Archivio | agosto 7, 2011

Un tranquillo week end di Euro Paura

Un tranquillo week end di Euro Paura

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Scritto il 8 agosto 2011 alle 00:01 da Dream Theater

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Spettri ed ombre nella notte scacciati dall’esorcista
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Cronistoria di una rovente domenica sera: prima l’appello Merkel-Sarkozy. E poi l’intervento di e che anticipano l’EFSF. Il tutto con lo spettro del dell’Italia che forse così sarà evitato.

A seguito del USA, si sono susseguiti sul web una serie interminabile di commenti, valutazioni, pareri più o meno autorevoli. Tutti più o meno concordano sul fatto che il USA, almeno nel breve periodo, porterà negatività sui mercati. Ma il timore per l’Europa, ed in particolar modo per Italia e Spagna è amplificato e moltiplicato per “enne” volte. Infatti, fa paura il rischio “” che potrebbe derivarne per il globale e, di riflesso, quello azionario.
Il problema sta nel fatto che Italia e Spagna, sopra tutte, stanno vivendo un momento delicatissimo. Per borse, finanze, bond e tutto quanto ne può derivare.

Al momento l’EFSF non può ancora fare acquisti sul secondario, solo la può intervenire e salvare il salvabile, come detto più volte. Lo può fare prestando denaro direttamente ai paesi in crisi, in caso di scadenze (evitando il rolling del debito a condizioni di mercato tremende, e questo potrebbe essere uno dei motivi per cui gira voce che cancelleranno le prossime aste di Titoli di Stato), oppure sostituendosi proprio all’EFSF, acquistando titoli sul secondario, in particolar modo Bonos e BTP. Non dimentichiamo infatti che un aumento del tasso dell’1% significherebbe per l’Italia oneri aggiuntivi per 3 miliardi di Euro all’anno. Uno sproposito.

Nell’ultima settimana la ha già fatto qualcosa, ma non direttamente sui titoli di Spagna ed Italia. Ha invece operato sui titoli di Portogallo ed Irlanda, nella speranza che per “” e restringimento dei rispettivi spread, il riflesso sui titoli italici e spagnoli fosse immediato. Missione fallita. Venerdì lo spread Bund-BTp è miseramente arrivato a 412 bp per poi ritracciare. Sabato arriva l’annuncio. Domenica conferenza straordinaria: bisogna trovare soluzioni. E la conferenza dura tutto i pomeriggio e poi, in serata, arrivano le news…

H 21.00 – a sostegno dell’Italia ma non sul secondario. Almeno per ora.

Quindi alle 17 c’è stata una teleconferenza tra i paesi membri, per decidere sul da farsi. In realtà si poteva solo decidere una cosa, ovvero accettare la necessità di intervenire e di COMPRARE direttamente i bond emessi dal Governo Italiano (e spagnolo). La manna dal cielo. Senza il sostegno , lunedì, a seguito del USA, il rischio di un tracollo dei prezzi dei BTp diventerebbe cosa certa.
E come giustificare la cosa agli occhi del mondo? La scusa, di per se, ci sarebbe. Berlusconi ha dato a livello internazionale (…) segnali di buona volontà con il discorso del “pareggio di bilancio”. E con questa motivazione, la potrebbe decidere di continuare la sua campagna “Salvatutto”, confermandosi l’Hedge Fund di maggiori dimensioni al mondo e mettendo una pezza ad un colabrodo che si sta generando ormai da settimane.

E se non arriva questa dichiarazione “Salvatutto”? A quel punto l’Italia avrà il sostegno per le eventuali scadenze (quindi annullo delle aste confermato?) e poi ci sarà l’EFSF. E le borse facciano quello che vogliono. L’importante è che l’Italia trovi un internediario a sanare le sue necessità di cassa. E questo intermediario è la . Scelta che, se attuata, troverebbe l’appoggio del sottoscritto, dal punto di vista dei costi sosteniuti dalla stessa e dall’Italia, ma per il mercato potrebbe essere una tragedia. Significa che fin quando non ci sarà l’EFSF i mercati saranno senza argini. Questo il comunicato congiunto della strana coppia franco –tedesca Sarkozy-Merkel:

President Sarkozy and Chancellor Merkel reiterate their commitment to fully implement the decisions taken by the heads of state and government of the euro area and the EU institutions on July 21st 2011.
In particular, they stress the importance that parliamentary approval will be obtained swiftly by the end of September in their two countries.
They welcome the recent measures announced by Italy and Spain with regard to faster fiscal consolidation and improved competitiveness. Especially the Italian authorities’ goal to achieve a balanced budget a year earlier than previously envisaged is of fundamental importance. They stress that complete and speedy implementation of the announced measures is key to restore market confidence.
As decided on July 21st, the effectiveness of the EFSF will be improved and its flexibility increased linked to appropriate conditionality, in particular through the following instruments: precautionary program, finance recapitalization of financial institutions and to intervene in secondary markets on the basis of an analysis recognizing the existence of exceptional financial market circumstances and risks to financial stability and on the basis of a decision by mutual agreement of the member states, in order to avoid contagion. (Source)

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Ora tutti ad aspettare Mr

H. 21.30 – L’opposizione dei tedeschi e la strategia della

Il sistema non può permettersi il collasso dell’Italia. Merkel e Sarkozy lo sanno benissimo. Però si trovano a dover combattere con un’opinione pubblica nei rispettivi paesi che non accettano il ruolo di “salvatori della patria”. E quindi? E quindi ormai è chiara la strategia. Si aspetta di arrivare sull’orlo del baratro e, prima del collasso; quando ormai si è capito che se non arriva il bailout, il collasso sarà generale, allora a quel punto arriva l’aiuto della . Una tattica kamikaze e pericolossima a cui ormai mi sono abituato.
E, permettetemi, ormai siamo di nuovo vicino ad un baratro. Quello dell’Italia e della Spagna. Ma il baratro, stavolta, sarebbe irrecuperabile e devastante.
E Mr capisce il momento e coglie l’appello di Francia e Germania ed esce con questo comunicato..

H 22.00 – 7 agosto 2011 – Dichiarazione del Presidente della

1. Il Consiglio direttivo della () accoglie con favore l’annuncio fatto dai governi di Italia e Spagna in materia di nuove misure e riforme nei settori delle politiche fiscali e strutturali. Il Consiglio direttivo ritiene che l’implementazione rapida e decisa da entrambi i governi come essenziale al fine di migliorare sostanzialmente la competitività e la flessibilità delle loro economie, e per ridurre rapidamente il deficit pubblico.
2 . Il Consiglio direttivo sottolinea l’importanza dell’impegno di tutti i capi di Stato e di governo a rispettare rigorosamente gli obiettivi concordati fiscali, come ribadito al vertice dell’area dell’euro del 21 luglio 2011. Un elemento chiave è anche la valorizzazione del potenziale di crescita dell’economia.
3 . Il Consiglio direttivo ritiene indispensabile la pronta attuazione di tutte le decisioni prese al vertice dell’area dell’euro. In questa prospettiva, il Consiglio direttivo accoglie con favore l’impegno comune espressa da Germania e Francia oggi.
4 . Il Consiglio direttivo attribuisce un’importanza decisiva per la dichiarazione dei Capi di Stato o di governo della zona euro nella determinazione inflessibile a rispettare pienamente la propria firma individuale sovrano come un elemento chiave per assicurare la stabilità finanziaria nella zona euro nel suo complesso.
5 . Ritiene altrettanto fondamentale che i governi sono pronti ad attivare il Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) nel mercato secondario, sulla base di un’analisi della riconoscendo l’esistenza di circostanze eccezionali del mercato finanziario e dei rischi per la stabilità finanziaria, una volta che il EFSF è operativo.
6 . E ‘sulla base delle valutazioni di cui sopra che la decide effettuare un suo autonono programma di Securities Markets. (Leggasi programma di acquisto di titoli sul secondario di Italia e Spagna). Questo programma è stato progettato per aiutare il ripristino di una migliore trasmissione delle nostre decisioni di – tenendo conto di segmenti di mercato disfunzionale – e dunque a garantire la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro.

(Source BCE)

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E’ fatta. La entra direttamente sul mercato con un impegno massiccio a favore di Italia e Spagna. Una boccata di ossigeno è in arrivo….

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H 22.15 – Arrivano i primi commenti

Arrivano i primi commenti delle case d’affari. Secondo i più, l’obiettivo è il restringimento di almeno 100-150 bp dello . E questo potrebbe comportare un importante volume in acquisto da parte della , cifre notevoli che potrebbero raggirarsi anche sui 900 miliardi di Euro. Ecco fatto. che diventa sempre più un hedge fund. E’ stata scelta la strada più onerosa per la ma sicuramente la migliore per i mercati.
Italia e Spagna ora hanno le spalle coperte. Ed i mercati sicuramente ne terranno conto. In primis le ormai devastate quotazioni delle banche Italiane.

E domani? Sarà una bella guerra

Ora tutti gli occhi degli operatori sono sull’apertura di domani dei mercati. Da una parte la salvatutto, e dall’altra il donwgrading USA. Chi avrà le meglio? Questo non ve lo so dire. Però in fondo poco importa. Noi abbiamo ora una protezione che va ad anticipare il ruolo dell’EFSF e va a chiudere quella lacuna temporale. E, credetemi, non è poco.

Pian piano, la necessità sta creando un Europa più unita…

PS: un’ ultima cosa sul USA. Credo sia più che normale, lecito e ovvio una nuova bufera con il dovuto che dovrebbe arrivare per Fannie Mae e Freddie Mac. E se non arriva? Allora la farsa sarebbe veramente incredibile…

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STAY TUNED!

DT

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fonte:  http://intermarketandmore.finanza.com/un-tranquillo-week-end-di-euro-paura-32498.html

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CRISI – Bersani: vogliamo la verità, cosa ci chiede la Bce?

Nessuna notizia sui vincoli posti all’Italia

Bersani: vogliamo la verità, cosa ci chiede la Bce?

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fonte immagine

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Il leader del Pd: “Vogliamo la verità sulle condizioni poste dalla comunità internazionale”, e incalza: “Un governo impotente, totalmente screditato e ormai commissariato dica almeno qual è la situazione reale.”

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Roma, 07-08-2011

“Vogliamo la verità. E’ inaccettabile che l’opposizione non abbia avuto fin qui comunicazione alcuna sui vincoli ai quali la comunità europea e internazionale ci sta sottoponendo”.

Così Pierluigi Bersani, segretario del Pd, si rivolge al governo per sapere “cosa ci stanno chiedendo la Bce e le istituzioni internazionali?”.

In attesa della riunione delle commissioni congiunte Affari costituzionali e Bilancio di Camera e Senato, osserva Bersani,  al di là di indiscrezioni, nessuna comunicazione formale è stata data né a noi, né all’opinione pubblica. Che cosa davvero e precisamente ci stanno chiedendo la Bce e le istituzioni internazionali? Un governo impotente, totalmente screditato e ormai commissariato dica almeno qual è la situazione reale.”

“Lo ripeto: se dobbiamo discutere per la salvezza del Paese vogliamo la verità. Non accettiamo più il balletto indecente delle menzogne e dei diversivi – conclude il leader del Pd – che ci hanno portati a questo disastro.”

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fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=155335

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Toscana, il centrosinistra si divide sulla Tav. I comitati: “Opera costosa e dannosa”

Toscana, il centrosinistra si divide sulla Tav
I comitati: “Opera costosa e dannosa”

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No tav in piazza Duomo contro l’accordo sulle opere (03-08-11) – guarda la gallery

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I tre assessori regionali di Idv e Fds della giunta di Enrico Rossi non hanno partecipato al voto sull’accordo ministeriale per lo snodo dell’Alta velocità a Firenze. La stazione di Foster e il doppio tunnel da 7 chilometri potrebbero costare 3 miliardi di euro. “Intervento devastante per la città e con rischi per la falda”, accusano i No Tav. Proposto un progetto alternativo in superficie da 300 milioni di euro

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di Anna Riccardi

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Anche la politica toscana deve fare i conti con l’Alta velocità. Nel giorno dell’ennesimo accordo ministeriale necessario per dare il via ai lavori del nodo fiorentino, la maggioranza che sostiene il governatore Enrico Rossi si diversifica. Idv e Fds hanno infatti deciso di non far partecipare i loro tre assessori al voto sul testo dell’accordo. Fabio Evangelisti, deputato e segretario regionale dipietrista, ha chiesto esplicitamente “garanzie per il perseguimento degli interessi pubblici e una sollecita campagna di confronto con i cittadini e le altre amministrazioni locali, visto che a oggi – ha aggiunto – non sono state spiegate le ragioni della scelta per confrontarla eventualmente con altre soluzioni”.

Si tratta di una posizione nuova nel panorama del centrosinistra toscano, che dopo anni accende così i riflettori su un progetto che molti considerano sbagliato per Firenze. Una nuova Stazione, progettata dall’archistar Norman Foster, e un doppio tunnel lungo sette chilometri che potrebbe arrivare a costare sui 3 miliardi di euro, tutti soldi pubblici prelevati dal già deficitario bilancio dello Stato.

L’accordo è stato comunque firmato a Roma alla presenza del ministro dei Trasporti Altero Matteoli, del sindaco Matteo Renzi, di Rossi, della Provincia e di Trenitalia e Rfi. Tutti d’accordo nel garantire al capoluogo 80 milioni in opere di compensazione. A Firenze, invece, sotto la sede della Regione, il Comitato contro il sottoattraversamento e Italia Nostra hanno organizzato una contestazione ed è proprio dalla piazza che arriva il commento più caustico: “Specchietti e perline in cambio di oro, la storia è vecchia. Compensazioni ridicole in cambio di una grande opera che devasterà il territorio e che serve solo a stornare soldi dal pubblico al privato. Per Firenze è inutile, considerate le alternative possibili”.

Gli 80 milioni saranno spesi soprattutto in opere per la viabilità cittadina. Renzi ha rivendicato queste risorse come un nuovo successo per la sua amministrazione mentre, ha fatto notare la consigliera di opposizione di perUnaltracittà Ornella De Zordo, “nessuna nuova risorsa arriverà in città, i milioni già stanziati saranno semplicemente destinati ad altre infrastrutture rispetto a quelle originarie”. Enrico Rossi ha puntato sulla crescita economica legata ai cantieri affermando che “questo investimento è un fatto decisivo per lo sviluppo della Regione che sarebbe stato miope non cogliere”. Il Pdl attacca Renzi ma tace sul merito, e in genere chi tace acconsente, anche nella città di Denis Verdini.

Il progetto non ha mai convinto i fiorentini sia per lo spreco di denaro pubblico per una proposta culturalmente vecchia sia perché giudicato troppo pericoloso per una città che l’Unesco ha inserito tra i siti Patrimonio dell’umanità. Il tunnel infatti passa poche decine di metri sotto la cerchia Ottocentesca della città e sotto la Fortezza da basso, voluta dai Medici per difendersi dai fiorentini. Cinquecento anni dopo il potere politico usa altri mezzi e i cittadini hanno abbandonato i tumulti di piazza, organizzandosi in un Comitato che sostiene un progetto alternativo dai molti pregi, dicono: sostenibile ambientalmente, dai tempi di realizzazione ridotti, meno costoso – solo 300 milioni – ma forse proprio per questo ignorato dalle amministrazioni locali. Grazie alle competenze di diversi geologi, ingegneri ferroviari, urbanisti e architetti dell’Università di Firenze è nato infatti un progetto di superficie che si interscambia con la rete pendolare.

Intanto l’appalto, del valore di 715 milioni di euro e già lievitato a 1.350, è stato vinto dalle cooperative Coopsette ed Ergon. Quando nacque il Comitato l’allora assessore regionale ai Trasporti, l’ex Pci Riccardo Conti, invitò gli operai a piantare le tende nei cantieri per contrastare chi chiedeva un progetto meno impattante per la città.

Il Comitato ha prodotto nel tempo una ricca documentazione per smontare quello che considerano un progetto ricco di falsi miti. La Valutazione di impatto ambientale, ad esempio, risale al 1998 ed è stata fatta su un progetto poi abbandonato. Secondo Teresa Crespellani, docente di Ingegneria sismica di fama internazionale, i limiti del progetto del progetto sono tanti. Inoltre la Stazione Foster provocherà, dicono i No Tav, un effetto diga nel sottosuolo, prosciugando a valle la falda e provocandone l’innalzamento a monte. Il problema è che l’area interessata dall’impatto è abitata da decine di migliaia di persone. Le loro case subiranno danni inevitabili, come del resto è successo a Bologna per il progetto gemello.

A vigilare in teoria c’è l’Osservatorio ambientale, organo tecnico sì, ma di nomina politica, e che vede fra i suoi membri un rappresentante della committenza, cioè Rfi. Lo scorso 19 luglio, inoltre, il Genio civile ha rilevato gravi criticità nel rispetto delle norme antisismiche.

L’Alta velocità che già ora passa in città, sostengono i No Tav fiorentini, con poche modifiche al tracciato attuale potrebbe passare in superficie, garantendo gli stessi tempi di percorrenza.

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Le Campagne

61152

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LA PUBBLICITA’ RIPORTATA APPARTIENE ALLA TESTATA DI PROVENIENZA DELL’ARTICOLO

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07 agosto 2011
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CRISI, G20 IN CONFERENCE CALL – S&P: downgrade USA può peggiorare.Trichet ora ha fretta


fonte immagine

Direttivo Bce questa sera alle 18.00

S&P: downgrade USA può peggiorare.Trichet ora ha fretta

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I ministri delle Finanze del G20 si sono riuniti in una conference call per discutere sulla crisi del debito europeo e il downgrade del rating degli Stati Uniti dalla tripla A. Intanto la borsa di Tel Aviv chiude a -7%

Jean Claude TrichetJean Claude Trichet

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Francoforte, 07-08-2011

Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet vuole arrivare già oggi alla definizione delle politiche che la Bce sarà chiamata ad adottare alla riapertura dei mercati internazionali, a protezione dei titoli pubbilci dei paesi dell’area euro, secondo quanto riportato da una fonte interna alla stessa Banca Centrale Europea. La Bce sollecita il via libera da parte delle cancellerie all’acquisto dal parte di Francoforte dei titoli pubblici sottoposti a forte pressione dai mercati. Finora la Bce ha comprato solo contenute quantità di obbligazioni irlandesi e portoghesi.

S&P: USA possono peggiorare la loro pagella finanziaria
L’outlook di Standard and Poor’s sugli Stati Uniti mostra che c’è una possibilità su
tre, ossia il 30%, di un ulteriore downgrade, in un periodo di tempo che va dai prossimi sei mesi ai prossimi due anni. Lo ha detto John Chambers, presidente della commissione rating di Standard and Poor’s intervistato da ABC.

In contatto costante
I ministri delle Finanze del G20 si sono riuniti in una conference call per discutere sulla crisi del debito europeo e il downgrade del rating degli Stati Uniti dalla tripla AAA.  Un consulto d’emergenza sulle turbolenze che stanno agitando i mercati finanziari e che alimentano il timore che l’economia del mondo sviluppato possa scivolare in una recessione. Dopo una settimana in cui sono stati bruciati 2.500 miliardi di dollari sui mercati azionari, i leader politici devono rassicurare gli investitori che i governi hanno la volontà e la capacità di ridurre l’enorme debito pubblico.

Conference call del G7
E’ prevista dunque per le prossime ore, prima dell’apertura dei mercati asiatici, una riunione dei ministri finanziari del G7, che – secondo una fonte del governo giapponese – potrebbe concludersi con una dichiarazione.

Riunione del consiglio direttivo della Bce oggi alle 18.00
Oggi il Consiglio direttivo della Bce si riunirà alle 18.00, sempre in conference call, insieme ai Governatori delle banche centrali dell’eurozona. Resta l’attesa inoltre per vedere se la Bce iniziera’ ad acquistare titoli di Stato di Italia e Spagna allo scopo di raffreddare gli spread, finiti a livelli record: impresa ardua visto la mole del debito del nostro paese. Al riguardo diverse voci indicano una divisione fra i componenti dell’Eurotower sull’opportunità o meno di procedere agli acquisti di titoli di stato del nostro paese. Secondo alcune fonti l’anticipo della manovra è un passo avanti ma l’Italia deve fare di più”.

Debito Usa, Obama: “Dobbiamo fare meglio” 
Il presidente Barack Obama ritiene che le trattative per giungere ad un accordo sul tetto del debito degli Usa sono state troppo lunghe e laceranti e ora i membri del congresso devono unirsi e lavorare per rafforzare l’economia. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca Jay Carney. E mentre il Tesoro americano accusa Standard & Poor’s di aver commesso un errore da 2.000 mld di dollari, la Cina ha duramente criticato gli errori degli Stati Uniti che hanno portato alla perdita della tripla A.

Tel Aviv chiude a -7%
La Borsa di Tel Aviv ha chiuso oggi una convulsa giornata di contrattazioni con una perdita media di piu’ del 7%. Il TA25, indice delle 25 maggiori societa’ per
capitalizzazione, ha registrato una perdita del 7,1%; delle 100 maggiori societa’ del 7,2%. Le perdite piu’ forti sono state rilevate dagli indici settoriali: quello del petrolio e gas e’ sceso del 9,5%, delle industrie tecnologiche del 7,6%. La Borsa di Tel Aviv, unica oggi aperta nelle economie occidentali sviluppate, ha risentito soprattutto degli effetti del declassamento del debito pubblico degli Usa, lo scorso venerdi’, da parte dell’agenzia di rating S&P.

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fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=155317

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Indonesia, sui binari per curarsi

Indonesia, sui binari per curarsi

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Negli slum di Jakarta è esploso il fenomeno della “terapia elettrica” da treno: a decine si sdraiano sulle rotaie, togliendosi all’ultimo, contando sull’effetto positivo contro i malanni

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Ogni giorno, negli slum di Jakarta, decine di indonesiani aspettano il treno. Non sulla piattaforma però: sdraiati sui binari. E lì ci rimangono fino a pochi secondi prima che le carrozze li travolgano, per poi tornare in fretta sulle rotaie una volta che il treno è passato. Il motivo è che la tensione elettrica avrebbe effetti terapeutici per vari malanni.

Il fenomeno (video sotto) è nato negli ultimi mesi, dopo che si è sparsa la voce – mai provata – secondo cui un paralizzato sarebbe tornato a camminare dopo essersi sdraiato sui binari con l’intenzione di farla finita. Una volta a contatto con le rotaie, si sarebbe – oltre che tolto in tempo – sentito improvvisamente guarito. Anche tra le centinaia di persone che hanno provato la prolungata e non esattamente piacevole scossa, in molti assicurano di sentirsi meglio. Finora, nonostante il rischio di essere travolti, almeno non è morto nessuno.

I dottori assicurano che l’effetto della “terapia elettrica da treno” è solo placebo, e la polizia nelle ultime settimane ha tentato di scoraggiare la pericolosa pratica applicando cospicue multe e la minaccia di tre mesi di carcere ai trasgressori. Ma i chilometri di binari che attraversano la sterminata periferia di Jakarta sono impossibili da pattugliare in ogni tratto. E nonostante la sanità indonesiana sia in teoria gratuita, la lentezza burocratica scoraggia molti tra i più poveri dal recarsi in un ospedale. Una scarica elettrica gratis sembra allora un valido sostituto.

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07 agosto 2011

fonte:  http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=175&ID_articolo=116&ID_sezione=358

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PROTESTE – Israele, caro vita: 200mila in piazza. Netanyahu: risposte su giustizia sociale – VIDEO

Israel: huge demos call for economic reforms

Pubblicato in data 07/ago/2011 da

Israelis poured into streets across their country in unprecedented numbers on Saturday, with police counting over a quarter of a million people joining protests calling for sweeping economic reforms. Police spokesman Micky Rosenfeld said at least 200,000 people joined demonstrations in the Israeli city of Tel Aviv alone.

Israele, caro vita: 200mila in piazza
Netanyahu: risposte su giustizia sociale

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TEL AVIV – «Il popolo chiede giustizia sociale»: all’insegna di questo slogan, 200mila israeliani di tutte le età, ma soprattutto tanti giovani, sono scesi in strada in Israele per una nuova manifestazione di protesta contro il caro vita e per denunciare i problemi socioeconomici del paese. Il raduno maggiore per partecipazione di popolo si è verificato a Tel Aviv – la città da dove erano cominciate le agitazioni meno di un mese fa – ma altri si sono pure svolti a Gerusalemme e in altri centri del paese, dal nord a sud.

Nelle intenzioni degli organizzatori è stata «la madre di tutte le manifestazioni», nella speranza di vedere nelle piazze del paese almeno 250 mila persone. A Tel Aviv, secondo la Tv privata Canale 10, i manifestanti sarebbero 200mila, più della scorsa settimana: allora furono stimati in circa centomila.

A Tel Aviv i manifestanti si sono assiepati nella grande piazza del teatro nazionale Habima e nelle strade adiacenti: poi si sono mossi lentamente tra grida, canti, battiti di tamburi in direzione del complesso che a meno di un chilometro di distanza, ospita gli uffici di ministeri e il ministero della difesa, davanti al quale era stato eretto un grande palco per gli oratori – tra i quali anche un rabbino e un esponente della minoranza araba ma nessun uomo politico – e per i numerosi artisti che si sono esibiti gratuitamente. Il clima è stato chiassoso ma non violento.

Molti i cartelli esposti con lo stesso messaggio per una società più equa in un paese dove il divario tra la classe più abbiente e gli altri ceti è il maggiore tra le economie sviluppate dell’Occidente. Non sono però mancati alcuni cartelli con scritte ostili al governo. All’ incirca alla stessa ora migliaia di persone si sono radunate vicino alla residenza del primo ministro a Gerusalemme per lanciare lo stesso messaggio. E così è stato anche in altri centri del paese. Ma la manifestazione odierna, la terza dall’inizio delle agitazioni, non sarà, a quanto pare, l’ultima: un’altra risulta in programma anche per il prossimo sabato. L’intenzione dei manifestanti è di non demordere e di lanciare il chiaro avvertimento che le proteste andranno avanti fino a quando il governo non proverà di aver recepito, nei fatti e non solo a parole, il messaggio della piazza.

Netanyahu: task force per rispondere alla piazza. Il primo ministro israeliano Benyanim Netanyahu intende istituire una task force per rispondere alle richieste dei manifestanti. Lo ha riferito un alto funzionario, che ha voluto mantenere l’anonimato, spiegando che «Netanyahu vuole creare una task force, composta da ministri e accademici, per ascoltare le richieste dei manifestanti e presentare le proprie raccomandazioni». Raccomandazioni che – spiega la stessa fonte – riguarderanno le «misure per contrastare l’alto costo della vita e quelle per permettere un accesso più facile alla casa».

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Domenica 07 Agosto 2011 – 10:25    Ultimo aggiornamento: 11:22

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=158800&sez=HOME_NELMONDO

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SIRIA – I tank sparano: quasi 60 morti. Assad: “Agire contro i fuorilegge” / VIDEO: Democracy Rally in Latakia defies Dictator! Muslims, Christians unite in Chants

Syria – Democracy Rally in Latakia defies Dictator! Muslims, Christians unite in Chants 8-5-11

Caricato da in data 05/ago/2011

Friday 8-5-11 today’s theme is “God is with Us” throughout all of Syria. I believe this theme was partially chosen to point out that God is still with us , even though the rest of the World has abandoned us as we are slaughtered by their dictator.
Here Syrian demonstrate by the thousands in the beachfront city of Latakia, defying the Dictator’s deadly crackdown which has seen him kill up to 1,000 innocent people in one week throughout the nation. One of the chants is “Muslim and Christians are united in demanding Freedom”
The Dictator keeps arresting, torturing and slaughtering thousands. !! There are not 2,000 dead, – There are over 10,000 dead as the number of victims has been grossly undercounted for political reasons by the world community who do not want to get involved (there are at least 3,000 prisoners who have disappeared and who have most likely been killed and secretly disposed of while in Detention)
The Dictator is mutilating and maiming little children to instill fear in his enslaved population. The Dictator destroyed whole cities and villages throughout the nation. The Dictator leveled Daraa, levelled Jisr Al Shughar, leveled Talkalekh, then he attack Homs and destroyed large sections of Bab Alspaah., He has now surrounded and attacked Deir Ez Zour and Hama, raining death and destruction upon those Defiant Cities. The Dictator has destroyed farms and homes and shot peoples livestock and poisoned their water supplies and raped countless women and has put captured protesters into vats of acid and even threw them into giant Sugar grinding machines while still alive. the Dictator has captured and slit the throats of Poets who mocked him and he has even imported Iranian Republican Guard and Hezbollah Militia and Lebanese Baath party and SSNP nazi thugs from Lebanon to help preserve his family’s 41 year grip on power . Alas for the Dictator -! It has all been for naught as the power of 20 million outraged and defiant Syrians cannot be repressed any longer. Assad’s days in power are numbered and he better start packing for exile or we will hang him like Saddam Hussein was held accountable for his crimes against the Iraqi people..

SIRIA

I tank sparano: quasi 60 morti
Assad: “Agire contro i fuorilegge”

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Si intensifica la repressione del movimento di opposizione nelle città ribelli di Homs e Deir Ezzor. Ad Haula tagliati elettrecità e telefoni, blindati presidiano il centro. Appello di Ban Ki-moon: “Cessare uso della forza”

I tank sparano: quasi 60 morti Assad: "Agire contro i fuorilegge" Bashar al-Assad

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DAMASCO – Si stringe la morsa dell’esercito siriano sulle città ribelli di Homs e Deir Ezzor; e dunque cade nel vuoto l’ennesimo appello del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, al presidente siriano, Bashar el-Assad, perché cessi di usare la forza militare contro i civili inermi. Assad ribadisce: “Agire contro i fuorilegge che bloccano le strade, isolano le città e terrorizzano la popolazione è un obbligo per lo Stato che deve garantire la sicurezza e proteggere la vita dei cittadini”.

Secondo vari gruppi del’opposizione siriana, le truppe hanno assalito all’alba Deir-Ezzor, nel nord-est del Paese: i blindati sono entrati in varie aree della città sul fiume Eufrate, a circa 450km da Damasco, e sono stati bombardati almeno tre quartieri. I morti sarebbero quasi 60. Su Internet sono apparsi numerosi video che mostrano grandi nubi di fumo nero che si levano verso il cielo, mentre in sottofondo si sentono le raffiche continue degli spari. Secondo il Comitato di Coordinamento Locale, nell’offensiva sono coinvolti 250 tra blindati e mezzi corazzati; e l’esercito ha già attaccato 9 quartieri mentre i cecchini sono appostati sui tetti degli edifici più alti.

Testimoni hanno riferito che hanno visto soldati disertare nell’area di Yura; ma secondo le fonti, l’esercito ha interamente circondato la città e impedisce alla gente di fuggire. E la situazione non è migliore ad Homs, dove i bilndati si sono schierati attorno alla moschea di Jaled Ben Walid e circondato la zona di Jaldia, oltre ad aver tagliato la strada di Cairo, che separa due quartieri. Nella provincia di Homs, due città, Haula e Kafarlaha, continuano ad essere bombardate.

Ad Haula, sono state tagliate tanto le linee telefoniche della rete fissa che di quella mobile, interrotta l’erogazione dell’energia elettrica; e secondo alcune fonti, una colonna di 40 blindati è uscita dall’accademia militare insieme a 20 autobus con membri delle forze di sicurezza.

La nuova offensiva segue di poche ore il colloquio telefonico tra Ban e il rais siriano. Il segretario generale del Palazzo di Vetro ha chiesto la fine dell’uso della violenza contro la popolazione civile; ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per il numero dei morti nelle proteste e ha consegnato ad Assad il messaggio del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. L’organo delle Nazioni Unite con maggiori poteri lo scorso mercoledì ha rotto il silenzio mantenuto da vari mesi sulle violenze e condannato il regime di Damasco con una cosiddetta ‘dichiarazione presidenziale’ (un meccanismo che richiede l’unanimità di tutti i membri). Secondo il portavoce di Ban, nella conversazione telefonica il presidente siriano ha fatto riferimento all’alto numero di vittime tra le forze di sicurezza; e il segretario generale ha risposto che condanna le violenze su entrambi i lati. Ban ha anche ricordato al presidente siriano che le riforme annunciate possono avere “credibilità” solo se cessano immediatamente le violenze e il regime rispetta i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani.

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LA PUBBLICITA’ RIPORTATA APPARTIENE ALLA TESTATA DI PROVENIENZA DELL’ARTICOLO

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07 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/07/news/siria_7_agosto-20139719/?rss

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Ecco il numero di agosto, in edicola

L’Italia è in crisi ma va in vacanza

L’articolo è stato scritto prima dello scongiurato default USA

L’Italia è in crisi ma va in vacanza

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fonte immagine

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di Francesco Sisci
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RUBRICA SINICA. L’economia e le finanze pubbliche italiane sono irrimediabilmente compromesse. Il parlamento chiude per ferie, ma la crisi del debito potrebbe inferire un colpo mortale all’euro. Parti sociali e istituzioni non hanno la forza di intervenire, e mancano le alternative


Limes 2/11 “L’Italia dopo l’Italia” | Limes 6/10 “Berlusconi nel mondo”


(Carta di Laura Canali tratta da Limes 6/10 “Berlusconi nel mondo” – clicca sulla carta per ingrandirla)

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PECHINO – L’Italia è al capolinea? La nuova crisi globale partirà da Roma? Potrebbe sembrare una domanda bizzarra in un momento in cui paesi ben più importanti come Cina e Stati Uniti sono alle prese con scelte non facili. Ma l’Italia è diversa: altrove una via d’uscita dai problemi sembra proibitiva ma percorribile, mentre qui non si sa nemmeno da dove cominciare, visto che c’è solo un enorme cumulo di macerie.

Negli Usa una crisi d’identità e di ideologia ha portato alla nascita del Tea Party, che ora influenza il dibattito politico. Quando il default avrebbe precipitato il mondo nell’abisso è stata trovata una via d’uscita: un compromesso e uno slancio di unità nazionale. Gli Stati Uniti devono rendersi conto che affrontano una minaccia molto più grande delle guerre in Iraq e in Afghanistan, e che come per quelle guerre devono stringersi attorno al presidente, anche se non sono convinti del suo operato. Non è chiaro se gli Usa l’hanno capito, e cosa faranno: in ogni caso, hanno davanti a loro la soluzione.

Qui in Cina i problemi derivano dalla necessità di realizzare contemporaneamente una riforma politica, una delle industrie statali e una nuova dottrina di sicurezza. Si tratta di cambi strutturali, contro cui è schierata parte del partito, che teme la perdita di potere e privilegi. Avviare queste riforme non è facile, perchè potrebbe dar luogo a conflitti nella società. Non sappiamo se il governo riuscirà a farle, ma sappiamo che è possibile provarci e possiamo indovinarne tempi e modi.

Persino la Germania è in crisi d’identità: come economia più importante d’Europa deve assumere il comando, ma dopo aver combattuto tre guerre per le proprie ambizioni (o per il timore delle stesse) ha paura, e non sa come muoversi. I vecchi partiti cristianodemocratico e socialdemocratico sembrano alla frutta, mentre i verdi, che sono in ascesa, a volte sostengono posizioni utopiche. Assumersi maggiori responsabilità in Europa non è facile, e il paese potrebbe non farcela, ma almeno sa che sfida ha davanti a sè.

In Italia è tutto diverso: come dicono gli stranieri, il paese è una scodella di spaghetti in cui è impossibile capire qual è la chiave di tutti i problemi, e trovarvi una soluzione è una sfida di una difficoltà inenarrabile.

Non ci sarebbe da preoccuparsi se i problemi di Roma avessero le dimensioni economiche di Grecia e Portogallo; ma l’Italia è il più a rischio dei grandi paesi: ha un debito pari a quello tedesco, e se la Germania se ne facesse carico, fallirebbe. Molti italiani potrebbero fare il paragone con il 1992, quando si sfaldò il sistema dei partiti della Prima repubblica: ma questa volta è diverso, e in peggio.

Il quadro internazionale di oggi è più instabile e confuso. All’epoca c’era appena stato il collasso dell’Unione Sovietica e gli Stati Uniti erano i dominatori economici, politici e spirituali del mondo: Roma non doveva far altro che salire sul carro del vincitore americano. Ma chi conta di più oggi, e chi conterà di più nel futuro? Gli Usa, la Germania o addirittura la Cina, che sembra così distante? Con una classe politica che da vent’anni non si occupa di politica estera è già complicato salire su un carro, scegliere quello giusto tra tre è praticamente impossibile.

In questa situazione non si trova una via d’uscita: la crisi potrebbe essere causata dall’economia e dal cattivo stato delle finanze pubbliche, e contagiare presto le istituzioni e lo spirito del paese. Appena qualche giorno fa il ministro Tremonti sembrava l’ultimo baluardo di fronte alla valanga; ora, a causa degli scandali che coinvolgono due uomini a lui vicini, appare l’anello debole della catena. I partiti che un tempo lo appoggiavano lo hanno lasciato solo: il Popolo delle libertà di Silvio Berlusconi lo ha fatto quasi platealmente, mentre il jolly di un tempo – la Lega Nord – si è stretta attorno al ministro dell’Interno Maroni.

E questa è solo la punta dell’iceberg. Ecco altre differenze con il 1992: ora c’è una moneta unica, l’euro, che al contrario della lira non può essere svalutata. E non c’è un’opposizione smaniosa di mettersi alla prova, come l’ex Partito comunista e la neonata Lega Nord del tempo. Oggi l’opposizione è atomizzata e non saprebbe cosa fare se fosse al governo. All’epoca inoltre si votava con il proporzionale, per cui capi di partito ed ex presidenti del Consiglio caduti in disgrazia come Andreotti e Craxi potevano essere sostituiti da uomini come Prodi e Amato che avevano fatto la giusta gavetta politica. Con la legge elettorale odierna i partiti sono proprietà privata dei loro capi, e per i colonnelli non c’è possibilità di farsi strada, neanche se entrassero in crisi Berlusconi o il leader dell’opposizione Bersani.

Questa combinazione di elementi blocca tutto: il presidente Napolitano potrebbe anche dichiarare l’emergenza nazionale e costringere alle dimissioni il discusso premier Berlusconi, ma un nuovo esecutivo non avrebbe i voti in parlamento per governare. E Berlusconi da par suo non sembra intenzionato a farsi da parte e garantire i voti a un altro primo ministro.

Napolitano potrebbe anche chiedere le elezioni, ma vincerebbero gli stessi partiti in mezzo a un altissimo astensionismo. Oltretutto, un parlamento con mille deputati è ridicolo: negli Usa, che hanno il quintuplo della popolazione italiana, tra Camera e Senato ci sono in totale 500 deputati. In proporzione, a Roma ne basterebbero 100! Troppo pochi? Forse, ma 300 dovrebbero essere sufficienti. Una soluzione potrebbe essere la vendita su larga scala delle partecipazioni statali, che aiuterebbe i conti pubblici e darebbe fiducia ai mercati; poi servirebbero misure di stimolo alla crescita. Ma per fare tutto ciò serve un governo forte, di cui non ci sono tracce.

Non che forze sociali e istituzionali possano prendere in mano la situazione: i sindacati e la magistratura sono l’ombra di sè stessi, Confindustria è spaccata e le aziende più importanti hanno diversificato all’estero, e sono ormai poco interessate alle questioni italiane. Nel ’92 tutti questi attori erano presenti e attivi; oggi è rimasta solo la Chiesa, poco propensa a tornare in prima fila se si esclude un po’ di strana nostalgia di un partito cattolico, una sorta di revival cristianodemocratico.

Malgrado tutti questi attori nel ’92 Berlusconi fu in grado di lanciare Forza Italia e togliere dal congelatore politico l’estrema destra di Alleanza Nazionale, aliena fino a quel momento a calcoli parlamentari; promise una rivoluzione politica e rinnovò in parte il parlamento. Oggi che le forze politiche e sociali non partecipano dovrebbe esserci una moltitudine di proposte e nuovi partiti, ma non se ne vede neanche uno. Persino le fazioni nate per protesta, come quelle di Nichi Vendola e di Antonio Di Pietro, sono divise. I due nuovi sindaci eletti da poco, Pisapia (a Milano, partito di Vendola) e De Magistris (a Napoli, partito di Di Pietro) hanno subito dichiarato la loro indipendenza dai rispettivi leader.

Quindi, cosa accadrà all’Italia? La domanda non ha ancora ricevuto risposta, neanche a livello teorico. Questa incertezza, che va oltre le debolezze di Berlusconi, incombe come una valanga sulla crisi del debito italiano, che potrebbe infliggere all’euro una ferita mortale con conseguenze devastanti per l’economia mondiale. Chi fa questi discorsi in Italia viene tacciato di catastrofismo: a Roma non ci si preoccupa, e nessuno parla della fine del mondo.

Per i cinici un problema senza soluzione non è un problema, ma questo è solo uno stupido gioco di parole. Per facilitare le cose il governo, prima di andare in vacanza fino a settembre, ha sospeso le aste sui buoni del tesoro – che potrebbero innescare la crisi – fino a settembre. Ha insomma rinviato i problemi a settembre, come si fa a scuola, con l’illusione che i problemi si risolveranno da soli dopo l’estate.

Il mondo però potrebbe non concedere all’Italia il riposo che il paese sembra essersi concesso con la mente già prima della pausa estiva. Infatti sui mercati le azioni delle banche considerate a rischio perchè in possesso di troppi titoli pubblici “avvelenati” continueranno ad essere scambiate. Un attacco a queste banche – che potrebbe avere un effetto a catena – non è da escludersi da qui a settembre.

Occorre tempo per risolvere i problemi italiani, ma forse non ce n’è. Se Roma inizia a cadere nell’abisso non sarà possibile salvarla. Il momento per fare qualcosa, qualsiasi cosa, è ora. Ma gli italiani, alle prese col sole d’agosto, sono in vacanza. Certo è che se non si danno da fare il mondo potrebbe aver bisogno di un’invasione dell’Italia molto più di quanto, anni fa, non ebbe bisogno dell’invasione dell’Iraq.

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A spaghetti mess in the rice bowl
(Copyright 2011 Francesco Sisci – traduzione dall’inglese di Niccolò Locatelli)

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Solo la Germania può risolvere la crisi dell’Italia

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03 agosto 2011

fonte:  http://temi.repubblica.it/limes/litalia-e-in-crisi-ma-va-in-vacanza/26098

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SCOPERTA SCIENTIFICA A GENOVA – Invecchiare sani con la vitamina B3

La pillola per invecchiare sani

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06 agosto 2011

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Genova – Passa anche dal capoluogo ligure, la via della scienza per rendere la terza età più sana e meno provata da malattie che spesso penalizzano gli anziani, come diabete e tumori. Non siamo ovviamente all’elisir di eterna giovinezza ma le scoperte più recenti in questo campo fanno immaginare un futuro più stimolante.

Collaborazioni e ricerche sono infatti sempre più frequenti. Una, in particolare, riguarda il Centro di Biotecnologie Avanzate, Cba, di Genova e alcuni dipartimenti dell’Università con Shin-Ichiro Imai, che ha identificato le sirtuine, speciali enzimi che influiscono sull’attività delle cellule.

La sperimentazione è stata avvincente: in organismi semplici come lieviti, vermi e mosche l’attivazione di alcune sirtuine ne aumenta sensibilmente l’esistenza. I motivi di questo fenomeno sono stati decifrati in buona parte a livello molecolare. E ora sono stati confermati nei topi, che non solo vivono di più, almeno del quindici per cento, ma rimangono sani anche nella terza età.

Naturalmente, la vera curiosità è: che effetto avrà l’attivazione delle sirtuine sull’uomo?

Dal canale YouTube del Secolo XIX, “allungare la vita”

videoservizio di Beatrice D’Oria

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«In questi ultimi anni è emerso che la restrizione calorica, cioè la riduzione dell’apporto di alimenti, determina l’attivazione di alcune sirtuine e che ciò causa allungamento della vita negli organismi semplici» spiega Antonio de Flora, docente di biochimica e presidente del Cba «allo stesso risultato, cioè alla longevità, si arriva con l’attivazione delle sirtuine, in particolare della sirtuina 1 o Sirt1». Il grande vantaggio di queste sostanze, almeno nelle osservazioni negli animali da laboratorio, sta però nel fatto che aiutano anche a invecchiare in salute.

E qui entrano in gioco gli studiosi genovesi che si sono incontrati con Imai, di origine giapponese, docente alla Washington University di Saint Louis, Missouri, perché proprio a Genova è stato studiato un composto che rappresenta una specie di “carburante” per le sirtuine, la nicotinnamide adenina dinucleotide o Nad. «Per funzionare le sirtuine hanno bisogno di un metabolita fondamentale per qualsiasi tipo di cellule, il Nad» spiega De Flora «quindi, se le sirtuine devono funzionare a pieno regime per garantire la longevità di un organismo, deve essere assicurata un’adeguata capacità delle cellule di formare Nad. Poiché il Nad si forma a partire da una particolare vitamina, la B3, è necessario che questi precursori siano presenti in misura sufficiente negli alimenti. Purtroppo, non si sa quali siano le forme più efficaci di vitamina B3 che è necessario ingerire quotidianamente. Quindi è fondamentale che, soprattutto nell’anziano, ci siano sufficienti quantità di Nad nelle nostre cellule perché eventuali insufficienze generano gravi malattie. Al contrario, far aumentare il Nad nelle cellule significa prevenire queste patologie».

La sfida ora è quella di mettere a disposizione Nad a sufficienza per le cellule e non solo ingerendo alimenti che contengano forme utili di vitamina B3 come il latte e i latticini o con integratori costruiti in laboratorio. La storia si fa intrigante perché a questo punto bisogna capire meglio come l’organismo umano può formare questa sostanza. «La sintesi di Nad nell’uomo coinvolge compiti differenziati in diversi organi e tessuti: ad esempio, il tessuto adiposo produce una molecola che, per usare un esempio semplice, è metà del Nad e che viene esportata attraverso il sangue fino alle cellule beta-pancreatiche, quelle che producono l’insulina. Qui completano l’opera trasformando la metà del Nad in Nad intero» fa sapere De Flora. Da questo punto, il passaggio è ancora più diretto: il Nad attiva la Sirt1 e questo fatto induce maggiore produzione e rilascio di insulina nel sangue. Vale per il diabete, ma altri effetti benefici mediati dalla sirtuina riguardano fegato, cervello e muscoli». Insieme agli esperti di genetica molecolare di Saint Louis, i ricercatori genovesi si preparano a svelare questi segreti invisibili che nel futuro potrebbero farci vivere più a lungo con un minor rischio di rovinare gli ultimi anni di vita da tumori o malattie come l’Alzheimer o il Parkinson.

In attesa di vedere che strada prenderanno queste ricerche, rimane una certezza: una terza età senza troppi acciacchi viene considerata raggiungibile solamente da chi è particolarmente attento alle buone abitudini. Per dirla con un grande filosofo, Benedetto Croce, “cioè che i giovani debbono fare è prepararsi a diventare vecchi”. Anche con un’alimentazione morigerata, il ripudio di vizi come il fumo, il movimento quotidiano. Almeno fino a qualche giorno fa, la ricetta di una senescenza felice sembrava passare per regole ineffabili. Ma ora pare che anche per i meno virtuosi si spalanchino le porte di una terza età a cento all’ora, a prescindere dai costumi.

A patto di avere nel Dna l’invisibile protezione che consente comunque di arrivare a cent’anni in buone condizioni. È quanto pare dimostrare una grande ricerca sulle abitudini di vita di ebrei ashenazy di età compresa tra i 95 e i 109 anni, che hanno raccontato le loro abitudini su dieta, consumo di sale, peso, alcolici, attività fisica a 70 anni. Confrontando i risultati con quanto emerso da una popolazione di controllo, si è visto che tanti centenari non erano proprio perfetti nel seguire le regole, ma avevano la giusta combinazione genetica.

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fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/magazine/2011/08/06/AOO8Ndr-invecchiare_pillola_sani.shtml

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Vitamina B3 – Niacina

La vitamina B3, nota anche con il nome di niacina o vitamina PP per la sua azione contro la pellagra (“pellagra preventive factor”), è tra i componenti di due coenzimi (NAD e NADP) fondamentali nelle reazioni di ossidoriduzione che avvengono nel nostro metabolismo. La vitamina B3 è essenziale per il regolare funzionamento del sistema nervoso.

Alimenti con vitamina B3

Le maggiori fonti naturali di vitamina B3 sono le arachidi, la carne bianca (specie il tacchino), il vitello, il fegato di manzo, il salmone, il tonno, il pesce spada e il lievito di birra. È una delle vitamine più stabili: non teme infatti l’ossigeno, il calore e la luce.

Vitamina B3: fabbisogno giornaliero

Secondo gli esperti, il fabbisogno giornaliero di vitamina B3 che un adulto dovrebbe assumere è pari a 14 mg per le femmine (da 11 anni) e 18 mg per i maschi (da 14 anni). Alcuni autori suggeriscono un maggiore apporto di vitamina B3 per chi soffre di disfunzioni del metabolismo o di ipotiroidismo, a chi deve affrontare pesanti attività fisiche e a chi è affetto da malattie croniche come cirrosi epatica, insufficienza del pancreas e diabete.

Carenza di vitamina B3

Numerosi i sintomi che possono indicare una carenza di vitamina B3, dalla perdita del tono muscolare alla cattiva digestione ai disturbi cutanei; anche problemi alle gengive e alla lingua, insieme con mal di testa ricorrente, nausea e irritabilità possono essere associati a un insufficiente apporto di vitamina B3.

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fonte:  http://glossario.tuttovitamine.it/vitamina-b3-niacina.html

Avvenire contro il matrimonio omosessuale della Concia “Espediente legislativo e moda culturale”. Ma i sessi non sono due, ma molti di più

Sterile polemica (quando l’errore fa orrore)

Sarebbe bene alla Cei, e ai trombettieri di Avvenire, dare una ripassata alla genesi storica ed alla evoluzione dell’istituzione della famiglia (in primis) oltre che aggiornarsi sulla questione delle classificazioni sessuali. Nel linguaggio estremamente prudente adottato non si parla di aberrazione o perversione sessuale, nel caso della Concia, ma si punta il dito sulle “categorie ontologicamente diverse”. Diverse da chi? In natura esiste l’unione maschio-femmina (sia nel genere umano come in quello animale) per la procreazione (e quindi la prosecuzione) della specie, con meccanismi di regolazione ben precisi (la Natura NON sbaglia) come esiste l’unione sessuale di componenti dello stesso sesso. Di quale sesso poi… La scienza è arrivata a classificare 4, 5 e più sessi diversi nel genere umano (e ancora ne sta classificando). Errori? Se di errore si può parlare è di chi ‘pontifica’ a difesa della propria visione della vita e non rispetta visioni ‘diverse’.

La deputata Concia (che stimo moltissimo) ha fatto la sua scelta sposando la sua amica del cuore. E l’ha pubblicizzizzato. Non doveva farlo, solo perché a qualche benpensante poteva dare fastidio? Tutti hanno diritto alla felicità. E se ciò rende qualcuno triste, beh, signori, al mio paese direbbero che sono solo… Ci siamo capiti.

mauro

fonte immagine: http://www.poterefemminile.com

LA POLEMICA

Avvenire contro il matrimonio della Concia
“La deputata si autostrumentalizza”

Avvenire contro il matrimonio della Concia "La deputata si autostrumentalizza"

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CITTA’ DEL VATICANO – “Un gesto politico, una scelta strumentale per scatenare l’ennesimo, sterile, scontro”. Così l’Avvenire qualifica in un commento il matrimonio tra la deputata Pd Paola Concia e la sua compagna in Germania. “Una scelta – scrive il quotidiano cattolico – aderente ai peggiori modelli mediatici e commerciali che, da parte di una donna di sinistra, alternativa e controcorrente, almeno secondo l’immagine che lei stessa ama esibire, francamente delude un po’”. Ma “quello che colpisce e lascia perplessi è la straordinaria macchina del consenso che si è messa in moto per trasformare un momento comunque intimo in un episodio segnato da una pesante etichettatura ideologica”.

“Non si tratta in alcun modo – spiega il giornale della Cei – di mettere in dubbio la qualità dei sentimenti di Paola e Ricarda. Ma di chiedersi per quale motivo debbano farsi pretesto per il solito polverone propagandistico e il solito caso a orologeria. E’ davvero così stravagante la nostra Costituzione che riconosce e regola la famiglia (articoli 29, 30 e 31) come società naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna?”. “Mettendo per un momento da parte le istanze del matrimonio religioso come delineato dalla Chiesa Cattolica, non varrebbe almeno la pena – si chiede ancora il giornale della Cei – di ricordare che, anche sul piano del diritto naturale, complementarietà e fertile progettualità sono condizioni irrinunciabili per parlare di un rapporto d’amore sancito sul piano pubblico?”.

“Da qui – ricorda Avvenire – discende la rilevanza civile di un matrimonio, anzi, questo la costituisce”. “Matrimonio e unioni omosessuali appartengono – conclude l’articolo – a categorie ontologicamente diverse. E non saranno espedienti legislativi nè mode culturali a colmare questa distanza obiettiva”.

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fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/08/07/news/avvenire_contro_il_matrimonio_della_concia_la_deputata_si_autostrumentalizza-20138033/?rss

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