Archivio | giugno 14, 2011

Dalle amministrative al Referendum, a dieci anni di distanza tornano a sventolare le bandiere dei fori sociali rafforzate da Internet

Dalle amministrative al Referendum, a dieci anni di distanza tornano a sventolare le bandiere dei fori sociali rafforzate da Internet

https://i2.wp.com/www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/06/Quorum_thumb.jpg

.

di Gennaro Carotenuto

.

E’ un mondo nuovo quello che disegnano i Referendum. E’ un mondo dove il ruolo ineludibile dei “media personali di comunicazione di massa”, rende Internet e non più “Porta a Porta” la terza Camera del paese. Ma è un mondo anche antico dove trionfano le ragioni dei Fori Sociali sconfitte dal manganello a Genova giusto dieci anni fa. Il PD sale sul carro dei vincitori ma è atteso alla prova di un cambio culturale che finora non ha incarnato e che forse non è nelle sue corde. Intanto l’avversario berlusconiano è alle corde ma è pericoloso offrire sponde ai peggiori, i leghisti, per disegnare il futuro

.

A Matteo Dean

1) DA GENOVA 2001 AI REFERENDUM 2011 – A dieci anni esatti dal G8 di Genova, che fu il punto di inflessione della crisi di lungo periodo della nostra Repubblica, molte delle idee che sembravano spazzate via dalla nostra storia politica sotto i colpi di manganello e i lacrimogeni, riemergono, quasi improvvisamente e inaspettatamente, per trionfare con dei referendum dal contenuto etico-politico rilevantissimo. Vince oggi lo stesso blocco sociale del Genoa Social Forum, sinistra plurale dei movimenti, mondo cattolico, volontariato, gli elettori degli allora DS e Margherita, ma non i dirigenti di questi.
Vince oggi un blocco sociale che ha sempre continuato ad esistere e lottare per un’Italia migliore, pur sistematicamente occultato dai media,  che rimette all’ordine del giorno il tema del fallimento etico e pratico del neoliberismo per rilanciare temi cruciali quali i beni comuni e un modello energetico che, basandosi sulle rinnovabili, non alimenti il mito della crescita infinita ma trovi un equilibrio con un pianeta allo stremo. E’ il blocco sociale degli italiani riflessivi che leggono e pensano e che sconfigge oggi il nichilismo individualista del berlusconismo. I diritti sono più importanti dei profitti, hanno detto 26 milioni di italiani, qualcosa di inaudito dopo decenni di martellante propaganda inversa: i diritti come privilegi, il profitto come valore fondante della nostra società. A new beginning, un nuovo inizio in una terra incognita.

2) TATTICA E STRATEGIA DEL PD – Il Partito democratico, con una straordinaria faccia tosta, è salito sul carro referendario per proclamarsi vincitore. La cosa non è un male in sé, e alla vittoria il PD contribuisce in maniera decisiva. Ma è sorprendente che quello che fino a ieri si vantava di essere l’unico partito capace di liberalizzazioni, o che sosteneva che il referendum sul legittimo impedimento avrebbe potuto solo favorire Berlusconi, oggi faccia proprio questo successo. Appare sospetto in particolare l’antiberlusconismo oltranzista con il quale Pierluigi Bersani ha accolto e commentato il risultato. Chiedere le dimissioni del governo sembra a ben guardare una maniera di parlar d’altro rispetto ai temi referendari. Bersani sa che a vincere non sono stati i partiti ma i movimenti. In questi anni, soprattutto in regioni come la Toscana, il PD è stato il partito della privatizzazione dei servizi pubblici scontrandosi ripetutamente con la società civile. Adesso ne sposa le tesi con una facilità sospetta che non appare frutto di un cambiamento culturale nei modelli di società di riferimento di quel partito che finora è stato capace di disegnare appena un neoliberismo spurgato dei suoi tratti più intollerabili. E’ tattica o strategia?

3) DAL BASSO, DALLA RETE – Proprio Pierluigi Bersani appare però cosciente che qualcosa di straordinario sia successo in questo mese italiano e, nonostante le dichiarazioni di facciata, sa bene che non è stato il Partito democratico, che pure è al centro di ogni gioco, a condurre le danze. Il PD ha dovuto farsi piacere Giuliano Pisapia o Massimo Zedda (ed è stato battuto duramente da Luigi De Magistris) esattamente come si è fatto piacere dei referendum che non desiderava e che non facevano parte della sua cultura politica. In questo mese straordinario le danze sono state condotte dai movimenti, dalla forza orizzontale della Rete, dal sentirsi ognuno di noi protagonista della rivoluzione dei “media personali di comunicazione di massa”, da un mondo associativo che mal sopporta che il PD, all’ombra di zio Silvio, abbia costruito in questi anni una classe dirigente organica al modello e convinta che essendo l’egemonia culturale della destra destinata a durare in eterno tanto vale uniformarsi.
Delle due l’una: o non c’è alcun cambio di egemonia in vista, e allora i berluschini del PD (viene in mente Matteo Renzi) possono salvare le loro ben avviate carrierine gregarie, oppure il PD, se vuol cogliere l’esprit du siècle, dovrà rinnovare profondamente i propri quadri aprendosi ad aria e gente nuova e liberandosi di tanti yes-men senza qualità che ognuno di noi conosce. Tutto ciò ha valenze politico-culturali profonde ma tocca anche, a breve termine, le strategie di uscita dal berlusconismo. Se Pisapia, Zedda e De Magistris avessero perso e i referendum non avessero fatto il quorum nessuno avrebbe fermato il dalemiano “modello Macerata” (UDC+PD a guida dei primi). Quel modello, che vuol dire anche il predominio assoluto della “politica politicante”, della politica plebiscitaria che convoca le masse solo per autocelebrarsi, dopo amministrative e referendum diviene improponibile, ma l’alternativa è di là dall’essere chiara e sostenibile.

4) DEMOCRAZIA DIRETTA E INTERNET “TERZA CAMERA” – L’istituto referendario, dato per morto, ha battuto un colpo, ma non per questo gode di buona salute. Di sicuro si dimostra che dopo vent’anni di orgia maggioritaria fino al plebiscitarismo, che ha portato all’umiliazione del sistema parlamentare con il porcellum, che riempie le camere di uomini senza qualità scelti per l’obbedienza al capo, alcuni elementi di democrazia diretta possono essere un correttivo importante o comunque i cittadini (se ancora il loro volere conta qualcosa) hanno dimostrato di considerare importante tale (scomodo, per i partiti) correttivo. Sarebbe facile sciogliere il nodo della crisi dei referendum: raddoppiare le firme e dimezzare il quorum. Ma è una soluzione troppo ragionevole perché i partiti attuali possano accoglierla. Proprio la forza della Rete, che nessuno può più sottovalutare e che non potrà che continuare a crescere mano a mano che la generazione degli analfabeti informatici scomparirà, impone però una scelta del genere. Internet, altro che “Porta a porta”, è divenuta la vera terza Camera, un “poder popular” orizzontale dove le idee circolano senza veti e senza censure, dove le regole della propaganda non valgono ma vale semmai il contrario. E’ il “vento del Cairo”, dove la politica, se vuole incontrarsi con i cittadini, è obbligata a far proprie le istanze e i modelli comunicativi di questi. Così nessun centralismo democratico è più possibile e gli elettori del “movimento 5 stelle”, che al secondo turno delle amministrative hanno tranquillamente voltato le spalle a Beppe Grillo votando per i candidati di centro-sinistra, dimostrano quanto difficile per i dirigenti sia intercettare il consenso.

5) USCIRE DAL LEGHISMO NON MENO CHE DAL BERLUSCONISMO – Non fa più notizia che la maggioranza non abbia difeso le sue stesse leggi facendo campagna per il “no”. Fa notizia che questa volta sia andata male. Silvio Berlusconi, che appare davvero a fine corsa, si è rifugiato nell’andare a mare che era già stato fatale per il suo sodale Bettino Craxi. Il risultato è per lui esiziale. Perde l’arma delle leggi ad personam per difendersi dai processi, come perde la possibilità di compensare col nucleare molti amici degli amici. Si guarda le spalle per capire chi è Bruto. Umberto Bossi, Giulio Tremonti, Roberto Formigoni, i romani Alemanno e Polverini, i cosiddetti “responsabili” comprati ieri e pronti a rivendersi oggi.
Da sinistra in molti confidano che la Lega stacchi la spina. E’ una speranza che dà erroneamente per scontato che il più grande partito del paese sia destinato a implodere alla caduta del fondatore mentre invece la Lega sia destinata a restare e ad essere recuperata al gioco democratico e perfino cooptata in maggioranze alternative. Sembrano credere davvero che le elezioni amministrative le abbia perse solo Silvio e non la Lega e non sembrano cogliere che la Lega sia stata la spina dorsale dell’ideologia della destra mentre il PdL si stia frantumando in feudi più piccoli al sud come al centro e al nord.
Forse è vero che tatticamente tutto vale per liberarsi di Berlusconi ma a patto di non dimenticare cos’è la Lega: un partito razzista, rapace, che in questi anni non ha avuto remore a seminare l’odio tra gli italiani, a calunniare sistematicamente parte di questi oltre che a umiliare quotidianamente i migranti. Questa (vero Massimo d’Alema?) non è mai stata e mai potrà essere una costola della sinistra. La Lega non è neanche una destra normale, è una destra antimoderna, violenta, antinazionale che interpreta la logica del branco, del più forte che schiaccia il più debole, una destra che usa la democrazia per svuotarla di senso. Così l’uscita dalla crisi italiana sarà pensabile solo se finalmente la cultura leghista verrà esposta al ludibrio in tutta la sua infamia e marginalizzata al di fuori di un rinnovato “arco costituzionale” che, paradossalmente, contiene il centro-destra post-berlusconismo ma non le farneticazioni padane.

Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

.

14 giugno 2011

fonte:  http://www.gennarocarotenuto.it/15932-dalle-amministrative-al-referendum-a-dieci-anni-di-distanza-tornano-a-sventolare-le-bandiere-dei-fori-sociali-rafforzate-da-internet/#more-15932

Lavoro, il ministro Brunetta ai precari: “Siete l’Italia peggiore”. E scoppia il finimondo – VIDEO

Lavoro, il ministro Brunetta ai precari: “Siete l’Italia peggiore”. E scoppia il finimondo

https://i1.wp.com/st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/950x0/wp-content/uploads/2011/06/brunetta-lite-ppOK.jpg

.

“Siete l’Italia peggiore”, questa la risposta del ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta alla contestazione di un gruppo di precari, che durante la terza edizione della “Giornata Nazionale dell’Innovazione” (organizzato a Roma al Macro di Piazza Giustiniani), lo hanno accolto con uno striscione provocatorio: “Si scrive innovazione, si legge precarietà”. Protagonisti della protesta, supportata dalla rete dei Punti San Precario di Roma, lavoratrici e lavoratori – tra cui una donna al settimo mese di gravidanza – che da anni collaborano con degli enti parastatali: Italia Lavoro, Formez e Sviluppo Lazio e che questo pomeriggio sono intervenuti al convegno per denunciare “l’abuso della flessibilità e la precarietà istituzionalizzata all’interno delle agenzie tecniche che lavorano per conto della Pubblica Amministrazione”.

Il convegno è stato aperto da Umberto Vattani, presidente dell’Istituto per il Commercio Estero, condannato in primo grado a due anni e otto mesi per peculato, quando era capo della diplomazia italiana all’Ue e segretario generale della Farnesina. L’ex diplomatico era stato accusato dalla procura di Roma di avere speso “venticinquemila euro in telefonate con il cellulare di servizio”.

Dopo un’ora di dibattito (cui hanno partecipato il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli e il giornalista del Sole 24 Ore Mario Platero), ha preso la parola il ministro Brunetta. Una volta concluso il suo intervento, due donne, precarie dell’agenzia tecnica del Ministero del Lavoro, dalla platea hanno chiesto di poter fare qualche domanda. Il politico veneziano le ha invitate a salire sul palco e a presentarsi, ma appena hanno pronunciato la parola “precari”, l’onorevole Brunetta si è spazientito e senza nemmeno ascoltare quello che le due donne avevano da dire è sceso dal palco, dicendo: “Grazie, arrivederci. Questa è la peggiore Italia!”.

.

.

Dalla sala si è levato un coro di contestazioni contro la reazione del ministro, che ha fatto capire subito di non voler minimamente interloquire con i precari, ecco che allora i manifestanti lo hanno contestato: “Questa è la vostra innovazione, ministro? Sei un buffone, un pupazzo!”. E ancora: “Siamo noi precari che produciamo il Pil di questo Paese, andate a lavorare!”. Brunetta si è affrettato ad abbandonare il convegno, e a strappare lo striscione che i precari avevano srotolato davanti all’uscita per impedire che se ne andasse. E mentre le due donne che erano state invitate a salire sul palco hanno continuato ad esporre al microfono le ragioni della loro protesta alla gente seduta in sala, il ministro scortato dalle guardie del corpo è stato raggiunto da un’altra precaria della Pubblica Amministrazione, che ha cercato di sottoporgli le ragioni della contestazione, ma lui non si è voluto fermare ad ascoltarla.

Una volta fuori c’è stato un breve – ma duro – botta e risposta tra Brunetta e alcuni manifestanti, che ripetevano: “Ministro, la vera innovazione sono i precari della Pubblica Amministrazione, invece di ascoltare è andato via”. Brunetta si è prima fermato qualche secondo e poi è salito sull’auto blu, dicendo di avere un altro impegno istituzionale. E’ a questo punto che alcuni precari si sono piazzati davanti al mezzo, minacciando di farsi investire se l’auto non si fosse fermata. Le telecamere de ilfattoquotidiano.it riprendono tutto. L’autoveicolo parte, mentre uno dei precari viene strattonato, fino alla rottura della camicia, da uno degli organizzatori dell’evento che cercava di sgombrare il passaggio per far partire la vettura di rappresentanza del ministro. La protesta, poi, è continuata ancora all’interno della sala, dove manifestanti e organizzatori del convegno si sono scontrati verbalmente e fisicamente.

.

14 giugno 2011

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/14/lavoro-il-ministro-brunetta-ai-precari-siete-litalia-peggiore-e-scoppia-il-finimondo/118203/

VICENZA – Violenza sessuale su bimbi durante visite: arrestato pediatra 64enne

Violenza sessuale su bimbi durante visite
arrestato pediatra 64enne

.

fonte immagine

.

ROMA – Prima gli esposti preoccupati di alcuni genitori dei bambini, poi le immagini shock di una telecamera nascosta durante la visita ad una bimba di 3 anni: così oggi i poliziotti della Questura di Vicenza hanno messo le manette ai polsi di un pediatra di base, Domenico Mattiello, 64 anni, accusato di violenza sessuale nei confronti dei suoi piccoli pazienti.

L’inchiesta è stata avviata solo alcune settimane fa sulla base delle denunce presentate dalle mamme e dai papà di alcuni piccoli alunni degli asili cittadini. Il medico, oltre che nel suo studio professionale, lavorara infatti come consulente per alcune scuole materne, dove svolgeva visite periodiche e controlli sui piccini. Gli agenti seguivano le fasi di una visita su una bambina di 3 anni da una telecamera nascosta, autorizzata dal gip del Tribunale di Vicenza Stefano Furlani, quando ciò che hanno visto li ha costretti ad intervenire. Fino a quel momento gli uomini della squadra mobile vicentina erano stati particolarmente attenti a non anticipare nessuna mossa, vista la delicatezza del caso.

L’indagine, dopo le segnalazioni delle famiglie, era iniziata con la richiesta di una intercettazione ambientale: il posizionamento di una telecamera nascosta in uno dei luoghi dove il medico visitava i piccoli pazienti. Stamane, però, gli eventi sono precipitati. I poliziotti, vedendo cosa accadeva durante la visita ad una bimba, hanno deciso che non potevano più aspettare. Cosa abbiano visto attraverso quella telecamera è ovviamente coperto dal riserbo e dal segreto istruttorio. Sta di fatto che il professionista è stato arrestato in flagranza, con l’accusa di violenza sessuale su minore. Il pm Barbara De Munari, che coordina l’inchiesta, ha imposto il differimento dei colloqui in carcere anche per il difensore del pediatra, l’avvocato Lino Roetta, che dovrà quindi attendere l’udienza di convalida dell’arresto per avere un contatto con il suo cliente. Nessun elemento in più dalla polizia. «Stiamo lavorando solo su quello che è accaduto oggi – spiega un investigatore – ma è chiaro che ora bisognerà cercare di ricostruire il passato, capire da quanto tempo stava accadendo».

Martedì 14 Giugno 2011 – 19:37
.

TECNOLOGIA & AMBIENTE – Il Solar Impulse è atterrato a Parigi senza problemi

Solar Impulse atterrato a Parigi

.

.

BRUXELLES – Solar Impulse è atterrato senza problemi questa sera all’aeroporto di Parigi-Le Bourget, dopo un volo durato poco più di 16 ore. L’aereo solare è riuscito così nel suo secondo tentativo a collegare Bruxelles alla capitale francese.

Era decollato stamane alle 5:10 in direzione di Parigi, dove era atteso intorno alle 21:00. Secondo il sito solarimpulse.com, l’apparecchio ha viaggiato oggi a una altitudine media di 3800-3900 metri. La sua velocità era compresa tra i 50 e i 60 chilometri orari.

Il volo dura normalmente sei ore, essendo la distanza in linea d’aria tra Parigi e Bruxelles di circa 300 chilometri. Dato che Solar Impulse non ha l’autorizzazione di atterrare prima delle 21.00, il viaggio è durato molto più a lungo.

Il pilota André Borschberg, dopo aver lasciato il Belgio, si è diretto verso Auxerre (circa 150 chilometri a sud-est di Parigi). Dopo aver sorvolato il capoluogo del dipartimento della Yonne, Solar Impulse ha fatto dietrofront ed è poi risalito in direzione di Parigi.

Solar Impulse era molto atteso a Parigi in quanto è l’invitato speciale del Salone internazionale dell’aeronautica e dello spazio, in calendario dal 20 al 26 giugno.

Il volo odierno non rappresenta un nuovo record per l’aviazione solare: dato che le condizioni meteorologiche prima del decollo non hanno permesso di caricare completamente le batterie con la sola energia solare, queste sono state collegate alla normale corrente elettrica.

Un primo tentativo di volo verso la capitale francese, effettuato l’11 giugno, era stato interrotto a causa delle cattive condizioni meteorologiche e di un problema tecnico.

Solar Impulse ha realizzato l’anno scorso il primo volo notturno ad energia solare. L’obiettivo dell’esperienza è di dimostrare l’importanza delle nuove tecnologie per lo sviluppo sostenibile. Una nuova versione di Solar Impulse è in corso di attuazione per compiere il giro del mondo.

ATS

.

14 giugno 2011

fonte:  http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=638333&idsezione=9&idsito=1&idtipo=290

GRECIA – Il Parlamento prepara un tunnel d’evacuazione in vista del voto di mercoledì sul salvataggio del FMI, dello sciopero generale e del blocco del Parlamento

IL PARLAMENTO GRECO SGOMBERA UN TUNNEL PER L’EVACUAZIONE

.

Il Parlamento Greco prepara un tunnel d’evacuazione in vista del voto di mercoledì sul salvataggio del FMI, dello sciopero generale e del blocco del Parlamento

https://i0.wp.com/www.comedonchisciotte.org/images/police%20in%20syntagma.jpg

.

DI TYLER DURDEN
Zero Hedge

.

Il 15 giugno, il giorno dello sciopero generale in Grecia, è anche il giorno in cui verrà votato dal Parlamento il fondamentale “accordo di medio termine” stipulato tra il paese insolvente e la Troika. “L’accordo riguarda gli incrementi delle imposte, il taglio degli stipendi e delle pensioni e il licenziamento di circa 100.000 impiegati del settore pubblico nei prossimi anni.

Il blog Occupied London ha convocato un blocco del parlamento ateniese: “La scorsa notte (l’11 giugno) l’assemblea popolare di piazza Syntagma ha stabilito di convocare un blocco del Parlamento greco in vista della votazione del cosiddetto Accordo di Medio Termine tra il governo greco e la troika (FMI/BCB/EU).

La convocazione per il blocco è fino a questo momento una delle iniziative più importanti tra quelle intraprese dall’assemblea di Syntagma. Il 15 giugno potrebbe diventare un giorno storico per la Grecia, una fondamentale opportunità per fermare il rafforzamento del neoliberismo. Non essere solo uno spettatore, traduci e diffondi il testo qui sotto; organizza un gruppo dove vivi o vieni a unirti con noi a Syntagma. Questa è la lotta per la nostra vita e della nostra vita.

Non c’è bisogno di dire che, nel caso la votazione passi e il Parlamento venga bloccato, la possibilità dei politici di lasciare illesi l’assemblea potrebbe essere compromessa. Per cui non siamo sorpresi di sapere, grazie a Covering Delta, che il parlamento greco ha assunto alcuni lavoratori stranieri per ripulire il tunnel sotterraneo che porta dal palazzo del Parlamento al porto del Pireo (che verrà presto privatizzato) per evitare quello che potrebbe essere un linciaggio dei parlamentari.

Da Covering Delta:

Sono preoccupato di questo resoconto del canale greco Kontra. Sembra che il tunnel che porta da Lykavitos al parlamento greco, e poi da qui al porto del Pireo, sia stato sgomberato da alcuni lavoratori stranieri in vista di una possibile evacuazione dei parlamentari greci nel caso dell’assalto del parlamento dove avverrà la votazione di mercoledì sul nuovo memorandum.La situazione sta diventando sempre più fuori dal controllo. Veramente non so quanto la gente riesca a stare con le mani in mano. Il sentimento comune qui a Atene è quello di una forte disillusione sull’operato di un governo che sembra sempre più distaccato dalla sua gente.

Il 15 giugno potrebbe essere per il 2011 quello che il 6 maggio è stato per il 2010. Il voto dovrebbe arrivare nella tarda mattinata di Mercoledì e così potremo vedere le reazioni dei mercati si arrivassero notizie degli scontri ad Atene.

*************************************************Fonte: http://www.zerohedge.com/article/greek-parliament-preparing-evacuation-tunnel-ahead-wednesday-vote-imf-bailout-general-strike

13.06.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

.

14 giugno 21011

fonte:  http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8452

RUBYGATE – La Boccassini: ad Arcore palese prostituzione

La Boccassini: ad Arcore palese prostituzione

.

Per il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini “era palese che c’erano persone che si prostituivano” nel corso “delle serate nella residenza del premier” ad Arcore. Replicando alle 16 eccezioni presentate dalla difesa, Boccassini ha effettuato un breve “excursus dei fatti”

Ilda BoccassiniIlda Boccassini

.

Milano, 14-06-2011

Per il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini “era palese che c’erano persone che si prostituivano” nel corso “delle serate nella residenza del premier” ad Arcore. Replicando alle 16 eccezioni presentate dalla difesa, Boccassini ha effettuato un breve “excursus dei fatti”, spiegando che dalle intercettazioni in fase di indagine era “emerso un contesto di prostituzione che coinvolgeva anche una minorenne” e si parlava di “serate a cui partecipavano persone portate da Mora, Fede e Minetti”.

La difesa, ha aggiunto Boccassini, “sostiene che la Procura di Milano ha cominciato questa indagine perche’ voleva colpire Berlusconi” ma, secondo l’accusa, invece era stato individuato “un contesto di prostituzione” e dalle verifiche successive si e’ arrivati alla contestazioni a carico del premier. Riguardo al rilascio di Ruby la famosa notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 quando era stata portata in Questura, Boccassini ha spiegato che il presidente del Consiglio telefono’ ai funzionari, dimostrando un “interessamento” che aveva il fine “di non recare nocumento alla sua immagine di uomo pubblico”.

Per il procuratore aggiunto “e’ evidente” dunque la connessione tra i reati di concussione e prostituzione minorile e la competenza di Milano. Boccassini ha definito inoltre Giuseppe Spinelli, manager di fiducia del premier, come “l’ erogatore, che dopo aver sentito Berlusconi consegnava somme di denaro alle persone presenti alle serate”.

.

fonte:  http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=153774

Tremonti: «Sistema fiscale a 3 aliquote; basta agevolazioni a chi ha il gippone»

Tremonti: «Sistema fiscale a 3 aliquote
basta agevolazioni a chi ha il gippone»

«Meno aerei blu, più Alitalia». Duello con Draghi sui tagli
Entrate in crescita del 6%, nuovo record del debito pubblico

.

 

ROMA – «Scassare il bilancio pubblico non è nell’interesse della gente, è prodotto dell’irresponsabilità»

Lo ha detto il ministro dell’economia Giulio Tremonti parlando all’assemblea di Confartigianato.

«Credo che sia giusto un sistema con tre aliquote» Irpef (contro le 5 attuali, ndr), ha poi osservato Tremonti, secondo il quale, con una base imponibile ampia «le aliquote più basse possibili sono il miglior investimento per ridurre l’evasione fiscale». «È possibile ridurre il nostro sistema fiscale a cinque imposte», ha poi spiegato il ministro, aggiungendo che «molti tributi minori possono essere concentrati» confluendo in un sistema con minori tributi.

«I livelli degli scaglioni – ha spiegato il ministrovanno fatti a seconda di quanto riusciamo a tagliare da una parte per finanziare» le rimodulazioni. Secondo Tremonti, un sistema fiscale con delle aliquote più basse porterebbe inoltre a una riduzione dell’evasione. Ma per raggiungere questo obiettivo bisogna «uscire dal sistema per cui siccome lo Stato non si fida del contribuente tiene le aliquote alte e il contribuente dice: siccome le aliquote sono alte continuo a evadere».

Secondo il titolare del dicastero di via XX Settembre si può arrivare a una base di imponibile più larga, tagliando i regimi di favore e le agevolazione inutili, riducendo l’evasione fiscale. Attingendo dalle nuove risorse che potranno essere reperite sarà quindi possibile procedere alla ristrutturazione del sistema tributario italiano. «Credo che nell’insieme la base della riforma fiscale c’è», ha detto il ministro, che però avverte: «Naturalmente bisogna avere il consenso sui tagli da fare, a partire dalla politica».

Per far la riforma fiscale «è fondamentale che la classe politica dia l’esempio: ci sono molti costi della politica che vanno ridotti», ha poi osservato il ministro dell’economia, lanciando anche il monito «meno aerei blu e più Alitalia». Tremonti ha auspicato che «gli incarichi pubblici siano remunerati secondo la media europea».

«Non si può fare la riforma fiscale in deficit, sarebbe una contraddizione rispetto all’impegno morale che tutti i governanti devono avere in questo periodo», ha poi ribadito Tremonti. «La parola data va mantenuta anche nel nostro interesse» ha aggiunto. «Se vai a chiedere i soldi in giro, ti dicono dammi un segno che riduci il deficit, un segno della tua serietà ed è quello noi che stiamo facendo».

«Un qualche ragionamento di detassazione sulle nuove attività produttive si può fare con un po’ di coraggio», ha poi affermato il ministro dell’Economia. «Sdesso si apre una fase di possibile discussione e lavoro».

«C’è un enorme bacino da cui derivare risorse per fare la riforma fiscale e correggere l’andamento della finanza pubblica», ha sostenuto ancora il ministro del Tesoro riferendosi alle tante agevolazioni benefici godute da «chi non ne ha titolo. Gli assegni vanno tolti a quelli che hanno il gippone», ha sintetizzato. «È giusto dare assegni e benefici a chi ne ha bisogno. Ma – ha aggiunto – non è giusto dare assegni a quelli che non hanno ragione di riceverli». «Nella spesa fiscale c’è un enorme catalogo di voci e regimi di favore, ci sono 471 voci di esenzioni che vangono in totale 150 miliardi in totale, si tratta di un magazzino da rivedere».

Sui tagli duello con Draghi. «Sono d’accordo anch’io nel dire no ai tagli lineari, ma la reazione di ogni Ministero è stata: tagli? taglia l’altro», ha poi detto il ministro riferendosi alle dichiarazioni del governatore della Banca d’Italia, che si è espresso contro i tagli lineari, che riducono la spesa indiscriminatamente e non su voci selettive. «Ogni ministero – ha detto Tremonti – fa il suo bilancio, ha un obiettivo e poi può spostare la voce, ma questo non è avvenuto su vasta scala».

Le riflessioni di Tremonti sulla riforma fiscale «mi sembrano interessanti», ha detto la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. «Credo – ha aggiunto – che ci siano degli spunti interessanti per un dibattito insieme».

Buon andamento delle entrate fiscali nei primi quattro mesi dell’anno. Il gettito, secondo i calcoli della Banca d’Italia al netto dei fondi speciali della riscossione, si è attestato a 111.056 milioni di euro, rispetto ai 104.794 milioni dello spesso periodo del 2010, con un incremento che sfiora il 6% (5,97%). Buono il risultato di aprile: l’incasso è stato di 27,5 miliardi contro i 25,1 miliardi dello stesso mese del 2010.

Nuovo record intanto per lo stock del debito pubblico italiano che, in valori assoluti, tocca ad aprile quota 1890,6 miliardi di euro. È quanto emerge sempre dai dati della Banca d’Italia. Rispetto a marzo, quando il debito aveva segnato un decremento a 1868,2 miliardi, c’è stato un rimbalzo di oltre 22 miliardi.

Il debito pubblico italiano ha segnato un incremento del 2,5% dalla fine del 2010, quando si era attestato a 1843 miliardi. L’aumento, in valore assoluto, è stato di 47,6 miliardi. Il confronto con il mese di aprile del 2010 consente anche di calcolare che in un anno il debito è aumentato di 75,2 miliardi di euro. L’incremento, in questo caso, è del 4,14%.

Martedì 14 Giugno 2011 – 11:15    Ultimo aggiornamento: 19:06
.

Evasione fiscale, 45 arresti a Roma. C’è anche Cesare Pambianchi, presidente di Confcommercio Roma e Lazio

Evasione fiscale, 45 arresti a Roma
C’è anche Cesare Pambianchi

Al presidente di Confcommercio Roma e al suo socio Mazzieri sequestrato l’immobile ai Parioli

.

 

ROMA – Quarantacinque ordinanze di custodia cautelare per imprenditori e professionisti nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma su un presunto giro di evasione fiscale. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi anche il presidente della Confcommercio di Roma e Lazio Cesare Pambianchi e il suo socio, il commercialista Carlo Mazzieri.

Gli arresti sono eseguiti dalla Guardia di finanza su delega del procuratore aggiunto Nello Rossi e dei pm, Francesco Ciardi e Maria Francesca Loi. Oltre Pambianchi e Mazzieri sono finite in cella altre 14 persone, 27 invece ai domiciliari e per 4 sono state disposte misure interdittive.

L’indagine riguarda un meccanismo di elusione fiscale attuato attraverso il trasferimento all’estero, specie in Bulgaria ed Inghilterra, di società in stato prefallimentare. Agli arrestati, la metà circa in carcere e il resto ai domiciliari, sono contestati a vario titolo l’associazione a delinquere, la bancarotta fraudolenta, il riciclaggio, reati fiscali, emissione di fatture false e appropriazione indebita.

L’inchiesta della guardia di finanza e della Procura di Roma riguarda complessivamente un’ottantina di persone tra cui anche bancari, avvocati, notai e appartenenti ai gruppi Conad e Centrapol. È stato inoltre disposto il sequestro di beni e valori per oltre 80 milioni di euro.

Sono state eseguite perquisizioni nei confronti degli associati e dei titolari dei gruppi imprenditoriali sottoposti ad arresto nell’ambito di una maxi inchiesta su un’evasione fiscale, nonché a carico del gruppo economico di commercializzazione facente riferimento al Caffè Palombini. L’inchiesta in questione ha preso in esame il periodo compreso tra il gennaio 2010 e il giugno 2011, individuando 703 società di cui 292 trasferite all’estero che avrebbero distratto beni per 207 milioni di euro di cui 98 in denaro e 110 in immobili. Complessivamente sono 96 gli indagati e 159 i sequestri preventivi per equivalente. Associazione per delinquere transnazionale, bancarotta fraudolenta aggravata, riciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, appropriazione indebita.

Questi i reati contestati a seconda delle singole posizioni processuali. Sono stati inoltre sequestrati per equivalente beni per 85 milioni di euro tra cui l’immobile dello studio Mazzieri & Pambianchi ai Parioli, le abitazioni dei titolari dei gruppi imprenditoriali in zone centrali e ricercate della capitale, due yacht gemelli di Mazzieri & Pambianchi del valore di tre milioni di euro ciascuno e 60 autovetture tra le quali automobili di lusso e da collezione.

Polverini dispiaciuta. «L’ho appena appreso e sono molto dispiaciuta. Mi auguro che Pambianchi sappia in qualche modo dimostrare la sua innocenza e comunque, come sempre, confidiamo nel sistema giudiziario italiano», ha detto il presidente della regione Lazio Renata Polverini.

Pambianchi, presidente della Confcommercio di Roma e Lazio, ha cominciato il suo percorso professionale negli anni ’70 occupandosi delle imprese alberghiere di famiglia. Negli anni ’80, Pambianchi avvia una serie di attività imprenditoriali nel settore immobiliare e turistico a Roma, e nel 1996 comincia ad interessarsi anche al settore sportivo. Parallelamente all’attività imprenditoriale, sempre negli anni ’80, decide di svolgere anche consulenze aziendali come commercialista e avvia nel quartiere Parioli l’omonimo studio di commercialisti insieme al suo socio Carlo Mazzieri, arrestato anche lui questa mattina nell’ambito della stessa inchiesta. Dal 2001 Pambianchi è presidente della Confcommercio di Roma e, dal 2004, anche della Confcommercio del Lazio.

Martedì 14 Giugno 2011 – 09:12    Ultimo aggiornamento: 19:06
.

Il caso della falsa Amina. Adesso Internet è sotto accusa. Ma se era una bufala, perché le grandi testate l’hanno sostenuta per mesi? Perché Jelena Lecic ha taciuto finora?

More Than 60 Killed In Syria Protests – Rights Group, June 4, 2011  – fonte immagine

Fears for Syrian child protesters amid fresh reports of deaths, June 10, 2011  – fonte immagine

Il caso della falsa Amina. Adesso Internet è sotto accusa. Ma se era una bufala, perché le grandi testate l’hanno sostenuta per mesi? Perché Jelena Lecic ha taciuto finora?

.

Foto rubata: la foto simbolo di Amina rubata da MacMaster a Jelena Lesic
La foto simbolo di Amina rubata da MacMaster a Jelena Lesic – fonte immagine

Chi c’è dietro questa ‘barbara’ iniziativa, il falso blog di Amina, che per mesi ha speculato sul ‘vero’ dramma del popolo siriano, massacrato, torturato, ucciso uomini, donne e bambini? Che scopo ha avuto? Quello, palese, di svilire ogni denuncia proveniente dai paesi oppressi; togliere credibilità ad un mezzo estremamente democratico e libero, come internet, e far tornare tutto nell’alveo, più sicuro, dell’informazione ‘ufficiale’. Questo buffone che porta il nome di Tom MacMster ci deve spiegare, deve spiegarlo al mondo, chi ha finanziato la sua idea (ammesso sia stata sua, cosa di cui dubito).  E quella ‘candida’ signorina che si chiama Jelena Lecic, abitante a Londra, ci deve spiegare come mai ha taciuto finora l’evidente truffa, visto che sono sue le foto della falsa Amina e che lei sostiene siano state ‘rubate’ dalla sua pagina di facebook. Per mesi i giornali, come il Guardian, non proprio un giornaletto di provincia, ha sbandierato l’immagine del suo volto e lei non si è mai riconosciuta? Non si è mai chiesta che ci faceva, su quelle pagine, quella sua faccetta con quell’espressione triste così di circostanza?

Tom MacMster (foto con la moglie) confessa di aver scritto tutti i post: Amina non è mai esistita
Tom MacMster con la moglie – fonte immagine

Bè, lasciatecelo dire, anche la ‘signorina’ Jelena puzza tanto di connivenza. Sarebbe interessante che un giornalista, vero, indagasse sullo stile di vita delle predetta signorina negli ultimi mesi. Come di Tom Vattelapesca. Anche se sarebbe tempo perso, tanto sa di scontato il risultato.

mauro

.

14 giugno 2011

‘Legittimo Godimento’, di Marco Travaglio

Legittimo Godimento

fonte immagine

.

DI MARCO TRAVAGLIO
ilfattoquotidiano.it

.

https://i0.wp.com/www.comedonchisciotte.org/images/1bbaad13db4af2c2ee70cb76148e9d8a_M.jpg

.

Siccome aborriamo il carro dei vincitori e, appena vinciamo, cominciamo a starci un po’ sui coglioni anche noi, ringraziamo gli sconfitti che invece ci stanno simpaticissimi. Grazie, B., per aver rilanciato tre anni fa il nucleare, affidandolo per giunta a quell’affidabile personcina di Scajola. Grazie, gerarchi Pd, per aver detto che Di Pietro, raccogliendo le firme, faceva il gioco di B. e per aver tenuto le mani in pasta nelle municipalizzate pubbliche e miste, favoleggiato di “nucleare sicuro di quarta generazione” e teorizzato una modica quantità di immunità. Grazie, Pompiere della Sera, per avere scritto che non bisogna demonizzare B. parlando dei suoi processi, che non interessano a nessuno perché la gente “vuole parlare di programmi”.

Grazie, gerarchi Pd, per aver creduto al Pompiere della Sera. Grazie, Piercasinando, per aver inventato il legittimo impedimento così da fare un dispetto a B. che, senza processi, non farà più la vittima. Grazie, Belpietro e Sallusti, per quei memorabili titoli di Libero e del Giornale: “L’imbroglio referendum”, “Voto a perdere”, “La presa in giro”, “Facciamo saltare i referendum”, “Meglio non votare”, “Astenersi grazie”, “State a casa”, “Referendum no grazie”, trascinando alle urne i pochi dubbiosi di centrodestra.

Grazie, giovine Renzi, per aver fatto campagna sul No all’acqua pubblica, trascinando alle urne i pochi dubbiosi di centrosinistra. Grazie, finiani, per aver trattenuto i cacadubbi Urso e Ronchi, fiaccando ogni residua speranza in una destra antiberlusconiana. Grazie, professor Piepoli, per aver autorevolmente vaticinato che “al 50% il quorum non si raggiungerà”. Grazie, B., per aver lasciato libertà di voto ai suoi elettori salvo poi annunciare l’astensione innescando la corsa alle urne. Grazie, Bossi, per aver detto in un raro lampo di lucidità “i quesiti sull’acqua sono interessanti”, salvo poi ripiombare in stato confusionale e invitare all’astensione. Grazie, Rai, per aver disinformato i cittadini sui referendum con spot di 6 minuti al giorno (anzi alla notte) in ostrogoto, spingendoli a informarsi su Internet, sul blog di Grillo e un po’ anche sul Fatto. Grazie, Mediaset, per Tg4, Tg5 e Studio Aperto.

Grazie, Santanchè, Castelli e Brunetta, per aver detto “Celentano è meglio che canti e non parli”, ché a parlare ci pensano loro. Grazie, Testa, per farti chiamare Chicco a 60 anni. Grazie, Garimberti e Lei, per aver chiuso Annozero proprio ora. Grazie, Minzolingua, per aver dedicato negli ultimi cinque mesi 11 sole notizie al referendum anti-nucleare, per aver sbagliato le date dei referendum, per aver oscurato le immagini di Napolitano al seggio e per aver usato financo le previsioni del tempo per invitare gli italiani “a farsi una bella gita”. Grazie, Giuliano Ferrara, per aver riunito i “servi liberi” al teatro Capranichetta, ma soprattutto per averli fatti parlare e vedere.

Grazie, B., per il triplice miracolo di far eleggere un comunista sindaco di Milano e un magistrato sindaco di Napoli, e di resuscitare l’istituto referendario che giaceva in coma da 16 anni. Grazie, governo, per aver sabotato l’accorpamento referendum-amministrative al modico costo di 320 milioni e poi il voto sul nucleare con il decreto-truffa. Grazie, grandi partiti, per averci convinti definitivamente che dobbiamo fare da soli. Grazie, B., per essere rimasto ostentatamente al mare mentre gli elettori (compresi i suoi) correvano ai seggi, bissando l’“andate al mare” di Craxi modello ‘91, il che fa ben sperare nello stesso epilogo: la spiaggia di Hammamet nel giro di un paio d’anni o, in alternativa, la galera.

Marco Travaglio
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/14/legittimo-godimento/118046/
14.06.2011

.

fonte:  http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8451