Archivio | agosto 25, 2011

Da Cremona a Genova in carrozzella: la storia del ragazzo che sognava il mare

Da Cremona a Genova in carrozzella: la storia del ragazzo che sognava il mare

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https://i2.wp.com/www.ilsecoloxix.it/r/IlSecoloXIXWEB/genova/foto_trattate/2011/08/24/marco--158x237.jpg

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di Alberto Maria Vedova

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Genova- «In questo momento provo tanta felicità ma anche tanta tristezza». Ha gli occhi che tradiscono delle lacrime, Mariarosa Ardigò, l’educatrice per disabili che oggi ha accompagnato Marco fino a Genova per realizzare un sogno.

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Un sogno semplice ed innocente: vedere il mare e nuotare tra le onde. Ventitrè anni, costretto su una carrozzina e con un sorriso dolce e aperto alla vita, da Cremona a Genova, Marco non ha mai smesso di sorridere. «Sono felice, l’acqua è salata», ha commentato, dopo il suo primo bagno nelle acque davanti al lungomare levante di Genova. Poche parole che hanno fatto commuovere tutta la spiaggia, accorsa ad applaudirlo.

A spingerlo fino al bagnasciuga su una speciale carrozzina costruita dal “Club Donatori del Tempo Libero” di Cremona, Claudio Ardigò, Roberto Capelli e Massimo Mussi, tre podisti volontari che hanno percorso 180 km sotto un sole incandescente. «Lo facciamo con piacere, quello che ci dà la forza è la sua felicità», sono state le loro parole.

Con il gruppo, partito dalla città del Torrazzo, anche un medico e un infermiere. «Marco ha vinto la sua scommessa, vedere la gioia nei suoi occhi mentre nuota lascia senza parole», ha detto Gianni Bazzurro, concessionario della spiaggia.

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24 agosto 2011

fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/08/24/AOkJznx-video_realizzato_marco.shtml

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Gabanelli-Jovine: Quei super dirigenti statali pagati con un doppio stipendio

L’INCHIESTA – LA SPESA PUBBLICA

Quei super dirigenti statali pagati con un doppio stipendio

Lo scandalo dei «fuori ruolo». Solo i magistrati sono trecento

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Il governatore Formigoni dice che i cittadini chiedono un segnale: vendere le Poste, la Rai, il patrimonio immobiliare. L’esperienza ha purtroppo insegnato che finora vendere significa svendere, o meglio, profitti privati e perdite pubbliche. Il ministro è sempre lo stesso, quello della cartolarizzazione più grande del mondo, ovvero la vendita degli immobili degli enti previdenziali, attraverso società di diritto lussemburghese, Scip 1, 2 e 3. Un fallimento pagato da noi e che qualcuno ha definito «romanzo criminale». Forse il cittadino avrebbe maggiore fiducia se a vendere fosse una nuova generazione politica. Certo è che il primo segnale che il cittadino, quello che deve continuare a tirarsi il collo, oggi chiede, è di farla finita almeno con privilegi che gridano vendetta e che si continua ad escludere dalla cura dimagrante.

Era l’inizio di dicembre 2010, era appena stata varata una manovra di correzione dei conti pubblici con i soliti tagli lineari, quando invitammo, senza essere degnati di cortese risposta, la presidenza del Consiglio e il ministro Tremonti a provvedere all’eliminazione di una norma che non ci risulta applicata in nessun altro paese civile: l’incasso di uno stipendio per un mestiere che non fai ( www.report.rai.it ). Quando un dipendente pubblico viene chiamato a svolgere un incarico presso un ministero, una commissione parlamentare, un’authority o un organismo internazionale, va in «fuori ruolo». Trattandosi di incarico temporaneo, conserva ovviamente il posto, l’anomalia è che conserva anche lo stipendio, a cui si aggiunge l’indennità per il nuovo incarico. In sostanza due stipendi per un periodo di tempo spesso illimitato. Nel 1994 il Csm lanciava l’allarme, segnalando «il numero crescente dei magistrati collocati fuori ruolo, la durata inaccettabile di alcune situazioni, alcune superano il ventennio, quando non il trentennio… la reiterazione degli incarichi… con la creazione di vere e proprie carriere parallele».

Domanda: è ammissibile che un soggetto che non lavora per un’amministrazione, ma lavora per un’altra, venga pagato anche dall’amministrazione per la quale non lavora? Sono bravi dirigenti dello Stato, sicuramente i migliori, visto che sono sempre gli stessi a passare cronicamente da un fuori ruolo ad un altro, lasciando sguarnito il posto d’origine perché non possono essere sostituiti, e i loro colleghi che restano in servizio si devono far carico anche del loro lavoro. E poi c’è il danno, il magistrato fuori ruolo percepisce anche l’indennità di malattia, mentre quelli in servizio la perdono. Per arrivare alla beffa, e cioè possono essere promossi, ovvero avanzare di carriera mentre sono fuori ruolo. Ad esempio Antonio Catricalà è fuori ruolo dal Consiglio di Stato da sempre, è stato capo gabinetto di vari ministri di schieramenti opposti, poi all’Agcom, fino al 2005 segretario della presidenza del Consiglio con Berlusconi, quindi nominato presidente dell’Antitrust. Non ricopre la carica in Consiglio di Stato, ma ciononostante nel 2006 da consigliere diventa presidente di sezione, e senza ricoprire quel ruolo incassa uno stipendio di 9.000 euro netti al mese che si aggiungono ai 528.492,67 annui dell’Antitrust.

A fare carriera senza ricoprire la carica è anche Salvatore Sechi, distaccato alla presidenza del Consiglio con un’indennità di 232.413,18, e Franco Frattini, nominato presidente di sezione del Consiglio di Stato il 7 ottobre del 2009 mentre è ministro della Repubblica (che però risulta in aspettativa per mandato parlamentare). Consigliere di Stato è anche Donato Marra: percepisce 189.926,38, più un’indennità di funzione di 352.513,23 perché è alla presidenza della Repubblica. Il dottor Paolo Maria Napolitano oltre allo stipendio di consigliere di Stato in fuori ruolo, prende 440.410,49 come giudice della Corte costituzionale. Anche Lamberto Cardia, magistrato della Corte dei conti fuori ruolo, è stato 13 anni alla Consob, ma il 16 ottobre del 2002 è stato nominato presidente di sezione, «durante il periodo in cui è stato collocato fuori ruolo», specifica l’ufficio stampa della Corte dei conti, «ha percepito il trattamento economico di magistrato, avendo l’emolumento di 430.000 euro corrisposto dalla Consob, natura di indennità».

Tra Consiglio di Stato, Tar, Corte dei conti, Avvocatura dello Stato e magistratura ordinaria, sono fuori ruolo circa 300 magistrati che mantengono il loro trattamento economico percependo un’indennità di funzione che a volte supera lo stipendio. Il commissario dell’Agcom Nicola D’Angelo ha sentito la necessità di rinunciare all’assegno e mettersi in aspettativa. Dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni riceve un’indennità di 440.410,49 annui, dall’agosto del 2010, dopo la manovra che tagliava gli insegnanti di sostegno nelle scuole per i disabili e gli stipendi dei dirigenti pubblici del 10%, ha rinunciato ai 7.000 euro al mese che prendeva da consigliere del Tar fuori ruolo. Una scelta personale, visto che non ci ha pensato Tremonti. D’Angelo dice di essere l’unico a porsi un problema etico, in effetti gli altri, ad esempio Alessandro Botto, consigliere di Stato fuori ruolo e componente dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, con doppio stipendio, ha dichiarato di non sapere che si potesse rinunciare al doppio assegno. La giustificazione è che lo stipendio da magistrato serve ad integrare quello per la carica da dirigente perché non abbastanza remunerata.

È proprio vero che all’ingordigia non c’è fine: il presidente della Consob spagnola prende 162.000 euro l’anno, quello delle telecomunicazioni 146.000, non un euro in più, e nessun magistrato prestato ad altre funzioni mantiene il posto e tantomeno lo stipendio. Le nostre associazioni dei magistrati hanno chiesto più volte di limitare l’uso dei magistrati fuori ruolo ai casi strettamente necessari, perché si può creare una pericolosa commistione tra ordine giudiziario e potere politico, oltre a quello di sottrarre centinaia di magistrati al lavoro di giudici per svolgere il quale sono stati selezionati e vengono pagati. Ma sicuramente alla politica che sceglie, dai capi gabinetto ai membri delle Authority, fa sempre comodo «valorizzare» i magistrati, sia penali che amministrativi, perché in atti dove si deve forzare un po’ la mano, possono dare utili consigli. Allora, visto che in questi giorni ai cittadini verranno imposte lacrime e sangue, cominciamo ad eliminare elargizioni e benefici il cui accumulo rende impossibile perfino la quantificazione. Non sono questi i numeri che porteranno al pareggio di bilancio, ma certamente hanno contribuito a far sballare i conti e alla formazione di una cultura arraffona e irresponsabile. Una classe politica che non sa essere «giusta» incattivisce i suoi cittadini, e alla fine verrà condannata dalla storia.

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Milena Gabanelli e Bernardo Iovene
25 agosto 2011 10:51

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_25/super-dirigenti-statali-pagati-doppio-stipendio-gabbanelli-iovene_13e80f94-cedc-11e0-9639-95c553466c70.shtml

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Libia, liberati i giornalisti italiani. Quirico: “Pensavo di essere morto. Siamo stati salvati da due ragazzi”

25/08/2011 – FINITO L’INCUBO DEGLI INVIATI PRIGIONIERI

Libia, liberati i giornalisti italiani
Quirico: “Pensavo di essere morto
Siamo stati salvati da due ragazzi”

Blitz nell’abitazione di Tripoli. La telefonata del nostro inviato: «Sono vivo, vegeto e libero»

Domenico Quirico, giornalista de «La Stampa», ex corrispondente da Parigi. In questa foto è a Lampedusa lo scorso marzo, dopo il naufragio del barcone dei profughi su cui viaggiava anche lui

MULTIMEDIA


AUDIO
Mario Calabresi:
“Quirico ci ha
dato la notizia”

TORINO
«Sono vivo, vegeto e libero»: sono queste le prime parole di Domenico Quirico, che si è messo in contatto con la redazione de La Stampa da Tripoli. «Adesso sto bene, fino a un’ora fa pensavo di essere morto». «Sono vivo e sto bene. Ci hanno salvato due libici, due ragazzi a cui dobbiamo tutto. Due giovani coraggiosi che hanno messo in pericolo la loro vita e che in teoria non stavano dalla parte giusta».

Il nostro inviato ha raccontato la liberazione con una telefonata molto disturbata alla redazione della Stampa, effettuata dall’hotel Corinthia di Tripoli. Insieme a Quirico sono stati liberati Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina del Corriere della Sera, e Claudio Monici dell’Avvenire. Domenico Quirico ha poi chiamato a casa e rassicurato la famiglia.

La Farnesina ha confermato la liberazione. I quattro giornalisti sono stati liberati dopo un’irruzione in una casa privata a Tripoli in cui erano tenuti prigionieri da due giovani che li hanno liberati. Non è ancora chiara la dinamica, anche se le fasi della liberazione sarebbero state concitate. Il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli ha parlato con l’inviata Elisabetta Rosaspina che ha rassicurato che tutti stanno bene. «Abbiamo rischiato di essere linciati», sono state le prime parole che l’inviato di Avvenire, Claudio Monici, ha detto al suo giornale in una telefonata subito dopo la liberazione. «È un miracolo se siamo vivi. Una persona ha capito la situazione e ci ha strappati dalle mani degli assalitori», ha raccontato Monici.

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fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/416909/

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AMBIENTE – Censimento della vita sulla terra: Otto specie su dieci ancora da scoprire

Scientists Find Previously Unknown Sea Creatures

Caricato da in data 17/dic/2008

Giant sea spiders, ancient species of bacteria and new starfish living in communities are just some of hundreds of sea creatures that have been discovered by scientists conducting decade-long census of sea life.
Researchers in more than 80 nations are participating in the effort which is funded by governments, foundations and corporations.
Scientists presented some of their findings at recent conference as the project nears its completion. VOA’s Paul Sisco has more on some of what has been found during the Census of Marine Life.

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LA RICERCA

Censimento della vita sulla terra
otto specie su dieci da scoprire

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Intorno all’uomo vivono 8,7 milioni di tipi di esseri viventi. Ma l’86% di piante e insetti e il 91 di alghe e pesci sono da catalogare. Lo studio si basa sulle proporzioni numeriche che ci sono tra le categorie più vaste

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dal  corrispondente di Repubblica FEDERICO RAMPINI

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Censimento della vita sulla terra otto specie su dieci da scoprire

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NEW YORK – Non sapevamo quasi nulla sul nostro “vicinato”, nel mondo in cui viviamo. Quante specie animali, vegetali, alghe e micro-organismi coabitano con noi sulla terra? Fino a ieri gli scienziati brancolavano nel buio, con stime oscillanti dai tre ai cento milioni di specie (ogni specie a sua volta può includere molte razze diverse). Solo ora arriva una risposta scientifica al mistero che da secoli tiene in scacco gli studiosi. Sono 8,7 milioni, le specie viventi: tra animali terrestri e marini, funghi e muffe, piante, organismi monocellulari, alghe. È il risultato a cui sono giunti cinque scienziati della Dalhousie University di Halifax, in Canada. La loro ricerca, pubblicata sull’autorevole rivista accademica PLoS Biology, è anche un implacabile atto di accusa contro la nostra ignoranza. L’86 per cento di tutte le specie viventi terrestri, il 91 per cento di quelle acquatiche, ci sono ancora sconosciute: attendono di essere scoperte, descritte e catalogate.

Gli stessi scienziati della Dalhousie University, di fronte a una sfida così immane ammettono di avere usato una “scorciatoia”. Per arrivare al loro risultato non hanno potuto attendere che milioni di specie venissero effettivamente scoperte e catalogate, una alla volta. Hanno fatto ricorso invece a un metodo matematico. Partendo dalle proporzioni numeriche che ci sono tra le categorie più vaste – come i mammiferi – e le specie contenute al loro interno, hanno “estrapolato” il risultato finale. Da 1,2 milioni di specie effettivamente note, sono arrivati al totale di 8,7. Il loro metodo riscuote consensi da tutta la comunità accademica. Sul Washington Post una collega tedesca, la scienziata Angelika Brandt del museo zoologico di Amburgo, dichiara che la conclusione della équipe canadese è “molto significativa”, e “coincide perfettamente con le scoperte empiriche fatte esplorando le profondità sottomarine, negli oceani dell’emisfero Sud”. Il calcolo degli 8,7 milioni non soddisfa solo una curiosità intellettuale.

Conoscere il numero delle specie è un tassello essenziale nella strategia per preservarle, in una fase in cui la loro estinzione sta accelerando. Uno degli autori della ricerca canadese, Boris Worm, paragona il pianeta a una macchina con 8,7 milioni di componenti. “Se pensiamo alla terra come a un sistema di supporto per la vita della nostra stessa specie – dice Worm al Washington Post – è essenziale verificare quanto è complesso quel sistema salva-vita. Noi interferiamo con quella macchina, buttando via dei componenti ogni giorno”. Robert May, scienziato di Oxford, sulla stessa rivista PLoS Biology spiega che il conteggio esatto delle specie non è una curiosità o una sorta di “hobby per collezionisti”. La conoscenza delle specie ha avuto un ruolo fondamentale in agricoltura, come base per l’ibridazione e la creazione di specie più resistenti (per esempio un riso con raccolti superiori del 30%). “Conoscere il numero delle specie viventi – scrive May – è importante per preservare la ricchezza biologica che abbiamo ereditato”. Lo scienziato inglese osserva che “è una prova clamorosa del nostro narcisismo, il fatto che conosciamo il numero esatto dei libri (22.194.656) custoditi nella U. S. Library of Congress al primo febbraio di quest’anno, e finora non sapevamo con quante specie animali e vegetali coabitiamo sullo stesso pianeta”.

La colpa, almeno in parte, è delle “mode” e priorità che pilotano la ricerca scientifica. Da molti anni è la ricerca genetica ad avere dirottato su di sé la massima quota dei finanziamenti, e di conseguenza anche il maggior numero di talenti. Gli scienziati specializzati nella tassonomia, che è appunto la classificazione degli organismi biologici, sono andati diminuendo perfino nelle più ricche istituzioni federali degli Stati Uniti come lo Smithsonian. La scoperta che siamo in compagnia di 8,7 milioni di specie è un progresso significativo e tuttavia ancora parziale. Da questo calcolo restano esclusi sia i batteri, sia gli insetti. E in un solo ettaro di foresta amazzonica ci sono ben centomila specie diverse di insetti. Visto che gli insetti rappresentano l’85 per cento delle forme di vita sulla terra, il lavoro d’indagine sul nostro vicinato è appena agli inizi.

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25 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/ambiente/2011/08/25/news/nuova_arca-20839855/?rss

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LIBIA – Giornalisti rapiti: due chiamano casa

“Stiamo bene”

Giornalisti rapiti: due chiamano casa

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Sono riusciti a chiamare casa due dei quattro reporter italiani rapiti in Libia dai lealisti di Gheddafi. “Stiamo bene”, avevano assicurato ieri. I ribelli mettono una taglia da 1,6 milioni sul ras, vivo o morto

I 4 giornalisi sequestratiI 4 giornalisi sequestrati

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Milano, 25-08-2011

Due dei quattro reporter italiani rapiti in Libia dai lealisti di Gheddafi hanno chiamato casa: lo scrive il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli in un suo tweet. Si tratta di Claudio Monici di Avvenire e Domenico Quirico de La Stampa. “Quirico e Monici hanno chiamato casa. Segno positivo, si rafforza la speranza di una liberazione. La notte è lunga, aspettiamo fiduciosi”. Ma fino a questo momento nessun segnale dai sequestratori.

I quattro giornalisti italiani rapiti ieri mattina a Zawiya, lungo la costa libica a 50 km da Tripoli, si trovano ostaggio delle forze lealiste di Muammar Gheddafi in un appartamento nella capitale, tra il bunker di Gheddafi di Bab al Aziziya e l’hotel Rixos, dove si trovavano fino  i giornalisti stranieri. I reporter sequestrati sono Claudio Monici di Avvenire, Domenico Quirico della Stampa, e due inviati del Corriere della Sera, Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina.

I rapitori hanno consentito a Monici di telefonare alla redazione del suo quotidiano per raccontare il fatto e per rassicurare che “stanno tutti bene” anche se il loro autista e’ stato ucciso. Monici ha aggiunto che mentre erano in macchina alla volta di Tripoli sono stati fermati da un gruppo di civili,probabilmente dei semplici banditi che li hanno malmenati e rapinati di tutto: computer, soldi e telefoni satellitari.

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fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=155828

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