Archivio | agosto 19, 2011

Marco Travaglio: Paolo Borsellino “L’intervista nascosta” – qui il video integrale

Marco Travaglio Paolo Borsellino “L’intervista nascosta” 1/6

Caricato da in data 16/ago/2011

Marco Travaglio Paolo Borsellino “L’intervista nascosta” 2/6

Intervista a Paolo Borsellino 3/6

Intervista a Paolo Borsellino 4/6

Intervista a Paolo Borsellino 5/6

Intervista a Paolo Borsellino 6/6

Schiavismo nostrano

Schiavismo nostrano

Contro la tratta. Diritti e dignità

https://i0.wp.com/pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2011/07/casa_protetta-23-584x220.jpg

.

di Cristiana Guccinelli

.

Nel mondo, secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro,  sono oltre 12 milioni  le persone sottoposte a sfruttamento lavorativo e sessuale.

Negli ultimi anni sono usciti molti libri di inchiesta di grande interesse che hanno raccontato storie di persone rese schiave ma anche storie di sfruttatori e criminali. Che immaginiamo sempre altrove, stranieri e culturalmente lontani. Per scoprire invece che spesso sono nostri concittadini e che agiscono in ogni luogo del nostro Paese, anche nelle regioni più solide, civili ed organizzate.

Mi piace, al proposito, ricordare Servi. Il paese sommerso dei clandestini al lavoro di Marco Rovelli, (Feltrinelli, settembre 2009).
Un viaggio rigoroso e appassionato dentro abusi, ritorsioni, vendette, violenza, un viaggio dentro lo schiavismo nostrano. Un libro reportage che riesce anche ad essere un manifesto appassionato di denuncia contro la legislazione italiana che costringe le persone alla clandestinità di cui la schiavitù è un attributo imprescindibile.

E poi il primo libro di Jacopo Storni, giornalista fiorentino da sempre attento al profilo sociale delle notizie, Sparategli! Nuovi schiavi d’Italia (Editori Riuniti, giugno 2011). Un viaggio durato un anno  attraverso le storie dei nuovi schiavi del nostro secolo, costretti a vivere ai margini di una società che li sfrutta senza riconoscere loro la dignità di esseri umani. Un libro che ci racconta “il lato oscuro di un’Italia talvolta egoista e arroccata su se stessa, dove ognuno di noi è complice, diretto o indiretto, delle condizioni più drammatiche in cui vivono i migranti”.

Anche Cesvot in questi giorni porta il suo contributo di conoscenza con  il libro Atlante sociale sulla tratta. Interventi e servizi in Toscana di Marta Bonetti, Arianna Mencaroni, Francesca Nicodemi (I Quaderni, n. 53).
Il volume presenta i risultati di una ricerca, promossa da Cesvot e condotta dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione, sugli interventi realizzati in Toscana contro la tratta e la prostituzione forzata. Una mappatura di luoghi, enti e servizi che racconta l’azione di associazioni ed enti locali a contrasto della tratta e a sostegno delle vittime che ogni anno in Italia sono almeno 30mila. Il volume contiene, inoltre, testimonianze, dati aggiornati e un’ampia panoramica sulla normativa.

Al volume è allegato il dvd Dalla parte della dignità e dei diritti con filmati e videointerviste ad operatori, esperti e vittime di tratta, di cui potete vedere l’anteprima IL DIARIO DI ANNA sul canale Youtube di Cesvot.

Buona lettura e… buona visione!

.

.

fonte:  http://pluraliweb.cesvot.it/schiavismo-nostrano

__________________________________________________________

 

Permessi di studio anche ai precari: per la Cassazione la cultura è un diritto di tutti

Permessi di studio anche ai precari: per la Cassazione la cultura è un diritto di tutti


fonte immagine

.

di Patrizia Maciocchi

.

I lavoratori a termine hanno diritto ai permessi studio come i colleghi con contratto a tempo indeterminato. Questo anche se il beneficio non è espressamente previsto dal contratto collettivo nazionale, ma è il risultato della contrattazione collettiva decentrata e l’applicazione di quanto disposto dalla normativa comunitaria. La Corte di cassazione respinge il ricorso del ministero della Giustizia (www.guidaaldiritto.ilsole24ore.com) contro la decisione della Corte d’appello di Trento di riammettere un lavoratore a termine nella graduatoria utile a usufruire delle 150 ore di premessi studio retribuiti.

Il ministero: benefit in contrasto con il contratto collettivo
Secondo il ministero la concessione era in contrasto con l’articolo 13 del contratto collettivo del 2001 che sbarra l’accesso al benefit ai lavoratori “precari” a monte della contrattazione integrativa che non poteva intervenire. Un’altra “buona ragione” – secondo il ministero – per negare l’opportunità sarebbe nella mancanza di interesse da parte del datore di lavoro a far elevare culturalmente un dipendente non assunto in via definitiva, si tratterebbe, infatti di una crescita da cui non potrebbe trarre alcun vantaggio.

Per gli ermellini la decisione è discriminatoria
Gli ermellini replicano bollando come discriminatoria, rispetto all’articolo 6 del decreto legislativo 368/2001 e alla direttiva Ce/70/1999, la revoca di un beneficio frutto di accordi sovranazionali applicabili salvo obiettive incompatibilità relative al singolo contratto a termine. La Suprema corte bacchetta poi la pubblica amministrazione per la teoria della cultura «fine a se stessa», ricordando che l’accesso ai permessi studio prescinde dall’interesse del datore di lavoro, sia pubblico sia privato, ma deriva dai diritti fondamentali della persona garantiti dalla Costituzione e dalla Corte dei diritti dell’uomo.

.

Click here to find out more!

.

19 agosto 2011

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-08-19/permessi-studio-anche-precari-173936.shtml?uuid=Aaov6TxD

_________________________________________________________

 

A CHE PUNTO E’ LA NOTTE – Fukushima, 50 città radioattive

Ciao Mondo, è stato bello conoscerti…


fonte immagine

Livelli molto alti nei 20 km e anche oltre

Fukushima, 50 città radioattive

.

Registrati 278 millisievert di radioattività nella citta’ di Okuma, a 3 km a sudovest dell’impianto duramente danneggiato dal sisma/tsunami dell’11 marzo scorso. Il limite annuale d’esposizione per la popolazione e’ di 1 millisievert

Nella zona fantasma nei 20 km dalla centraleNella zona fantasma nei 20 km dalla centrale

.

Tokyo, 19-08-2011

50 città contaminate
A poco piu’ di cinque mesi dalla crisi nucleare di Fukushima, la peggiore dopo Cernobyl, le citta’ incluse nel raggio di 20 km dalla centrale, la cosiddetta no-entry zone, registrano livelli di radioattivita’ molto alti.

Lo ha reso noto il ministero della Scienza giapponese che, fornendo una mappatura aggiornata della contaminazione, ha reso pubblici per la prima volta i valori trovati in 50 aree, tra cui le radiazioni cumulative di 278 millisievert della citta’ di Okuma, a 3 km a sudovest dell’impianto duramente danneggiato dal sisma/tsunami dell’11 marzo scorso.

Per comprendere la gravita’ della concentrazione rilevata, e’ sufficiente ricordare che il limite annuale d’esposizione per la popolazione e’ di 1 millisievert. Il governo di Tokyo, con misure successive, ha invitato i residenti intorno alla centrale, anche oltre i 20 km, a lasciare le rispettive abitazioni nelle zone dove l’esposizione annuale e’ stimata in piu’ di 20 millisievert.

Le nuove proiezioni sui 5 mesi hanno comportato variazioni, con millisievert cumulativi in forte aumento in localita’ anche all’interno della no-entry zone.
I dati aggiornati, secondo il ministero, dovrebbero servire come guida in previsione della possibile cancellazione in futuro del divieto d’ingresso che, al momento, non appare ravvicinato.

L’esecutivo, di recente, ha espresso l’intenzione di valutare l’ipotesi di permettere alle popolazioni evacuate di rientrare a casa in via temporanea anche all’interno dei 3 km dalla centrale. Le radiazioni cumulative, sviluppate sull’arco temporale di un anno, potrebbero raggiungere tra diverse decine e piu’ di 500 millisievert in 50 aree monitorate nella fascia off-limits. Fuori da quest’ultima, nella citta’ di Namie, a 22 km a nordest dell’impianto, sono stati stimati 115 millisievert nei 5 mesi, i piu’ elevati tra postazioni misurate oltre la no-entry zone, equivalenti a 229 millisievert sui 12 mesi.
La nuova mappatura si basa sulle letture relative a 4.283 punti diversi, con particolare attenzione alla prefettura di Fukushima.

Riso non (troppo) contaminato
Bassi livelli di cesio radioattivo sono stati rilevati nel riso coltivato nella prefettura di Ibaraki, a circa 150 km a sudovest della disastrata centrale nucleare di Fukushima.

Lo hanno riferito i funzionari di Ibaraki, secondo cui le verifiche effettuate nella citta’ di Hokota hanno consentito di stabilire la presenza di cesio pari a 52 becquerel/kg, un tetto inferiore ai 500 becquerel fissati dal limite legale. In precedenza, tracce di cesio (inferiori ai 20 becquerel/kg) erano state trovate a Tsukuba e Joso, sempre a Ibaraki.

La prefettura ha spiegato che le quantita’ non costituiscono problemi alla salute, mentre il ministero dell’Agricoltura ha disposto l’aumento dei controlli delle risaie se nella fase che precede la raccolta del riso, alimento alla base della dieta nipponica, i test superano i 200 becquerel.

Carne radioattiva, il divieto parzialmente revocato
Il governo giapponese ha deciso di rimuovere parzialmente il bando al commercio della carne bovina proveniente dalla prefettura di Miyagi. L
o ha reso noto in conferenza stampa il capo di gabinetto, Yukio Edano, correggendo la portata del provvedimento adottato poche settimane fa dopo il ritrovamento di cesio radioattivo nella carne di alcuni bovini.

La nuova misura, secondo quanto spiegato dal ministero della Sanita’, consente la vendita e la commercializzazione solo se gli esami daranno esito negativo.

Tutto rinviato, invece, quanto ai capi di bestiami della prefettura di Fukushima, la stessa dell’omonima e disastrata centrale nucleare, dopo che proprio oggi alcuni funzionari hanno segnalato carne al cesio.

Il governo, in base alle indiscrezioni di stampa della vigilia, puntava a eliminare il divieto nelle due prefetture che contribuiscono con un 6% combinato al fabbisogno nazionale di carne.

.

fonte:  http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=155681

____________________________________________________________________

I TROMBETTIERI DEL RE – Sallusti e Belpietro in video se le danno di santa ragione (si fa per dire…)

Crisi di coppia tra Sallusti e Belpietro in diretta tv

Caricato da in data 18/ago/2011

Match all’ultimo sangue tra i due fedelissimi di Berlusconi: Belpietro, direttore di Libero, e Sallusti, direttore de Il Giornale, si scontrano con veemenza negli studi di “In Onda”, programma di La7 condotto da Luca Telese e Luisella Costamagna.

_____________________________________________________

articolo di Fabrizio d’Esposito

.

Questione di liberalismo o più banalmente di copie? La manovra “socialista” o “comunista” del governo regala un nuovo e inedito capitolo della faida infinita tra “Libero” e “Giornale”, i due quotidiani più letti dai berlusconiani. Il primo, fondato da Vittorio Feltri, è di proprietà della famiglia romana degli Angelucci. Il secondo è controllato da Paolo Berlusconi, il fratello del premier. Ma stavolta Feltri, protagonista di un incredibile andirivieni tra le due redazioni (oggi è al “Giornale”), non c’entra nulla.

A darsele di brutto sul ring della pancia di destra, incazzata per la tassa di solidarietà in nome della rivoluzione liberale, sono i due ex “secondi” del Diretùr. Da un lato Maurizio Belpietro, numero uno di “Libero”. Dall’altro Alessandro Sallusti, direttore responsabile del “Giornale”. Lo scontro è andato in diretta su La 7 mercoledì sera, al programma “In Onda” di Luisella Costamagna e Luca Telese. Ed è stato Sallusti a dare addosso a Belpietro, colpevole di fare titoli e articoli contro la manovra, guidando la fronda del Pdl: “Io trovo un’analogia tra le posizioni espresse da Belpietro e quelle di Bersani e Di Pietro. Anzi Di Pietro mi sembra più moderato di Belpietro”.

Il direttore di “Libero” non ha tirato la gamba indietro e si è buttato nella rissa, rinfacciando a Sallusti che Nicola Porro, vicedirettore del “Giornale” per l’economia, scrive le stesse cose sul blog ma non sul quotidiano, per la serie “Cavaliere non ci sono parole”. Osserva Belpietro col suo ghigno da mastino: “Anche Porro è come Bersani e Di Pietro?”. La lite continua e affronta un’altra questione cruciale. Belpietro: “Qualcuno non vuole raccontare la verità a Berlusconi. Ecco, caro Cavaliere, te la diciamo noi che ti conosciamo da più anni di chi ti parla adesso. Io non voglio assistere al suicidio del centrodestra. Così il premier perde 500mila voti”. Ribatte Sallusti: “Significa che tu consideri dei deficienti gli elettori di centrodestra, una manica di egoisti irresponsabili che non comprendono quando è il momento di fare sacrifici”. Uno spettacolo vero, che aumenta il caos e le lacerazioni nella maggioranza, ormai ridotta a una guerra per bande. Anche giornalistiche.

E quando si tratta di “Libero” e “Giornale” la guerra è soprattutto di copie. Il conflitto va avanti da undici anni, da quando Feltri portò in edicola “Libero” il 18 luglio del 2000. Oggi la differenza reale tra i due giornali cugini che si odiano è di circa 50mila copie: 105mila per Belpietro, 155mila per Sallusti. Entrambi in calo costante, hanno ripreso un po’ di fiato in questa convulsa estate politico-economica ma è il “Giornale” ad avere i nervi più fragili, come dimostra il paragone di Sallusti su Belpietro come Bersani.

Il primo motivo è che l’ultimo ritorno di Feltri da “Libero” non avrebbe portato copie (si sperava almeno in 20-30mila). Il secondo è legato all’attualità: Belpietro cavalca l’onda della destra anti-manovra mentre il “Giornale” non può farlo. Lo dimostra anche la schizofrenia di Sallusti e Feltri su Giulio Tremonti: prima la minaccia di un metodo Boffo, poi la difesa del ministro dell’Economia, infine di nuovo gli avvertimenti: “Non è più tempo di primedonne”. E ieri, per la cronaca, Feltri ha ricordato che l’unico regime italiano a non aver accumulato debito è stato quello di Benito Mussolini. Giusto per non farsi mancare niente.

.

.

da Il Fatto quotidiano del 19 agosto 2011

.

.
_________________________________________________________________________________________________________________________________
.

MARX AVEVA RAGIONE: FORSE IL CAPITALISMO SI STA AUTODISTRUGGENDO / VIDEO: Is Capitalism Doomed?

MARX AVEVA RAGIONE: FORSE IL CAPITALISMO SI STA AUTODISTRUGGENDO

.

.

DI NOURIEL ROUBINI
Global Research
WSJ

Nouriel Roubini: “Karl Marx aveva ragione. Ad un certo punto, il capitalismo può auto-distruggersi.”

Nouriel Roubini insegna economia presso la New York University; è stato uno dei primi a prevedere la crisi del 2008.

Benché non sia un marxista, oggi, in una intervista sul Wall Street Journal, Roubini ammette che Marx avesse ragione sul capitalismo e che vi sia la possibilità che esso si stia auto-distruggendo nella maniera che Marx stesso delineò più di 150 anni fa.

TRASCRIZIONE A CURA DI B. J. MURPHY

Ecco una breve trascrizione della parte più importante di questa interessante intervista. Leggetene ogni parola con attenzione, almeno una volta. B. J. Murphy

Ha disegnato un cupo scenario di crescita inferiore alla media, con un rischio crescente di un’altra recessione nel prossimo futuro. Cosa possono fare il governo e le aziende per rimettere in marcia l’economia? Oppure non resta che aspettare e mandare giù anche questa?

Le aziende non stanno facendo nulla, non sono di aiuto, sono nervose per l’accresciuto rischio. Dichiarano che stanno tagliando la capacità in eccesso poiché non c’è abbastanza domanda, ma questo porta ad uno stallo. Se non si impiega personale, non ci sarà abbastanza reddito, né fiducia da parte dei consumatori, e quindi non abbastanza domanda. Negli ultimi due/tre anni c’è stato un peggioramento a causa del massiccio trasferimento di reddito dal lavoro alla rendita, dai salari al profitto; il differenziale di reddito è cresciuto. La propensione alla spesa delle famiglie è maggiore di quella delle aziende, poiché le aziende hanno maggiore propensione al risparmio delle famiglie, pertanto la re-distribuzione del reddito e della ricchezza rende il problema della scarsa domanda ancora peggiore.

Karl Marx aveva ragione. Ad un certo punto, il capitalismo può auto-distruggersi. Non si può continuare a trasferire reddito dal lavoro al capitale senza causare eccesso di capacità produttiva e calo della domanda aggregata. Questo è ciò che è accaduto. Pensavamo che i mercati funzionassero. No, non stanno funzionando. Il singolo può essere razionale. L’azienda, per sopravvivere e crescere può abbattere sempre più il costo del lavoro, ma i costi del lavoro sono il reddito e quindi il consumo di qualcun altro. È un processo auto-distruttivo.

**********************************************Fonte: Marx Was Right. Capitalism May Be Destroying Itself

15.08.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALESSANDRO PAGANINI

19 agosto 2011

fonte:  http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8819

__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

VIDEO

Roubini Warns of Global Recession Risk 8/11/2011 6:42:02 PM CLICK HERE

Economist Nouriel Roubini says the risk of a global recession is greater than 50 percent, and the next two to three months will reveal the economy’s direction. In an interview with WSJ’s Simon Constable, Roubini also says he’s putting his money in cash. “This is not the time to be in risky assets,” he says.

__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
.

Is Capitalism Doomed?

Caricato da in data 18/ago/2011

Gerry Epstein comments on Nouriel Roubini’s blog that “Marx was right”

ROMA – Emergenza tbc, inchiesta della Procura E la Regione potenzia linee telefoniche (qui i numeri)

I numeri da chiamare per le famiglie con bimbi nati al Gemelli tra marzo e luglio 2011: 06-68352830, 06-68352820, 366-6620408 e 366-6620407

Emergenza tbc, inchiesta della Procura
E la Regione potenzia linee telefoniche

Aperto fascicolo su caso dell’infermiera malata di tubercolosi al Gemelli di Roma. La protesta di alcuni genitori: scoperto il contagio, nessuno ci ha avvertito

.

Una nursery (Ansa)
Una nursery (Ansa)

ROMA – La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla vicendadell’infermiera del Policlinico Gemelli affetta da tubercolosi. In base a quanto si apprende il procedimento, al momento composto da alcuni articoli di stampa, non c’è ancora una ipotesi di reato, ma il procuratore aggiunto Leonardo Frisani potrebbe nei prossimi giorni rubricarlo come lesioni personali colpose. Al momento a piazzale Clodio non sono giunte denunce, ma non si esclude che il magistrato nelle prossime ore potrebbe disporre alcuni atti urgenti per avere «un quadro più chiaro della situazione».

Renata Polverini (foto Eidon)
Renata Polverini (foto Eidon)

POLVERINI: «TUTTI NEGATIVI PRIMI TEST»– «Sono tutti negativi i test effettuati sui primi 23 bambini sottoposti giovedì ai controlli al Policlinico Gemelli» dice il presidente della Regione Lazio e commissario ad acta per la Sanità, Renata Polverini. «I risultati dei primi test sono stati comunicati dal Policlinico Gemelli alla Regione Lazio e all’Unità di coordinamento – aggiunge la Polverini – che sta continuando a contattare le famiglie dei bimbi nati al Gemelli tra marzo e luglio, per effettuare le visite di controllo. Ribadiamo che tutte le famiglie dei nati nel periodo già indicato saranno chiamate per i controlli. Stanno proseguendo, intanto, i test sui bambini già contattati».

LE PROTESTE – Lo sforzo della Regione arriva proprio mentre molti genitori dei piccoli nati nel periodo sotto esame protestano per non essere stati avvertiti dall’ospedale. «Nessuno ci ha chiamato», racconta a Corriere.it un neopapà di un bimbo nato il 6 maggio scorso. E come lui altri genitori. «Non sono stata affatto contattata, possibile che nessuno ci abbia ancora tranquillizzati? – si arrabbia una neomamma, di una piccola nata in maggio. «Anche io confermo che nessuno dal Gemelli ci ha telefonato, una vergogna», protesta la madre di un bimbo nato sempre al Gemelli in aprile. Intanto, migliorano le condizioni della piccola di 5 mesi risultata positiva al test della tubercolosi e in cura al Bambin Gesù. La Regione risponde e fa sapere che tutti i genitori verranno chiamati al più presto.

L'ingresso del Policlinico Gemelli a Roma (Ansa)
L’ingresso del Policlinico Gemelli a Roma (Ansa)

LINEE POTENZIATE – Intanto «L’assessorato alla Salute della Regione Lazio ha potenziato le linee telefoniche per agevolare le richieste di informazioni da parte delle famiglie dei bambini nati al Policlinico Gemelli, nell’ambito delle attività di controllo e sorveglianza in corso sui nati dal 1° marzo 2011 al 25 luglio 2011». Così una nota della Regione Lazio per affrontare l’allarme tubercolosipartito dopo la scoperta di un’infermiera del reparto neonatologia del Policlinico Gemelli malata di tubercolosi.

I NUMERI DA CHIAMARE – E sono partiti i controlli su oltre mille bambini nati al Gemelli tra il marzo e il luglio 2011. I test sono effettuati al Gemelli ma anche allo Spallanzani e al Bambin Gesù. «Sono attive – prosegue la nota – dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 13 le seguenti linee telefoniche dove è possibile ricevere informazioni o prenotare visite: 06-68352830, 06-68352820, 366-6620408 e 366-6620407. I numeri sono reperibili anche sul portale della Regione Lazio, e sul portale della Asl Roma E».

.

.

Redazione online
19 agosto 2011 20:31

fonte:  http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_agosto_19/allarme-tbc-potenziate-linne-telefoniche-regione-1901321431657.shtml

_______________________________________________________________

Europa ancora in rosso, Milano maglia nera. Wall Street peggiora

Europa ancora in rosso, Milano maglia nera. Wall Street peggiora

.

all’interno articolo di Stefano Carrer – Analisi di Riccardo Sorrentino

.

.

Dietrofront delle Borse europee negli ultimi minuti di negoziazione complice il ritorno in rosso di Wall Street (che ha ampliato le perdite spingendosi a -1,2%). L’andamento dei listini a New York, tuttavia, ha contribuito nelle prime fasi di scambio a evitare un nuovo tracollo. Alla fine però, nel vecchio continente, solito quadro desolante delle ultime sedute. L’indice Stxe 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli, ha ceduto l’1,57%, equivalente a 94 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati in una sola seduta. La Borsa di Milano manda in fumo da sola 7,3 miliardi.

Piazza Affari, all’indomani del peggior tonfo degli ultimi due anni, dopo aver accarezzato l’idea di un finale con perdite contenute, cede il 2,46% nel Ftse Mib e il 2,12% nel Ftse All Share. Il listino milanese è ancora una volta il peggiore in Europa: Francoforte infatti perde l’2,2% (nell’ultima settimana anche il listino tedesco ha pagato pegno, perdendo l’8,63%, dall’inizio dell’anno il 23,5%), Parigi l’1,92%. Londra l’1,01%. Le inquietudini sull’andamento dell’economia mondiale e le preoccupazioni legate alla tenuta delle banche europee continuano quindi a deprimere i listini continentali.

Greggio ancora giù, dollaro debole su tutta linea
Barile di greggio in calo a 82,2 dollari dopo una iniziale fase rimbalzista sopra 83 dollari. Sul valutario dollaro debole su tutta la linea in chiusura di seduta di scambi dopo che anche da Jp Morgan, e ieri da Morgan Stanley e Goldman Sachs, sono arrivate revisioni al ribasso delle stime di crescita degli Stati Uniti nei prossimi mesi. Il dollaro ha toccato così un nuovo minimo storico rispetto allo yen scendendo a toccare quota 75,93 salvo poi recuperare nel finale a 76,28. Rispetto all’euro invece il rapporto di parità si è assestato a 1,4397 contro 1,4315. Per quanto riguarda il dollaro da segnalare la parità con il franco svizzero a 0,7805 mentre una sterlina vale 1,6549 dollari. L’euro per contro ha terminato a 1,1318 franchi svizzeri (1,1314) e 109,78 yen (109,55) mentre la parità con la sterlina è fissata a 0,8690 da (0,8685 ieri).

Dudley (Fed) ottimista sull’economia Usa
Intanto il presidente della Fed di New York William Dudley professa ottimismo sulla crescita dell’economia americana. Intervenendo alla Camera di commercio di Meadowlands, Dudley ha attribuito il rallentamento del primo semestre a fattori temporanei come i «prezzi alti di cibo ed energia che hanno colpito i redditi delle famiglie e il terremoto in Giappone». Tutto questo ora è alle spalle e dovrebbe permettere un miglioramento nell’ultima parte dell’anno secondo il numero uno della Fed di New York. Per quel che riguarda la politica della Federal Reserve, Dudley ha sottolineato come l’ultima riunione del Fomc, oltre ad annunciare tassi bassi fino alla metà del 2013, ha anche «discusso un ventaglio di strumenti per promuovere una ripresa economica più forte in un contesto di stabilità dei prezzi». Il presidente della Fed di New York non è entrato nei particolari, ma ha affermato che «ulteriori dettagli sulla discussione saranno disponibili quando verranno pubblicate le minute della Fed, più avanti nel corso del mese».

.

.

19 agosto 2011

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-08-19/apertura-ribasso-leuropa-090230.shtml

________________________________________________________________

Siria, nuovi spari contro gli oppositori

19/08/2011 – ANCORA TENSIONE

Siria, nuovi spari contro gli oppositori

.

Sangue sul venerdì di preghiera, colpiti i manifestanti anti-regime. Duri scontri anche a Damasco: «Numero imprecisato di vittime». Mosca sfida gli Usa: contrari alle dimissioni del presidente Assad

Il presidente siriano Bashar al-Assad

MULTIMEDIA


VIDEO
Siria, video choc:
Soldati picchiano
i passeggeri del bus

.

Ad appena un giorno dalle dichiarazioni di Assad di aver terminato le operazioni militari, le forze di sicurezza siriane hanno aperto il fuoco a Enkhel, località nella regione meridionale di Daraa, contro manifestanti anti-regime, causando un numero imprecisato di vittime. Lo riferiscono i Comitati di coordinamento locali citati dalla tv panaraba al Jazira. Secondo altre fonti di attivisti che trasmettono su Twitter, quattro civili sono stati uccisi dagli spari di arma da fuoco.

Sono in corso in tutto il Paese numerose manifestazioni: corte a a Latakia (nord-ovest), Qamishli (nord-est), Idlib (nord-ovest). Le forze di sicurezza siriane hanno aperto il fuoco anche a Dayr az Zor, nell’est del Paese, contro manifestanti anti-regime tornati in piazza nonostante l’assedio della città sull’Eufrate da parte dell’esercito. La polizia ha aperto il fuoco contro i manifestanti anche a Damasco, nei quartieri di al Qadam e di Zahra. Altre fonti citate dalla tv panaraba al Arabiya affermano che una massiccia manifestazione a Qabun, altro quartiere di Damasco, è stata dispersa e che centinaia di civili sono stati arrestati.

La Russia sfida Obama
Questa mattina, intanto, la Russia ha dichiarato di non essere d’accordo con il presidente degli Stati uniti Barack Obama, che ieri ha intimato al presidente siriano Bashar al Assad di dimettersi. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Interfax, il ministero degli Esteri di Mosca ha affermato che al leader di Damasco va dato tempo. «Noi non sosteniamo tali richieste e pensiamo che al presidente al Assad vada dato tempo per realizzare tutti i processi di riforma che ha detto di voler fare», ha sostenuto il ministero.

«Molto è stato già fatto in questo settore, compresa l’adozione di leggi appropriate, l’annunciata amnistia per i prigionieri politici e l’organizzazione di elezioni politiche prima della fine dell’anno», ha continuato la fonte del ministero. «Ma quel che conta di più – ha precisato – è la dichiarazione di Assad di ieri che le operazioni militari sono concluse. Si tratta di un importantissimo passo avanti, che manifesta l’intenzione di Assad e delle autorità siriane di continuare le riforme. Noi con tutto il cuore sosteniamo e incoraggiamo il popolo siriano in questo lavoro». Al governo di Damasco, per la fonte del mnistero, «va dato tempo per essere in grado di mettere tutte le misure in atto». L’auspicio espresso è quello che si apra un «dialogo tra il governo e l’opposizione».

Spagna con il fronte pro-sanzioni
Intanto anche la Spagna si è associata alla richiesta di diversi Paesi Ue per ottenere una risoluzione «più dura» nei confronti del governo siriano, denunciando «una repressione violenta» contro la rivolta nel Paese. «La Spagna si associa a queste richieste e speriamo che la presentazione di una nuova risoluzione al Consiglio di sicurezza possa trovare un consenso internazionale più fermo, forte e soprattutto più ampio nel condannare il regime siriano», ha dichiarato il ministro degli Esteri, Trinidad Jimenez,. Ieri Gran Bretagna, Francia, Germania e Portogallo avevano annunciato che avrebbero cercato di ottenere una risoluzione dell’Onu per imporre sanzioni alla Siria.

Nasce la coalizione rivoluzionaria
Intanto nel 24° venerdì consecutivo dall’inizio delle proteste, gli attivisti e i dissidenti in patria e all’estero hanno annunciato la creazione di una coalizione battezzata “Comitato generale della Rivoluzione siriana” (Srgc) con l’obbiettivo di ottenere la caduta del regime del presidente Assad e l’istituzione di uno Stato democratico. L’Srgc, che in un comunicato ha auspicato «uno Stato di diritto che garantisca la libertà e l’uguaglianza di tutti i cittadini e il rispetto dei diritti umani», nasce dalla fusione di 44 gruppi e comitati che da cinque mesi sostengono le proteste antigovernative in Siria.

.

fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/416243/

_____________________________________________________________

 

Fukushima, nuovo terremoto di magnitudo 6.8

Nessun danno alla centrale

Fukushima, nuovo terremoto

.

.

Tokyo – Un forte terremoto, che una prima misurazione indica di magnitudo 6.8, ha scosso il nordest del Giappone al largo di Fukushima, ma senza provocare danni di rilievo, mentre è rientrato l’allarme tsunami lanciato in un primo tempo per la costa fra Miyagi e la stessa Fukushima.

Nella zona, alcune autostrade sono state chiuse ed è stato sospeso il servizio dei treni ad alta velocità. L’allerta tsunami, che riguardava le zone costiere già devastate dal grave terremoto e dallo tsunami dello scorso 11 di marzo, è rientrato dopo 35 minuti. La Tepco ha comunicato di non avere registrato anomalie nel monitoraggio delle radiazioni all’impianto nucleare colpito dal sisma di marzo, mentre proseguono le operazioni di raffreddamento dei reattori fuori uso. Nessuna anomalia neppure nella centrale nucleare di Onagawa, chiusa dopo il disastro di marzo.

.

.

L’epicentro del sisma è stato localizzato al largo della costa di Fukushima, a 20 chilometri di profondità, secondo l’Agenzia Meteorologica giapponese. L’11 marzo scorso, quella stessa costa venne colpita da un terremoto di magnitudo 9.0, il più forte mai registrato in Giappone, e un imponente tsunami provò una grave crisi nucleare. Il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo hanno provocato 20.400 tra morti e dispersi.

.

.

19 agosto 2011

fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/08/19/AOdi50v-fukushima_nuovo_terremoto.shtml

_________________________________________________________