Archivio | giugno 12, 2011

REFERENDUM – Quorum vicino: affluenza al 41%. Domani si vota ancora

47,1 milioni di italiani al voto

Quorum vicino: affluenza al 41%. Domani si vota ancora

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Nel dettaglio alle 22: Servizi pubblici locali 40,97%; tariffe per l’acqua 41,04%; nucleare 40,99%; legittimo impedimento 40,97%.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano vota per i referendum Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano vota per i referendum

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Roma, 12-06-2011

L’affluenza alle urne per i referendum alle 22 è intorno al 41%. Nel dettaglio: servizi pubblici locali 40,97%; tariffe per l’acqua 41,04%; nucleare 40,99%; legittimo impedimento 40,97%.

Si tratta, di una affluenza molto alta. Si potra’ andare a votare domani dalle ore 7 alle 15. Perche’ i referendum siano validi, deve recarsi alle urne il 50 per cento, piu’ uno, degli elettori.

Corpo elettorale a quota 50,4 milioni
A seguito degli ultimi aggiornamenti, il Viminale comunica il nuovo dato sul corpo elettorale interessato dai referendum di oggi e domani: per quanto riguarda il territorio nazionale il numero e’ 47.118.352 (22.604.349 maschi e 24.514.003 femmine). Per quanto riguarda l’estero il corpo elettorale e’ composto da 3.300.496 persone. Complessivamente, dunque, sommando l’Italia piu’ l’estero, il corpo elettorale e’ composto da 50.418.848 persone. Le sezioni sono invece 61.599.

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12 giugno 2011

fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=153699

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LA GIORNATA MONDIALE – In piazza contro il lavoro minorile «che esiste ancora, anche in Italia»

DIRITTI DI BAMBINI E ADOLESCENTI

Foto gieffe – fonte immagine

In piazza contro il lavoro minorile
«che esiste ancora, anche in Italia»

Il 12 giugno Giornata Mondiale in difesa dei piccoli sfruttati in campi e fabbriche. Telefono Azzurro:
«Nel Belpaese 600 casi dal 2006; chiamate il 114»

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Il manifesto della Giornata contro il lavoro minorile
Il manifesto della Giornata contro il lavoro minorile

ROMA – La capitale d’Italia scende in piazza per difendere i bambini di tutto il mondo. Il 12 giugno è la Giornata Mondiale contro il lavoro minorile e «Attenzione! I bambini fanno lavori pericolosi. Fermiamo il lavoro minorile» è il titolo della manifestazione organizzata dall’International Labour Organization (Ilo).
Sembra un’aberrazione lontana. Ma non lo è. Lo sfruttamento del lavoro minorile colpisce bambini e adolescenti in tutto il mondo. Italia compresa. E ancora oggi, ora. Nel nostro Paese, Telefono Azzurro, che da anni realizza attività finalizzate a promuovere una maggiore conoscenza del fenomeno, ha ricevuto (dal 2006 ad oggi) oltre 600 segnalazioni relative a casi di bambini e adolescenti coinvolti in situazioni di sfruttamento lavorativo, non di rado vere e proprie forme di schiavitù. Molti di questi bambini sono costretti a lavorare in condizioni disumane. Numerose le iniziative a Roma e in tutta Italia per celebrare la Giornata dei piccoli: il sito dell’organizzazione umanitaria Terre des hommes organizza una raccolta di fondi

Un cartello contro il lavoro minorile in Costa d'Avorio
Un cartello contro il lavoro minorile in Costa d’Avorio

215 MILIONI DI PICCOLI «INVISIBILI» – Secondo le stime Ilo, a livello internazionale, dei 215 milioni di bambini coinvolti nel lavoro minorile, ben 115 milioni svolgono attività pericolose, soprattutto nell’agricoltura. Di questi 41 milioni sono femmine e 74 milioni maschi. Il dato è allarmante: ogni minuto un bambino nel mondo è vittima di un incidente, di una malattia o di un trauma psicologico causato dal lavoro. Dead-line: l’Ilo e la comunità internazionale spiegano come il fenomeno dovrà essere contrastato entro il 2016.
Per l’Italia,Telefono Azzurro sollecita un piano di azione per il contrasto del lavoro minorile. In particolare: si invita a segnalare ogni situazione di emergenza che coinvolge minori sfruttati al Servizio 114 – Emergenza Infanzia, gestito per conto del Ministero per le Pari Opportunità. Solo così si possono tutelare i bambini e rendere tempestiva l’azione delle direzioni provinciali del lavoro.

Un'operazione contro il racket dell'elemosina a Roma (foto Ciofani)
Un’operazione contro il racket dell’elemosina a Roma (foto Ciofani)

SFRUTTAMENTO IN CASA NOSTRA – Il 114 è stato individuato quale strumento di azione privilegiato per la segnalazione e il contrasto del lavoro minorile dal Ministero del Lavoro che, nel 2009, ha firmato con Telefono Azzurro un protocollo di intesa. «Le statistiche del 114 emergenza infanzia – spiegano dall’associazione – evidenziano come il fenomeno sia significativamente presente anche in Italia. Dal gennaio 2006 ad aprile 2011, su un totale di 8700 casi di sfruttamento, il lavoro minorile ha riguardato il 7% della casistica (oltre 600 segnalazioni). Numerosi i casi di accattonaggio, che spesso rasentano il lavoro schiavistico: si tratta per lo più di bambini di nazionalità straniera, cui nessuno provvede, costretti a lavorare per sostenere la famiglia.

Un ragazzino al lavoro in un'officina meccanica a Napoli (foto Ansa)
Un ragazzino al lavoro in un’officina meccanica a Napoli (foto Ansa)

DEGRADO E ABBANDONO – Sebbene, in Italia, la rilevazione del fenomeno sia incompleta e poco aggiornata, la mappa del lavoro e dello sfruttamento minorile si concentra soprattutto nel Mezzogiorno e nel Nord-est. Con un aumento significativo dei casi in situazioni di degrado familiare e sociale, e ove vi siano carenze infrastrutturali, maggiore criminalità organizzata, alti tassi di disoccupazione e povertà. «La povertà aumenta il rischio che i bambini siano coinvolti nel lavoro – denuncia Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – La crisi economica, infatti, determina un aumento della dispersione scolastica e del lavoro minorile».

Bambini raccolgono immondizia a Manila (foto Epa)
Bambini raccolgono immondizia a Manila (foto Epa)

«SCARSA PREVENZIONE» – «Non dimentichiamo – continua il presidente Caffo – il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati, che negli ultimi mesi è aumentato in maniera esponenziale a causa della situazione del Nord Africa. Va infine citata la situazione dei tanti minori rom che fra il 2010 e 2011 hanno conosciuto un periodo di grave difficoltà, a causa di sgomberi realizzati senza predisporre misure alternative di accoglienza».
L’associazione chiede «maggiore visibilità per questo fenomeno» e più «investimenti nella prevenzione»: «Dobbiamo però constatare – conclude Caffo – come nell’ultimo anno le risorse destinate all’infanzia siano calate». Nonostante l’emergenza.

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Simona De Santis
12 giugno 2011

fonte:  http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_giugno_11/lavoro-minorile-190845853426.shtml

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Referendum, il quorum è possibile. L’affluenza alle 22 supera il 39% per cento

Referendum, il quorum è possibile
L’affluenza alle 22 supera il 39% per cento

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Obiettivo: superare il quorum. L’affluenza alle 22 si colloca sopra il 38% per i quattro referendum e con molta facilità supererà la soglia del 40%. I seggi riapriranno alle 7 e si potrà votare fino alle 15

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Prosegue dunque il trend positivo. E come riporta il sito del Viminale, il dato rimane particolarmente significativo. Perché? Dalle serie storiche ripescate in archivio dalla Direzione centrale dei servizi elettorali del Viminale emergono due costanti: dal 1974, il quorum alle 15 del lunedì è scattato solo quando l’affluenza dei votanti aveva superato il 10% alle 12 della domenica (con tre eccezioni nell’87, nel ’91 e nel ’93) e aveva scavallato la soglia di sicurezza del 45% la domenica sera. Il quorum dunque è possibile, almeno stando ai calcoli degli esperti di statistica.

Sempre secondo gli stessi calcoli, alle 22 bisogna raggiungere il 37-38 per cento.

Sul sito del Viminale è possibile anche rivedere i dati di affluenza di tutti i passati referendum popolari dal 1974 al 1993 nonché i risultati complessivi di tutte le consultazioni dal 1946.

Sempre secondo gli stessi calcoli, alle 22 bisogna raggiungere il 37-38 per cento.

Sul sito del Viminale è possibile anche rivedere i dati di affluenza di tutti i passati referendum popolari dal 1974 al 1993 nonché i risultati complessivi di tutte le consultazioni dal 1946.

Rispetto alle elezioni amministrative, l’affluenza dei referendum alle ore 12, è inferiore di oltre un punto. Al primo turno (15 e 16 maggio 2011) a mezzogiorno avevano votato il 12,83 per cento degli italiani.

Per quanto riguarda la percentuale dei votanti Regione per Regione, rilevata alle ore 12 dal Ministero dell’Interno, è l’Emilia Romagna (Leggi l’articolo) la Regione  dove si è votato di più (16,9 per cento per tutti e 4 i quesiti); seguita da Liguria (15, 5 per cento), Valle D’Aosta (15, 5 per cento) e Toscana (14,8 per cento). A votare meno invece sono stati i cittadini della Calabria (6,8 per cento), della Basilicata (7,7 per cento) e Sicilia (8,3 per cento). Ecco gli altri dati: Piemonte (12,6 per cento); Lombardia (11,8 per cento); Trentino Alto Adige (14,2 per cento); Veneto (13 per cento); Friuli Venezia Giulia (14, 2 per cento); Umbria (11,4 per cento); Marche (12, 3 per cento); Lazio (12,1 per cento); Abruzzo (10, 1 per cento); Molise (9,8 per cento); Campania (8,8 per cento); Puglia (8,8 per cento); Sardegna (10, 6 per cento).

Nei capoluoghi di Regione, a far la parte del leone sono Bolzano e Firenze con il 18,3 per cento di affluenza alle 12 di oggi. Segue Genova con il 17,2 per cento e Venezia con il 17. Poi Bologna (16,6) Aosta (16,5); Trieste (15,1); Ancona (15,1); Roma (13,4); Perugia (13,9); Cagliari (12,7); Campobasso (12,5); Torino (12,3); Bari (12,3); Potenza (10,6); L’Aquila (10,4); Napoli (10,4); Milano (10,1); Palermo (9,8); Catanzaro (9,6).

Ecco la cronaca minuto per minuto

19.53 Di Pietro: “Se raggiungiamo quorum è una vittoria di tutti”
“E’ come la scalata del K2, ma vedo già la vetta. Ce la possiamo fare, tutti insieme. Molti esponenti del centrodestra hanno cambiato idea e adesso esortano i cittadini ad andare a votare, altrimenti la vittoria verrà attribuita solo al centrosinistra. Hanno ragione perché, se si raggiunge il quorum, sarà la vittoria di tutti”. Lo afferma il leader dell’Idv Antonio di Pietro sulla sua pagina di Facebook. ”Infatti – prosegue – l’aria, l’acqua e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sono temi che non hanno colore politico. E lo diciamo noi che abbiamo raccolto oltre due milioni di firme per i referendum sul nucleare e sul legittimo impedimento. Meglio socializzare la vittoria che personalizzare la sconfitta”.

19.08 Bossi: “Spero che la gente non vada a votare”
“E’ assolutamente inutile, spero che la gente non vada a votare”. Lo ha detto, riferendosi ai referendum, il leader della Lega Umberto Bossi prima di inaugurare un nuovo presidio a Lesa, nel novarese. Secondo il senatur, i referendum “non sono una verifica per il governo, anche perché durate l’ultimo Consiglio dei ministri Berlusconi mi ha dato il compito di fare una nuova legge sull’acqua. Per quanto riguarda il nucleare, io e Calderoli l’abbiamo spostato di 10 anni. Per cui andare a votare è inutile”.

18.32 Crespi: “Proiezioni ci danno dato finale sopra il 55%”
“L’affluenza delle 12 si attesta per tutti i quattro quesiti referendari sopra 11,5%. La proiezione finale calcolata sulla base di questa affluenza ci consegna un dato gia’ sopra il 55% al netto del voto all’estero, ma non mi sorprenderei se il dato fosse anche piu’ alto. Se alle ore 22 l’affluenza si attestera’ sopra il 40% per il quorum sarà cosa fatta, anche perché questo dato incentiva gli elettori a recarsi alle urne”. L’ha detto al giornale online Clandestinoweb.com Luigi Crespi, direttore dell’istituto demoscopico Crespi Ricerche.

16.49 – Polverini: “Ho votato tre sì e un no”
“Ho votato tre sì e un no”. Lo ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini dopo aver votato per i referendum al seggio in una scuola di San Saba a Roma. “Adesso decidete voi – ha aggiunto scherzando – qual è il no. Poi il voto è segreto e ho già detto troppo”. Nei giorni scorsi Polverini aveva anticipato il sì per il nucleare, ma non si era sbilanciata sugli altri quesiti, pur sottolineando che avrebbe ritirato “tutte e quattro le schede”.

15.32 – Bersani esulta via FB, ho trovato la fila
“Affluenza alle 12 sopra l’11%. Io ho trovato la fila per votare”. Pier Luigi Bersani, sul suo profilo di Facebook, posta un breve commento in cui traspare una certa soddisfazione per il primo dato relativo all’affluenza ai referendum. Il leader Pd ha votato in prima mattinata a Piacenza.

15.22 – Beppe Grillo: “L’Italia migliore ha votato oggi”
“Questa mattina ho votato. Lo scrutatore era il mio vicino di casa. Mi ha chiesto ‘lei chi è?’, gli ho dato la carta di identità e dopo avermi guardato bene in faccia mi ha detto ‘si accomodi all’uno’. E’ stato perfetto. Ho avuto quattro orgasmi in cabina. Ho gridato ‘Sì, Sììì, Sìììì, Sìììììììììì!’ mentre facevo una croce sulle schede”. Beppe Grillo, sul suo blog, racconta l’entusiasmo del voto referendario. “C’era l’atmosfera della prima volta, di quando vai all’appuntamento con una ragazza che, incredibilmente, ha accettato di uscire proprio con te. Erano anni che non godevo così – scrive -. Andare alla scuola comunale è stato un atto religioso, ero vestito come a messa per un battesimo o per un matrimonio, a braccetto con la mia signora e per mano il mio ultimo figlio. L’Italia migliore oggi ha votato, voterà, lo farà domani”. Grillo prosegue: “Quanti saremo? In ogni caso ci conteremo qualunque sia la nostra idea, la nostra condizione sociale, la nostra età. Ci conteremo e sapremo quante decine di milioni di fratelli e sorelle abbiamo”. Criticando tutti i partiti e Confindustria, il comico genovese sollecita: “Oggi e domani ognuno conta uno. Chi non vota non si creda assolto. Come diceva Faber ‘Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti’. Votate e fate votare fino all’ultimo minuto di lunedì. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure”.

15.00 – Idv: “A Roma non fanno votare i rappresentanti dei comitati”
“Ci stanno giungendo diverse segnalazioni secondo le quali i presidenti di seggio non riconoscono ai rappresentanti dei vari comitati referendari il dirito di votare nel seggio nel quale prestano servizio, così come previsto dalla normativa. Il problema riguarderebbe esclusivamente i seggi della città di Roma.” Lo dichiara in una nota il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. ”Si tratta di un abuso che non ha spiegazioni normative e che siamo pronti a perseguire attraverso una denuncia formale. Chiediamo nel frattempo, affinchè le operazioni di voto possano svolgersi regolarmente, un pronunciamento formale del Comune e dell’ufficio elettorale, che sblocchi questa situazione e che consenta ai nostri volontari, n migliaio, spesso studenti fuori sede lontani molti chilometri dalla propria residenza, di votare regolarmente.”

14.13 – Milano, alle 12 il 9,48 per cento cittadini votato per i locali
Alle ore 12 sono stati il 9,48% degli aventi diritto, i cittadini che hanno votato per i 5 referendum consultivi di Milano. Oltre alle 4 consultazioni nazionali nel capoluogo lombardo infatti i residenti sono stati chiamati ad esprimersi su quesiti che riguardano l’estensione dell’ecopass, verde, mantenimento del ‘giardino botanico’ dell’Expo a conclusione della manifestazione e sistemazione della Darsena dei navigli. Per questi referendum, a diferenza di quelli abrogativi, il quorum è fissato al 30% degli aventi diritto.

14.02 – Prima affluenza a due cifre, quorum sempre raggiunto
Qualunque sia stato il quesito referendario ed il tipo di referendum, la consultazione degli archivi del Viminale dice che quando la prima rilevazione dell’affluenza alle urne è stata a due cifre, come nel caso di oggi, si è sempre raggiunto il quorum. Che si sia votato in un solo giorno o in due giorni; che sia andati alle urne solo in Italia o che sia stata data opportunità anche agli italiani all’estero; che la prima rilevazione sia stata fatta alle ore 11 o alle 12, il dato finale è rimasto omogeneo: il quorum è stato sempre superato.

13.59 – Idv seguirà spoglio dalla sede del partito
L’Italia dei Valori, promotrice del referendum sul nucleare e sul legittimo impedimento, seguira’ lo spoglio delle schede referendarie a Roma, nella sede nazionale del partito in via Santa Maria in Via. Lo rende noto un comunicato stampa del partito.

13.50 – Quesito 2, alle 12 ha votato l’11,64 per cento
E’ stata dell’ 11,64% l’affluenza alle ore 12 in Italia per il quesito referendario n. 2, con cui si chiede l’abrogazione parziale della norma per la DETERMINAZIONE DELLA TARIFFA DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO IN BASE ALL’ADEGUATA REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO. Lo si rileva dal sito del Ministero dell’Interno.

13.37 – Quesito 4, alle 12 ha votato l’11,63 per cento
E’ stata del 11,63% l’affluenza alleore 12 in Italia per il quesito referendario n. 4, con cui si chiede l’abrogazione di norme in materia di LEGITTIMO IMPEDIMENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E DEI MINISTRI A COMPARIRE IN UDIENZA PENALE. Lo si rileva dal sito del Ministero dell’Interno.

13.37 – Quesito 3, alle 12 ha votato l’11,63 per cento
E’ stata dell’ 11,63% l’affluenzaalle ore 12 in Italia per il quesito referendario n. 3, con cui si chiede l’abrogazione parziale di norme relative a NUOVE CENTRALI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA NUCLEARE. Lo si rileva dal sito del Ministero dell’Interno.

13.25 – Quesito 1, alle 12 ha votato l’11,64 per cento
E’ stata del 11,64% l’affluenza alleore 12 in Italia per il quesito referendario n. 1, con cui si chiede l’abrogazione di norme relative alle MODALIT· DI AFFIDAMENTO E GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA. Lo si rileva dal sito del Ministero dell’Interno.

13.10 – Pd: “Ottima affluenza alle 12 fa ben sperare”
“Ottima la tendenza fatta registrare alle ore 12. Un dato superiore a quelli dei referendum in cui è stato raggiunto il quorum. Questo fa ben sperare nel risultato finale”. Lo afferma Nico Stumpo, responsabile Organizzazione del Pd.

13.06 – Dati Comune di Milano, affluenza alle 12 è al 10,15 per cento
A Milano per quanto riguarda i quesiti nazionali l’affluenza alle 12 si attesta al 10,15 per cento: su 950.625 iscritti hanno votato dunque 96.451 persone. Quanto ai cinque quesiti locali, l’affluenza è del 9,47 per cento

12.53 – Alemanno: “Fuorvianti i quesiti sull’acqua”
I quesiti referendari sull’acqua “sono fuorvianti perché nessuno può essere contro l’acqua pubblica” e l’attuale legge non impone “di privatizzare l’acqua, ma di trovare attraverso i privati, gestori più efficienti”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che pur essendosi recato al seggio stamane per votare ha ritirato solo la scheda grigia, quella relativa al quesito sul nucleare. “La legge certamente va cambiata e migliorata per avere maggiori garanzie sull’interesse pubblico dell’acqua”, ha poi precisato il sindaco a margine di una parata ai Fori Imperiali, ribadendo che “ci vuole un’authority che tuteli i prezzi e il bene pubblico”.

12.35: Dati Viminale metà dei comuni, affluenza oltre l’11 per cento
Procede in maniera progressiva la pubblicazione da parte del Viminale dei dati sull’affluenza alle urne al referendum. Un primo dato, molto basso, intorno al 5%, era stato pubblicato qualche attimo dopo le 12 ma riferito solo a pochissimi comuni.Adesso con i numeri relativi a metà dei comuni (poco meno di 4mila su 8.092) l’affluenza è di poco superiore al 10% in media. Nel dettaglio, il primo quesito sull’acqua è al 10,67%, il secondo al 10,66%, il nucleare al 10,65% e il legittimo impedimento al 10,57%.

12.25 – Viminale, affluenza oltre il 10 per cento alle 12.00 (dati di 3629 comuni su 8.092)
Con i dati di 3.629 comuni su 8.092, per il primo quesito sull’acqua l’affluenza è al 10,62 per cento. 10,55 per cento l’affluenza sul secondo quesito. 10,60 per cento sul nucleare e 10,51 per cento sul legittimo impedimento.

12.14 – Napolitano va a votare al solito seggio
Il presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, è andato stamane a votare per i referendum al solito seggio del Rione Monti, in Via Panisperna. Il capo dello Stato è stato accolto dal saluto dei numerosi cittadini sia all’esterno che all’interno del seggio.

12.12 – A Gorizia si vota anche per tre quesiti comunali
A Gorizia, oltre ai quattro referendum nazionali, si sono aperte le operazioni di voto in 17 uffici di sezione per tre consultazioni comunali. Sono tre i quesiti proposti dal comitato promotore: l’abolizione del quorum per i referendum consultivi comunali, una diversa composizione del Comitato dei garanti e l’istituzione della “Delibera di iniziativa popolare”. Alle 11.00, secondo i dati forniti dall’Ufficio elettorale del Comune, avevano votato 1.670 dei 31.994 aventi diritto (5,40%). I residenti di Gorizia possono votare fino alle 20.00 di stasera, quando chiuderanno i seggi, allestiti in locali differenti da quelli in cui si vota per i referendum nazionali. La conclusione delle operazioni di spoglio per questa consultazione è prevista in serata.

12.12 – Di Pietro: “I quesiti riguardano tutti e non hanno colore politico”
“Oggi, alle 10, ho votato con la mia famiglia a Curno. Acqua, nucleare e legalità sono temi che riguardano tutti e non hanno colore politico. Ai cittadini dico: andate a votare, non craxate”. Lo scrive sul suo profilo Facebook il presidente dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro.

12.10 – I quattro sì di Pannella
Stamattina alle 8 e 30 il leader radicale Marco Pannella si è recato a votare per i quesiti referendari a Roma al seggio di Via del Lavatore 38. “Sono un uono ligio – ha detto Pannella – lo sono sempre stato, e sono venuto stamattina qui a votare per essere tra i primi a dire sì, sì, sì, sì. Ho sempre detto “sì” nella mia vita. Il problema è che altri dicono sì invece al proibizionismo, alla Shoah, dicono sì alla metamorfosi del male….”.

11.51 – Vendola: “Sì il quorum è vicino”
“Sì, il quorun è vicino”. Lo dice Nichi Vendola a ‘Repubblica’ di Bari. “Potremmo farcela. Sarebbe un fantastico uno-due. L’esercito del ‘non voto’ coincide con quelli che avevano incassato il primo uppercut alle ultime amministrative, innanzitutto a Milano e Napoli, e che oggi e domani potrebbero finire al tappeto. Perché un minuto più tardi, il ritornello ‘Cavaliere dimettiti’ diventi un coro urlante”.

11.43 – I comitati per il sì seguono spoglio in piazza
I comitati ‘Vota sì per fermare il nucleare’ e ’2 sì per l’acqua bene comune’, domani, dopo la chiusura dei seggi, seguiranno lo spoglio delle schede e attenderanno l’esito del voto in piazza della Bocca della verità, a Roma. “Tutti i cittadini sono invitati a partecipare”, è la convocazione dei comitati.

11.40 – Napoli, problemi in comune per duplicare le schede elettorali
Problemi sul sistema informatico Arcadia che gestisce l’anagrafe del Comune di Napoli. Blocco del rilascio di duplicati del certificato elettorale e documenti di indentità. La manutenzione sta cercando di porre rimedio. Nel frattempo impossibilità al voto per decine di cittadini e qualche protesta nelle Sezioni degli uffici comunali nelle municipalità del capoluogo campano.

11.38 – Zaia: “Voterò tre sì”
Il Governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, in un’intervista al Fatto Quotidiano, fa sapere che si recherà a votare ai referendum e che è orientato a votare tre sì. Zaia, che definisce di “eccessiva politicizzazione” il clima che si è creato sui referendum, intende dire sì sul nucleare e sui due quesiti sull’acqua, mentre sul legittimo impedimento vuole ancora riflettere perché il quesito “mi sembra superato dagli aventi”. Sul nucleare voterà sì, “non perché, come qualcuno pensa, il Veneto è interessato alla localizzazione dei siti per le centrali”, ma perché condivide le “scelte che altri paesi hanno già fatto, come per esempio la Germania”. “Per il mio sì sull’acqua – aggiunge – posso solo dire che non c’è tema più identitario, viscerale ed etico della gestione pubblica”.

11.33 – Zaia: “Ho votato 4 sì, ma rivediamo il legittimo impedimento
Quattro sì per quattro quesiti. Li ha apposti sulle proprie schede referendarie questa mattina poco dopo le 10 il presidente del Veneto Luca Zaia. Interpellato dall’ANSA all’uscita del seggio di Refrontolo, Zaia ha ribadito quanto aveva promesso nei giorni scorsi circa i quesiti referendari. Rispondendo a una domanda sul legittimo impedimento Zaia ha detto che “se riguardasse me preferirei avere una corsia preferenziale che sveltisse ogni procedimento. Non ritengo giusto che chi amministra resti magari per molto tempo con la spada di Damocle sulla testa di qualche avviso di garanzia per poi avere dopo anni l’assoluzione con formula piena. Un provvedimento quest’ultimo non raro per gli amministratori, che può scattare per un esposto qualsiasi. E’ un tema questo che avevano toccato anche i padri della Costituzione”. Per Zaia infine “è comunque un diritto di tutti i cittadini avere la certezza dell’onestà e della linearità dell’amministrazione da parte di chi li governa”.

08.06 – Aperti seggi elettorali: 47mln di italiani al voto
Sono stati aperti pochi minuti fa iseggi elettorali per consentire la consultazione sui 4 referendum (due sull’acqua, uno sull’energia nucleare e un altro sul legittimo impedimento) su cui si esprimeranno oggi e domani più di 47,1 milioni di italiani.   Oggi si potrà andare a votare fino alle ore 22; domani invece, lunedì 13 giugno, dalle ore 7 alle 15. Perchè i referendum siano validi, deve recarsi alle urne il 50 per cento, più uno, degli elettori.

09.26 – Zingaretti: “Sbagliato pensare che non serva”
“Oggi è una giornata importante perché molto spesso si è avuta la sensazione che i referendum servissero a poco. E’ sempre stata una sensazione sbagliata, questa volta sbagliatissima sia per il merito che per il peso politico che avrà questo pronunciamento”. Così il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che stamattina di buon’ora, intorno alle 8.30, ha votato per i quattro referendum nel seggio all’interno della scuola media Belli, a via Mordini, in zona Prati. Dopo aver espresso il proprio voto, Zingaretti ha ribadito che quello di oggi “è un appuntamento molto importante, come lo sono tutti quelli che riguardano la democrazia e la partecipazione delle persone. E’ quindi una bella giornata per andare a votare”.

Da Il Fatto Quotidiano del 12 giugno 2011 Aggiornato da redazioneweb

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fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/12/referendum-il-quorum-e-possibile-laffluenza-alle-12-supera-l116-per-cento/117632/

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Enrico Rejc: In America fa camminare i paraplegici, ma in Italia è disoccupato

In America fa camminare i paraplegici,
ma in Italia è disoccupato

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Enrico Rejc è l’unico italiano nel team che ha compiuto un vero e proprio miracolo su un giovane dell’Oregon bloccato su una sedie a rotelle da 5 anni. Ma ora, con la borsa di studio scaduta, per lui non c’è posto negli enti di ricerca italiani

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di Valentina ArcovioPianeta Scienza

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“Ho contribuito anch’io al primo esperimento al mondo che è riuscito a far camminare di nuovo un paraplegico, ma oggi per il mio paese sono soltanto uno dei tanti ricercatori a spasso”. E’ amareggiato il trentenne Enrico Rejc, l’unico italiano nel team americano che ha compiuto un vero e proprio miracolo su Rob Summers, 26enne dell’Oregon bloccato su una sedie a rotelle da cinque anni.

Il progetto a cui ha preso parte Rejc probabilmente finirà negli annali della medicina: non era mai successo di riuscire “ricollegare” il cervello alla spina dorsale che ha subito una lesione permanente. “Noi ci siamo riusciti – racconta il ricercatore – e se voglio continuare a lavorare serenamente su questo filone di ricerca non mi resta che fare le valigie e trasferirmi definitivamente negli Stati Uniti”.

Il contributo del ricercatore italiano al progetto è stato frutto di un “prestito”. Grazie a una borsa di dottorato all’Università degli Studi di Udine, Rejc è andato prima a Los Angeles e poi a Lousville a lavorare fianco a fianco con Susan Harkema e Reggie Edgerton, i due scienziati che hanno coordinato lo studio pubblicato sulla rivista Lancet.
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Rob Summers, 25, in the harness that provides support while he receives electrical stimulation to his spinal cord. The experimental procedure has allowed Summers to stand and move his legs voluntarily. (Credit: Rob Summers) – fonte

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“E’ stata un’esperienza straordinaria. Siamo riusciti a dimostrare – racconta –  che con la stimolazione elettrica epidurale è possibile riattivare i circuiti spinali che controllano la postura e il movimento, che non sono più collegati al cervello a causa della lesione”. In questo modo, la parte “intelligente” del midollo spinale è in grado di utilizzare le informazioni sensoriali periferiche per  controllare autonomamente l’attività muscolare. “E’ stato incredibile – riferisce Rejc – vedere il giovane Rob che si alzava da quella sedia a rotelle a cui è stato condannato nel 2006 quando un pirata della strada lo investì e fuggì via”. Il nostro ricercatore è stato lì tutto il tempo necessario per vedere con i suoi occhi quei miracolosi passi incerti compiuti da Rob. “Un lavoro molto duro – racconta – Prima l’impianto chirurgico di 16 elettrodi nella zona lombosacrale sulla spina dorsale di Rob, dopo 70 lunghissime sessioni di allenamento. Ma ne è valsa la pena: vedere Rob alzarsi è stato molto emozionante”. Peccato che ora l’avventura di Rejc sembra essere arrivata al capolinea. Con la borsa di studio scaduta, per lui non sembra proprio esserci posto nelle università o negli enti di ricerca italiani.

“Sono da gennaio – racconta – che aspetto un segnale, ma ancora niente. Questo è uno dei primi effetti concreti della riforma Gelmini. Un provvedimento ipocrita che, alzando le soglie minime per gli assegni di ricerca e la loro durata minima, senza affiancare dei finanziamenti adeguati, ha di fatto reso quasi impossibile per le università, già in crisi, di far lavorare un ricercatore, anche per brevi periodi”.

Fare un biglietto di sola andata fuori dall’Italia sembra proprio l’unica alternativa, ma Rejc è uno di quei cervelli molto legati alla sua terra. Nato e cresciuto a Gorizia, sogna di formare una famiglia nel suo paese. “Quando penso al mio futuro – dice – mi piace immaginare di poter crescere i miei figli qua. Mi sembra di tradire il mio paese andando via. E’ qui che sono cresciuto, è qui che ho la mia famiglia e gli amici ed è qui che vorrei mettere a disposizione tutto quello che ho imparato e che continuerò ad imparare”. In effetti, il ricercatore italiano non si può di certo definire un membro passivo della comunità. Anzi tra una laurea in Scienze Motorie e una specializzazione in Scienza dello Sport, Enrico ha portato la sua scienza nei centri sportivi.  Sì, perché il primo amore di Rejc è stato proprio lo sport: dalla pallacanestro al calcio fino alla pallavolo. Ed è proprio al volley che ha dedicato la sua conoscenza offrendo consulenze scientifiche a squadre di serie A. “Il mio compito – spiega il ricercatore – è quello di ‘fotografare’ gli atleti, sfruttando anche strumenti d’avanguardia, per trovarne i punti deboli e i punti forti. In base ai risultati dei test a cui vengono sottoposti si possono disegnare ‘allenamenti’ su misura per ogni atleta, prevenendo gli infortuni e migliorando le prestazioni”.

Gli interessi scientifici di Rejc sono davvero molto vasti. “Da un lato mi piace esplorare le prospettive di cura – dice – per i pazienti che hanno difficoltà motorie. Oltre ad aver partecipato al progetto americano, nel 2004 ho svolto a Manchester alcune ricerche sul controllo muscolare nelle persone anziane, quelle più esposte al rischio cadute. Dall’altro lato ho ancora una forte passione per lo sport, su cui ho focalizzato i miei studi”.

Certo, è una sfida stimolante quella di ritornare negli Stati Uniti e inseguire lo stesso sogno di Dane Reeve, l’attore che diede il volto a Superman, e che fino al 2004, l’anno in cui morì, lottò con tutte le sue forze per superare la paralisi che lo colpì nel ’95 dopo una caduta da cavallo.

L’associazione che porta il nome dell’attore ha sostenuto e sostiene ancora attivamente gli studi sulla stimolazione elettrica del midollo spinale. “Ma poterlo fare nel mio paese – dice Rejc – mi riempirebbe d’orgoglio”. Conclude ironicamente: “e poi dopo il lavoro a me piace girare in moto e con il traffico delle metropoli americane è impossibile guidare con tranquillità”.

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12 giugno 2011

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/12/in-america-fa-camminare-i-paraplegici-ma-in-italia-e-disoccupato/117712/

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DAL VULCANO PUYEHUE – Il lungo volo delle ceneri cilene blocca i cieli australiani

 La nuvola di cenere ha raggiunto un'altezza di 12 mila metri e sta viaggiando in direzione sudovest-nordovest (Epa)

La nuvola di cenere ha raggiunto un’altezza di 12 mila metri e sta viaggiando in direzione sudovest-nordovest (Epa)

Dal vulcano Puyehue hanno attraversato il pacifico viaggiando tra i 6.000 e gli 11.000 metri

Il lungo volo delle ceneri cilene
blocca i cieli australiani

Hanno percorso 10 mila chilometri. E ora costringono le compagnie aeree di Melbourne a lasciare a terra 8mila passeggeri

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MILANO – Le ceneri vulcaniche eruttate in Cile hanno percorso quasi 10.000 chilometri, hanno attraversato l’Oceano Pacifico e sono arrivate sulla Nuova Zelanda e perfino sul sud dell’Australia, mettendo a terra decine di voli. L’aeroporto di Melbourne, la seconda città australiana, sulla costa sudorientale, è chiuso e la compagnia aerea di bandiera Qantas ha cancellato finora tutti i suoi voli da e per Melbourne, Hobart nell’isola-stato di Tasmania, e Auckland, Christchurch, Queenstown e Wellington, in Nuova Zelanda, lasciando a terra circa 8.000 passeggeri.

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Cile, in fuga dal vulcano Cile, in fuga dal vulcano Cile, in fuga dal vulcano  Cile, in fuga dal vulcano

Cile, in fuga dal vulcano Cile, in fuga dal vulcano  Cile, in fuga dal vulcano Cile, in fuga dal vulcano

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PERICOLO – Secondo le autorità per l’aviazione civile australiana e neozelandese, i disagi potrebbero durare vari giorni, forse tutta la settimana. Una portavoce di Qantas, citata dalla Bbc, ha detto che è «troppo pericoloso» volare nelle zone del Pacifico è arrivata la nuvola di ceneri provenienti dal complesso vulcanico Puyehue-Cordon-Caulle, in eruzione da oltre una settimana, e che ha provocato enormi disagi in Cile, Argentina e Uruguay e Brasile e costretto allo sgombero migliaia di persone.

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Ceneri in corsa a 12 mila metri d’altezza Ceneri in corsa a 12 mila metri d'altezza Ceneri in corsa a 12 mila metri d'altezza

Ceneri in corsa a 12 mila metri d'altezza Ceneri in corsa a 12 mila metri d'altezza  Ceneri in corsa a 12 mila metri d'altezza Ceneri in corsa a 12 mila metri d'altezza  Ceneri in corsa a 12 mila metri d'altezza

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TRAMONTI – La nuvola di ceneri sottili, considerate molto pericolose per i reattori dei jet, viaggia attraverso il Pacifico ad una quota compresa fra i 6.000 e gli 11.000 metri. Cancellati anche decine di voli interni della compagnia lowcost Jetstar, di proprietà della stessa Qantas. Anche Virgin Australia, che inizialmente aveva annunciato che i suoi voli non sarebbero stati toccati, ha dovuto lasciare a terra i suoi aerei da e per Melbourne, 34 voli in tutto. Air New Zealand da parte sua ha reso noto che il suo servizio non subirà modifiche, ma che i suoi jet saranno costretti a volare sotto la quota di 5.800 metri. Intanto, però, fa sapere l’emittente pubblica australiana Abc, dalla Tasmania le ceneri hanno conferito al tramonto una luce più rossa e vivida del normale.

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Redazione online
12 giugno 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_12/ceneri-cilene-blocco-cieli-australia_aa142222-94fe-11e0-b80f-3da7c892fae6.shtml

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Il grande inganno di Amina la blogger “Non era in Siria”. Il diario scritto da Edimburgo

Il grande inganno di Amina la blogger
“Non era in Siria”

Il suo ormai famoso diario di oppositrice lesbica veniva scritto da Edimburgo dove abita da anni

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di FRANCESCA PACI
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ROMA
Le ultime tracce di A Gay Girl in Damascus risalgono al 6 giugno scorso quando la cugina Rania annota sull’omonimo blog d’aver parlato con gli zii preoccupatissimi per il suo arresto avvenuto il giorno precedente nella capitale siriana. Quelle di Amina Abdallah Arraf al Omari, alias A Gay Girl in Damascus, si perdono invece nelle viscere di Edimburgo, a migliaia di chilometri dalla guerra civile che minaccia il Paese governato dagli Assad. Sì, perché dopo ricerche, appelli internazionali, tamtam internettiani per la soluzione del giallo, una cosa è certa: se esiste una blogger omosessuale siriana prigioniera del Mukhabarat baathista non si tratta di Amina Abdallah Arraf al Omari, la ragazza che per mesi ha descritto telematicamente al mondo la rivolta dal punto di vista di una lesbica cresciuta in America e tornata in patria tra il 2009 e il 2010 per sposare la causa riformista.

Chi scrive è stata in contatto e-mail con Amina fino a lunedì, quando ha risposto entusiasta all’aggancio procuratole con una casa editrice italiana interessata alla sua storia. Prima di allora c’erano stati aggiornamenti dettagliati sulle manifestazioni, commenti al discorso al mondo arabo del presidente Obama, una lunga intervista del genere al Guardian e a grandi quotidiani americani: scambi regolari e sempre più intimi al limite dell’amicizia. Virtuale. «Ci scusiamo con i nostri lettori a proposito di Amina Abdallah» annuncia il sito networkedblogs.com iZhIM, il provider americano che la aiutò ad aprire e pubblicizzare l’ormai celebre blog. Secondo le informazioni raccolte la ragazza sarebbe sì una trentacinquenne probabilmente omosessuale con origini mediorientali, ma residente in Scozia. Ci scusiamo anche noi, che pur conoscendo a fondo la Siria per aver raccontato sul campo la nascita della rivolta, dipendiamo ora da informazioni digitali per l’impossibilità di tornare nel Paese.

In questi giorni, sebbene nessuno abbia più risposto alla e-mail né ai commenti sul blog, si sono fatti vivi (via posta elettronica) vari conoscenti di A Gay Girl in Damascus. Dalle loro testimonianze incrociate risulta che nel 2006 una trentenne arabo-americana di nome Amina Arraf ha collaborato a distanza, riscuotendo regolarmente gli assegni dello stipendio, con una società di giochi elettronici di Atlanta, Georgia. E’ descritta come «colta», «ossessiva sul Medioriente», «una geek fissata con la scrittura» e «intellettualmente provocatoria», caratteristica quest’ultima che, dopo due ammonizioni, le sarebbe costata l’allontanamento dal lavoro «per le idee politiche e religiose non apprezzate nell’ambiente prevalentemente ebraico». Questa Amina, che pare parlasse inglese, arabo ma anche tedesco e un po’ di ebraico, s’era specializzata in storia del tardo Impero romano e nel 2010 avrebbe dovuto trasferirsi per studio a Edimburgo, città d’origine della madre irlandeseamericana.

A quel punto, secondo alcuni, avrebbe pendolato tra la Scozia e Damasco, dove aveva vissuto tra i 5 e i 10 anni. Un suo profilo localizzato a Edimburgo era presente fino a venerdì nel motore «cerca partner» di Facebook. «Dall’autunno il suo account risultava a Edimburgo, ma lo motivò con una spiegazione tecnologica» ricorda l’ex datore di lavoro. Chi avrebbe finora sospettato il contrario? «La bufala di Amina non aiuta certo i riformisti siriani» chiosa il giornalista americano Andy Carvin, tra i primi ad avanzare sospetti su Twitter. Chiunque e dovunque sia, l’Amina conosciuta online aveva letto molto ma non il fotografo di guerra Robert Capa quando scriveva che «la miglior propaganda è la verità».

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12 giugno 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/406744/

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PALERMO – La verità del pentito su De Mauro “I generali golpisti dissero di zittirlo”

La verità del pentito su De Mauro
“I generali golpisti dissero di zittirlo”

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Parla il collaborante Francesco Di Carlo, già capo della famiglia di Altofonte. “Non per colpa dei magistrati ma è un processo monco: mancano gli altri mandanti”

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di ENRICO BELLAVIA 

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La verità del pentito su De Mauro  "I generali golpisti dissero di zittirlo"  Mauro De Mauro

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“Riina ha dato l’assenso all’omicidio di De Mauro, ma la sua fine ha un’origine tutta romana. Da Roma era venuto l’ordine di tappargli la bocca. Bisogna guardare ai rapporti che Cosa nostra aveva con i generali per il golpe Borghese (7-8 dicembre 1970, ndr), lì ci sono i mandanti”. Parla il collaborante Francesco Di Carlo, già capo della famiglia di Altofonte. Nel 2001 Di Carlo riferì per primo del caso De Mauro. Ha saputo dell’assoluzione di Riina dalla tv, fuori dalla Sicilia dove vive sotto protezione, ma non sembra sorpreso.

Perché, signor Di Carlo?
“Perché Riina, che sostituiva Luciano Liggio nel triumvirato alla guida di Cosa nostra nel 1970 (gli altri due erano Gaetano Badalamenti e Stefano Bontate, ndr) ha avuto un ruolo importante ma non centrale”.

Che vuol dire?
“La decisione di eliminare De Mauro fu assunta da Cosa nostra dopo che Emanuele D’Agostino, uomo di Stefano Bontate, riferì a quest’ultimo che il giornalista sapeva tutto del golpe Borghese. Prima però ci fu un consulto romano, come ho raccontato nei miei interrogatori e nel libro “Un uomo d’onore””.

LEGGI Processo De Mauro, assolto Totò Riina

Chi erano i protagonisti?
“I capi delle altre province erano i più attivi nel progetto di golpe: Pippo Calderone di Catania e Beppe Di Cristina di Riesi andavano continuamente a parlare con il generale Vito Miceli (a capo del Sid, servizio informazioni della difesa, un mese dopo la morte di De Mauro, ndr) e con il colonnello Gianadelio Maletti (numero due del Sid, ndr). C’erano continue riunioni: a Palermo il più interessato era Bontate. E da Roma arrivavano rassicurazioni da uomini dei servizi segreti, che poi ho ritrovato negli elenchi della P2”.

C’erano altri siciliani coinvolti?
“Ricordo che uno dei consiglieri di Di Cristina, organico a Cosa nostra però, era un certo Volpe che era anche in politica. Un altro, esterno a Cosa nostra, era l’avvocato Vito Guarrasi che era in rapporti con Beppe Di Cristina ed era vicino ai Servizi, come mi fu confermato anni dopo dal generale Giuseppe Santovito (capo del Sismi, il servizio segreto interno, ndr) che conoscevo personalmente”.

Tutti morti però…
“No, Maletti ha anche testimoniato in Italia, venendo dal Sudafrica con un salvacondotto. Ho letto anche che la Procura vuole approfondire la presunta falsa testimonianza di Bruno Contrada che ricorre in molte vicende che ho raccontato”.

Lei ha detto che De Mauro fu sepolto alla foce dell’Oreto. Un altro collaborante, Rosario Naimo, ha indicato una proprietà del clan Madonia. Gaetano Grado, invece, il giardino di Maredolce. Vi siete contraddetti a vicenda?
“Credo che Naimo si sia confuso con un’altra storia che riguardava il seppellimento di uomini fatti scomparire nella guerra di mafia a San Lorenzo: le ossa furono spostate perché all’Ucciardone nel sonno qualcuno rivelò il luogo, ma non erano di De Mauro. Grado forse sperava di rintracciare la tomba di suo fratello Nino. No, De Mauro fu seppellito all’Oreto, dopo essere stato interrogato in una proprietà di Bontate, ma la zona ormai è irriconoscibile”.

Lei come seppe dell’ordine di eliminare De Mauro?
“Fui contattato da Bontate che mi chiese di rintracciare Riina, e a San Lorenzo ci fu una riunione. Badalamenti non era presente ma fu informato. Di Cristina disse anche che Guarrasi gli aveva raccontato di una visita di De Mauro”.

Sta di fatto che la verità giudiziaria si allontana ancora.
“Va sempre così quando ci sono pezzi dello Stato coinvolti. Non per colpa dei magistrati, ma questo è un processo monco: mancano gli altri mandanti”.

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12 giugno 2011

fonte:  http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/06/12/news/la_verit_del_pentito_su_de_mauro_i_generali_golpisti_dissero_di_zittirlo-17571624/?rss

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