Archivio | agosto 8, 2011

Già. E` ”sovranità limitata”

Già. E` ”sovranità limitata”


European Pressphoto Agency Italian Prime Minister Silvio Berlusconi announcing balanced-budget plans and labor-law changes on Friday. ‘Speculation is now aimed at us,’ he said – fonte immagine

LEGGI ANCHE: La lettera dell’Europa che Berlusconi nasconde di Rinaldo Gianola

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di Filippo Ghira

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Mentre il governo si appresta a varare misure aggiuntive che andranno a pesare nelle tasche degli italiani, con tagli alle pensioni e alla sanità, con una sempre maggiore precarietà nei rapporti di lavoro e, probabilmente con una patrimoniale straordinaria sulle seconde case e sui conti correnti bancari, la politica italiana brilla per la sua assenza.

Nei giorni in cui la Bce, sotto la spinta della Germania, e a ruota della Francia, in cambio dell’acquisto dei Btp, ci obbliga ad anticipare di un anno al 2013 il pareggio di bilancio con provvedimenti che comporteranno altri sacrifici per 16 miliardi di euro, il Parlamento è infatti chiuso e riaprirà le porte quasi a metà settembre. Con un immane sforzo – immaginate Voi… – tuttavia il governo incontrerà le (cosiddette) parti sociali – produttive e sindacali – mercoledì pomeriggio e giovedì Monsù Tremonti traccerà il bilancio preventivo delle nuove lacrime e sangue che il popolo italiano è chiamato a sostenere in (nuova, ulteriore) emergenza alle Commissioni riunite economiche e finanziarie di Camera e Senato. Un vertice per pochi eletti dove andrà – ah – lo stesso Bersani che si è accorto… di vivere in un Paese a sovranità limitata…

Berlusconi si è lamentato con i suoi fidi di essere stato di fatto “commissariato” da Bruxelles e Francoforte, la stessa disgrazia che è successa alla Grecia sia pure con i crismi dell’ufficialità. L’Italia non ha bisogno di un piano di aiuti, le tensioni sui Btp sono “incomprensibili”, avevano assicurato Jean Claude Trichet della Bce e Olli Rehn, commissario europeo all’Economia, ma il governo, avevano ammonito, deve fare le riforme strutturali.

Il governo e i guru politicamente corretti, manco a dirlo continuano a ripetere che l’economia italiana è sana nei suoi fondamentali come solidità delle banche e ricchezza delle famiglie.

I Lor Signori dimenticano, però, che l’Europa delle banche e i suoi camerieri locali, i Ciampi, gli Amato, i Draghi, i Prodi, dal 1992 a oggi, hanno “liberalizzato e privatizzato” a man bassa le nostre aziende strategiche, banche comprese,  espropriandole al popolo italiano e determinando il tracollo dell’economia nazionale italiana, posta sotto la tutela della falsa moneta unica, l’euro, e dei suoi reali manovratori:  le banche d’affari internazionali, Bankitalia e Bce “private” comprese.

Inoltre, nel contingente, comprare i nostri Btp non corrisponde forse ad un piano di aiuti? Certo, Berlino e Parigi sanno bene che un crollo dell’Italia farebbe crollare l’intero edificio dell’euro e danneggerebbe anche loro. E’ comunque sconcertante che anche Merkel e Sarkozy, più tecnocrati che politici, non abbiano il coraggio di essere conseguenti con il loro ruolo istituzionale ed accusare la speculazione anglo-americana per questo attacco all’Italia anche per abbattere il governo in carica.

La politica italiana ed europea è purtroppo assente e le imposizioni della Bce sono la dimostrazione che un Paese come l’Italia, dopo essersi spogliato della sovranità monetaria, aderendo ai Trattati di Maastricht e rinunciando alla lira, non dispone più di una propria politica economica. Con le difficoltà dell’attuale esecutivo tornano quindi a fare la voce grossa i vari pretendenti alla guida di un governo “tecnico” – camerieri delle banche anche loro – che pontificano dalle prime pagine dei fogli confindustriali e che, come Mario Monti, ennesimo consulente della Goldman Sachs, si candidano per il dopo Berlusconi. Un governo Monti sarebbe una criminale iattura e l’ennesima dimostrazione, con i voti eventualmente raccolti in Parlamento, che la politica ha definitivamente rinunciato ad esercitare il ruolo che gli hanno affidato i cittadini e si limita ad applicare misure economiche varate da altri e volute dall’Alta Finanza internazionale.

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LA PUBBLICITA’ RIPORTATA APPARTIENE ALLA TESTATA DI PROVENIENZA DELL’ARTICOLO

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08 agosto 2011

fonte:  http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=9945

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Ogm: al via in Italia la sperimentazione di riso con vaccino?

Ogm: al via in Italia la sperimentazione di riso con vaccino?

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di Alessia Ferla

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Ha ottenuto il via libera in Italia la sperimentazione di un riso geneticamente modificato in modo da contenere un vaccino. L’autorizzazione è stata data dal ministero per le Politiche agricole in seguito alla revisione dei protocolli sperimentali di ricerca. La sperimentazione “avverrà in campo aperto, ma in condizioni sperimentali controllate e secondo criteri molto restrittivi”, ha rilevato Elisabetta Lupotto, del Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura).

La Confederazione Italiana Agricoltori commenta la possibile coltivazione di riso biotech con vaccino nel nostro Paese: senza certezze sulla salubrità del prodotto, nessuna piantagione in campo aperto in Italia.

“Il riso biotech con il ‘vaccino’, per il momento, non verrà coltivato in Italia”, ha commentato in una nota la Cia che aggiunge: “Nel nostro Paese, infatti, le sperimentazioni in campo aperto sono bandite dal 2007. Questo non significa che siamo ostili alla ricerca, ma al contrario vorremmo che fosse sviluppata, dove possibile, per offrire le dovute garanzie di ‘non contaminazione’ a quei produttori che operano con metodi convenzionali, biologici o biodinamici”.

“Quando si tratta di coltivazioni in campo aperto – sottolinea la Cia- bisogna utilizzare tutta la cautela possibile, senza cedere alle pressioni di chi vorrebbe accelerare le semine solo per ottenere profitti. Bisogna ricordare – conclude quindi la Cia- che altri Paesi stanno ancora pagando i danni commerciali provocati dalla contaminazione accidentale biotech di alcuni tipi di riso autorizzati solo per la sperimentazione e finiti invece nelle partite di prodotto convenzionale destinate all’esportazione”.

Stessa posizione quella di Verdi Ambiente e Società (VAS) che definisce la notizia una “bufala”: il riso biotech contenente un vaccino non sta per sbarcare nei campi italiani. O almeno, l’iter che potrebbe portare tale Ogm nei campi italiani a fini sperimentali è ancora lungo e non è per niente scontato. A richiedere l’autorizzazione è stata una ditta sementiera (molto probabilmente una delle ‘big corporation’ tristemente famose per i danni dell’agrochimica) che ha già sperimentato il suo prodotto tecnologico in laboratorio. La sperimentazione in campo necessita, invece, di un’autorizzazione specifica dei rappresentanti delle Regioni e dei Ministeri. I Protocolli sperimentali, che avrebbero dovuto aprire la strada alla sperimentazione in campo aperto, sono stati bocciati nel 2007 e attualmente sono in una fase di “revisione”.

Ricordiamo inoltre che si conferma in discesa la fiducia europea negli OGM. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Barilla Center for Food Nutrition, infatti, soltanto il 24% dei cittadini UE sarebbe favorevole all’utilizzo di organismi geneticamente modificati. Questo nonostante ben 8 paesi nell’area dell’Europa abbiano regolarmente coltivato piante e ortaggi derivati. Tra gli stati che hanno scelto l’agricoltura ogm vi sono Germania, Portogallo, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca, Slovacchia Romania e Polonia. I consensi calano in modo particolare in Portogallo, Spagna e Italia.

Fonte: Informasalus.it

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28/07/11

fonte:  http://www.laleva.org/it/2011/07/ogm_al_via_in_italia_la_sperimentazione_di_riso_con_vaccino.html#more

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LA DENUNCIA – “Le risorse per gli aiuti nelle mani dei corrotti” In Afghanistan la metà gestita dalla mafia

LA DENUNCIA

“Le risorse per gli aiuti nelle mani dei corrotti”
In Afghanistan la metà gestita dalla mafia

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L’interrogazione dell’onorevole Augusto Di Stanislao (IDV): “Fra il 40 e il 60% dei fondi ritorna nei paesi donatori e la gestione di ciò che resta finisce nelle mani di una vera e propria mafia con cui si arricchiscono anche i contingenti stranieri”. Situazione analoga anche in Somalia

"Le risorse per gli aiuti nelle mani dei corrotti" In Afghanistan la metà gestita dalla mafia

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ROMA – Ogni tanto qualcuno accenna al destino delle risorse finanziarie raccolte per gli aiuti umanitari, alla loro efficacia sul terreno, alla loro concreta utilizzazione. E ogni tanto vengono offerti spunti di riflessione sui rischi che si corrono quando tanto denaro scorre dove la frantumazione sociale in clan e la fragilità delle istituzioni genera corruzione e affarismo che purtroppo, non di raro, coinvolge anche le stesse organizzazioni umanitarie, complici di regimi e consorterie locali. A questo proposito, il capogruppo dell’Italia dei Valori (IDV) nella Commissione Difesa della Camera, onorevole Augusto Di Stanislao, ha chiesto al governo:  “Quali sono le informazioni che ha riguardo alla gestione delle risorse destinate alla ricostruzione in Afghanistan e sul monitoraggio dei livelli di corruzione, a partire dalle più alte cariche istituzionali afghane”.

La corruzione al governo.
“Tra il 40 e il 60 per cento dei fondi destinati alla ricostruzione – afferma ancora il deputato IDV – sembra ritornare ai paesi donatori e la gestione del restante, secondo le organizzazioni afgane, è una vera e propria mafia gestita dalle Ong afghane e internazionali, paragonabile alla mafia del traffico di droga, con cui si arricchiscono anche i contingenti stranieri”. L’interrogazione al governo prosegue: L’Afghanistan è diventato dopo l’occupazione occidentale il secondo Paese corrotto al mondo, dopo la Somalia”.

“La missione ipocrita”.
Una missione, chiamata con tanta ipocrisia, di peacekeeping, i cui interessi, fin dall’inizio, sono stati ben altro che la pace e la stabilità di questo Paese – sottolinea ancora Di Stanislao – i continui attentati, scontri e ora anche le rivolte del popolo afgano contro la Nato per l’ennesima uccisione di civili dimostrano ancora che le aspettative di democrazia, di pace, sicurezza, diritti delle donne, rispetto dei diritti umani con cui si è giustificata l’occupazione, sono state tutte ampiamente disattese con risvolti drammatici per le donne e gli uomini afgani sotto tutti i punti di vista. L’80% dell’Afghanistan – conclude il parlamentare – è controllato dalle fazioni talebane e stiamo sostenendo personaggi macchiati dei peggiori reati e come si può pensare di portare democrazia e stabilità in un Paese in cui chi detiene il potere non rispetta i diritti del proprio popolo?”

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08 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2011/08/08/news/le_risorse_per_gli_aiuti_nelle_mani_dei_corrotti_in_afghanistan_la_met_gestita_dalla_mafia-20193616/?rss

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DONNA & SALUTE – Il boom della Ru486

Il boom della Ru486

…e dei tempi d’attesa per le donne venete che hanno bisogno di interrompere una gravidanza


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di Flavia Amabile

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L’hanno boicottata e ostacolata con ogni mezzo ma la Ru486 sta praticamente esplodendo secondo i dati forniti da chi la somministra. Nei primi 6 mesi del 2011 le pillole aquistate dagli ospedali italiani hanno già raggiunto il numero di quelle del 2010, oltre 4500. A fine anno quindi l’aumento previsto è un raddoppio secco, a dispetto di chi non l’ha mai accettata del tutto e ha considerato un abuso la legge che l’ha introdotta in Italia con un ritardo storico rispetto al resto dei Paesi occidentali. Ancora in molte regioni non è possibile ottenerla ma gli aborti con la Ru486 sono il 5% a livello nazionale, il 10% dei quali vengono somministrati in Piemonte.

Questo è quello che nella relazione annuale sull’interruzione di gravidanza presentata quattro giorni fa dal governo al Parlamento non leggerete. Cinque mesi di ritardo per completare il documento ma sulla Ru486 nemmeno una parola, non hanno avuto il tempo di elaborare i dati fanno sapere dal ministero della Salute. E, dunque, nessuna traccia del monitoraggio trimestrale né dei risultati dello scorso anno sulla Ru486. Come se non esistesse.

“Invano cercherete nella relazione i dati sulla Ru486″, denuncia Silvio Viale ginecologo, responsabile del servizio IVG al Sant’Anna di Torino eda anni fiero sostenitore dell’introduzione dela Ru486 in Italia. E’ lui a raccogliere e diffondere i dati nazionali che nel rapporto non sono stati inseriti.

Dalla lettura della relazione presentata dal ministero della Salute il dato più forte e inquietante emerso è l’aumento dei tempi di attesa per le interruzioni di gravidanza. La situazione più grave è in Veneto dove 6 donne su 10 devono aspettare più di due settimane, il 35% oltre tre e il 12% più di un mese dalla certificazione per avere un’Ivg. Il rischio di rendere illegale per molte donne l’aborto che può essere praticato solo entro la 12ma settimana di gravidanza è alto e in crescita il tasso di persone che si rivolgono a strutture private e clandestine. Non a caso in Veneto le donne che riescono ad ottenere un aborto entro le 9 settimane sono solo il 17%, meno della metà della media nazionale mentre la percentuale degli aborti al limite dei 90 giorni e del secondo trimestre (il limite legale) sono il doppio di quelle della media nazionale.

Continua il calo dei concepimenti, confermato dal calo degli aborti, dei nati e dalla stabilità del numero degli obiettori.  Le IVG passano dai 118.579 dei dati definitivi del 2009 (116.933 erano i dati preliminari) ai 115.372 dei dati preliminari del 2010. I nati calano dai 564.573 del 2009 ai 556.805 del 2010.

Si può dire – prosegue Viale – che in Italia, ogni anno, solo una donna su 20, il 5% di quelle in età feconda, rimane incinta e di queste il 3,70 avrà un figlio, lo 0,8% una IVG e lo 0,5% un aborto spontaneo, con una inevitabile sottostima delle IVG e degli aborti spontanei. La percentuale dei ginecologi obiettori rimane del 70% in Italia, con l’intero SUD dal Lazio in giù sull’80%, con l’unica eccezione della Sardegna, a testimoniare di come le politiche regionali continuino a premiare l’obiezione e a non preoccuparsi di offrire un servizio adeguato, entro 15 giorni dalla richiesta della donna, con la possibilità di scegliere tra metodi medici e chirurgici, come prevedono le linee guida internazionali.”

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08 agosto 2011

fonte:  http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=1344&ID_sezione=274

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CRISI – Berlusconi prudente ma pronto ad accelerare. Previsti tagli alla spesa assistenziale

08/08/2011 – LA CRISI LA REAZIONE

Berlusconi prudente
ma pronto ad accelerare

In settimana il Consiglio dei ministri dovrà approvare quanto annunciato venerdì

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

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di AMEDEO LA MATTINA
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ROMA
Non solo passeggiate e dieta a Villa Certosa ma anche continui contatti con Tremonti e le Cancellerie europee, soprattutto con Berlino e Parigi. Così viene descritta la giornata di Berlusconi in attesa della riunione della Bce e del G7. Un’attesa preoccupata per il comportamento della Merkel che si era messa di traverso sull’acquisto dei titoli di Stato italiani.

Alla fine nel governo c’è un cauto ottimismo di fronte all’indiscrezione filtrata dall’Eurotower secondo cui gli acquisti verranno fatti su vasta scala. Ma la condizione è che ci sia un’immediata anticipazione della manovra economica. E’ questo il prezzo che l’Italia deve pagare. Così in settimana il Consiglio dei ministri dovrà portare in porto quanto era stato annunciato pochi giorni fa dal presidente del Consiglio e dal ministro dell’Economia. Cauto ottimismo, prudenza dettata dall’incertezza sull’apertura delle borse e soprattutto sulla necessità di raffreddare lo spread tra Btp e Bund tedeschi che ha raggiunto livelli record.

Berlusconi e Tremonti sono pronti ad accelerare sui tempi del pareggio di bilancio, intervenendo con un decreto legislativo. Il passo fondamentale dovrebbe essere fatto nel Consiglio dei ministro di giovedì. Berlusconi e Tremonti vogliono mantenere l’impegno che Sarkozy e la Merkel ieri hanno sollecitato con forza. Berlino e Parigi mettono fretta a Roma, ma per Berlusconi questo non significa che «l’Italia sia commissariata» come da più parti, a cominciare dall’opposizione, viene sostenuto. «E’ normale che nella condizione eccezionale in cui ci troviamo – spiega il premier – tutti insieme cerchiamo di trovare una via d’uscita, ma nessuno ha la bacchetta magica». I problemi infatti si moltiplicano. Se prima l’occhio del ciclone era la Grecia ora la tempesta è arrivata negli Stati Uniti dopo il downgrade dell’agenzia Standard & Poor’s. Le fiamme della speculazione si espandono in tutto il mondo e nemmeno Paesi come la Francia sono al riparo dall’incendio.

«Quello che non capiscono le nostre opposizioni provinciali – dice il capogruppo del Pdl Cicchitto – siamo di fronte a una autentica tragedia, alla più grave crisi attraversata dal capitalismo contemporaneo. Una crisi peggiore di quella del 1929. Bersani è un irresponsabile, non si rende conto che i giochetti sono finiti e l’Italia si gioca tutto». Ma il governo italiano e la sua maggioranza faranno fino in fondo la loro parte, assicurano a Palazzo Chigi. E se non dovesse bastare l’anticipo del pareggio di bilancio, non si esclude neanche il ricorso ad altre e nuove misure immediate per reperire altre risorse. Fonti della maggioranza ieri parlavano di un decreto per interventi d’emergenza, ma si tratta solo di voci.

Al ministero dell’Economia escludono che siano necessario un piano B perchè quello che è stato messo in cantiere è quanto ci è stato chiesto e potrebbe bastare. Il condizionale è d’obbligo perchè già altre volte sono state esclusi nuovi interventi tranne poi fare dietrofront. Ma a Palazzo Chigi, ovviamente, incrociano le dita: già l’anticipo della manovra dal 2014 al 2013 comporterà molti sacrifici per gli italiani. Sacrifici che avranno effetti sul consenso elettorale. Una cosa viene data per certa: non sarà mai introdotta la patrimoniale. E’ l’atteggiamento della Germania che infastidisce molto il nostro governo. Infastidiscono i toni perentori che sono stati usati da Sarkozy e dalla Merkel nel comunicato congiunto in cui si chiede l’immediata anticipazione della manovra. Toni che di solito sono stati usati per la Grecia e che danno fiato ai partiti dell’opposizioni. «La Germania – spiega un ministro – non capisce che se l’Italia va a gambe all’aria non si salva più nessuno, perchè poi sarà il turno della Francia e alla fine non ci sarà più l’Europa. Anche Berlino verrebbe travolta dallo tsunami».

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fonte:  http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/414914/

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SIRIA – Anonymous contro il regime di Assad: hackerato il sito del ministero della Difesa

SIRIA

Anonymous contro il regime di Assad
hackerato il sito del ministero della Difesa

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Il gruppo ha immesso sulla homepage un messaggio per il popolo: “Il mondo è dalla vostra parte”. E uno per le forze armate: “Rivoltatevi!”

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di MAURO MUNAFO’

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Anonymous contro il regime di Assad hackerato il sito del ministero della Difesa Il sito del ministero della Difesa hackerato da Anonymous

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Anonymous torna a colpire, e stavolta il suo bersaglio è il governo siriano. Il gruppo di hacker, celebre per le sue azioni dimostrative, ha preso di mira il sito del Ministero della Difesa del paese mediorientale, modificandone la homepage e sostituendola con un messaggio destinato al popolo in rivolta.

Al posto della tradizionale facciata, il sito del Ministero presenta un comunicato in arabo e in inglese che recita: “Al popolo della Siria: il mondo è dalla vostra parte contro il brutale regime di Bashar Al-Assad. Sappiate che il tempo e la storia sono dalla vostra parte – i tiranni usano la violenza perché non hanno nient’altro, e più violenti sono, più fragili diventano. Noi salutiamo la vostra determinazione ad essere non violenti di fronte alla brutalità del regime, e ammiriamo la vostra volontà di perseguire la giustizia e non la vendetta. Tutti i tiranni cadranno, e grazie al vostro coraggio Bashar Al-Assad è il prossimo”.

Oltre a quello rivolto al popolo, sul sito comprare anche un messaggio per le forze armate. “Ai militari siriani: voi avete la responsabilità di proteggere la gente della Siria, e chiunque vi ordini di uccidere donne, bambini e anziani merita di essere condannato per alto tradimento. Nessun nemico esterno può fare tanti danni alla Siria come Bashar Al-Assad. Difendete il vostro paese – rivoltatevi contro il regime!”. Il messaggio è firmato Anonymous, ma nel codice sorgente della pagina compare il nome di “Poppy”, probabilmente il nickname dell’hacker che ha scardinato le difese del sito.

Insieme al testo e all’inconfondibile logo di Anonymous, per l’occasione rivisitato con il tema della bandiera siriana, in testa alla pagina compaiono una serie di link a video che mostrano immagini della repressione messa in atto da Assad 1, mentre in fondo alla pagina ci sono i collegamenti ai siti dell’opposizione al regime. Nel momento in cui questo articolo viene scritto, il sito del Ministero non è più raggiungibile, ma attraverso i blog di settore e twitter l’immagine della homepage sta facendo il giro del mondo.

Per il governo siriano non si tratta del primo attacco dimostrativo da parte di gruppi di hacker. Lo scorso aprile era stato il sito del Parlamento a subire un “defacciamento” (il nome tecnico con cui si indicano le azioni che modificano la homepage). Anche in quella circostanza nella facciata del sito era comparso un banner con un messaggio contro il governo, oltre a un video che mostrava la violenta repressione.

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08 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/08/news/anonymous_siria-20170741/?rss

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Londra, seconda notte di guerriglia. Fiamme, saccheggi e cento arresti / VIDEO: London Riots – Tottenham, Enfield, Brixton 06-07/08/11

London Riots – Tottenham, Enfield, Brixton 06-07/08/11

Caricato da in data 08/ago/2011

Londra, seconda notte di guerriglia
Fiamme, saccheggi e cento arresti

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Nuove violenze nei quartieri centrali della capitale dopo la rivolta di Tottenham. La protesta per l’uccisione di un giovane nero che cercava di sfuggire a un arresto. Violenti scontri con la polizia: 35 agenti feriti

Londra, seconda notte di guerriglia Fiamme, saccheggi e cento arresti

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Oltre 100 persone arrestate e 35 agenti feriti: è il bilancio dell’operazione di Scotland Yard dopo la seconda notte di disordini e saccheggi a Londra. Dopo la rivolta di Tottenham 1 di sabato notte, nuove violenze hanno infatti scosso ieri notte altri quartieri della capitale, dove gruppi di giovani si sono scontrati con la polizia saccheggiando negozi e danneggiando macchine ed edifici.

IL VIDEO 2LE FOTO 3

In particolare a Brixton (già teatro anni fa di gravi violenze a sfondo razziale) centinaia di persone hanno saccheggiato un grande magazzino, lanciando pietre contro gli agenti; un’altra cinquantina di vandali ha causato danni a Oxford Circus, nel cuore turistico della capitale e altri scontri sono avvenuti a Enfield. Si tratterebbe di violenze almeno in parte organizzate, anche attraverso i social network.

Le prime violenze erano scoppiate nella notte fra sabato e domenica nel quartiere multietnico di Tottenham, dopo una manifestazione convocata per protestare contro la morte di Mark Duggan, pregiudicato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia.

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08 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/08/news/londra_guerriglia-20166256/?rss

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