Somalia, la carestia si espande tra violenze e debolezze del governo

‘World must take Somalia seriously’

Caricato da in data 04/ago/2011

The United Nations says famine has spread to three new regions in southern and central Somalia.

Interview with Nii Akuetteh, an African affairs analyst

Somalia, la carestia si espande
tra violenze e debolezze del governo

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Le Nazioni Unite hanno decretato lo stato di carestia ad altre tre regioni somale. Il quadro generale si aggrava, dunque, mentre gli aiuti alimentari continuano ad essere difficili per gli ostacoli posti dalle milizie islamiche Al Shabaab, come è accaduto nella città meridionale di Kismayo, la terza città del Paese. Intanto dilagano anche le violenze e le uccisioni di civili anche da parte dei militari Amison

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di CARLO CIAVONI

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Somalia, la carestia si espande tra violenze e debolezze del governo L’immagine è tratta da un sito internet somalo

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ROMA – La carestia si estende come una coltre nera sulla Somalia, sotto il quale milioni di persone muore di stenti o si muove in cerca di luoghi per sopravvivere, affrontando viaggi infiniti a piedi, che si concludono in giganteschi campi profughi, già stracolmi da altri disgraziati segnati dallo stesso destino. Nel frattempo in altre tre regioni somale è stato ieri decretato lo stato di carestia. Si tratta della regione di Barandor, che comprende l’area di Mogadiscio; quella di Afgooye e quella di Shabeele, in particolare le aree agro-pastorali nei distretti di Balcad e Cadale nel Medio Shabelle. Si lamentano, intanto nuovi ritardi negli aiuti umanitari, dovuti alle difficoltà di accesso in alcune aree del paese controllate dalle milizie Al Shabaab, come è avvenuto a Kismayo, nel sud, la terza città somala, dove le milizie islamiche hanno impedito la distribuzione degli aiuti alimentari.

I numeri dell’emergenza. Ad oggi, le stime fornite dall’Onu parlano di 3,7 milioni di persone, in tutto il Corno d’Africa, per le quali si richiede un urgente intervento di assistenza e 3,2 milioni che invece hanno bisogno un aiuto immediato per non morire Sei ONG del network AGIRE 1operano in Somalia con programmi di assistenza umanitaria nelle zone colpite dalla carestia (CESVI 2, CISP 3, COOPI, 4 COSV 5, Intersos 6 e Save the Children 7). Grazie a una presenza storica nel paese e a rapporti consolidati con le comunità e i partner locali, le ONG sono pressoché le uniche organizzazioni umanitarie in grado oggi di portare soccorso alla popolazione, superando gli ostacoli posti dalla situazione di instabilità e conflitto in cui versa il Paese. Un Paese con un governo di transizione, debole ed eterodiretto, che ad oltre 15 giorni dal suo insediamento ufficiale, solo oggi ha dato vita alla sua prima riunione.

Mezzo milione in pericolo di vita. Nel corridoio di Afgooye, costruito sul tracciato e lungo le rovine della strada nazionale che collegava Mogadiscio a Baidoia, circa mezzo milione di persone sono in pericolo di vita. “I primi ad avere complicazioni mediche sono i bambini – dice Mohamed Luqman, operatore somalo di INTERSOS che da settimane coordina la distribuzione di cibo, acqua e beni di prima necessità agli sfollati accampati in quest’area – la continua malnutrizione a cui sono stati esposti negli ultimi mesi li ha indeboliti al punto tale che faticano a reagire. Possiamo salvarli dalla morte solo attraverso preparati iper-proteici”

“Durerà almeno fino a gennaio”.
Gemma Sammartin, che coordina gli interventi di COOPI in Somalia, conferma la gravità della crisi alimentare. “La situazione non migliorerà almeno fino a gennaio, ma questa gente ha bisogno di aiuto immediato”. COOPI distribuisce cibo ed acqua attraverso un sistema di cash vouchers nelle regioni di Gedo, Bay, Middle Juba, Mudug e Galgaduud. “Queste zone ancora non sono state inserite nell’area di carestia dichiarata dalle Nazioni Unite. Ma sappiamo – afferma Sammartin – che stiamo lottando contro il tempo”.

La situazione peggiora anche al Nord.  “Anche nel nord della Somalia la situazione sta peggiorando, in particolare nel Puntland”, ha detto Daniele Timarco di Save the Children. “Le popolazioni della regione hanno perso l’85% del bestiame per la siccità e la percentuale di malnutrizione acuta ha raggiunto il 25% nei campi profughi di Bosaso e il 23.6% nella regione di Karkar. Una situazione che rileviamo direttamente ogni giorno nei 14 centri di cure e nutrizione che gestiamo nel Puntland, dove sono raddoppiati i casi di bambini malnutriti e anche quelli gravissimi di malnutrizione acuta trattati nelle cliniche mediche”.

Raccolta fondi.
Per far fronte all’emergenza umanitaria in Africa Orientale, le compagnie telefoniche aderenti hanno deciso oggi di prolungare la durata del numero 45500 dedicato all’appello di raccolta fondi lanciato da AGIRE. Intanto, stamattina dal Cairo è arrivata la notizia secondo la quale l’Associazione nazionale dei medici egiziani, provvederà all’invio di medicinali in Somalia per far fronte all’emergenza umanitaria.

Violenze diffuse, una donna seviziata. In questo autentico girone infernale che è oggi la Somalia, si aggiungono anche episodi di violenza inauditi. Ieri, una donna di 34 anni, Boolo Osman Aden, è stata sequestrata da otto uomini dell’esercito somalo, che l’hanno cosparsa di materiale plastico liquefatto e incandescente. La donna ha riportato ustioni gravissime e ricoverata. Solo un paio dei militari, che sembra facciano parte del gruppo Ahlu Sunaa, composto da personaggi mal selezionati e in molti casi dai trascorsi criminali, sarebbero stati arrestati.

Un giornalista ucciso. Sempre ieri è stato ucciso un giornalista di Radio Simba, un’emittente di Mogadiscio, che si trova nei pressi del mercato di Bakaraha luogo di scontri durissimi fra le truppe dell’Amison, il contingente militare dell’Unione Africana, con compiti di peacekeeping, ma che negli ultimi tempi, probabilmente per l’aumentata tensione generale, mostrano molto nervosismo, al punto da uccidere diversi civili senza alcuna ragione. Il cronista chiamava Farah Andi. E’ morto sotto i colpi sparati dai militari, mentre aiutava altri suoi colleghi nel trasloco dell’emittente in un’altra zona più tranquilla della città. Sempre ai militari dell’Amison sono stati attribuiti le uccisioni di altri cinque civili: tre sono stati uccisi la scorsa notte a colpi di fucile automatico; altri due sono morti in seguito al lancio di un missile, caduto su un gruppo di case, sempre nella zona del mercato di Bakaraha, dovo sono stati soccorsi anche numerosi feriti.

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04 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2011/08/04/news/somalia_difficolt_negli_aiuti-20035464/?rss

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e il mensile di emergencyLa copertina del numero di agosto
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Ecco il numero di agosto, in edicola da mercoledì 3

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AGIRE lancia un appello di emergenza sulla siccita’ in Africa Orientale

9 Organizzazioni Non Governative del network di AGIRE sono operative nella regione.

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In Africa orientale, dieci milioni di persone sono colpite in questi giorni dalla peggiore siccità a memoria d’uomo. Due successive stagioni delle piogge particolarmente scarse hanno determinato una situazione drammatica, con conseguenze che potrebbero ulteriormente aggravarsi nel medio periodo.

In alcune aree della regione il prezzo del grano è salito tra il 100 e il 200%, riducendo la disponibilità di alimenti per le famiglie e per il bestiame, che rappresenta una delle principali fonti di sussistenza nell’area.

In Somalia la siccità si somma a una crisi politica e militare che non trova soluzione ormai da vent’anni, con migliaia di persone che stanno lasciando le loro case per rifugiarsi nei paesi vicini, anch’essi allo stremo a causa della siccità. Nel campo di Dadaab, in Kenya, in pochi giorni si è passati da 300 mila a 400 mila sfollati, un incremento che mette a dura prova le già limitate risorse delle agenzie umanitarie.

L’impatto della siccità è spaventosamente accentuato dal muro di silenzio contro cui si scontra questa crisi umanitaria. In tutta Europa, le organizzazioni non governative hanno lanciato appelli, perché solo una reale mobilitazione dell’opinione pubblica e dei donatori potrà evitare che a settembre, quando le scorte alimentari locali saranno completamente compromesse, decine di migliaia di persone non restino vittime di una nuova crisi d’indifferenza.

Per rispondere a questa emergenza, le organizzazioni non governative di AGIRE hanno deciso di lanciare un appello congiunto di raccolta fondi per sostenere gli interventi in corso nella regione, prevalentemente in Somalia, Kenya ed Etiopia.
Questo comunicato si inserisce nel quadro delle iniziative coordinate da AGIRE – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze all’interno dell’appello “Emergenza siccità in Africa Orientale”. AGIRE è il coordinamento di 12 tra le più importanti organizzazioni non governative che rispondono in maniera congiunta alle gravi emergenze umanitarie. Maggiori informazioni su www.agire.it
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