Archivio | giugno 13, 2011

Bolzano, volantini del Suedtiroler Freiheit “Terroristi eroi, carabinieri torturatori”, querele

Bolzano, volantini del Suedtiroler Freiheit “Terroristi eroi, carabinieri torturatori”, querele

Il manifesto che accusa i carabinieri di torture (dal sito suedtiroler-freiheit.com)

Il movimento popolare secessionista che chiede insistentemente l’autodeterminazione per l’Alto Adige accusa i militari dell’Arma di torture con un manifesto pubblicato in occasione dei 50 anni del primo attentato terroristico anti-italiano

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Bolzano, 13 giugno 2011 – “Terroristi eroi, carabinieri torturatori”. Verte su questo tema la nuova provocatoria campagna contro l’italianita’ in provincia di Bolzano da parte di Suedtiroler Freiheit, il movimento popolare secessionista che chiede insistentemente l’autodeterminazione per l’Alto Adige e l’eventuale annessione al Tirolo austriaco.

Questa volta, oltre alla Procura della Repubblica del capoluogo altoatesino che ha avviato un’indagine per vilipendio alle Forze Armate, ad interessarsi direttamente sara’ il Comando generale dell’Arma dei Carabinieri. Oggi nel corso di un vertice a Roma verra’ deciso come procedere e se sporgere querela per diffamazione.

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Georg Klotz – fonte immagine

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Il partito separatista, che ormai costantemente attacca l’Italia e la sua popolazione presente in Alto Adige, capeggiato dalla ‘pasionaria’ Eva Klotz, figlia dell’ex terrorista Georg, ha pubblicato un manifesto con lo slogan: “1961-2011 Feuernacht Folternachte” (“”notte dei fuochi, notti di torture” – questa la traduzione in lingua tedesca”).

Sui manifesti, fatti stampare in gran quantita’ in occasione dei 50 anni del primo attentato terroristico anti-italiano, figura una fotografia in bianco e nero dell’epoca della conca di Bolzano, in primo piano un traliccio dell’alta tensione abbattuto e l’immagine di Sepp Kerschbaumer, terrorista dell’epoca condannato ad oltre 15 anni di reclusione. Al centro la scritta, a fianco un berretto da carabiniere con accanto una macchia di sangue. Nel blog del sito web di Suedtiroler Freiheit figurano diversi commenti positivi della campagna promossa.

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Eva Klotz – fonte immagine

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Eva Klotz, il suo “delfino” Sven Knoll (entrambi consiglieri provinciali) ed il responsabile del sito internet del movimento, Werner Thaler, finiti sul registro degli indagati della Procura, sostengono che i fatti di tortura sono documentati.

L’Arma sin da allora respinse le accuse di tortura e maltrattamenti sostenendo che i terroristi si procurarono da soli le lesioni. Su questa nuova vicenda etnica e’ intervento anche il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder che ha parlato di “accuse ingiuste ed infamanti ai carabinieri”.

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13 giugno 2011

fonte:  http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/06/13/523545-bolzano_volantini_suedtiroler_freiheit.shtml

Giappone: a rischio stop 14 centrali atomiche

Altri 6 operai oltre i limiti di radiazioni a Fukushima, dove è stato trovato stronzio-90

Giappone: a rischio stop 14 centrali atomiche

Il governatore di Fukui: «Il governo ci dica la verità». Allarme black-out a Osaka

Concerns: Buddhist monks take part in an anti-nuclear march in Tokyo three months after a devastating earthquake and tsunami triggered one of the world’s worst atomic disasters

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Manifestazione anti-nucleare a Tokyo (Afp)
Manifestazione anti-nucleare a Tokyo (Afp)

MILANO – Il governatore della prefettura di Fukui ha annunciato che non darà l’autorizzazione alla ripresa dei reattori, fermi per manutenzione, se il governo centrale non chiarirà «le ragioni che hanno causato la recente chiusura della centrale di Hamaoka e lo stato degli altri impianti nel Paese». Situata a sud di Tokyo, la pefettura di Fukui ospita 14 reattori che ne fanno l’area più nuclearizzata al mondo. Sei di questi sono infatti fermi per manutenzione programmata o non pianificata (a Monjiu c’è stato infatti un incidente lo scorso agosto), mentre altri due sono destinati a essere fermati per controlli in estate. «Vogliamo che il governo faccia piani d’azione chiari e un calendario da mostrare alla gente per aiutare la generazione elettrica del Giappone», ha spiegato il governatore Issei Nishikawa. A inizio maggio, il premier Naoto Kan ha chiesto alla Chubu Electric Power, uno dei dieci operatori regionali attivo a sud di Tokyo, di sospendere il funzionamento di Hamaoka fino alla verifica delle difese contro terremoti e tsunami. La Kansai Electric Power Co. (Kepco), seconda utility nipponica, che possiede e gestisce undici dei 14 reattori di Fukui e rifornisce l’elettricità a Osaka, ha lanciato l’allarme blackout, chiedendo il taglio dei consumi del 15% tra luglio e settembre.

PER SEI LAVORATORI RADIAZIONI OLTRE LIMITI – Altri sei operai giapponesi potrebbero essere stati esposti a pericolosi livelli di radiazioni dopo aver lavorato alle operazioni di soccorso nella centrale di Fukushima. Risulta dalle analisi preliminari condotte dal ministero della Salute. I sei si aggiungerebbero ai due per cui già è stata accertata un’esposizione oltre i limiti consentiti. Tra questi, tre sono lavoratori della sala di controllo e cinque hanno cercato di ripristinare il sistema di alimentazione dell’impianto. Il governo subito dopo il disastro ha alzato il limite per gli addetti ai soccorsi a 250 millisievert dallo standard di 100 millisievert.

FUKUSHIMA – La Tepco, l’azienda che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, ha reso noto per la prima volta dall’inizio della crisi che sono stati rilevati livelli eccessivi di stronzio radioattivo nelle acque del mare prospiciente l’impianto. L’azienda ha spiegato che il livello di stronzio-90 è 53 volte superiore allo standard di sicurezza. Lo stronzio-90, generato dalla fissione degli atomi di uranio e la cui vita media è di quasi 29 anni, si accumula nelle ossa e può causare tumori e leucemia. È stata inoltre rinviata di alcuni giorni la messa in funzione del nuovo sistema ideato per depurare dalle radiazioni l’acqua contaminata dell’impianto di Fukushima. A darne notizia è stata la Tepco, spiegando di aver riscontrato alcune perdite di acqua dal sistema. I test potranno riprendere già martedì, ha precisato l’azienda.

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Redazione online
13 giugno 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_13/giappone-fukushima-chiusura_a770d396-95ce-11e0-822f-1a3a3d1370d0.shtml

OLTRETEVERE – Sacro quorum


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Sacro quorum

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di Giacomo Galeazzi

vaticanista de la stampa

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Il risultato dei referendum suscitano reazioni anche nel mondo cattolico, che nei giorni scorsi aveva lanciato numerosi segnali di interesse per i contenuti dei quesiti referendari. In particolare su quelli relativi all’acqua e al nucleare. È di pochi giorni fa la manifestazione in difesa dell’acqua pubblica organizzata a Piazza San Pietro da un gruppo di religiosi. Ma a favore di questa posizione si erano espressi anche prelati e porporati. E senza entrare nel merito dei referendum, ma nell’ambito di un appello per il rispetto dell’ambiente come bene comune, anche il Papa la scorsa settimana, aveva invitato ad adottare energie non pericolose. Oggi, a poche ore dalla chiusura dei seggi, il vicario di Roma, cardinale Agostino Vallini, interpellato sul quorum raggiunto, non si è sottratto: «Il mio pensiero è questo: ogni volta che il popolo è chiamato ad esercitare la democrazia è un fatto positivo. Se sono andato a votare? – ha aggiunto – Sì, sono andato».

Il Sir, agenzia della Cei, parla di «risultati netti al di là delle previsioni», «perfettamente coerenti con la vicenda complessiva di questi mesi. Il quorum superato di slancio va ben al di là del merito dei quesiti: rappresenta un messaggio diretto degli elettori, al di là degli schieramenti, direttamente al governo». In particolare nei quesiti sull’acqua si può leggere «la progressiva erosione dei totem liberisti, che pure avevano influenzato non piccola parte del mondo Pd – prosegue il Sir -. Per non parlare del quesito di cui meno si è parlato, che riguardava direttamente Berlusconi, sul legittimo impedimento. Le scelte referendarie, pur sbrigative e schematiche, come implica lo strumento, sono chiare e devono essere tradotte in politiche pubbliche coerenti». «Il vero punto debole del sistema italiano non è tanto dal lato della domanda, quanto piuttosto dell’offerta politica».

Famiglia Cristiana, il settimanale dei Paolini, così titola e interpreta i fatti sul proprio sito: «Quorum raggiunto. Un altro ‘nò al governo». Intervistato da Radiovaticana, Franco Miano, presidente nazionale Azione Cattolica, esamina qual è stato il ruolo dei cattolici in questa consultazione. «Secondo me – afferma – sono stati determinanti, perchè c’è una sensibilità, c’è un’attenzione che nasce proprio dalla vita delle associazioni, dalla vita delle comunità ». Un segnale che «i cattolici in Italia hanno e possono avere sempre più un ruolo significativo proprio nella capacità di far crescere la coscienza comune».

Attraverso l’agenzia Misna, fa sentire la sua voce anche Alex Zanotelli, missionario in prima fila nell’impegno contro la privatizzazione dell’acqua. Zanotelli parla di «un piccolo miracolo ottenuto lottando contro tutti e tutto: ora – afferma – i partiti vogliono appropriarsi della vittoria ma la verità è che, insieme con i giornali e le televisioni, non hanno permesso alcun dibattito serio sui quesiti».

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13 giugno 2011

fonte:  http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&ID_articolo=4844&ID_sezione=524&sezione=

MA ANCHE UN PAGLIACCIO – Ad Arcore c’è un megalomane – di Giorgio Bocca / Berlusconi, il Parnaso con Apicella è il Bunga bunga del 1811: vergogna davanti a Netanyahu

Ad Arcore c’è un megalomane

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di Giorgio Bocca

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Il Nostro ha perso ogni controllo, in Italia come all’estero. Ormai c’è chi prova umana compassione per lui, ma purtroppo è ancora il capo del governo e l’uomo che ci rappresenta nel mondo

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Fu sua moglie la prima a definirlo un ammalato, uno che aveva bisogno di cure per uscire dalla sua megalomania. Il megalomane non si improvvisa da un giorno all’altro e non è facile riconoscerlo in tempo perché di solito non è un mediocre, non è privo di qualità, è semplicemente uno che con il tempo non sa più controllarle, uno, per dirla alla buona, che non ha più il senso della misura e che se ce l’ha, la reprime sistematicamente. Quando lo conobbi a Canale 5, la sua prima televisione, mi colpì più per le sue qualità professionali e imprenditoriali che per i suoi eccessi di personalità.

Era il primo uomo di televisione che conoscevo che la televisione l’avesse studiata a fondo, che la conoscesse nelle sue potenzialità e nei suoi limiti, che avesse capito come la sua capacità seduttiva fosse un artificio, più apparenza che sostanza, più spettacolo che storia o cronaca. Mi capitò di leggere uno dei suoi appunti di lavoro: precisi, dettagliati, di uno del mestiere, su come andavano usate le immagini, gli abiti, i colori e soprattutto i tempi, perché il segreto della televisione era proprio quello dei tempi, di non staccare mai la presa dallo spettatore, di non dargli tempo né di annoiarsi né di discutere. Per questo aveva arruolato un giovanotto robusto e preciso che andava in giro con un cronometro e registrava tutti i tempi delle riprese in modo da poterli correggere a ragion veduta. “Vedi, qui ti sei allungato di quindici secondi, là addirittura di trenta”.

Non è facile individuare il megalomane, che spesso è uomo di qualità, non è stato facile in politica capire dove l’eloquenza o la gestualità di un Mussolini o di altro capo popolo ricoprissero i suoi difetti al punto di trovare irresistibile e incantatore anche un Hitler con i suoi baffetti e la sua isteria. Qualche segno della sua megalomania il nostro lo lascia sempre, anche nelle cose minime. Il nostro amava le giacche con i bottoni d’oro e amava che così si vestissero quelli del suo stato maggiore. E poi la sua repulsione totale, fisica, a ogni critica in pubblico.

Una volta, essendo venuta di moda la libertà di stampa, lo intervistai sull’argomento e per non fare l’intervista in ginocchio ci misi anche qualche appunto critico, qualche richiamo personale. Prudentissimi, ma evidentemente non bastava. Alla sera rimasi in casa per vedere la messa in onda, ma l’intervista non apparve né quella sera né le seguenti. Perfettamente inutile chiedere il perché ad aiutanti e segretari e consiglieri: era scesa un’impenetrabile cortina di silenzio. Nei palazzi di Milano 2 dove lavoravano centinaia di persone non ce n’era una che sapesse dirmi dov’era finita e perché era scomparsa.

Oggi sembra impossibile, dato che il nostro ha perso ogni controllo, confida pubblicamente i suoi dispiaceri da megalomane ai capi di Stato stranieri, si lascia trascinare dalla sua inimicizia per i magistrati che osano giudicarlo, pretende che i parlamentari del suo partito credano alla storia di Ruby “nipote di Mubarak”, alla pochade nascosta in suo rispetto. C’è chi prova un’umana comprensione per il personaggio, chi ricorda i lati accettabili della sua personalità ma come si fa, trattandosi di uno che è il capo del governo, l’uomo che rappresenta l’Italia nel consesso internazionale?

Ci si chiede se questa storia imbarazzante avrà un seguito e se sarà di pessimo gusto come è stato in questi ultimi anni. Certo l’Italia, la storia italiana, non avevano proprio bisogno di un personaggio così vistoso, così gaffeur che sembra stampato apposta per coprire le debolezze, le cadute di stile nazionali.
Uno degli aspetti più dannosi è che le diplomazie straniere hanno usato in questi anni la megalomania di Berlusconi per ottenere favori, blandendolo e ascoltando le sue lamentele contro i giudici faziosi e contro i comunisti sabotatori. Gli consentivano queste risapute litanie per poi ottenere da lui ciò che gli interessava.

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13 giugno 2011

fonte:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ad-arcore-ce-un-megalomane/2153593

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Berlusconi, il Parnaso con Apicella è il Bunga bunga del 1811: vergogna davanti a Netanyahu

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Eleonora Bianchini avatar

Giornalista. Collabora con Il Fatto quotidiano.it.

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Non ce la fa. Deve parlarne per forza. O forse sono gli scherzi della senilità. In ogni caso anche davanti al premier israeliano Netanyahu Berlusconi scherza sul bunga bunga. “Mi ha chiesto di chi è il quadro alle nostre spalle – dice il premier ai giornalisti -. E’ di Andrea Appiani e rappresenta il Parnaso, ovvero il bunga bunga del 1811″. Così il Cavaliere descrive il monte in Grecia dove secondo la mitologia vivevano le Muse. Poi indica due figure: “Quello là sono io e questo rappresenta Mariano Apicella. Ricordatevi di non prendere mai sul serio chi si prende troppo sul serio . L’autoironia è sempre fondamentale”.

Ora, quando Flavio Briatore al telefono con Daniela Santanché diceva che il premier era malato forse non aveva tutti i torti. Ecco il video:

Caricato da in data 13/giu/2011

RESA DEI CONTI — Referendum, la rabbia della Lega “Siamo stufi di prendere sberle”

Referendum, la rabbia della Lega
“Siamo stufi di prendere sberle”

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Nel Carroccio cresce il disagio. Calderoli: “Da Pontida diremo a Berlusconi i punti da portare in Aula per la verifica del 22/6”

La festa in piazza dei comitati promotori

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ROMA
Nella maggioranza scatta la resa dei dei conti dopo il voto sul referendum. Una consultazione dove il premier si è esposto in prima persona annunciando l’intenzione di non andare a votare.

La Lega è in fibrillazione. «Alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine», dice Calderoli.

A spaventare il Carroccio è la delusione della base e l’alta percentuale di votanti. I vertici della Lega si sono riuniti nella sede della Lega di via Bellerio a Milano. Ultimo ad arrivare è stato il ministro dell’interno Roberto Maroni dopo che erano giunti Bossi, Calderoli, Bricolo e Cota, presidente della Regione Piemonte. «Domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno, visto che vorremmo evitare che, in quanto a sberle, si concretizzi il proverbio per cui non c’è il due senza il tre…», afferma il Ministro per la Semplificazione.

Il premier era intervenuto a fine mattinata. «A seguito di una decisione che il popolo italiano sta prendendo in queste ore, dovremo dire addio all’opzione delle centrali nucleari e impegnarci sul fronte delle energie rinnovabili», aveva affermato durante la conferenza stampa congiunta con il premier israeliano Netanyahu. E la tensione cresce anche in casa Pdl. Dalle urne «arriva un segnale di forte disagio che l’opinione pubblica esprime nei confronti del governo», ha detto Scajola ospite del Tg3. «Il risultato del referendum non va sottovalutato – ha proseguito l’ex ministro – e credo nella maggioranza si debba lavorare, in modo veloce e intenso, per rimettere insieme il popolo moderato, abbandonando certi toni estremi». E la base da cui ricominciare, conclude Scajola, «è il nome di Angelino Alfano, indicato dal presidente Berlusconi come colui in grado di costruire la classe dirigente moderata nei territori». La Russa avverte: «Non penso che il centrodestra oggi possa fare a meno della leadership di Berlusconi».

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13 giugno 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/focus/referendum2011/articolo/lstp/406949/

ORMAI E’ UNA BARZELLETTA – Batterio killer, la Germania ora accusa i germogli di broccoli, aglio e fieno greco

Batterio killer, la Germania ora accusa i germogli di broccoli, aglio e fieno greco

aglio croce poster

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ROMA – Nuovi tipi di germogli sotto accusa da parte delle autorità sanitarie tedesche per l’epidemia di E. Coli. Secondo il ministro della Sanità della Bassa Sassonia, Ayguel Oezkan, cinque dipendenti dell’azienda sotto accusa, la Gaertnerhof, che si sono ammalati o sono risultati positivi ai test, hanno mangiato germogli di broccoli, di aglio e di fieno greco. Altri quattro dipendenti che hanno mangiato germogli di erba medica e un mix di germogli piccanti non si sono ammalati.

La società, chiusa la settimana scorsa, produceva 18 tipi di germogli. Fino a ieri, l’epidemia ha provocato 35 morti in Europa, dei quali 34 in Germania.

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13 giugno 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=152569&sez=HOME_NELMONDO

LA RISSA, SCENDI DAL PERO! – La Russa: ‘nessuna incidenza su politica governo’

CAPEZZONE, CHI?

Povero Capezzone: e’ proprio vero quello che diceva Leo Longanesi: non si ha idea delle idee delle persone senza idee. Il segreto di Capezzone: e’ essere stupido quanto chi lo ascolta, cosi’ chi lo ascolta si crede intelligente come lui.fonte

La Russa: ‘nessuna incidenza su politica governo’

Capezzone: ‘Sinistra non strumentalizzi voto’

Quando La Russa era ‘La Rissa’fonte

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LA RUSSA, NESSUNA INCIDENZA SU POLITICA GOVERNO – ”Noi per un attimo ci abbiamo anche sperato che non si raggiungesse il quorum”. Se cosi’ fosse stato ”sarebbe stato, questo si’, un grande boomerang per la sinistra che ha politicizzato i referendum”. Ma ora ”averlo raggiunto e’ l’assoluta normalita’ e non ha alcuna incidenza sulle politiche del governo”. Lo dice il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, nel corso dello speciale del Tg3 sul referendum. Personalmente, La Russa spiega di non essere andato a votare, ”pur avendo molti dubbi”, perche’ nel centrosinistra si e’ ”detto che era un referendum contro Berlusconi. Per questo io che ho sempre votato ai referendum, questa volta non ci sono andato”. Dal Pdl ”non abbiamo invitato all’astensione, ma lasciato liberta’ di scelta – ha puntualizzato il ministro – Alcuni nostri esponenti sono andanti a votare, io non sono andato anche per non dare l’impressione di salire sul carro del si’ all’ultimo minuto. Non abbiamo contestato in se’ i quesiti ma la strumentalizzazione che si e’ voluta fare del referendum”.”Quando la Democrazia Cristiana perse il referendum sul divorzio, poi governo’ per altri 20 anni”.

CAPEZZONE, SINISTRA NON STRUMENTALIZZI VOTO – ”Il popolo e’ sovrano sempre, e sempre le sue decisioni vanno rispettate. Per questo, non seguiremo il vizio storico di una certa sinistra, che esalta gli elettori quando votano liberamente in un certo modo, ma grida al regime quando gli stessi elettori votano altrettanto liberamente in un altro modo. Gli elettori hanno parlato, e dunque vanno ascoltati. Punto”: lo afferma Daniele Capezzone, portavoce Pdl. ”Detto questo, pero’, se la sinistra rispetta davvero gli elettori – prosegue – ora non deve strumentalizzare ne’ distorcere il loro pronunciamento, o manipolarlo per attribuirgli un significato o un effetto politico che non ha. Gli italiani hanno votato su alcune precise questioni, e non erano certo chiamati a pronunciarsi pro o contro il Governo. Chiunque brandisca questo esito referendario come un verdetto favorevole o contrario all’uno o all’altro schieramento politico fa un torto agli elettori, li inganna, e pretende di abusare delle loro decisioni”, conclude.

FERRARA, NON HO VOTATO MA DISSENTO LINEA GOVERNO  – ”Io non ho votato per solidarieta’ con Bossi e Berlusconi ma ora il problema e’ un altro: non si puo’ continuare cosi’. Io sono in profondo e radicale dissenso con questa linea” del governo. Lo ha detto Giuliano Ferrara, in occasione di un suo intervento al Tg3. ”Salvo la riserva di rilanciare il governo con una riforma fiscale, Berlusconi e il suo gruppo dirigente, con una posizione piu’ ciritica della Lega, hanno deciso di non cambiare, di continuare cosi’ e io sono in profondo e radicale dissenso. Berlusconi e’ sotto assedio ma non vedo una classe dirigente determinata a fare qualcosa di diverso per tornare a parlare agli italiani, non vedo questo coraggio. Anche sui referendum – continua Ferrara – e’ stata data una lettura politicista. Mi viene da dire: buna fortuna”. Per Ferrara ”Berlusconi ha molta autoironia, ma non la esercita piu’ da due o tre anni. E’ come paralizzato dalla campagna che si e’ scatenata contro di lui”.

SCAJOLA, RIMETTERE INSIEME POPOLO CENTRODESTRA – ”Credo che adesso si debba lavorare in maniera molto intensa e in tempi molto celeri per rimettere insieme il popolo del centrodestra e dei moderati. Uscire da alcuni accenti estremi e riportare alla concretezza delle cose. E’ un compito difficile che ci attende”. Lo dice Claudio Scajola, a chi lo interpella sul futuro del Pdl, anche alla luce dell’esito del referendum. ”Attraverso Berlusconi si e’ indicato in Alfano un giovane con il compito di fare una proposta progettuale di cose da fare – sottolinea Scajola, nel corso dello speciale del tg3 – e di costruire una classe dirigente che sia vincente sul territorio. E’ cosa molto difficile ma possibile”.

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13 giugno 2011

fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/06/13/visualizza_new.html_818310321.html

Referendum, quorum raggiunto. Viminale: l’affluenza sale al 57%. Bersani: ”Il governo si dimetta”

Referendum, quorum raggiunto. Viminale: l’affluenza sale al 57%. Bersani: ”Il governo si dimetta”

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ultimo aggiornamento: 13 giugno, ore 16:31
Roma – (Adnkronos/Ign) – Acqua, nucleare e legittimo impedimento: risultati in diretta sul sito del Viminale. Iniziata la festa dei comitati per il sì a Roma (VIDEO). Le 4 schede (FOTO). Il trend dei big dell’opposizione: votare alle 10. Voto e caffè, la mattinata di Napolitano ‘presidente elettore’ a Monti. Bersani: “Tutti alle urne”. Berlusconi non va (VIDEO). Nella capitale nove ore di concerti all’insegna dello slogan ‘Vota Sì’ (VIDEO). Religiosi in piazza San Pietro per ‘salvare l’acqua’ (FOTOVIDEO)
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Roma, 13 giu. (Adnkronos/Ign) – Chiusi alle 15 i seggi che si erano riaperti questa mattina alle 7. Cominciato lo spoglio per i quattro referendum su acqua (con 2 quesiti), nucleare e legittimo impedimento. La vera battaglia si gioca sul quorum, visto che l’ultimo referendum che ha superato il ‘50%+1’ risale al 1995.
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Finora, secondo i dati del Viminale relativi a circa settemila comuni sugli oltre ottomila totali, è attorno al valore del 57% la percentuale di votanti per i quattro quesiti: l’affluenza alle urne è dunque pari finora al 57,03% per il primo quesito sull’acqua (7.050 comuni su 8.092), al 57,01% per il secondo quesito sull’acqua (6.951 comuni) al 56,95% sul nucleare (6.753 comuni) e al 56,97% per il quarto quesito sul legittimo impedimento (6.712 comuni sul totale di 8.092).
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Secondo la stima di ‘Tecnè, conoscenze e strategie’, l’affluenza degli elettori italiani si attesterebbe su una cifra compresa tra il 56 e il 61%. Mentre per l’instant poll elaborato dall’istituto Emg – diffuso nel corso della Speciale TgLa7 condotto dal direttore Enrico Mentana – l’affluenza per il referendum oscillerebbe tra il 54,5 e il 59,5%.
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Referendum popolare n. 1
Scheda di colore rosso – Modalità e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica: Abrogazione. Il quesito prevede l’abrogazione di norme che attualmente consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati.
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Referendum popolare n. 2
Scheda di colore giallo – Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito: Abrogazione parziale di norme. Il quesito propone l’abrogazione delle misure che stabiliscono la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore.
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Referendum popolare n. 3
Scheda di colore grigio – Abrogazione dei commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31 marzo 2011 n.34, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 3011, n.75: Abrogazione parziale di norme. Il quesito propone l’abrogazione delle nuove misure che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.
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Referendum popolare n. 4
Scheda di colore verde – Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale. Il quesito propone l’abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.
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Referendum, il quorum c’è: Affluenza superiore al 55%

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Nella sede dell’Italia dei valori, promotrice di due Quesiti, già si festeggia

Referendum, il quorum c’è
Affluenza superiore al 55%

I dati provvisori parlano di affluenze elevate ovunque. Anche Berlusconi aveva ammesso: «Addio al nucleare»

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MILANO – Il quorum è stato raggiunto. Quella che fino a questa mattina sembrava solo una eventualità più che probabile, dopo il 41% di votanti registrato nella rilevazione di domenica sera, è diventata una certezza con l’arrivo dei primi dati ufficiali del Viminale: l’affluenza alle urne per i quattro referendum, quando sono arrivati al ministero dell’Interno i dati del 20% dei comuni italiani, va infatti attestandosi attorno al 56%. Se il dato sarà confermato per gli altri comuni, il quorum per la validità dei referendum sarà raggiunto in via ufficiale. Anche l’instant poll realizzato da Emg per LA7 parla di una forbice tra il 54,5% e il 59,5 %. E lo stesso Silvio Berlusconi, in mattinata, a voto ancora in corso, aveva ammesso che «dovremo dire addio al nucleare in seguito del voto popolare e dovremo impegnarci sulle energie rinnovabili». Insomma, ci sono tutti i segnali per far parlare di un risultato positivo per i comitati referendari. I quali, considerando che i contrari all’abolizione delle leggi oggetto dei quesiti hanno fatto campagna non per il no ma per l’astensione, sono pronti ad incassare anche il successo elettorale.

OBIETTIVO 53 La cifra necessaria perché il voto sia valido, avevano fatto sapere fonti del Viminale, sarebbe stata il 53,50 per cento considerando solo il voto dell’Italia. Questa soglia avrebbe dato la certezza del raggiungimento del quorum. Ma la cifra, comunque proseguano le rilevazioni dalle altre sezioni, sembra ormai superata in scioltezza.

L’IDV GIA’ FESTEGGIA Anche senza i crismi dell’ufficialità e della definitività dei dati, grande entusiasmo si è già manifestato nella sede dell’Italia dei Valori. Il partito di Di Pietro è stato promotore dei quesiti sul nucleare e legittimo impedimento. In sala stampa, dove a breve è atteso il leader, sono scattate grida di gioia e applausi per una notizia lungamente attesa ma di cui si attendeva la conferma ufficiale.

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Redazione Online
13 giugno 2011
fonte:  http://www.corriere.it/politica/11_giugno_13/13-referendum2-quorum-risultati_99788916-95bd-11e0-822f-1a3a3d1370d0.shtml

SARA’ VERO? – Obama il ribelle: Internet invisibile contro le dittature

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Obama il ribelle: Internet invisibile contro le dittature

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Obama Internet invisibile. Il nuovo progetto del Presidente USA, Barack Obama, sarà forse una potente arma nelle mani della popolazione governata da regimi autoritari e che vuole ribellarsi. L’arma sarà internet. 50 milioni di dollari messi a disposizione per dotare i dissidenti di strumenti tecnologici portatili,  in grado di evitare i server “ufficiali” quelli cioè che i governi sono potenzialmente in grado di bloccare. Il progetto è stato rivelato sulle pagine del New York Times e si chiamerà “Operazione Internet invsibile”.

Riferimenti al mondo arabo. A parlarne all’autorevole quotidiano USA è stata Hillary Clinton: “Sono sempre piu’ numerosi coloro che nel mondo arabo utilizzano la Rete e le tecnologie per fare sentire la loro voce di protesta – ha spiegato il segretario di Stato – è un’opportunita’ storica, un cambiamento positivo che gli Stati Uniti devono incoraggiare.  Per questo vogliamo fare il possibile per aiutarli a comunicare tra loro e con il mondo intero”. Casi recenti  di blocco o comunque di operazioni d’interferenza sui canali ufficiali di Internet si sono verificati, tra gli altr, in Egitto, in Tunisia e in Siria. I dissidenti però, tramite alcuni espedienti e aiutati da Google, sono comunque riusciti ad utilizzare la rete, seppur in modo “minimale”, riuscendo a far arrivare la propria voce al di fuori dei confini nazionali, ad esempio tramite il social network Twitter. Ora, la mano in aiuto degli oppositori alle tante dittature presenti nel mondo, dovrebbe diventare istituzionale. Una presa di posizione fortemente politica degli USA, che sembrerebbero voler intervenire in modo non armato in soccorso di tutte le popolazioni oppresse.

A.S.

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13 giugno 2011

fonte:  http://www.newnotizie.it/2011/06/13/obama-ribelle-internet-invisibile-contro-dittature/

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