Archivio | agosto 5, 2011

SALUTI DA ORWELL: BUON ‘MICROCHIP’ A TUTTI – 2013: RFID obbligatorio per tutti gli americani

SALUTI DA ORWELL: BUON ‘MICROCHIP’ A TUTTI

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Ora, prima che qualcuno inizi inopportunamente a ridacchiare, ho deciso di pubblicare questo post dopo aver perso un’ora buona in ricerche sul web. La notizia non è vera, è VERISSIMA. Purtroppo. Piccola curiosità: siamo i terzi produttori al mondo di RFID (ma siamo anche i primi nelle mine anti-uomo). Forti, eh, noi italiani? Non ce ne scappa una.

Riporto un breve brano di un .doc

RFID Microchip
The New Law
And now we come to it. On Sunday March 21, 2010 the Senate Healthcare bill HR3200 was passed and signed into law the following Tuesday. Like I said before, there are a legion of horrible and just plain evil aspects to this bill. I don’t want to discount them but what cannot be missed here is this new law now opens a prophetic door on a magnitude not seen since the reformation of Israel.  This new law requires an RFID chip implanted in all of us. This chip will not only contain your personal information with tracking capability but it will also be linked to your bank account. And get this, Page 1004 of the new law (dictating the timing of this chip), reads, and I quote: “Not later than 36 months after the date of the enactment”. It is now the law of the land that by March 23rd 2013 we will all be required to have an RFID chip underneath our skin and this chip will be link to our bank accounts as well as have our personal records and tracking capability built into it.
Other ways big brother will impact us is by population control via vaccines.

Seguono link utili per risalire alla legge

http://www.opencongress.org/bill/111-h4872/text> Close Comments <</a>http://www.opencongress.org/bill/111-h4872/text> Permalink <</a>http://www.opencongress.org/bill/111-h4872/text?version=rh&nid=t0:rh:6689> ‘(i) a class III device; orComments <</a>http://www.opencongress.org/bill/111-h4872/text> Close Comments <</a>http://www.opencongress.org/bill/111-h4872/text> Permalink <</a>http://www.opencongress.org/bill/111-h4872/text?version=rh&nid=t0:rh:6690>  ‘(ii) a class II device that is implantable, life-supporting, or life-sustaining.Comments <</a>http://www.opencongress.org/bill/111-h4872/text> Close Comments <</a>http://www.opencongress.org/bill/111-h4872/text> Permalink <</a>http://www.opencongress.org/bill/111-h4872/text?version=rh&nid=t0:rh:6691>

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2013: RFID obbligatorio per tutti gli americani!

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E’ confermato, il Progetto di Legge sulla Salute di Obama renderà obbligatorio l’impianto di un microchip RFID per tutti i cittadini americani.
L’obiettivo è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”.
Il nuovo progetto relativo alla salute (HR 3200) è stato adottato recentemente dal Congresso e alla pagina 1001, contiene l’indispensabile necessità per tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario di essere identificati con un microchip sottocutaneo.
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In un documento ufficiale, vi è la prova che questi dispositivi fossero già previsti nel 2004. Questo documento della FDA (Food and Drug Administration), datato 10 Dicembre 2004 è intitolato Class II Special Guidance Document : Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient identification and Health information ( Documento di orientamento speciale di classe II : Sistema di transponder impiantabile a Radiofrequenze per l’identificazione dei Pazienti e le informazioni relative alla salute).
L’impianto di un microchip per i pazienti che contenga le informazioni sulla loro salute era quindi già allo studio nel 2004. Nel Progetto di Legge intitolato America’s Affordable Health Choices Act of 2009 (Legge del 2009 sulle scelte di salute finanziariamente abbordabili dell’America), si può leggere nel paragrafo Subtitle C – National Medical Device Registre ( Sottotitolo C – Registro nazionale dei Dispositivi Médici), che è prevista una scheda per ogni persona che ha o sarà munita di un dispositivo sottocutaneo: Il ” Secretary ” stabilirà un ” registro nazionale dei dispositivi medici ” (in quel paragrafo sono chiamati “registro”) per facilitare l’analisi della loro sicurezza dopo la commercializzazione, con i dati di ogni dispositivo che è o è stato utilizzato su un paziente…”
Quindi tutte le persone che avranno ricevuto il microchip saranno schedati in un nuovo registro che ancora non esiste.
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Con il pretesto di assicurare meglio l’assistenza sanitaria e preservare la salute dei cittadini, tutta la popolazione sarà marchiata con un microchip elettronico e schedata. L’inizio della marcatura obbligatoria per tutti è previsto a partire dal 2013.

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Alla pagina 1006 del progetto, è fatta una precisazione sulla data di entrata in vigore del dispositivo: “ENTRATA IN VIGORE. Il Ministro della Salute e dei Servizi Sociali, metterà in opera il registro in virtù dell’articolo 519 (g) della Legge Federale sul cibo, i farmaci e i prodotti cosmetici come da aggiunta nel paragrafo, non più tardi di 36 mesi dalla promulgazione della presente Legge, senza preoccuparsi se le regolamentazioni definitive per stabilire e utilizzare il Registro siano state promulgate o meno in quella data”.
Quindi 36 mesi a partire dalla data di entrata in vigore della Legge! Questo ci dà 3 anni. Il 2013 è l’anno in cui la marcatura obbligatoria dovrebbe incominciare. Da notare che entrerà in vigore anche se non sarà stata adottata nessuna regolamentazione sul suo utilizzo e che sia presente o meno un inquadramento ben definito sull’utilizzo del “registro”.
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02 agosto 2011
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‘QUELLI CHE’.. NON SANNO COME PASSARE IL TEMPO – Ancora bufera sul film con Abatantuono: la Lega porta il caso in Parlamento

Ancora bufera sul film con Abatantuono
E la Lega porta il caso in Parlamento

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Interrogazione del deputato del Carroccio Massimo Bitonci su “Cose dell’altro mondo”, pellicola di Patierno su un Veneto para-razzista da cui all’improvviso spariscono gli immigrati. E il governatore Zaia plaude all’iniziativa del collega di partito: “Basta rappresentarci come zulu”

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di CLAUDIA MORGOGLIONE

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Ancora bufera sul film con Abatantuono E la Lega porta il caso in Parlamento Luca Zaia

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ROMA – Il film, come da tradizione in casi di polemica preventiva, ancora non l’ha visto quasi nessuno. Eppure Cose dell’altro mondo – regia di Francesco Patierno, Diego Abatantuono protagonista, pronto a sbarcare alla prossima Mostra di Venezia nella sezione Controcampo italiano – continua a suscitare polemiche, a causa del tema che tratta: un Veneto abitato da tanti leghisti, spesso razzisti, che si ritrova senza immigrati regolari. Con tutte le conseguenze del caso. E dopo la pioggia di critiche, anche internettiane, delle ultime 48 ore, la vicenda arriva nel Palazzo: Massimo Bitonci, deputato del Carroccio, ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla pellicola. Il personaggio, del resto, è di quelli abituati a far parlare di sé: nel suo secondo ruolo pubblico, quello di sindaco di Cittadella (provincia di Padova), ha appena emanato un’ordinanza in cui vieta il kebab.

IL TRAILER SOTTO ACCUSA

Insomma, la crociata dell’ala veneta del partito di Umberto Bossi prosegue. Salendo di livello. E che la storia narrata dal film non sarebbe stata facilmente digerita dalla base della Lega, si era capito fin dagli albori del progetto: il sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo aveva proibito le riprese in vittà. Costringendo attori e realizzatori a spostarsi a Bassano del Grappa e dintorni.

A questo punto, le cose sembravano risolte. E invece negli ultimi giorni, dopo la diffusione del trailer via internet, apriti cielo: i malumori dei cittadini veneti sono rimbalzati dal web alla stampa locale, per finire su quella nazionale. Al centro delle critiche, il personaggio di Abatantuono, piccolo imprenditore ed editore televisivo che trasmetterebbe – questo il nocciolo della polemica – un’immagine falsamente razzista della categoria e del luogo. E oggi, a coronare questo movimento d’opinione contrario alla pellicola, l’interrogazione parlamentare. A cui plaude anche Zaia: “Bitonci ha fatto bene a presentarla – dichiara – perché solleva un problema del fatto che comunque bisogna finire di inondare i veneti e la gente del Nord di infamia. Vogliono dipingerci come zulù, con tutto il rispetto per gli zulu, ma è ora di finirla. Visto e considerato che poi siamo sempre noi a pagare  il conto di famiglia e le bollette a fine mese”.

La battaglia mediatica, e ora anche politica, continua. Per il film di Patierno, una bella pubblicità pre-veneziana: e visto che quest’anno in Laguna, con la presenza di tante star, per i film italiani (specie quelli non inseriti nella corsa al Leone d’oro) sarà dura, far parlare di sé è un regalo inaspettato.

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LA PUBBLICITA’ RIPORTATA APPARTIENE ALLA TESTATA DI PROVENIENZA DELL’ARTICOLO

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05 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/08/05/news/film_interrogazione-20069307/?rss

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Turi Cordaro, il pacifista sull’albero contro la Tav – Foto

Turi Cordaro, il pacifista sull’albero contro la Tav 

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Chi non ricorda il pacifista Turi Cordaro mentre, armato di tre teste d’aglio, viene bloccato da un agente nel corso delle manifestazioni contro la Tav del 27 giugno scorso.

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Ieri sera Turi è salito su un albero e vi è rimasto tutta la notte, sospeso a un’altezza di circa 20 metri all’interno dell’area recintata della Maddalena di Chiomonte (Torino).

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Oggi intorno alle 15:30 i vigili del fuoco, hanno tentato una manovra per fare scendere il pacifista: alcuni uomini sul cestello si sono preparati ad avvicinarsi alla cima dell’albero, ma il manovratore ha forzato la mano ed il cestello ha urtato con violenza i rami già fragili, rischiando di far cadere Turi. Niente da fare, Turi rimane sull’albero, dove prosegue, a digiuno da giorni, la sua battaglia pacifica contro la Tav in Val di Susa.

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Turi chiede di poter parlare con i media per rompere il silenzio che è calato sulla battaglia No Tav. Nel frattempo è stato denunciato un altro manifestante che voleva portargli dell’acqua.

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LA PUBBLICITA’ RIPORTATA APPARTIENE ALLA TESTATA DI PROVENIENZA DELL’ARTICOLO

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05 agosto 2011

fonte:  http://letteraviola.it/2011/08/turi-cordaro-il-pacifista-sullalbero-contro-la-tav-foto/

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UN FAZIO AL GIORNO.. – “Curiamo i malati di Internet”. Social network: come la droga o il gioco l’azzardo

FAZIEIDE

Ad Arcore le prime vittime italiane del cetriolo Killer

Il ministro della sanità Fazio ha diffuso un comunicato assai preoccupante per quel che riguarda l’epidemia che ha investito la Germania.

Purtroppo sono stati individuati i primi casi anche in Italia.

Si tratta di 30 casi riscontrati tutti nello stesso condominio milanese di Via dell’Olgettina.

Le persone colpite sono tutte di sesso femminile, alcune sono minorenni e avrebbero contratto l’infezione durante una serata svoltasi ad Arcore in una non meglio identificata Villa San Martino.

L’ipotesi prevalente attribuisce l’origine dell’infezione all’assunzione, attraverso succhiamento, di un cetriolo rientrato in Italia dopo un breve soggiorno nel Nord-Europa del possessore del cetriolo indicato, per rispetto della privacy, con le sole iniziali, Silvio Berlusconi.

Si indaga anche su un unico caso che ha colpito un individuo di sesso maschile tale Emilio F. personaggio legato da affettuosa amicizia a S.B.

Le indicazioni del ministro Fazio sono precise ed invitano le ragazze ad astenersi da tale pratica. Nel caso non potessero farne a meno devono adottare le seguenti precauzioni.

fonte

http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSA79lWAefcf8L3Tp37eZQHQ9NMcGdZHJJ878c2vS_-XX2Ye6ttwQ“Curiamo i malati di Internet”

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Il ministro Fazio lancia l’allarme sulla dipendenza social network: come la droga o il gioco l’azzardo

https://i0.wp.com/www3.lastampa.it/fileadmin/media/costume/facebook01G_2.jpg

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di CARLO DI FOGGIA
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ROMA
Il piano per il nuovo anno sanitario 2011/2013 potrebbe contenere un intervento straordinario per la lotta ad un nuovo tipo di dipendenza, quella da sovraesposizione da internet. Una forma che in casi di abuso porta a ”sentimenti compulsivi, isolamento sociale, dipendenza patologica e perdita di contatti reali”. Con queste parole il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha risposto alla Camera all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato Pdl Giorgio Jannone che chiedeva “provvedimenti per aiutare le persone affette da comportamenti compulsivi nei confronti dei social network e le loro famiglie”.

Dito puntato contro i social network quindi ma non solo. La dipendenza da internet o “internet addiction” è in realtà un termine piuttosto generico che copre una vasta gamma di comportamenti patologici – dalla dipendenza sessuale al cosiddetto “sovraccarico cognitivo”, una forma di sovraesposizione alle migliaia di informazioni presenti nella rete – tutti accomunati però dall’incapacità di staccarsi dal computer.

“La dipendenza da internet – ha continuato il Ministro – si esprime con sintomatologie simili a quelle che si osservano in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive”. Una droga senza sostanza dunque ma con le stesse complicazioni che possono essere provocate dagli stupefacenti. Come uscire da questa malattia dunque? “La cura è sostanzialmente la stessa che si adotta per altri tipi di dipendenza: si ricorre alle strutture socio-riabilitative che trattano i disturbi mentali”.

La realtà però sembra essere più complessa e contraddittoria: esiste infatti un dibattito scientifico al riguardo e che nel nostro paese ha preso piede a partire dalla fine degli anni novanta ed è tuttora oggetto di discussione. Sul ricorso al “trattamento farmacologico” ad esempio – definito nel testo dell’interrogazione per sottolineare la possibilità di contrarre vere e proprie forme depressive – il parere del mondo scientifico non è unanime. Molti studiosi infatti non ritengono che la dipendenza da internet possa essere considerata uno specifico disturbo psichiatrico ma un sintomo psicologico.

Le dimensioni di questo fenomeno sono state definite “allarmanti” dal titolare della Sanità che ha quindi annunciato “azioni concrete e mirate, per ridurre il rischio di dipendenza da web soprattutto nella popolazione giovanile” che potrebbero essere inserite già nel piano del nuovo anno sanitario in fase di adozione. L’iniziativa in realtà non sarebbe una novità visto che alcune strutture ospedaliere locali si sono già dotate da qualche anno di osservatori specializzati nello studio delle nuove dipendenze. Da novembre 2009 all’Ospedale Policlinico Gemelli di Roma è stato aperto il primo ambulatorio ospedaliero specializzato nella dipendenza da Internet e la regione Lazio ha finanziato con quasi un milione di euro un’apposita campagna di prevenzione inserita nel bando per la lotta alla droga 2010/2012.

E chissà, forse e stato proprio per tutelarne la salute e dare il buon esempio che la stessa regione un anno fa ha vietato di utilizzare di facebook a tutti i tremila dipendenti con precisa circolare della presidentessa Polverini. Lei però sulla sua pagina ha oltre 12mila amici.

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05 agosto 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/414727/

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CRISI – LA RICETTA DELL’ESECUTIVO – Il governo anticipa la manovra “Pareggio di bilancio nel 2013”


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Purché non si facciano prendere la mano nelle modifiche costituzionali. Visti i precedenti…

mauro

CRISI – LA RICETTA DELL’ESECUTIVO

Il governo anticipa la manovra
“Pareggio di bilancio nel 2013”

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Berlusconi e Tremonti: la norma verrà inserita nella Costituzione. Il Parlamento cancella le vacanze
d’agosto: Commissioni al lavoro. Nel piano anche liberalizzazioni e la riforma del mercato lavoro

Silvio Berlusconi insieme al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti,

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ROMA
Manovra anticipata al 2013, modifica della Costituzione per introdurre direttamente nella Carta il principio del pareggio di bilancio, riforma del mercato del lavoro e liberalizzazioni. Sono questi «i quattro pilastri» su cui il governo interverrà per porre argine alla speculazione che da settimane ormai colpisce l’Italia.

Dopo l’ennesima giornata di nervosismo a Piazza Affari e di estrema volatitilità dello spread tra Btp e Bund (arrivato a un nuovo record sopra i 400 punti base superando in negativo in rendimento dei Bonos spagnoli), dopo il pressing della Bce e dell’Unione Europea, il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sono scesi in campo, affiancati dal sottosegretario Gianni Letta, per annunciare le contromisure «concordate» con i maggiori leader europei, in particolare Angela Merkel, che pur avendo molto apprezzato i contenuti della manovra italiana, aveva rilevato l’handicap di essere troppo “ritardata” nel tempo.

Quattro pilastri dunque contro la speculazione: i primi due di finanza pubblica e gli altri due per favorire «crescita e sviluppo», ha spiegato Tremonti. Si parte dalla revisione della Costituzione per introdurre «il prima possibile» il principio del pareggio del bilancio. Ad occuparsene saranno già dalla prossima settimana le Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali di Camera e Senato, che dunque, così come richiesto ieri dalle parti sociali, non andranno in vacanza, ma saranno pronte all’esame già da giovedì prossimo. Ma per dare un segnale concreto all’Europa e ai mercati, il governo ha anche, e soprattutto, deciso di anticipare la manovra di un anno, ha annunciato Berlusconi, fissando come termine per il raggiungimento del pareggio il 2013 e non più il 2014.

L’impianto della manovra, ha spiegato il premier nel corso della conferenza stampa convocata nel pomeriggio al termine di un vorticoso giro di telefonate con il leader europei ed anche tra Tremonti e il segretario al Tesoro americano Timothy Geithner, «è stato giudicato assolutamente positivo», ha ricevuto «apprezzamenti». Ma «la situazione – ha proseguito – consiglia una accelerazione dei provvedimenti». Per ottenere l’obiettivo verrà accelerata dunque la delega assistenziale, premessa per quella fiscale, da effettuare a saldi invariati. La delega inciderebbe sulle agevolazioni fiscali per un ammontare di circa 20 miliardi su un complessivo di 160 che verrebbero tagliati. Il governo anticiperebbe così una cifra importante per raggiungere il pareggio prima della data fissata. Inoltre una quota del taglio alle agevolazioni potrebbe essere destinata ad una prima riduzione delle aliquote fiscali. Il tutto prima dell’appuntamento elettorale del 2013. «Prevista come normativa di rigore sul biennio 2013-2014, la delega assistenziale – ha spiegato Tremonti – sarà anticipata al biennio 2012-2013. Si tratta di garantire ciò che si può dare a chi ha bisogno e intervenire sul problema dei falsi invalidi».

Fin qui gli interventi sui conti pubblici. Ci saranno poi, contestualmente, anche quelli, richiamati a gran voce da più parti, per la crescita. Il primo riguarderà la riforma del mercato del lavoro, che sarà presentata alle parti, cercando di superare, ha spiegato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, anche «vecchi tabù per i quali acune persone sono morte», e partirà dal Senato. Il secondo riguaderà invece la più volte citata libertà di impresa, di cui si parla da anni ormai, con la modifica, anche in questo caso della Costituzione, precisamente dell’articolo 41. «La madre di tutte le liberalizzazioni», come l’ha definita Tremonti, sancirà che «tutto è libero tranne ciò che è vietato». Le misure sembrano «accontentare» al momento la Bce che però, in attesa di maggiori dettagli, non scioglie la riserva sulla possibilità di acquistare titoli italiani, che però sembra oramai imminente. Bocciatura senza appello invece a livello nazionale da parte del Pd che giudica l’anticipo della manovra «da irresponsabili» e della Cgil, secondo cui il governo «fa male al Paese».

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05 agosto 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/414720/

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STRAGE DI BOLOGNA – “Vilipendio dello Stato”: Il Pdl denuncia Bolognesi per il discorso commemorativo

Si, si. Obbedisco. – fonte immagine

Chi è Garagnani

Fabio Garagnani siede alla Camera tra le fila dei berluscones. Fa parte della commissione scuola e cultura, vota leggi di cui ricorda poco o nulla, si sottrae alle domande ma non alle offerte di voti. “Famiglie che spostano tre, quattrocento voti”, certo, ci vorrebbe un “incarico a Roma”. Questo il livello della discussione privata ripresa di nascosto da Nicola tra l’on. Garagnani e il suo interlocutore. Se Berlusconi prova ad ingraziarsi un senatore piazzando qualche attricetta in Rai, che sarà mai un incarico a Roma?
Così si fa politica in Italia. Da destra a sinistra passando per il centro. Il rapporto clientelare domanda-offerta ha inquinato le istituzioni, le ha rese deboli, schiave dei partiti, degli interessi che rappresentano. In questo intreccio di favori, spintarelle, capi bastone, l’Italia non può che rivendicare il primato europeo della corruzione, come ha ricordato la Corte dei Conti.
L’acquirente Garagnani si accorge della telecamera e decide di spostare la conversazione con l’anonimo offerente lontano da occhi indiscreti, comunisti e forcaioli.

http://www.youtube.com/watch?v=JB8tFEvu3WAfonte

Non affannatevi a cercare il video. Guarda caso, E’ STATO RIMOSSO

“Vilipendio dello Stato”
Il Pdl denuncia Bolognesi

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Il coordinare bolognese del Partito, Fabio Garagnani, ha presentato un esposto in Procura sul discorso pronunciato il 2 agosto dal presidente dell’Associazione famigliari delle vittime: “Delegittima le istituzioni, non può dire che lo Stato fu il mandante delle stragi”

"Vilipendio dello Stato" Il Pdl denuncia Bolognesi Paolo Bolognesi durante le celebrazioni del 31° anniversario della strage della stazione

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Il parlamentare bolognese (e coordinatore cittadino) del Pdl Fabio Garagnani ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica sulle parole pronunciate dal presidente dell’associazione delle vittime del 2 agosto Paolo Bolognesi, durante l’ultima commemorazione della strage alla stazione.

“Le sue gravi affermazioni non possono essere lasciate sotto silenzio, non tanto perché contenenti critiche di natura politica, quanto perché delegittimano in modo inconfutabile lo Stato e le istituzioni democratiche”, ha scritto Garagnani. Secondo il parlamentare nelle parole pronunciate da Bolognesi si ravviserebbe la violazione dell’articolo 290 del Codice Penale: “Vilipendio della Repubblica, delle assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo o la Corte Costituzionale o l’Ordine Giudiziario”.

FOTO Il corteo | I ragazzi
VIDEO Bologna, 31 anni dopo

Sostiene Garagnani nel suo esposto: “Certe affermazioni non possono essere tollerate, pena il venir meno della credibilità delle istituzioni medesime. Non è in questione il diritto di critica a qualunque livello e da chiunque espresso, che io pure ho esercitato in varie occasione e che non nego a nessuno, bensì atteggiamenti potenzialmente eversivi dell’ordine democratico che mirano a delegittimare i principi fondamentali dello Stato e della democrazia rappresentativa”.

Per Garagnani, insomma, “non si può dire che sostanzialmente lo Stato è mandante o spettatore passivo di stragi”.

Immediata la replica di Bolognesi: “Potrebbero mandare l’esercito all’Associazione, militarizzarla. Oltre a fare la guerra in Afghanistan, facciamo la guerra anche ai familiari delle vittime, così smettono di chiedere giustizia”. “Mi mancava di essere considerato un eversore – commenta, quasi più stupito che arrabbiato -. Ho chiesto solo giustizia e verità. Per questo vengo considerato un eversore?”

La verità – conclude Bolognesi – è che a dare fastidio sono i riferimenti al ruolo della P2 fatti durante la commemorazione di martedì scorso: “Lì sta il bandolo della matassa. Tutta la vicenda è lì, basta leggere il libro di Tina Anselmi”.

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LA PUBBLICITA’ RIPORTATA APPARTIENE ALLA TESTATA DI PROVENIENZA DELL’ARTICOLO

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05 agosto 2011

fonte:  http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/08/05/news/vilipendio_dello_stato_garagnani_denuncia_bolognesi-20079807/?rss

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Cina: il petrolio inquina un fiume, in 400.000 senza acqua potabile

Cina: il petrolio inquina un fiume, in 400.000 senza acqua potabile

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Il fiume Zijiang, la fonte di acqua potabile della città di Yiyang, nella provincia centrale cinese dell’Hunan, è stata inquinato da uno sversamento di petrolio che ha costretto le autorità locali a chiudere l’approvvigionamento idrico dei 400.000 abitanti della città.
Un portavoce del governo municipale di Yiyang ha riferito oggi all’agenzia ufficiale cinese Xinhua che «Il petrolio è fuoriuscito, giovedi sera, da una petroliera che navigava sul fiume Zijiang che attraversa la città, inquinando la fonte d’acqua dell’impianto di acqua potabile di Yiyang. Per assicurare la sicurezza dell’acqua potabile per gli abitanti, il governo locale ha deciso di tagliare temporaneamente l’approvvigionamento idrico».
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Secondo un’ordinanza emessa stamattina «Il governo prende attualmente delle misure di emergenza per controllare l’inquinamento, al fine di garantire la ripresa dell’approvvigionamento idrico al più presto possibile». Il governo centrale cinese ha istituito un gruppo speciale per indagare sulle cause dell’inquinamento.
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Intanto, sempre oggi, un’altra coltre di petrolio è stata avvistata al largo della costa di Tianjin nel nord della Cina, ma l’amministrazione oceanica di Stato non ha confermato se sia il prodotto dei due sversamenti precedenti di cui ha parlato anche greenreport e che avevano già interessato nelle settimane scorse il mare di Bohai.
Lo strato di petrolio, lungo 9 km e largo 3 – 4 metri estato individuato a pochi km dalla costa di Tianjin. Secondo il portavoce dall’Amministrazione oceanica di Stato (Soa) «Dei ricercatori hanno trasferito dei campioni di petrolio alla branca della Soa per il Mar Cinese del nord, basata a Qingdao, per determinare se questo petrolio provenga dagli sversamenti di giugno nella baia di Bohai».
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All’inizio della settimana la Soa anveva accusato la ConocoPhilips China (Copc), una filiale della multinazionale petrolifera Usa ConocoPhilips, «di aver superato la data limite fissata dalla Sao per la bonifica delle due fuoriuscite, tra le quali quella del campo petrolifero 19-3 nella baia di Penglai». La Copc a giugno aveva presentato un rapporto sugli sversamenti petroliferi alle autorità cinesi, ma le maree nere si sono estese alle spiagge delle province di du Hebei e Liaoning, causando una crisi del turismo e delle imprese dell’acquacoltura della costa.
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A dire il vero le operazioni di sfruttamento del petrolio offshore sono realizzate congiuntamente dalla Copc e dall’intoccabile gigante cinese China National Offshore Oil Corporation (Cnooc), il più grande produttore di petrolio del Paese.
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Il 30 luglio la Soa ha ordinato alla Copc di ripulire le zone inquinate entro il 7 agosto, ma intanto il greggio continua a fluire in mare da due piattaforme sino-americane e la bonifica non è potrà essere certamente completata entro il breve periodo previsto dalla Soa.
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05 agosto 2011
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