Archivio | giugno 25, 2011

P4, indagato il generale Adinolfi, numero 2 della Guardia di Finanza

Per Adinolfi accusa di rivelazione di segreto

P4, indagato generale della Guardia di Finanza

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Il generale Adinolfi, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto arrivare – tramite un’altra persona – notizie riservate sull’inchiesta a Luigi Bisignani, principale indagato per la P4

Michele AdinolfiMichele Adinolfi

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Roma, 25-06-2011

Il capo di stato maggiore della Guardia di Finanza, generale Michele Adinolfi, e’ indagato dalla procura di Napoli nell’inchiesta P4. I reati ipotizzati nei confronti dell’alto ufficiale sono rivelazione di segreto e favoreggiamento personale.

Il generale Adinolfi, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto arrivare – tramite un’altra persona – notizie riservate sull’inchiesta a Luigi Bisignani, principale indagato per la P4: notizie che gli sarebbero arrivate da un altro generale della Gdf, il comandante interregionale dell’Italia meridionale Vito Bardi, in servizio a Napoli, anche lui indagato e che ha chiesto che si proceda per calunnia nei confronti di Bisignani e di eventuali altre persone che lo accusano.

Il nome del generale Adinolfi sarebbe emerso nel corso di un interrogatorio al deputato del Pdl Marco Milanese da parte dei magistrati titolari dell’inchiesta. Il generale e’ stato gia’ interrogato dai pm e, secondo quanto si apprende, avrebbe negato ogni addebito. Successivamente tra i due vi sarebbe stato anche un confronto.

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fonte:  http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=154117

BARI – Bari, operaio suicida dal Comune: “Non ne posso più di questa mafia”

Bari, operaio suicida dal Comune: “Non ne posso più di questa mafia”

Il sindaco: «Indagheremo»

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BARI – Un operaio della società Multiservizi di Bari si è suicidato questa mattina buttandosi dal balcone di un ufficio comunale. L’uomo ha lasciando un biglietto in cui spiega: «Non ce la faccio più di questa mafia». Lo ha reso noto sul suo profilo Facebook il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ha annunciato di avere disposto «un’indagine approfondita perchè i fatti potrebbero essere collegati alla difficile situazione ambientale dell’azienda».

L’operaio era addetto ai controlli serali degli uffici comunali e all’alba si è lanciato da un ballatoio dal sesto piano dell’ufficio Lavori pubblici. La Multiservizi è una società mista fra Comune di Bari e Italia Lavoro. «Non lasceremo sola la famiglia, ricercare fino in fondo le possibili cause di questo gesto», scrive Emiliano su Facebook che esprime cordoglio ai familiari dell’uomo e ai suoi compagni di lavoro. «Ricordo a questi ultimi – conclude – che sono sempre a loro disposizione anche solo per parlare un pò tra noi. Sono molto addolorato».

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25 giugno 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/408740/

Siria, esercito sconfina ancora in Turchia. Centinaia in fuga verso il Libano / VIDEO: Deadly clashes in Syria

Deadly clashes in Syria

Caricato da in data 25/giu/2011

A Syrian activist group said fighting across several cities Friday left a total of 20 anti-government protesters dead.
Activist group: 20 anti-government protesters killed across Syria
CNN reporter, briefly in Syria, hears ‘horror’ stories

Siria, esercito sconfina ancora in Turchia
Centinaia in fuga verso il Libano

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ROMA – L’esercito siriano, appoggiato da carri armati e da mezzi di trasporto, è entrato oggi nel villaggio di al-Najia, nei pressi della città di Jisr al-Choughour, al confine con la Turchia. Lo riferisce il capo dell’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo, Rami Abdel Rahmane. «L’esercito è entrato nel villaggio di al-Najia, sulla strada tra Latakia e Jisr al-Choughour», ha indicato Rahmane. L’operazione «rientra nel quadro del dispiegamento dei militari siriani nel governatorato di Idleb».

AI Jazeera: centinaia di siriani in fuga in Libano. Intanto centinaia di cittadini siriani, alcuni dei quali sono stati ricoverati nell’ospedale di Akkar con ferite d’arma da fuoco, hanno oltrepassato oggi il confine con il Libano in cerca di un rifugio in seguito al perdurare delle violenze nel loro Paese. Lo riferisce una fonte della sicurezza libanese citata dal sito web di Al Jazeera, precisando che gli arrivi al confine sono iniziati dopo che ieri le forze della sicurezza del presidente Bashar al-Assad ieri avevano aperto il fuoco contro i manifestanti, uccidendo 20 persone tra cui due bambini di 12 e 13 anni. La maggior parte delle vittime si è registrata nei dintori di Damasco, a Barzeh, e nel sobborgo di Al Kaswa, come riferiscono i comitati locali di coordinamento delle proteste anti-governative. Secondo le organizzazioni per i diritti umani siriane, sono circa 1.400 le persone uccise da quando è iniziata la rivolta contro il regime di Assad il 18 marzo a Daraa.

Il Libano tra maggio e giugno è stato meta dei viaggi della speranza di migliaia di profughi siriani. La recente repressione militare nel nord ovest della Siria ha invece fatto sì che oltre 11.700 rifugiati si trasferissero nei campi allestiti in Turchia.

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25 giugno 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=153920&sez=HOME_NELMONDO

RICOVERATO A CUBA – Il mistero di Hugo Chavez: sarebbe in gravi condizioni

VENEZUELA

Il mistero di Hugo Chavez: sarebbe in gravi condizioni

A supporter of Venezuela's President Hugo Chavez holds up a sign that reads in Spanish "I want my commander recovered. Rest." during a gathering to wish him a a quick recovery in Caracas, Venezuela, Sunday June 12, 2011. Chavez is recovering well after undergoing surgery on Friday in Cuba for a pelvic abscess, according to Venezuela's Vice President Rafael Ramirez. (AP Photo/Ariana Cubillos)

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Soffrirebbe di tumore alla prostata: ricoverato a Cuba, sarebbe stato raggiunto da moglie e figlia

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Hugo Chávez. tra Fidel (sin.) e Raul Castro
Hugo Chávez. tra Fidel (sin.) e Raul Castro

RIO DE JANEIRO – Sarebbero critiche le condizioni di salute del presidente venezuelano Hugo Chávez, ricoverato dall’inizio di giugno in un ospedale a Cuba. Lo sostiene il sito del quotidiano in spagnolo di Miami Nuevo Herald, solitamemente ben informato sulle vicende della vicina isola caraibica. Fonti dell’intelligence Usa citate dal giornale parlano di “quadro clinico critico”, anche se non grave. E riportano, senza confermarla, la voce che circola da giorni in Venezuela, secondo cui Chávez soffrirebbe di un tumore alla prostata, che sarebbe già stato operato.

TRA FIDEL E RAUL Nei giorni scorsi da Cuba era stata diffusa una foto, che mostrava Chávez in tuta sportiva tra Fidel e Raul Castro. Il lungo silenzio del leader bolivariano è stato poi interrotto ieri da tre brevi messaggi su Twitter, in occasione di una festa patriottica venezuelana, ma senza alcun riferimento alle proprie condizioni di salute. Secondo la versione ufficiale del governo di Caracas, Chávez è stato operato d’urgenza a Cuba per un ascesso pubico lo scorso 10 giugno. Tornerà in Venezuela in pochi giorni, si disse. Qualche ora dopo, invece, il Parlamento emanò un decreto d’urgenza per permettere al presidente di manteneri i pieni poteri anche trovandosi all’estero, senza passarli al suo vice Elias Jaua, come chiedeva l’opposizione.

FIGLIA E MOGLIE A CUBA Da cui il diffondersi delle voci di una situazione clinica ben più seria di quella diffusa ufficialmente. «Basta con i segreti. Nei governi autoritari si mandano fotografie, in democrazia ci vuole informazione», ha protestato un esponente della coalizione di partiti che si oppone al chavismo. Il Nuevo Herald ha aggiunto nella notte un particolare importante. La figlia di Chávez Rosines e la ex moglie Marisabel sarebbero già a Cuba, trasportate in gran segreto da un aereo militare venezuelano.

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Rocco Cotroneo
25 giugno 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_25/chavez-gravi-condizioni-cotroneo_ed9c67da-9ef3-11e0-8488-e5128670a364.shtml

TARANTO – Ilva, chiesto il sequestro degli impianti “Livelli di inquinamento allarmanti” / VIDEO: Esplosione notturna di fumi e polveri all’Ilva di Taranto

Caricato da in data 05/mar/2011

MI COMUNICANO: “A MEZZANOTTE RIPRISTINIAMO LA LINEA “D” DELL’AGGLOMERATO…” MI APPOSTO CON LA MIA TELECAMERA AD INFRAROSSI E FILMO UNA LUNGA ED IMPRESSIONANTE ESPLOSIONE DI FUMI e DI POLVERI DALL’ILVA DI TARANTO. (fabio matacchiera)

Ilva, chiesto il sequestro degli impianti
“Livelli di inquinamento allarmanti”

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Dalla relazione dei carabinieri del Noe sulle emissioni emerge un quadro sconcertante che ha convinto a spingere per i sigilli. Nell’inchiesta per disastro ambientale e avvelenamento indagati i vertici dell’azienda

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di MARIO DILIBERTO

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Ilva, chiesto il sequestro degli impianti "Livelli di inquinamento allarmanti"

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I carabinieri del Noe hanno sollecitato il sequestro degli impianti dell’Ilva di Taranto alla luce dell’inquinamento riconducibile agli impianti della grande fabbrica dell’acciaio. La richiesta al gip conclude un corposo rapporto spedito all’attenzione della procura di Taranto nell’ambito dell’inchiesta sulle emissioni nocive dai camini dello stabilimento siderurgico.

I carabinieri del nucleo operativo ecologico per quaranta giorni hanno monitorato l’attività dei reparti del colosso dell’acciaio con tanto di rriscontri filmati e fotografici. E’ emerso un quadro sconcertante che ha convinto a spingere per l’adozione di un provvedimento di natura cautelare.

Il rapporto si inquadra nell’indagine avviata per individuare le fonti dell’inquinamento da diossine, pcb e benzoapirene registrato a Taranto e provincia. L’inchiesta sta vivendo un decisivo incidente probatorio con al centro una maxi perizia che dovrà rispondere ai quesiti posti dai giudici, ma soprattutto ai tanti dubbi che tengono sulla graticola la terza città del Mezzogiorno, costrettta a vivere gomito a gomito con l’industria pesante.

Nell’inchiesta figurano indagati Emilio Riva, patron delle acciaierie, suo figlio Nicola, e i dirigenti Luigi Capogrosso e Ivan Di Maggio. A loro carico sono ipotizzati i reati di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato e getto di cose pericolose.

Durante l’udienza di ieri il gip Patrizia Todisco ha affidato l’incarico a tre esperti di epidemiologia di fama nazionale (sono la professoressa Maria Triassi, ordinario a Napoli, il dottor Francesco Forastiere, del dipartimento della Asl di Roma, entrambi epidemiologi, e il professor Annibale Biggeri, docente di Statistica Medica a Firenze) per una indagine che dovrà stabilire entro sei mesi (la prima udienza è stata fissata per il 17 febbraio) gli eventuali effetti delle emissioni sulla popolazione residente e sugli operai.

Entro quella data gli esperti dovranno presentare gli esiti dello studio. Circa tre anni fa, dopo il ritrovamento nel latte, nei formaggi e nella carne di tracce di diossina, migliaia di capi di bestiame, in particolare pecore, furono abbattuti in sette allevamenti zootecnici. Subito dopo la Regione Puglia vietò il pascolo in un raggio di 20 chilometri dallo stabilimento. Gli allevatori della zona si sono costituiti in giudizio. Sono già in corso da alcuni mesi anche le indagini di tre chimici e di un ingegnere chimico che stanno effettuando prelievi e campionamenti, ad esempio sugli alimenti. Ma nella loro perizia dovranno occuparsi anche dei tassi di inquinamento ambientale.

In questa fase si sono costituiti in giudizio il Comune e la Provincia di Taranto mentre le associazioni, in particolare le Donne per Taranto, chiedono che lo facciano anche la Regione Puglia e il Ministero dell’Ambiente. Gli epidemiologi nominati, che il 1 luglio faranno le operazioni peritali preliminari a Roma, dovranno rispondere a tre quesiti che riguardano specificamente gli eventuali collegamenti tra l’inquinamento e le patologie croniche e i decessi nel capoluogo jonico.

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25 giugno 2011

fonte:  http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/06/25/news/ilva-18223327/?rss

PER 29 GIORNI – A piedi da Barcellona a Madrid, la marcia degli Indignados

SPAGNA

A piedi da Barcellona a Madrid
La marcia degli Indignados

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Un cammino lungo 29 giorni con altrettante tappe in città del Paese. Lo scopo dei partecipanti è quello di raccogliere altri compagni: sarà “una nuova iniziativa per far recepire l’indignazione”. Il 24 luglio una grande manifestazione nella capitale

A piedi da Barcellona a Madrid La marcia degli indignados Una delle manifestazioni degli ‘indignados’

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BARCELLONA – Non si sono lasciati spaventare dal caldo afoso e, zaino in spalla, hanno iniziato il loro cammino verso la capitale. Una cinquantina di ‘indignados’ spagnoli hanno lasciato stamani Barcellona per raggiungere Madrid a piedi: 652 chilometri in 29 giorni per ritrovarsi, insieme ad altre marce partite da Valencia e Cadice, nella capitale spagnola per una grande manifestazione il 24 luglio.

Nel loro viaggio attraverso la Spagna, i giovani di Barcellona si fermeranno in 29 città e paesini per raccogliere altri compagni: sarà “una nuova tappa per far recepire l’indignazione”, ha detto David, uno degli organizzatori. In questa prima giornata di cammino, i ragazzi catalani, partiti alle 7 tra gli applausi dei passanti, si fermeranno a Esplugues de Llobregat e hanno previsto di passare la notte a Vallirana. Ogni sera, ad ogni tappa, si terrà un’assemblea, sottolinea un comunicato distribuito dagli ‘indignados’ di Barcellona, “perché crediamo che camminare sia un modo per scambiarsi idee, ascoltare, costruire dei domani allo stesso tempo numerosi e diversi, uniti dalla stessa indignazione”.

Il gruppo è assistito da un’equipe composta da un medico e da un’infermiera disoccupati. “Ci siamo preparati a ogni tipo di emergenza”, ha spiegato il dottor Alvaro, con “medicine e tutto quello che può servire sopratutto a prevenire”.

Ispirato dalla primavera araba, il movimento dei giovani ‘indignati’ è nato spontaneamente il 15 maggio 1 per denunciare la corruzione della politica e rivendicare il diritto al lavoro e le proprie aspirazioni per un futuro migliore. E dopo lo smantellamento, il 12 giugno scorso, del loro accampamento alla Puerta del Sol a Madrid, i giovani “indignados” vogliono consolidare il loro movimento attraverso assemblee popolari e manifestazioni periodiche. Domenica scorsa almeno 200 mila persone hanno manifestato in tutta la Spagna, nella prima grande mobilitazione del movimento, contro la disoccupazione e la crisi economica.

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25 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/25/news/a_piedi_da_barcellona_a_madrid-18225737/?rss

Rifiuti, la Lega insiste: «Mai al Nord». De Magistris: la camorra dietro ai roghi / VIDEO: Lavajet (in subappalto per Asìa) invece di raccogliere i rifiuti li sversa!

EMERGENZA MUNNEZZA A NAPOLI – Lavajet (in subappalto per Asìa) non raccoglie i rifiuti!!!

Caricato da in data 25/giu/2011

La questione dei rifiuti a Napoli è molto complessa perché strettamente connessa con la camorra che non è solo quella dei morti ammazzati per strada ma sopratutto quella dei colletti bianchi che siedono alle poltrone delle varie amministrazioni.
L’uomo che fa la differenza in questa storiaccia è Tommaso Sodano, neo vicesindaco e assessore all’Ambiente che conosce per filo e per segno la situazione. Ha denunciato i nomi e cognomi dei responsabili dello scempio napoletano nel suo libro La Peste e ora se li ritrova di fronte in qualità di interlocutori nella risoluzione del problema rifiuti. Queste le premesse.

Dunque se un errore di De Magistris c’è è di tipo politico: mai dare scadenze.
De Magistris allo scadere dei 5 giorni che si era dato per risolvere l’emergenza ha dichiarato: “La soluzione era stata trovata grazie ad un accordo fra Prefettura, Regione, Provincia e Comune. Avrebbe consentito di liberare Napoli dai rifiuti in 5 giorni, prevedendo anche la realizzazione di un sito di trasferenza nella stessa città. Questa soluzione purtroppo sta naufragando e non per responsabilità del Comune di Napoli. L’accordo c’era. Poi nessuno può mettere in preventivo che arrivino atti illegittimi da parte delle istituzioni”

Comunque il video caricato sul mio canale youtube apre uno scenario diverso rispetto ai servizi giornalistici che girano sul mainstream: pizza, Sole, mandolino, putipù e munnezza allegramente fatta pascere per le strade partenopee. Vi lascio il commento di chi ha realizzato il video: “L’Asìa (società di raccolta rifiuti di Napoli) invece di caricare sul proprio camioncino quanti più rifiuti, si limita a riaccantonarli per strada, addirittura svuotando per terra alcuni contenitori pieni che erano stati rovesciati per protesta. La guerra tra il Comune di Napoli, e la Lavajet (azienda di raccolta in subappalto) di proprietà di un responsabile PDL di Savona, continua. In palio c’è far vincere il Porta a Porta contro chi a livello nazionale vuole buche e forni dove smaltire rifiuti locali e quelli industriali nazionali…”

NON LASCIAMO SOLO DE MAGISTRIS E NON ABBANDONIAMO NAPOLI, UNA DELLE PIU’ BELLE ED AFFASCINANTI CITTA’ D’ITALIA!!!

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La Lega si oppone alla legislazione d’urgenza, tensione con il Pdl

Rifiuti, la Lega insiste: «Mai al Nord»
De Magistris: la camorra dietro ai roghi

Il sindaco: subito un decreto. Prestigiacomo: allo studio provvedimento serio. Bersani: governo paralizzato

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(Fotogramma)
(Fotogramma)

NAPOLI – «La camorra ostacola la nostra rivoluzione ambientale». Lo denuncia il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Incremento della differenziata e appalti puliti: su questi due punti, ha fatto capire il primo cittadino partenopeo c’è l’ostilità della criminalità. Il business, a sentire de Magistris, è enorme e «per questo c’è qualcuno che ci vuole ostacolare». Chi? «Sarà la magistratura ad accertarlo», spiega il sindaco. La Lega, nel frattempo, tiene il punto contro il decreto sui rifiuti. Il partito guidato da Umberto Bossi non pare intenzionato a dare il via libera nel Cdm di giovedì prossimo ad un provvedimento che serve per trasformare i rifiuti urbani di Napoli in rifiuti speciali. Questo perché ciò significherebbe che la spazzatura può essere sposta ada Napoli ad altre regioni senza benestare preventivo. A quel punto, i rifiuti speciali dovrebbero essere smaltiti in impianti specializzati che – viene fatto notare da fonti del Carroccio – sarebbero tutti in mano ai privati e questo sarebbe costosissimo. Intanto, Pier Luigi Bersani, chiede a gran voce un immediato intervento dell’esecutivo sull’emergenza della Campania. «È intollerabile – attacca il leder del Pd – che venga rifiutata la solidarietà dalla stessa forza politica, la Lega, che la richiese e la ottenne a metà degli anni ’90 in giornate di emergenza che riguardarono Milano. Se il governo si paralizza in situazioni del genere, significa che il governo non c’è più». Martedì a ora di pranzo si terrà un vertice di maggioranza con Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli. La riunione servirà proprio a fare il punto sul decreto rifiuti in vista del Cdm di giovedì prossimo.

TENSIONI SUL DECRETO – «L’unica speranza è che il Consiglio dei ministri sia convocato il prima possibile. Napoli sta vivendo una situazione drammatica e non può attendere ancora», è l’auspicio di de Magistris, convinto del fatto che dietro ai roghi di spazzatura giacente sulle strade – che si sono rinnovati anche nella scorsa notte – ci sia una «precisa regia» e facendo riferimento in questo senso a manovre della criminalità organizzata. Il sindaco di Napoli si è comunque augurato che il governo nazionale approvi prima possibile il decreto per trasferire fuori Regione i rifiuti che ormai assediano città e provincia. «La sicurezza igienico-sanitaria e la dignità della terza città d’Italia non possono essere subordinate ai giochi di equilibrismo politico interni alla maggioranza», ha detto l’ex pm. La Lega Nord ha ingaggiato un braccio di ferro con il presidente del Consiglio e il Pdl sul provvedimento per portare in altre Regioni la spazzatura. «Niente truffe o volano le sedie» ha detto il ministro Roberto Calderoli. «Neppure un sacco» dei rifiuti di Napoli deve arrivare in Lombardia, è la ferma posizione del presidente del Consiglio regionale, Davide Boni. Sulla stessa linea Luca Zaia. «I rifiuti di Napoli non li vogliamo, ma siamo disposti ad offrire tecnici disposti a dare una mano per impostare una raccolta differenziata» ha detto il governatore del Veneto, ricordando la posizione della Regione da lui guidata rispetto all’emergenza rifiuti nella città campana. «Abbiamo al riguardo 10-11 anni di storia alle spalle – ha ricordato Zaia – e per questo siamo infatti riusciti ad eliminare le discariche». Nel frattempo, la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per «epidemia colposa» riguardo ai pericoli sanitari legati alla mancata raccolta dei rifuti.

«MISURE SERIE» – Sul decreto si è espressa anche il ministro dell’Ambiente: «Per la Campania il governo sta studiando un provvedimento serio», ha assicurato Stefania Prestigiacomo – La situazione ha assunto proporzioni e problematiche che impongono una intervento capace di indicare una soluzione chiara, ancorché straordinaria e provvisoria, per il trasferimento dei rifiuti in altre Regioni. Sono convinta – ha aggiunto – che Napoli debba in tempi ragionevoli raggiungere l’autosufficienza nel ciclo dei rifiuti e per questo le istituzioni locali, governo regionale, provincia e comune, devono impegnarsi con la massima incisività. Ma oggi è nostro dovere responsabilmente affrontare una situazione che potrebbe presentare, se non adeguatamente e sollecitamente risolta, profili preoccupanti anche sotto il profilo della sanità pubblica». «Il governo sta lavorando responsabilmente per trovare la soluzione giusta per l’emergenza rifiuti a Napoli. E’ un dovere a cui non ci siamo mai sottratti. Anche questa volta sapremo dare le risposte giuste» dichiara invece in una nota il ministro per l’Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi.

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Redazione online
25 giugno 2011

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_giugno_25/rifiuti-napoli_cd51ac0c-9f15-11e0-8488-e5128670a364.shtml

E’ PARTITA LA PRIMA BARCA DELLA FREEDOM FLOTILLA 2 / Vauro: Lettera ad un ammiraglio israeliano

E’ PARTITA LA PRIMA BARCA DELLA FREEDOM FLOTILLA 2

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Posted on 25 giugno 2011 by paola

Comunicato stampa

La flottiglia è in mare. Partita dalla Corsica la missione Stay Human.

“Dignité – Al Karama” questo il nome della prima imbarcazione scesa in mare stamattina poco dopo le 11.E’ partita dal porto corso di Ile-Rousse e non da Marsiglia, come precedentemente comunicato, e dove i pacifisti francesi nei giorni scorsi hanno organizzato una straordinaria manifestazione. Alla Dignitè-Al Karama si uniranno la prossima settimana le altre imbarcazioni.  La scelta del nome, trattandosi di nave francese, non poteva essere più appropriata: dignità, in francese e in arabo. “Noi speriamo di fare una breccia nel blocco” ha dichiarato Omeya Seddik, cittadino francese di origine tunisina. “Questa flottiglia s’inserisce nella scia naturale delle rivoluzioni per la libertà e la democrazia” ha poi aggiunto imbarcandosi. Ora sta alla comunità internazionale garantire la sicurezza dei passeggeri e il loro arrivo col carico di aiuti umanitari (5 mila tonnellate di materiali) da consegnare alla popolazione di Gaza.

Ufficio stampa freedom flotilla Italia
CONTATTI: 333.5601759  –  3381521278

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Vauro: Lettera ad un ammiraglio israeliano

Caricato da in data 25/giu/2011

Vauro parla all’Ammiraglio Marom, che ha minacciato l’aggressione alla Freedom Flotilla 2 in partenza per la Striscia di Gaza assediata.
Info: http://www.freedomflotilla.it

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  • NETWORK PER LA DIFESA POPOLARE DELLE PERSONE A RISCHIO

fonte:  http://www.freedomflotilla.it/2011/06/25/e-partita-la-prima-barca-della-freedom-flotilla-2/#more-1638

Diritti gay, il sabato dei pride. L’orgoglio sfila da Milano a Berlino

Gay Pride, Napoli 2008, protesta contro Alemanno – fonte immagine

Diritti gay, il sabato dei pride
L’orgoglio sfila da Milano a Berlino

Gay Pride, Berlin 2008 – fonte immagine

fonte immagine

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ROMA – La stagione dei pride è aperta. E l’orgoglio della comunità lgbt sfila per le strade del mondo in un  momento “straordinario”, come ha detto Paolo Patanè – presidente nazionale di Arcigay -, dopo l’approvazione della riforma sui matrimoni fra omosessuali 1 nello Stato di New York. Questo “è il momento giusto della storia 2, quello in cui bisogna avere coraggio”, ha detto Patanè. E solo in Italia a festeggiare la notizia che arriva dagli Stati Uniti a dare respiro e speranza, i colori dell’arcobaleno stanno sfilando sotto il sole a Milano, Napoli e Rimini. Ma anche a Berlino e Parigi, Seattle, Helsinki, Valencia, St. Louis, Città del Messico e San Francisco, dove la festa durerà anche domani. E nei giorni scorsi parate hanno già colorato Mosca, Budapest, Denver, Louisville, Zagabria e Tel Aviv. Mentre nei prossimi, e fino a luglio, cortei sfileranno per le strade di Sao Paulo, Londra, Toronto, New Orleans.

New York in festa: FOTO 3/ VIDEO 4

Napoli
Il Campania Pride è partito con il sindaco Luigi de Magistris ad aprire il corteo. L’appuntamento era a piazza del Plebiscito dove una coppia di sposi, subito dopo il sì, si è fatta scattare una fotografia tra la gente in piazza e le bandiere arcobaleno. Tema della giornata insieme al riconoscimento di pari diritti e doveri, è proprio  quello dei matrimoni gay. “Napoli e gli Stati Uniti sono vicini su tanti temi – ha commentato il sindaco – quello che arriva da New York è un segnale importante. In campagna elettorale abbiamo più volte ragionato su un registro delle unioni civili”. Insieme con il sindaco, Vladimir Luxuria, madrina della manifestazione, il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano e l’assessore alla Sicurezza Giuseppe Narducci.

Milano

Il primo pride sotto Pisapia, che però al corteo non è presente, è partito con le note dell’Inno d’Italia. Chi è uscito dalla metropolitana in piazza Lima è quindi passato sotto un arco arcobaleno, il primo dei coreografici simboli con cui Corso Buenos Aires è stato allestito in occasione del gay pride. La destinazione finale è Piazza Castello. Presenti Agedo (associazione genitori di omosessuali), Arcilesbica, Arcigay, Renzo e Lucio, Famiglie Arcobaleno, associazione Radicale, ma soprattutto tante persone senza simboli se non l’arcobaleno, chi sul viso, chi tra i capelli, chi sulla maglietta o su una bandiera. “A seguito del grande successo dell’Europride di Roma, anche a Milano patrocinio al GayPride – aveva scritto su Twitter, Giuliano Pisapia -. (il Pride) del 25 giugno”. Già in campagna elettorale, tra la comunità lgbt milanese e l’allora candidato a sindaco del centrosinistra, si era istaurato un dialogo e un rapporto di fiducia. Pisapia era stato l’unico aspirante primo cittadino a incontrare le associazioni e a impegnarsi ufficialmente per l’istituzione del registro delle coppie di fatto. Con il pride in città, “il primo segnale è appena arrivato”, si legge sul sito di Arcigay.

Rimini

Il pride in riviera si è aperto al grido di “Lottare Resistere Avanzare”. Dopo la manifestazione europea di a Roma la capitale dell’orgoglio gay si è spostata in spiaggia per celebrare il Gay pride Adriatic coast. L’appuntamento è partito proprio dalla spiaggia libera di piazzale Boscovich a Rimini. “Il Gay pride Adriatic coast è una manifestazione aperta a tutti perché richiama l’unità del mondo omosessuale”, hanno detto gli organizzatori che chiamano a raccolta tutta la città per pretendere la laicità necessaria ad affermare i diritti delle persone lgbt contro “i poteri forti e le lobby”. I temi sono gli stessi. Una legge contro l’omofobia, il riconoscimento delle unioni omosessuali e delle famiglie composte da persone lgbt, il rispetto nei luoghi di lavoro, e l’attenzione da parte delle amministrazioni con l’istituzione di assessorati dedicati e di garanti.

Berlino
Più di un milione di persone sono attese alla 33esima edizione della””Christopher Street Day”, il pride berlinese, tra i più famosi del mondo. Quest’anno omosessuali, lesbiche e transgender hanno preparato anche una mega-protesta contro il Papa Benedetto XVI in occasione della sua visita il 22 settembre, contro la sua politica poco gay friendly e convinti che il pontefice sia il “responsabile della loro oppressione”. L’associazione lesben- und schwulenverband berlin-brandenburg (Lsvd) il 22 settembre ha in programma una manifestazione “contro l’omofobia nella politica sessuale e dei sessi del Papa”, organizzata da una coalizione di 33 organizzazioni unite sotto il nome di “Il Papa arriva!”. “Ci rivolgiamo contro il Papa in quanto uno dei principali responsabili dell’oppressione di lesbiche, gay e transgender nel mondo. Sul piano internazionale lo stato vaticano combatte al fianco di brutali dittature contro i diritti di lesbiche, gay e transgender”, si legge nella petizione, firmata da 1620 persone.

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25 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2011/06/25/news/gay_pride-25giugno-18226200/?rss

Intercettazioni, lo stop dell’Anm: “Evitare ogni strumentalizzazione”

25/06/2011 – LA POLEMICA

Intercettazioni, lo stop dell’Anm: “Evitare ogni strumentalizzazione”

«La giustizia ha altre priorità»
Linea dura contro Alfonso Papa

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ROMA – Basta con le strumentalizzazioni che si stanno facendo sull’inchiesta P4 perchè è «inaccettabil» sostenere che un intervento sulla disciplina delle intercettazioni sia «la priorità». Ed è «singolare» che di quanto sta emergendo dell’inchiesta dei pm napoletani «ci si preoccupi della pagliuzza anziché guardare la trave», perché «i fatti che stanno emergendo sono gravi». L’Associazione Nazionale Magistrati, che ha riunito il proprio parlamentino interno per avviare le procedure di espulsione del parlamentare Pdl Alfonso Papa per cui sono stati richiesti gli arresti nell’inchiesta sulla cosidetta P4, ha messo in guardia da ogni intervento che possa limitare il ricorso alle intercettazioni nelle inchieste giudiziarie.

La «valutazione e rilevanza» delle intercettazioni, ha detto il presidente dell’Anm Luca Palamara rispondendo indirettamente al Guardasigilli Angelino Alfano «deve essere stabilita da un giudice e non dalla politica o da un ministro». Quanto al coinvolgimento di Papa e, più in generale, di magistrati nell’inchiesta, Palamara ha confermato la linea dura del sindacato delle toghe. «Ci sono fatti – ha detto – che ci riguardano da vicino che ci troviamo costretti ad affrontare ancora una volta, a distanza di un anno. Fatti e comportamenti di fronte ai quali non si possono mostrare indugi e tentennamenti, vanno affrontati senza sé e senza ma. Occorre una posizione netta perché la credibilità della magistratura passa attraverso la credibilità dei comportamenti di tutti i magistrati». Ai probiviri è stato dato mandato «in tempi brevi» di verificare, «la compatibilità con l’appartenenza all’Anm viste le condotte a carico dell’onorevole Papa».

La replica del Pdl all’Anm è stata immediata. «Le intercettazioni – ha affermato Maurizio Paniz, membro della consulta giustizia del Pdl e capogruppo in giunta per le autorizzazioni a procedere-sono un indispensabile strumento investigativo ma aver consentito la diffusione del loro contenuto, vieppiù se totalmente privo di rilevanza penale, è indegno di un paese civile e merita una ricerca, senza se e senza ma, dei colpevoli di tale esecrabile comportamento, quale sia il loro livello istituzionale: su questa strada sarebbe bene si mettessero anche Palamara e Cascini». «Le intercettazioni – ha sottolineato il presidente del Senato Renato Schifani- sono uno strumento strategico per la giustizia ma questo caso – riapre un problema: occorre disciplinare il sistema delle intercettazioni, pur ponendo massima attenzione alle limitazioni». Personalmente, poi, Schifani ha voluto sottolineare di «non avere mai conosciuto personalmente Bisignani» e di «essere venuto a conoscenza dell’inchiesta dalla stampa». Mentre l’ad di Ferrovvie dello Stato Mario Moretti, alla luce della pubblicazione di alcuni verbali di interrogatorio di Bisignani che lo vedono coinvolto, ha precisato con una nota diffusa dal gruppo Fs di «non avere mai chiesto alcun favore né a Luigi Bisignani né ad altri per la nomina» al vertice dell’ente.

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fonte:  http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/408744/