Archivio | giugno 28, 2011

P4, CHE SQUALLORE – Intercettazioni: gli inediti

P4 – Intercettazioni: gli inediti

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Anche tu, Bruto.. – fonte immagine

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Briatore dice quel che pensa veramente della sua amica Santanchè. Masi sicuro che Saviano in tivù farà un flop. Scaroni questua il cellulare del ministro Romani. E poi: le feste di Silvio con la Began e il servilismo dei nostri ministri con Gheddafi. Un istruttivo spaccato sulla Roma dei potenti, tutti al telefono con Bisignani

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di Emiliano Fittipaldi e Claudio Pappaianni

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Ecco nuove intercettazioni inedite dell’inchiesta su Luigi Bisignani e la P4. Che dimostrano ancora una volta come la rete dell’ex piduista fosse vasta e influente. Tra le 19 mila pagine spuntano richieste di ogni tipo al Mr Wolf della Seconda Repubblica, commenti imbarazzanti su amici e nemici, telefonate d’affari e il controllo di parte dell’informazione.

Quella stronza della Santanchè

3 settembre 2010

Flavio Briatore chiama l’amico Luigi Bisignani. I due conoscono da anni Daniela Santanchè, sottosegretario del governo. Briatore è stato anche suo socio nel Billionaire.

Briatore: Altre robe a te? La signora l’hai sentita?
Bisignani: No no lei non chiama mai, dice a tutti che mi sente due volte al giorno. Menomale…
Briatore: Che bugiarda…
Bisignani: Non la sento da cinque mesi.
Briatore: Ma lei col presidente che rapporti ha adesso?
Bisignani: Niente, ogni tanto ci va, si imbuca più che altro con Ignazio (La Russa, ndr).
Briatore: …Sì sì una roba, una roba….che ho detto l’altra volta a Donpè… Allora, si parlava così e viene fuori il discorso di Canio (Canio Mazzaro, l’ex della Santanchè che si è poi fidanzato con Rita Rusic, ndr).
Bisignani: Sì sì
Briatore: E gli ho detto: “Guarda, Canio ha lasciato Daniela…”. Ha detto: “Si è messo con la Rusic, ma non è che sia cambiato molto”…”No, è cambiato molto perché Daniela se è su una macchina e deve fare una roba e vede la mamma davanti, la mette sotto. La Rusic vede la mamma davanti, la schiva”…
Bisignani ride
Briatore: Le spacca la gamba, però alza un po’ l’acceleratore. Invece Daniela….la differenza, no c’è una differenza importante…Daniela c’è la mamma davanti tira giù l’acceleratore, la fa diventare come una sogliola, la Rusic molla l’acceleratore e cerca di evitarla.
Bisignani: Beh, certo non me lo sarei mai aspettato che si comportasse così male.
Briatore: E ma ha ragione Elisabetta comunque.
Bisignani: Assolutamente, aveva ragione al 100 per cento.
Briatore: E’ proprio una stronza, guarda, ma anche con me non la sento mica più, l’ho sentita quei giorni lì che si era messa di mezzo perché lei pensava che della roba della mia barca, ci fosse per lei la possibilità per lei di fare qualcosa….Capisci?
Bisignani: Ma roba da matti…

Me lo dai il cellulare del ministro?

4 ottobre 2010

L’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni si vuole accreditare con il nuovo ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, che non conosce bene. Invece di usare vie ufficiali, chiama Bisignani

Scaroni: Eccomi qua.
Bisignani: Dimmi.
S: Me lo chiamo, il nuovo ministro?
B: E beh certo.
S: Pensa che ora… mi dai il cellulare?
B: Eh?
S: Dammi il cellulare.
B: E certo che te lo do, tu non gli dici: noi siamo amici da molto tempo, come lei sa, (ride)
S: (ride) Ma secondo te cosa…
B: Eh, e tu gli dici così (ride)
S: A te la proprietà gliela ritira.
B: No no tu gli dici: siamo amici da molto tempo, etc. Non facciamo gaffe. tre…quattro…otto…
S: allora…tre…quattro….otto
B: due…due…
S: due…due…
(Bisignani dà un numero di cellulare. L’ “Espresso” lo ha chiamato: ha risposto proprio Paolo Romani)

Masi: Saviano sarà un flop

9 novembre 2010

Mauro Masi, direttore generale della Rai, chiama l’amico Bisignani. Commentano la prima puntata di “Vieni via con me” di Fabio Fazio e Roberto Saviano. Riletta oggi l’effetto è comico: la telefonata è delle nove di mattina, poco prima che venissero resi i dati Auditel.

Masi: Senti, lo show di ieri era inguardabile. Non è brutto, di più.
Bisignani: No, la prima parte era noiosissima, Benigni straripante… quanto ha fatto Benigni?
M: Va bene, Benigni è Benigni. Dai, ma che fastidio dà Benigni? Dai se l’è presa più con me che con lui, dai, non…
B: Sì, sì, sì, ma di una noia mortale eh….
M: Una noia mortale, una noia mortale, abbiamo paga…
B: Vendola che parla di froci…
M: Ma non ha toccato niente, se non ci fossero i giornali che se ne occupano, questo… io lunedì gli faccio una normalissima programmazione. Eh, questi fanno il dieci (di share, ndr), perché veramente non si può guardare.
B: noiosissimo. Lui (Saviano, ndr) poi televisivamente è zero, eh…

Dopo mezz’ora, l’Auditel dà i risultati della serata: 25 per cento di share con picchi di 32, 7,6 milioni di spettatori medi, con punte di 9,2 milioni. Un record che verrà battuto nelle altre puntate. Nessun programma di Raitre ha fatto meglio nella storia.

“Maroni da Saviano, il mio capolavoro”

20 novembre 2010

Masi e Bisignani parlano della nuova puntata di “Vieni via con me”. Il ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, dopo le critiche alla Lega Nord lanciate da Saviano durante la puntata precedente, è stato ospite della trasmissione.

Masi: Che dicono (i giornali ndr) di Maroni? Dai, ho fatto un piccolo capolavoro…
Bisignani: Di Maroni “Libero” dice: grande successo tuo.
Masi: Beh è la verità: l’ho fatto io.
B: Assolutamente.
M: L’ho fatto io personalmente. Io personalmente.
B: A Saviano gli ha detto proprio male la festa di quel… il giorno dopo. (ride)
(presumibilmente Bisignani fa riferimento all’arresto del boss dei Casalesi Iovine, avvenuto il giorno dopo le critiche rivolte alla Lega, ndr)
M: Va bene, ma scusa, il comunicato che ho fatto ieri di sostegno a Ruffini?
B: No..
M: Non è un piccolo capolavoro? Me lo devi riconoscere questo, eh…
B: assolutamente, assolutamente

Le feste di Silvio, cose da pazzi

27 agosto 2010

Un’amica di Bisignani, Alessandra, lo chiama a fine agosto. Parlano prima della cena organizzata per Gheddafi. Poi di una festa che sta organizzando il premier per l’amica Sabina Began, l’attrice che presentò Gianpaolo Tarantini.

Alessandra: Uhmm, invece lui, Silvio, che fa questa cena per la Began il 29?
Bisignani: Ma roba da pazzi, cose dell’altro mondo, ma dove la fa lì? Lì in Sardegna?
A: No, la fa a Roma.
B: Cose da pazzi.
A: Nel castello (Tor Crescenza, dove Berlusconi ha passato l’estate 2010).
B: Cose da pazzi, senza parole, guarda ne parliamo a voce.
A: Va bene, ok.
B: Ti mando un sacco di baci.

Tutti in coda a omaggiare Gheddafi

31 agosto 2010

Bisignani chiama l’ambasciatore libico a Roma Hafed Gaddur, suo amico. Commentano la serata del giorno prima, quando il governo ha omaggiato Gheddafi con una festa.

Bisignani: Grande!
Gaddur: Dove stai?
B: Che bello vederti ieri sera lì con la tua tunica, ero così contento per te, guarda, a me fregava solo di te, il resto non me ne fregava niente.
G: Grazie. Ti ha chiamato la Prestigiacomo?
B: Mi ha mandato un messaggio stanotte. Perché, che le hai detto?
G: Sì, tutto, le ho fatto vedere il leader (Gheddafi, ndr), hanno parlato, fatto la fotografia.
B: Ah.
G: L’ha invitata a Tripoli, ha detto che si fa il protocollo, tutto quello che vuole….Veramente lei è stata contenta, poi con la Gelmini, tutti li ho fatti parlare, uno ad uno, poi alla fine tutti i ministri con lui hanno voluto fare le foto… a un certo momento, io sono fuori da questa foto…mi chiama il leader, e dice: “Ora una foto anche con noi perché tu sei un ministro nei gabinetti del presidente Berlusconi” (ride) “guarda presidente, noi non abbiamo nessun rapporto con un altro ambasciatore come ce lo abbiamo con lui”.
B: assolutamente, ma è vero.
G: Ma comunque tutti, poi Fazio, c’era anche Fazio.
B: Sì sì me l’ha comunicato
G: C’era Maroni, c’era Frattini, c’era La Russa, tutti…

Pochi mesi dopo la cena d’onore, l’Italia dichiarerà guerra a Gheddafi.

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28 giugno 2011

fonte:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/intercettazioni-gli-inediti/2154699

Nessuna resa per i No Tav “Ci riprenderemo la Maddalena”

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Nessuna resa per i No Tav
“Ci riprenderemo la Maddalena”

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Alberto Perino, il leader del movimento poco prima della fiaccolata: “Abbiamo perso una battaglia, non la guerra e torneremo alla Maddalena”

Nessuna resa per i No Tav "Ci riprenderemo la Maddalena" Alberto Perino

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“Ci riprenderemo La Maddalena”: dice Alberto Perino, il leader del movimento NoTav. Ed è la parola d’ordine di tutti gli attivisti del Movimento. “Abbiamo perso una battaglia, non la guerra e – aggiunge Perino – torneremo alla Maddalena”, dove per mesi gli attivisti No Tav hanno mantenuto un presidio per opporsi alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

Il ritornello sul ritorno alla Maddalena è cominciato ieri mattina, dopo la “resa” alle forze dell’ordine, è stato ribadito ieri notte all’assemblea No Tav di Bussoleno (Torino), alla quale hanno partecipato centinaia di persone, ed è stato ripetuto ancora oggi. “Certo che ci riprenderemo la Maddalena, è la nostra terra”,  dice Nicoletta Dosio, insegnante in pensione, da sempre in prima fila nella lotta No Tav. Lei rimase ferita negli scontri con la polizia nell’autunno del 2005 al Seghino di Mompantero sopra Susa, poche settimane prima dei giorni ‘caldi’ di Venaus.

“Il nostro movimento continua a lottare, con grande determinazione e dispendio di energie, – aggiunge – anche se molti non vogliono ammetterlo. La nostra è una battaglia che dura da vent’anni, in difesa della nostra terra, delle cose belle, contro gli sperperi di denaro per opere inutili e dannose. Qualcuno ha detto che ieri la nostra resistenza è stata debole, ma cosa potevamo fare di più, contro quell’esercito di poliziotti e carabinieri. Siamo rimasti aggrappati alle ringhiere lungo l’autostrada rischiando la vita mentre qualcuno agitava la gru con l’enorma cesoia meccanica a pochi centimetri da noi…”.

Questa sera il movimento No Tav tornerà in piazza con una fiaccolata a Susa; inoltre ha in cantiere una manifestazione nazionale domenica prossima, da Susa a Chiomonte.

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28 giugno 2011

fonte:  http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/06/28/news/nessuna_resa_per_i_no_tav_ci_riprenderemo_la_maddalena-18362221/

GOVERNO – La Manovra sale a 47 miliardi. Bersani: ”Una farsa drammatica”

La Manovra sale a 47 miliardi. Bersani: ”Una farsa drammatica”

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti (Adnkronos) Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti (Adnkronos)

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ultimo aggiornamento: 28 giugno, ore 20:22
Roma – (Adnkronos/Ign) – Le indiscrezioni dal vertice di maggioranza: 40 miliardi riguarderanno il biennio 2013-14. Tremonti: ”Provvedimento serio e responsabile” . Frattini: ”Non ci saranno riduzioni di tasse ma rimodulazioni”. Bossi: ”C’è ancora da lavorare”. Bersani: ”Si prende in giro il Paese”. Di Pietro: ”Rinvio tagli è furbata veterodemocristiana” Bozza: dal 2012 ticket su pronto soccorso. La Corte dei Conti: ”Equilibrio fra riduzione del debito e crescita”. Poi l’avvertimento: “Stop a tagli lineari”. Da Naoto Kan a Cameron, i sacrifici dei politici in tempo di crisi

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Roma, 28 giu. (Adnkronos/Ign) – Una Manovra da 47 miliardi per arrivare al pareggio di bilancio nel 2014, così spalmati: due per le spese di quest’anno, cinque per il prossimo anno, venti nel 2013 e altri venti nel 2014. Sono questi i numeri, secondo le indiscrezioni, del provvedimento presentato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel vertice di maggioranza tenutosi nel pomeriggio a Palazzo Grazioli.

Da parte sua Tremonti ha smentito l’intenzione di abbandonare l’esecutivo: “In tasca ho solo una manovra seria e responsabile che sarà oggetto di un dibattito molto serio e responsabile”, nessuna lettera di dimissioni. Quindi ha rimarcato: “Sarà una manovra nell’interesse dell’Italia e degli italiani”.

Entrando nel merito, si partirà, secondo quanto detto dal ministro dell’Agricoltura Saverio Romano, ”da chi ha di più. Il primo contributo lo daranno le banche”. Non solo. “Probabilmente i ministri dal prossimo mese saranno senza stipendio”. I responsabili dei dicasteri terranno “solo quello da parlamentare”, spiega sottolineando che la linea che seguirà il governo è quella “del maggior rigore, intervenendo soprattutto su tagli e sprechi come da noi richiesto”.

“Si farà una delega fiscale poi si entrerà nel merito” della manovra. L’aumento di 1 punto dell’Iva “è molto probabile”, ha detto comunque Romano.

”Non ci saranno riduzioni di tasse ma rimodulazioni”, ha annunciato il titolare degli Esteri Franco Frattini.

Restano ancora i dubbi della Lega con Bossi che lasciando il vertice, ha inclinato la mano a destra e a sinistra all’indirizzo dei giornalisti, a voler dire che il vertice ‘va così così’. Aggiungendo, più tardi: sulla manovra ”c’è ancora da lavorare”.

Le misure, però, vengono già bocciate dal Partito democratico con Pier Luigi Bersani che parla di ”presa in giro colossale. Gli italiani sono in mano a nessuno”. Una “farsa drammatica”, secondo Bersani, in particolare per quanto riguarda le voci sulla ripartizione dei tagli che rimandano al 2013-14 il grosso degli interventi. “Significa un dare un messaggio privo di ogni credibilità. Ricordiamoci che quell’impegno con l’Unione Europea per il pareggio di bilancio l’hanno preso loro, in assenza di qualunque stimolo alla crescita”.

“E ora -prosegue– si spaventano di quello che loro stessi hanno creato e buttano l’amaro calice su un miracoloso 2013-2014, un anno magico per risolvere problemi ventennali…”. Forse, scherza il segretario del Pd, “aspettano un buono per risolvere i problemi…”.

Linea condivisa anche dall’Idv di Antonio Di Pietro. “La cosa che non accetteremo mai e’ l’ipocrisia di dire: ‘facciamo una manovra da 40 mld con impegni che partiranno nella legislatura prossima, quando o non ci saremo piu’ noi, o se ci saremo non dovremo più rendere conto dopo pochi mesi agli elettori’. Questa furbata di non prendere impegni adesso per rinviarli a dopo le prossime elezioni è una furbata vetero-democristiana, da prima repubblica, che non possiamo accettare”.

Indiscrezioni a parte, ora si attende quel che dirà Tremonti . Per il varo ufficiale della manovra, però, si dovrà attendere il Consiglio dei ministri di giovedì.

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fonte:  http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/La-Manovra-sale-a-47-miliardi-Bersani-Una-farsa-drammatica_312181806021.html

AMBIENTE – L’Ue: «Nessun progresso in Campania Sanzioni finanziarie contro l’Italia»

L’EMERGENZA RIFIUTI A NAPOLI – Annozero 19/05/2011

Caricato da in data 19/mag/2011

Annozero 19/05/2011 – Luca Rosini e Dina Lauricella raccontano il dramma dei rifiuti a Napoli dove l’immondizia viene data alle fiamme in pieno centro, e la protesta dei cittadini campani contro il governo per il problema dei rifiuti e delle abitazioni abusive.

RIFIUTI – È quanto si legge in una nota del commissario all’Ambiente Janez Potocnik

L’Ue: «Nessun progresso in Campania
Sanzioni finanziarie contro l’Italia»

Aumentano i problemi respiratori: allarme dei pediatri. De Magistris: «Ricapitalizzazione Asìa per 43 milioni»

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Rifiuti in calata Capodichino (Fotogramma)
Rifiuti in calata Capodichino (Fotogramma)

BRUXELLES – La Commissione europea denuncia la mancanza di «miglioramenti reali» nella situazione dei rifiuti in Campania e minaccia «sanzioni finanziarie» contro l’Italia, a meno che la situazione non cambi nei tempi richiesti. È quanto si legge in una nota del commissario all’Ambiente Janez Potocnik. «Sto seguendo da vicino la situazione dei rifiuti a Napoli ed in generale dello smaltimento in Campania – scrive Potocnik – Guardando le immagini dei media e leggendo le notizie, sono molto preoccupato che così pochi, se non alcun progresso sia stato fatto dal 2007, quando la Commissione europea fu obbligata ad aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia». Ricordato che il 4 marzo dello scorso anno la Corte europea di giustizia aveva condannato l’Italia per non aver allestito una rete adeguata di raccolta e smaltimento dei rifiuti che non mettesse in pericolo la salute umana e l’ambiente, il commissario sottolinea come «quello che sta accadendo di recente dimostra che le autorità italiane non hanno ancora fatto quanto necessario per trovare una soluzione adeguata e definitiva al problema». Potocnik si dice poi però «incoraggiato dall’impegno che il nuovo sindaco di Napoli sta mettendo per risolvere i problemi della raccolta dei rifiuti» e ribadisce che la Commissione «è pronta a cooperare con le autorità italiane in ogni modo utile a raggiungere una soluzione positiva». L’esecutivo Ue, ricorda infine, «è da mesi in contatto a vari livelli con le autoritá italiane» ed ha anche condotto una visita in Campania, ma «i miglioramenti reali devono essere visti e confermati dai cittadini: l’assenza di questi miglioramenti lascia alla Commissione con poco spazio se non quello di perseguire attivamente la procedura d’infrazione». E questo, a meno che «la situazione non cambi nei tempi richiesti, potrebbe portare a sanzioni finanziarie» contro l’Italia, conclude il commissario, esprimendo l’auspicio che «le autorità italiane a tutti i livelli prendano in mano la situazione, in modo che il denaro dei contribuenti vada a migliorare la situazione sul terreno piuttosto che a pagare multe».

PROTESTA A ROMA – Nel frattempo la protesta arriva a Roma. Buste dell’immondizia in mano e con sopra scritti i nomi di diversi esponenti leghisti, da Borghezio a Zaia fino a Bossi, e tanti cartelli contro il partito del carroccio. Un centinaio di cittadini di Napoli e provincia ha manifestato in piazza Montecitorio. «Napoli diventerà un enorme immondezzaio – ha detto un manifestante del presidio antidiscarica di Chiaiano – e Berlusconi è l’unico responsabile. A Napoli non c’è mai stata una vera e propria emergenza ma è stata creata ad arte dai lobbisti degli inceneritori e delle discariche che sono tutti gestiti dalla camorra». «Siamo qui – ha spiegato un’altra manifestante – per chiedere un piano alternativo che ci permetta di uscire dalla logica dell’emergenza. Un piano che punti sulla raccolta differenziata e sull’impianti di trattamento meccanico-manuale che oltre ad essere utili servono a creare occupazione sul territorio». È la lega il bersaglio preferito degli slogan portati davanti la Camera dei deputati: tra i cartelli «odio la lega! sud ribelle», «Bossi, Maroni, Calderoli, Borghezio, gente di bassa lega», «la camorra “lega” bene con gli affari del nord». Ma non sono mancate critiche a ministri e al governo Berlusconi: «ministra Prestigiacomo – si legge su un cartello – nel suo ruolo non si è mai “ambientata”. La sua disinformazione nuoce gravemente alla salute», «a Napoli la spazzatura è in strada – è scritto su un altro – a Montecitorio è chiusa nelle aule».

DE MAGISTRIS – Intanto il Comune di Napoli ha comunicato che provvederà all’aumento, per 43 milioni di euro, del capitale sociale di Asia, la partecipata che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in città. È l’impegno scritto in una nota della società che riferisce della decisione del sindaco, Luigi de Magistris, annunciata nel corso della sua visita nel quartiere Barra dove è stata attivata un’area di raccolta. Si tratta di risorse aggiuntive con le quali si potrà provvedere agli investimenti a servizio della raccolta differenziata. «Questa è la migliore risposta alla grave situazione finanziaria nella quale l´azienda versa da molti mesi. Il fine – si legge nella comunicazione – è una Napoli fuori dalla crisi, una città pulita e virtuosa grazie ai cittadini e ai lavoratori di una delle più grandi aziende italiane del settore». «Ricapitalizzare Asia significa identificare l’azienda comunale come fattore strategico indispensabile per perseguire l´impegno immediato volto alla rapida implementazione, in altri quartieri cittadini, del sistema di raccolta differenziata porta a porta. La grande fiducia del sindaco – conclude la nota – verso Asia era iniziata con il primo atto da nuovo sindaco con cui aveva nominato nel Cda, oltre Raphael Rossi, Daniele Fortini e Raffaele Del Giudice anche l’assessore comunale al Bilancio, Riccardo Realfonzo e il vicesindaco, Tommaso Sodano (entrambi senza compenso)». «La qualità del futuro di Napoli – ha detto de Magistris – non può prescindere dallo sforzo operativo di un´azienda come Asia, fatta di lavoratori che hanno mostrato di essere instancabili e pronti ad ogni sforzo per favorire il rapido miglioramento delle condizioni igienico sanitarie gravemente condizionate dalla locale crisi del settore».

I PEDIATRI – Continuando l’emergenza rifiuti di Napoli e provincia, il problema politico, economico e sociale ora mette in serio pericolo la salute dei cittadini campani, soprattutto quando i cumuli di spazzatura vengono dati alle fiamme. Da anni oramai si parla del pericolo diossina, la dannosa sostanza tossica contenuta nei fumi che si sprigionano in seguito agli incendi e arrivano adesso alcuni dati che mettono in evidenza un aumento delle patologie respiratorie tra i bambini di Napoli. Un incremento del 14-20% registrato solo nel mese di giugno. A lanciare l’allarme è la Fimp, Federazione italiana dei medici pediatri, che da quasi un anno segue con attenzione questa angosciosa situazione, proprio per monitorare la salute dei bambini durante questa emergenza senza fine. Aumentano disturbi quali asma, tosse, faringiti e ad essere più esposti sono i bambini allergici. Giuseppe Mele, Presidente della Fim ha dichiarato: La causa è da ricercarsi nei roghi di rifiuti che continuano a verificarsi e che sono molto tossici per le sostanze, come la diossina, che vengono prodotte a seguito della combustione della plastica. Il consiglio degli specialisti è quello di far respirare aria sana ai bambini, ad esempio andando a mare perchè, acqua e aria marina sono un toccasana per le vie respiratorie. Ovviamente si dovrebbe evitare qualsiasi avvicinamento ai roghi di immondizia, ma non sempre questo è possibile in una città che anche questa notte ha registrato circa 50 incendi. Fanno parte della grande classe chimica delle diossine molti composti identificati come cancerogeni per l’uomo, a questo va aggiunto il rischio infezioni legato alla giacenza di tonnellate di rifiuti che marciscono sotto il sole cocente di questi giorni. Ecco perché anche la Federazione italiana dei medici di medicina generale si è attivata per monitorare la situazione sanitaria di Napoli e provincia. In particolare sono tenute sotto controllo le malattie respiratorie, della pelle e gastrointestinali.

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Redazione online
28 giugno 2011
fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_giugno_28/rifiuti-campania_fd2cc90c-a190-11e0-ae6a-9b75910f192b.shtml

NON CI SONO FONDI – Napoli: I pm anticamorra restano a piedi “Dite ai boss che prendiamo la metro”

I pm anticamorra restano a piedi
“Dite ai boss che prendiamo la metro”

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Grave disagio e rischio per l’incolumità del gruppo che contrasta il crimine organizzato. Non ci sono più i fondi per pagare lo straordinario agli autisti delle auto di scorta

I pm anticamorra restano a piedi "Dite ai boss che prendiamo la metro"

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Da ieri i magistrati di Napoli sottoposti a tutela (il procuratore, gli aggiunti e i sostituti della Dda) sono costretti a lasciare l’ufficio entro le 18 o a tornare a casa con mezzi propri, con tutti i rischi per la sicurezza che questo comporta. Il ministero della Giustizia, infatti, non riesce più a garantire agli autisti il pagamento dello straordinario: problema simile a quello dei cancellieri, che già da mesi terminano il loro lavoro alle 15. In queste condizioni, le difficoltà per i pm anticamorra sono enormemente aumentate.

Da ieri, dunque, molti uffici della Procura dalle 18 sono vuoti. I magistrati che avevano necessità di trattenersi in ufficio per motivi di lavoro hanno fatto rientro a casa in taxi o addirittura con i mezzi pubblici, dal momento che alcuni di loro abitano in provincia e il costo del taxi sarebbe troppo oneroso. “Dite a Peppe Setola e a Michele Zagaria – è lo sfogo di un pm del pool che indaga sul clan dei casalesi – che, se mi cercano, possono trovarmi alla stazione della Circumvesuviana dalle 7 di sera. Non molto sicura per noi, ma almeno qualcosa che ancora funziona”.

Ma la penuria di fondi per la giustizia si fa sentire anche su altri versanti: i magistrati sono costretti a portarsi da casa persino il materiale di cancelleria. Il procuratore, Giovandomenico Lepore, è sconfortato: “Dopo numerose sollecitazioni, dal ministero è arrivato un fax in cui è scritto che alla firma del ministro Tremonti c’è un provvedimento che dovrebbe consentire il pagamento degli straordinari. Non si sa se e quando Tremonti lo firmerà. Ho girato il fax al dirigente generale e agli autisti, nella speranza di convincerli a tornare al lavoro: più di questo non posso fare. Il problema riguarda anche me: ieri, per tornare a casa, ho dovuto farmi prestare un’auto dai carabinieri. Per una volta si può fare, ma non può essere questa la soluzione. Anche i carabinieri di auto ne hanno poche”.
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28 giugno 2011

fonte:  http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/06/28/news/i_pm_anticamorra_restano_a_piedi_dite_ai_boss_che_prendiamo_la_metro-18360436/?rss

LIBRI – GESÙ! ovvero L’INVENZIONE DEL DIO CRISTIANO


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Un libro destinato ad alimentare l’eterno dibattito su una figura che alcuni vogliono divina, altri mitologica, altri ancora storica ma confusa nella folla dei cosidetti maestri e maghi del tempo.. La religione degli individui è basata sulla fede, cioè il credo assoluto su verità elevate a dogma. Le basi storiche sembrano non far altro che confondere ed elevare a dogma altre verità che si considerano assolute e che, nel tempo, inevitabilmente divengono relative. Chi era Gesù? Un capo zelota? Un maestro formatosi alla scuola degli Esseni? Il Figlio di Dio fatto Verbo? Morì in croce, ma morì veramente? O venne salvato e sopravvisse per molti anni ancora portando la sua predicazione ai confini del mondo? In India si dice che vi sia la vera tomba di Gesù.. Quale che sia la verità è certo che la figura di Gesù è destinata (lo è stata lo sarà sempre) a provocare scompiglio e discussioni senza soluzioni di continuità.
Ognuno è libero di credere ciò che più gli piace. Pro o contro il Gesù divino, pro o contro il Gesù storico, l’importante è che a tutti sia garantita la libertà di formarsi un’opinione, o un credo, personali.

mauro
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GESÙ!

OVVERO

L’INVENZIONE DEL DIO CRISTIANO

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è il piccolo libro (127 pagine 5 euro, edizioni ADD)
del direttore di “MicroMega”
PAOLO FLORES D’ARCAIS
che sarà in libreria da martedì 28 giugno.

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Libro divulgativo, che sulla scorta della più aggiornata storiografia, mostra come Gesù di Galilea non abbia nulla a che fare con il Cristo, Seconda Persona della Trinità, che la Chiesa ha dogmatizzato all’inizio del quarto secolo nel Concilio di Nicea. Gesù era solo un profeta ebreo che proclamava l’incombente fine del mondo e l’avvento del Regno di Dio: mai si proclamò “messia” e meno che mai pensò di fondare una nuova religione. A mostrarlo sono gli stessi testi del Nuovo Testamento, in una lettura critica ormai consueta tra gli storici ma ancora “stupefacente” per molti credenti e non credenti.

INDICE

Istruzioni per l’uso p.7
Chi era Gesù p.11
Seconda bugia di Ratzinger p.20
Risurrezione p.27
Nascita della Pentecoste p.36
Tomba vuota p.44
Giacomo p.50
Paolo accusa Pietro di essere Satana p.60
Canone p.68
Messia p.80
Il figlio e la vergine p.90
Eresie p.100
Ebioniti p.110
Il Gesù di Maometto p.117

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LA RECENSIONE

Il libro best seller di Benedetto XVI dedicato alla figura di Gesù di Nazareth ha dato vita a un acceso dibattito tra storici, teologi, saggisti. Paolo Flores d’Arcais capovolge radicalmente le tesi di Joseph Ratzinger, dimostrandone l’inconsistenza con questo pamphlet guidato da una fedele e rigorosa lettura delle fonti storiche. La tesi dell’autore, che del resto coincide con il mainstream di due secoli di studi storici sull’argomento, è lineare: Gesù non era cristiano, era un ebreo osservante, che mai avrebbe immaginato di dar vita a una nuova religione e meno che mai di fondare una “Chiesa”. Mai si è proclamato Messia, e se qualcuno degli apostoli ha ipotizzato che fosse “Cristo”, ha sempre rifiutato questa investitura. Gesù e Cristo sono dunque due figure incompatibili. Storicamente reale il primo, profeta apocalittico ebreo di Galilea, frutto di tre secoli di “invenzione” teologica il secondo, culminati nel concilio di Nicea.

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28 giugno 2011

fonte: via e-mail

Tav, spunta il progetto low cost. Piace a Tremonti e ha l’ok delle Fs / 28 giugno, Fiaccolata No-Tav a Susa

Tav, spunta il progetto low cost
Piace a Tremonti e ha l’ok delle Fs

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Sindaci e cittadini, insieme contro un’opera devastante, inutile, costosa! – fonte

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di Paolo Hutter

27 giugno 2011

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La corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti Tav, quella parte più o meno immediatamente disponibile di fondi europei che sembra una manna dal cielo in tempi di crisi delle commesse pubbliche, non aveva e non ha come ostacolo soltanto la popolazione manifestante che impediva l’avvio della recinzione del cantiere per il tunnel di Chiomonte. A parte il fatto che l’effettiva praticabilità dei lavori del cantiere in questa atmosfera in mezzo ai manifestanti è tutta da valutare, un ostacolo più insidioso era e in parte è ancora la necessità che il governo italiano entro il 30 giugno firmi un nuovo accordo preventivo con la Francia sugli stanziamenti per la realizzazione del nuovo collegamento Torino Lione.

Ed ecco la sorpresa: viene allo scoperto quello che gli esperti sapevano già da tempo, cioè lo scetticismo del ministro dell’Economia Giulio Tremonti a impegnare soldi in un’opera che non considera né può considerare prioritaria neanche nell’ambito delle Grandi Opere, premuto come è dalle altre lobby regionali (come quella ligure, veneta e friulana) per tutti i vari progetti “europei” in panne. Come un coniglio dal cappello, è il caso di dirlo, escono e prendono piede, soprattutto sui giornali del fine settimana, ipotesi di ridimensionamento drastico del progetto Tav. Una linea leggera e low cost che, secondo La Stampa, ha l’approvazione del governo francese e delle Ferrovie dello Stato. Si usano addirittura argomenti dei No Tav, come quello che la linea storica esistente non ha problemi di saturazione e che non li avrà per almeno 20 anni, poi si vedrà.

Il ridimensionamento – resterebbe da realizzare soprattutto il megatunnel transfrontaliero, ridotto però a una canna sola – servirebbe a far sì che la Francia e Bruxelles si possano accontentare che l’Italia prometta di spendere 4 miliardi e mezzo anziché 8 e mezzo. Si ricordi che non solo i tecnici No Tav, ma tutti gli addetti ai lavori, moltiplicano sempre questa cifra quasi per 3, nel caso si proceda.

Pochi giorni fa l’Unione Industriali aveva motivato il proprio determinato impegno a sostegno dell’opera con la previsione economica di avere tutti quei miliardi di spesa pubblica per i lavori come moltiplicatore del Pil per il torinese. A quella posizione ha risposto un comunicato che i giornali torinesi hanno snobbato, da parte di un fronte civico nazionale, che tra gli altri comprende Giorgio Airaudo e Luigi De Magistris, contrario a questi tunnel in Val di Susa e che fa notare come chi è favorevole all’opera “ragiona solo sui benefici che deriverebbero dai lavori di costruzione al comparto edilizio, non sulla necessità della linea”.

Ora, a fronte di quello che viene annunciato come un ridimensionamento drastico di tutto il progetto futuro, stranamente Unione Industriali di Torino e gli altri più strenui difensori della necessità della Tav non battono ciglio. Per i tecnici che collaborano coi sindaci e i comitati No Tav questa è l’ennesima dimostrazione che si sta giocando solo una partita politico-economica per tenere aperti dei rubinetti, e che il progetto può gonfiarsi o sgonfiarsi altre volte. Ma non sempre è lecito scherzare con le carte. Ad esempio, l’improvvisa scomparsa dal progetto della seconda canna non può essere trattata con tanta leggerezza.

Dice Luca Giunti, uno dei collaboratori dei Sindaci No tav: “Il tunnel è stato progettato a due canne e tutta la sicurezza – una cospicua parte dell’intero progetto – è fasata proprio sulla contemporanea presenza delle due canne. In pratica una serve da evacuazione e soccorso per l’altra (le probabilità di un incidente che coinvolga entrambe le canne è considerata molto bassa). I vigili del fuoco avevano comunque sollevato molte riserve sull’effettiva possibilità di soccorso sotto il massiccio d’Ambin. Addirittura era prevista la possibilità che transitassero nella galleria solo treni merci auto condotti, senza macchinisti. Se ora si propone una soluzione mono canna è evidente che l’intero progetto va fermato, riprogettato correttamente, sottoposto alle valutazioni di legge e solo a questo punto può riprendere l’iter progettuale. Altrimenti si continua a valutare, come sicurezza, come impatto ambientale e come costi, un progetto – l’unico depositato ufficialmente – che non ha più alcun riscontro con la realtà.”

L’unico progetto definito e sicuro è quello del tunnel di Chiomonte che si vuole fare adesso, e che verrebbe realizzato dalla CMC di Ravenna, una grande cooperativa “rossa”. Un tunnel di 7 chilometri che con molte probabilità resterebbe deserto e solitario come da anni lo sono le “discenderie” realizzate in Francia in attesa del Tav. Intanto bisogna vedere cosa verrà firmato il 30 giugno con Parigi e il 6 luglio con gli altri governi europei.

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fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/27/tav-spunta-il-progetto-low-cost-piace-a-tremonti-e-ha-lok-delle-fs/127604/

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Questa sera, 28 giugno 2011, ore 20.30

Fiaccolata NoTav
Susa, partenza dalla stazione FFSS

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Comunicato stampa USB (Pdf)

Governo, riunione maggioranza su manovra ad alta tensione

Governo, riunione maggioranza su manovra ad alta tensione

martedì 28 giugno 2011 13:40

Photo

Il premier Silvio Berlusconi, il mkinistro dell”Economia Giulio Tremonti e il ministro delle Riforme e leader della Lega Nord Umberto Bossi il 14 dicembre 2010 alla Camera.

REUTERS/Alessandro Bianchi

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di Giuseppe Fonte e Roberto Landucci

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ROMA (Reuters) – Silvio Berlusconi ha convocato per l’ora di pranzo a palazzo Grazioli i membri della maggioranza per concordare la manovra da oltre 40 miliardi che dovrebbe essere approvata dal Consiglio dei ministri giovedì mentre crescono le tensioni con il ministro dell’Economia.

Dopo che il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto ha accusato Giulio Tremonti di voler far cadere il governo presentando misure che andrebbero analizzate da uno “psichiatra”, i giornali oggi dicevano che il ministro sarebbe sull’orlo delle dimissioni.

Entrando a Grazioli il ministro ha detto di avere in tasca non la lettera di dimissioni, ma “solo una manovra molto seria e responsabile che sarà oggetto di un dibattito molto serio e responsabile”.

Che il ministro stia maneggiando materia esplosiva lo conferma Umberto Bossi che risponde con un secco “sì” alla domanda dei giornalisti se il governo sia a rischio sulla manovra.

Nel pomeriggio Tremonti esporrà le linee guida della manovra a un pre-consiglio dei ministri.

ITALIA SOTTO PRESSIONE SU MERCATI

Giulio Tremonti intende definire subito le misure attraverso le quali conseguire il pareggio di bilancio al 2014 concordato in sede europea.

La linea del ministro è che l’Italia, con il suo enorme debito pubblico pari al 120% del Pil, non può allentare la presa sulla spesa sorpattutto mentre i mercati stanno colpendo i debiti delle economie periferiche della zona euro con conseguenze sui corsi dei valori delle banche nazionali.

Berlusconi e altri membri del governo, preoccupati per il calo di consensi del governo dopo la doppia bocciatura di amministrative e referendum, preferirebbero un approccio più morbido: un percorso a tappe che inizi con la manovra leggera prevista per quest’anno e rimandi quella più pesante prevista per il prossimo biennio.

Dopo che ieri lo spread tra i rendimenti dei titoli decennali tedeschi e quelli italiani è arrivato a 223 punti toccando il massimo storico, oggi il Tesoro ha collocato i Btp a 10 anni con rendimento ai livelli più alti dall’ottobre 2008.

“C’è bisogno di un confronto serrato non solo sulla filosofia ma anche sulle proposte specifiche”, ha detto il vice capogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello.

“E’ una manovra epocale: 40 miliardi in tre anni. E’ bene che i convincimenti siano profondi e questo anche nell’interesse di Tremonti che non credo voglia una cambiale in bianco”, ha aggiunto.

Sul sito http://www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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fonte:  http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE75R07D20110628?sp=true

Atene, esplode la protesta lacrimogeni contro dimostranti / VIDEO LIVE: Greece Clashes: Syntagma Square Athens June 28 2011 (h. 14,30)

Greece Clashes: Syntagma Square Athens June 28 2011

Caricato da in data 28/giu/2011

Greece Riots: Syntagma Square Athens June 28 2011

Atene, esplode la protesta
lacrimogeni contro dimostranti

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Sciopero di 48 ore indetto dai sindacati paralizza il Paese. Ondata di manifestazioni contro il piano di austerity che il Parlamento si appresta a votare, necessario per sbloccare i finanziamenti Ue-Fmi. “Il governo ci ha dichiarato guerra e rispondiamo con la guerra”

Atene, esplode la protesta  lacrimogeni contro dimostranti Scontri ad Atene: la polizia ha lanciato lacrimogeni contro i dimostranti

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ATENE – La polizia ha usato gas lacrimogeni ad Atene davanti al Parlamento, dove sono in corso scontri con i manifestanti che lanciano pietre e bottiglie. Gruppi di persone con bandiere nere, simbolo degli anarchici più radicali, hanno sfondato le transenne, cercando lo scontro con gli agenti. Tafferugli si registrano anche davanti al ministero delle Finanze.

LE FOTO 1

La protesta è contro l’ondata di misure economiche di austerity e tagli che il Parlamento si appresta a votare, necessari per sbloccare gli aiuti finanziari dalla comunità internazionale. I sindacati dei settori pubblico e privato hanno indetto uno sciopero di 48 ore: bloccato sin da questa mattina il trasporto aereo, urbano e marittimo e i servizi pubblici a parte la metro che funzionerà “proprio per permettere la partecipazione alla manifestazione” hanno detto gli organizzatori.

Ad Atene oltre 15mila persone partecipano ai cortei di protesta, a Salonicco sono scese in piazza in 10mila. “La nostra mobilitazione continuerà fino a quando resterà in vigore questa politica”, ha detto un portavoce della Confederazione generale di lavoratori. La manifestazione principale è in piazza Sintagma ad Atene, di fronte al Parlamento, presidiata sin dal mattino da 5mila uomini delle forze dell’ordine. Bloccato anche il porto del Pireo. “Il governo ci ha dichiarato guerra – ha detto Spyros Linardopoulos del sindacato Pame – e noi rispondiamo con la guerra”.

A 24 ore dal voto del Parlamento sul piano di risanamento da 28 miliardi messo a punto dal premier George Papandreou 2, il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha ribadito senza mezzi termini che si tratta per il paese dell'”unica alternativa” al default. “Questa settimana – ha ricordato da Bruxelles Rehn – la Grecia affronta un momento critico. Sono in gioco sia il futuro del paese che la stabilità finanziaria in Europa. Rispetto pienamente le prerogative e la sovranità del Parlamento greco nel dibattito in corso, e credo che i leader politici greci sono pienamente consapevoli della responsabilità che hanno per evitare il default”.

Il piano, ha ricordato il commissario Ue, comprende sia “la strategia fiscale a medio termine che il piano di privatizzazioni”, condizione necessaria perché venga versata la prossima tranche dell’assistenza finanziaria Ue-Fmi 3da 12 miliardi. “A coloro che speculano su altre opzioni dico chiaramente che non esiste un piano B per evitare il default – ribadisce Rehn -. L’Unione europea continua a voler sostenere la Grecia, ma l’Europa può aiutare la Grecia solo se il Paese aiuta se stesso”.

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28 giugno 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/28/news/scontri_grecia_manifestanti_polizia-18344774/?rss