Archivio | luglio 13, 2011

Appello ai politici italiani in Israele. Firmato: gli italiani in Palestina / Boycott Bill: la compagnia Arca straccia il contratto in Palestina

Appello ai politici italiani in Israele. Firmato: gli italiani in Palestina

.

Wednesday, 13 July 2011 08:10 Italiani in Terra Santa

Aic in עברית arabic English Castellano

.

Siamo un gruppo di cittadini italiani. Per motivi diversi, dal lavoro allo studio alla solidarietà, siamo attivi in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati, per cercare di dare il nostro contributo alla realizzazione di una pace basata sulla giustizia e sul rispetto dei diritti umani fondamentali.

Bilin-Wall.jpg

.

Sappiamo che da domenica una delegazione di giovani politici italiani sta partecipando a un tour organizzato dall’Ambasciata israeliana in Italia. Non ci stupisce il fatto che il tour non preveda nessun incontro con la società civile palestinese. Non ci stupisce che il Governo israeliano cerchi di auto-promuovere le sue politiche, le sue innovazioni tecnologiche e le sue strategie militari.

Quello che chiediamo ai nostri coetanei che stanno partecipando all’iniziativa è di aprire gli occhi e notare chi saranno i grandi assenti del loro viaggio. Nonostante i tentativi di Israele di impedire il libero accesso ai Territori Palestinesi Occupati oltre il muro (illegale) esistono un mondo e un tessuto sociale che devono essere conosciuti per poter far sì che la politica italiana dia un contributo sincero alla fine delle discriminazioni e delle violenze che il popolo palestinese subisce da oltre 60 anni.

Questa lettera-appello non mira a riassumere qui questa situazione di illegalità e ingiustizia: fior di dossier, report e risoluzioni delle Nazioni Unite si possono rintracciare con facilità in rete.

Questa lettera-appello è un invito che vi facciamo, come concittadini, a partecipare a una delle innumerevoli iniziative di turismo politico e turismo responsabile che vengono organizzate in Cisgiordania: dal campo Bridges instead of walls dell’organizzazione israelo-palestinese Alternative Information Center, ai tour di Hebron promossi dagli ex soldati israeliani di Breaking the silence. Da uno dei diversi itinerari dell’Alternative Tourism Group, al giro di Gerusalemme organizzato dall’Israeli Committee Against House Demolition.

Le possibilità sono molte. Crediamo di poterci appellare alla vostra volontà perché la giovane politica italiana dimostri di essere vicina alle voci e alle storie dei suoi pezzi di società che si mettono in gioco nella solidarietà agli esseri umani che vivono, ancora e nonostante tutto, in questa terra.

1

2

3

4

5

6

7

8

PS. Ci piacerebbe poter sottoscrivere questo appello con i nostri nomi e cognomi, ma a causa delle politiche israeliane attuate nei confronti di chi vive e lavora nei Territori Palestinesi Occupati, rischieremmo di non poter avere più l’occasione di visitare queste terre.

.

http://www.nena-news.com/?p=11436

.

Per adesioni inviare una mail a: italianinterrasanta@gmail.com

.

fonte:  http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/11-aic-projects/3011-appello-ai-politici-italiani-in-israele-firmato-gli-italiani-in-palestina

______________________________________________

Boycott Bill: la compagnia Arca straccia il contratto in Palestina

Wednesday, 13 July 2011 09:56 Emma Mancini

Aic in עברית arabic English Castellano

.

Primi effetti della nuova legge israeliana contro il boicottaggio. Arca, compagnia israeliana per l’elettricità e lo sviluppo tecnologico, ha cancellato oggi il contratto che la legava alla nuova città palestinese di Rawabi, a Nord di Ramallah
.
rawabiIl progetto in 3D della nuova città palestinese di Rawabi
.
A riportare la notizia è stata Army Radioquesta mattina. Quando è iniziata l’espansione della nuova città, che secondo le previsioni dovrebbe arrivare ad ospitare 40mila palestinesi, all’interno dell’opinione pubblica israeliana è esploso il dibattito. Molte critiche sono piovute sulle compagnie israeliane che, invece di lavorare allo sviluppo delle colonie ebree in Cisgiordania, si occupavano delle cittadine palestinesi. In particolare, si erano fatte espressamente delle pressioni perché i beni prodotti nelle colonie non fossero utilizzati per la costruzione di Rawabi.

Con la “Boycott Bill”, approvata lunedì dalla Knesset, il governo israeliano punirà con il pagamento di sanzioni amministrative da 50mila shekel (circa 10mila euro) tutti gli individui e le associazioni che inviteranno apertamente al boicottaggio economico, culturale ed accademico dello Stato di Israele. Inoltre, verranno revocati aiuti finanziari ed esenzioni fiscali a quelle compagnie nazionali che decideranno di offrire i propri servizi all’Autorità Palestinese e che faranno affari con compagnie palestinesi.

Ed ecco il primo risultato: la compagnia israeliana Arca abbandona in fretta e furia Rawabi e straccia il contratto. Rawabi (in arabo “la collina”), a pochi chilometri da Ramallah e dall’università di Birzeit, è la prima città pianificata dall’Autorità Palestinese, che ne vuole fare un fiore all’occhiello e un esempio di modernità in Cisgiordania.

.

fonte:  http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/economy-of-the-occupation/3013-boycott-bill-la-compagnia-arca-straccia-il-contratto-in-palestina

Greenpeace denuncia: il tessile cinese avvelena il Fiume Azzurro / VIDEO: Greenpeace Reports Textile Industry Pollutes China’s Rivers

Greenpeace Reports Textile Industry Pollutes China’s Rivers

Caricato da in data 01/dic/2010

For more news visit ☛ http://english.ntdtv.com

Toxic runoff from China’s textile industry has made its way into rivers and other waterways. Many are now heavily polluted with chemicals used for dying, printing, bleaching and washing.

Xintang in Guangdong Province is known as China’s “Jeans Town.” In 2008 it produced 260 million pairs of jeans, making up more than 60 percent of national production and roughly 40 percent of jeans consumption in the United States that year.

The Dong River running through the town is blackened and covered in foam.

[Yan Zhao, Greenpeace Toxics Campaigner]:
“We have actually interviewed students who are teenagers and they can’t actually remember the rivers being clean. And of those middle-aged men, they can still remember swimming in those rivers and fishing in those rivers. They can no longer do that anymore. And their children can no longer do that anymore.”

About 186 miles west of Xintang, the town of Gurao produces 200 million bras a year. Its Xiaoxi River is also polluted.

Heavy metals were found in 17 out of 21 samples taken from the Dong and Xiaoxi rivers. Some of the cadmium levels were 128 times the national standard, and the strongly alkaline water reached pH values of nearly 12.

[Yan Zhao, Greenpeace Toxics Campaigner]:
“Actually, Xintang and Gurao are not unique cases. They are 133 textile industrial clusters like Xintang and Gurao according to the statistics of the China Textile Association. So, we are really afraid that this is just the tip of the iceberg.”

According to the Chinese regime’s National Textile and Apparel Council, the country’s gross output of textiles grew 10 percent in 2009. Most of it is exported to the United States, Europe and Japan.

Fabbriche fornitrici di Nike, Adidas, Puma, Converse, Calvin Klein, Lacoste e Abercrombie

Greenpeace denuncia: il tessile cinese avvelena il Fiume Azzurro

L’associazione ecologista invita le aziende occidentali a imporre «l’eliminazione dell’uso delle sostanze pericolose»

.

Fabbriche lungo il Fiume Azzurro
Fabbriche lungo il Fiume Azzurro

MILANO – I fornitori di importanti multinazionali occidentali sono i principali inquinatori del Fiume Azzurro e del Fiume delle Perle, due dei più grandi corsi d’acqua che attraversano la Cina. La denuncia arriva da Greenpeace che per oltre un anno ha analizzato le acque degli affluenti e in essa avrebbe riscontrato la presenza di diversi agenti chimici altamente tossici proibiti sia Europa sia negli Stati Uniti. L’associazione ecologista nel rapporto intitolato Dirty Laundry: Unravelling the corporate connections to industrial water pollution in China (Panni sporchi. Il segreto tossico dietro l’industria tessile) accusa il Textile Complex di Youngor e il Well Dying Factory Ltd di Hong Kong, due complessi industriali cinesi del tessile, di scaricare nei corsi d’acqua sostanze velenose e svela il legame commerciale che unisce i due impianti con celebri brand sportivi e dell’abbigliamento occidentali come Nike, Adidas, Puma, Converse, Calvin Klein, Lacoste e Abercrombie & Fitch.

LA RICERCA – I risultati presentati da Greenpeace dimostrano «un inquinamento diffuso di questi fiumi da alchilfenoli e composti perfluorurati», sostanze che possono alterare il sistema ormonale. Inoltre nelle acque è stata riscontrata «la presenza di altri tipi di contaminanti pericolosi per l’ecosistema e per la salute umana fra cui metalli pesanti come cromo, rame e nichel e composti organici volatili quali il dicloroetano, il tricloroetano (cloroformio) e il tetracloroetano». I due fiumi forniscono acqua potabile a milioni di cinesi (solo il Fiume Azzurro è la principale risorsa idrica per 20 milioni di cittadini) e la presenza di questi veleni è altamente dannosa per la salute di tantissime persone.

DIVIETI – Greenpeace dichiara che molte multinazionali considerate «leader della sostenibilità» in Occidente, non si preoccupano di come sono realizzati i loro prodotti a livello locale e sebbene abbiano identificato una lista di composti prioritari pericolosi esse le limitano solo nei loro prodotti finiti. Alla fine del rapporto l’associazione ecologista invita le multinazionali a esercitare la propria influenza economica e chiede di imporre ai due complessi industriali cinesi «l’eliminazione dell’uso delle sostanze pericolose» come già avviene nei paesi occidentali.

REPLICA – A poche ore dalla pubblicazione del rapporto multinazionali citate nello studio hanno replicato: «La possibilità che vi siano alte concentrazioni di prodotti chimici è davvero bassa», è scritto nel comunicato Adidas. Mentre Nike, dopo aver confermato di acquistare prodotti dai complessi tessili, nega che i suoi fornitori orientali utilizzino sostanze inquinanti. Da parte sua Greenpeace che già l’anno scorso aveva denunciato il disastroso inquinamento del Fiume Azzurro e la presenza di pesce tossico nelle sue acque, condanna l’atteggiamento poco collaborativo delle multinazionali occidentali. «Nessuna delle grandi aziende citate nel nostro rapporto ha una politica chiara e trasparente che impone ai propri fornitori l’eliminazione dell’uso di questi agenti chimici pericolosi – dichiara Li Yifang, la ricercatrice dell’associazione ecologista che ha guidato la ricerca – Queste multinazionali fanno grandi affari con gli inquinatori. Non le accusiamo certamente di essere il diavolo, ma senza il loro intervento, i complessi tessili cinesi continueranno a scaricare nei fiumi orientali sostante inquinanti e tossiche».

.

Francesco Tortora
13 luglio 2011 18:35
fonte:  http://www.corriere.it/ambiente/11_luglio_13/tortora-greenpeace-fiumi-cinesi_56544088-ad43-11e0-83b2-951b61194bdf.shtml

_________________________________________

Scuola, via libera a 67mila assunzioni. Governo e sindacati raggiungono l’accordo

Scuola, via libera a 67mila assunzioni
Governo e sindacati raggiungono l’accordo

Il ministero: d’ora in poi assunzioni in base alle esigenze

.

 

ROMA – Via libera a 67 mila assunzioni nella scuola dal prossimo 1° settembre. Verranno immessi in ruolo 30.482 docenti e 36.488 ausiliari tecnici e amministrativi (Ata) nell’arco degli anni 2011-2013 sulla base dei posti vacanti disponibili in ciascun anno. E’ questo il risultato dell’incontro di stamattina a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Letta, i ministri Brunetta e Gelmini e i sindacati confederali e di categoria. Il numero delle assunzioni che hanno ricevuto il disco verde è stato riferito dai sindacati al termine del breve incontro svoltosi alla presidenza del Consiglio. «Entro il 31 agosto – ha detto il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo – dovranno essere fatte le nomine in modo che da settembre tutti gli insegnanti siano in cattedra». Ora partirà la procedura all’Aran, con l’auspicio di chiudere la trattativa entro la fine del mese.

Ministero: d’ora in poi assunzioni in base alle esigenze. Il Piano triennale di assunzioni, già deciso e approvato da alcuni mesi, «eviterà la formazione di nuovo precariato in futuro e risponde a una nuova filosofia: prevede infatti esclusivamente assunzioni basate sul reale fabbisogno del sistema d’istruzione, come sarà sempre, d’ora in poi, per tutte le assunzioni nel mondo della scuola». Lo ha sottolineato il ministero dell’Istruzione al termine dell’incontro svoltosi oggi a Palazzo Chigi. nell’arco degli anni 2011-2013, sulla base dei posti vacanti disponibili in ciascun anno.

.

13 luglio 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=156045&sez=HOME_SCUOLA

__________________________________________

IL POPOLO DEI PRIVILEGI – Manovra, tensione sulle liberalizzazioni; avvocati e notai del Pdl: “Così non la votiamo”

FINANZIARIA

Manovra, tensione sulle liberalizzazioni
avvocati e notai del Pdl: “Così non la votiamo”

.


fonte immagine

.

In rivolta i “legali” parlamentari del partito di Berlusconi: 50 firme per dire no all’abolizione degli ordini professionali ed alle novità introdotte dal testo. Altra contestazione in maggioranza contro l’incompatibilità fra l’incarico di parlamentare e quello di sindaco o presidente di Provincia. Gasparri: “Stiamo studiando il problema”

Manovra, tensione sulle liberalizzazioni avvocati e notai del Pdl: "Così non la votiamo"

.

ROMA – La corsa contro il tempo per il varo della Finanziaria 1 provoca la rivolta dei parlamentari del Pdl che di mestiere fanno gli avvocati e i notai. Compatti, nonostante la scelta del governo di mettere la fiducia, stanno raccogliendo firme per protestare contro la manovra da domani al voto del Senato (al momento sarebbero circa una cinquantina). Un punto, l’articolo 39-bis, proprio non lo digeriscono e riguarda le liberalizzazioni 2delle professioni: “Fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali, il testo – assicura un avvocato del Pdl – non lo voteremo mai dovesse anche cadere Tremonti”. “Da avvocato ritengo che sia una norma che merita un approfondimento ulteriore. Non mi sembra materia da inserire in un decreto”, aggiunge l’avvocato-ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

A preoccupare molti parlamentari del Pdl è anche un emendamento dell’opposizione al Senato che prevede l’incompatibilità delle cariche di parlamentare e sindaco o presidente di Provincia (solo alla Camera gli interessati sarebbero una quindicina), l’equiparazione degli stipendi di deputati e senatori a quelli di pari grado in Europa e i cambiamenti nel sistema dei vitalizi. Per quanto riguarda quest’ultimo tema l’emendamento specifica: “Gli uffici di presidenza delle due Camere adottano sistemi previdenziali basati sul metodo di calcolo contributivo, prevedendo requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso ai trattamenti corrispondenti a quelli applicati ai lavoratori dipendenti, ai sensi della disciplina pensionistica vigente”. “State pur certi – si assicura ancora tra i “rivoltosi” del Pdl – che anche quella norma deve saltare se vogliono che votiamo la manovra”.

Il governo si è mosso per evitare sorprese nel voto di fiducia e dell’oggetto della protesta si è parlato in una riunione fra il presidente del Senato Renato Schifani e i capigruppo di Lega e Pdl, Federico Bricolo e Maurizio Gasparri, il relatore Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della commissione bilancio, Antonio Azzollini e il sottosegretario all’economia, Alberto Giorgetti. Fra i nodi, proprio l’introduzione in manovra della liberalizzazione delle professioni.

Al termine, Gasparri ha parlato di “formulazioni sul tema che stanno sollevando preoccupazioni ma che sono già superate”: “Molti reagiscono a un tema che non c’è – ha detto Gasparri -, non c’è nelle modalità che stanno circolando, non sussiste. Comunque stiamo affrontando tutti i temi in agenda, ne stiamo parlando”. Parole che lasciano ipotizzare una riscrittura delle norme contestate.

Sulle barricate anche l’Organismo unitario dell’avvocatura che convoca gli stati generali dell’Avvocatura “per discutere e varare le iniziative di protesta contro il governo e i suoi progetti di svendita della giustizia e di smantellamento del sistema delle professioni”. Tra le ipotesi di mobilitazione, almeno 10 giorni di astensione dalle udienze a settembre, un congresso straordinario forense da celebrarsi a novembre e una manifestazione nazionale unitaria di tutti i professionisti.

“Non ricordiamo un attacco così forte all’avvocatura, alle Casse professionali, alle professioni – spiega il presidente dell’Oua, Maurizio de Tilla – come quello posto in essere con il decreto legge sulla manovra economica, benchè nella prima stesura fossero previste norme ancor più aggressive e demolitorie”.

.

13 luglio 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/07/13/news/avvocati_pdl-19080953/?rss

________________________________________

G8 GENOVA – Il medico di Bolzaneto, Giacomo Toccafondi, ha fatto carriera. Per i giudici agì con “particolare crudeltà”

G8 di Genova, il medico di Bolzaneto ha fatto carriera

.


fonte immagine

.

Giacomo Toccafondi partecipò ai soprusi della caserma vicino a Genova. Adesso viene premiato dalla sua Asl. Il dottore è uscito dal processo solo grazie alla prescrizione. Per i giudici agì con “particolare crudeltà”

https://i1.wp.com/www.solforoso.com/files/2009/01/scuole-diaz.jpg
fonte immagine

.

È il medico in mimetica ricordato da tanti ragazzi rinchiusi nella caserma di Bolzaneto. È uno dei dottori chiamati a rispondere civilmente per gli orrori del G8. Ma per lui nessuna sanzione. Anzi, la sua Asl ha deciso di premiarlo.

Genova il 23 luglio ricorderà le giornate più buie della sua storia recente: dieci anni fa si teneva il G8 segnato dalla morte di Carlo Giuliani, dalle violenze inaudite nelle strade della città, nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. La città vuole chiudere le ferite, ma non è facile: sulle responsabilità è sceso il velo della prescrizione, dell’impunità. Molti protagonisti di quei giorni non hanno subìto conseguenze, anzi, hanno ottenuto pro-mozioni. Sono diventati alti dirigenti, questori.

MA NON si parla soltanto degli appartenenti alle forze dell’ordine. Ecco il dottor Giacomo Toccafondi. A dieci anni dal G8 il medico genovese non ha subìto alcuna conseguenza. Eppure è uno dei quattro dottori che, secondo i magistrati, avrebbero partecipato alle violenze di Bolzaneto. Il processo penale, con decine di testimonianze, ha ricostruito nei dettagli le violenze nella caserma alle porte di Genova. Furono ore di delirio, sopraffazioni, umiliazioni e libero sfogo alle peggiori inclinazioni di alcuni poliziotti e agenti penitenziari. È perfino difficile riuscire a leggere le parole dei testimoni. I magistrati nella sentenza parlano di un inferno, ricordano che “lo shock di questa esperienza fu tale che a molte donne iniziò il ciclo (mestruale, Ndr) prima del ritmo naturale”.

Il dottor Toccafondi è uscito indenne dal processo. Ha ottenuto la prescrizione anche se dovrà rispondere civilmente. Per la Corte di Appello è stato un medico “che anziché lenire la sofferenza delle vittime di altri reati, l’aggravò, agendo con particolare crudeltà su chi inerme e ferito, non era in grado di opporre alcuna difesa, subendo in profondità sia il danno fisico, che determina il dolore, sia quello psicologico dell’umiliazione causata dal riso dei suoi aguzzini”.

Toccafondi è il dottore che “visitava” in mimetica ricordato da tanti ragazzi ospiti di Bolzaneto. Ma neanche l’ombra di una sanzione è arrivata da parte del suo ordine professionale. Già, non sono state soltanto le forze dell’ordine a fare muro per difendere i loro appartenenti. Dall’Ordine dei Medici non è arrivato alcun provvedimento per Toccafondi.

MA IL MEDICO di Bolzaneto oltre a non essere punito è stato anche premiato: oggi è un dirigente medico della Asl 3 Genovese, la più importante della Liguria e una delle maggiori d’Italia. Non solo: nel 2004 è stato invitato, proprio dalla sua Azienda Sanitaria Locale, a fare il capo del “Medical Service” in Kosovo al seguito dell’esercito. Un onore cui molti medici aspirano.

Adesso, però, ecco l’ultima sorpresa: si scopre che nel 2010, lo stesso anno della sentenza, la Asl 3 oltre a riconoscergli lo stipendio, gli ha attribuito la cosiddetta “retribuzione di risultato” ossia il premio per il conseguimento degli obiettivi. Così Toccafondi ha intascato 4.548,79 euro.

Una decisione contro cui Sel ha presentato un ordine del giorno al Consiglio Regionale della Liguria. Scrive Simone Leoncini, coordinatore di Sinistra Ecologia e Libertà: “Esprimiamo sdegno per questa decisione. Chiediamo alla Regione Liguria, al suo Presidente Claudio Burlando e all’assessore alla Sanità Claudio Montaldo di intervenire e di ritirare questo premio offensivo. Chiediamo che sia chiarito l’iter che ha portato a questa decisione, e quali siano i criteri deontologici con i quali viene valutato l’operato del personale medico”. Alessandro Benzi, capogruppo della Federazione della Sinistra, aggiunge: “Il dottor Toccafondi ha chiaramente violato le norme etiche alla base della sua professione, quelle norme che sarebbe stato normale considerare prima di assegnargli un riconoscimento”. Valter Ferrando (Pd) e Matteo Rossi (Sel) sono ancora più duri: “Chiediamo a Burlando di verificare al più presto se il comportamento di Toccafondi non si configuri come incompatibile con l’esercizio della professione medica in una struttura pubblica”.

E pensare che la sentenza di Appello per le violenze di Bolzaneto (dove passarono 252 ragazzi fermati dopo gli scontri di piazza) era stata particolarmente severa: tutti colpevoli i 44 imputati (funzionari, agenti, ufficiali dell’Arma, generali e guardie carcerarie, militari, medici).

Ma pochi o nessuno pagherà. La commissione d’inchiesta parlamentare non è stata fatta e la quasi totalità dei reati – calunnia, lesioni non gravi, abusi vari – contestati ai poliziotti della Diaz così come agli imputati di Bolzaneto sono stati spazzati dalla prescrizione. Restano in piedi le lesioni gravi, che però vanno in prescrizione dopo dieci anni e sei mesi (gennaio 2012) e i falsi che di anni ne prevedono dodici e mezzo (gennaio 2014). I dieci anni dal G8 si celebreranno all’insegna dell’impunità. Così diversa dal perdono invocato da molti.

.

.
__________________________________________________________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________________________________________________________
.

Genova 2001: “ricordi” della caserma di Bolzaneto

Chi è il dottor Giacomo Toccafondi?


fonte immagine

.

Il dottor Giacomo Toccafondi è stato richiamato in servizio presso il Ministero della Difesa – Distretto militare di Genova durante il mese di luglio del 2007. Come pubblicato nella delibera della ASL 3 di Genova presso la quale presta servizio (delibera n° 909 del 1° agosto 2007, pubblicata all’albo il 6 agosto 2007)

.
31 agosto 2007 – Enrica Bartesaghi (Comitato Verità e Giustizia per Genova)

.

Cosa c’è di strano che il dottor Giacomo Toccafondi sia stato richiamato in servizio presso il Ministero della Difesa?
Di strano c’è che il dottor Toccafondi è uno degli imputati nel processo in corso a Genova per le torture inflitte ad oltre 250 persone, italiane e straniere, che nel mese di luglio del 2001 “transitarono” per il carcere provvisorio di Genova Bolzaneto.

Il dottor Toccafondi era stato nominato, dal Magistrato Sabella, coordinatore di tutte le attività inerenti il servizio sanitario presso il sito penitenziario di Bolzaneto. Avrebbe dovuto occuparsi dei manifestanti: visitarli e, se feriti, curarli o disporne il trasferimento in ospedale.
A Bolzaneto arrivarono moltissimi feriti (provenienti dalla macelleria messicana della Scuola Diaz, dalle strade di Genova, rastrellati dagli ospedali dove si erano recati per le ferite subite) ma nessuno di loro fu curato, anzi! Molti subirono nuove violenze, percosse ed ingiurie proprio a Bolzaneto. Il dottor Toccafondi costrinse un manifestante a gridare “Viva il duce”, ad un altro disse “Alla Diaz dovevano fucilarvi tutti” oppure “bastardi”. Ad una ragazza tedesca, con la bocca distrutta dalla polizia alla Diaz, disse, invece di prestarle le cure necessarie, puntandole un manganello alla bocca: “Manganello, manganello”.

Il dottor Toccafondi a Bolzaneto non indossava il camice sanitario, come ogni medico che si rispetti, ma una maglietta con la scritta “Polizia penitenziaria” ed i pantaloni di una tuta mimetica, così che molti dei manifestanti pensarono che si trattasse di un agente della penitenziaria e non di un medico. Il dottor Toccafondi a Bolzaneto si è appropriato di alcuni effetti personali dei manifestanti dicendo che erano i suoi TROFEI, vantandosi di avere anche dei TROFEI che aveva raccolto in Bosnia.
Nel processo in corso per Bolzaneto sono state rinviate a giudizio 45 persone tra carabinieri, agenti di polizia, agenti di custodia, medici ed infermieri carcerari. Le accuse nei loro confronti sono: abuso d’ufficio, violenza privata, lesioni personali, percosse, ingiurie, minacce e falso ideologico, abuso di autorità contro detenuti o arrestati, violazione dell’ordinamento penitenziario, e omissione di referto.

Nella richiesta di rinvio a giudizio sono elencati gli abusi verbali e fisici subiti dai detenuti: i detenuti sono stati sottoposti a trattamenti crudeli, inumani e degradanti in violazione dell’art. 3 della Convenzione europea sui diritti umani e le libertà fondamentali che vieta la tortura.
Il dottor Toccafondi è stato rinviato a giudizio per minacce, ingiurie, violenza privata, percosse e danneggiamento e, nonostante questo, è stato richiamato in servizio dal Ministero della difesa.
Verrà nuovamente impiegato in qualche missione “di pace” come già in passato è stato inviato in Bosnia? Sono questi gli elementi che l’Italia invia all’estero in paesi già devastati da conflitti e guerre? E’ per questo che alcune delle donne transitate a Bolzaneto hanno subito la minaccia: “Avrebbero dovuto stuprarvi tutte come in Kossovo”??

www.veritagiustizia.it
info@veritagiustizia.it

.

fonte:  http://www.zic.it/zic/articles/art_1436.html

SARZANA (La Spezia) – Pronto al decollo il Festival della Mente – Il programma

Pronto al decollo il Festival della Mente

https://i2.wp.com/www.ilsecoloxix.it/r/IlSecoloXIXWEB/la_spezia/foto/2011/07/13/BOMBAMANOMENTE_012-H110712124951-004.jpg
La presentazione della manifestazione

.

Sarzana – Ottava edizione e un successo che aumenta di anno in anno. È di nuovo tempo del Festival della Mente di Sarzana. E questa volta la crisi e le difficoltà che il nostro Paese sta vivendo la faranno da padrone nei dibattiti culturali che caratterizzano da sempre la manifestazione. Si comincia con una lectio magistralis sulla disuguaglianza nei suoi tanti aspetti, tenuta dalla sociologa Chiara Saraceno.

Fra gli ottantadue eventi in programma spiccano quello del sociologo Bauman, del critico-saggista Marco Belpoliti, del critico Berardelli, dello storico Prosperi, della scrittrice spagnola Grandes e del genetista Boncinelli. Ma i momenti chiave di quest’anno sarrano gli spettacoli, ovvero le anteprime. L’attore Giuseppe Battiston e il cantautore Gianmaria Testa presenteranno Italy, il loro spettacolo su Pascoli e l’immigrazione. L’attore Silvio Orlando invece metterà in scena il dialogo etico-filosofico di Diderot Il nipote di Rameau. Il Festival si svolgerà dal 2 al 4 settembre.

.

12 luglio 2011

fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/la_spezia/2011/07/12/AOpHvXk-pronto_festival_decollo.shtml

_________________________________________________________________________________________________________________________________

Giappone, svolta del premier: “Futuro senza nucleare”

Giappone, svolta del premier
“Futuro senza nucleare”

.

Dopo l’incidente di Fukushima il primo ministro Naoto Kan annuncia che il Paese ridurrà progressivamente il ricorso all’atomo: “Dobbiamo concepire una società che possa farne a meno”

Giappone, svolta del premier  "Futuro senza nucleare" Il premier Naoto Kan

.

TOKYO – Il premier giapponese Naoto Kan ha dichiarato che il Giappone deve ridurre la propria dipendenza dell’energia nucleare e puntare verso una società in grado di farne a meno. Tenuto conto della gravità dell’incidente di Fukushima, “non si può più sostenere che la politica condotta fino ad oggi garantisca la sicurezza dello sfruttamento dell’energia nucleare. Dobbiamo concepire una società che possa farne a meno”, ha spiegato Kan in conferenza stampa.

“Riduzione a favore delle energie rinnovabili”. Secondo il leader del governo nipponico è necessario rivedere i fondamentali della politica energetica del paese che, prima dell’incidente alla centrale nucleare, prevedeva un aumento della quota di elettricità fornita dal nucleare fino al 50% entro il 2030 – contro il 30% nel 2010. Kan è a favore di una “riduzione progressiva” della quota nucleare a favore delle energie rinnovabili, solare, eolico e da biomassa, con l’obiettivo finale di un abbandono completo del nucleare.

In Giappone sono presenti attualmente 54 reattori, di cui solo 19 in funzione: gli altri 35 sono fermi, alcuni a causa del terremoto, altri per manutenzione. Un blocco che, ha spiegato il premier, assicura comunque una produzione energetica sufficiente sia per per l’estate sia per l’inverno. Prima di essere riavviati il governo ha imposto nuovi e severi test di resistenza ad eventi catastrofici naturali. Il dibattito su una legge quadro sulle energie rinnovabili dovrebbe cominciare domani in parlamento.

_________________________________________________________________________________________________________________________________

.
13 luglio 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/ambiente/2011/07/13/news/giappone_svolta_del_premier_kan_pensare_a_futuro_senza_nucleare-19063603/?rss

__________________________________________