BATTERIO KILLER – Primo caso sospetto in Italia, casi in 13 Paesi / L’ospedale di Merano smentisce: “Nessun caso di batterio killer”

BATTERIO KILLER

Primo caso sospetto in Italia, casi in 13 Paesi
Fazio chiede controlli su imballaggi alimenti

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Si tratta di un turista tedesco ricoverato all’ospedale di Merano con problemi intestinali. Il ministro della Salute ha chiesto al governo tedesco di condurre verifiche non solo a campione

https://i2.wp.com/www.repubblica.it/images/2011/06/04/112458799-ca60cc6f-942a-4a98-b1d3-6e57ecd4c7d7.jpg

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ROMA – Il primo caso sospetto di infezione da Escherichia Coli è stato segnalato in Alto Adige. Un turista si è rivolto ad un ospedale, a Merano, per una grave diarrea ed ora sono in corso i test per stabilirne la causa. La notizia, riportata dal quotidiano Dolomiten, viene confermata dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, anche se il primario del servizio d’igiene, Josef Simeoni, chiarisce che ”al momento una diagnosi precisa non è ancora possibile”. I risultati degli esami, che vengono effettuati a Bolzano, dovrebbero essere disponibili all’inizio della settimana prossima. Il paziente, da quanto si è appreso, non è ricoverato in ospedale. Intanto il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha annunciato di aver chiesto al governo tedesco di condurre delle verifiche sugli imballaggi degli alimenti.

103 casi fuori dalla Germania. Sono in tutto 13 i Paesi dove sono stati accertati casi di sindrome emolitico-uremica (Seu) e di Escherichia Coli Enteroemorragico (Ehec), secondo l’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), per un totale di 1.836, 103 dei quali al di fuori della Germania. Alla Germania, epicentro dell’epidemia, vanno infatti aggiunti altri 11 Paesi europei e gli Usa, dove la CDC di Atlanta ha accertato due casi di Seu collegati all’epidemia tedesca. Per la Germania i dati al momento sono fermi alle 15 del 2 giugno e risultano ufficialmente notificati 520 casi di Seu (11 morti) e 1.213  di Ehec (6 morti), per un totale di 1.733 (17 morti). Negli 11 Paesi europei sono stati accertati in tutto 101 casi – 31 di Seu, 1 fatale e 70 Ehec, così suddivisi: Austria 2 (Ehec), Repubblica Ceca 1 (Ehec), Danimarca 17 (7 Seu, 10 Ehec), Francia 10 (Ehec), Olanda 8 (4 Seu, 4 Ehec), Norvegia 1 (Ehec), Polonia 1 (Seu), Spagna 1 (Seu), Svezia 46 (15 Seu, 31 Ehec), Svizzera 3 (Seu), Regno Unito 11 (3 Seu, 8 Ehec). Tutti i casi accertati di Seu e Ehec tranne 1, rileva l’Oms, sono di pazienti che vivono in Germania o vi si sono recati di recente.

Fazio: “Fenomeno trasversale, maggiori controlli”. “Abbiamo chiesto alla Germania di fare indagini non soltanto a campione generale, ma su specifiche forme di confezionamento degli alimenti”, ha spiegato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, a margine dell’incontro oggi al San Raffaele di Milano, insieme al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, con il vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping. In riferimento al batterio che sta destando allarme in Europa, il ministro tiene ad evidenziare che “sembrerebbe” un fenomeno “più trasversale piuttosto che legato ad un singolo alimento”. Fazio ha voluto comuqne “ribadire che il nostro cibo e le nostre verdure sono assolutamente sicure”. Il consiglio è quello di “lavarle sempre. Dobbiamo sempre farlo”. L’Escherichia coli è “un batterio conosciuto già nell’800” ricorda il ministro sottolineando ancora una volta che “non abbiamo problemi. La nostra sanità è stoto controllo, le nostre strutture sono allertate”. “Non è una mutazione -fa ancora presente Fazio-, ma una normale ricombinazione di batteeri che hanno più tossicità e noi meno anticorpi”. “Quanto al veicolo -conclude- è ancora sotto studio”, di qui la richiesta alla Germania di ulteriori indagini sulle confezioni.

Da Germania nessun indennizzo a spagnoli. La Germania non prevede di indennizzare i produttori di legumi europei, in particolare spagnoli, colpiti dall’epidemia del batterio killer per la cui diffusione sono stati messi sotto accusa i cetrioli prodotti in Spagna. Lo ha affermato Reinhard Schafers, ambasciatore tedesco a Parigi, ai microfoni della radio privata “Europe 1”. “Non so chi compenserà finanziariamente questa catastrofe. Noi abbiamo dovuto prevenire i nostri cittadini”, ha spiegato il diplomatico, “e l’abbiamo fatto quando abbiamo trovato qualcosa di sospetto nei cetrioli spagnoli”.

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E. coli, i medici: "Si sta stabilizzando" Batterio su salame di cervo italiano

articolo

E. coli, i medici: “Si sta stabilizzando” Batterio su salame di cervo italiano

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04 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/salute/2011/06/04/news/batterio_killer-17197911/?rss

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L’ospedale di Merano smentisce: “Nessun caso di batterio killer”

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ltimo aggiornamento: 04 giugno, ore 13:24

Milano – (Adnkronos/Ign) – Contagio in Alto Adige: lo scrive un giornale locale. Fazio: “Abbiamo chiesto ai tedeschi di indagare sui confezionamenti. Il batterio? Non è in mutazione, ma normale ricombinazione di batteri”. E assicura: ”In Italia non c’è da preoccuparsi”. Escherichia coli trovato su salame di cervo italiano. I consigli per prevenire i rischi (VIDEO). L’Oms conferma: “La variante è nuova”. Contagiati, oltre 1800 casi
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Milano, 4 giu. – (Adnkronos/Ign) – Nessun caso confermato di infezione da nuova forma di Escherichia coli in Alto Adige. L’azienda sanitaria regionale smentisce la notizia, circolata in queste ore, di un primo contagio in Italia, relativo ad un turista tedesco ricoverato all’ospedale di Merano. “Non c’è nessuna emergenza”, spiegano fonti interne all’Adnkronos Salute. Si stanno solo attuando le procedure indicate anche dal ministero: in tutti i casi di diarrea emorragica, se il paziente è anche stato in Germania prima del 15 aprile, viene fatto l’esame delle feci per verificare l’eventuale presenza del batterio killer. Ad oggi non risultano conferme e non c’è nessun paziente con complicanze renali, indica l’azienda.
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Nella Regione sono circa 100 i casi di ‘normale’ diarrea grave, visitati dal medico di famiglia o in ospedale. “Ma si tratta di dati nella norma”. Il test viene fatto, però, solo se il paziente è anche stato anche in Germania.
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La notizia si era diffusa dopo che il ‘Dolomiten’, giornale locale in lingua tedesca dell’Alto Adige, scriveva che nell’ospedale di Merano si era presentato una persona che presenta i sintomi del contagio. L’uomo, un turista tedesco, è stato ricoverato per una grave diarrea.
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Ma in Italia non c’è da preoccuparsi”, per il batterio killer. “Si può mangiare verdura cruda senza problemi, lavandola, naturalmente”. Da noi “non c’è mai stata emergenza” ribadisce il ministro della Salute Ferruccio Fazio che, intervistato dal Tg5, raccomanda però “più attenzione a chi si deve recare nella zona di Amburgo”.
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In questo caso, infatti, si “deve fare attenzione ad evitare la verdura cruda perché non sappiamo se proviene da confezionamenti che possono essere stati oggetto di infezione”. E’ necessario, inoltre “lavare le mani e seguire le normali norme igieniche”.
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Il ministro fa poi sapere di “avere chiesto alla Germania di fare indagini non soltanto a campione generale, ma su specifiche forme di confezionamento degli alimenti”. E tiene ad evidenziare che “sembrerebbe “un fenomeno “più trasversale piuttosto che legato ad un singolo alimento”. Fazio ha voluto comunque “ribadire che il nostro cibo e le nostre verdure sono assolutamente sicure”. Il consiglio è quello di “lavarle sempre. Dobbiamo sempre farlo”.
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L’Escherichia coli è “un batterio conosciuto già nell’800” ricorda il ministro sottolineando ancora una volta che “non abbiamo problemi. La nostra sanità è sotto controllo, le nostre strutture sono allertate”. E nemmeno deve destare preoccupazione qualora “un italiano, che è stato nella zona di Amburgo, abbia avuto la malattia. Non ci deve stupire. La malattia è circoscritta ad una zona”.
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“Non è una mutazione – fa ancora presente Fazio – ma una normale ricombinazione di batteri che hanno più tossicità e noi meno anticorpi”. “Quanto al veicolo – conclude – è ancora sotto studio”, di qui la richiesta alla Germania di ulteriori indagini sulle confezioni.
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