Freedom Flotilla, tra attesa e rinvii, nella guerra di nervi scatenata da Israele / Ministri israeliani accusano Netanyahu: “Mistificazione mediatica e isterismo dell’informazione”

Freedom Flotilla, tra attesa e rinvii

https://i1.wp.com/www.infopal.it/writable/img/Freedom%20Flotilla.%20Stefano%20Chiarini%20boat.jpg

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Da Angela Lano, da Corfù (Gr), giovedì 30 giugno.

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E’ una guerra di nervi quella scatenata da Israele, che alterna articoli-bufala, minacce, sabotaggi, addestramenti e simulazioni di attacchi, rivelazioni contro la Freedom Flotilla.

Quella della Freedom Flotilla 2 è ormai una situazione fluida, dinamica: notizie che danno la partenza per imminente e altre che parlano di rinvii. L’unico elemento certo è che oggi non si parte. E probabilmente neanche nei prossimi giorni. I motivi sono diversi, dai sabotaggi a due (o tre?) barche, alle ispezioni in corso a quella statunitense; alle enormi pressioni che il regime di Tel Aviv sta facendo sul governo greco, e così via.

Questa mattina, si è appreso che la nave irlandese, ormeggiata in un porto turco, non potrà far parte della Flotilla a causa dei seri danni subiti nella notte tra martedì e mercoledì, che necessitano di diversi giorni per la riparazione. I passeggeri irlandesi organizzeranno una confernza stampa in Turchia, quest’oggi, e sono previste anche manifestazioni di protesta in Irlanda contro le manovre israeliane e i sabotaggi alle barche.

La US Boat to Gaza continua a essere oggetto di attacchi “legali” e di pressioni politiche statunitensi. Per oggi è prevista una visita a bordo da parte di giornalisti di tutto il mondo, perché verifichino “di persona” che non ci sono armi a bordo.

I passeggeri della nave “Stefano Chiarini”, ormeggiata a Corfù, e su cui siamo saliti ieri (giornalisti e organizzatori), facendo fotografie e riprese video, continuano gli stage di preparazione. Questa mattina si è svolta una lezione sugli aspetti giuridici della partecipazione alla missione e sui diritti che devono essere garantiti se si verrà incarcerati, come avvenne ai partecipanti alla Freedom Flotilla 1, l’anno scorso.

Il clima che si respira qui a Corfù è di grande attesa e collaborazione.

http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_29/flotilla-gaza_ef876468-a28c-11e0-b1df-fb414f9ca784.shtml

http://video.corriere.it/

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http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTFtx-EJAAhUxCbe1KetVlOLJgoYEG51Uj1xEnO5psH-2yxSwRM

fonte:  http://www.infopal.it/leggi.php?id=18786

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‘Della mistificazione’ le minacce rappresentate dalla Flotilla e divulgate da Israele, per alcuni ministri israeliani

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Al-Quds (Gerusalemme) – Afp. Alcuni ministri israeliani hanno accusato l’esercito di “aver mistificato” le tesi che vedevano gli attivisti a bordo della Flotilla rappresentare un pericolo per i soldati israeliani. Lo riporta il quotidiano israeliano “Maariv” che pubblica le espressioni usate dai ministri israeliani: “Mistificazione mediatica e isterismo dell’informazione”.

Lunedì scorso, il portavoce militare, il ten. col. Avital Leibovitz, aveva dichiarato che “tra gli attivisti a bordo del convoglio per mare vi fossero degli elementi terroristi e che qualcuno di essi trasportava pericolose sostanze chimiche esplosive”.

Tuttavia, ministri del governo hanno riferito a Maariv di non essere stati messi al corrente circa queste ipotesi, e hanno accusato il premier israeliano Netanyahu di essere responsabile di una disinformazione.

“Netanyahu ha deciso di cambiare la versione sulla natura della Flotilla per due ragioni, che rimandano alla comunità internazionale”, ha poi aggiunto a Maariv uno dei ministri che oggi si sollevano critiche, chiedendo di restare nell’anonimato.

“La prima ragione è quella di tutelarsi, nel senso che, se qualcosa andrà storto nell’operazione militare, quindi se ci saranno incidenti, Israele sarà in grado di dire ‘lo avevmo detto in anticipo’.

“La seconda ragione è fare pressioni sulla comunità internazionale in modo tale che i governi del mondo impediscano alla Flotilla di scendere in mare”.

Maariv ha poi riportato il “fastidio” di questi ministri per non essere stati messi al corrente dal proprio governo sulle presunte minacce rappresentate dalla Flotilla, attesa a breve a Gaza, a un anno dalla prima missione, guidata dalla Turchia.

La Freedom Flotilla 1 si concluse con la morte dei nove attivisti turchi per mano dei commando israeliani e con una condanna internazionale.

I preparativi della nuova Flotilla, invece, sono stati seguiti da vicino da Israele, e i ministri hanno definito “inconcepibile” che le istituzioni, tra le quali pure l’esercito israeliano, “producano informazioni rivolte al mondo mediatico in totale contrasto con quanto è stato riferito a noi”.

“Esistono sempre più ragioni allora, per temere una distorsione dei fatti. A noi sono state date informazioni differenti, rispetto a quelle divulgate ai media”, ha affermato un altro ministro israeliano, anch’egli rimasto nell’anonimato.

Gli attivisti, intanto, si stanno preparando per lanciare in mare le 10 imbarcazioni della Flotilla diretta a Gaza e hanno ribadito il proprio rifiuto a ogni tipo di violenza contro le truppe israeliane.

Circa 300 attivisti della causa palestinese, provenienti da 22 Paesi – tra i quali Canada, Francia, Grecia, Irlanda, Italia e Spagna – si uniranno alla Flotilla. Tra i partecipanti anche decine di anziani dall’America e dall’Europa.

http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=400964
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30 giugno 2011

http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTFtx-EJAAhUxCbe1KetVlOLJgoYEG51Uj1xEnO5psH-2yxSwRM

fonte:  http://www.infopal.it/leggi.php?id=18784

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