Archivio | agosto 30, 2011

Rai, nuovo divorzio in vista: Dandini ad un passo da La7

Rai, nuovo divorzio in vista
Dandini ad un passo da La7

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Dopo Michele Santoro e Paolo Ruffini, anche la conduttrice di Parla con me starebbe per approdare alla tv in chiaro di Telecom. Entro martedì prossimo la decisione, alla vigilia del cda di Viale Mazzini. Rimane Floris con Ballarò e sembrano superati gli ostacoli per il rinnovo di Report

Rai, nuovo divorzio in vista Dandini ad un passo da La7 Serena Dandini

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ROMA – Serena Dandini è a un passo dall’uscita dalla Rai per approdare a La7. Il nuovo, possibile nuovo divorzio da Viale Mazzini andrebbe ad aggiungersi ad altri addii eccellenti: quello di Michele Santoro, 1 che l’11 settembre parlerà del suo nuovo progetto multipiattaforma, e di Paolo Ruffini 2, passato da Raitre alla direzione della tv in chiaro di Telecom. 

Le trattative fra Dandini e La7 sarebbero infatti alla stretta finale, con la scadenza, per la decisione finale, di martedì prossimo, alla vigilia della prima riunione del Cda di Viale Mazzini di mercoledì 7 nella quale la dg Lorenza Lei si era impegnata a dire l’ultima parola sul contratto con la Fandango, rimasto in sospeso prima della pausa estiva. Ma i giochi potrebbero essere conclusi già questa settimana. Per convincere Dandini e la squadra di Parla con me si è speso in prima persona con grande impegno il neodirettore Ruffini: a La7 la conduttrice si occuperebbe di un nuovo programma, essendo Parla con me di proprietà Rai.

A parole, la Lei ad agosto aveva assicurato al Cda un via libera di massima della direzione generale alla ripresa di Parla con me dal prossimo 28 settembre: la trasmissione della Dandini era prevista nei palinsesti autunnali. Ma il continuo sollevarsi di obiezioni tecniche alla firma del contratto con la Fandango sono da sempre state accolte con molta preoccupazione da Dandini e dal suo staff, sempre più convinti di una determinazione della direzione generale a ostacolare il più possibile la realizzazione dei programmi indicati come ‘sgraditi’ al premier Berlusconi.

In Rai non sarà ripetuto neppure Vieni via con me, la trasmissione record di ascolti della scorsa stagione, di Fabio Fazio e Roberto Saviano. I due lavoreranno ad un nuovo programma insieme, questa volta su La7, da luglio ad ottobre 2012, come da deroga al contratto del conduttore con la Rai. Come lui, in Rai sono rimasti Giovanni Floris con Ballarò (che riprende martedì 13 settembre alle 21 su Raitre) e Milena Gabanelli 3 con il suo Report: risolto l’ostacolo che ha tenuto in forse la continuazione del programma, ovvero la copertura legale offerta dalla Rai. La trasmissione riparte il 23 ottobre.

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30 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/08/30/news/dandini_la_sette-21045552/?rss

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GLI ‘INDIGNADOS’ DI PARMA – Settecento persone in piazza fanno il funerale alla Giunta

Settecento persone in piazza
fanno il funerale alla Giunta

Funeral party degli indignati

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In occasione del Consiglio comunale in cui si discute la manovra di bilancio, gli “indignados” parmigiani hanno inscenato una nuova protesta e sono arrivati sotto il municipio con il velo nero, i lumini e una bara di legno. L’ex sindaco Elvio Ubaldi: “Pentito di aver appoggiato questo sindaco”. Voci insistenti sostengono che domani si dimetterano i quattro assessori civici

IL “CORTEO FUNEBRE” / LA PROTESTA  DIRETTA DAL CONSIGLIO di F. NANI
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di B.PINTUS, M.SEVERO, A.TRENTADUE
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Settecento persone in piazza fanno il funerale alla Giunta

E finalmente il 30 agosto arrivò. Gli “indignados” lo attendevano da un mese. Hanno finito le ferie, sono sopravvissuti al caldo torrido e oggi sono tornati in piazza a manifestare contro la Giunta, come a giugno e a luglio. Stesso posto, diverso assetto di guerra: se le altre cinque volte sotto i portici del Grano avevano brandito fischietti e battuto mestoli sulle pentole, oggi i contestatari di Parma sono arrivati listati a lutto, per fare il funerale all’Amministazione. Ecco la cronaca di un’altra giornata di straordinaria protesta.

20.01 – Gli indignados arrivano alla sede degli industriali e si fermano di fronte alla polizia schierata davanti all’ingresso.Gridano ” i nostri soldi sono qua dentro”. Fanno foto ricordo davanti al portone con la bara della giunta Vignali

19.57 –
Intanto il corteo è partito. La folla grida: “Di sindaci di merda ne abbiamo avuti tanti, ma tu Vignali li batti tutti quanti”. Bui ferma la processione in via Farini: “Ci siamo ripresi la via dell’aperitivo e della movida”. Poi rivolto a un gruppo di movidari: “Spendete pure gli ultimi soldi per l’aperitivo, perché da domani serviranno ad altro”.

19.51
– Il capogruppo di maggioranza Gianfranco Zannoni (di Impegno per Parma) viene contestato e inseguito dalla folla per qualche centinaio di metri, fino all’altezza di via Nazario Sauro. La polizia si frappone fra il consigliere e il popolo dei contestatori.

19.33

– La folla inizia a sfoltirsi, ma a breve partirà un nuovo “corteo funebre”, direzione: la sede dell’Unione industriali di Parma, davanti alla quale verrà depositata la bara. Spunta un cartello inedito: “Non sono indignado, ma incazado”.

19.31 – Parla Andrea Zini, genitore membro del comitato nato contro Parmazerosei – società partecipata del Comune che gestirà da settembre nidi e materne. Il papà, appena tornato dalla riunione sull’asilo Acquerello (LEGGI), la cui apertura era a rischio, spiega: “L’asilo aprirà, ma fino a ieri i servizi educativi comunali ci avevano garantito che ci sarebbero stati nuovi posti. Il problema dei servizi educativi e delle liste d’attesa sono gli interessi privati in un campo che dovrebbe essere pubblico e tutelato dall’amministrazione comunale. Parmazerosei è una partecipata che graverà anche sul bilancio pubblico, per diversi oneri che richiederanno l’intervento dagli uffici tecnici del Comune”.

19.25
– Voci insistenti dai corridoi del municipio sostengono che domani gli assessori “civici” si dimetteranno come già annunciato da settimane.

19.16 – Riprende la parola Bui :”Non ci importa quale saranno gli sviluppi in Procura dell’inchiesta Green Money, per noi questa Giunta è già morta”. Poi, con orgoglio: “Hanno chiamato ‘banditi’ i partigiani e ‘facinorosi’ noi indignati. E di questo appellativo noi ci tracciamo una croce sul petto”.

18.57 – Il corteo torna davanti al municipio e ripartono gli slogan: “Parma libera” e “Andate in galera”.

18.41 – Mentre riprende la seduta sospesa in Consiglio comunale il “funerale” esce dai portici del Grano e la bara viene portata in processione verso via Mazzini, via Garibaldi, via Cavour seguita dal corteo. Grasse risate all’urlo di “è morta la Giunta!”.

18.36
– Francesco Samuele, della segreteria provinciale di Rifondazione comunista, dichiara al microfono il boicottaggio del Giro della Padania, biciclettata leghista in programa dal  5 al 10 settembre, che passa anche da Salsomaggiore l’8 e riparte da Noceto il 9.

18.31
– La polizia dichiara: “In piazza sono almeno in 700”. Intanto prende il microfono la cittadina Roberta Roberti del coordinamento di docenti “La scuola siamo noi”:”Siamo governati da una cricca di politici, imprenditori, dirigenti e funzionari che si fanno favori”. E citando come esempio il ponte Nord (LEGGI) e la torre sul Lungoparma (LEGGI), che si discute in Consiglio oggi, lancia un incontro pubblico aperto a tutti i cittadini nella seconda metà di settembre per pensare a un’alternativa reale in città.

18.20 – A breve dovrebbe partire il “corteo funebre” delle pie donne in nero col feretro di “Parma, un modo di vivere”. Il consigliere comunale Giuseppe Massari, volto pop del Pd, scende in piazza e aggiorna la folla sul Consiglio comunale.

18.11 – Intervento con il megafono accanto alle “vedove” di Andrea Bui, leader del movimento “La Piazza”, nato per chiedere le dimissioni alla Giunta in seguito allo scandalo tangenti: “Dopo l’agonia delle vacanze, siamo qui per dire che l’Amministrazione è morta, è morto un modo di amministrare la cosa pubblica. Approvate il bilancio e poi andate a casa”.

18.03 – Prime grida tra i manifestanti: “Dimissioni, dimissioni!” e “Parma libera”, accompagnate da fischietti, trombette, campanelli. La folla si ingrossa, sotto i portici più di duecento persone.

17.58 – La seduta in municipio è stata temporaneamente sospesa. L’ex primo cittadino e presidente del Consiglio comunale Elvio Ubaldi, intervistato dal giornalista Rai di “Presa Diretta”, ha commentato: “Sono terribilmente pentito di aver sostenuto questo sindaco. Ora aspettiamo l’intervento della magistratura”.

17.40 – La veglia funebre va avanti indisturbata. Per ora nessuno grida slogan, i cartelli sono ancora abbassati. A poco a poco la gente inizia ad aumentare: in piazza sono ormai più di un centinaio.

17.10 – Inizia l’affluso di veli neri e lumini. Un funerale in piena regola con tanto di bara di legno a grandezza naturale. Sopra la scritta: “Parma un modo di vivere 1998-2011”, date di inizio e  fine (almeno così sperano i manifestanti) dell’amministrazione che governa la città.

16.30 – Arrivano i primi cartelli: “Parma da città cantiere a cimitero dei cantieri. Vergognatevi!”.

ORE 16.15 – Il Consiglio comunale è iniziato, ma in piazza ancora tutto tace. L’appuntamento del “funeral party” è alle 17.3o. Per ora c’è solo la polizia già schierata in tenuta antisommossa. E Danilo Procaccianti, reporter di “Presa Diretta” che già intervistò l’assessore Sassi sull’inchiesta Green Money 1.

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30 agosto 2011

fonte:  http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/08/30/news/settecento_persone_in_piazza_fanno_il_funerale_alla_giunta-21052072/?rss

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MAFIA ‘COMMOSSA’ ALL’IDEA – Agrigento, la Valle dei Templi: il Comune vuole cederla ai privati per fare cassa

Agrigento, la Valle dei Templi
“un brand da cedere ai privati”


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È l’idea del sindaco Marco Zambuto “per rimpinguare le casse del Comune”. L’amministratore pensa a un’asta pubblica rivolta a “imprese, banche o marchi internazionali”

Agrigento, la Valle dei Templi "un brand da cedere ai privati"

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Trasformare la Valle dei Templi di Agrigento in un brand da cedere ai privati con un’asta pubblica. È l’idea venuta al sindaco di Agrigento Marco Zambuto. Il progetto è quello di cedere ai privati il logo della Valle dei Templi per “rimpinguare le casse del Comune”, spiega il primo cittadino: “L’idea non è affatto una provocazione  –  aggiunge Zambuto  –  è un modo per valorizzare i siti archeologici e il territorio. È un’operazione rilevante e in tempi difficili come quelli in cui stiamo vivendo diventa una grande opportunità. Il brand della Valle dei Templi rappresenta un momento di valorizzazione del territorio ma anche di introito economico”.

Zambuto – che ha lanciato l’idea nel corso del programma online “Klaus condicio” – ricorda poi quanto fatto di recente dall’imprenditore Diego Della Valle, patron della Tod’s, sponsor del restauro del Colosseo: “Ecco, appunto quella di Della Valle è stata un’idea eccezionale”. Insomma, secondo il progetto del sindaco di Agrigento “imprese, banche o marchi internazionali potrebbero pagare, attraverso lo sponsor, il restauro o la manutenzione dei templi”.

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30 agosto 2011

fonte:  http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/08/30/news/agrigento_la_valle_dei_templi_un_brand_da_cedere_ai_privati-21043518/?rss

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Scajola: «La casa non l’ho venduta, ci dormo soltanto». Prescrizione vicina

Scajola: «La casa non l’ho venduta, ci dormo soltanto». Prescrizione vicina

L’esponente del Pdl, indagato a Roma, insiste: la casa è stata pagata a mia insaputa, per quanto surreale è la pura verità

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ROMA – Rischia di finire sotto la mannaia della prescrizione il caso dell’immobile, con vista sul Colosseo, acquistato dall’ex ministro Claudio Scajola e pagato in parte, a sua insaputa, come disse lo stesso esponente del Pdl (900 mila euro a fronte di un costo totale di un milione e 700 mila euro) dall’imprenditore Diego Anemone, uno dei personaggi delle inchieste sugli appalti per il G8 del 2009.

La vicenda ha determinato l’iscrizione di Scajola nel registro degli indagati della procura di Roma per violazione della legge sul finanziamento di un parlamentare. Il pericolo di prescrizione è legato, per la legge, ai sette anni e mezzo che decorrono dalla commissione del presunto reato, ossia l’acquisizione dell’appartamento, datata 2004.

Oggi il difensore di Scajola, Giorgio Perroni, ha incontrato il procuratore aggiunto Alberto Caperna, titolare degli accertamenti insieme con i sostituti Ilaria Calo e Roberto Felici. Sembra esclusa, al momento, l’ipotesi di una convocazione dell’ex ministro dello Sviluppo Economico in procura, più probabile il deposito di una memoria difensiva. «Non possiamo dire nulla in questa fase – ha detto il penalista – vedremo nei prossimi giorni quali passi compiere. Non vogliamo rilasciare alcun commento».

«Non l’ho ancora venduta. Ma la casa di via del Fagutale è ancora in vendita. Io sono uscito da lì subito dopo aver dato le dimissioni», ha detto Scajola in una dichiarazione al Corriere, riferendosi alla promessa fatta dopo l’esplosione dello scandalo di vendere l’abitazione e dare in beneficenza una parte del ricavato. «Sì è vero che poi ci sono ritornato. Sono stato via tre o quattro mesi. Poi, ultimamente, durante le trasferte a Roma sono rientrato. Ma solo a dormire».

«È una scocciatura, certo che è una scocciatura. Però non tutto il male viene per nuocere. Finalmente sarà l’occasione per fare chiarezza», ha affermato inoltre l’ex ministro in un’intervista al Secolo XIX. Il fascicolo, spiega Scajola, «al momento non aggiunge né toglie nulla a quel che si sapeva. C’è un movimento di denaro che ha toccato l’operazione di acquisto della casa di Roma. E a questo punto è davvero mio interesse chiarire una volta per tutte questa vicenda, ho ampie spiegazioni da dare ai magistrati».

«Io non sono mai stato ascoltato da nessuno – sottolinea ancora l’ex ministro – Non ho mai dato spiegazioni perché la magistratura non me le ha mai chieste. Ora, dico la verità, non vedo l’ora di poter consultare tutte le carte, per ricostruire definitivamente quel che è accaduto e poterlo spiegare». Scajola si dice «convinto di uscire con un’archiviazione che finalmente metterà la parola fine a questa vicenda». «Più di una volta mi sono chiesto se ho fatto bene a dimettermi – conclude -. Ma una cosa la ribadisco: quella che diedi allora («Non posso avere il sospetto di abitare una casa non pagata da me», ndr) è una spiegazione che, per quanto possa essere apparsa surreale, è la pura verità. Così come questa iscrizione sul registro degli indagati conferma un’altra verità: io non sono un corrotto».

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30 agosto 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=161345&sez=HOME_INITALIA

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LE BALLE DI BERLUSCONI- “Contributo di solidarietà cancellato”. Ma non per gli statali / Il porcellum delle manovre

Manovra: per gli statali il contributo è ancora un obbligo

Sorpresa. Resta anche l’articolo 8 sulla contrattazione. Giallo sui saldi

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Altro che saltato. Il contributo di solidarietà resiste e vive ancora nell’ultima stesura della manovra, quella partorita dall’accordo tra Bossi, Berlusconi e Tremonti. Data per morta da tutti i giornali, questa mattina, l’odiosa tassa è stata solo modificata al ribasso: resta per tutti i redditi sopra i 90.000 euro, ma riguarderà solo gli statali.

La conferma di Azzolini

Lo sostiene la presidente dei senatori Pd al Senato Anna Finocchiaro, e lo ha confermato questa mattina Antonio Azzollini, presidente della Commissione Bilancio del Senato e relatore del testo sulla manovra. In queste ore Azzollini sta traducendo in emendamenti i punti dell’accordo di ieri.

Smentite le parole di Berlusconi

Ieri, a margine del vertice tra i tre rappresentanti della maggioranza, Berlusconi aveva confermato che il contributo di solidarietà era stato cancellato, e rimaneva solo per i parlamentari. Il prelievo sui redditi dei dipendenti della pubblica amministrazione era stato introdotto dalla manovra di luglio 2010. Il testo della legge prevedeva allora un prelievo del 5% per la parte eccedente i redditi sopra i 90 mila euro e del 10% sulla parte eccedente i 150 mila euro. Con la manovra di Ferragosto il contributo di solidarietà veniva applicato anche al settore privato, e per tutti diventava deducibile. Ma nei nuovi emendamenti è stata cancellata solo quest’ultima parte, lasciando di fatto la misura così come era stata formulata nel decreto di luglio.

Il Tesoro: mancano ancora all’appello 4 miliardi

Nonostante l’odiosa tassa (e la stangata sulle pensioni), non è detto che la nuova versione della manovra riesca a mantenere la conditio sine qua non per evitare il tracollo: mantenere i saldi invariati. Secondo alcuni tecnici del Tesoro, con i nuovi emendamenti mancherebbero all’appello 4 miliardi.

Resta anche l’articolo 8

Un’altra notizia che non piacerà ai lavoratori, questa volta privati, è che vive, al netto degli emendamenti, anche l’articolo 8 sulla contrattazione tra azienda e lavoratori, che rischia di fatto di abolire l’articolo 18.

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PEUGEOT

Coop 2009

Regione Emilia Romagna 3

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30 agosto 2011

fonte:  http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Manovra%3A+per+gli+statali+il+contributo+%E8+ancora+un+obbligo&idSezione=12003

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Balle di guerra, la disinformazione regna in Libia. Stupri di massa? Inesistenti – VIDEO: BEFORE and AFTER the “NATO-rats” liberated Tripoli, PRIMA e DOPO che i “Nato-ribelli” hanno liberato Tripoli

BEFORE and AFTER the “NATO-rats” liberated Tripoli

NATO = North Atlantic Terrorist Organization

2 million people in Tripoli, 99% Gaddafi supporters. NATO brings boat loads of rebels knowing full well a bloodbath was the only possible outcome. How humanitarian.

Think about it. Gaddafi is gone from Tripoli. The “liberators” allegedly control Tripoli. Why is the conflict not over? Why are civilians dying, being tortured, being forced to lie in front of cameras? This should be a time for celebration if these rebels were true liberators.

Nothing on NATO news about the majority of the population of Tripoli being terrorized by terrorists. They refer to civilians as “Gaddafi loyalists”.

Please join me on Facebook to fight media propaganda and help Libya against NATO’s aggressions:
http://www.facebook.com/pages/Stop-the-aggression-in-Libya/186296531416909

Da: http://www.youtube.com/user/hhhpets
Reloaded by: http://www.youtube.com/user/libyanfreepress

PRIMA e DOPO che i “Nato-ribelli” hanno liberato Tripoli

NATO = North Atlantic Terrorist Organization

2 milioni di persone a Tripoli, il 99% sostenitori di Gheddafi.
La NATO porta un sacco di barche piene di ribelli, sapendo bene che un bagno di sangue sarebbe stato l’unico risultato possibile. Come sono umanitari.

Pensateci. Gheddafi se ne è andato da Tripoli. I “liberatori” presumibilmente controllano Tripoli. Perché non è finito il conflitto? Perché i civili muoiono, torturati, costretti a mentire di fronte alle telecamere? Questo dovrebbe essere un momento di festa, se questi ribelli fossero veri liberatori.

Nulla, nelle notizie provenienti da ambienti della NATO, sulla maggioranza della popolazione di Tripoli che è terrorizzata dai terroristi. Si riferiscono ai civili come “lealisti di Gheddafi”.

Si prega di unirsi a me su Facebook per combattere la propaganda dei media e aiutare la Libia contro le aggressioni della NATO:
http://www.facebook.com/pages/Stop-the-aggression-in-Libya/186296531416909

Da: http://www.youtube.com/user/hhhpets
Reloaded by: http://www.youtube.com/user/libyanfreepress

Balle di guerra, la disinformazione regna in Libia

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Il Consiglio nazionale transitorio che ha vinto la guerra civile libica, continua a diffondere informazioni false (acqua tagliata, stupri di massa) per demonizzare i perdenti pro-Gheddafi e ottenere ulteriori aiuti e sostegni internazionali

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di MARINELLA CORREGGIA

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Roma, 30 agosto 2011, Nena News – Di menzogne per demonizzare l’avversario e nobilitare l’intervento Nato, la guerra in Libia è costellata. Ecco due esempi degli ultimi giorni. 1) «I lealisti Gheddafi hanno tagliato acqua e luce a Tripoli». Il presidente del Cnt, Jalil, chiede aiuti umanitari e sostiene fra l’altro che manca l’acqua a Tripoli perché «i lealisti l’hanno tagliata». Il Cnt mente sin dagli inizi del conflitto, quando sostenne che i «miliziani di Gheddafi» avevano fatto 10mila morti. Tale Sayed Senouka lanciò la notizia alla tv saudita al Arabya sostenendo di essere membro libico della Corte penale internazionale. Il giorno dopo la Cpi smentì di avere alcun rapporto con Senouka, ma ormai i 10mila morti erano diventati un mantra. Da lì … la necessità di proteggere da altri massacri la popolazione di Bengasi con le bombe Nato sui tripolini. Quella cifra si rivelò un’enorme menzogna (Amnesty stimava in poco più di 200 i morti delle due parti nei primi scontri pre-Nato).

Ora la menzogna di Jalil riguarda l’acqua. In realtà la colpa della mancanza di acqua ed energia a Tripoli è della Nato e del Cnt. Lo spiega la stessa Al Jazeera che è andata e vedere i centri di pompaggio: i depositi sono vuoti perché la mancanza di elettricità rende impossibile il pompaggio dal Grande fiume. E di chi è la colpa per i black out elettrici? A) E’ effetto delle bombe Nato su infrastrutture anche civili; B) si deve alla rottura degli approvvigionamenti petroliferi causa l’embargo navale e gli scontri in aree strategiche; C) ai sabotaggi di oleodotti e gasdotti dalle montagne Nafusa, a opera dei ribelli. 2) «Una psicologa di Bengasi denuncia: Gheddafi e i figli stupravano le amazzoni». Secondo il Sunday Times ofMalta ripreso da molti media, a Siham Sergewa, psicologa infantile di Bengasi, alcune ex bodyguard del Raìs avrebbero raccontato di essere state abusate, da lui e anche dai suoi figli. Però la Sergewa è stata sbugiardata dall’inviato dell’Onu in Libia, in aprile, Cherif Bassiouni e da Amnesty. La donna era stata la fonte dell’accusa ai militari governativi di usare lo stupro come arma di guerra. Aveva infatti detto di aver spedito per posta alle donne dell’Est libico, dopo gli scontri di febbraio, 70.000 questionari, ottenendone indietro ben 60.000 compilati in sole 3 settimane (e in tempi di guerra!). E 259 donne avevano confermato di essere state violentate da soldati «di Gheddafi».

Come si può leggere in questo articolo fra molti – http://www.nytimes.com/2011/06/20/world/africa/20rape.html?_ r=1&pagewanted=all -, diversi esperti diffidavano. Poi il discredito ufficiale: quando Diana Eltahawy, di Amnesty, ha chiesto di incontrare alcune donne, la psicologa ha detto di aver perso i contatti. (http://www.libyafeb17.com/2011/06/amnesty-questions-claim-that-gaddafi-orderedrape-as-weapon-of-war/). Bassiouni ha sostenuto di non aver alcuna prova di stupri e quanto alla Sergewa, ha detto che quando le è stata chiesta copia dei 60.000 questionari, non li ha mai inoltrati. Nena News

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fonte:  http://www.nena-news.com/?p=12358

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Università, via ai test d’ammissione: Migliaia di aspiranti per pochi posti / Prova i Test di Ammissione online

Al via le prove per l’accesso agli Studi Universitari

Università, via ai test d’ammissione
Migliaia di aspiranti per pochi posti

Boom di candidati a medicina: solo 1 su 10 può farcela. Numeri in forte crescita al Politecnico di Milano


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MILANO – Comincia la caccia al posto nelle facoltà a numero chiuso. Sono i giorni dei test in tutti gli atenei. E ovunque si annunciano numeri record per gli aspiranti iscritti. Da medicina ad architettura i prossimi giorni, a partire da martedì 30 agosto, saranno fondamentali per i neodiplomati per accedere alle università e per intraprendere così il loro percorso di studi. Ecco alcune cifre.

POLITECNICO Al Politecnico di Milano gli aspiranti ingegneri sono 7.792 e gli architetti e designer 6.144, a fronte, rispettivamente, di 5.469 e 2.787 posti disponibili per l’anno accademico 2011-12. Boom è per le ingegnerie, con una crescita del 9% rispetto al 2010. Successo, in particolare, per Ingegneria Matematica, giá esaurita dopo le immatricolazioni della prima fase, e Ingegneria Fisica (+55%), mentre sono in crescita le iscrizioni a Ingegneria Gestionale (+11%), Ingegneria Meccanica (+8%) e Ingegneria Energetica (+15%). Gli iscritti al test di architettura e design sono aumentati del 7% rispetto all’anno scorso. In crescita, tra i corsi più gettonati, Architettura Ambientale (+22%) e Design della Moda (+ 21%).

MEDICINAI test di accesso all’università sono cominciati stamattina all’Università Cattolica. Il corso si terra a Roma, ma visti gli iscritti (7.333 ragazzi in fila per 282 posti a Medicina e 567 candidati che volevano uno dei 22 posti di Odontoiatria) i test si svolti anche a Milano. Possibilità? Con questi numeri entra un candidato ogni 28 a Medicina e uno ogni 25 a Odontoiatria, ma le medie poi cambiano da città a città, da ateneo ad ateneo. I candidati vengono soprattutto da Lazio, Campania, Puglia, Sicilia, Calabria e Lombardia. Il 7 cominciano gli orali: vi accederanno, per Medicina, in 600. Gli iscritti ai test di tutta l’area sanitaria di Roma sono 13.048, erano 11.369 nel 2010. In 2.527 si contenderanno i 220 posti di Medicina e i 38 di Odontoiatria disponibili a Tor Vergata. Al San Raffaele di Milano il test è dopodomani: i candidati sono sono 3.700 per 100 posti. All’Università di Bologna ci proveranno in 2.937, alla Federico II di Napoli in 4.099, a Bari ci proveranno in 1.529, alla Statale di Milano in 2.870.

UNO SU DIECI In tutto, considerando atenei pubblici e privati, entreranno a Medicina in 9.501. Questo infatti è il «tetto» stabilito dal Ministero dell’Istruzione. A provarci saranno però molti di più: decine di migliaia. Solo tra domani e dopodomani, in occasione di questa prima tranche di prove, circa 13 mila ragazzi lotteranno per uno dei 492 posti a disposizione. Mettendo a confronto i dati sui candidati – forniti in rete» da Alpha Test, che segue i ragazzi nella preparazione ai test d’ammissione – e quelli dei posti disponibili di alcune tra le principali università italiane, si evince che le probabilità di passare sono circa 1 su 10. A Bologna, ad esempio, si presenteranno in 2.937 per 363 posti, alla Federico II di Napoli in 4.099 per 400 posti. Alla Sapienza di Roma, in 7.287 per 500 posti al Policlinico Umberto I, 110 al polo pontino e 191 al Sant’Andrea. Più «esclusivo» invece l’ingresso alle facoltà private: al San Raffaele entrerà 1 su 37 (i candidati sono circa 3.700), alla Cattolica 1 su 35 (7.333).

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30 agosto 2011 16:15

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_30/test-universitari_76f22960-d302-11e0-874f-4dd2e67056a6.shtml

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Test di ammissione all'università 2011 - Alpha Test

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Prova il test di ammissione alla tua facoltà

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Per iscriversi alla maggior parte dei corsi universitari occorre superare una prova a test, mentre il voto di maturità, ad eccezione di pochi casi, è ininfluente.

Per alcuni corsi di laurea la prova selettiva è definita dal Ministero ed è unica a livello nazionale. Questi i corsi e le date di svolgimento stabilite per quest’anno:

Medicina e Odontoiatria 5 settembre
Veterinaria 6 settembre
Architettura 7 settembre
Professioni sanitarie 8 settembre
Scienze della Formazione primaria
10 ottobre

Le modalità e i contenuti delle prove di ammissione a questi corsi sono stabilite dal Ministero con appositi decreti (Scaricabili qui) così come, con la sola eccezione delle professioni sanitarie, è il Ministero che definisce sede per sede il numero di posti disponibili (Consultabili qui).
In altre aree come Psicologia, Economia, Scienze Giuridiche, Biologia, Farmacia o Comunicazione il numero programmato si trova solo in alcune sedi universitarie.

I corsi più richiesti sono anche i più selettivi: a Odontoiatria, Medicina o Fisioterapia il numero di candidati può essere fino a 20 volte maggiore rispetto al numero di posti disponibili, ma anche per entrare ad Architettura la concorrenza è agguerrita.

In altre aree come Psicologia, Economia, Scienze Giuridiche o Comunicazione il numero programmato si trova solo in alcune sedi universitarie.

Questo speciale è realizzato in collaborazione con Alpha Test, da 25 anni a fianco degli studenti con corsi in 17 città e i libri per ogni facoltà. Qui puoi svolgere simulazioni dei test di ammissione sperimentando la tipologia e la difficoltà delle domande ufficiali. Hai a disposizione 3 prove da 40 quesiti o 6 prove da 20; puoi inoltre confrontare i tuoi risultati con quelli degli altri utenti che hanno svolto la stessa prova e leggere i commenti ai vari quesiti.

Scegli il test di tuo interesse e… mettiti subito alla prova!

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fonte:  http://www.corriere.it/cronache/speciali/2011/maturita/test-ammissione/?fr=correlati