Archivio | giugno 4, 2011

Egitto, esplosione in centrale nucleare con perdita di acqua radioattiva

Egitto, esplosione in centrale nucleare
Perdita di acqua radioattiva

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ROMA – Una perdita di acqua radioattiva sarebbe avvenuta nelle ultime ore nella piccola centrale nucleare di Anshas, in Egitto, dopo l’esplosione di una pompa del reattore. Lo ha rivelato una fonte dell’Autorità egiziana per l’energia atomica, coperta da anonimato, al giornale locale Rose el Youssef, che titola “L’Egitto si salva da un disastro nucleare”. La fonte ricorda che il primo reattore di ricerca di Anshas è stato rimesso in funzione di recente senza l’autorizzazione del Centro per la sicurezza nucleare e senza rispettare le norme di sicurezza dei reattori. La fonte ha spiegato al giornale che un’esplosione è avvenuta ieri nella pompa del reattore e ha provocato la perdita di dieci metri cubi di acqua radioattiva. In base ai criteri dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha aggiunto la fonte, il “disastro” è classificabile al terzo livello. La centrale di Anshas si trova a nord del Cairo, nel Delta del Nilo.

Sabato 04 Giugno 2011 – 16:01    Ultimo aggiornamento: 16:02
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Sull’Everest raccolte 8 tonnellate di rifiuti. Ma 50 sono ancora sul tetto del mondo / VIDEO: Sherpas Clean Up Mount Everest

Sherpas Clean Up Mount Everest

Caricato da in data 19/lug/2010

Up next… no one likes cleaning up trash… but imagine doing it more than 26-thousand feet high. That’s what a group of climbers did on Mount Everest Sunday, removing bags of rubbish left by climbing parties over the last 40 years.

Many Nepali and foreign climbers have cleaned Mount Everest in the past.

But Namgyal Sherpa, leader of the Extreme Everest Expedition 2010, says no one had dared to clean above 26,246 feet.

This is an area known as the “death zone” due to a lack of oxygen and treacherous terrain.

Namgyal and his team of seasoned climbers risked the zone’s thin air and freezing temperatures to pick up empty oxygen bottles, gas canisters, torn tents, ropes, and utensils.

The mountain has become known as being the world’s highest rubbish dump.

Garbage that had been buried under snow in the past was now exposed on the surface of the mountainside with the white stuff melting away.

[Namgyal Sherpa, Project Director]:
“Collecting the rubbish is quite a risky task. Such tasks cannot be carried out by anybody.”

New Zealander Sir Edmund Hillary and Nepal’s Tenzing Norgay Sherpa were the first to ascend to Mount Everest’s summit in 1953.

More than 4,000 climbers have since scaled the mountain.

ECOLOGIA IN QUOTA

Sull’Everest raccolte 8 tonnellate di rifiuti
Ma 50 sono ancora sul tetto del mondo

Pezzi di elicottero, tende, lattine: in quasi 60 anni di ascensioni sulla vetta e dintorni è rimasto di tutto

fonte immagine

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MILANO – Pezzi di elicottero; bombole d’ossigeno vuote; tende a pezzi e lattine rimaste intrappolate nel ghiaccio per quasi mezzo secolo: dozzine di volontari hanno ripulito l’Everest e trasportato a valle 8.110 chilogrammi di rifiuti. Ciò nonostante, sul «tetto del mondo» restano ancora più di 50 tonnellate di spazzatura.

Un ragazzo con un sacco di spazzatura raccolto in vetta
Un ragazzo con un sacco di spazzatura raccolto in vetta

TRENTA KG SULLE SPALLE – Ripulita (in parte) la montagna più alta del mondo (8.848 metri): un gruppo di 29 scalatori nepalesi sono stati impegnati per quasi 6 settimane sull’Everest per raccogliere la grande quantità di spazzatura abbandonata in questi anni dai tanti scalatori. «Diciannove di noi hanno lavorato sopra il campo base della montagna ogni giorno per più di sette ore – ha raccontato il capo della spedizione, Pasang Sherpa, al giornale nepalese República -. Ognuno era caricato con almeno 30 chilogrammi di rifiuti». La spazzatura è stata infine portata a valle nel villaggio di Namche Basar, nel Nepal sud-orientale, con l’aiuto di 75 buoi tibetani e 65 portatori.

ARTICOLI DA REGALO – Una parte dei rifiuti – tra cui vecchie tende, corde, scatole e giornali – verrà bruciata. I rifiuti metallici, come per esempio le tante bombole di ossigeno o le lattine vuote, verranno invece fusi e trasformati in giochi e souvenir dalla popolazione locale. Il ricavato della vendita servirà per finanziare programmi di sensibilizzazione ed educazione al rispetto ambientale della regione dell’Everest.

LA PIÙ ALTA DISCARICA DEL MONDO – Il progetto di pulizia denominato «Saving Mount Everest, Waste Management Project 2011», vuole anche stigmatizzare i cattivi comportamenti di chi affronta la scalata di questa montagna. Infatti: dalla prima ascensione al tetto del mondo del neozelandese Edmund Hillary (il 29 maggio del 1953), sono stati circa 3500 gli alpinisti saliti in cima all’Everest; 250 gli scalatori che sulla montagna più alta del mondo hanno lasciato la loro vita. L’Everest, sia sul versante nord tibetano sia su quello sud nepalese, ha accumulato una quantità talmente enorme di rifiuti, abbandonati dagli alpinisti in quasi 60 anni di salite, da essere definito come «la più alta discarica del mondo». Per gli esperti sul percorso restano ancora oltre 50 tonnellate di spazzatura abbandonata.

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Elmar Burchia
04 giugno 2011

fonte:  http://www.corriere.it/ambiente/11_giugno_04/raccolta-rifiuti-everest-burchia_6759dff4-8ea9-11e0-a8a9-c25beeea819c.shtml

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Tiananmen, il dovere di ricordare 22 anni dopo / IMMAGINI DI UN MASSACRO

Tiananmen, il dovere di ricordare 22 anni dopo

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di Riccardo Noury

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Ventidue anni. Sono quelli passati da quando i militari cinesi aprirono il fuoco contro le proteste pacifiche che, a Pechino e in altre città del paese, si stavano svolgendo da giorni, convocate dagli studenti, per chiedere riforme, libertà, democrazia. Oppure, detto in altri termini, per chiedere il rispetto della Costituzione, che riconosce e tutela le libertà d’associazione, d’espressione e d’assemblea.

La notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 in piazza Tianamnen, nelle vie che a quella piazza conducono  così come in altre piazze e strade della Cina, vennero assassinati centinaia, forse migliaia di cittadini cinesi.

Rischiamo di non sapere mai come sono andate le cose. Chi era in piazza Tianamnen, chi ci ha perso un figlio come Ding Zilin, lo ha raccontato e continua a raccontarlo, e per questo rischia il carcere e spesso ci finisce. Dal lato ufficiale, il governo cinese non solo ha sempre respinto ogni sollecitazione a ricostruire in modo trasparente e onesto cosa successe a piazza Tiananmen, ma – in occasione della recente apertura degli archivi nazionali – ha anche fatto sapere che i documenti su Tiananmen rimangono segreti, per evitare di recare danni alla “privacy” e alla “reputazione”. Di chi? Di chi impartì la direttiva di smantellare Tiananmen? Di chi diede l’ordine di sparare ad altezza d’uomo?Almeno, sappiamo ora cosa il Partito comunista cinese pensa di Tiananmen e di come ha definito quel periodo: un’“agitazione politica”. Io lo chiamo un massacro.

Per il resto, bocche cucite con le buone o le cattive, con la persuasione, l’autocensura o la forza. Shi Tao, un coraggioso difensore dei diritti umani, per il semplice fatto di aver diffuso all’estero una direttiva in cui si “suggeriva” ai giornalisti di tenere un basso profilo nell’imminenza del quindicesimo anniversario di Tiananmen, sta scontando una condanna a 10 anni di carcere. Con la complicità di Yahoo!.

Secondo il verdetto della corte, fu la Yahoo Hong Kong Ltd (società di servizi Internet con sede legale negli Stati Uniti) a fornire alle autorità le coordinate del luogo corrispondente all’indirizzo IP da cui Shi Tao aveva inviato l’email, alle 23.32 del 20 aprile 2004. Il luogo corrispondeva all’ufficio di Dangdai Shangbao, il giornale per il quale Shi Tao lavorava. Il portavoce di Yahoo! ha sostenuto che la società aveva semplicemente applicato e rispettato le leggi locali.

Se Tiananmen oggi è un luogo normalizzato, nelle preoccupazioni dei dirigenti del Partito comunista cinese e nelle speranze degli attivisti irrompe un’altra piazza, Tahrir. Non è un caso che dalla fine di febbraio, oltre 130 blogger, avvocati e altri attivisti cinesi siano stati arrestati dalla polizia, sottoposti a sorveglianza e intimidazioni da parte delle forze di sicurezza o “scomparsi”. Diversi di loro, 22 anni dopo, sono ancora una volta finiti nel mirino delle autorità. Nonostante la paura, nonostante il carcere già scontato e quello in arrivo, non hanno perso la determinazione. Un buon esempio per tutti noi.

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04 giugno 2011

fonte:  http://lepersoneeladignita.corriere.it/2011/06/04/tiananmen-il-dovere-di-ricordare-22-anni-dopo/

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Tiananmen, 4 giugno 1989

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SALUTE & BENESSERE – Giornate luminose: Come non sprecare le sei settimane piú luminose dell’anno, per imparare a curare la vista utilizzando la luce naturale del sole

Giornate luminose

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fonte immagine

Come non sprecare le sei settimane piú luminose dell’anno, per imparare a curare la vista utilizzando la luce naturale del sole

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Di Rishi Giovanni Gatti, giornalista, presidente del consiglio direttivo della Associazione Vista Perfetta

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Le sei settimane a cavallo del solstizio d’estate (21 giugno) sono le più luminose dell’intero anno solare e non dovrebbero andare sprecate: per guarire la vista con i metodi naturali originarî del Dott. Bates è un imperativo categorico ritornare a essere amici della piena luce solare nel massimo del suo splendore.  Purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, ciò non può essere fatto dall’oggi al domani, ma sono necessari alcuni giorni, o mesi, per effettuare un percorso graduale, intelligente e individualizzato di auto-trattamento oculare prima di poter guardare il sole di mezzogiorno senza crearsi problemi all’occhio, anzi traendone grande beneficio. Il guaio è che nella vita civilizzata di oggigiorno quasi tutti hanno perso la loro abitudine al contatto naturale e salutare con la luce solare. Riflettiamo: per quanto tempo nell’arco delle ultime ventiquattrore o dell’ultima settimana chiunque di noi ha avuto modo di esporre gli occhi al sole anche solo per fare una passeggiata all’aperto? Pochissimi, quasi nessuno.  Di giorno, siamo di solito in automobile, dietro a vetri ingannevoli e filtranti, oppure siamo nei mezzi pubblici di trasporto, ben nascosti e stipati, oppure in casa o in ufficio, sempre dietro a tende e schermi di ogni tipo, oppure indossiamo occhiali scuri perché la luce ci dà proprio un fastidio fisico insopportabile. Di notte, al contrario, anziché riposarci, indugiamo su schermi elettronici auto-illuminati che hanno bisogno della penombra per essere visti bene, e ci costringono così a vivere in una “contraddizione di fondo” tra luce ambientale (scarsa) e luce emessa dal dispositivo (forte) che il nostro organismo apparentemente tollera bene, ma in realtà ci costa una grande fatica.

È sempre più necessario, dunque, ricuperare un corretto rapporto con la luce solare naturale, sfruttando le sei settimane che abbiamo davanti senza sprecare l’occasione che ci viene rinnovata ogni dodici mesi di vita.

Per esempio, al mattino presto, appena alzati, sarebbe molto utile rivolgersi verso il sole, ancòra basso all’orizzonte, per esporre la parte bianca dell’occhio guardando in basso, per alcuni minuti, inizialmente con un occhio alla volta, e poi, nei giorni seguenti, se lo si può fare senza il benché minimo fastidio, con i due occhi insieme. Continuando, nell’arco della giornata, si potrà provare a guardare direttamente il sole a occhi chiusi, per diversi minuti, per poi arrivare finalmente al tramonto, quando sarà forse possibile provare a gettare un rapido sguardo a occhi aperti, lampeggiando e sbattendo le palpebre, prima guardando nella zona vuota a lato del disco solare, nel cosiddetto campo eccentrico, ben distanti, e poi sempre più in vicinanza al sole vero e proprio, preparandosi lentamente a godersi il tramonto direttamente, dondolando il sole stesso con oscillazioni sempre meno ampie ma distinte.

A questo proposito, il Dott. Bates, prendendo, forse, spunto dalle scoperte sulla “fototerapia” conseguite dal medico italiano Dott. Antonino Sciascia di Canicattì sin dal 1892, inventò, nei primi anni del secolo scorso, uno strumento denominato “La Lente Solare del Dott. Bates” per focalizzare i raggi del sole direttamente sulla sclera dell’occhio mentre il paziente guardava il più possibile in basso (nascondendo la pupilla sotto la palpebra inferiore). In questo modo il Dott. Bates utilizzava gli effetti terapeutici della luce per calmare la mente, essendo che i curativi raggi luminosi penetrando nell’occhio indirettamente, raggiungevano i centri visivi cerebrali senza creare alcun fastidio alla rètina, dato che la pupilla e il cristallino non venivano minimamente interessati dal transito della luce. Dopo alcune sedute, il paziente che prima era terrorizzato dal sole splendente ora poteva tranquillamente alzarsi e camminare in piena luce senza subire il benché minimo abbagliamento, e, al contrario, con grande beneficio anche per il suo difetto visivo iniziale.

In tempi moderni, appare sempre più urgente rivolgersi alla forza curativa dl sole per aiutarsi nel proprio cammino di guarigione dei difetti visivi, per due motivi sostanziali:

1) il sole è necessario alla vita umana, giacché chi vive al buio diventa cieco e muore;

2) la forte luce solare è un ottimo mezzo per capire se la nostra mente è a riposo o se siamo “sotto stress”, ovvero:  se, uscendo in istrada all’aria aperta dopo una giornata passata in un ufficio al chiuso, dovessimo sentire fastidio e paura della luce solare, e a causa di ciò dovessimo strizzare gli occhi o nasconderli dietro a lenti scure, allora questo significherebbe che siamo ben oltre al limite di tensione e nervosismo che il nostro organismo può sopportare e dovremmo, per questi motivi, prenderci una pausa tassativa al fine di riposare e rilassarsi.  Così facendo, nel corso di alcune settimane, lo sperimentatore scoprirà che passare una mezz’ora o più all’aria aperta e in piena luce sarà diventata una abitudine irrinunciabile, proprio come il respirare.  Per concludere, è importante notare che le giornate nuvolose sono ancora più preziose per curare il fastidio della luce solare perché in queste condizioni di luce attenuata ma di ampii spazî disponibili per vagare con lo sguardo nel cielo o all’orizzonte, è molto più facile tenere gli occhi ben aperti e godersi lo spettacolo senza alcun timore.

Durante i Gruppi di Studio della Associazione Vista Perfetta (http://www.vistaperfetta.it) viene sempre riservato un congruo periodo di tempo per discutere di queste tematiche tra i varii partecipanti e permettere di condividere così “alla luce del sole” le proprie esperienze di guarigione, così come viene spiegato nei testi originarî del Dott. Bates e dei suoi più stretti e fedeli collaboratori. La Casa Editrice Juppiter Consulting Publishing Company® di Milano diffonde questi testi attraverso questo stesso sito oppure tramite il suo sito ufficiale http://www.sistemabates.it,al quale rimandiamo per ulteriori approfondimenti.

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03 giugno 2011

fonte:  http://www.disinformazione.it/giornate_luminose.htm

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YEMEN Saleh ricoverato, condizioni stabili. Bombe su casa leader tribale, dieci morti / VIDEO: Uncertainty over Yemen attack

Uncertainty over Yemen attack

Caricato da in data 04/giu/2011

The Yemeni presidential palace came under fire on Friday. Seven people died and president Ali Abdullah Saleh was injured.

The government has blamed the al-Ahmar tribe for the attack.

But some residents in Sanaa suspect that the raid could actually be orchestrated by the president himself.

Al Jazeera’s Bhanu Bhatnagar reports.

YEMEN

Saleh ricoverato, condizioni stabili
Bombe su casa leader tribale, dieci morti

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Continuano gli scontri nella capitale Sana’a. Il presidente, ferito ieri durante l’attacco al palazzo presidenziale, è apparso in tv. “Le sue condizioni non sono preoccupanti”. Deceduto invece in un ospedale saudita il primo ministro Moujawar

Saleh ricoverato, condizioni stabili Bombe su casa leader tribale, dieci morti Proteste contro il governo a Sana’a

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SANA’A – All’indomani dell’attacco al palazzo presidenziale 1 a Sana’a, nel Paese continuano gli scontri. Il presidente Saleh, ferito mentre si trovava in preghiera in una moschea, ricoverato in ospedale nella capitale. In un primo momento, ieri, si era diffusa la notizia della sua morte, smentita dai membri del suo partito e poi dallo stesso Saleh con un intervento in tv. E’ deceduto invece il premier Ali Mohammad Moujawar. I medici dell’ospedale saudita dove era stato trasferito per essere curato, secondo quanto riferisce la Bbc, ne hanno constatato oggi la “morte clinica” dopo le ferite riportate nell’assalto di ieri. Insieme a lui erano rimasti gravemente feriti nel bombardamento anche altri quattro alti funzionari.

VIDEO Saleh parla in tv 2

VIDEO Distrutto il centro di Sana’a 3

L’esercito ha bombardato la casa di un leader tribale, lo sceicco Hamid, nella zona Sud della capitale, uccidendo dieci persone e ferendone 35. Hamid, influente uomo d’affari e dirigente del partito islamista Al Islah, è il fratello di un potente leader tribale, Sadek al-Ahmar, le cui forze sono impegnate da quasi due settimane in cruenti combattimenti con le forze del contestato presidente Saleh. La casa di Hamid, quella di suo fratello Mizhij e la residenza del generale dissidente Ali Mohssen al-Ahmar sono state bombardate ieri dalla guardia repubblicana, il corpo d’elite dell’esercito che ha risposto al bombardamento nel quale è rimasto ferito anche il presidente yemenita.

Intanto la Germania ha deciso di chiudere la sua ambasciata nella capitale dello Yemen a causa delle violenze in corso nel Paese: lo ha annunciato oggi il ministero degli Esteri secondo il quale il personale diplomatico rimasto sul posto lascerà “al più presto” il paese arabo. “Anche se i combattimenti nella capitale non coinvolgono direttamente gli stranieri – si legge in una nota del ministero – la pericolosità della situazione a portato a questa decisione”.

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04 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/04/news/yemen-17210738/?rss

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Libia, elicotteri da combattimento in azione per la prima volta

Libia, elicotteri da combattimento
in azione per la prima volta

Mezzi britannici e francesi colpiscono veicoli militari, equipaggiamenti e forze in campo dell’esercito di Gheddafi

Un elicottero dell’esercito britannico impegnato in un’esercitazione in Libia il 3 maggio scorso (foto Epa)

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ROMA – La Nato ha annunciato di aver compiuto oggi per la prima volta attacchi con elicotteri da combattimento in Libia contro l’esercito del colonnello Muammar Gheddafi. In una nota, l’Alleanza Atlantica riferisce che gli obiettivi colpiti nella notte sono veicoli militari, equipaggiamenti e forze in campo.

Al raid hanno partecipato elicotteri dell’esercito francese, del tipo Tigre e Gazelle, e britannico. A riferirlo è stato lo stesso stato maggiore transalpino.

L’impiego di questi mezzi – ha affermato il generale Charles Bouchard, comandante dell’operazione Nato Unified Protector – «dimostra le capacità uniche degli elicotteri d’attacco. Continueremo a servirci di queste risorse quando e dove necessario utilizzando la stessa precisione, come in tutte le nostre missioni».

Sabato 04 Giugno 2011 – 09:40    Ultimo aggiornamento: 16:45
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MILANO – Pisapia ha trovato le casse vuote “E ora sobrietà a Palazzo Marino”

Pisapia ha trovato le casse vuote
“E ora sobrietà a Palazzo Marino”

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Altri 22 milioni di euro da tagliare per far quadrare i conti del 2011. Per costituire la newco per i terreni Expo servono altri 50 milioni. La vecchia giunta ha congelato parte delle spese

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di ALESSIA GALLIONE

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Pisapia ha trovato le casse vuote "E ora sobrietà a Palazzo Marino" Il sindaco Giuliano Pisapia

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A Palazzo Marino è già austerity. Il primo giro di vite era già arrivato con Letizia Moratti: 28 milioni di spese “congelate” falcidiando tutti i capitoli ritenuti «non prioritari». Dalle sponsorizzazioni al budget ridotto per l’estate o il Festival delle luci. Ma per il nuovo sindaco Giuliano Pisapia la corsa parte subito in salita. Perché per arrivare a recuperare quei 50 milioni di euro che Palazzo Marino ha messo in conto di non incassare per il 2011, dovrebbe trovarne subito altri 22 da sacrificare tra le voci del bilancio che gli ha lasciato in eredità la ex giunta. Senza contare l’annuncio che a fine aprile hanno fatto i tecnici del settore Finanze dello stesso Comune: «Da questo momento non si procederà al rilascio della copertura finanziaria di alcuna spesa, tanto in conto capitale quanto in parte corrente, se non strettamente obbligatoria, e negli stretti limiti della competenza economica».

Tutto bloccato, insomma. In attesa delle scelte di Pisapia. Che appena arrivato, però, ha lanciato subito una parola d’ordine: «Sobrietà» nelle spese. Il primo esempio è la decisione di non inviare materiale informativo per i referendum nelle case dei milanesi: purtroppo, visti i tempi, si sarebbe dovuta utilizzare la posta prioritaria con un costo di oltre 400mila euro. Troppi in tempi di casse vuote. Inizia con una verifica sul bilancio, il lavoro di Pisapia. Che nel suo ufficio ha iniziato a prendere in mano la macchina comunale, tra incontri e studio. In un’intervista a Radio Radicale ha denunciato il sovraffollamento delle carceri: «San Vittore è un quartiere della città, non deve continuare a essere un problema. Dovrebbe essere una soluzione, sul lato della sicurezza sociale e su quello del reinserimento».

Per capire la situazione conti, lunedì Pisapia vedrà il direttore generale Antonio Acerbo. Ma prima ancora di aver analizzato i documenti, se volesse seguire le indicazioni che i funzionari hanno già dato alla precedente amministrazione, dovrebbe subito tagliare altre 22 milioni spese. Tutto questo, naturalmente, se si riuscirà a vendere il 18% dell’autostrada Serravalle incassando 170 milioni. Altrimenti, è l’allarme lanciato dagli uffici, ci sarebbe «il rischio di determinare un risultato negativo, cosa mai avvenuta prima d’ora nel Comune di Milano». Un rosso di 140 milioni di euro. Il motivo delle casse vuote sono le minori entrate. A cominciare dagli oneri di urbanizzazione, che neppure l’annuncio del Pgt ha rianimato: quest’anno la previsione era di incassare 170 milioni; finora si è arrivati a circa 30 e la stima è di non superare a fine 2011 quota 90. Soldi in meno anche dai biglietti di bus e metrò: non 298 milioni ma 280, con un gap — scrivono i tecnici in una relazione — difficilmente colmabile senza aumentare le tariffe. E poi incassi in calo dalle multe (per ora 3,5 milioni), dalla Tarsu (3 milioni), dagli affitti (12 milioni), 20 milioni di dividendi di Atm anticipati nel 2010.

Ma se la situazione è critica per le spese degli assessorati, diventa drammatica per le opere: qui il rischio è di sforare il patto di stabilità imposto da Roma di 265 milioni di euro. Un conto fatto senza considerare l’impegno per la newco che dovrebbe acquistare i terreni di Expo: un investimento di 38 milioni per il capitale sociale e 15 di prestito soci. La cura proposta dagli uffici del Comune a Letizia Moratti era drastica: rimandare al 2012 i pagamenti ad Atm e A2A (fino a un mese fa erano «sospesi» circa 61,5 milioni), e ai fornitori. E avviare altre vendite di immobili: da largo Treves fino alla sede dei vigili di piazza Beccaria, per trasferire molti uffici in due stabili in zona Maciachini.

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04 giugno 2011

fonte:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/06/04/news/pisapia_ha_trovato_le_casse_vuote_e_ora_sobriet_a_palazzo_marino-17186889/?rss