Archivio | giugno 15, 2011

ATENE – Parlamento greco assediato. Fumogeni per proteggere l’austerity / LA DIRETTA IN LIVE STREAMING

LIVE STREAMING: Η Αγανάκτηση των Ελλήνων

Può capitare si interrompa la diretta, in questo caso ricaricate la pagina e il video si riconnette

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Parlamento greco assediato, Moody’s minaccia downgrading banche francesi

Fumogeni per proteggere l’austerity

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L’ultimo regalo di Moody’s all’Europa è la minaccia di un peggioramento del rating delle banche francesi a causa della loro esposizione verso la Grecia. Dove oggi migliaia di persone manifestano contro il pacchetto austerity del Governo Papandreou

Sciopero generale ad AteneSciopero generale ad Atene

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Parigi, 15-06-2011

L’ultimo regalo di Moody’s all’Europa è la minaccia di un peggioramento del rating delle banche francesi a causa della loro esposizione verso la Grecia. Dove oggi migliaia di persone manifestano contro il pacchetto di misure di austerity del Governo Papandreou, davanti al Parlamento. L’euro tiene sul dollaro in apertura di mercati.

Fumogeni
La polizia greca ha sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti che si sono raccolti davanti al Parlamento di Atene per protestare contro le nuove misure d’austerità che vengono discusse nell’aula. Sono scoppiati scontri tra la polizia in assetto anti-sommossa e piccoli gruppi di dimostranti che volevano bloccare le attività dei deputati. Nella piazza si sono raccolte circa 20mila persone, mentre nel Paese è in corso uno sciopero di 24 ore dei principali sindacati dei lavoratori.

Downgrading
Moody’s spiega che il merito di lungo termine del Credit Agricole (aa1) e di Bnp Paribas (aa2) potrebbe essere ridotto di un gradino, quello di Societé Generale (aa2) di due gradini.

Torna nel cassetto il piano tedesco
La nota di Moody’s arriva dopo il fallimento dei colloqui di ieri tra i partner dell’Unione europea sul secondo piano di salvataggio di Atene. “Respinto in piano Schauble”, sintetizza oggi buona parte della stampa tedesca, alludendo al tentativo, coronato da insuccesso, del ministro delle Finanze di Berlino di coinvolgere nel salvataggio della Grecia anche il settore privato – ovvero le banche più esposte con la Grecia – invitandole con robuste garanzie pubbliche a dilazionare i termini del debito greco.

Perplessità europee
“Credo che saremo tutti d’accordo su un pacchetto di aiuti per la Grecia con severe condizioni”, ha detto il ministro alle Finanze del Lussemburgo, Luc Frieden, a seguito dell’incontro a Bruxelles. Frieden ha sottolineato che ogni approccio dovrebbe prevenire l’ulteriore acuirsi della crisi: “Bisogna essere consapevoli che alcune mosse possono portare beneficio sul breve periodo, ma avere conseguenze devastanti sul lungo”. Ha aggiunto che i ministri sperano di raggiungere un accordo conclusivo entro le prossime due settimane. E venerdì, scrive oggi la stampa tedesca, il faccia a faccia Sarkozy Merkel a Berlino potrebbe chiarire molte cose al riguardo.

Draghi: non vogliamo un’altra Lehman
Molti, a questo punto, si chiedono se un default parziale della Grecia avrebbe davvero conseguenze così terribili, con i bond greci venduti molto al di sotto dei loro prezzi d’origine. Mario Draghi, ieri sottoposto all’esame dell’Europarlamento in vista della sua nomina alla guida della Bce, non ha dubbi: “C’è chi aspetta di poter
sfruttare una situazione in cui ci sia un default mal gestito. E’ la lezione che abbiamo imparato dalla Lehman, il fallimento più caro della storia. Non vogliamo ripeterlo”.

Che fare
Nell’immediato il problema di Atene è trovare 17 miliardi entro luglio. Per questo i governi dell’aerea euro dovrebbero stanziare ulteriori 20 miliardi di euro per le banche della Grecia per estendere la scadenza dei bond di Atene, classificata dalle agenzie di rating come un “default selettivo”. E’ quanto prevede un documento circolato all’interno della Commissione Europea e anticipato dal Financial
Times
, secondo il quale “ulteriori riserve potrebbero essere necessarie per le banche greche se la Banca Centrale Europea (Bce) rifiutasse di accettare come collaterali i bond” con rating abbassato.

Gudagnare tempo, perdere denaro
I ministri europei starebbero considerando – aggiunge il Financial Times – tre opzioni per il coinvolgimento del settore privato. “La piu’ drastica sarebbe un scambio volontario del debito, con un’estensione delle scadenze dei bond per far guadagnare tempo ad Atene. Il ministro delle finanze tedesco avrebbe suggerito un’estensione di sette anni. L’Europa calcola che un successo dello scambio con il 100% dei partecipanti che aderissero eliminerebbe virtualmente la necessità di finanziamenti per i prossimi cinque anni e mezzo. La seconda e la terza opzione sono per uno scambio volontario dei bond, meno probabile con la minaccia di un downgrade”. Che infatti, puntualmente, è arrivata da Moody’s per le banche francesi e domani potrebbe toccare anche qualche istituto di credito tedesco.

“La madre di tutti gli scioperi”
Trasporti e servizi pubblici sono fermi oggi in Grecia per uno sciopero di 24 ore proclamato dai sindacati contro le misure di austerità che il governo socialista intende approvare entro la fine del mese. Banche, scuole, uffici e servizi pubblici sono chiusi, con gli ospedali che lavorano solo per le emergenze. Anche i giornalisti partecipano all’agitazione, con un black out informativo a partire da questa mattina.

I traghetti sono fermi nei porti, ma gli aerei funzionano dopo che i controllori di volo hanno scelto di non partecipare allo sciopero. L’agitazione, definita da Elefterotypia “la madre di tutti gli scioperi”, è stata proclamata mentre il Parlamento si appresta ad approvare un nuovo pacchetto di austerita’ da 28 miliardi di euro, con tagli alla spesa e aumenti delle tasse fino al 2015. Le misure sono parte delle condizioni necessarie per ricevere il prestito internazionale da 110 miliardi di dollari da Fmi e Ue. Il governo intende avviare anche un programma di
privatizzazione da 50 miliardi di euro.

Parlamento assediato
Migliaia di lavoratori del settore pubblici e privato, studenti e pensionati, sono in attesa fin dalle prime ore del mattino davanti al parlamento, dove centinaia di persone partecipano da settimane ad un sit in. A mezzogiorno e’ prevista una marcia di protesta organizzata dai sindacati, con l’obiettivo di impedire ai deputati di entrare in aula per il dibattito sulle misiure di austerita’.

Pasok, primi scricchiolii
Il ministro socialista dello Sport Giorgos Liannis si è dimesso per protesta dall’incarico. Manterrà il suo seggio in parlamento come indipendente. Il partito socialista del premier George Papandreou si trova cosi’ con una maggioranza ridotta di 155 deputati su 300. E un altro deputato socialista, Alexandros Athanassiadis, ha annunciato che votera’ contro le nuove misure e diversi suoi colleghi hanno espresso perplessità su un pacchetto di austerità così impopolare

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Notizie collegate

Trentamila persone in piazza

Scontri ad Atene, 12 feriti. Papandreou pronto a dimettersi

Sono almeno dodici le persone rimaste ferite negli ennesimi scontri di piazza scoppiati ad Atene, nel terzo giorno del nuovo sciopero generale proclamato dai sindacati contro il piano di austerità varato dal governo: lo hanno riferito fonti dei servizi di soccorso.

Lo afferma il Commissario europeo Maria Damanaki

La Grecia fuori dall’Euro, l’ipotesi è sul tavolo

“Abbiamo la responsabilita’ morale di guardare al dilemma con chiarezza: o troviamo un accordo con i creditori in modo che il nostro programma di duri sacrifici abbia risultati, oppure torniamo alla Dracma”.

Ancora proteste ad Atene

La Grecia in vendita

Atene privatizza poste, telecom, porti e aeroporti per trovare 50 miliardi di euro ma il via vai di esperti del Fondo Monetario Internazionale e dell’Unione europea per milioni di greci è associato a salari congelati, servizi più cari, pensioni più lontane. Una cura da cavallo che alimenta la rabbia di migliaia di greci

Da B a CCC

S&P’s taglia il rating della Grecia

“Il downgrade – si legge nella nota dell’agenzia – riflette il nostro punto di vista che c’è una significativa crescente possibilità di uno o più default, in base ai nostri criteri relativi a un pieno e tempestivo rimborso, legato alle emergenti difficoltà da parte dei creditori ufficiali a essere pagati”.

Grecia, discoccupazione record: 16,2%

Draghi: “No alla ristrutturazione del debito greco”

Aumentano i problemi per il premier socialista greco Papandreou, ma un aiuto, alla fine, potrebbe arrivare dal governo conservatore della Germania. La ristrutturazione del debito avrebbe “costi superiori ai benefici”. Questa la posizione espressa da Mario Draghi nelle risposte ai quesiti posti dagli europarlamentari in vista dell’audizione di martedì.

Krugman: Atene fuori dall’euro al 50%

Per salvare la Grecia l’Ue farà “di tutto”. Migliaia di ‘idignados’ a Atene

“Faremo di tutto per evitare il fallimento della Grecia”, dice il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, nel corso di una conferenza stampa a margine del G8 di Deauville. E avverte: in ballo è la stabilità finanziaria dell’intera zona euro.

LA FOTO DI B: SE QUESTO E’ UN UOMO.. – Dl sviluppo, il governo mette la fiducia, il voto alla Camera slitta a martedì

B., un uomo in pieno disfacimento, fisico oltre che morale. Guardate l’immagine, è una foto recentissima che ne testimonia la decadenza. ‘Fatto’ di anabolizzanti ed altre porcherie, per anni, solo per dimostrare di essere il super-italiano che tutte le donne sognano ora sta pagando il prezzo. Tutto in una volta. Addio Silvio. Non possiamo dire che ci dispiace.

mauro

Dl sviluppo, il governo mette la fiducia
il voto alla Camera slitta a martedì

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Si è deciso di far slittare al 20 giugno la richiesta a Montecitorio. Il 21 Silvio Berlusconi affronterà la verifica di governo

Dl sviluppo, il governo mette la fiducia il voto alla Camera slitta a martedì Silvio Berlusconi

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ROMA – Il governo insiste e va avanti a colpi di fiducia. Per l’ennesima volta e per non correre rischi, l’esecutivo si rifugia nella misura estrema che mette al riparo il governo dalle sorprese del voto su un singolo provvedimento. In particolare in un momento in cui Berlusconi ha incassato sia la botta delle amministrative che quella del referendum. Momento difficile, dunque. Al punto che la fiducia diventa, per il momento, l’unica strada possibile.

Oggi si è deciso di far slittare a lunedì prossimo la richiesta alla Camera sul dl sviluppo 1: il voto è previsto per il giorno successivo. Lo stesso giorno in cui Silvio Berlusconi sarà a Palazzo Madama per la verifica di governo chiesta dal capo dello Stato.

La decisione arriva dopo la modifica di alcuni punti del decreto legge da parte della maggioranza. Governo e relatori, infatti, hanno accolto alcuni emendamenti soppressivi della norma che portava a 20 anni il diritto di superficie sugli arenili 2 (in un primo momento il termine era stato fissato in 90 anni 3).  La materia potrebbe essere affrontata in un altro provvedimento, con molta probabilità nell’articolo 21 della Legge comunitaria. Rimangono invece intatte le norme sui distretti turistici che, anche in questo caso, subiscono una modifica voluta dal Pd che ha richiesto che il provvedimento non riguardasse solamente le strutture turistico-alberghiere.

Saltato anche l’emendamento della Lega sui bonus validi per le graduatorie degli insegnanti residenti 4. Il Carroccio prevedeva 40 punti in più in graduatoria per i professori residenti nelle località dove vogliono insegnare. È passata, invece, una norma che prevede una speciale valutazione per le scuole che si trovano nelle zone svantaggiate.

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15 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/06/15/news/fiducia_sviluppo-17741147/?rss

ADDIO A UN AMICO – Ya se mira el horizonte, Matteo / Dubbi sulla morte di Matteo Dean?

Ya se mira el horizonte, Matteo

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di Vittorio Sergi

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MatteoDean.jpg[Sabato 11 giugno, in un tragico incidente stradale, è morto un collaboratore di Carmilla: Matteo Dean, di soli 37 anni, italiano residente in Messico, giornalista, ricercatore. Dava il suo apporto prezioso a varie testate italiane e messicane, tra cui la nostra (vedi qui, qui e qui). Lo ricordiamo con commozione attraverso le parole di un suo amico molto stretto, Vittorio Sergi.] (V.E.)

“lento
viene el futuro
con sus lunes y marzos
con sus puños y ojeras y propuestas
lento y no obstante raudo
como una estrella pobre
sin nombre todavía”

Mario Benedetti, “Lento pero viene”

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Nella notte tra sabato e domenica Matteo è morto, nel pieno della sua vita, della sua lotta, dei suoi amori. E’ morto nel Messico che amava e che insieme a lui in tanti abbiamo imparato ad amare con la sua gente, la sua terra dura e vitale, la sua disperazione e la sua magia.

Per lui il Messico è stato molto più che una passione della gioventù, ha seguito dall’inizio e con interesse e condivisione profonda, la storia di uno dei movimenti di liberazione più significativi degli ultimi 20 anni: l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale e tante altre iniziative di lotta che dal basso si sono sviluppate in Messico a partire dall’insurrezione zapatista del primo gennaio 1994. E’ rimasto fedele fino all’ultimo a quella visione che nasceva da una militanza in prima persona, nella strada, nel suo tempo. Anche nel suo lavoro di ricercatore e di giornalista indipendente, prima di tutto venivano le persone, le loro storie, il Mexico de abajo. Dai sentieri delle montagne del Chiapas fino alla frontiera di Tijuana ed oltre nel cuore degli States, il suo impegno a fianco degli ultimi e dei ribelli è sempre stato diretto, orizzontale e coraggioso. Per questo nel corso degli anni ha anche subito l’espulsione dal Messico come tanti altri compagni internazionali ma era riuscito a ritornare ed aveva scelto di radicarsi nel paese che amava. Ha scelto di vivere nel quartiere periferico di Tepepan dove ha animato insieme ad altri compagni messicani un collettivo di quartiere mentre continuava a lavorare come insegnante di italiano e si impegnava sempre di più nel giornalismo di inchiesta e nella ricerca. In questo campo ha introdotto in Messico il dibattito internazionale sui temi della precarietà tra i lavoratori e le lavoratrici ed ha condotto una importante inchiesta sulle nuove forme dell’outsourcing collegando i movimenti sindacali con quelli contro la globalizzazione neoliberista.

Negli ultimi anni il suo lavoro l’ha portato a viaggiare in tutta l’America Latina e in Europa dove ha raccolto tante storie diverse, tutte accomunate da un irriducibile desiderio di giustizia e libertà sociale. Nella sua biografia c’è tutta la passione di una generazione che ha saputo ricostruire una grammatica dell’internazionalismo in nome dell’umanità e della dignità.

Con Matteo dal 2001 ad oggi ho avuto la fortuna di condividere chilometri, giorni e notti, difficoltà e allegrie in Messico, negli USA ed anche in Europa quando riuscivamo a incontrarci. E ricordo che a volte il suo impegno intenso nel lavoro lo faceva diventare oltremodo serio fino a che poi non si liberava con una risata luminosa o con un abbraccio forte. Matteo, un compagno la cui patria era il mondo intero era però anche orgoglioso delle sue origini triestine, di quella terra di confine, fiera e partigiana e ritrovava gli echi di quella storia in un mondo solcato da barriere, conflitti e divisioni. E alla storia dei suoi compagni di quella terra, dai partigiani fino ai centri sociali di oggi, riannodava sempre il filo rosso dell’autonomia e dell’uguaglianza.

Purtroppo quando una vita si interrompe così all’improvviso tante cose restano incompiute, ma nel caso di Matteo sono certo che tutta la sua eredità sia ancora tra noi, negli occhi e nelle mani di chi l’ha conosciuto e con lui ha condiviso un pezzo dei suoi racconti, della sua rabbia, della sua speranza

Ya se mira el horizonte Matteo!

Firenze 13 giugno 2011

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fonte:  http://www.carmillaonline.com/archives/2011/06/003929.html

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Dubbi sulla morte di Matteo Dean?

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Il settimanale messicano Proceso lancia alcuni dubbi sulla morte di Matteo Dean, il giornalista e attivista italiano investito da un camion a Toluca sabato scorso.

In particolare Proceso intervista la moglie di Matteo, Sol Rojo, che si sofferma su alcune circostanze della morte del corrispondente del Manifesto dal Messico: il fatto che il camion non abbia cercato in alcun modo di evitare l’impatto né segnalato in alcun modo il non poter frenare e che abbia trascinato il corpo di Matteo per 30 metri. Inoltre denuncia che non sarebbe stata compiuta alcuna indagine per verificare se effettivamente il camion ha avuto un guasto meccanico ai freni (il motivo addotto a giustificazione dell’incidente). Il camionista poi sarebbe stato immediatamente rilasciato e non sono state acquisite dagli inquirenti né sue dichiarazioni né le immagini delle telecamere del casello dove è avvenuto l’incidente.

Infine è ignoto se il Consolato italiano abbia fornito la dovuta assistenza legale alla vedova di Matteo per evitare che (al di là di dubbi sulla volontarietà) anche l’omicidio colposo di Matteo possa finire nel calderone dell’impunità tipica del Messico di questi anni, anche per lottare contro la quale aveva dedicato la vita.

Intanto una piccola folla ha dato l’ultimo saluto a Matteo a Città del Messico. Era tanta la gente che gli era amica o si era incontrata con lui in oltre dieci anni di vita, lavoro e militanza nel paese nordamericano. Racconta Fabrizio Lorusso che hanno intonato “Bella Ciao”, messicani e italiani insieme. Il suo corpo è stato cremato e rientrerà a Trieste dov’era nato 36 anni fa.

Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

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fonte:  http://www.gennarocarotenuto.it/15936-dubbi-sulla-morte-di-matteo-dean/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+gc+%28GennaroCarotenuto.it%29

GAZA, DUE MESI “CON” VITTORIO / Aiutaci a salvare la vita dei bambini palestinesi

GAZA, DUE MESI “CON” VITTORIO

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Il quotidiano Il Manifesto ha appreso da fonti di Hamas che entro la fine di giugno sarà resa nota la relazione ufficiale delle autorità della Striscia sulle responsabilità dell’assassinio di Vik. Subito dopo comincerà il processo

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DI MICHELE GIORGIO

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Gaza, 15 giugno 2011, Nena News – «I bambini giocheranno in questi spazi, abbiamo ristrutturato il bagno e qui c’è la cucina». Saber Zanin si sposta rapido da una stanza all’altra del “Forsan al Ghad for Youth Association” di Beit Hanun. Poco prima aveva guidato una manifestazione di una trentina di palestinesi e volontari occidentali dell’International solidarity movement  (Ism) ai margini della «zona cuscinetto», le terre agricole più fertili di Gaza dove per «motivi di sicurezza» l’esercito israeliano non permette l’accesso ai palestinesi, neppure ai proprietari dei terreni. Una misura accompagnata dal fuoco di armi automatiche contro chi si azzarda a violare il divieto che ha ridotto alla fame diverse centinaia di famiglie contadine. «Vittorio Arrigoni lottava con noi. Abbiamo fatto assieme tante manifestazioni lungo la zona cuscinetto, per me era un fratello», ricorda Saber mostrandoci sul suo laptop alcune foto di Vittorio scattate nei mesi scorsi. Oggi in ricordo dell’attivista italiano sequestrato ed ucciso due mesi fa a Gaza, avrà inizio il campo estivo «Stay Human, Restiamo Umani». «Accoglieremo 60 bambini e ragazzi tra i 6 e i 16 anni – spiega Saber –, oltre a giocare e a divertirsi apprenderanno la vicenda politica ed umana di Vittorio. Non solo, riceveranno nozioni di diritto umanitario, per prepararsi a seguire le orme del nostro fratello ucciso». A sponsorizzare il campo estivo sono una decina di Ong italiane che operano nella Striscia di Gaza. Saber ha la possibilità di realizzare un sogno. «Vittorio proteggeva i bambini palestinesi, sarà contento che questa iniziativa sia stata dedicata a lui».

Due mesi senza Vik. Al contrario, due mesi sempre con Vik perché a Gaza amici e compagni non lo dimenticano. Le sue parole sono pietre, la sua immagine è parte della memoria collettiva. Daniela Riva, una cooperante del Gvc di Bologna, ha trascorso gli ultimi anni nella Striscia impegnata nella realizzazione di progetti di sviluppo. Vittorio era un suo caro amico. «Quando crollavo davanti a chi non capiva il mio coinvolgimento per Gaza – ricorda Daniela – Vik mi ripeteva che avrei dovuto rispondere che essere coinvolta in una lotta di giustizia e libertà significa essere viva, c’è altro per cui vale la pena vivere o morire?… Quando mesi fa (il fuoco dei soldati israeliani) uccise un agricoltore che avevo incontrato appena qualche minuto prima, Vittorio mi disse di non provare a versare una lacrima al funerale, ma di tenere la testa alta. Non si piange per i martiri. Lo feci. Ho cercato di farlo anche al suo funerale ma qualche lacrima è scesa comunque…». Ricordi, attimi intensi di commozione per un giovane strappato alla vita ad appena 36 anni che con onestà e costanza, attraverso la rete, ha inviato per anni informazioni quotidiane da Gaza sotto blocco israeliano. Non tralasciando gli aspetti economici e sociali. News che ieri hanno trovato una ulteriore conferma. Un rapporto dell’Unrwa (Onu) registra nella seconda metà del 2010 a Gaza un tasso di disoccupazione del 45,2 %, uno dei più alti al mondo. Il livello degli stipendi continua ad abbassarsi. «Si tratta di tendenze allarmanti» ha detto il portavoce dell’Unrwa Chris Gunness. «È difficile da comprendere la logica di una politica elaborata a tavolino (da Israele, ndr) che impoverisce deliberatamente – ha aggiunto Gunness – e che condanna ad una vita di miseria centinaia di migliaia di persone». «Se lo scopo della politica di chiusura (di Gaza) era di indebolire Hamas – ha concluso il portavoce – queste cifre dimostrano che essa è fallita mentre ha avuto grande successo nel punire quanti possono essere annoverati fra i poveri più poveri del Medio Oriente».

I genitori di Vittorio, la sorella, gli amici, tutti coloro che lo hanno conosciuto di persona e in internet o che lo avevano ascoltato con interesse durante i suoi tour in giro per l’Italia, attendono impazienti di conoscere la verità sul suo assassinio. Quel momento potrebbe essere vicino. Fonti autorevoli del ministero della giustizia e dei servizi di sicurezza del governo di Hamas – che hanno chiesto di rimanere anonime – hanno riferito al manifesto che la procura militare emetterà entro la fine di giugno un comunicato ufficiale sull’andamento delle indagini e rinvierà a giudizio almeno due persone coinvolte a vario livello nel sequestro e nell’assassinio di Vittorio. Una di queste è Mahmoud al Salfiti, l’unico sopravvissuto dei tre membri della sedicente cellula salafita (fuoriuscita dal gruppo Tawhid wal Jihad) responsabile del rapimento. Gli altri due, il giordano Abdel Rahman Breizat e Bilal Omari rimasero uccisi in un conflitto a fuoco a Nuseirat con reparti scelti di Hamas qualche giorno dopo aver ucciso l’attivista italiano.

Le fonti del ministero della giustizia hanno spiegato che le indagini chiuse a metà maggio sono state riaperte in seguito ad altri due tentativi falliti di rapimento di due giovani cittadini americani: un cooperante (residente da lungo tempo nella Striscia) e un attivista dell’Ism (quest’ultimo nei pressi del “Gallery”, il caffé frequentato da Vittorio e da vari attivisti locali e internazionali). Mente del sequestro è stato il giordano Breizat che aveva preparato il piano circa un mese e mezzo prima, non mancando di usare diversi abitanti di Gaza vicini a Vittorio, in gran parte inconsapevoli delle sue intenzioni. In origine, hanno aggiunto le fonti, il piano non prevedeva l’uccisione dell’italiano. Tuttavia quando i rapitori si sono resi conto che sarebbero stati scoperti nel giro di qualche ora, hanno deciso di far perdere le loro tracce. Ad uccidere Vittorio è stato Breizat, perché era convinto che lasciando in vita il sequestrato sarebbero stati individuati subito (Vik conosceva di persona almeno due dei rapitori, in particolare Bilal Omari con il quale frequentava una palestra di Gaza city).

Per la conferma di queste indiscrezioni che attendere l’apertura del processo. In quel momento si potrà accedere agli atti e conoscere finalmente le dichiarazioni rese durante gli interrogatori dagli imputati. Regna il mistero nel frattempo intorno agli otto oggetti di Vittorio scomparsi dopo il sequestro, in particolare il suo laptop. Le autorità di Hamas aveva riferito in un primo momento che erano stati recuperati e venivano custoditi al comando centrale della polizia. Adesso invece lo negano. Nena News

questo articolo e’ stato pubblicato il 15 giugno 2011 dal quotidiano Il Manifesto

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fonte:  http://www.nena-news.com/?p=10734

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AIUTACI A SALVARE LA VITA DEI BAMBINI PALESTINESI

Il Palestine Children’s Relief Fund é un’organizzazione internazionale umanitaria indipendente – senza legami con Stati, governi ed organizzazioni politiche – che ha aiutato oltre 1000 bambini malati e feriti provenienti da paesi del Medio Oriente ad essere curati gratuitamente in Nord America, Europa e nel Golfo: cure che non sarebbero state possibili nei loro paesi.

Lo scorso 19 maggio, una equipe medica proveniente da Carrara, ha completato una settimana di operazioni a cuore aperto su dieci bambini della Cisgiordania e la Striscia di Gaza con malformazioni cardiache congenite. Tutti gli interventi si sono svolti all’ospedale palestinese al Makassed di Gerusalemme Est.

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Il dottor Stefano Luisi con uno dei bambini palestinesi operati al Makassed

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A guidare il team è stato ancora una volta il dottor Stefano Luisi che in questi ultimi anni è più volte giunto in Palestina per eseguire operazioni chirurgiche su bambini palestinesi, spesso molto piccoli, con una limitata aspettativa di vita a causa di gravi patologie cardiache. Del team italiano hanno fatto parte anche i medici Francesca Chiaramonti (chirurgo) e Paolo Del Sarto (specialista di anestesia) e il tecnico di anestesia Barbara del Giudice.

Aiutaci a dare un aiuto concreto ai bambini palestinesi e iracheni gravemente ammalati e che, in molti casi, non riescono ad accedere alle cure mediche a causa dell’occupazione israeliana.

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VISITA IL NOSTRO SITO: http://www.pcrf.net/?page_id=151

Il team medico italiano giunto da Carrara

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Help us Save the Lives of Palestinian Children

The Palestine Children’s Relief Fund is a totally independent international humanitarian relief group who has sent over 1,000 injured and sick children from all over the Middle East for free medical care otherwise not available to them in North America,  Europe and the Gulf.  Over 50 injured and sick children have been sent to Italy for treatment, including Hala Al Rafee, a 4-month-old baby from the Yarmouk Palestinian refugee camp in Damascus, Syria. Hala had life-saving open-heart surgery in Bergamo, Italy under the care of Dr. Giancarlo Crupi. Hala was sent with her mother Suhad because the complex heart surgery that she needed could not be provided in Syria. Dr. Crupi has treated over a dozen children from all over the Middle East for free in Bergamo, Italy,  while also leading many surgery missions over the past 10 years to Ramallah, Gaza and East Jerusalem, saving the lives of over 100 Palestinian children through the support of the PCRF.

On May 19th, a four member team of doctors and a nurse from Carrara, Italy completed a week-long mission providing life-saving open-heart cardiac surgery on sick babies with congenital heart disease in Makassed Hospital in East Jerusalem.  Led by Dr. Vincenzo Stefano Luisi, who was in Palestine in February through the PCRF and six  missions in 2010, the team also included surgeon  Dr. Francesca Chiaramonti, intensivist/anesthesiologist Dr. Paolo  Del Sarto, and     anesthesia technician  Barbara Del Giudice.  Ten babies from the West  Bank and Gaza had surgery on this mission. This program is the only congenital department for Palestinian children in Palestine and has saved the lives of over 1,000 babies in the past several years.

Help us to better  respond to the humanitarian crisis facing Palestinian and Iraqi  children in the Middle East by visiting us at www.pcrf.net

Grecia nel caos, proteste e scontri. Papandreou: pronto a dimettermi

Grecia nel caos, proteste e scontri
Papandreou: pronto a dimettermi

Sciopero contro l’austerity e cariche fuori dal Parlamento.
La svolta del premier: serve un governo di unità nazionale

Guerriglia tra manifestanti e polizia nelle strade di Atene

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ATENE – La Grecia s’infiamma e Atene vive l’ennesima giornata di tensione. Prima lo sciopero e gli scontri per le vie della capitale, poi il passo indietro del primo ministro Papandreou che offre le dimissioni in cambio di un governo di unità nazionale insieme al partito dei conservatori all’opposizione.

Sono almeno dodici le persone rimaste ferite negli ennesimi scontri di piazza scoppiati nella capitale, nel terzo giorno del nuovo sciopero generale proclamato dai sindacati contro il piano di austerità varato dal governo. Dal canto suo l’agenzia di stampa semi-ufficiale “Athens” ha precisato che c’è anche un giornalista tra coloro che hanno riportato lesioni, mentre un portavoce della polizia, Thanassis Kokkalakis, ha denunciato il ferimento di due o tre colleghi, tutti «in condizioni gravi»: un agente, in particolare, è stato colpito a un orecchio da un razzo per segnalazioni, mentre un altro ha perso alcune dita di una mano.

I tumulti sono degenerati allorchè un folto drappello di giovani a volto coperto hanno preso a lanciare sassi e bottiglie incendiarie contro le forze dell’ordine, che hanno reagito con i gas lacrimogeni: ai facinorosi, che avevano tentato di assaltare il ministero delle Finanze, si sono peraltro opposti anche numerosi dimostranti. Al grido di «Traditori! Ladri»! Dove sono finiti i soldi?« la folla, che da settimane occupa la centralissima piazza Syntagma, ha circondato il Parlamento, mentre all’interno i deputati discutevano dei tagli per 28 miliardi di euro complessivi decisi dall’esecutivo del premier socialista George Papandreu. Stando sempre alla polizia, alle manifestazioni nella capitale greca hanno partecipato circa trentamila persone, ma secondo i mass media sarebbero state come minimo quarantamila. Ventimila invece coloro che sono scesi in piazza a Salonicco, capoluogo della Macedonia ellenica e seconda città del Paese.

A causa dello sciopero generale, il terzo dall’inizio dell’anno, la Grecia si è ritrovata paralizzata: chiusi uffici, banche e scuole, personale ridotto all’osso in cliniche e ospedali, niente trasporti pubblici, traghetti di collegamento con le isole compresi, anche a causa della chiusura di diversi scali portuali. Il premier ha tenuto nel frattempo una riunione di emergenza con il presidente Karolos Papoulias, dopo che la crisi dal piano economico si è estesa anche a quello politico, in seguito alla defezione di un parlamentare socialista che ha lasciato il gruppo del Pasok, riducendo così ad appena cinque seggi il margine a disposizione della maggioranza, mentre un secondo deputato ha annunciato che voterà difformemente rispetto alle indicazioni del partito a favore dei tagli. «Ci troviamo in un momento cruciale dal punto di vista storico», ha dichiarato Papandreu al capo dello Stato. «Per vedere il Paese uscire dalla crisi, procederemo con responsabilità alle necessarie decisioni».

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LIVE STREAMING DA PIAZZA SYNTAGMA IN ATENE con solleviamoci

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MULTIMEDIA


FOTOGALLERY
Grecia in piazza contro l’austerity
Scontri e feriti

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15 giugno 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/407308/

Google lancia la ricerca vocale e quella per immagini

Google lancia la ricerca vocale e quella per immagini

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Il più famoso motore di ricerca ora fa a meno della tastiera e diventa ancora più veloce grazie alle Instant Pages

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ZEUS Newswww.zeusnews.com – 15-06-2011

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Google ha presentato una manciata di tecnologie che miglioreranno e trasformeranno le ricerche online, rendendole più veloci e liberandole dalla necessità di digitare i termini.

La prima novità, utilizzabile sin da subito da Google Images, è la ricerca per immagini.

Anziché inserire una chiave tramite la tastiera e ottenere in risposta fotografie, disegni e vari contenuti visivi, ora è possibile inserire un’immagine e ricevere informazioni su di essa oltre a ulteriori immagini a essa simili.

Per sfruttare questa funzione è sufficiente trascinare il file con l’immagine nel box di ricerca o, in alternativa, fare clic sull’icona della piccola macchina fotografica posta nello stesso box e seguire le istruzioni, potendo scegliere anche un’immagine già presente in rete.

Il video che riportiamo qui sotto mostra come funziona questa prima novità.

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La seconda possibilità – tesa sempre a liberare dalla schiavitù della tastiera – è la ricerca vocale.

Cliccando sull’icona a forma di microfono – e disponendo di un microfono vero collegato al PC, naturalmente – è possibile indicare a voce i termini da ricercare, che il sistema trasformerà in risultati, similmente a quanto visto in Chrome 11.

Lo stesso sistema può essere utilizzato per farsi tradurre una frase in una lingua a scelta: indicato l’idioma di destinazione e pronunciata la frase, a schermo apparirà la traduzione.

Anche in questo caso è disponibile un video che illustra il funzionamento di questa opzione, per ora accessibile solo in inglese.

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L’ultima funzionalità presentata da Google sono le Instant Pages, ovvero un sistema che permette di visualizzare più rapidamente le pagine restituite dai motori di ricerca.

Grazie a questa tecnologia, che ricorda per certi versi l’Anteprima Istantanea, il browser precarica il primo risultato, che generalmente è quello più cliccato, permettendo così di ridurre i tempi di attesa praticamente a zero.

La funzionalità Instant Pages è integrata nella versione di sviluppo di Chrome e entro la prossima settimana entrerà nella beta, per arrivare poi a disposizione anche dei sistemi mobili.

Google ha poi deciso di permettere l’utilizzo di questa tecnica a tutti gli sviluppatori web: seguendo le istruzioni e utilizzando HTML 5 chiunque può attivare il prerendering della pagine del proprio sito che probabilmente gli utenti (di Chrome) vorranno visitare a partire da quella in cui si trovano.

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fonte:  http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=15080&numero=999

ROMA – Evasione fiscale, la cricca al telefono: «C’è la crisi, ce tocca lavora’»

Evasione fiscale, la cricca al telefono: «C’è la crisi, ce tocca lavora’»

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Le intercettazioni su passaggi di denaro e assetti societari Pambianchi simulò separazione per aggirare la legge

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di Valentina Errante

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ROMA – «È un momento delle crisi e so crisi per tutti, no? E quindi..Noi quando c’è il momento de crisi, eh eh! (ride), quindi è il momento di mette maggior lavoro». E’ Cesare Pambianchi al telefono, intercettato dagli uomini del Nucleo valutario. Nel marzo del 2010, il presidente di Confcommercio parla con un collaboratore, è soddisfatto perché le aziende sull’orlo del crack sono numerose e potranno rivolgersi al suo studio per evitarlo. Sono affari.

Un uomo senza troppi scrupoli, Pambianchi, capace di simulare anche la separazione dalla moglie per ottenere vantaggi fiscali. Almeno secondo gli inquirenti. «Allo stato civile – si legge nell’ordinanza – Pambianchi risulta separato. In realtà, le intercettazioni e le perquisizioni domiciliari hanno dimostrato sia l’esistenza di un rapporto tutt’ora stabile tra Pambianchi e la moglie, Silvia Poltri, sia la loro convivenza. La separazione è dunque da intendersi fittizia e strumentale ai vantaggi fiscali che ne derivano, ma soprattutto alla possibilità per Pambianchi di intestare beni e quote sociali a una persona formalmente estrenea ai suoi interessi, soprattutto illeciti». Cosa che avviene sistematicamente.

Ma non era da solo. C’è un intero capitolo dell’ordinanza dedicato alle modalità con cui i due indagati illustri operavano: «La pari dignità di Cesare Pambianchi e Carlo Mazzieri a capo dell’organizzazione si deduce anche dall’eguale partecipazione degli utili derivanti dall’attività illecita», scrive il gip Giovanni De Donato.

Si tratta di uno «schema tipo, costituito da una prima fase in cui Pambianchi, in ragione dei propri compiti, attrae imprenditori facoltosi gravati da ruoli esattoriali per importi rilevanti, ovvero bisognosi di autofinanziarsi con illecite operazioni, da una seconda fase caratterizzata invece dall’affidamento di tali clienti nelle mani esperte di Mazzieri, in grado attraverso il proprio know how, di soddisfare le esigenze fiscali di volta in volta individuate».

Le conversazioni intercettate riguardano passaggi di denaro, assetti societari, «mi serviva di mandare 30 mila euro in Lussemburgo», dice Mazzieri e ancora: «Vedi quanto c’è sul mio conto perché devo fà una rimessa di 120 mila euro». Pambianchi e Mazzieri «non compaiono mai formalmente e direttamente nelle società utilizzate per la suddivisione del denaro, non operano in banca, non incassano l’illecito compenso in maniera diretta, ma quasi sempre in contatti in sostanza utilizzano una serie di accortezze finalizzate ad apparire terzi e non coinvolti nella gestione delle società». La contabilità al netto è stata ritrovata invece dalla Finanza a settembre, durante una perquisizione, in un file chiamato Prova.

Allo studio dei commercialisti si sarebbero rivolte 292 società, tra queste anche il gruppo Di Veroli per salvaguardare beni immobili valutati oltre 20 milioni di euro. Lo studio Mazzieri e Pambianchi avrebbe incassato dai Di Veroli, difesi dagli avvocati Matteo e Marcello Melandri, un immobile da un milione di euro, trasferito attraverso una compravendita simulata.

E ieri gli uomini del Valutario hanno sequestrato beni per 92 milioni di euro: l’immobile dello studio Mazzieri e Pambianchi, ai Parioli, dodici conti, in Lussemburgo, Svizzera, san Marino e nel Principato di Monaco, tutti riconducibili a Pambianchi. E ancora e abitazioni nel cuore di Roma intestate ai titolari dei gruppi imprenditoriali coinvolti, due yacht gemelli da tre milioni di euro ciascuno e 60 auto, alcune di lusso o da collezione.

Mercoledì 15 Giugno 2011 – 10:26    Ultimo aggiornamento: 14:47
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LIVE STREAMING DA PIAZZA SYNTAGMA IN ATENE

LIVE STREAMING: Η Αγανάκτηση των Ελλήνων

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LIBIA – Maroni dice basta a soldi per i raid

Maroni dice basta a soldi per i raid

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(Teleborsa) – Roma, 15 giu – Il governo italiano e quelli europei non devono più spendere soldi per i bombardamenti in Libia. Ad affermarlo il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, intervenendo ad un convegno sui temi della sicurezza organizzato dal Uil Polizia, ricordando che il Parlamento Usa ha bocciato la richiesta del presidente Obama di nuovi fondi per continuare l’offensiva in Libia. Il problema sono i bombardamenti, ha spiegato Maroni, fino a quando continueranno le bombe continueranno le partenze e noi dovremo assistere i profughi, come stiamo facendo con l’aiuto delle Regioni. Noi siamo gli unici a subire impatti negativi da questo, ha aggiunto Maroni, sottolineando che sono già oltre 20.000 i profughi arrivati dalla Libia.

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15 giugno 2011

fonte:  http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=677&dt=2011-06-15&src=TLB

ANALISI FINANZIARIA – Default Grecia: il circolo vizioso che porta il paese al fallimento

Default Grecia: il circolo vizioso che porta il paese al fallimento

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Scritto il 14 giugno 2011 alle 11:11 da Dream Theater

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che si impennano: il mercato non crede al salvataggio ma è per una ristrutturazione del debito che significa “

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Tutto è realmente possibile. In molti spingono per il , con un rolling delle scadenze. Sembrava che tutto andasse nella direzione quindi della ristrutturazione “soft” e pilotata, con uno spostamento in avanti del defito, una sorta di default pilotato e controllato, che non avrebbe risolto nulla.

Salivano però le quotazioni dei super protezionisti dell’UE che non volevano la ristrutturazione ma erano ben disposti ad elargire nuove somme alla Grecia.

Spread tra titoli governativi Euro vs Bund a 10 yr

Se però il signor Rossi, che non legge i giornali, decide di guardare quale potrebbe essere il destino della Grecia basandosi su parametri non ipotetici ma reali, andandosi quindi a guardare spread di rendimento vs Bund o ancor meglio i CDS (), l’idea che il signor Rossi si fa è ben diversa. Però…in ogni dove si parla di salvataggio e grazie l’aumento della cifra data a sostegno della Grecia se ne eviterebbe (per ora) il default. Ma allora…. Perché i sono a questi livelli?

I CDS ieri sera alle 20…

I CDS dei ieri sera alla 20,20 By Markit (FT)

 

Ebbene si, la Grecia addirittura batte i record precedenti, sfonda area 1500 e addirittura abbatte il muro dei 1600 bp. E state pur certi che uno stato “salvato” non si troverebbe oggi con il CDS a 1600! Quindi il mercato non crede assolutamente alla soluzione “tappabuchi” con nuove cifre elargite a josa. E non ci crede nemmeno l’agenzia di rating S&P che ieri ha provveduto ad abbassare il rating alla Grecia per l’ennesima volta…

Standard and Poor’s ha annunciato di aver tagliato il rating sovrano a lungo termine della Grecia di tre scalini, portandolo da ‘B’ a ‘Ccc’, otto scalini al di sotto della prima soglia per i titoli ‘spazzatura’ (‘Bb+’). (…) Come precisa una nota dell’agenzia di valutazione, l’outlook sul rating a lungo termine resta negativo, segno che è probabile un altro taglio nel giro dei prossimi 12-18 mesi. Nella nota, S&P parla della probabilità, sempre più verosimile, di una ristrutturazione del debito sovrano greco con modalità tali da essere considerata un ‘default’ per le agenzie di rating. (…) Secondo l’agenzia, le possibilità di un recupero dell’investimento rispetto a quelle di un default restano tra il 30% e il 50%. Standard and Poor’s fa anche sapere che il downgrade potrebbe avere effetti negativi sul merito di credito di quattro banche greche: la National Bank of Greece, la EFG Erobank Ergasias, l’Alpha Bank e la Piraeus Bank. (Source)

E tutto accade proprio alla vigilia del Meeting dell’Eurogruppo dove si potrebbero mettere le basi (e lanciare leidee definitive) per cercare soluzioni sull’”affaire” Grecia.
E intanto in Grecia la situazione si fa sempre più pesante. E per vedere come stanno le cose NELLA REALTA’ guardate cosa succede nella ormai nota (ai lettori di I&M dopo il famoso post di Mattacchiuz sul party greco ) Piazza Syntagma. CLICCATE QUI e vedrete le foto della rivolta.

Grafico CDS Grecia: massimi storici!

 

Ma torniamo alla nostra amata Grecia e ai livelli assurdi di CDS. Come ben sappiamo, tra CDS e Differenziale di rendimento c’è una liason molto forte. Uno influenza l’altro. Non possiamo certo negare quindi che l’operatività delle banche francesi e tedesche non abbia infuito negativamente sui rendimenti e sui prezzi e quindi anche sui CDS. Mi spiego meglio.

sui titoli greci

In pochi sanno che nelle ultime settimane le banche tedesche e francesi, le più cariche di titoli ellenici, hanno provveduto a liberarsi a prezzi sicuramente molto bassi di una buona fetta di titoli governativi (e non solo) Made in Greece & Da alcune fonti, sembra addirittura che queste vendite abbiano raggiunto il 60% del totale dei titoli presente in portafoglio ad inizio anno.
Il perverso meccanismo che ne scaturisce, dunque, rischia di mettere in ginocchio qualsiasi progetto alternativo che non sia il default. Le banche (ma tu guarda.. ricordate cosa dicevo ieri sulle banche???) vendono i titoli che non hanno grosso bid (cioè compratori) facendone scendere il prezzo e conseguentemente contribuendo a farne lievitare il rendimento. E se il titolo rende di più, è più rischioso, ed ecco che il CDS quindi costa più caro. Circolo vizioso che a lungo andare porta al default e molto probabilmente al fallimento del progetto Euro, in quanto qui a comandare non è la BCE ma un pugno di banche.
Dice bene in un suo editoriale di qualche giorno fa, ripreso poi da :

«La zona euro è alle prese con una scelta tra due opzioni, entrambe inaccettabili: o il default e la disgregazione parziale, oppure un supporto ufficiale illimitato» sostiene Wolf. «L’esistenza di questa opzione dimostra che un’unione stabile necessita come minimo di una maggiore integrazione finanziaria e di un più ampio supporto fiscale di quanto si fosse previsto all’inizio. Come procederà adesso la politica in queste scelte? Non ne ho proprio idea». La continua a ripetere che una ristrutturazione è inconcepibile. Ma i programmi di austerity non stanno funzionando. Le prospettive di un ritorno alla finanza normale, più che avvicinarsi, si stanno allontanando. Se volete il mio parere, vi dirò che il livello dell’acqua ormai è sceso talmente tanto da esporre le barre del combustibile nucleare. Ormai ci troviamo prossimi alla fase di fusione del nocciolo. (Source)

Quindi BCE alle soglie di una tragedia tipo Fukushima? Calma e sangue freddo (come sempre): farsi prendere dalle emozioni significherebbe farsi trasportare e commettere errori anche gravi di valutazione. Una chave di lettura fondamentale ce la fornirà l’Eurogruppo dei giorni 14-15 giugno. Vale a dire oggi e domani. E se fino ad ora si è “comprato tempo” a parole, il mercato ci ha fatto capire che è finito il tempo delle chiacchiere ed è giunta l’ora dei fatti. E questa volta i mercati non potranno stare a guardare, ancora una volta, in modo passivo quanto sta accadendo.

STAY TUNED!

DT

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fonte:  http://intermarketandmore.finanza.com/default-grecia-il-circolo-vizioso-che-porta-il-paese-al-fallimento-29720.html