Referendum, Bersani spera: ”Il quorum è vicino” – VIDEO: Bersani: Svegliamoci presto e andiamo a votare – Piazza San Pietro in difesa dell’acqua

Caricato da in data 10/giu/2011

htttp://www.youdem.tv ”Il quorum è una montagna che non riusciamo a scalare da 16 anni. Sono convinto che se allunghiamo la mano stavolta riusciamo a raggiungere la vetta”. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani in un’intervista di YouDem a Piazza del Popolo a Roma durante la manifestazione di chiusura della campagna referendaria ”’Io Voto”

Caricato da in data 09/giu/2011

http://www.youdem.tv/ – Sit in a piazza San Pietro a Roma dei missionari Comboniani che chiamano a raccolta il mondo cattolico invitandolo a uscire allo scoperto per andare a votare si ai referendum sull’acqua e sul nucleare il prossimo 12 e 13 giugno. Servizio di Alessandra Dell’Olmo

Referendum, Bersani spera: ”Il quorum è vicino”

Greenpeace srotola dei mega striscioni sui monumenti di Roma, Venezia e Firenze. Napolitano: “Farò il mio dovere”. Le quattro schede

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di Giulia Nitti
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Nell’ultimo giorno di campagna elettorale per il referendum del 12 e 13 giugno, arrivano inaspettati i blitz di Greenpeace sui principali monumenti italiani. Naturalmente, per srotolare i loro enormi striscioni.
Così questa mattina all’alba gli attivisti dell’associazione ambientalista sono riusciti a salire sul Colosseo e hanno srotolato un grande striscione con la scritta: “Italia, ferma il nucleare: vota sì”.
Lo stesso hanno fatto altri a Firenze, dove uno striscione dal contenuto analogo è stato appeso a Ponte Vecchio.
E così anche a Venezia sul campanile di San Marco.
È fallito invece il blitz sulla torre di Pisa, dove non si può salire con gli zainetti.
Intanto il segretario del Pd Pieluigi Bersani continua nella sua mobilitazione pro referendaria: “Raggiungere il quorum è come scalare una montagna. Però il quorum io lo vedo a portata di mano”.
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La festa di piazza del Popolo

Oggi alle 14,30 il comitato promotore ha dato appuntamento ai sostenitori a Piazza del Popolo, nella capitale, per un concerto-maratona che durerà circa 9 ore. Nessun politico sdalirà sul palco. Greenpeace tiene a non dare connotati politici alla manifestazione.
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Berlusconi non voterà

“Penso che non mi recherò a votare: è un diritto dei cittadini decidere se votare o meno per il referendum”. Così il premier Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a palazzo Chigi, ha chiarito che diserterà le urne il 12 e 13 giugno.
“Voteranno gli italiani”: replica Bersani a stretto giro.
Un indirizzo, quello indicato oggi dal premier, evidentemente di segno opposto a quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che solo pochi giorni fa aveva invece assicurato: “Sono un elettore che fa sempre il suo dovere”.
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Anche Bossi non vota, ma Zaia e Cota sì

Come Berlusconi, non voterà il referendum neanche Umberto Bossi. Ad annunciarlo il capogruppo della Lega a Montecitorio, Marco Reguzzoni.
Una scelta non proprio scontata, se si considera che solo pochi giorni aveva definito “attraenti” i due quesiti sull’acqua. Ma tant’è. Il “senatur” si schiera nella categoria degli astensionisti.

Direzione comunque non estendibile alla Lega tout court. Anzi. La linea del Carroccio è quella della libertà di coscienza. “Ciascuno – precisa Reguzzoni – decide come meglio crede”. E così faranno i governatori del Veneto e del Piemonte, Luca Zaia e Roberto Cota. Entrambi nettamente schierati contro il nucleare.

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Bersani ottimista: “A un passo dal quorum”

Intanto cresce l’ottimismo di Bersani. “Vedo le difficoltà – dice il leader del Pd – ma sono fiducioso: siamo a un passo dal quorum. Con il rush finale siamo a un passo dal miracolo”.
“Io vado a votare alle 10, alle 9 mi metto la sveglia, perché bisogna incoraggiare – ha proseguito Bersani incontrando i giovani dell’iniziativa ‘Italia 110’ -. Sento una sensibilità diffusa a partire dai giovani, la spinta c’è per il merito dei quesiti. Non è una questione pro o contro Berlusconi, che se ne deve andare a casa lo diciamo da tempo. Non è questo il punto. E poi c’è la riscossa civica, una cosa che non riguarda solo gli elettori del centrosinistra”.

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La mobilitazione dei cattolici

Anche il mondo cattolico si mobilita per i referendum. Oggi alle 13, infatti, in piazza Santissima Annunziata a Firenze, sei preti terranno una veglia di preghiera e di digiuno per i referendum sull’acqua del 12 e 13 giugno.
”Accogliendo l’invito dei padri Adriano Sella e Alex Zanotelli diffuso dalla rivista Nigrizia – dicono don Andrea Bigalli, don Fabio Masi, don Alessandro Santoro, don Giorgio Tarocchi, don Roberto Tempestini e padre Daniele Frigerio – anche a Firenze sentiamo l’esigenza di proporre un giorno di digiuno e riflessione dedicato a questo tema, perchè ci si senta invitati a partecipare attivamente al voto scegliendo di rifiutare il progetto di privatizzazione dell’acqua, che deve restare bene comune sotto il controllo politico, perchè lo si distribuisca secondo il criterio della necessità di tutti, non solo dell’interesse di alcuni”.
”A questa iniziativa – spiegano i sei sacerdoti in una nota congiunta – invitiamo non solo religiose, religiosi e preti, ma anche tutti coloro che in virtù dell’appartenenza ecclesiale si sentono di condividere questa scelta di tutela dei beni comuni: abbiamo invitato a partecipare anche l’arcivescovo di Firenze, nel pieno rispetto della sua autonomia di giudizio”.
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Domenica aprono le urne: incognita voto all’estero

Domenica e lunedì si vota. Urne aperte dalle 8 alle 22 del 12 giugno e dalle 7 alle 15 del 13. Sono chiamati ad esprimersi più di 47 milioni e 300 elettori in Italia, più 3.236.990 cittadini residenti all’estero. Perché il voto espresso nel referendum sia validoil numero dei votanti dovrà superare quota 25.332.487, vale a dire il 50% degli aventi diritto più uno.

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Il pasticcio delle schede vecchie

Il voto del 12 e 13 giugno rischia però di complicarsi a causa del “pasticcio” dei voti espressi dagli italiani all’estero su uno dei quattro quesiti, quello che riguarda il nucleare. I cittadini residenti fuori dall’Italia hanno già votato (la legge imponeva loro di farlo entro il 2 giugno), ma su una scheda che riporta un quesito formulato in modo diverso da quello che circolerà in Italia, dove è stato modificato dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione. Il contenuto del quesito è lo stesso, ma espresso in maniera diversa. Ci si pone dunque il problema se considerare questi voti validi oppure annullarli.

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Voti da annullare

Se le schede dei residenti all’estero (in discussione sono solo quelle sul nucleare) non fossero conteggiate, questo può falsare l’esito del referendum. I voti di circa 3 milioni di cittadini sarebbero considerati come voti di chi non ha espresso nessuna preferenza, e finirebbero a ingrossare le fila di chi non ha votato.

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Quorum a rischio

Come ha spiegato Antonio Di Pietro, se così fosse il numero di voti necessari per fare considerare valido il quesito del nucleare salirebbe dal 50% + 1 al 58 % (circa 29 milioni anziché 25) . Per questo il leader dell’Italia dei valori ha annunciato che lunedì pomeriggio depositerà ricorso alla Cassazione perché sollevi conflitto d’attribuzione alla Consulta in merito a questa questione. Di Pietro vuole chiedere che venga considerato, ai fini del raggiungimento del quorum, un numero di votanti complessivo al netto dei tre milioni che hanno votato sulla scheda non valida.

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Decisione a urne chiuse

Indipendentemente da ciò che farà Di Pietro, l’ultima parola sulle schede “estere” la dirà, a urne chiuse, l’ufficio centrale Referendum della Corte di Cassazione, dopo che la questione sarà esaminata dall’Ufficio centrale per la circoscrizione estero presso la Corte d’Appello di Roma. Qualcuno, come il presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli, lascia trasparire anche l’ipotesi che i voti vengano considerati validi, in quanto i quesiti vecchi e nuovo hanno la stessa intenzione. Ma tutto resta nel dubbio.

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Problema risolto se i votanti sono in tanti

Il problema, in ogni caso, non si porrà se il quorum verrà ampiamente superato (oltre il 58%), o se il numero complessivo dei votanti sarà ampiamente più basso della metà.

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I quattro quesiti

Quattro in tutto, i referendum popolari su cui gli italiani sono chiamati a esprimersi.

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Scheda rossa e gialla sull’acqua

Promossi dal Comitato referendario “2 sì per l’acqua pubblica”, i primi due referendum riguardano la gestione e la definizione delle tariffe per l’acqua pubblica. Il primo, su cui si voterà su una scheda di colore rosso, riguarda le “Modalità e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”. Il quesito prevede l’ abrogazione di norme che attualmente consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati.

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Niente tariffe “adeguate” all’investimento


Il secondo è su una scheda gialla. Votando sì si esprime la volontà di abrogare l’articolo della norma che prevede la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore.
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Il nucleare, scheda grigia

Il quesito sul nucleare ha la scheda di colore grigio. Votando sì si chiede di abrogare i commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31 marzo 2011 n.34, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011, n.75. In sostanza si cancellano le nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.
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Il legittimo impedimento, la scheda verde

E’ quello che interessa più da vicino il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, impegnato in diversi procedimenti penali. Votando sì si chiede l’abrogazione delle norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.
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Si può votare anche una sola scheda

In tutti e quattro casi, votando no il cittadino esprime la volontà di mantenere in vigore le norme sottoposte a referendum. E’ possibile ritirare, e quindi votare, anche solamente la scheda per uno o per alcuni dei quesiti referendari.

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fonte:  http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Referendum%2C+Bersani%3A+%27%27Il+quorum+%C3%A8+vicino%27%27&idSezione=11117

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