tende, corde, scatole e giornali – verrà bruciata. I rifiuti metallici, come per esempio le tante bombole di ossigeno o le lattine vuote, verranno invece fusi e trasformati in giochi e souvenir dalla popolazione locale. Il ricavato della vendita servirà per finanziare programmi di sensibilizzazione ed educazione al rispetto ambientale della regione dell’Everest.

LA PIÙ ALTA DISCARICA DEL MONDO – Il progetto di pulizia denominato «Saving Mount Everest, Waste Management Project 2011», vuole anche stigmatizzare i cattivi comportamenti di chi affronta la scalata di questa montagna. Infatti: dalla prima ascensione al tetto del mondo del neozelandese Edmund Hillary (il 29 maggio del 1953), sono stati circa 3500 gli alpinisti saliti in cima all’Everest; 250 gli scalatori che sulla montagna più alta del mondo hanno lasciato la loro vita. L’Everest, sia sul versante nord tibetano sia su quello sud nepalese, ha accumulato una quantità talmente enorme di rifiuti, abbandonati dagli alpinisti in quasi 60 anni di salite, da essere definito come «la più alta discarica del mondo». Per gli esperti sul percorso restano ancora oltre 50 tonnellate di spazzatura abbandonata.

.

Elmar Burchia
04 giugno 2011

fonte:  http://www.corriere.it/ambiente/11_giugno_04/raccolta-rifiuti-everest-burchia_6759dff4-8ea9-11e0-a8a9-c25beeea819c.shtml

_______________________________________________________________

Tiananmen, il dovere di ricordare 22 anni dopo / IMMAGINI DI UN MASSACRO

Tiananmen, il dovere di ricordare 22 anni dopo

.

di Riccardo Noury

.

Ventidue anni. Sono quelli passati da quando i militari cinesi aprirono il fuoco contro le proteste pacifiche che, a Pechino e in altre città del paese, si stavano svolgendo da giorni, convocate dagli studenti, per chiedere riforme, libertà, democrazia. Oppure, detto in altri termini, per chiedere il rispetto della Costituzione, che riconosce e tutela le libertà d’associazione, d’espressione e d’assemblea.

La notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 in piazza Tianamnen, nelle vie che a quella piazza conducono  così come in altre piazze e strade della Cina, vennero assassinati centinaia, forse migliaia di cittadini cinesi.

Rischiamo di non sapere mai come sono andate le cose. Chi era in piazza Tianamnen, chi ci ha perso un figlio come Ding Zilin, lo ha raccontato e continua a raccontarlo, e per questo rischia il carcere e spesso ci finisce. Dal lato ufficiale, il governo cinese non solo ha sempre respinto ogni sollecitazione a ricostruire in modo trasparente e onesto cosa successe a piazza Tiananmen, ma – in occasione della recente apertura degli archivi nazionali – ha anche fatto sapere che i documenti su Tiananmen rimangono segreti, per evitare di recare danni alla “privacy” e alla “reputazione”. Di chi? Di chi impartì la direttiva di smantellare Tiananmen? Di chi diede l’ordine di sparare ad altezza d’uomo?Almeno, sappiamo ora cosa il Partito comunista cinese pensa di Tiananmen e di come ha definito quel periodo: un’“agitazione politica”. Io lo chiamo un massacro.

Per il resto, bocche cucite con le buone o le cattive, con la persuasione, l’autocensura o la forza. Shi Tao, un coraggioso difensore dei diritti umani, per il semplice fatto di aver diffuso all’estero una direttiva in cui si “suggeriva” ai giornalisti di tenere un basso profilo nell’imminenza del quindicesimo anniversario di Tiananmen, sta scontando una condanna a 10 anni di carcere. Con la complicità di Yahoo!.

Secondo il verdetto della corte, fu la Yahoo Hong Kong Ltd (società di servizi Internet con sede legale negli Stati Uniti) a fornire alle autorità le coordinate del luogo corrispondente all’indirizzo IP da cui Shi Tao aveva inviato l’email, alle 23.32 del 20 aprile 2004. Il luogo corrispondeva all’ufficio di Dangdai Shangbao, il giornale per il quale Shi Tao lavorava. Il portavoce di Yahoo! ha sostenuto che la società aveva semplicemente applicato e rispettato le leggi locali.

Se Tiananmen oggi è un luogo normalizzato, nelle preoccupazioni dei dirigenti del Partito comunista cinese e nelle speranze degli attivisti irrompe un’altra piazza, Tahrir. Non è un caso che dalla fine di febbraio, oltre 130 blogger, avvocati e altri attivisti cinesi siano stati arrestati dalla polizia, sottoposti a sorveglianza e intimidazioni da parte delle forze di sicurezza o “scomparsi”. Diversi di loro, 22 anni dopo, sono ancora una volta finiti nel mirino delle autorità. Nonostante la paura, nonostante il carcere già scontato e quello in arrivo, non hanno perso la determinazione. Un buon esempio per tutti noi.

.

04 giugno 2011

fonte:  http://lepersoneeladignita.corriere.it/2011/06/04/tiananmen-il-dovere-di-ricordare-22-anni-dopo/

_______________________________________________________________

Tiananmen, 4 giugno 1989

.


.

.

.

.

.

.

.

SALUTE & BENESSERE – Giornate luminose: Come non sprecare le sei settimane piú luminose dell’anno, per imparare a curare la vista utilizzando la luce naturale del sole

Giornate luminose

https://i1.wp.com/img229.imageshack.us/img229/3497/file000458217470.jpg

fonte immagine

Come non sprecare le sei settimane piú luminose dell’anno, per imparare a curare la vista utilizzando la luce naturale del sole

.


Di Rishi Giovanni Gatti, giornalista, presidente del consiglio direttivo della Associazione Vista Perfetta

.

Le sei settimane a cavallo del solstizio d’estate (21 giugno) sono le più luminose dell’intero anno solare e non dovrebbero andare sprecate: per guarire la vista con i metodi naturali originarî del Dott. Bates è un imperativo categorico ritornare a essere amici della piena luce solare nel massimo del suo splendore.  Purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, ciò non può essere fatto dall’oggi al domani, ma sono necessari alcuni giorni, o mesi, per effettuare un percorso graduale, intelligente e individualizzato di auto-trattamento oculare prima di poter guardare il sole di mezzogiorno senza crearsi problemi all’occhio, anzi traendone grande beneficio. Il guaio è che nella vita civilizzata di oggigiorno quasi tutti hanno perso la loro abitudine al contatto naturale e salutare con la luce solare. Riflettiamo: per quanto tempo nell’arco delle ultime ventiquattrore o dell’ultima settimana chiunque di noi ha avuto modo di esporre gli occhi al sole anche solo per fare una passeggiata all’aperto? Pochissimi, quasi nessuno.  Di giorno, siamo di solito in automobile, dietro a vetri ingannevoli e filtranti, oppure siamo nei mezzi pubblici di trasporto, ben nascosti e stipati, oppure in casa o in ufficio, sempre dietro a tende e schermi di ogni tipo, oppure indossiamo occhiali scuri perché la luce ci dà proprio un fastidio fisico insopportabile. Di notte, al contrario, anziché riposarci, indugiamo su schermi elettronici auto-illuminati che hanno bisogno della penombra per essere visti bene, e ci costringono così a vivere in una “contraddizione di fondo” tra luce ambientale (scarsa) e luce emessa dal dispositivo (forte) che il nostro organismo apparentemente tollera bene, ma in realtà ci costa una grande fatica.

È sempre più necessario, dunque, ricuperare un corretto rapporto con la luce solare naturale, sfruttando le sei settimane che abbiamo davanti senza sprecare l’occasione che ci viene rinnovata ogni dodici mesi di vita.

Per esempio, al mattino presto, appena alzati, sarebbe molto utile rivolgersi verso il sole, ancòra basso all’orizzonte, per esporre la parte bianca dell’occhio guardando in basso, per alcuni minuti, inizialmente con un occhio alla volta, e poi, nei giorni seguenti, se lo si può fare senza il benché minimo fastidio, con i due occhi insieme. Continuando, nell’arco della giornata, si potrà provare a guardare direttamente il sole a occhi chiusi, per diversi minuti, per poi arrivare finalmente al tramonto, quando sarà forse possibile provare a gettare un rapido sguardo a occhi aperti, lampeggiando e sbattendo le palpebre, prima guardando nella zona vuota a lato del disco solare, nel cosiddetto campo eccentrico, ben distanti, e poi sempre più in vicinanza al sole vero e proprio, preparandosi lentamente a godersi il tramonto direttamente, dondolando il sole stesso con oscillazioni sempre meno ampie ma distinte.

A questo proposito, il Dott. Bates, prendendo, forse, spunto dalle scoperte sulla “fototerapia” conseguite dal medico italiano Dott. Antonino Sciascia di Canicattì sin dal 1892, inventò, nei primi anni del secolo scorso, uno strumento denominato “La Lente Solare del Dott. Bates” per focalizzare i raggi del sole direttamente sulla sclera dell’occhio mentre il paziente guardava il più possibile in basso (nascondendo la pupilla sotto la palpebra inferiore). In questo modo il Dott. Bates utilizzava gli effetti terapeutici della luce per calmare la mente, essendo che i curativi raggi luminosi penetrando nell’occhio indirettamente, raggiungevano i centri visivi cerebrali senza creare alcun fastidio alla rètina, dato che la pupilla e il cristallino non venivano minimamente interessati dal transito della luce. Dopo alcune sedute, il paziente che prima era terrorizzato dal sole splendente ora poteva tranquillamente alzarsi e camminare in piena luce senza subire il benché minimo abbagliamento, e, al contrario, con grande beneficio anche per il suo difetto visivo iniziale.

In tempi moderni, appare sempre più urgente rivolgersi alla forza curativa dl sole per aiutarsi nel proprio cammino di guarigione dei difetti visivi, per due motivi sostanziali:

1) il sole è necessario alla vita umana, giacché chi vive al buio diventa cieco e muore;

2) la forte luce solare è un ottimo mezzo per capire se la nostra mente è a riposo o se siamo “sotto stress”, ovvero:  se, uscendo in istrada all’aria aperta dopo una giornata passata in un ufficio al chiuso, dovessimo sentire fastidio e paura della luce solare, e a causa di ciò dovessimo strizzare gli occhi o nasconderli dietro a lenti scure, allora questo significherebbe che siamo ben oltre al limite di tensione e nervosismo che il nostro organismo può sopportare e dovremmo, per questi motivi, prenderci una pausa tassativa al fine di riposare e rilassarsi.  Così facendo, nel corso di alcune settimane, lo sperimentatore scoprirà che passare una mezz’ora o più all’aria aperta e in piena luce sarà diventata una abitudine irrinunciabile, proprio come il respirare.  Per concludere, è importante notare che le giornate nuvolose sono ancora più preziose per curare il fastidio della luce solare perché in queste condizioni di luce attenuata ma di ampii spazî disponibili per vagare con lo sguardo nel cielo o all’orizzonte, è molto più facile tenere gli occhi ben aperti e godersi lo spettacolo senza alcun timore.

Durante i Gruppi di Studio della Associazione Vista Perfetta (http://www.vistaperfetta.it) viene sempre riservato un congruo periodo di tempo per discutere di queste tematiche tra i varii partecipanti e permettere di condividere così “alla luce del sole” le proprie esperienze di guarigione, così come viene spiegato nei testi originarî del Dott. Bates e dei suoi più stretti e fedeli collaboratori. La Casa Editrice Juppiter Consulting Publishing Company® di Milano diffonde questi testi attraverso questo stesso sito oppure tramite il suo sito ufficiale http://www.sistemabates.it,al quale rimandiamo per ulteriori approfondimenti.

.

03 giugno 2011

fonte:  http://www.disinformazione.it/giornate_luminose.htm

_______________________________________________________________

YEMEN Saleh ricoverato, condizioni stabili. Bombe su casa leader tribale, dieci morti / VIDEO: Uncertainty over Yemen attack

Uncertainty over Yemen attack

Caricato da in data 04/giu/2011

The Yemeni presidential palace came under fire on Friday. Seven people died and president Ali Abdullah Saleh was injured.

The government has blamed the al-Ahmar tribe for the attack.

But some residents in Sanaa suspect that the raid could actually be orchestrated by the president himself.

Al Jazeera’s Bhanu Bhatnagar reports.

YEMEN

Saleh ricoverato, condizioni stabili
Bombe su casa leader tribale, dieci morti

.

Continuano gli scontri nella capitale Sana’a. Il presidente, ferito ieri durante l’attacco al palazzo presidenziale, è apparso in tv. “Le sue condizioni non sono preoccupanti”. Deceduto invece in un ospedale saudita il primo ministro Moujawar

Saleh ricoverato, condizioni stabili Bombe su casa leader tribale, dieci morti Proteste contro il governo a Sana’a

.

SANA’A – All’indomani dell’attacco al palazzo presidenziale 1 a Sana’a, nel Paese continuano gli scontri. Il presidente Saleh, ferito mentre si trovava in preghiera in una moschea, ricoverato in ospedale nella capitale. In un primo momento, ieri, si era diffusa la notizia della sua morte, smentita dai membri del suo partito e poi dallo stesso Saleh con un intervento in tv. E’ deceduto invece il premier Ali Mohammad Moujawar. I medici dell’ospedale saudita dove era stato trasferito per essere curato, secondo quanto riferisce la Bbc, ne hanno constatato oggi la “morte clinica” dopo le ferite riportate nell’assalto di ieri. Insieme a lui erano rimasti gravemente feriti nel bombardamento anche altri quattro alti funzionari.

VIDEO Saleh parla in tv 2

VIDEO Distrutto il centro di Sana’a 3

L’esercito ha bombardato la casa di un leader tribale, lo sceicco Hamid, nella zona Sud della capitale, uccidendo dieci persone e ferendone 35. Hamid, influente uomo d’affari e dirigente del partito islamista Al Islah, è il fratello di un potente leader tribale, Sadek al-Ahmar, le cui forze sono impegnate da quasi due settimane in cruenti combattimenti con le forze del contestato presidente Saleh. La casa di Hamid, quella di suo fratello Mizhij e la residenza del generale dissidente Ali Mohssen al-Ahmar sono state bombardate ieri dalla guardia repubblicana, il corpo d’elite dell’esercito che ha risposto al bombardamento nel quale è rimasto ferito anche il presidente yemenita.

Intanto la Germania ha deciso di chiudere la sua ambasciata nella capitale dello Yemen a causa delle violenze in corso nel Paese: lo ha annunciato oggi il ministero degli Esteri secondo il quale il personale diplomatico rimasto sul posto lascerà “al più presto” il paese arabo. “Anche se i combattimenti nella capitale non coinvolgono direttamente gli stranieri – si legge in una nota del ministero – la pericolosità della situazione a portato a questa decisione”.

.

04 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/04/news/yemen-17210738/?rss

_______________________________________________________________

Libia, elicotteri da combattimento in azione per la prima volta

Libia, elicotteri da combattimento
in azione per la prima volta

Mezzi britannici e francesi colpiscono veicoli militari, equipaggiamenti e forze in campo dell’esercito di Gheddafi

Un elicottero dell’esercito britannico impegnato in un’esercitazione in Libia il 3 maggio scorso (foto Epa)

.

ROMA – La Nato ha annunciato di aver compiuto oggi per la prima volta attacchi con elicotteri da combattimento in Libia contro l’esercito del colonnello Muammar Gheddafi. In una nota, l’Alleanza Atlantica riferisce che gli obiettivi colpiti nella notte sono veicoli militari, equipaggiamenti e forze in campo.

Al raid hanno partecipato elicotteri dell’esercito francese, del tipo Tigre e Gazelle, e britannico. A riferirlo è stato lo stesso stato maggiore transalpino.

L’impiego di questi mezzi – ha affermato il generale Charles Bouchard, comandante dell’operazione Nato Unified Protector – «dimostra le capacità uniche degli elicotteri d’attacco. Continueremo a servirci di queste risorse quando e dove necessario utilizzando la stessa precisione, come in tutte le nostre missioni».

Sabato 04 Giugno 2011 – 09:40    Ultimo aggiornamento: 16:45
.
_______________________________________________________________
.

MILANO – Pisapia ha trovato le casse vuote “E ora sobrietà a Palazzo Marino”

Pisapia ha trovato le casse vuote
“E ora sobrietà a Palazzo Marino”

.

Altri 22 milioni di euro da tagliare per far quadrare i conti del 2011. Per costituire la newco per i terreni Expo servono altri 50 milioni. La vecchia giunta ha congelato parte delle spese

.

di ALESSIA GALLIONE

.

Pisapia ha trovato le casse vuote "E ora sobrietà a Palazzo Marino" Il sindaco Giuliano Pisapia

.

A Palazzo Marino è già austerity. Il primo giro di vite era già arrivato con Letizia Moratti: 28 milioni di spese “congelate” falcidiando tutti i capitoli ritenuti «non prioritari». Dalle sponsorizzazioni al budget ridotto per l’estate o il Festival delle luci. Ma per il nuovo sindaco Giuliano Pisapia la corsa parte subito in salita. Perché per arrivare a recuperare quei 50 milioni di euro che Palazzo Marino ha messo in conto di non incassare per il 2011, dovrebbe trovarne subito altri 22 da sacrificare tra le voci del bilancio che gli ha lasciato in eredità la ex giunta. Senza contare l’annuncio che a fine aprile hanno fatto i tecnici del settore Finanze dello stesso Comune: «Da questo momento non si procederà al rilascio della copertura finanziaria di alcuna spesa, tanto in conto capitale quanto in parte corrente, se non strettamente obbligatoria, e negli stretti limiti della competenza economica».

Tutto bloccato, insomma. In attesa delle scelte di Pisapia. Che appena arrivato, però, ha lanciato subito una parola d’ordine: «Sobrietà» nelle spese. Il primo esempio è la decisione di non inviare materiale informativo per i referendum nelle case dei milanesi: purtroppo, visti i tempi, si sarebbe dovuta utilizzare la posta prioritaria con un costo di oltre 400mila euro. Troppi in tempi di casse vuote. Inizia con una verifica sul bilancio, il lavoro di Pisapia. Che nel suo ufficio ha iniziato a prendere in mano la macchina comunale, tra incontri e studio. In un’intervista a Radio Radicale ha denunciato il sovraffollamento delle carceri: «San Vittore è un quartiere della città, non deve continuare a essere un problema. Dovrebbe essere una soluzione, sul lato della sicurezza sociale e su quello del reinserimento».

Per capire la situazione conti, lunedì Pisapia vedrà il direttore generale Antonio Acerbo. Ma prima ancora di aver analizzato i documenti, se volesse seguire le indicazioni che i funzionari hanno già dato alla precedente amministrazione, dovrebbe subito tagliare altre 22 milioni spese. Tutto questo, naturalmente, se si riuscirà a vendere il 18% dell’autostrada Serravalle incassando 170 milioni. Altrimenti, è l’allarme lanciato dagli uffici, ci sarebbe «il rischio di determinare un risultato negativo, cosa mai avvenuta prima d’ora nel Comune di Milano». Un rosso di 140 milioni di euro. Il motivo delle casse vuote sono le minori entrate. A cominciare dagli oneri di urbanizzazione, che neppure l’annuncio del Pgt ha rianimato: quest’anno la previsione era di incassare 170 milioni; finora si è arrivati a circa 30 e la stima è di non superare a fine 2011 quota 90. Soldi in meno anche dai biglietti di bus e metrò: non 298 milioni ma 280, con un gap — scrivono i tecnici in una relazione — difficilmente colmabile senza aumentare le tariffe. E poi incassi in calo dalle multe (per ora 3,5 milioni), dalla Tarsu (3 milioni), dagli affitti (12 milioni), 20 milioni di dividendi di Atm anticipati nel 2010.

Ma se la situazione è critica per le spese degli assessorati, diventa drammatica per le opere: qui il rischio è di sforare il patto di stabilità imposto da Roma di 265 milioni di euro. Un conto fatto senza considerare l’impegno per la newco che dovrebbe acquistare i terreni di Expo: un investimento di 38 milioni per il capitale sociale e 15 di prestito soci. La cura proposta dagli uffici del Comune a Letizia Moratti era drastica: rimandare al 2012 i pagamenti ad Atm e A2A (fino a un mese fa erano «sospesi» circa 61,5 milioni), e ai fornitori. E avviare altre vendite di immobili: da largo Treves fino alla sede dei vigili di piazza Beccaria, per trasferire molti uffici in due stabili in zona Maciachini.

.

04 giugno 2011

fonte:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/06/04/news/pisapia_ha_trovato_le_casse_vuote_e_ora_sobriet_a_palazzo_marino-17186889/?rss

Sit-in di commessi al centro commerciale «Siamo stufi di lavorare la domenica»

SCIOPERO E VOLANTINAGGIO

Sit-in di commessi al centro commerciale
«Siamo stufi di lavorare la domenica»

Protesta di alcuni dipendenti dell’Auchan di Casalbertone: vogliamo riposare come tutti gli altri

fonte immagine

.

ROMA – «Diciamo basta all’obbligo di lavorare la domenica e il 1 Maggio. Rivendichiamo i nostri diritti». Con questo slogan diversi lavoratori dell’Auchan di Casalbertone stanno scioperando in un sit-in di protesta davanti al centro commerciale. Al megafono, i dipendenti spiegano le loro motivazioni e distribuiscono volantini firmati dal sindacati Flaica Cub ai clienti.

«NO DI DOMENICA» – «Come lavoratori dell’ipermercato – spiega il segretario provinciale della Flaica Cub, Giancarlo Desiderati – abbiamo tentato più volte di aprire una vera trattativa con l’azienda, in relazione alle nostre prestazioni domenicali. Più volte abbiamo spiegato che la domenica per noi è un giorno di riposo, come per tutti gli altri ceti sociali del Paese, ma un accordo separato, firmato da Cisl e Uil con la grande distribuzione ci obbliga a lavorare anche la domenica». «Siamo costretti a lavorare a 30 euro di maggiorazione – gli fa eco Fabio, un altro lavoratore in sciopero – questo nella nostra busta paga si traduce in pochi euro netti in più. Siamo in sciopero dalle quattro di stanotte e proseguire fino alle 14. L’unico modo di far sentire la nostra voce». (fonte Ansa)

.

04 giugno 2011

fonte:  http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_giugno_4/sciopero-magazzini-auchan-190795066612.shtml

CALCIOPOLI – Così la «banda» faceva affari. La rete della corruzione

Così la «banda» faceva affari
La rete della corruzione

«Evviva, al Portogruaro è arrivato uno dei nostri». Chiamate con cellulari cinesi per non farsi sentire

fonte immagine

.

DAGLI INVIATI CORSERA

.

Beppe Signori, l'ex calciatore è il volto più noto coinvolto nell'inchiesta (Milestone media)
Beppe Signori, l’ex calciatore è il volto più noto coinvolto nell’inchiesta (Milestone media)

CREMONA – Si scommetteva su tutti i fronti e in tutti i modi. Sempre, però, con il vantaggio delle partite truccate grazie alla complicità di calciatori e dirigenti corrotti. Dalle carte dell’inchiesta allegate all’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di 16 persone, firmata dal gip di Cremona Guido Salvini su richiesta del procuratore della Repubblica Roberto Di Martino, emerge come la banda ha tentato di influenzare non solo i 16 incontri di A, B e Lega pro di cui fino ad ora si sapeva. A volte riuscendoci e altre no. Come per Inter-Lecce del 20 marzo scorso nella massima serie che, invece di finire con la goleada dei milanesi, si arenò sull’1-0, risultato che mandò sotto di 150mila euro i capi della banda e il gruppo di investitori «bolognesi» guidati dall’ex bomber Beppe Signori (ai domiciliari) che, da solo, ci avrebbe rimesso 60mila euro. L’organizzazione criminale progettò di combinare, e ci provò anche, altri incontri nei sei mesi in cui è finita sotto la lente di ingrandimento degli investigatori. Nella informativa depositata dagli agenti della Squadra mobile di Cremona, che hanno svolto le indagini, si legge di queste altre partite, anche se va subito premesso che esse non sono finite nell’ordinanza di custodia cautelare perché non ci sono elementi sufficienti per inquadrarle in un ambiente criminoso e trasformale in capi di imputazione. Ma non per questo esse non rappresentano un’ulteriore dimostrazione di quale fosse l’attività dell’associazione.

L’«amico»
Il Portogruaro è una formazione veneta appena retrocessa dalla serie B alla Lega pro. L’arrivo nel Portogruaro di un calciatore dal cognome ignoto, ma accostato nelle telefonate al giro di scommesse fa esultare Gianfranco Parlato, il collaboratore tecnico del Viareggio finito in cella, e Massimo Erodiani, anche lui arrestato come uno dei componenti dell’organizzazione, convinti di avere sicure giocate vincenti nelle settimane successive. Anche in questo caso bisogna precisare che fino ad ora gli inquirenti non hanno ritenuto di individuare elementi a carico in questa vicenda.

Parlato: «Il discorso nostro di ieri e c’era il discorso che il mio uomo che è andato lì a Porto (Portogruaro) il numero uno».
Erodiani: «Ah quello mi stavi dicendo?».
Parlato: «Eh è andato lì è andato settimana prossima c’hanno dentro il Livo (Livorno)».
Erodiani: «Sì sì sì».
Parlato: «E tra tre settimane hanno dentro il Toro (Torino)».
Ma chi è il giocatore? È il 26 gennaio scorso. Dice Parlato: «Il mio uomo, il mio uomo… Uomo, uomo fraterno oggi ha firmato con…»
Erodiani: «L’ho letto!… Portogruaro!…».

Paoloni gioca su se stesso
Il portiere della Cremonese, prima, e del Benevento, poi, Marco Paoloni (arrestato), uno dei cardini sui quali ruotava l’attività della banda, era giocatore incallito. Indebitato per circa 150mila euro, inseguito dalle banche e dai creditori e dai capi della organizzazione, sembra essere vittima di una vera e propria dipendenza patologica da gioco. Inserisce la sua Cremonese in una «giocata» di otto squadre, nella speranza di una possibile vincita di 10 mila euro quando lui e i compagni vanno in trasferta a Ferrara, per sfidare la Spal. È lo scorso 15 gennaio. Paoloni telefona a Massimo Erodiani. Nella conversazione vengono decise e confermate le squadre sulle quali investire soldi. Qualche ora dopo, Paoloni invia due sms a Erodiani cui fanno capo alcune ricevitorie in Abruzzo. Nel primo inserisce un numero «imputabile», scrive il gip, «a una carta Postepay». Nel secondo sms conferma la volontà di puntare proprio sulla Spal.

Paoloni: «Ma quante squadre sono che non mi ricordo?».
Erodiani: «Otto squadre… Ecco perché ti ho scritto… io ho fatto correzione di due errori…».
Paoloni: «Eh, pure a me fammelo…».

Il telefonino «cinese»
Le telefonate aumentano. E, si accorge chi parla, serve maggiore cautela. Si ripetono gli inviti «chiamami sull’altro numero». Vengono adottate altre contromosse. Si cambiano frequentemente i telefonini usati per le conversazioni, come se ci si sentisse sotto controllo. Anche andando a comperarli nella Chinatown di Milano, dov’è notoria la presenza di negozi che vendono cellulari ritenuti (con una evidente illusione) a prova di intercettazioni, oppure non registrati o anche riconducibili a stranieri immigrati. Uno dei cellulari di Paoloni risulta intestato a tale Yang Guangzi, un cinese residente in via Paolo Sarpi.

I soldi, la croce del portiere
Ma il problema principale del portiere Paoloni non è rappresentato dai telefonini. Rimane legato al denaro. La moglie Michela se ne accorge.

Paoloni: «Amore… amore… ma guarda che io forse ho speso 50 euro non di più te lo giuro su nostra figlia!… Comunque poi quando vieni a casa ne parliamo bene».
Michela non crede al marito. I toni si alzano. C’è rabbia. «Vaf… a te e a tutte le ca… che spari, alla vita che mi stai facendo fare, a tutto…». E ancora: «Sei così bugiardo da aver pure giurato sulla bambina». E poi: «Sono così triste che non so neanche se tornare più a casa, non vedo vie d’uscita».
Michela: «Hai preso pure il bancomat? Hai utilizzato il bancomat?».
Paoloni: «Nooo…».
Michela: «Eh a me sembra di sì… perché l’avevo messo in un posto ben preciso e sono andata a vedere e sta dietro rispetto a tutto… dove l’avevo messo io… quindi… penso proprio che hai utilizzato proprio il bancomat…».
Paoloni: «Vieni a casa dai…».
La telefonata s’interrompe.

Ivan il «terribile»
Scommesse e puntate. Debiti e famiglie rovinate. Ma anche minacce. Uno del gruppo dei milanesi, Ivan il suo nome di battesimo, in una telefonata con Paoloni ha un tono di voce «deciso e particolarmente intimidatorio». Ivan dice di avere la necessità di «parlare di persona con lui e senza intermediari». Per quale motivo? Per trattare la «sistemazione della cosa». Un’affermazione secondo gli inquirenti «imputabile alla partecipazione a scommesse clandestine».
Ivan: «Ciao… ascolta una cosa… si sono io… ci eravamo visti prima… mi avevi chiamato con quel numero là… ascolta una roba… ma siccome che adesso ho riflettuto molto sulla cosa quindi… gradirei… gradirei poterti vedere solo un attimo… vengo solo io… vederti un attimo… è possibile domani magari incontrarci… mi vieni un po’ incontro qualcosa che non c’ho voglia di rifarmi tutto il coso… che vediamo un attimo com’è… vediamo un attimo cosa si può fare? C’hai un minuto?… C’hai un attimo, non so mattina pomeriggio… o quando cazzo vuoi?…».
Paoloni: «Devo vedere un attimino… sì… però…».
Ivan: «Eh lo so me lo dici te… me lo dici te dove?… Vieni da Milano… Insomma non mi far fare 100 chilometri, 80 chilometri… Non so a Crema… più vicino possibile… Una via di mezzo… ci manca anche che mi metto a fare su e giù…».
Paoloni: «Va beh allora facciamo così ci aggiorniamo a domani… io domani ti chiamo…».
Ivan: «Tu domani quand’è che sei libero… che non fai allenamento o roba del genere?…».
Paoloni: «Ehhh non lo so perché domani mattina faccio allenamento…».
Ivan: «Però non stare a parlare con Gianfranco, tutto… vengo io un attimo e voglio soltanto discutere una cosa perché siccome poi adesso naturalmente mi scoppia il cervello e ho pensato mille cose… a questo punto qui nelle 1000 cose una cosa è sicura… che la cosa va sistemata! Quindi a questo punto qua ci sono cento maniere… vediamo di trovare la migliore però».

.

Andrea Galli
Giuseppe Guastella
04 giugno 2011

fonte:  http://www.corriere.it/sport/11_giugno_04/cosi-la-banda-faceva-affari-la-rete-della-corruzione-andrea-galli-giuseppe-guastella_b11c9de4-8e71-11e0-a8a9-c25beeea819c.shtml

_______________________________________________________________

BATTERIO KILLER – Primo caso sospetto in Italia, casi in 13 Paesi / L’ospedale di Merano smentisce: “Nessun caso di batterio killer”

BATTERIO KILLER

Primo caso sospetto in Italia, casi in 13 Paesi
Fazio chiede controlli su imballaggi alimenti

.

Si tratta di un turista tedesco ricoverato all’ospedale di Merano con problemi intestinali. Il ministro della Salute ha chiesto al governo tedesco di condurre verifiche non solo a campione

https://i2.wp.com/www.repubblica.it/images/2011/06/04/112458799-ca60cc6f-942a-4a98-b1d3-6e57ecd4c7d7.jpg

.

ROMA – Il primo caso sospetto di infezione da Escherichia Coli è stato segnalato in Alto Adige. Un turista si è rivolto ad un ospedale, a Merano, per una grave diarrea ed ora sono in corso i test per stabilirne la causa. La notizia, riportata dal quotidiano Dolomiten, viene confermata dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, anche se il primario del servizio d’igiene, Josef Simeoni, chiarisce che ”al momento una diagnosi precisa non è ancora possibile”. I risultati degli esami, che vengono effettuati a Bolzano, dovrebbero essere disponibili all’inizio della settimana prossima. Il paziente, da quanto si è appreso, non è ricoverato in ospedale. Intanto il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha annunciato di aver chiesto al governo tedesco di condurre delle verifiche sugli imballaggi degli alimenti.

103 casi fuori dalla Germania. Sono in tutto 13 i Paesi dove sono stati accertati casi di sindrome emolitico-uremica (Seu) e di Escherichia Coli Enteroemorragico (Ehec), secondo l’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), per un totale di 1.836, 103 dei quali al di fuori della Germania. Alla Germania, epicentro dell’epidemia, vanno infatti aggiunti altri 11 Paesi europei e gli Usa, dove la CDC di Atlanta ha accertato due casi di Seu collegati all’epidemia tedesca. Per la Germania i dati al momento sono fermi alle 15 del 2 giugno e risultano ufficialmente notificati 520 casi di Seu (11 morti) e 1.213  di Ehec (6 morti), per un totale di 1.733 (17 morti). Negli 11 Paesi europei sono stati accertati in tutto 101 casi – 31 di Seu, 1 fatale e 70 Ehec, così suddivisi: Austria 2 (Ehec), Repubblica Ceca 1 (Ehec), Danimarca 17 (7 Seu, 10 Ehec), Francia 10 (Ehec), Olanda 8 (4 Seu, 4 Ehec), Norvegia 1 (Ehec), Polonia 1 (Seu), Spagna 1 (Seu), Svezia 46 (15 Seu, 31 Ehec), Svizzera 3 (Seu), Regno Unito 11 (3 Seu, 8 Ehec). Tutti i casi accertati di Seu e Ehec tranne 1, rileva l’Oms, sono di pazienti che vivono in Germania o vi si sono recati di recente.

Fazio: “Fenomeno trasversale, maggiori controlli”. “Abbiamo chiesto alla Germania di fare indagini non soltanto a campione generale, ma su specifiche forme di confezionamento degli alimenti”, ha spiegato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, a margine dell’incontro oggi al San Raffaele di Milano, insieme al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, con il vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping. In riferimento al batterio che sta destando allarme in Europa, il ministro tiene ad evidenziare che “sembrerebbe” un fenomeno “più trasversale piuttosto che legato ad un singolo alimento”. Fazio ha voluto comuqne “ribadire che il nostro cibo e le nostre verdure sono assolutamente sicure”. Il consiglio è quello di “lavarle sempre. Dobbiamo sempre farlo”. L’Escherichia coli è “un batterio conosciuto già nell’800” ricorda il ministro sottolineando ancora una volta che “non abbiamo problemi. La nostra sanità è stoto controllo, le nostre strutture sono allertate”. “Non è una mutazione -fa ancora presente Fazio-, ma una normale ricombinazione di batteeri che hanno più tossicità e noi meno anticorpi”. “Quanto al veicolo -conclude- è ancora sotto studio”, di qui la richiesta alla Germania di ulteriori indagini sulle confezioni.

Da Germania nessun indennizzo a spagnoli. La Germania non prevede di indennizzare i produttori di legumi europei, in particolare spagnoli, colpiti dall’epidemia del batterio killer per la cui diffusione sono stati messi sotto accusa i cetrioli prodotti in Spagna. Lo ha affermato Reinhard Schafers, ambasciatore tedesco a Parigi, ai microfoni della radio privata “Europe 1”. “Non so chi compenserà finanziariamente questa catastrofe. Noi abbiamo dovuto prevenire i nostri cittadini”, ha spiegato il diplomatico, “e l’abbiamo fatto quando abbiamo trovato qualcosa di sospetto nei cetrioli spagnoli”.

_______________________________________________________________

E. coli, i medici: "Si sta stabilizzando" Batterio su salame di cervo italiano

articolo

E. coli, i medici: “Si sta stabilizzando” Batterio su salame di cervo italiano

_______________________________________________________________

04 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/salute/2011/06/04/news/batterio_killer-17197911/?rss

_______________________________________________________________

_______________________________________________________________

L’ospedale di Merano smentisce: “Nessun caso di batterio killer”

.

.

ltimo aggiornamento: 04 giugno, ore 13:24

Milano – (Adnkronos/Ign) – Contagio in Alto Adige: lo scrive un giornale locale. Fazio: “Abbiamo chiesto ai tedeschi di indagare sui confezionamenti. Il batterio? Non è in mutazione, ma normale ricombinazione di batteri”. E assicura: ”In Italia non c’è da preoccuparsi”. Escherichia coli trovato su salame di cervo italiano. I consigli per prevenire i rischi (VIDEO). L’Oms conferma: “La variante è nuova”. Contagiati, oltre 1800 casi
.
Milano, 4 giu. – (Adnkronos/Ign) – Nessun caso confermato di infezione da nuova forma di Escherichia coli in Alto Adige. L’azienda sanitaria regionale smentisce la notizia, circolata in queste ore, di un primo contagio in Italia, relativo ad un turista tedesco ricoverato all’ospedale di Merano. “Non c’è nessuna emergenza”, spiegano fonti interne all’Adnkronos Salute. Si stanno solo attuando le procedure indicate anche dal ministero: in tutti i casi di diarrea emorragica, se il paziente è anche stato in Germania prima del 15 aprile, viene fatto l’esame delle feci per verificare l’eventuale presenza del batterio killer. Ad oggi non risultano conferme e non c’è nessun paziente con complicanze renali, indica l’azienda.
.
Nella Regione sono circa 100 i casi di ‘normale’ diarrea grave, visitati dal medico di famiglia o in ospedale. “Ma si tratta di dati nella norma”. Il test viene fatto, però, solo se il paziente è anche stato anche in Germania.
.
La notizia si era diffusa dopo che il ‘Dolomiten’, giornale locale in lingua tedesca dell’Alto Adige, scriveva che nell’ospedale di Merano si era presentato una persona che presenta i sintomi del contagio. L’uomo, un turista tedesco, è stato ricoverato per una grave diarrea.
.
Ma in Italia non c’è da preoccuparsi”, per il batterio killer. “Si può mangiare verdura cruda senza problemi, lavandola, naturalmente”. Da noi “non c’è mai stata emergenza” ribadisce il ministro della Salute Ferruccio Fazio che, intervistato dal Tg5, raccomanda però “più attenzione a chi si deve recare nella zona di Amburgo”.
.
In questo caso, infatti, si “deve fare attenzione ad evitare la verdura cruda perché non sappiamo se proviene da confezionamenti che possono essere stati oggetto di infezione”. E’ necessario, inoltre “lavare le mani e seguire le normali norme igieniche”.
.
Il ministro fa poi sapere di “avere chiesto alla Germania di fare indagini non soltanto a campione generale, ma su specifiche forme di confezionamento degli alimenti”. E tiene ad evidenziare che “sembrerebbe “un fenomeno “più trasversale piuttosto che legato ad un singolo alimento”. Fazio ha voluto comunque “ribadire che il nostro cibo e le nostre verdure sono assolutamente sicure”. Il consiglio è quello di “lavarle sempre. Dobbiamo sempre farlo”.
.
L’Escherichia coli è “un batterio conosciuto già nell’800” ricorda il ministro sottolineando ancora una volta che “non abbiamo problemi. La nostra sanità è sotto controllo, le nostre strutture sono allertate”. E nemmeno deve destare preoccupazione qualora “un italiano, che è stato nella zona di Amburgo, abbia avuto la malattia. Non ci deve stupire. La malattia è circoscritta ad una zona”.
.
“Non è una mutazione – fa ancora presente Fazio – ma una normale ricombinazione di batteri che hanno più tossicità e noi meno anticorpi”. “Quanto al veicolo – conclude – è ancora sotto studio”, di qui la richiesta alla Germania di ulteriori indagini sulle confezioni.
.