Archivio | agosto 7, 2011

Un tranquillo week end di Euro Paura

Un tranquillo week end di Euro Paura

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Scritto il 8 agosto 2011 alle 00:01 da Dream Theater

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Spettri ed ombre nella notte scacciati dall’esorcista
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Cronistoria di una rovente domenica sera: prima l’appello Merkel-Sarkozy. E poi l’intervento di e che anticipano l’EFSF. Il tutto con lo spettro del dell’Italia che forse così sarà evitato.

A seguito del USA, si sono susseguiti sul web una serie interminabile di commenti, valutazioni, pareri più o meno autorevoli. Tutti più o meno concordano sul fatto che il USA, almeno nel breve periodo, porterà negatività sui mercati. Ma il timore per l’Europa, ed in particolar modo per Italia e Spagna è amplificato e moltiplicato per “enne” volte. Infatti, fa paura il rischio “” che potrebbe derivarne per il globale e, di riflesso, quello azionario.
Il problema sta nel fatto che Italia e Spagna, sopra tutte, stanno vivendo un momento delicatissimo. Per borse, finanze, bond e tutto quanto ne può derivare.

Al momento l’EFSF non può ancora fare acquisti sul secondario, solo la può intervenire e salvare il salvabile, come detto più volte. Lo può fare prestando denaro direttamente ai paesi in crisi, in caso di scadenze (evitando il rolling del debito a condizioni di mercato tremende, e questo potrebbe essere uno dei motivi per cui gira voce che cancelleranno le prossime aste di Titoli di Stato), oppure sostituendosi proprio all’EFSF, acquistando titoli sul secondario, in particolar modo Bonos e BTP. Non dimentichiamo infatti che un aumento del tasso dell’1% significherebbe per l’Italia oneri aggiuntivi per 3 miliardi di Euro all’anno. Uno sproposito.

Nell’ultima settimana la ha già fatto qualcosa, ma non direttamente sui titoli di Spagna ed Italia. Ha invece operato sui titoli di Portogallo ed Irlanda, nella speranza che per “” e restringimento dei rispettivi spread, il riflesso sui titoli italici e spagnoli fosse immediato. Missione fallita. Venerdì lo spread Bund-BTp è miseramente arrivato a 412 bp per poi ritracciare. Sabato arriva l’annuncio. Domenica conferenza straordinaria: bisogna trovare soluzioni. E la conferenza dura tutto i pomeriggio e poi, in serata, arrivano le news…

H 21.00 – a sostegno dell’Italia ma non sul secondario. Almeno per ora.

Quindi alle 17 c’è stata una teleconferenza tra i paesi membri, per decidere sul da farsi. In realtà si poteva solo decidere una cosa, ovvero accettare la necessità di intervenire e di COMPRARE direttamente i bond emessi dal Governo Italiano (e spagnolo). La manna dal cielo. Senza il sostegno , lunedì, a seguito del USA, il rischio di un tracollo dei prezzi dei BTp diventerebbe cosa certa.
E come giustificare la cosa agli occhi del mondo? La scusa, di per se, ci sarebbe. Berlusconi ha dato a livello internazionale (…) segnali di buona volontà con il discorso del “pareggio di bilancio”. E con questa motivazione, la potrebbe decidere di continuare la sua campagna “Salvatutto”, confermandosi l’Hedge Fund di maggiori dimensioni al mondo e mettendo una pezza ad un colabrodo che si sta generando ormai da settimane.

E se non arriva questa dichiarazione “Salvatutto”? A quel punto l’Italia avrà il sostegno per le eventuali scadenze (quindi annullo delle aste confermato?) e poi ci sarà l’EFSF. E le borse facciano quello che vogliono. L’importante è che l’Italia trovi un internediario a sanare le sue necessità di cassa. E questo intermediario è la . Scelta che, se attuata, troverebbe l’appoggio del sottoscritto, dal punto di vista dei costi sosteniuti dalla stessa e dall’Italia, ma per il mercato potrebbe essere una tragedia. Significa che fin quando non ci sarà l’EFSF i mercati saranno senza argini. Questo il comunicato congiunto della strana coppia franco –tedesca Sarkozy-Merkel:

President Sarkozy and Chancellor Merkel reiterate their commitment to fully implement the decisions taken by the heads of state and government of the euro area and the EU institutions on July 21st 2011.
In particular, they stress the importance that parliamentary approval will be obtained swiftly by the end of September in their two countries.
They welcome the recent measures announced by Italy and Spain with regard to faster fiscal consolidation and improved competitiveness. Especially the Italian authorities’ goal to achieve a balanced budget a year earlier than previously envisaged is of fundamental importance. They stress that complete and speedy implementation of the announced measures is key to restore market confidence.
As decided on July 21st, the effectiveness of the EFSF will be improved and its flexibility increased linked to appropriate conditionality, in particular through the following instruments: precautionary program, finance recapitalization of financial institutions and to intervene in secondary markets on the basis of an analysis recognizing the existence of exceptional financial market circumstances and risks to financial stability and on the basis of a decision by mutual agreement of the member states, in order to avoid contagion. (Source)

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Ora tutti ad aspettare Mr

H. 21.30 – L’opposizione dei tedeschi e la strategia della

Il sistema non può permettersi il collasso dell’Italia. Merkel e Sarkozy lo sanno benissimo. Però si trovano a dover combattere con un’opinione pubblica nei rispettivi paesi che non accettano il ruolo di “salvatori della patria”. E quindi? E quindi ormai è chiara la strategia. Si aspetta di arrivare sull’orlo del baratro e, prima del collasso; quando ormai si è capito che se non arriva il bailout, il collasso sarà generale, allora a quel punto arriva l’aiuto della . Una tattica kamikaze e pericolossima a cui ormai mi sono abituato.
E, permettetemi, ormai siamo di nuovo vicino ad un baratro. Quello dell’Italia e della Spagna. Ma il baratro, stavolta, sarebbe irrecuperabile e devastante.
E Mr capisce il momento e coglie l’appello di Francia e Germania ed esce con questo comunicato..

H 22.00 – 7 agosto 2011 – Dichiarazione del Presidente della

1. Il Consiglio direttivo della () accoglie con favore l’annuncio fatto dai governi di Italia e Spagna in materia di nuove misure e riforme nei settori delle politiche fiscali e strutturali. Il Consiglio direttivo ritiene che l’implementazione rapida e decisa da entrambi i governi come essenziale al fine di migliorare sostanzialmente la competitività e la flessibilità delle loro economie, e per ridurre rapidamente il deficit pubblico.
2 . Il Consiglio direttivo sottolinea l’importanza dell’impegno di tutti i capi di Stato e di governo a rispettare rigorosamente gli obiettivi concordati fiscali, come ribadito al vertice dell’area dell’euro del 21 luglio 2011. Un elemento chiave è anche la valorizzazione del potenziale di crescita dell’economia.
3 . Il Consiglio direttivo ritiene indispensabile la pronta attuazione di tutte le decisioni prese al vertice dell’area dell’euro. In questa prospettiva, il Consiglio direttivo accoglie con favore l’impegno comune espressa da Germania e Francia oggi.
4 . Il Consiglio direttivo attribuisce un’importanza decisiva per la dichiarazione dei Capi di Stato o di governo della zona euro nella determinazione inflessibile a rispettare pienamente la propria firma individuale sovrano come un elemento chiave per assicurare la stabilità finanziaria nella zona euro nel suo complesso.
5 . Ritiene altrettanto fondamentale che i governi sono pronti ad attivare il Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) nel mercato secondario, sulla base di un’analisi della riconoscendo l’esistenza di circostanze eccezionali del mercato finanziario e dei rischi per la stabilità finanziaria, una volta che il EFSF è operativo.
6 . E ‘sulla base delle valutazioni di cui sopra che la decide effettuare un suo autonono programma di Securities Markets. (Leggasi programma di acquisto di titoli sul secondario di Italia e Spagna). Questo programma è stato progettato per aiutare il ripristino di una migliore trasmissione delle nostre decisioni di – tenendo conto di segmenti di mercato disfunzionale – e dunque a garantire la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro.

(Source BCE)

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E’ fatta. La entra direttamente sul mercato con un impegno massiccio a favore di Italia e Spagna. Una boccata di ossigeno è in arrivo….

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H 22.15 – Arrivano i primi commenti

Arrivano i primi commenti delle case d’affari. Secondo i più, l’obiettivo è il restringimento di almeno 100-150 bp dello . E questo potrebbe comportare un importante volume in acquisto da parte della , cifre notevoli che potrebbero raggirarsi anche sui 900 miliardi di Euro. Ecco fatto. che diventa sempre più un hedge fund. E’ stata scelta la strada più onerosa per la ma sicuramente la migliore per i mercati.
Italia e Spagna ora hanno le spalle coperte. Ed i mercati sicuramente ne terranno conto. In primis le ormai devastate quotazioni delle banche Italiane.

E domani? Sarà una bella guerra

Ora tutti gli occhi degli operatori sono sull’apertura di domani dei mercati. Da una parte la salvatutto, e dall’altra il donwgrading USA. Chi avrà le meglio? Questo non ve lo so dire. Però in fondo poco importa. Noi abbiamo ora una protezione che va ad anticipare il ruolo dell’EFSF e va a chiudere quella lacuna temporale. E, credetemi, non è poco.

Pian piano, la necessità sta creando un Europa più unita…

PS: un’ ultima cosa sul USA. Credo sia più che normale, lecito e ovvio una nuova bufera con il dovuto che dovrebbe arrivare per Fannie Mae e Freddie Mac. E se non arriva? Allora la farsa sarebbe veramente incredibile…

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STAY TUNED!

DT

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fonte:  http://intermarketandmore.finanza.com/un-tranquillo-week-end-di-euro-paura-32498.html

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CRISI – Bersani: vogliamo la verità, cosa ci chiede la Bce?

Nessuna notizia sui vincoli posti all’Italia

Bersani: vogliamo la verità, cosa ci chiede la Bce?

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fonte immagine

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Il leader del Pd: “Vogliamo la verità sulle condizioni poste dalla comunità internazionale”, e incalza: “Un governo impotente, totalmente screditato e ormai commissariato dica almeno qual è la situazione reale.”

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Roma, 07-08-2011

“Vogliamo la verità. E’ inaccettabile che l’opposizione non abbia avuto fin qui comunicazione alcuna sui vincoli ai quali la comunità europea e internazionale ci sta sottoponendo”.

Così Pierluigi Bersani, segretario del Pd, si rivolge al governo per sapere “cosa ci stanno chiedendo la Bce e le istituzioni internazionali?”.

In attesa della riunione delle commissioni congiunte Affari costituzionali e Bilancio di Camera e Senato, osserva Bersani,  al di là di indiscrezioni, nessuna comunicazione formale è stata data né a noi, né all’opinione pubblica. Che cosa davvero e precisamente ci stanno chiedendo la Bce e le istituzioni internazionali? Un governo impotente, totalmente screditato e ormai commissariato dica almeno qual è la situazione reale.”

“Lo ripeto: se dobbiamo discutere per la salvezza del Paese vogliamo la verità. Non accettiamo più il balletto indecente delle menzogne e dei diversivi – conclude il leader del Pd – che ci hanno portati a questo disastro.”

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fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=155335

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Toscana, il centrosinistra si divide sulla Tav. I comitati: “Opera costosa e dannosa”

Toscana, il centrosinistra si divide sulla Tav
I comitati: “Opera costosa e dannosa”

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No tav in piazza Duomo contro l’accordo sulle opere (03-08-11) – guarda la gallery

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I tre assessori regionali di Idv e Fds della giunta di Enrico Rossi non hanno partecipato al voto sull’accordo ministeriale per lo snodo dell’Alta velocità a Firenze. La stazione di Foster e il doppio tunnel da 7 chilometri potrebbero costare 3 miliardi di euro. “Intervento devastante per la città e con rischi per la falda”, accusano i No Tav. Proposto un progetto alternativo in superficie da 300 milioni di euro

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di Anna Riccardi

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Anche la politica toscana deve fare i conti con l’Alta velocità. Nel giorno dell’ennesimo accordo ministeriale necessario per dare il via ai lavori del nodo fiorentino, la maggioranza che sostiene il governatore Enrico Rossi si diversifica. Idv e Fds hanno infatti deciso di non far partecipare i loro tre assessori al voto sul testo dell’accordo. Fabio Evangelisti, deputato e segretario regionale dipietrista, ha chiesto esplicitamente “garanzie per il perseguimento degli interessi pubblici e una sollecita campagna di confronto con i cittadini e le altre amministrazioni locali, visto che a oggi – ha aggiunto – non sono state spiegate le ragioni della scelta per confrontarla eventualmente con altre soluzioni”.

Si tratta di una posizione nuova nel panorama del centrosinistra toscano, che dopo anni accende così i riflettori su un progetto che molti considerano sbagliato per Firenze. Una nuova Stazione, progettata dall’archistar Norman Foster, e un doppio tunnel lungo sette chilometri che potrebbe arrivare a costare sui 3 miliardi di euro, tutti soldi pubblici prelevati dal già deficitario bilancio dello Stato.

L’accordo è stato comunque firmato a Roma alla presenza del ministro dei Trasporti Altero Matteoli, del sindaco Matteo Renzi, di Rossi, della Provincia e di Trenitalia e Rfi. Tutti d’accordo nel garantire al capoluogo 80 milioni in opere di compensazione. A Firenze, invece, sotto la sede della Regione, il Comitato contro il sottoattraversamento e Italia Nostra hanno organizzato una contestazione ed è proprio dalla piazza che arriva il commento più caustico: “Specchietti e perline in cambio di oro, la storia è vecchia. Compensazioni ridicole in cambio di una grande opera che devasterà il territorio e che serve solo a stornare soldi dal pubblico al privato. Per Firenze è inutile, considerate le alternative possibili”.

Gli 80 milioni saranno spesi soprattutto in opere per la viabilità cittadina. Renzi ha rivendicato queste risorse come un nuovo successo per la sua amministrazione mentre, ha fatto notare la consigliera di opposizione di perUnaltracittà Ornella De Zordo, “nessuna nuova risorsa arriverà in città, i milioni già stanziati saranno semplicemente destinati ad altre infrastrutture rispetto a quelle originarie”. Enrico Rossi ha puntato sulla crescita economica legata ai cantieri affermando che “questo investimento è un fatto decisivo per lo sviluppo della Regione che sarebbe stato miope non cogliere”. Il Pdl attacca Renzi ma tace sul merito, e in genere chi tace acconsente, anche nella città di Denis Verdini.

Il progetto non ha mai convinto i fiorentini sia per lo spreco di denaro pubblico per una proposta culturalmente vecchia sia perché giudicato troppo pericoloso per una città che l’Unesco ha inserito tra i siti Patrimonio dell’umanità. Il tunnel infatti passa poche decine di metri sotto la cerchia Ottocentesca della città e sotto la Fortezza da basso, voluta dai Medici per difendersi dai fiorentini. Cinquecento anni dopo il potere politico usa altri mezzi e i cittadini hanno abbandonato i tumulti di piazza, organizzandosi in un Comitato che sostiene un progetto alternativo dai molti pregi, dicono: sostenibile ambientalmente, dai tempi di realizzazione ridotti, meno costoso – solo 300 milioni – ma forse proprio per questo ignorato dalle amministrazioni locali. Grazie alle competenze di diversi geologi, ingegneri ferroviari, urbanisti e architetti dell’Università di Firenze è nato infatti un progetto di superficie che si interscambia con la rete pendolare.

Intanto l’appalto, del valore di 715 milioni di euro e già lievitato a 1.350, è stato vinto dalle cooperative Coopsette ed Ergon. Quando nacque il Comitato l’allora assessore regionale ai Trasporti, l’ex Pci Riccardo Conti, invitò gli operai a piantare le tende nei cantieri per contrastare chi chiedeva un progetto meno impattante per la città.

Il Comitato ha prodotto nel tempo una ricca documentazione per smontare quello che considerano un progetto ricco di falsi miti. La Valutazione di impatto ambientale, ad esempio, risale al 1998 ed è stata fatta su un progetto poi abbandonato. Secondo Teresa Crespellani, docente di Ingegneria sismica di fama internazionale, i limiti del progetto del progetto sono tanti. Inoltre la Stazione Foster provocherà, dicono i No Tav, un effetto diga nel sottosuolo, prosciugando a valle la falda e provocandone l’innalzamento a monte. Il problema è che l’area interessata dall’impatto è abitata da decine di migliaia di persone. Le loro case subiranno danni inevitabili, come del resto è successo a Bologna per il progetto gemello.

A vigilare in teoria c’è l’Osservatorio ambientale, organo tecnico sì, ma di nomina politica, e che vede fra i suoi membri un rappresentante della committenza, cioè Rfi. Lo scorso 19 luglio, inoltre, il Genio civile ha rilevato gravi criticità nel rispetto delle norme antisismiche.

L’Alta velocità che già ora passa in città, sostengono i No Tav fiorentini, con poche modifiche al tracciato attuale potrebbe passare in superficie, garantendo gli stessi tempi di percorrenza.

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Le Campagne

61152

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LA PUBBLICITA’ RIPORTATA APPARTIENE ALLA TESTATA DI PROVENIENZA DELL’ARTICOLO

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07 agosto 2011
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CRISI, G20 IN CONFERENCE CALL – S&P: downgrade USA può peggiorare.Trichet ora ha fretta


fonte immagine

Direttivo Bce questa sera alle 18.00

S&P: downgrade USA può peggiorare.Trichet ora ha fretta

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I ministri delle Finanze del G20 si sono riuniti in una conference call per discutere sulla crisi del debito europeo e il downgrade del rating degli Stati Uniti dalla tripla A. Intanto la borsa di Tel Aviv chiude a -7%

Jean Claude TrichetJean Claude Trichet

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Francoforte, 07-08-2011

Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet vuole arrivare già oggi alla definizione delle politiche che la Bce sarà chiamata ad adottare alla riapertura dei mercati internazionali, a protezione dei titoli pubbilci dei paesi dell’area euro, secondo quanto riportato da una fonte interna alla stessa Banca Centrale Europea. La Bce sollecita il via libera da parte delle cancellerie all’acquisto dal parte di Francoforte dei titoli pubblici sottoposti a forte pressione dai mercati. Finora la Bce ha comprato solo contenute quantità di obbligazioni irlandesi e portoghesi.

S&P: USA possono peggiorare la loro pagella finanziaria
L’outlook di Standard and Poor’s sugli Stati Uniti mostra che c’è una possibilità su
tre, ossia il 30%, di un ulteriore downgrade, in un periodo di tempo che va dai prossimi sei mesi ai prossimi due anni. Lo ha detto John Chambers, presidente della commissione rating di Standard and Poor’s intervistato da ABC.

In contatto costante
I ministri delle Finanze del G20 si sono riuniti in una conference call per discutere sulla crisi del debito europeo e il downgrade del rating degli Stati Uniti dalla tripla AAA.  Un consulto d’emergenza sulle turbolenze che stanno agitando i mercati finanziari e che alimentano il timore che l’economia del mondo sviluppato possa scivolare in una recessione. Dopo una settimana in cui sono stati bruciati 2.500 miliardi di dollari sui mercati azionari, i leader politici devono rassicurare gli investitori che i governi hanno la volontà e la capacità di ridurre l’enorme debito pubblico.

Conference call del G7
E’ prevista dunque per le prossime ore, prima dell’apertura dei mercati asiatici, una riunione dei ministri finanziari del G7, che – secondo una fonte del governo giapponese – potrebbe concludersi con una dichiarazione.

Riunione del consiglio direttivo della Bce oggi alle 18.00
Oggi il Consiglio direttivo della Bce si riunirà alle 18.00, sempre in conference call, insieme ai Governatori delle banche centrali dell’eurozona. Resta l’attesa inoltre per vedere se la Bce iniziera’ ad acquistare titoli di Stato di Italia e Spagna allo scopo di raffreddare gli spread, finiti a livelli record: impresa ardua visto la mole del debito del nostro paese. Al riguardo diverse voci indicano una divisione fra i componenti dell’Eurotower sull’opportunità o meno di procedere agli acquisti di titoli di stato del nostro paese. Secondo alcune fonti l’anticipo della manovra è un passo avanti ma l’Italia deve fare di più”.

Debito Usa, Obama: “Dobbiamo fare meglio” 
Il presidente Barack Obama ritiene che le trattative per giungere ad un accordo sul tetto del debito degli Usa sono state troppo lunghe e laceranti e ora i membri del congresso devono unirsi e lavorare per rafforzare l’economia. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca Jay Carney. E mentre il Tesoro americano accusa Standard & Poor’s di aver commesso un errore da 2.000 mld di dollari, la Cina ha duramente criticato gli errori degli Stati Uniti che hanno portato alla perdita della tripla A.

Tel Aviv chiude a -7%
La Borsa di Tel Aviv ha chiuso oggi una convulsa giornata di contrattazioni con una perdita media di piu’ del 7%. Il TA25, indice delle 25 maggiori societa’ per
capitalizzazione, ha registrato una perdita del 7,1%; delle 100 maggiori societa’ del 7,2%. Le perdite piu’ forti sono state rilevate dagli indici settoriali: quello del petrolio e gas e’ sceso del 9,5%, delle industrie tecnologiche del 7,6%. La Borsa di Tel Aviv, unica oggi aperta nelle economie occidentali sviluppate, ha risentito soprattutto degli effetti del declassamento del debito pubblico degli Usa, lo scorso venerdi’, da parte dell’agenzia di rating S&P.

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fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=155317

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Indonesia, sui binari per curarsi

Indonesia, sui binari per curarsi

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Negli slum di Jakarta è esploso il fenomeno della “terapia elettrica” da treno: a decine si sdraiano sulle rotaie, togliendosi all’ultimo, contando sull’effetto positivo contro i malanni

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Ogni giorno, negli slum di Jakarta, decine di indonesiani aspettano il treno. Non sulla piattaforma però: sdraiati sui binari. E lì ci rimangono fino a pochi secondi prima che le carrozze li travolgano, per poi tornare in fretta sulle rotaie una volta che il treno è passato. Il motivo è che la tensione elettrica avrebbe effetti terapeutici per vari malanni.

Il fenomeno (video sotto) è nato negli ultimi mesi, dopo che si è sparsa la voce – mai provata – secondo cui un paralizzato sarebbe tornato a camminare dopo essersi sdraiato sui binari con l’intenzione di farla finita. Una volta a contatto con le rotaie, si sarebbe – oltre che tolto in tempo – sentito improvvisamente guarito. Anche tra le centinaia di persone che hanno provato la prolungata e non esattamente piacevole scossa, in molti assicurano di sentirsi meglio. Finora, nonostante il rischio di essere travolti, almeno non è morto nessuno.

I dottori assicurano che l’effetto della “terapia elettrica da treno” è solo placebo, e la polizia nelle ultime settimane ha tentato di scoraggiare la pericolosa pratica applicando cospicue multe e la minaccia di tre mesi di carcere ai trasgressori. Ma i chilometri di binari che attraversano la sterminata periferia di Jakarta sono impossibili da pattugliare in ogni tratto. E nonostante la sanità indonesiana sia in teoria gratuita, la lentezza burocratica scoraggia molti tra i più poveri dal recarsi in un ospedale. Una scarica elettrica gratis sembra allora un valido sostituto.

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07 agosto 2011

fonte:  http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=175&ID_articolo=116&ID_sezione=358

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PROTESTE – Israele, caro vita: 200mila in piazza. Netanyahu: risposte su giustizia sociale – VIDEO

Israel: huge demos call for economic reforms

Pubblicato in data 07/ago/2011 da

Israelis poured into streets across their country in unprecedented numbers on Saturday, with police counting over a quarter of a million people joining protests calling for sweeping economic reforms. Police spokesman Micky Rosenfeld said at least 200,000 people joined demonstrations in the Israeli city of Tel Aviv alone.

Israele, caro vita: 200mila in piazza
Netanyahu: risposte su giustizia sociale

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TEL AVIV – «Il popolo chiede giustizia sociale»: all’insegna di questo slogan, 200mila israeliani di tutte le età, ma soprattutto tanti giovani, sono scesi in strada in Israele per una nuova manifestazione di protesta contro il caro vita e per denunciare i problemi socioeconomici del paese. Il raduno maggiore per partecipazione di popolo si è verificato a Tel Aviv – la città da dove erano cominciate le agitazioni meno di un mese fa – ma altri si sono pure svolti a Gerusalemme e in altri centri del paese, dal nord a sud.

Nelle intenzioni degli organizzatori è stata «la madre di tutte le manifestazioni», nella speranza di vedere nelle piazze del paese almeno 250 mila persone. A Tel Aviv, secondo la Tv privata Canale 10, i manifestanti sarebbero 200mila, più della scorsa settimana: allora furono stimati in circa centomila.

A Tel Aviv i manifestanti si sono assiepati nella grande piazza del teatro nazionale Habima e nelle strade adiacenti: poi si sono mossi lentamente tra grida, canti, battiti di tamburi in direzione del complesso che a meno di un chilometro di distanza, ospita gli uffici di ministeri e il ministero della difesa, davanti al quale era stato eretto un grande palco per gli oratori – tra i quali anche un rabbino e un esponente della minoranza araba ma nessun uomo politico – e per i numerosi artisti che si sono esibiti gratuitamente. Il clima è stato chiassoso ma non violento.

Molti i cartelli esposti con lo stesso messaggio per una società più equa in un paese dove il divario tra la classe più abbiente e gli altri ceti è il maggiore tra le economie sviluppate dell’Occidente. Non sono però mancati alcuni cartelli con scritte ostili al governo. All’ incirca alla stessa ora migliaia di persone si sono radunate vicino alla residenza del primo ministro a Gerusalemme per lanciare lo stesso messaggio. E così è stato anche in altri centri del paese. Ma la manifestazione odierna, la terza dall’inizio delle agitazioni, non sarà, a quanto pare, l’ultima: un’altra risulta in programma anche per il prossimo sabato. L’intenzione dei manifestanti è di non demordere e di lanciare il chiaro avvertimento che le proteste andranno avanti fino a quando il governo non proverà di aver recepito, nei fatti e non solo a parole, il messaggio della piazza.

Netanyahu: task force per rispondere alla piazza. Il primo ministro israeliano Benyanim Netanyahu intende istituire una task force per rispondere alle richieste dei manifestanti. Lo ha riferito un alto funzionario, che ha voluto mantenere l’anonimato, spiegando che «Netanyahu vuole creare una task force, composta da ministri e accademici, per ascoltare le richieste dei manifestanti e presentare le proprie raccomandazioni». Raccomandazioni che – spiega la stessa fonte – riguarderanno le «misure per contrastare l’alto costo della vita e quelle per permettere un accesso più facile alla casa».

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Domenica 07 Agosto 2011 – 10:25    Ultimo aggiornamento: 11:22

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=158800&sez=HOME_NELMONDO

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SIRIA – I tank sparano: quasi 60 morti. Assad: “Agire contro i fuorilegge” / VIDEO: Democracy Rally in Latakia defies Dictator! Muslims, Christians unite in Chants

Syria – Democracy Rally in Latakia defies Dictator! Muslims, Christians unite in Chants 8-5-11

Caricato da in data 05/ago/2011

Friday 8-5-11 today’s theme is “God is with Us” throughout all of Syria. I believe this theme was partially chosen to point out that God is still with us , even though the rest of the World has abandoned us as we are slaughtered by their dictator.
Here Syrian demonstrate by the thousands in the beachfront city of Latakia, defying the Dictator’s deadly crackdown which has seen him kill up to 1,000 innocent people in one week throughout the nation. One of the chants is “Muslim and Christians are united in demanding Freedom”
The Dictator keeps arresting, torturing and slaughtering thousands. !! There are not 2,000 dead, – There are over 10,000 dead as the number of victims has been grossly undercounted for political reasons by the world community who do not want to get involved (there are at least 3,000 prisoners who have disappeared and who have most likely been killed and secretly disposed of while in Detention)
The Dictator is mutilating and maiming little children to instill fear in his enslaved population. The Dictator destroyed whole cities and villages throughout the nation. The Dictator leveled Daraa, levelled Jisr Al Shughar, leveled Talkalekh, then he attack Homs and destroyed large sections of Bab Alspaah., He has now surrounded and attacked Deir Ez Zour and Hama, raining death and destruction upon those Defiant Cities. The Dictator has destroyed farms and homes and shot peoples livestock and poisoned their water supplies and raped countless women and has put captured protesters into vats of acid and even threw them into giant Sugar grinding machines while still alive. the Dictator has captured and slit the throats of Poets who mocked him and he has even imported Iranian Republican Guard and Hezbollah Militia and Lebanese Baath party and SSNP nazi thugs from Lebanon to help preserve his family’s 41 year grip on power . Alas for the Dictator -! It has all been for naught as the power of 20 million outraged and defiant Syrians cannot be repressed any longer. Assad’s days in power are numbered and he better start packing for exile or we will hang him like Saddam Hussein was held accountable for his crimes against the Iraqi people..

SIRIA

I tank sparano: quasi 60 morti
Assad: “Agire contro i fuorilegge”

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Si intensifica la repressione del movimento di opposizione nelle città ribelli di Homs e Deir Ezzor. Ad Haula tagliati elettrecità e telefoni, blindati presidiano il centro. Appello di Ban Ki-moon: “Cessare uso della forza”

I tank sparano: quasi 60 morti Assad: "Agire contro i fuorilegge" Bashar al-Assad

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DAMASCO – Si stringe la morsa dell’esercito siriano sulle città ribelli di Homs e Deir Ezzor; e dunque cade nel vuoto l’ennesimo appello del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, al presidente siriano, Bashar el-Assad, perché cessi di usare la forza militare contro i civili inermi. Assad ribadisce: “Agire contro i fuorilegge che bloccano le strade, isolano le città e terrorizzano la popolazione è un obbligo per lo Stato che deve garantire la sicurezza e proteggere la vita dei cittadini”.

Secondo vari gruppi del’opposizione siriana, le truppe hanno assalito all’alba Deir-Ezzor, nel nord-est del Paese: i blindati sono entrati in varie aree della città sul fiume Eufrate, a circa 450km da Damasco, e sono stati bombardati almeno tre quartieri. I morti sarebbero quasi 60. Su Internet sono apparsi numerosi video che mostrano grandi nubi di fumo nero che si levano verso il cielo, mentre in sottofondo si sentono le raffiche continue degli spari. Secondo il Comitato di Coordinamento Locale, nell’offensiva sono coinvolti 250 tra blindati e mezzi corazzati; e l’esercito ha già attaccato 9 quartieri mentre i cecchini sono appostati sui tetti degli edifici più alti.

Testimoni hanno riferito che hanno visto soldati disertare nell’area di Yura; ma secondo le fonti, l’esercito ha interamente circondato la città e impedisce alla gente di fuggire. E la situazione non è migliore ad Homs, dove i bilndati si sono schierati attorno alla moschea di Jaled Ben Walid e circondato la zona di Jaldia, oltre ad aver tagliato la strada di Cairo, che separa due quartieri. Nella provincia di Homs, due città, Haula e Kafarlaha, continuano ad essere bombardate.

Ad Haula, sono state tagliate tanto le linee telefoniche della rete fissa che di quella mobile, interrotta l’erogazione dell’energia elettrica; e secondo alcune fonti, una colonna di 40 blindati è uscita dall’accademia militare insieme a 20 autobus con membri delle forze di sicurezza.

La nuova offensiva segue di poche ore il colloquio telefonico tra Ban e il rais siriano. Il segretario generale del Palazzo di Vetro ha chiesto la fine dell’uso della violenza contro la popolazione civile; ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per il numero dei morti nelle proteste e ha consegnato ad Assad il messaggio del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. L’organo delle Nazioni Unite con maggiori poteri lo scorso mercoledì ha rotto il silenzio mantenuto da vari mesi sulle violenze e condannato il regime di Damasco con una cosiddetta ‘dichiarazione presidenziale’ (un meccanismo che richiede l’unanimità di tutti i membri). Secondo il portavoce di Ban, nella conversazione telefonica il presidente siriano ha fatto riferimento all’alto numero di vittime tra le forze di sicurezza; e il segretario generale ha risposto che condanna le violenze su entrambi i lati. Ban ha anche ricordato al presidente siriano che le riforme annunciate possono avere “credibilità” solo se cessano immediatamente le violenze e il regime rispetta i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani.

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07 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/07/news/siria_7_agosto-20139719/?rss

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