Archivio | agosto 10, 2011

NEW SONG: L’IGNORANTESA E LA TRISTESA – Il Cepu ha pescato il Trota. Come laurearsi a domicilio (e gratis)

Il Cepu ha pescato il Trota

Bocciato alla maturità, Renzo Bossi ha trovato un modo più rapido per laurearsi (a domicilio e gratis)

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Il Cepu ha pescato il Trota

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Che  Renzo «il Trota» Bossi abbia avuto qualche difficoltà a superare l’esame di maturità è cosa nota: l’appellativo di pluribocciato lo ha perseguitato a lungo. Normale che, per affrontare l’università (facoltà di Economia), abbia pensato a un sostegno. E infatti è iscritto al Cepu.

Ma Renzo Bossi non è uno studente qualunque: nel suo caso (visti i pressanti impegni politici: è consigliere regionale lombardo) non è lui ad andare in classe a seguire le lezioni, sono i tutor (gli insegnanti di sostegno del Cepu) che si recano direttamente a casa sua. Un «servizio a domicilio» che rappresenta un’eccezione assoluta nell’offerta Cepu: ci sono corsi per ogni esigenza e prezzo, ma l’opzione «lezioni a casa tua» proprio non è contemplata.

Un trattamento di favore che comunque non viene pagato da Bossi: tutte le spese per istruire il Trota sarebbero sostenute dal patron del Cepu, quel Francesco Polidori che già paga per i corsi delle tre «olgettine» Iris Berardi, Aris Espinosa e Ioana Visan.

Questa attenzione per rampolli e rampolle vicini al centrodestra stupisce chi conosce Polidori da anni: all’inizio della sua carriera imprenditoriale, infatti, aveva legami strettissimi con Antonio Di Pietro, che nel 1995 partecipò attivamente alla fondazione del Cepu prestando la sua immagine per le prime campagne pubblicitarie e tenendo seminari di Tecnica processuale nelle sue sedi. Un legame che si consolidò, il 21 marzo 1998, con la fondazione dell’Italia dei Valori al Borgo Palace Hotel, un quattro stelle di Sansepolcro, provincia di Arezzo, appartenente al gruppo Polidori.

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LA PUBBLICITA’ RIPORTATA APPARTIENE ALLA TESTATA DI PROVENIENZA DELL’ARTICOLO

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10 agosto 2011

fonte: http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/08/10/renzo-bossi-cepu

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sporcomondo.it – fonte immagine

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Tempesta magnetica in arrivo sulla Terra

Tempesta magnetica in arrivo sulla Terra

Da una potente eruzione solare probabili rischi telecomunicazioni

Eruzione solare vista dall'osservatorio della Nasa Sdo (fonte: NASA/SDO)
Eruzione solare vista dall’osservatorio della Nasa Sdo (fonte: NASA/SDO)
Il Sole in attività in questi giorni (fonte: NASA/SDO)

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Una tempesta magnetica è in arrivo sulla Terra dopo che il Sole è tornato in questi giorni in una fase di intensa attività. Una delle tre  macchie solari comparse negli ultimi giorni ha infatti provocato una violenta eruzione che al momento non ha colpito la Terra direttamente. Tuttavia, secondo gli esperti dell’osservatorio della Nasa Sdo (Solar Dynamics Observatory) un secondo sciame di particelle liberato dalla stessa eruzione si starebbe dirigendo verso la Terra e potrebbe provocare nei prossimi giorni danni ai satelliti che si trovano in orbita alta. Le radiazioni potrebbero inoltre provocare problemi nelle telecomunicazioni.
La macchia solare all’origine di questa potentissima eruzione, considerata la più violenta dell’attuale ciclo solare, è indicata dagli esperti con il numero 1263 e l’eruzione che ha provocato rientra nella classe X, alla quale appartengono i fenomeni più intensi e rischiosi per satelliti e comunicazioni.
Impossibile al momento, secondo gli esperti, fare previsioni relative ai possibili rischi. Una risposta in questo senso si potrà avere soltanto dopo l’11 agosto.

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10 agosto 2011

fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/scienza/2011/08/09/visualizza_new.html_756578690.html

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Maglietta gratis al festival neonazi. Con sorpresa..

Maglietta gratis al festival neonazi
Sorpresa al primo lavaggio

Maglietta gratis al festival neonazi  Sorpresa al primo lavaggio

Maglietta gratis al festival neonazi  Sorpresa al primo lavaggio

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A prima vista delle comuni T-shirt, perfette da indossare per un festival di musica rock hardcore. Poi, dopo un primo lavaggio, ecco la sorpresa. Scompaiono i teschi e i testi violenti, sostituiti da una scritta: “Quello che è successo alla tua maglietta può accadere anche a te. Abbandona il tuo estremismo di destra”. E’ lo scherzo messo in atto dall’organizzazione Exit, che ha consegnato decine di magliette ‘sorpresa’ ai partecipanti del “Rock Fuer Deustschland”, un raduno di militanti del Npd, il partito neonazista tedesco. Comuni T-shirt, indossate durante la manifestazione e portate a casa al termine dell’evento, ma che dopo un passaggio in lavatrice hanno rivelato la beffa.

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10 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/10/foto/maglia_nazista-20272422/1/?rss

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Emorragia-lavoro per i giovani: Mezzo milione di licenziamenti. Nord Italia peggio della media

Il 2010 annus horribilis per le nuove generazioni, Nord Italia peggio della media

Emorragia-lavoro per i giovani
Mezzo milione di licenziamenti


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Nell’indagine di Datagiovani la conferma che s’ingrossa sempre più la fila dei Neet

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Giovani senza occupazione, cresce la generazione Neet
Giovani senza occupazione, cresce la generazione Neet

MILANO – Immaginarli simbolicamente all’interno di uno stesso luogo rende maggiormente l’idea. E’ come se le migliaia di persone che riempiono piazza San Giovanni a Roma, gremita a festa durante il 1 maggio, abbiano di colpo perso il lavoro. Il dato è impressionante: 500mila di fatto “licenziati” nel solo 2010, con contratti iper-precari non rinnovati alla scadenza (è la pletora dei giovani con contratti di collaborazione a progetto), spin off aziendali che si traducono in un taglio dei costi, finte partite Iva a cui si riducono notevolmente i margini di manovra se l’unico committente per il quale lavorano decide di ridurre le spese dedicate all’outsourcing.

LO SCENARIO – Il centro di ricerche Datagiovani, studiando come si è evoluta la condizione delle nuovi generazioni (sotto i 35 anni) attraverso gli indicatori Istat, traccia un’istantanea preoccupante. Che assume maggior peso specifico, se si ragiona in termini previdenziali, con i nati dopo il 1975 che mediamente – al termine della loro vita lavorativa – percepiranno meno dell’assegno sociale. In dati disaggregati si tratta di circa 210mila giovani che hanno perso il posto di lavoro, a cui vanno aggiunti circa 220mila persone che sono passati dalla condizione di “occupato” a quella di “inattivo”, perché si sono rimessi a studiare o perché sono semplicemente scoraggiati. In termini assoluti – rileva l’istituto – sono circa 686mila gli under 35 alla ricerca di occupazione.

LA GEOGRAFIA DELLA “TENSIONE” – E non sorprende che la caratteristica forma a stivale del Belpaese sia in termini – occupazionali – di fatto ribaltata. A soffrire maggiormente le ragioni del Nord, quelle teoricamente deputate a trainare il Paese in termini di produttività. Piemonte, Lombardia, Veneto – modelli di specializzazione produttiva basata sulla combinazione tra le avanguardie nel settore dei servizi (Milano e Torino, le capofila) e il tessuto delle pmi, fortemente presenti nel Nord-est – non riescono ad attrarre forza-lavoro giovane come dovrebbero (impoverendo il Paese anche in termini di innovazione e dinamismo). E soprattutto – scrive Datagiovani – si caratterizzano per un elevato rischio di cessazione di rapporti esistenti (circa il 25% dei disoccupati del 2010 è rappresentato da ragazzi che l’anno prima lavoravano nelle regioni settentrionali). Mentre rispondono meglio – si fa per dire – Molise, Campania e Calabria, probabilmente per un mercato del lavoro molto più statico. Che tende a reagire con maggiore lentezza, in termini positivi come negativi, alla jobless recovery. In un’Italia sfiduciata, preda della speculazione dei mercati e sull’orlo di una nuova recessione.

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Fabio Savelli
10 agosto 2011 17:06
fonte:  http://www.corriere.it/economia/11_agosto_10/giovani-lavoro-italia_1ee7951e-c350-11e0-989a-eed57ce4aa2c.shtml

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DIRETTA BORSE, 10/08/11 – Crolla Piazza Affari: -6.65% L’Europa brucia 174 miliardi di euro. Caccia all’oro

Diretta

Crolla Piazza Affari: -6.65%
L’Europa brucia 174 miliardi di euro


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Milano sprofonda. L’indice Ftse Mib chiude a oltre meno sei per cento. In picchiata le banche con Intesa Sp che perde più del 10%, Unicredit e Ubi oltre l’8%. Scendono sotto quota 280 punti gli spread fra Btp e Bund dopo l’asta Bot da 12 mesi. Sotto attacco le banche francesi, che trainano al ribasso tutte le Borse europee. Cedono Francoforte, Londra, Madrid. E Milano resta la peggiore

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(Aggiornato alle 19:49 del 10 agosto 2011)

19:49 Bank of America sotto tiro 97 – I fondamentali di Bank of America sono più solidi di quattro anni fa e i livelli di capitale sono fra i più alti di sempre. L’amministratore delegato di Bank of America, Brian Moynihan, cerca di calmare gli investitori. Moynihan ammette che la banca ha ancora del “lavoro da fare” ma può adempiere ai nuovi requisiti di capitale con la vendita di asset senza raccolgiere ulteriori fondi.

19:29 Wall Street ancora in calo a metà seduta: -3% 96 – A metà seduta Wall Street prosegue in forte calo, dopo che le perdite sono arrivate a toccare il 4%, i listini si attestano adesso intorno al -3%. Le previsioni negative sul futuro economico del paese e la capacità dell’europa di tamponare la dilagante crisi del debito continuano a pesare sulle contrattazioni. In una giornata caratterizzata da volatilità e incertezza, il Dow Jones arretra del 3,12%, a 10.889,54 punti, il Nasdaq cala del 2,52% 2.419,86 punti, e lo S&P perde il 2,86% a 1.139,00 Punti.

19:23 Calano i rendimenti dei titoli di stato Usa 95 – Deciso calo dei rendimenti dei titoli di stato usa. Nell’odierna asta i treasury decennali sono stati assegnati con un rendimentodel 2,14%, in deciso calo rispetto al 2,91% del precedente collocamento. Si tratta del minimo storico, il precedente minimo era stato toccato nel gennaio 2009 a 2,419%. In aumento la domanda pari a 3,22 volte l’offerta, nella precedente asta il rapporto era stato pari a 3. Il tesoro ha raccolto 24 miliardi di dollari.

19:15 Dow Jones a -2.99% 94 – Il Dow Jones è a -2,99, il Nasdaq a -2,56

19:07 Previsto per oggi un incontro fra Obama e Bernanke 93 – Il presidente Barack Obama incontrerà oggi il presidente della Fed, Ben Bernanke. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolineando che la riunione fa parte degli incontri regolari fra i due. Il presidente incontrerà nei prossimi giorni anche gli amministratori delegati delle maggiori società americane.

18:46 Nasdaq perde terreno. A picco le banche 92 – Il settore tecnologico segue la scia generale negativa del mercato, in particolare Microsoft che perde il 4,03. In calo anche Yahoo (-1,78%), Google (-2,86%), Intel (-1,95%) e Dell (-2,39%). Il comparto finanziario continua ad essere uno tra più colpiti dopo il downgrade degli Stati Uniti, che per la rima volta hanno perso le tripla A. Arretrano Citigroup (-8,49%), Bank of America (-7,39%), j.P. Morgan chas (-4,12%), Travelers (-4,04%) e Hsbc (-6,81%).

18:41 Finisce l’incontro fra governo e parti sociali 91 – E’ terminato l’incontro tra governo e parti sociali a Palazzo Chigi.

18:38 Bene asta dei Bot 90 – Il tesoro passa gli esami di Ferragosto raccogliendo 6,5 miliardi di euro con l’emissione dei bot annuali. Nessuna fuga degli investitori che erano pronti a comprarne fino a 12,6 miliardi di euro.

18:35 600 miliardi di euro scomparsi in una giornata 89 – L’europa e Wall Street in una sola giornata mandano in fumo circa 600 miliardi di euro di capitalizzazione.

18:32 Caccia e yen e oro 88 – Caccia a yen e oro, fuga dall’euro, dal dollaro, dalle borse e – salvo interventi provvidenziali della Banca centrale europea – anche dai titoli di Stato. L’euro è tornato a soffrire scendendo sotto quota 1,42 dollari, a 1,4163, in calo di ben due centesimi rispetto a 1,4375 di ieri. Spaventano i fortissimi cali di importanti gruppi bancari come Societè Generale (-20%) che fanno tremare il sistema finanziario alle fondamenta.

18:29 Spread fra Bund e Btp a 276 punti 87 – I titoli di Stato italiani dopo aver aperto a 284.44 punti ed essere scesi sotto i 280 punti, sono tornati sopra i 290 punti. Attualmente lo spread fra il Bund tedesco e i Btp, che ha raggiunto un minimo a 276.4 punti, si attesta a 290.52 punti.

18:14 L’Europa brucia 174 miliardi di euro in un giorno 86 – Un’altra seduta da cardiopalma per le Borse europee. L’indice Stxe 600 – che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio Continente – ha ceduto il 3,75%, un nuovo scivolone che si traduce in oltre 174 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati in una sola seduta.

18:08 Oro da record, oltre i 1800 dollari l’oncia 85 – Sulla scia della crisi delle borse e del debito sovrano, l’oro segna record a ripetizione. I prezzi future del metallo giallo hanno raggiunto 1.801 dollari l’oncia, il nuovo massimo storico.

18:05 Piazza Affari: 22 miliardi di euro andati in fumo in una giornata 84 – Piazza Affari ha bruciato, in una sola seduta, oltre 22 miliardi di euro, portando così la propria capitalizzazione a circa 343 miliardi. Il calo del 6,07% dell’indice All Share, infatti, riporta la borsa italiana sui minimi dell’anno, sotto i livelli del 20 marzo 2009, pericolosamente vicino al minimo toccato il 9 marzo di due anni fa.

17:58 Il crollo di Milano polverizza 10 miliardi di aumenti di capitale delle banche 83 – I crolli di Piazza Affari si ‘mangiano’ buona parte dei 10 miliardi di aumenti di capitale realizzati nel primo semestre dell’anno dalle banche italiane.L’attuale capitalizzazione dei nostri istituti si avvicina – e nel caso di Intesa Sanpaolo è addirittura inferiore – a quella che gli stessi istituti avevano a ridosso della chiusura delle ricapitalizzazioni. E’ come se il mercato, nel prezzare le nostre banche, non considerasse più l’importante rafforzamento patrimoniale realizzato quest’anno.

17:56 Quotazioni dell’oro alle stelle 82 – A New York le quotazioni salgono a 1.801 dollari l’oncia.

17:54 Madrid chiude a -5.49% 81 – L’indice Ibex-35 della borsa di Madrid ha chiuso la giornata sprofondando a -5,49% a 7.966,0 punti.

17:52 Wall Street in caduta libera 80 – Il Dow Jones arriva a cedere il 4% e oltre 450 punti. Pesano i timori sulla crisi in europa, dove le borse hanno registrato cali ancora più vistosi, e le previsioni poco incoraggianti che la federal reserve ha diffuso ieri. Le blue chip perdono il 4,03%, a 10.787,22 punti, il Nasdaq cala di 79,30 punti, il 3,19%, a 2.403,70 punti e lo s&p arretra di 42,74 punti, il 3,65%, a 1.129,79 punti.

17:50 Mosca cede il 4% 79 – Altra giornata difficile per la borsa Russa che ha segnato in chiusura cali di oltre 4% per entrambi i listini sull’onda del la caduta delle Borse europee e americane.

17:47 Chiude Parigi a -5.45% 78 – La borsa di Parigi ha chiuso con un tonfo di 5,45%, al termine di una giornata nera funestata dalle voci di un possibile downgrade della Francia. Nonostante le smentite del governo l’indice Cac 40 ha lasciato sul terreno 173,20 punti terminando la giornata a 3.002,99 punti.

17:44 Londra chiude a -3.05% 77

17:34 Crolla Milano, chiude a -6.65% 76 – Piazza Affari chiude in pesante calo con il Ftse Mib in calo del 6,65% a 14.676 punti.

17:25 Rischio debito Francia, è record 75 – E’ record per il rischio debito della Francia: i credit default swaps (cds), che misurano il rischio Paese percepito dal mercato, sono saliti al nuovo massimo di 171 punti. I cds sul debito dell’Italia sono saliti a 388 punti e quelli sulla Spagna a 389 punti.

17:22 Le tre agenzie: rating tripla A stabile per la Francia 74 – L’analista di Standard & Poor’s, Nikola Swann, ha confermato che il rating della Francia resta ‘tripla A’ con outlook stabile. Tutte e tre le grandi agenzie di rating hanno quindi smentito le voci di un downgrade di Parigi che avevano scatenato il panico sui mercati.

17:10 La Francia al centro delle tensioni 73 – A Parigi l’indice cac 40 è arrivato a crollare di oltre il 4 per cento, zavorrato da pesantissime cadute dei maggiori titoli bancari: Société Générale (-20,24%), Bnp paribas (-12,27%), Crédit Agricole (-16,09%), Axa (-10,37%). Scene che non si vedevano dal 2008. Già da alcuni giorni la Francia è a sua volta finita nel mirino di alcune tensioni di mercato, specialmente nel particolare segmento dei Cds, i contratti di assicurazione contro le insolvenze sui pagamenti, che hanno segnato forti aumenti dei prezzi per garantire le emissioni francesi. Ma gli stessi rendimenti dei bond decennali francesi hanno subito tensioni, oggi al 3,21 per cento hanno fatto sfiorare al differenziale (spread) sui bund della germania la soglia psicologica dei 100 punti base.

17:07 Scende Wall Street. Il Dow Jones ora è a -4% 72 – Wall Street appesantisce le perdite. Il Dow Jones perde il 4,06% a 10.797,48 punti, il Nasdaq cede il 3,45% a 2.394,86 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,88% a 1.127,97 punti.

16:56 Titolo Fiat sospeso per eccesso di ribasso 71 – Il titolo Fiat è di nuovo in asta di volatilità, essendo stato sospeso in calo del 7,4%. L’indice ftse mib cade del 5,2% dopo aver toccato un picco negativo a meno 6%.

16:54 Marcegaglia: “Sindacati e imprese uniti davanti al Governo” 70 – Si è concluso da pochi minuti alla foresteria di Confindustria l’incontro tra le parti sociali che precede il vertice con il governo che inizierà a breve a palazzo Chigi. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha risposto affermativamente ai giornalisti che le chiedevano se il fronte formato dai sindacati e imprese si presenterà compatto all’appuntamento con l’esecutivo.

16:49 L’euro chiude in calo, ai minimi della seduta 69 – Le voci di un downgrade della Francia mettono sotto pressione l’euro, che chiude in forte calo a 1,4185 dollari, vicino ai minimi di una seduta dove aveva registrato un massimo sopra quota 1,44. La moneta comune ha toccato inoltre il minimo di cinque mesi sullo yen a e 108,29 per poi risalire a 108,51. Biglietto verde sempre in ribasso sullo yen a quota 76,48.

16:40 Risale lo spread fra Btp e Bund 68 – Lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi risale a 291 punti, mentre quello dei decennali spagnoli è a 286 punti. Continuano comunque gli acquisti da parte della Bce.

16:38 Valanga di vendite 67 – Continuano in Piazza Affari le vendite sui bancari, con tredici titoli in asta di volatilità intorno alle 16.23, per lo più bancari ma anche industriali (Fiat, teorico -7,77%), oil (Eni, -4,42% teorico), viaggi e tempo libero (Autogrill, -2,64% teorico). Le vendite stanno diventando indiscriminate: anche un titolo difensivo come Enel, in negoziazione continua, cede il 5,38%. Intesa San Paolo è tornata agli scambi solo per perdere l’11,20% e tornare in asta di volatilità, con un teorico di -12,27%. Si salva Tod’s (+2,93% a 79,15 euro).

16:36 Acquisti in massa dei titoli di stato 66 – Nell’eurozona il rendimento del Bund decennale è sceso a 2,20%, stabile quello del Btp a 5,11% grazie agli acquisti della Bce. Ma il rally dei titoli di stato della Germania determina comunque un allargamento dello spread Btp/Bund che sale 291 punti. In mattinata lo spread era sceso ben al di sotto di quota 280 punti, soprattutto dopo l’esito positivo dell’asta dei bot annuali. Negli Usa sulla scia del calo di Wall Street sono partiti massicci acquisti sui titoli del tesoro usa con il rendimento del decennale sceso al 2,15%.

16:34 Berlusconi a Palazzo Chigi 65 – Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è appena giunto a palazzo Chigi dove tra mezz’ora comincerà l’incontro tra governo e parti sociali.

16:31 Smentita ufficiale sul declassamento della Francia 64 – Il ministro delle finanze francese Francois Baroin smentisce formalmente i rumors sul possibile declassamento della Francia. “Tali rumors sono totalmente infondati – afferma un portavoce del ministero – le tre agenzie di rating S&P, Moody’s e Fitch hanno confermato che il rating della Francia”.

16:27 Banche in caduta libera 63 – Banche sotto pressione in Piazza Affri con l’indice di settore in Europa che cede il 5,9%. Le vendite piegano Intesa SanPaolo che è in asta e cede un teorico 10,82%. A seguire Mps (-8,85%). Sospese anche Ubi (-8,73% teorico), Bpm (-6,84% teorico), Banco Popolare (-8,44% teorico). Unicredit perde l’8,53% e continua a navigare sotto la soglia di un 1 euro.

16:26 Milano a -6% 62 – Nuovo crollo a Piazza Affari con gli indici di Wall Street che cedono oltre i 3 punti percentuali. A circa un’ora dalla chiusura delle contrattazioni, l’indice Ftse Mib segna un -6% a 14.775 punti, nuovo minimo dell’anno, mentre l’All Share cede il 5,56%. Sul paniere principale dieci i titoli sospesi.

16:22 Tutte le borse in perdita 61 – Una giornata inizialmente tranquilla, si sta trasformano in un nuovo incubo per le Borse europee, che crollano. Milano è la peggiore e perde il 5%, Parigi scende del 4%, Francoforte del 4,32%, Londra del 2,43%, Madrid del 3,8%. A picco i titoli dei bancari, che hanno trainato giù tutti i listini. Il timore di downgrade della Francia ha rotto gli argini, facendo calare prima Milano e Parigi e poi Francoforte. Le rassicurazioni di Moody’ e Fitch sul rating a tripla A di Parigi non sono bastate ad arginare il panico.

16:18 Scende anche New York 60 – Wall Street accentua le perdite. Il Dow Jones perde il 3,65% a 10.842,07 punti, il Nasdaq cede il 3,34% a 2.399,24 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,54% a 1.130,92 punti.

16:13 Crollo di Piazza Affari: -5.5% 59 – Continua la discesa della borsa di Milano, la piazza più pesante d’Europa. L’indice ftse mib sta crollando del 5,5%.

16:13 Banche italiane e francesi sotto attacco 58 – Nel mirino in particolare i titoli delle banche italiane e francesi, con Intesa giù del 10,7%, Unicredit a -7,7%, mentre in Francia SocGen crolla del 20%, Bnp Paribas del 7,2%, Credit Agricole del 7%. Milano va giù del 4% e Parigi del 2,5%. Sono i due listini europei più colpiti. Londra perde l’1,18% e Francoforte l’1,6%. Oggi Sakozy ha convocato un vertice straordinario per annunciare il varo di nuove misure anti-deficit per il 24 agosto. Moody’s ha confermato la tripla A di Parigi, ma le voci che la Francia rischi di entrare nel mirino della speculazione si sono rafforzate, tanto che Sarkozy ha dovuto lanciare un chiaro messaggio ai mercati.

16:00 L’euro recupera 57 – L’euro torna sotto quota 1,42 dollari. La moneta europea è scesa fino al minimo di seduta di 1,4191.

15:59 Di Pietro: “Pronti a fare la nostra parte” 56 – “Siamo pronti a fare il nostro dovere per ridare fiducia ai mercati e agli investitori, ma non ad accettare un’ennesima stangata iniqua e anche inutile. Domani, in Parlamento, illustrerò le proposte dell’Italia dei Valori per ottenere dei risparmi anche maggiori di quelli previsti dal governo, senza però impoverire ulteriormente le famiglie e i lavoratori”. E’ quanto scrive sul suo blog il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

15:52 Confermata la tripla A alla Francia 55 – Non c’è in vista alcun declassamento del rating della Francia che gode della tripla A. Moody’s e Fitch hanno diffuso due comunicati per confermare il rating di Parigi dopo che sui mercati giravano rumors su un prossimo declassamento.

15:51 Unicredit in Borsa sotto 1 euro 54 – Unicredit perde in Borsa il 7,03% a 0,99 euro. Il titolo finisce sotto 1 euro ed è la prima volta da aprile 2009. Piazza Affari cede il 3,81%.

15:50 Terzo Polo: “Berlusconi venga alla Camera” 53 – “Il Terzo Polo auspica che, in deroga alla normale prassi, sia lo stesso presidente del Consiglio, unitamente al ministro dell’Economia, a rendere l’informativa presso le Commissioni”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, Pier Ferdinando Casini (Udc), Francesco Rutelli (Api) e Italo Bocchino (Fli).

15:38 Milano sprofonda: -4,6% 52 – Piazza Affari accelera la discesa dopo l’apertura negativa di Wall Street. Il Ftse Mib cede il 4,6% sfondando al ribasso la soglia dei 15.000 punti.

15:37 Wall Street cala ancora 51 – Wall Street incrementa il calo, dj -2,8% nasdaq -2,65%

15:36 Piazza Affari a -4% 50 – Piazza Affari rivede i minimi di giornata dopo l’avvio di Ws, con il Ftse Mib che arriva a perdere il 4% a 15.092, con un minimo infraday di 15.088,91.

15:34 Iniziata riunione parti sociali 49 – E’ iniziata la riunione tra le parti sociali in preparazione all’incontro con il governo che ci sarà a palazzo Chigi alle 17.

15:33 Wall Street apre male 48 – Wall Street: avvio pesante, dj -1,57% nasdaq -2,55%

15:04 Crolla Intesa Sanpaolo 47 – Piazza Affari perde il controllo. L’indice Ftse Mib cede il 3,6% e il Ftse All Share il 3,19 per cento. Intesa Sanpaolo cede quasi il 10% (-9,83%) e Fiat il 7,18%

14:56 Piazza Affari cede all’improvviso: -3% 46 – Piazza Affari strappa all’improvviso al ribasso. Il Ftse Mib cede il 3% a 15.242 punti.

14:54 Stasera a Roma incontro tra Bossi e Berlusconi 45 – Umberto Bossi ha in programma di vedere Silvio Berlusconi, stasera a Roma. E’ quanto ha riferito lo stesso leader della Lega Nord a chi ha avuto modo di parlargli stamane, durante l’evento in memoria di Gianfranco Miglio a Domaso, in provincia di Como. Al presidente del Consiglio Bossi – riferisce alle agenzie di stampa chi ha avuto modo di parlarci – ribadirà la linea di fermezza delle Lega sulle pensioni (“Non si toccano”, titolava stamane ‘La Padania’), malgrado le insistenze avanzate da Giulio Tremonti durante l’incontro di lunedì.

14:48 Borse europee peggiorano 44 – Peggiorano le Borse europee, con Milano che è sempre maglia nera e perde il 2,7%. Tracolla il settore bancario, con Intesa a -8,2% e Unicredit a -6,3%. Londra sale dello 0,27%, Francoforte dello 0,56% e Parigi scende dello 0,7%. Giù dell’1,18% Madrid.

14:13 Usb organizza presidio a Palazzo Chigi 43 – L’Unione sindacale di base conferma il presidio sotto Palazzo Chigi oggi alle ore 16.30 In occasione dell’incontro tra governo e parti sociali. “Le anticipazioni di stampa di queste ultime ore – afferma Pierpaolo Leonardi dell’esecutivo nazionale Usb – fanno intravvedere la volontà di scaricare di nuovo i costi della crisi sul mondo del lavoro e sulle pensioni invece che colpire le rendite, la speculazione e chi effettivamente ha creato questa condizione. Per questo saremo sotto Palazzo Chigi a dire no alle misure annunciate e per diffidare le parti sociali dal dare qualsiasi via libera al governo”.

14:08 Titoli bancari fanno scivolare ancora Piazza Affari 42 – Piazza affari accentua il ribasso -1,23%, banche nel mirino: Intesa Sanpaolo -4,955, Ubi -4,60%, Unicredit -4,22%, Banco popolare 3,59%, Mps -3,52%.

13:56 Bossi: “Italia resiste con soldi della Padania” 41 – Senza il contributo economico di Lombardia, Veneto e Piemonte, l’Italia scomparirebbe. Ne è convinto Umberto Bossi. Perché, ha ragionato, “la Padania, la Lombardia, il Veneto e il Piemonte, dal punto di vista economico, sono l’unica possibilità, per l’Italia, di resistere”. “Finché queste tre Regioni danno i soldi a Roma”, ha continuato, “l’Italia resiste, altrimenti scompare”.

13:41 Broker coreano si suicida dopo perdite Borse 40 – Un impiegato di una società di mediazione finanziaria sud-coreana si è suicidato lanciandosi nel vuoto dal 18/o piano, un gesto che secondo la polizia di Seul sarebbe dovuto al recente crollo delle Borse che ha provocato grosse perdite per i clienti dell’uomo.

13:37 Di Pietro: “Responsabili su manovra se non sarà stangata” 39 – Via libera a una seconda manovra, ma a patto che non rappresenti una nuova stangata per le famiglie. Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, assicura che il suo partito “intende assumersi le proprie responsabilità a contribuire a una manovra che ci faccia riconquistare la fiducia dei mercati e dell’Europa”. Ma sulle dimissioni del premier non è disposto ad arretrare di un solo passo. Si tratta, secondo il leader dell’Idv, “del solo gesto politico in grado di dare credibilità all’Italia sui mercati”, in tempi paragonabili “a un battito d’ali di farfalla”.

13:36 Governatore Banca d’Inghilterra: “Bce oltre i limiti” 38 – “La Bce è andata oltre i limiti di ciò che può fare come banca centrale”. Lo sostiene il Governatore della Banca d’Inghilterra, Marvin King. “Qualsiasi ulteriore intervento – aggiunge – dovrà essere deciso soltanto dai governi europei”.

13:18 Ue: “Contatti non solo con Italia” 37 – La Commissione europea è “in contatto” con le autorità italiane come con quelle degli altri paesi per quanto riguarda la crisi e le misure per farvi fronte. E’ quanto ha affermato una portavoce dell’esecutivo di Bruxelles, cercando così di smentire le voci di pressioni sul governo italiano da parte di Bruxelles.

13:03 Borsa Milano torna in perdita: -0,56% 36 – Piazza Affari frena e gli indici tornano in terreno negativo (Ftse Mib -0,56%) appesantiti dal calo delle banche. Intesa Sanpaolo cede il 4,5% e Unicredit il 3,75 per cento.

12:54 Bersani: “Dal governo pretendiamo parole chiare” 35 – “Pretenderemo dal Governo di avere finalmente parole chiare e precise sulle sue intenzioni. Se non saranno soddisfacenti, faremo le nostre proposte alternative”. Così il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani, alla vigilia del dibattito parlamentare sulle misure per affrontare la crisi.

12:52 Sarkozy: “Misure Italia e Spagna efficaci” 34 – “In Europa le misure decise dalle autorità spagnole e italiane e gli interventi della Bce sono stati efficaci per ridurre in modo significativo i tassi di interessi sul debito di questi due paesi”. Ad affermarlo è il presidente francese, Nicolas Sarkozy, al termine della riunione di lavoro con il governo che ha convocato oggi all’Eliseo.

12:48 Idv organizza per domani sit in davanti a Montecitorio 33 – “‘Basta privilegi alla castà, ‘Tagliate le Province’, ‘Giù le mani dai più poveri’, ‘Lotta alla corruzione e all’evasione fiscale’, ‘Non possono pagare sempre i più poveri’. Con questi cartelli – annuncia il senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica – sarò presente domani con una delegazione dell’Idv e con cittadini e lavoratori, davanti a Montecitorio in attesa di sapere dal presidente di Pietro, che ci raggiungerà alla fine dell’informativa del ministro Tremonti, se davvero il governo ha intenzione di salvare il Paese dalla crisi con interventi seri, che agiscano prima su chi più ha, a partire dalla casta. Saremo lì a presidiare dalle ore 10”.

12:46 Sarkozy: “Essenziale pareggio bilancio in Costituzione” 32 – E’ essenziale l’inserimento della ‘regola d’oro’ del pareggio di bilancio nella Costituzione francese. Ad affermarlo è il presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, in occasione della riunione di lavoro che ha convocato oggi all’Eliseo.

12:37 Francia annuncia nuove misure per il 24 agosto 31 – Il governo francese annuncerà il 24 agosto prossimo le nuove misure decise dal governo per la riduzione del deficit pubblico. Lo ha annunciato oggi l’Eliseo dopo la riunione di crisi convocata dal presidente Nicolas Sarkozy. L’intervento di bilancio viene così anticipato di un mese rispetto alla prevista tabella di marcia.

12:36 Cicchitto: “Dettagli manovra dopo incontro con parti sociali” 30 – “Le componenti interne della manovra saranno definite dal governo dopo l’incontro con le parti sociali”. Lo chiarisce il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, soffermandosi con i giornalisti nella sala stampa di Montecitorio. “La manovra – aggiunge – verrà fatta coi tempi ridotti che si è detto e l’incisività necessaria per dare risposte alla speculazione internazionale ancora in atto”.

12:23 Spread tra Btp e Bund scende ancora a 277 punti 29 – Il positivo esito dell’asta dei Bot annuali contribuisce ad allentare la tensione sui titoli del debito pubblico italiano. Lo spread Btp-Bund è sceso a 277 punti. Resta anche attivo il sostegno della Bce che, secondo i trader, continua ad acquistare titoli di stato italiani e spagnoli.

12:01 Hong Kong chiude in rialzo del 2,34% 28 – Chiusura in rialzo per la piazza finanziaria di Hong Kong con l’indice Hang Seng che archivia la seduta con un progresso del 2,34% a 19.783,67 punti. prima della chiusura l’indice, che ha reagito positivamente alla decisione della Fed, ha oscillato tra 19.672 e 20.105 punti.

12:00 Banca d’Inghilterra taglia stime sulla crescita 27 – La Banca d’Inghilterra ha tagliato le sue stime sulla crescita del Pil quest’anno dall’1,8% all’1,4%, a causa dei rischi legati alla crsi del debito europeo. “L’outlook – spiega l’istituto nel suo rapporto trimestrale – resta incerto”. Inoltre la Boe prevede che ci siano “buone probabilità” che l’inflazione alla fune di quest’anno tocchi il 5%. “I rischi maggiori per la domanda globale – si legge nel rapporto – provengono dall’area euro e dalle sfide che diversi paesi membri dovranno affrontare per garantire la sostenibilità dei bilanci e per mantenere la stabilità dei sistemi bancari”.

11:54 In programma domani riunione Terzo polo 26 – Anche il Terzo polo si riunirà domani mattina, prima dell’audizione del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, prevista per le 11. I tre leader di Udc, Api e Fli si vedranno a Montecitorio per stabilire una linea comune dopo l’incontro tra governo e parti sociali e prima della illustrazione delle linee di intervento da parte del ministro dell’economia.

11:52 Rutelli: “Pronti a collaborare se misure credibili” 25 – Il Terzo Polo è pronto a collaborare con il governo per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi, a condizione però che vengano adottare misure “serie e credibili”. E’ questa, in sintesi, la posizione espressa dal Francesco Rutelli in un breve incontro con i giornalisti a Montecitorio. “Siamo disponibili – ha detto il leader dell’Api – a riforme coraggiose; diciamo no ad un menù con ricette contraddittorie che rischiano di uccidere il cavallo. Siamo all’opposizione perché pensiamo che in questi anni siano state buttate dal governo Berlusconi risorse, speranze, credibilità”.

11:41 Borse europee guadagnano dopo mossa Fed 24 – Tornano a correre le Borse europee, sulla scia della decisione della Fed di mantenere a livello zero i tassi Usa fino a metà del 2013. A guidare i listini è Francoforte che guadagna il 2,29%, mentre Milano, in coda, è piatta a -0,06%. Londra sale dell’1,3% e Parigi dello 0,85%. Avanza dello 0,57% Madrid.

11:39 Briguglio: “Cambio governo segnale positivo per i mercati” 23 – “Ogni tanto qualcuno anche nell’opposizione cade nella trappola allestita dall’apparato pubblicitario berlusconiano. La trappola consiste nel fare percepire come senso di responsabilità e interesse nazionale l’imbullonamento di Berlusconi a Palazzo Chigi, spacciato come argine alla crisi. La verità è invece che la rottura della continuità di questo governo commissariato e il cambio di un premier screditato con un nuovo presidente del Consiglio credibile alla testa di un governo composto da personalità autorevoli sarebbe un segnale ai mercati, all’Europa e agli italiani con un ritorno positivo per il Paese”. E’ quanto dichiara Carmelo Briguglio, vice presidente vicario dei deputati di Fli.

11:27 Piazza Affari torna in pareggio dopo asta Bot 22 – Piazza Affari ritorna su livelli di pareggio dopo l’asta dei Bot, molto attesa dagli operatori di Borsa: l’indice Ftse Mib segna una crescita dello 0,20%, l’Ftse All Share un aumento dello 0,36%.

11:12 Spread sotto quota 280 21 – Scendono sotto quota 280 punti gli spread fra Btp e Bund dopo l’asta Bot da 12 mesi, chiusa con un calo dei rendimenti e una buona domanda, pari al doppio dell’offerta. Il differenziale scende così a 278,2 punti.

10:52 Bot 1 anno, rendimenti in calo 20 – Rendimenti in calo nell’asta Bot a 12 mesi per 6,5 miliardi di euro chiusa oggi che passano dal 3,67% del mese scorso al 2,959%, leggermente superiori comunque alle attese. Buona la domanda pari a 12,6 miliardi, il doppio dell’offerta.

10:35 Piaffa Affari -1,28% 19 – Piazza Affari, inverte la rotta, dopo un avvio più che positivo, passando in territorio negativo. In un clima instabile l’indice Ftse Mib segna un -1,28% a causa della volatilità delle contrattazioni. Fra i titoli del listino milanese, bancari di nuovo sotto attacco. Le vendite, infatti, si concentrano sui titoli del settore finanziario.

10:30 Milano, tornano vendite su banche 18 – I titoli bancari sono tornati nel mirino a piazza affari e su di loro si stanno concentrando le vendite più consistenti, vendite che hanno determinato un brusco cambio di rotta del listino milanese.

10:27 Lo spread Btp-Bund si restringe a 280 punti 17 – Lo spread Btp-Bund si restringe a 280 punti base con il tasso del decennale italiano al 5,11%. Il premio di rischio della Spagna è a 271 punti e il tasso dei Bonos è stabile al 5,01%.

10:21 Piazza Affari accelera al ribasso 16 – Piazza Affari accelera al ribasso con l’indice principale che lascia sul terreno l’1,80% a 15.437 punti. L’All Share perde l’1,44%, mentre l’indice Star guadagna l’1,18%.

10:17 Europa instabile 15 – Borse europee con andamenti differenziati nei primi scambi di giornata: bene Francoforte, deboli con i titoli bancari Madrid e soprattutto Milano che, in attesa dell’asta dei Bot, ha sconfinato in territorio ampiamente negativo.

10:15 Piazze cinesi chiudono in rialzo 14 – A Shanghai l’indice principale ha chiuso a 2.549,18 punti in rialzo dello 0,91%, mentre lo Shenzhen Component Index ha guadagnato l’1,19% chiudendo a 11.449,58 punti.

10:14 Hong Kong chiude in positivo 13 – Chiusura in attivo per la borsa di Hong Kong, che al termine delle contrattazioni guadagna il 2,34%

10:07 Wsj: “Punto di svolta per l’Italia” 12 – ‘Un punto di svolta per l’Italia”. Così titola un articolo del Wall Street Journal dedicato alla crisi italiana, in cui si mette in evidenza che alla fine il governo italiano di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti ha dovuto riconoscere la gravità della situazione di bilancio e lavorare a ulteriori tagli alla spesa.

10:01 Milano gira in negativo 11 – Dopo un avvio in deciso rialzo, il listino milanese cambia rotta e gira in negativo. Il ftse mib cede lo 0,8% a 15.610 Punti, ftse all share -0,43%, ftse star. Molto male tutti i bancari, con Unicredit che cede il 3,94% e Intesa SanPaolo il 3,89%.

09:47 Milano in parità 10 – Piazza Affari in meno di un’ora di contrattazioni si è mangiata l’avvio sprint: in un clima ancora molto volatile l’indice Ftse Mib segna una crescita dello 0,22%, l’Ftse All Share un aumento dello 0,36%.

09:30 Sarkozy stop alle vacanze e vertice all’Eliseo 9 – Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha interrotto le vacanze a causa della crisi del debito e ha convocato un vertice d’emergenza all’eliseo per la tarda mattinata di oggi.

09:25 Parigi apre a +1,2% 8 – La Borsa di Parigi apre in progresso dell’1,88% con l’indice Cac 40 a 3.235,80 punti.

09:14 Parigi apre a +1,88% 7 – La Borsa di Parigi apre in progresso dell’1,88% con l’indice Cac 40 a 3.235,80 punti.

09:08 Borse europee, prima frenata 6 – Dopo una manciata di secondi già è arrivata la frenata. Il ftse mib, che in avvio ha segnato un rialzo del 2,9%, ha ridimensionato il progresso allo 0,9%. Anche Parigi guadagna lo 0,9% e Francoforte il 2,2%.

09:06 Spread a 287 5 – Sale leggermente in avvio dei mercati lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi, arrivato questa mattina a 287,5 punti rispetto ai 281 punti della chiusura di ieri. Il differenziale tra i titoli tedeschi e i Bonos spagnoli è invece di 275,2 punti.

09:04 Bene le Borse europee 4 – Avvio positivo per le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente con Parigi che guadagna l’1,60% a 3.226 punti e Londra che segna un progresso dell’1,76% a 5.255 punti. In spolvero anche Amsterdam (+1,71%) e Francoforte (+2,08%).

09:03 Milano apre a + 2,6% 3 – Avvio molto positivo per la Borsa di Milano: il primo indice Ftse Mib segna una crescita del 2,60%, l’Ftse It All-Share un aumento del 2,47%

09:01 Bene le Borse asiatiche 2 – Prima seduta in rialzo dopo sei giornate consecutive di cali per le Borse asiatiche, che sono rimbalzate insieme a Wall Street sulla conferma che la Federal reserve manterrà tassi d’interesse bassissimi fino al 2013.

09:00 Oro sale a 1.755,9 dollari l’oncia 1 – Sale dello 0,9% il prezzo dell’oro che raggiunge i 1.755,90 dollari l’oncia. Dopo i picchi toccati nella giornata di ieri, le quotazioni erano tornate a scendere per poi risalire nella notte in seguito alla decisione della Fed di lasciare i tassi invariati. Il metallo prezioso continua quindi ad attrarre capitali come bene di investimento per eccellenza.

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fonte: http://www.repubblica.it/economia/2011/08/10/dirette/diretta_economica-20248348/?ref=HRER1-1

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CRISI – Noi, costretti a lavorare gratis

Noi, costretti a lavorare gratis

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Stagisti, praticantati, crowdsourcing: mezzo milione di giovani italiani, qualificati e creativi, non viene pagato per quello che fa. Ma questo ricatto al mondo sommerso potrebbe far esplodere la protesta da un momento all’altro

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di Roberta Carlini

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08 agosto 2011

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C’è il grafico che ironizza sul suo mestiere: “Faccio il gratis designer”. L’attrice che ha coniato una nuova formula, “sto nel racket del lavoro bianco: mi pagano i contributi, ma non lo stipendio”. Il praticante avvocato che difende i diritti degli altri e trascura i suoi. La free lance che lancia un avviso ai naviganti: basta volontariato, d’ora in poi non lavoro più senza paga.
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Gli stagisti d’ogni tipo ed età: mezzo milione come minimo, nel privato e nel pubblico, per la maggior parte non retribuiti e neanche rimborsati. E il mondo nuovo del Web, con il crowdsourcing trasformato da officina creativa di massa a reclutamento di opera a costo zero. Il 65 per cento dei giovani con meno di 35 anni ha lavorato almeno una volta senza essere retribuito, dimostra un sondaggio di Demopolis realizzato per “l’Espresso”. Tutti lavoratori e lavoratrici, in gran parte giovani, ben qualificati, spesso alle prese con lavori interessanti, creativi, belli. Ma non pagati. Gratis. Non per scelta, ma per ricatto o necessità. Un mondo sommerso, che può esplodere da un momento all’altro.
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In prima fila, nell’universo del lavoro gratis, ci sono loro: gli stagisti, esercito che si è stratificato negli anni e con la crisi si è cronicizzato. “Lo stage non è più il primo passo di un percorso lineare, in crescendo: si può andare avanti, ma si può anche passare da uno stage all’altro senza migliorare in niente o addirittura tornare indietro, da un lavoretto retribuito a un nuovo stage”, racconta Eleonora Voltolina, fondatrice di un sito molto popolare nel mondo dei forzati della stage (repubblicadeglistagisti.it) e autrice dell’omonimo libro (Laterza). Da porta d’ingresso nel mercato del lavoro, ormai da tempo lo stage è diventata una condizione esistenziale: non retribuita, nella maggior parte dei casi. “Secondo un sondaggio tra i nostri utenti, il 52 per cento degli stagisti non prende un euro, e un altro 15 ha un rimborso spese inferiore ai 250 euro al mese”.
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Non stiamo parlando di un gruppetto di poche persone: secondo i dati Unioncamere, nel settore privato gli stagisti sono 322 mila. E nel pubblico? “Abbiamo chiesto al ministro Brunetta di dare le cifre, non ci ha risposto”, dice Voltolina. La stima, non ufficiale, è sui 200 mila: e siamo già sopra il mezzo milione. Ai quali poi vanno aggiunti almeno 200 mila aspiranti professionisti (avvocati, commercialisti, notai) costretti a fare la pratica per poi accedere con un esame di Stato ai mitici ordini professionali. E la loro pratica, di norma, è a prezzo zero. Anche laddove i codici deontologici prescrivono che il praticante vada pagato, dopo un po’ di mesi di addestramento. Una regola inapplicata dalla maggior parte degli studi italiani, e ignorata persino dallo Stato, che da un pezzo ricorre al lavoro gratis dei giovani avvocati: succede nell’Avvocatura di Stato e succede persino all’Inps.
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Non che siano i soli. Ci sono stagisti che mandano avanti i tribunali in crisi di organico e quelli che tengono aperte le biblioteche delle università. Lo stagismo dilaga nei Comuni come nei ministeri, in tutto lo Stato e il parastato. E fa da biglietto da visita dell’Italia anche nelle ambasciate. Sono stati 1.800 l’anno scorso e 580 quest’anno i neolaureati che hanno vinto i posti messi in palio dal ministero degli Esteri per fare stage presso le ambasciate. Una bella opportunità, per chi studia nel campo della politica e diplomazia. Ma a caro prezzo: nessun rimborso spese, neanche se ti mandano a Bangkok o in Australia. “Io sono stata fortunata, ho avuto come destinazione Lisbona: il viaggio non costa molto e tutto qui è abbastanza economico per effetto della crisi”, racconta Noemi De Lorenzo, 24 anni, appena laureata in Scienze internazionali e diplomatiche all’università di Trieste. Viaggio, affitto, cibo (“devo dire che i funzionari dell’ambasciata spesso mi offrono il pranzo…”), tutto per tre mesi prorogabili di uno: “Di più non potrei, però finora è stata una esperienza utile, so che non sempre è così, a volte ti tengono solo a fare le fotocopie”, racconta Noemi, che si tiene in rete con i suoi colleghi che in tutto il mondo stanno apprendendo l’abc della diplomazia e insieme i rudimenti del lavoro gratuito. Che prosegue spesso anche quando il pretesto della formazione non c’è più, incanalandosi su mille altre strade.
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“Diciamo no al volontariato: perché non si deve mai lavorare gratis”. A un certo punto Silvia Bencivelli, giornalista scientifica free lance, non ce l’ha fatta più e si è sfogata sul suo blog (http://silviabencivelli.it/): basta al volontariato, basta alle telefonate di chi ti chiede di contribuire a un libro, moderare una tavola rotonda, scrivere, intervenire a un convegno, dimenticandosi sempre di citare l’argomento “soldi”. Oppure promettendo, al massimo, un rimborso del biglietto del treno: magari per un fine settimana, magari per andare in un posto bello. Basta. “No. Per me, perché anche se è vero che il mio lavoro assomiglia a un hobby, e a volte si tratta di fare cose divertenti che farei anche per niente, non posso svendere quel che faccio. E poi no, per tutti gli altri. Perché chi lavora gratis rovina il mercato”. Uno sfogo cliccatissimo, che è stato rilanciato e commentato in Rete alla grande. Segno che Bencivelli ha messo il dito in una piaga diffusa, che colpisce soprattutto il lavoro intellettuale e creativo: “Quel che tutti pensano è: siccome fai un bel lavoro, puoi anche farlo gratis”, riassume Silvia. Che aggiunge: “Per carità, il dono, l’attività volontaria, ci possono sempre stare, per gli amici o per una causa. Ma qui sta diventando un sistema, un modo per svalutare il lavoro. Me lo dice sempre mio padre: non è che siccome fai un lavoro bello, ti possono pagare in bellezza”.
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Se il “lavoro bello” è il primo dei ricatti, quello che viene subito dopo è il mito della visibilità: “Non ti pago, ma così fai vedere il tuo lavoro, la tua firma, la tua faccia”. Ne soffrono professionisti affermati e ancor più giovani che vogliono emergere, ragazzi pagati 3 euro ad articolo per vedere la propria firma su quotidiani blasonati. Figuriamoci se non ne soffre il mondo dello spettacolo. “Da noi non c’è solo il lavoro nero, c’è di peggio: il lavoro bianco”, dice Manuela Cherubini, regista e attrice. Che racconta, seduta a un tavolino di fronte al teatro Valle occupato, cos’è questo trucco del lavoro bianco: “Ti pagano i contributi, ma non lo stipendio”. Questo per colpa dei meccanismi perversi del finanziamento pubblico alle compagnie: commisurati appunto a quanti cedolini hanno, quanti contributi pagano. E allora, “firmi la busta paga, ma la paga non arriva. Poi magari arrivano l’anno dopo le tasse da pagare sulla paga che non hai avuto”.
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Il tavolino si affolla, e attrici, attori, scenografi, registi, raccontano tutti episodi di “lavoro bianco”. Che prima veniva accettato perché, cedolino dopo cedolino, magari arrivava il diritto al trattamento di disoccupazione. Adesso questa possibilità non c’è più e chi lavora gratis lo fa solo per esserci. “Perché ci sono tanti attori a spasso che pur di sentirsi vivi accettano”. Poi c’è il lavoro gratis venduto come grande opportunità, il privilegio di recitare per cinque minuti accanto a un grande della scena. O il trucco della formazione, nel dilagare dei “laboratori”. Fino all’organizzazione di festival ed eventi con scambio di compagnie, senza remunerazione ma con garanzia di poter riempire così i rispettivi cartelloni. “Siamo noi per primi a dover cambiare mentalità, a dover dire no, se continuiamo a essere disposti a tutto pur di andare in scena non saremo mai considerati, a tutti gli effetti, lavoratori”.
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“Può il governo federale americano chiederci di lavorare gratis?”, stanno chiedendo a gran voce un migliaio di graphic designer americani. Sono protagonisti di una rivolta contro il bando appena lanciato dal dipartimento agli interni a stelle e strisce, che ha messo in crowdsourcing il rifacimento del logo. Il vecchio bisonte quasi centenario non va più bene, così il ministero si è rivolto alla Rete: mandateci una proposta, sceglieremo la più bella. Sul mercato professionale, quel lavoro è valutato dai 20 mila ai 50 mila dollari: con il crowdsourcing di Stato, protestano i designer americani in rivolta, chi vince ne guadagna appena 1.000, tutti gli altri hanno lavorato gratis.
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Il fenomeno è mondiale e interessa designer, grafici, copyrighter e altri professionisti che hanno visto rapidamente il Web trasformarsi da delizia in croce. “Il crowdsourcing dilaga, è un modo per raccogliere risorse a basso costo, o del tutto gratis”, dice Dario Banfi, giornalista, copywriter e consulente milanese, autore con Sergio Bologna del libro “Vita da free lance” (da poco uscito per Feltrinelli), nel quale dedica ampio spazio al problema, in un capitolo che si apre con la seguente domanda: “Il lavoro gratuito, meglio di nessun lavoro?”. Banfi pensa di no, ovviamente, e mostra una mail da lui stesso ricevuta qualche giorno fa: “Caro copy, eccoci a proporti una nuova ricerca nome…”. Si trattava, in sostanza, di inventare il nome per un nuovo prodotto assicurativo per automobilisti. Premio: mille euro per il nome vincente, zero compensi per tutti gli altri.
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Anche in Italia sono fiorenti agenzie che fanno brokeraggio tra i clienti e i creativi, cercando sulla Rete le idee migliori a prezzi ridicoli. “Negli Stati Uniti, dove i free lance si sono coalizzati, comincia una reazione molto forte contro queste pratiche. Così come è partita la rivolta dei giornalisti-blogger che hanno scritto gratis per l’Huffington Post e adesso hanno avviato una class action per avere una parte del bottino ricavato da Arianna Huffington dalla vendita”.
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La class action dei blogger di Arianna porta argomenti a quanti sostengono che il magico mondo “gratis” del Web è il regno dello sfruttamento di massa, come sostiene nel suo libro “Felici e sfruttati” (Egea) Carlo Formenti; e alimenta il dibattito, molto fitto nella blogosfera, sui confini tra spontaneità e gratuità della Rete e un business economico che si fa sempre più aggressivo ma non distribuisce i suoi “jackpot” a chi ha donato idee e scritti all’impresa nascente che poi è diventata di successo.
Le nuove frontiere del crowdsourcing vanno a peggiorare una situazione già poco rosea, per un mondo di professionisti non sempre riconosciuti come tali, soprattutto in Italia.
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“Tra noi circola una battuta, autoironica: non voglio fare il gratis designer”, racconta Mario Rullo, graphic designer, fondatore di una piccola agenzia romana. “Faccio questo lavoro da vent’anni e ho vissuto tutti i cambiamenti tecnologici, la rivoluzione che ha reso accessibili alcune operazioni a tutti”. Una bella cosa, ovviamente: però diventa preoccupante “se il mercato poi pensa che alcuni servizi si possono non pagare: le fotografie, il design, la scrittura. Colpa del fatto che in molte imprese non ci sono le competenze per riconoscere un lavoro professionale, ma anche della voglia di pagare poco, risparmiare. E così il crowdsourcing diventa una mistificazione, non è una specie di concorso per giovani o per emergenti – cosa in sé molto bella e utile -ma vuol dire una sola cosa: non voglio spendere”. E quindi non ti pago.
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Autocompattatore rifiuti finisce in voragine nel Napoletano: morto l’autista, feriti due netturbini

Autocompattatore rifiuti finisce in voragine nel Napoletano: morto l’autista, feriti due netturbini

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NAPOLI – Tragedia la scorsa notte a Casalnuovo, nel napoletano: una voragine larga una quindicina di metri e profonda almeno venticinque si è aperta in vico Strettole, una traversa della centrale corso Umberto I. Un autocompattatore di una ditta privata di Benevento, che in quel momento stava transitando, non è riuscito a evitare di finire all’interno dell’enorme buca.

All’interno dell’autocompattatore si trovavano tre uomini uno dei quali è morto mentre gli altri due sono rimasti feriti. La vittima si chiamava Raffaele Monda e aveva 43 anni. Era lui che al momento in cui si è aperta la voragine si trovava alla guida del mezzo. Pochi minuti dopo in vico Strettole sono arrivate alcune volanti dell’ufficio di prevenzione generale della questura di Napoli e del commissariato di Acerra, e i vigili del fuoco e alcune ambulanze.

Quale ulteriore conseguenza della voragine c’è stato anche lo sgombero di un intero edificio dove vivono 25 nuclei familiari. I vigili del fuoco stanno eseguendo delle perizie per verificare la staticità dello stabile. Secondo quanto si è appreso con il passare delle ore la voragine diventerebbe sempre più larga e profonda mettendo quindi a rischio gli edifici circostanti. Per il momento soltanto uno stabile è stato sgomberato.

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10 agosto 2011

fonte:  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=159092&sez=NAPOLI

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e il mensile di emergencyLa copertina del numero di agosto
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Ecco il numero di agosto, in edicola

Gran Bretagna : si allarga la protesta

Guerriglia in molte città: tre persone investite e uccise a Birmingham

Gran Bretagna : si allarga la protesta

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La violenza è esplosa nella notte in altre città della Gran Bretagna: Manchester, Salford, Wolverhampton, Nottingham, Leicester. L’incidente piu grave è accaduto a Birmingham, dove tre uomini, che camminavano in strada poco dopo l’una di notte, sono morti investiti da un’auto

Scene di guerriglia urbana  a LondraScene di guerriglia urbana a Londra

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Londra, 10-08-2011

La violenza è esplosa nella notte in altre città della Gran Bretagna: Manchester, Salford, Wolverhampton, Nottingham, Leicester.

Tre uomini uccisi da un auto a Birmingham
L’incidente piu grave è accaduto a Birmingham, dove tre uomini, che camminavano in strada poco dopo l’una di notte, sono morti investiti da un’auto: la polizia ha detto di aver già arrestato un uomo; ma non si è ancora capito se l’incidente sia collegato ai disordini avvenuti nella notte nella zona. Secondo i media locali i tre erano giovani asiatici, usciti in strada per proteggere il quartiere dai saccheggi.

Arresti e fermi
A Manchester , dove sono stati compiuti una cinquantina di fermi, centinaia di giovani si sono scontrati con la polizia ,mentre nella zona di Birmingham gli agenti hanno fermato circa 80 persone e a Nottingham è stato attaccato un commissariato. Seconda notte di violenze anche a Liverpool, dove circa 100 giovani hanno creato tensione e disordini. A Manchester e Salford gli arresti sono saliti a 108 ed alcuni dei fermati, secondo la stampa britannica, erano giovanissimi.

Nuova riuinione dell’Unità di crisi “Cobra”
Oggi il primo ministro David Cameron, che ieri ha interrotto le sue vacanze in Toscana per rientrare precipitosamente a Londra, presiederà un altro incontro dell’unità di crisi Cobra per fare il punto sulla situazione.

Situazione sotto controllo a Londra
Situazione apparentemente più tranquilla a Londra dopo tre giorni di guerriglia. La città è stata presidiata per tutta la notte da 16.000 agenti schierati in assetto antisommossa mobilitati per far fronte all’ondata di violenze scaturite dall’uccisione da parte della polizia di un giovane nero, che secondo un’ultima perizia non avrebbe sparato. Si temono nuove tensioni dopo la morte di un 26enne che era rimasto ferito nel quartiere di Croydon. Scotland Yard ha fatto sapere che gli arresti per i disordini e i saccheggi a Londra sono stati 768.

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fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=155409

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Agli onorevoli anche la liquidazione esentasse

10/08/2011 – LA CRISI LE RIFORME ATTESE

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Agli onorevoli anche la liquidazione esentasse

La “buonuscita” degli italiani è tassata al 27%. Quella dei parlamentari no

Un parlamentare rimasto in carica per 5 anni percepisce 46.814,56 euro, chi ha un mandato di 15 anni 140.443,58

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di CARLO BERTINI
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ROMA
Mentre la crisi brucia e gli italiani tremano per le loro pensioni, gli onorevoli col doppio lavoro possono cominciare a preoccuparsi delle ricche liquidazioni che li attendono a fine mandato. Eh sì perché pochi sanno che tutti i parlamentari, oltre al vitalizio, quando escono dalle Camere prendono pure una corposa buonuscita, formalmente detta «Assegno per il reinserimento nella vita lavorativa». Oltre alle sbandierate promesse bipartisan sul dimezzamento dei parlamentari, da mesi abbondano negli archivi proposte di legge per rendere incompatibili altre attività professionali con il lavoro di parlamentare. Ma ora, con l’aria che tira, ai piani alti del Palazzo qualcuno comincia a chiedersi se per combattere l’assenteismo sia il caso di intervenire sulle liquidazioni versate anche ai «doppiolavoristi». Una truppa considerevole che, alla luce dei dati riportati in un’inchiesta di Panorama, conta 446 parlamentari, 270 deputati e 176 senatori, su 945 eletti. E che oltre a vantare le più alte dichiarazioni dei redditi, stando a uno studio che fece scalpore de “La voce.info”, vanta anche le percentuali più alte (37%) di assenteismo.

Detto questo, tutti gli onorevoli non solo prendono ogni mese un lauto stipendio di circa 14 mila euro netti, con aerei, treni e autostrade gratis; non solo a 65 anni incassano un vitalizio che va dai 2.500 ai 7.500 euro lordi, che dovrebbe essere sostituito da un sistema effettivamente contributivo analogo a quello di tutti i lavoratori. Ma quando escono dal Parlamento, ricevono pure una buonuscita, accantonata grazie ai contributi mensili defalcati dalla busta paga, ma che non ha uguali in Europa: dopo cinque anni sullo scranno, 46.814 euro, dopo 15 anni oltre 140 mila euro. E c’è un particolare non indifferente, inserito tra parentesi in uno studio commissionato dalla Camera sui trattamenti economici dei parlamentari in Europa: gli euro della liquidazione sono tutti esentasse, tecnicamente detti «importi non imponibili». E già, mentre le liquidazioni degli italiani sono sempre tassate (dal 23 al 27%), quelle dei deputati sono esentasse. E’ vero che, a differenza dei sindaci, i deputati versano dei contributi: ogni anno circa 9 mila euro e moltiplicando per cinque si arriva a 45 mila euro. Peccato però che la ratio di questo «assegno di fine mandato», sta nel fatto che viene concesso alla fine del percorso parlamentare per aiutare gli onorevoli a reinserirsi nel mondo lavorativo. E allora, cominciano a chiedersi in molti nel Palazzo, che senso ha per quella pletora di avvocati, commercialisti, medici e professionisti di ogni colore politico, che non chiudono mai lo studio e restano in attività quando entrano in Parlamento?

Quindi, vista l’aria che tira nel paese, il Pd sta valutando che potrebbe essere questo il grimaldello per introdurre il principio dell’incompatibilità tra il mandato parlamentare e l’esercizio di altre professioni. «Sarà difficile – spiega uno dei tre questori della Camera, Gabriele Albonetti – far passare la regola che se uno si candida a entrare in Parlamento poi deve chiudere il suo studio professionale, perché si trovano poi mille escamotage per non farlo. Allora sarebbe forse meglio lasciare il diritto all’assegno di reinserimento al lavoro solo a chi opta di rinunciare ad altre attività. Togliendolo, invece, a tutti quelli che continuano a fare il loro mestiere, senza per questo esimerli dal contributo mensile al fondo di solidarietà».

Senza considerare poi che nel resto d’Europa le cose vanno diversamente: in Germania esiste «un’indennità provvisoria» pari ad un mese di indennità per ogni anno di mandato, per non più di 18 mesi. Quindi le liquidazioni sono pari a 7.668 euro lordi per 5 mesi dopo 5 anni di mandato e a 7.668 euro per 15 mesi dopo 15 anni, importi tassati con aliquote diverse in ogni lander. In Gran Bretagna non è prevista alcuna liquidazione, ma un rimborso secco di 47 mila euro per le spese sostenute per completare le funzioni parlamentari, entro due mesi dalla fine del mandato, ma i deputati non versano alcun contributo.

In Francia se ne ha diritto, ma nessuno ne usufruisce, al punto che anche se il contributo mensile chiesto al deputato è minimo, 25 euro, il fondo per il sussidio al reinserimento lavorativo ammonta a 4,8 milioni di euro: e questo perché il sistema adottato prevede che i deputati non più eletti e in cerca di lavoro, possano chiedere un sussidio di reinserimento al massimo per tre anni. Calcolato in base alla differenza tra una percentuale della loro indennità, decrescente nel tempo da 5.500 euro a 1.100 euro, ed i redditi eventualmente percepiti dai parlamentari.
Chi se la passa meglio sono i parlamentari europei che non versano alcun contributo e, su richiesta, hanno diritto a un’indennità transitoria, pari a un mese di stipendio per ogni anno di mandato, per un massimo di 24 mesi, cioè 190 mila euro lordi.

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fonte:  http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/415213/

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