Archivio | giugno 5, 2011

Il professor Arturo Lorenzoni: “Il fotovoltaico fai da te fra due anni sarà l’energia più conveniente”

Negli ultimi quattro anni i prezzi del fotovoltaico sono scesi di molto, superando in convenienza anche l’energia nucleare

“Il fotovoltaico fai da te fra due anni sarà l’energia più conveniente”

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Il prof. Arturo Lorenzoni – fonte immagine

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Secondo uno studio del professor Arturo Lorenzoni del dipartimento di Ingegneria elettrica dell’università di Padova, nel 2013 sarà raggiunta la “grid parity”: il prezzo del chilowattora per autoconsumo prodotto con panelli solari sarà uguale a quello dell’energia acquistabile dalla rete elettrica

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di Andrea Bertaglio

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Nessuno l’aveva previsto. Eppure, entro due anni, l’energia solare “fai da te” sarà più conveniente, anche senza incentivi: autoprodurre elettricità con pannelli fotovoltaici, specie nel Sud, costerà meno della bolletta dell’Enel. Si avvicina infatti la “grid parity”, la coincidenza tra il costo del chilowattora per autoconsumo, prodotto con panelli da 200 kW di picco (kWp), e quello dell’energia acquistabile dalla rete elettrica. A rivelarlo sono i calcoli eseguiti dal professor Arturo Lorenzoni del dipartimento di Ingegneria elettrica dell’università di Padova. Ma le buone notizie non si fermano qui: per Vishal Shah, analista di Wall Street, il settore solare vedrà nei prossimi anni una riduzione dei costi di un ulteriore 40%.

Nel Sud Italia la grid parity sarà raggiunta già verso la metà del 2013, per gli impianti industriali da 200 kWp. Per gli impianti domestici (più piccoli, da 3 kWp) si dovrà aspettare un anno in più. Per i grandi impianti allo stesso risultato si arriverà nel 2015 al Centro e nel 2016 al Nord. Per quelli piccoli ci vorrà un anno in più. I calcoli sono stati eseguiti stimando una vita media dei moduli di 25 anni e includendo un tasso di interesse del 5,3%, ma concentrandosi appunto sull’autoconsumo, invece che sulla produzione di elettricità da vendere alla rete.

Lo studio di Lorenzoni ed il suo team, commissionato da Conergy Italia, è partito dall’analisi della variazione di prezzo degli impianti prevista per i prossimi anni da European Photovoltaic Association e altre agenzie di ricerca: i moduli fotovoltaici dovrebbero passare dai 1,4 euro/Wp di oggi a circa 1 euro/Wp entro i prossimi due anni. Questo porterebbe i sistemi fotovoltaici a costare molto meno: i piccoli impianti (3 kWp) passerebbero dagli attuali 3.600 euro/kW a 2.800 nel 2014, mentre quelli da 200 kWp da 2.800 euro/kWp a circa 2.000 nel 2014. Queste stime sono state elaborate prima del quarto conto energia, ma “con la riduzione delle tariffe incentivanti i prezzi caleranno anche più rapidamente del previsto”, spiega il professor Lorenzoni (fonte: QualEnergia).

Non solo, le ipotesi del gruppo di ricerca veneto sono approssimate per difetto: si è voluto stimare, ad esempio, un aumento annuale medio delle bollette elettriche del 3-3,28%. Un valore che potrebbe essere sottostimato, se si considera il possibile aumento del prezzo del petrolio. Se i costi legati alla produzione di energia dovessero essere maggiori di quanto stimato e gli impianti dovessero costare meno, la grid parity potrebbe quindi essere raggiunta anche prima di quanto previsto dallo studio dell’Università di Padova.

Fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe azzardato una previsione del genere sull’autonomia energetica familiare, né tanto meno una diminuzione dei prezzi del fotovoltaico che, dal 2008 al 2011, è arrivato a sfiorare il 60%. Margini di riduzione che sono ancora ampi: nei prossimi 3-5 anni, infatti, il fotovoltaico potrà costare negli Usa tra 1,3 e 1,4 dollari per watt, ed è possibile arrivare presto alla soglia del dollaro per Watt. Ad affermarlo è Vishal Shah, analista a Wall Street specializzato nel settore solare.

Negli ultimi quattro anni, i prezzi del fotovoltaico sono scesi tanto da riuscire a superare in convenienza anche l’energia nucleare, secondo uno studio della Duke University in North Carolina. A differenza del professor Lorenzoni, però, Vishal Shah ritiene negativo il fatto che i governi possano rivedere le loro politiche di incentivazione: per l’analista newyorkese, infatti, ciò sarà l’unico freno al boom del solare. Sul prossimo raggiungimento della grid parity in alcune parti dell’Europa meridionale, però, si è tutti concordi. Non solo, per Shah nel vecchio continente l’energia elettrica da fonte solare sostituirà presto quella prodotta con il gas naturale, mentre in altre parti del mondo soppianterà anche quella prodotta con l’inquinante e sempre più costoso

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04 giugno 2011

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/04/il-fotovoltaico-fai-da-te-fra-due-anni-sara-lenergia-piu-conveniente/116007/

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Yemen «Il regime è caduto» / VIDEO: Yemen: altri violenti scontri malgrado la tregua

Yemen: altri violenti scontri malgrado la tregua

Pubblicato in data 05/giu/2011 da

Una tregua per lo Yemen e Sanaa in festa dopo la partenza del presidente Ali Abdullah Saleh, operato in Arabia Saudita per le ferite riportate durante il bombardamento di venerdì.

Per la piazza che protesta da quattro mesi, è la fine di un regime lungo trent’anni ma secondo il partito al potere Saleh rientrerà presto.

Intanto governo e opposizione si sarebbero accordati per un cessate il fuoco. E il vicepresidente ad interim ha promesso di ritirare le truppe dalla capitale.

http://it.euronews.net/

«Il regime è caduto»

https://i2.wp.com/www.lettera43.it/upload/images/06_2011/yemen-110605190501_medium.jpg

Yemen: Saleh è in Arabia, esultano i ribelli. Ma il Raìs non molla

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Galleggia nella più totale incertezza sul suo futuro politico lo Yemen, una parte del quale ha domenica 5 giugno festeggiato a Sanaa e a Taez «la caduta del regime», segnata dal ricovero nella vicina Arabia Saudita del presidente Ali Abdallah Saleh, ferito venerdì 3 e operato con successo al costato.
Per la costituzione l’interim dovrebbe andare al vice presidente, ma il primogenito del rais, Ahmad, già capo della Guardia repubblicana sembra essere l’uomo forte del Paese.
«L’intervento chirurgico ha avuto successo e il presidente Saleh è previsto che torni a Sanaa al termine di due settimane di convalescenza», hanno fatto sapere fonti dell’ospedale militare di Riad dove il raìs è stato operato domenica 5 giugno.

Ma l’opposizione parlamentare ha avvertito: «Il ricovero di Saleh in Arabia Saudita segna per noi la fine del regime tirannico e corrotto. Faremo tutto il possibile per impedire il suo ritorno».
A seguito del bombardamento della moschea del palazzo presidenziale venerdì scorso – dal governo attribuito alle milizie alleate dell’opposizione, circostanza smentita con forza da queste ultime – Saleh era rimasto ferito in modo «non preoccupante» alla testa e al petto. Dopo la notte tra sabato 4 giugno e domenica 5, segnata da nuovi scontri tra forze lealiste e milizie tribali fedeli allo shaykh Sadeq al Ahmar, alleato delle opposizioni, Sanaa ha vissuto una giornata di relativa calma, durante la quale sono morti per un’esplosione accidentale tre soldati dissidenti.

C’È L’OK SUL CESSATE IL FUOCO. Orfano della guida del presidente, il governo yemenita ha chiesto alla federazione tribale degli Hashed, guidata dallo shaykh al Ahmar, di siglare una tregua.
L’opposizione ha accettato e il vice presidente Abed Rabbo Mansur Hadi, che ha di fatto assunto ad interim i poteri di capo di Stato, ha offerto ai miliziani di ritirare le sue truppe dal quartiere settentrionale di Hasaba, roccaforte di al Ahmar e teatro da oltre dieci scontri di violenti combattimenti.
Il vicepresidente, che ha ricevuto l’ambasciatore degli Stati Uniti a Sanaa, Gerald Feierstein, non si è però insediato nel palazzo presidenziale, occupato secondo fonti ben informate citate dalla France Presse dal primogenito di Saleh, Ahmed, 41 anni.
L’opposizione ha messo però in guardia: «Siamo disposti a cooperare totalmente con Mansur Hadi. La difficoltà è sapere se i figli e i nipoti di Saleh sono disposti a rimettere il potere nelle mani del vice presidente», ha detto Muhammad Qahtan portavoce degli oppositori in parlamento.

GIOVANI IN PIAZZA CONTRO IL RAÌS. Nella mattina di domenica 5 giugno i giovani manifestanti che da fine gennaio sono in piazza per chiedere «la caduta del regime» hanno celebrato «la dipartita del dittatore», al potere da 33 anni, sparando in aria fuochi d’artificio e sgozzando numerosi agnelli. Analoghi festeggiamenti si sono registrati a Taez, città a Sud-Ovest della capitale e principale epicentro delle proteste anti-regime, ma i manifestanti sono stati di nuovo bersaglio di agenti della Guardia repubblicana.
In sostegno dei dimostranti sono però giunti miliziani di tribù alleate dell’opposizione e, negli scontri armati che ne sono seguiti, quattro lealisti e tre oppositori sono rimasti uccisi secondo fonti mediche locali.

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05 giugno 2011

fonte:  http://www.lettera43.it/attualita/17925/ancora-sangue-in-yemen-9-militari-uccisi-a-zinjibar.htm

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Veglia per Tiananmen, 53 arresti a Hong Kong / VIDEO: Piazza Tiananmen, in migliaia ricordano la strage del 1989

Piazza Tiananmen, in migliaia ricordano la strage del 1989

Pubblicato in data 05/giu/2011 da

Anche quest’anno, la strage la si è dovuta ricordare lontano da Piazza Tiananmen. Hong Kong ha risposto al silenzio di Pechino con una veglia. A lume di migliaia di persone – in gran parte giovani studenti – hanno celebrato il ventiduesimo anniversario dell’evento.

Tiananmen, 53 arresti a Hong Kong

Decine di migliaia hanno partecipato a veglia

05 giugno, 18:47
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(ANSA) – SHANGHAI, 5 GIU – Erano decine di migliaia le candele che hanno illuminato la notte di Hong Kong al Victoria Peak durante la tradizionale manifestazione in ricordo delle vittime della strage di piazza Tiananmen.
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Erano oltre 150mila secondo gli organizzatori della manifestazione, 77mila per la polizia. Cifre alte per la Cina continentale, ma alla fine della veglia, la polizia di Hong Kong ha arrestato 53 persone che avevano iniziato a marciare verso un’altra zona della città e rifiutavano di disperdersi.
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ARCHEOLOGIA – Fibula Prenestina, giallo risolto. Spazzati i dubbi: “E’ autentica”

ARCHEOLOGIA

Fibula Prenestina, giallo risolto
Spazzati i dubbi: “E’ autentica”

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fibula-palestrina.jpg

Sopra: la Fibula Prenestina; sotto: riproduzione dell’iscrizione – fonte immagini

Indagini scientifiche condotte dalla Sapienza e dal Cnr confermano l’autenticità della preziosa spilla etrusca e della sua iscrizione, la più antica testimonianza della lingua latina

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di GIOVANNI GAGLIARDI

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Fibula Prenestina, giallo risolto Spazzati i dubbi: "E' autentica" Uno degli strumenti usati per analizzare la Fibula Prenestina

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Vera o falsa? Il caso della Fibula Prenestina, esposta nel Museo Nazionale Etnografico ‘Luigi Pigorini’, è finalmente risolto. L’autenticità della preziosa spilla, datata al VII secolo a.C., e della sua iscrizione, ritenuta la più antica testimonianza della lingua latina, è stata confermata da indagini scientifiche condotte da Daniela Ferro dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) del Consiglio nazionale delle ricerche e da Edilberto Formigli, restauratore e docente presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma e quella di Firenze.

LA FOTO NAVIGABILE

La Fibula, trovata a Palestrina, l’antica Preneste, fin dalla sua presentazione ufficiale nel 1887 da parte dell’archeologo tedesco Wolfgang Helbig è stata oggetto di accesi dibattiti, in merito alla sua autenticità e al contesto di appartenenza.

I due specialisti, che da anni conducono analisi multidisciplinari sulla tecnologia orafa antica, presentano oggi, presso il Museo ‘Pigorini’, i risultati delle indagini micro-analitiche condotte nel laboratorio del Dipartimento di chimica dell’Università di Roma con il microscopio elettronico a scansione.

Il gioiello d’oro, lungo 10,7 cm. e datato attorno alla metà del VII secolo a. C,  ha, sulla parte esterna della staffa, l’iscrizione Manios med fhefhaked Numasioi, in latino classico Manius me fecit Numerio ovvero ‘Manio mi fece per Numerio’, la più antica testimonianza della lingua latina che ci sia pervenuta.

“Lo studio di un reperto” spiega Daniela Ferro dell’Ismn-Cnr, “impone la scelta di metodi analitici non distruttivi e non invasivi. L’utilizzo della microscopia a scansione elettronica accoppiata alla microsonda elettronica per raggi X a dispersione di energia, consente osservazioni ad alta risoluzione della superficie e contemporaneamente permette di acquisire dati sulla composizione chimica in elementi. In particolare, la fibula è stata studiata con una strumentazione dotata di una camera porta campioni che permette di muovere ampiamente l’oggetto e di investigarne ogni parte, senza danneggiarlo”.

Le apparecchiature scientifiche hanno permesso di accertare metodologie e composizione della stessa età rispetto alla datazione attribuita alla spilla, nonostante tentativi di pulitura e abrasioni di secoli più recenti. Infatti, se per l’oro non sono stati ancora trovati metodi di datazione, oggi sappiamo che alcune tecniche orafe hanno raggiunto un alto grado tecnico solo con gli Etruschi ed i numerosi studi oggi esistenti ne tracciano le caratteristiche.

“E’ un manufatto di alta oreficeria, realizzato nella parte della staffa, con una lamina ad alto contenuto d’oro, materiale duttile per essere inciso con la punta a stilo” continua la ricercatrice. “L’iscrizione è stata realizzata nello stesso modo. Sono stati anche individuati le riparazioni effettuati anticamente come la  presenza di una foglia d’oro per nascondere una piccola frattura, mentre l’uso di amalgama d’oro per rinforzare la parte mobile dell’ardiglione (ovvero il puntale ndr) potrebbe essere recente. E’ improbabile che un falsario operasse particolarità di lavorazione ed uso delle leghe auree in un periodo dove la conoscenza delle procedure dell’oreficeria  etrusca non erano particolarmente conosciute in dettaglio in quanto  avrebbero potuto essere rilevate se non con le più sofisticate strumentazioni tecnologiche”.

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05 giugno 2011

fonte:  http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/06/05/news/fibula_prenestina-17255384/?rss

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Dalla Germania l’ultima follia sui gay: Cure omeopatiche anti-omosessualità

Pillole che contengono zucchero, psicoterapia e consigli religiosi

Dalla Germania l’ultima follia sui gay
Cure omeopatiche anti-omosessualità

La terapia lanciata dall’associazione dei medici cattolici tedeschi fa infuriare la federazione di gay e lesbiche

MILANO – Cure omeopatiche per combattere l’omosessualità. Ha scatenato rabbia e polemiche l’articolo intitolato «Con l’omeopatia contro l’omosessualità» pubblicato sul magazine online Telepolis che racconta del lancio da parte dell’associazione dei medici cattolici tedeschi (BKA) di una terapia rivolta ai gay e alle lesbiche che vogliono sconfiggere la loro omosessualità. La federazione delle lesbiche e dei gay tedeschi (LSVD) ha giudicato l’iniziativa «un insulto» e ha affermato che ancora una volta i membri della comunità cattolica si dimostrano omofobi e confermano di non avere alcun rispetto per gli omosessuali.

LA CURA – Il BKA, che si autodefinisce «la voce della comunità medica cattolica», afferma che la cura omeopatica può essere acquistata direttamente sul sito web dell’associazione. L’omosessualità – si legge sul sito ufficiale – non è una malattia, ma una serie di trattamenti sono disponibili per tenere a bada tale inclinazione. La terapia è un mix di cure omeopatiche, psicoterapia e consigli religiosi. Ad esempio tra le terapie omeopatiche più controverse l’associazione consiglia la prescrizione di «globuli», piccole pillole che contengono per lo più zucchero: «Sappiamo di numero persone con inclinazioni omosessuali che si trovano in difficoltà e soffrono molto – dichiara Gero Winkelmann, direttore dell’associazione, in una lettera spedita al settimanale tedesco Der Spiegel – Se qualcuno è infelice, malato o si sente in difficoltà, deve sapere che noi possiamo aiutarlo».

LE FONTI – Secondo Winkelmann, che sottolinea come l’iniziativa non vuole né ferire né mettere sotto pressione la comunità gay, esiste una ampia e affermata letteratura medica e scientifica che conferma la tesi che l’omosessualità può essere curata. Il professore cita testi di psicoterapia, filosofia e teologia quindi «l’insegnamento della Chiesa cattolica, le Sacre Scritture e gli studi omeopatici di Samuel Hahnemann», il medico tedesco vissuto tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, ritenuto il fondatore della medicina alternativa chiamata omeopatia. Sul sito dell’associazione dei medici cattolici compare anche la testimonianza di un omosessuale tedesco che ringrazia la BKA perché la cura può dare una speranza a tutti i gay che soffrono per le proprie inclinazioni sessuali.

LE CRITICHE – Di diverso avviso appaiono i membri dell’associazione tedesca dei gay e delle lesbiche. Dopo aver precisato che i più importanti studi scientifici affermano che l’orientamento sessuale si manifesta già dall’infanzia, i membri dell’LSVD dichiarano che non è possibile alterare con falsi medicinali le proprie inclinazioni sessuali: «Quest’iniziativa è davvero pericolosa – sbotta Renate Rampf, portavoce dell’associazione gay – Essi usano le insicurezze dei giovani omosessuali e bisessuali e soprattutto quelle dei loro genitori. Queste ridicole soluzioni terapeutiche sono pericolose perché posso essere destabilizzanti». Quindi, dopo aver ricordato che l’Organizzazione mondiale della sanità ha rimosso l’omosessualità dal codice delle malattie internazionali solo nel 1993, dichiara con amarezza: «Il diciannovesimo secolo per gli omosessuali è già finito con novanta anni di ritardo».

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Francesco Tortora
04 giugno 2011(ultima modifica: 05 giugno 2011)

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_04/germania-cure-contro-omosessualita_e6f902dc-8eb1-11e0-a8a9-c25beeea819c.shtml
fonte immagine

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Batterio Killer, l’ultima ipotesi tedesca: “L’origine nei germogli della soia”

05/06/2011 – MEZZ’EUROPA TEME IL CONTAGIO

Batterio, l’ultima ipotesi tedesca: “L’origine nei germogli della soia”

L’epidemia fa ventidue vittime. Germania più vicina alla chiave del giallo: «Ma non c’è sicurezza»

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BERLINO – Avrebbe preso origine da una partita di germogli, probabilmente di soia, l’epidemia provocata dal batterio Escherichia Coli che ha causato finora 22 morti, 21 dei quali in Germania. L’azienda produttrice in Bassa Sassionia è stata identificata e chiusa; ma saranno solo le indagini batteriologiche in corso, pronte per domani, a dare maggiore certezza sulla fonte del focolaio epidemico.

L’ipotesi dei germogli rimane ancora tale e per questo, secondo si è appreso, il Ministero della Salute italiano ha indicato ai Nas di mantenere alti i controlli. Anche per la sezione europea dell’Oms la soia rimane un’ipotesi da verificare con il Roberto Koch Institute di Berlino ed è «benvenuto ogni ulteriore progresso nell’identificazione della fonte dell’epidemia».

Ad un mese dall’inizio dei focolai segnalati soprattutto nel nord della Germania, nell’area di Amburgo, le autorità sanitarie tedesche sono convinte, dopo i ’colpi a vuotò dei cetrioli e di altre verdure, di essere vicine ad aver chiuso il cerchio delle indagini epidemiologiche attorno a coltivazioni provenienti da Uelzen, in Bassa Sassonia, dove ha appunto sede l’azienda incriminata che produce ben 18 tipi diversi di germogli. Uno o più di questi tipi sarebbero i colpevoli. Per diversi giorni i bio-detective mettendo insieme le testimonianze, le cartelle cliniche, le segnalazioni e i dati, avevano visto che i malati sono soprattutto adulti dai 20 anni in sù e di sesso femminile (il 68% dei casi). Elementi questi che avevano portato gli epidemiologici a sospettare cibi mangiati più frequentemente dalle donne forse legati all’alimentazione estiva.

La settimana scorsa, grazie ai test microbiologici e molecolari condotti dal Robert Koch Institute, dal centro cinese di genetica (che ne ha letto a tempo di record il dna) e all’Istituto superiore di sanità italiano, era stato possibile identificare la tipologia del batterio killer: una variante dell’E.Coli battezzata 0104:H4; un microrganismo conosciuto ma che non aveva fino ad ora provocato una epidemia così grave. L’infezione infatti attraverso l’azione di una tossina, colpisce l’intestino e oltre a provocare diarrea emorragica, nella forma più grave provoca una malattia che si chiama sindrome emolitica uremica. Oltre alla rottura degli globuli rossi del sangue, vengono aggrediti i reni e solo la dialisi può riuscire a salvare i malati.

In tutta l’Europa, secondo Oms ed Ecdc, fino ad oggi sono stati rilevati in tutto 2.263 casi totali di contagio (435 in più rispetto al precedente bilancio), 605 di Escherichia Coli Enteroemorragica (Ehec), 6 dei quali fatali, e 658 di Sindrome emolitico-uremica (Sue), 16 mortali. La stragrande maggioranza dei casi riguarda la Germania (627 Sue e 1.536 Ehec), per un totale di 2.163 (430 in più nelle ultime 24 ore. Ma l’Ecdc segnala anche quattro nuovi casi (Ehec) nel Regno Unito e uno in Danimarca.

Ma fino a che non sarà completamente eliminata la fonte di trasmissione e interrotta la catena dell’infezione, ci saranno altri casi anche gravi che la sanità tedesca dovrà gestire insieme alle autorità europee. Ecco perchè domani il ministro Ferruccio Fazio andrà a Lussemburgo a incontrare i suoi colleghi e concordare linee comuni di azione.

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fonte:  http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/405574/

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NO A UNA LEGGE SULLA CONTRATTAZIONE – Camusso: se Bombassei la spunta, allora anche Confindustria deve sparire

NO A UNA LEGGE SULLA CONTRATTAZIONE

Camusso: se Bombassei la spunta,
allora anche Confindustria deve sparire

La leader Cgil: Marchionne ci dica qual è il suo piano

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Dall’inviato Corsera Paola Pica
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Susanna Camusso
Susanna Camusso

TRENTO – Il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei vuole una legge sulle modalità di contrattazione? «Se davvero è così, mi auguro che poi Bombassei raccolga le firme per sciogliere l’associazione degli industriali perché allora non si capirebbe la funzione delle rappresentanze sociali». Replica così Susanna Camusso alla presa di posizione di Bombassei a favore del rafforzamento della contrattazione aziendale, anche in deroga alle norme del contratto nazionale, come avvenuto in Fiat. Il segretario generale della Cgil è stata protagonista nell’ultima giornata del Festival dell’Economia di Trento di un applaudito intervento su «Stato, mercato e protezione sociale» insieme all’economista del lavoro e consigliere di sorveglianza di Intesa Sanpaolo Pietro Garibaldi. Camusso parla di riforma fiscale («bisogna ridurre gli squilibri») e di manovra economica («con i tagli lineari non si produrrà crescita») e attacca il governo «che non tutela i lavoratori e il patrimonio industriale», citando tra gli altri il caso dei treni con il gruppo privato Ntv che affida commesse a gruppi stranieri nell’indifferenza generale.

L’ABDICAZIONE DI CONFINDUSTRIA– «Mi pare che le idee di Bombassei siano la negazione di una funzione di Confindustria e della capacità reale di contrattare un modello» ha commentato poi a margine Camusso. «Ognuno faccia come vuole, sostiene in sostanza Bombassey, non capisco come faccia poi a dire che c’è una assunzione di rappresentanza più forte».

Alberto Bombassei
Alberto Bombassei

FIAT, MANCA LA NOTIZIA – Sergio Marchionne e la Fiat «vogliono giocare con le loro regole. E si sono costruiti un modellino a loro dimensione». Però, ha aggiunto la leader del primo sindacato italiano, «continuiamo a non sapere qual è il piano di Fabbrica Italia e siamo molto in difficoltà a valutare il rapporto tra produttività e investimenti in Italia e internazionalizzazione. Insomma, manca la notizia».

SACCONI? INSEGUE FANTASMI– Quando il ministro del lavoro Maurizio Sacconi afferma che Marchionne è attaccato dai sindacati tradizionali, dalla «borghesia bancaria» e da certa parte della magistratura «insegue fantasmi e dovrebbe invece ricordarsi che il suo compito è tutelare i lavoratori e trovare soluzioni condivise».

RIFORMA FISCALE – «Bisogna partire – ha detto Camusso – dalla riduzione delle disuguaglianze. La tassazione sul lavoro e sulle imprese è molto alta mentre quella sulle rendite e sui patrimoni e bassa. Prima operazione che andrebbe fatta è di riequilibrio, la seconda, non in ordine gerarchico, è portare a emersione il sommerso che alimenta corruzione e illegalità

MANOVRA – «Una? Due? Mi pare ci sia un po’ di incertezza nel governo in questo periodo. Ma i conti non erano in ordine? La spesa corrente è cresciuta di 12 miliardi, sarebbe bene sapere dove sono finiti. Nessuno riesce a immaginarsi le prospettive di questo Paese se si fanno 46 miliardi di tagli ulteriori e lineari».

FINCANTIERI – Se chiudono gli stabilimenti del Sud l’aternativa «è la camorra» ha avvertito Camusso: per i lavoratori di Fincantieri «non ci sarà un’Alitalia due, con sette otto nove anni di cassa integrazione: non è questa la richiesta, i lavoratori chiedono prospettive».

SALARIO MINIMO – Camusso si è detta contraria a una delle proposte avanzate da Pietro Garibaldi sull’introduzione di un salario minimo orario. «Il rischio è che venga definita così la fascia bassa del lavoro, con effetto di ulteriore abbassamento delle retribuzioni più che di rafforzamento delle fasce più deboli». La direzione, per Camusso, resta quella di un contratto valido erga omnes

I TRENI – Cosa hanno fatto Montezemolo Della Valle e Bombassei, gli imprenditori entrati nel settore dei treni? «Anziché affidare le commesse al gruppo pubblico italiano Ansaldo le hanno date ad Alstom», ha affermato il numero uno della Cgil attaccando il governo per la latitanza nelle politiche industriali.

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Paola Pica
05 giugno 2011

fonte:  http://www.corriere.it/economia/11_giugno_05/camusso-contratti-confindustria-inutile_f73a2be0-8f7d-11e0-a515-0265176cef92.shtml

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