Archivio | settembre 6, 2011

COMMENTI ALLA MANOVRA – Il conto che l’Italia non può pagare / Il gioco pericoloso

Il conto che l’Italia non può pagare

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di Roberto Napoletano

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Il peggio previsto si è puntualmente verificato, il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi ha toccato il nuovo massimo da quando (lunedì otto agosto) la Banca centrale europea ha cominciato a comprare i nostri titoli pubblici e quelli spagnoli. Ho ascoltato con le mie orecchie domenica mattina, al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, parlare per minuti interminabili di Waterloo, Vestfalia, Deauville e Versailles, davanti a un pubblico attonito che chiedeva risposte urgenti per curare il male italiano.

Mi sono permesso di segnalare più volte, in quella mattinata, che esiste un serissimo problema globale ma insieme – e ancora prima – uno specifico, serissimo problema italiano che riguarda la credibilità della sua classe di governo e il senso di responsabilità dell’opposizione e dell’intera sua classe dirigente. A nessuno (dico nessuno) può essere consentito di “giocare” con il risparmio e il lavoro degli italiani mentre la casa (questa casa) sta bruciando.

L’assuefazione allo scandalo quotidiano che investe direttamente il presidente del Consiglio, suoi ministri e loro strettissimi collaboratori, uomini rappresentativi del più importante partito dell’opposizione (e non solo), mina alle radici la coscienza civile di un Paese, indebolisce in modo preoccupante la sua fibra etica, tocca al cuore l’identità della Repubblica italiana e la forza propulsiva della sua comunità di cittadini e della sua economia.

Prima che non si possa fare più niente, prima che le banche italiane solide e liquide paghino ingiustamente il conto di un Paese superindebitato, si ritrovi nei fatti lo spirito di coesione invocato ancora ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e si dimostri di saperlo tradurre in scelte impopolari e in un’azione immediata e lungimirante. Improntate a quel “conoscere per deliberare” che appartiene a Luigi Einaudi e ci ostiniamo a ritenere debba appartenere oggi più che mai a chi ha l’onore (e l’onere) di rappresentare questo Paese. Se si è in grado di farlo, lo si faccia, altrimenti si abbiano almeno l’onestà e la dignità di trarne le conseguenze.

P.S. Le nostre (gravi) debolezze non autorizzano nessuno, tanto meno la cancelliera Merkel, ad accostare con leggerezza l’Italia alla Grecia

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06 settembre 2011

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-09-05/conto-italia-pagare-221921.shtml?uuid=Aa7dYp1D

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DIRETTA MANOVRA – Cdm autorizza fiducia. Giù Piazza Affari, Wall Street in calo

Diretta

Manovra, Cdm autorizza fiducia
Giù Piazza Affari, Wall Street in calo

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fonte immagine

Previsto l’aumento dell’Iva dal 20 al 21% e contributo di solidarietà del 3% per i redditi oltre i 300mila euro fino al pareggio del bilancio. Le principali borse europee virano in negativo, anche New York avvia le contrattazioni in rosso. Milano chiude a -1,98%. Il differenziale fra Btp e i titoli tedeschi si attesta a 365 punti. Barroso: “L’Europa uscirà più forte dalla crisi”.  L’allarme del Colle: “manca fiducia, servono misure più efficaci”. Vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli: presente anche Tremonti

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(Aggiornato alle 20:06 del 06 settembre 2011)

20:06 Contributo di solidarietà per 34 mila italiani 105 – Il contributo di solidarietà del 3 % sui redditi superiori ai 300 mila euro riguarderà oltre 34 mila contribuenti italiani

20:04 Confindustria: “Ora approvare subito” 104 – Confindustria valuta “positivamente la decisione presa oggi dal governo di introdurre alcune misure che vanno nella direzione di rafforzare l’efficacia della manovra”. Viale dell’Astronomia “auspica – si legge in una nota – che il decreto venga approvato rapidamente e che subito dopo si possa aprire una nuova stagione per procedere speditamente verso l’obiettivo del risanamento strutturale della finanza pubblica e varare le indispensabili misure per la crescita”.

20:03 Confindustria: Sì alle nuove misure 103

19:51 Berlusconi in Cdm: “Così si rassicurano i mercati” 102 – Il percorso è stato lungo, ma questo è iltesto migliore possibile, e così come è scritta rassicurerà senz’altro i mercati. Silvio Berlusconi avrebbe illustrato così ai ministri riuniti in Cdm l’ultima e (forse) definitiva versione della manovra. Un’introduzione breve, raccontano alcuni ministri, prima di passare la parola al ministro dell’Economia Giulio Tremonti che ha tecnicamente illustrato le modifiche decise nel vertice di maggioranza a palazzo Grazioli. Modifiche sulle quali nessuno dei ministri presenti, assicura una fonte presente al Cdm, avrebbe avuto da eccepire

19:42 Contributo solidarietà su redditi 300 mila euro 101 – Il contributo di solidarietà del 3% si applicherà sui rediti superiori a 300mila euro, e non più solo su quelli superiori a 500mila. Lo ha riferito il ministro Ignazio La Russa, spiegando che la decisione è stata presa nel corso del Consiglio dei Ministri che ha autorizzato la fiducia sulla manovra. A quanto si apprende da fonti di maggioranza, la proposta è arrivata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

19:40 Domani governo porrà fiducia su maxiemendamento 100 – Il governo presenterà stasera al Senato il maxiemendamento alla manovra in discussione nell’Aula e domani porrà la fiducia sul nuovo testo

19:38 Manovra, seduta Senato domani 9:30 99 – Non è pervenuto ancora il maxiemendamento alla manovra, annunciato alla conferenza dei capigruppo e la seduta dell’Aula, una volta esaurita la discussione generale sulla vecchia manovra, è stata aggiornata domani mattina alle 9.30.

19:23 Governo: “Fiducia necessaria, crisi finanziaria grave” 98 – Il Consiglio dei ministri, convocato in via d`urgenza, ha prestato il proprio assenso a porre la questione di fiducia sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 138, “Avendo collegialmente ravvisato nel ricorso alla fiducia lo strumento regolamentare necessitato per conseguire una celere conversione del decreto-legge, come impone la gravità del contesto internazionale di crisi finanziaria”. È quanto si legge nel comunicato ufficiale emesso al termine del Cdm, riunitosi alle ore 18,40 a Palazzo Chig.

19:19 Bindi: “Governo se la canta e se la suona da solo” 97 – ”Il governo se la canta e se la suona da solo. Anche le ultime modifiche, sempre che tali restino da qui alla conversione del decreto legge, sono nel segno dell’improvvisazione e dell’iniquità e confermano le divisioni e la confusione d’idee tra le varie anime del Pdl e della Lega. Si continua a fare male al Paese, senza un piano credibile capace di aggredire le ragioni della crisi”. Lo afferma Rosy Bindi del Pd.

19:17 Nitto Palama: “Fiducia e maxiemendamento a Senato” 96 – ”Ci sarà la fiducia e tra un paio d’ore trasmetteremo il maxiemendamento al Senato. Domani si vedrà, così il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma, commenta l’esito del Consiglio dei ministri al termine della riunione. ”Con la Lega tutto bene” ha inoltre riferito il ministro, che ha parlato di un ”clima sereno”. E, alla domanda su come i premier abbia giustificato la richiesta di porre la fiducia alla manovra ha commentato: ”dobbiamo fare in fretta”.

19:14 Cdm autorizza fiducia 95 – È durata circa un quarto d’ora la seduta del Consiglio dei ministri convocata, a Palazzo Chigi, per autorizzare il governo a porre la fiducia sulla manovra bis e sulle modifiche annunciate oggi.

19:11 Bonanni: “No aumento Iva e pensioni” 94 – “Siamo contrari sia all’aumento dell’età pensionabile per le donne, sia all’aumento dell’Iva”. Il governo “introduca una patrimoniale, escludendo la prima casa e ripristini il contributo di solidarietà a partire da chi non ha la ritenuta alla fonte”. Lo afferma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni.

18:50 Terzo Polo: “Serve discontinuità a governo” 93 – ”Ormai non basta più un ulteriore, improvvisato aggiustamento della manovra da parte dell’esecutivo in carica. Affrontare questa situazione richiede una discontinuità del Governo del Paese poiché esso è parte della mancanza di credibilità dell’Italia”. Lo scrivono in una nota congiunta i rappresentanti del Terzo polo.

18:46 Confcommercio: “Aumento Iva errore che pesa su crescita” 92 – ”L’incremento delle aliquote Iva è una scelta errata”. Lo afferma Confcommercio, evidenziando che ”Il Paese si sta confrontando con straordinarie difficoltà. Occorrono certamente misure efficaci e credibili per rafforzare la fiducia dei mercati nei confronti dell’Italia. Misure, dunque, che non indeboliscano una crescita del Paese già modestissima”.

18:43 Cdm iniziato alle 18.40 91 – l Cdm per autorizzare la fiducia sulla manovra è iniziato alle 18.40. Presiede il premier Silvio Berlusconi.

18:39 Bocchino (Fli): “Aumento Iva toppa che non risolve” 90 – “L’ennesima modifica alla manovra, con l’aumento dell’Iva, è un’ulteriore toppa che non risolve i problemi. Il governo scarica la sua incapacità di tagliare la spesa pubblica e di riformare le pensioni sulle spalle dei consumatori e, soprattutto, sulle famiglie più numerose e con redditi bassi”. Lo dichiara il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino.

18:36 Camusso: “Governo in evidente stato confusionale” 89 – ”Le decisioni prese oggi sulla manovra sono il risultato di un governo in evidente stato confusionale, sordo di fronte al paese e sempre piu’ condizionato dagli umori dei mercati”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

18:20 Angeletti: “No aumento Iva e pensioni donne” 88 – “L’emergenza finanziaria non può giustificare l’aumento dell’Iva, soprattutto delle aliquote più basse, né l’accelerazione dell’equiparazione dell’età per il pensionamento delle donne”. Lo sostiene il leader della Uil, Luigi Angeletti.

18:18 Manovra, Udc: “Non la votiamo, ma non si perda tempo” 87 – ”Come al solito il governo è in ritardo e fa solo oggi quello che avrebbe dovuto fare da oltre un mese. Comunque a questo punto è meglio tardi che mai: questa manovra non ci piace e non la voteremo, ma quello che hanno deciso di fare almeno lo facciano subito senza perdere altro tempo”. Cosi il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa commenta le nuove misure della maggioranza che verranno inserite nella manovra

18:16 Da contributo 3% oltre 88 milioni a regime 86 – Dal contributo del 3% sui redditi oltre i 500mila euro lo Stato incasserà 35 milioni nel 2012 e dal 2013 circa 88 milioni (87,7 milioni) a regime fino al pareggio di bilancio. È quanto riferiscono fonti governative. La misura sarà inserita nel maxiemendamento del governo alla manovra su cui sarà posta la fiducia in Senato.

18:09 Sono 11 mila gli italiani con reddito 500 mila euro 85 – Sono 11mila i contribuenti italiani che dichiarano redditi superiori ai 500.000 mila euro. Lo riferiscono fonti di governo. L’esecutivo introdurrà in manovra un contributo del 3% per i ‘paperoni’ italiani che guadagnano oltre 500.000 euro. Di questi, il 56% sono lavoratori privati, il 39% sono autonomi e il 5% sono dipendenti pubblici.

17:54 Codacons: “Aumento Iva sarebbe scelta irresponsabile” 84 – L’aumento dell’Iva sarebbe ”una scelta irresponsabile che finirebbe per avere ripercussioni negative sui prezzi e sui consumi già stagnanti”. Lo afferma il Codacons in una nota

17:53 Standard and Poor’s: “Banche in Europa dovranno rafforzare ancora capitale” 83 – Le banche europee hanno rafforzato la loro adeguatezza patrimoniale durante la crisi, ma dovranno migliorarla ancora a fronte delle richieste degli organi di sorveglianza, del mercato e per ristabilire la fiducia. Lo scrive Standard and Poor’s in un rapporto sugli istituti di credito del Vecchio Continente.

17:50 Anche Parigi chiude con il segno meno 82 – L’indice Cac-40 della Borsa di Parigiscende sotto quota 3.000 e chiude le contrattazioni a 2.965,64 punti, con un calo dell’1,13%.

17:48 Chiusura in calo per Francoforte 81 – La Borsa di Francoforte chiude con un calo dell’1%. L’indice Dax scede a 5.193,97 punti

17:46 Londra chiude in rialzo 80 – L’indice Ftse-100 della Borsa di Londra ha chiuso con un rialzo dell’1,06% a 5.156,84 punti

17:38 Iniziata in Senato discussione su vecchio testo 79 – È iniziata in Senato la discussione generale sul vecchio testo della manovra, in attesa che il governo presenti il maxi-emendamento con la nuova versione del decreto.

17:36 Piazza Affari chiude in calo, -1,98% 78 – Chiusura in netto calo per piazza Affari, con il Ftse Mib a 14.049,71 (-1,98%).

17:33 Bersani: “No aumento Iva, meglio imposta grandi patrimoni immobiliari” 77 – ”Non si vede ad esempio perché, in luogo dell’aumento dell’Iva, non si introduca un’imposta ordinaria sui grandi patrimoni immobiliari. L’idea di fondo è sempre la stessa: scaricare il peso del risanamento sui molti e tenere al riparo qualcuno”. Lo sottolinea il leader del Pd, Pierluigi Bersani, commentando le ultime modifiche alla finanziaria bis.

17:27 Crisi, tensione su spread Belgio: toccato livello record 76 – Le tensioni sui mercato tornano a investire anche il Belgio, Paese ritenuto vulnerabile a causa dell’elevato livello del suo debito pubblico e perché va avanti con un governo dimissionario da circa un anno e mezzo. Il differenziale tra il rendimento delle obbligazioni a 10 anni belghe e i Bund tedeschi ha toccato oggi pomeriggio i 232 punti base, cioé il 2,32%, lo scarto maggiore dal 1999.

17:20 Bersani: “Governo sa solo mentire” 75 – “Avevano promesso di non mettere la fiducia per consentire il dibattito e il contributo da parte di tutti. Ma ancora una volta hanno cambiato le carte in tavola. Questo è un governo che sa solo mentire. L’ennesima chiusura di ogni possibile discussione ci consegna una manovra che resta iniqua e inefficace”. Lo dice in una nota il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani.

17:18 Piazza Affari. stop presidio ‘indignati’ 74 – ‘Fra qualche minuto scompariremo per ricomparire altrove domani. Siamo un movimento imprevedibile e dovrete correrci dietro come fa la polizia. Così Riccardo Germani della segreteria provinciale dell’Usb ha annunciato la fine della mobilitazione in piazza Affari degli ‘indignados’ milanesi.

17:17 Spread Btp-Bund stabili a quota 365 punti 73 – Gli spread Btp-Bund restano stabili intorno a quota 365 punti nel pomeriggio dopo l’annuncio delle nuove misure della manovra del governo italiano. Il differenziale, che è comunque superiore ai livelli registrati nella mattinata, non si è mosso dopo la diffusione delle ulteriori misure dell’esecutivo.

17:11 Euro torna debole sotto quota 1,40 dollari 72 – L’euro torna debole e chiude sotto quota 1,40 dollari, mentre il franco svizzero torna sopra quota 1,20 euro. La moneta europea passa di mano a 1,3993, dopo aver oscillato tra 1,3991 e 1,4275 dollari. Il franco svizzero passa di mano a 1,2025, dopo aver oscillato tra un minimo di 1,1016 e un massimo di 1,2158 euro

17:10 Sarkozy: “Francia resiste a crisi meglio di Italia e altri Paesi” 71 – Il presidente francese Nicolas Sarkozy vanta la situazione della Francia, che ”resiste meglio” di altri Paesi alla ”gigantesca crisi” delle finanze e dell’economia. Sarkozy, che è intervenuto davanti ad un gruppo di autotrasportatori e poi nell’azienda LTR-Vialon, ha anche difeso la contestatissima riforma delle pensioni adottata nei mesi scorsi. ”Se non l’avessimo attuata – ha detto il presidente – la Francia non sarebbe nella situazione in cui è adesso. Vale a dire la situazione di un paese che resiste meglio alla gigantesca crisi che conosce il mondo”.

17:07 Borse europee riducono perdite 70 – Le Borse europee riducono le perdite ma restano deboli in scia a Wall Street che non sembra beneficiare del dato positivo relativo all’indice manifatturiero. E nel Vecchio Continente il peggior mercato si conferma quello di Milano, poco mosso dalle novità introdotte nella manovra, con il Ftse Mib che cede intorno all’1,83%. Guardando gli altri listini, Londra continua a mantenersi sulla parità (+0,18%), mentre Parigi e Francoforte perdono poco più dell’1,6%.

17:05 Finocchiaro: “Tempi approvazione dipendono da governo” 69 – ”Da questo momento in poi i tempi per l’approvazione della manovra dipendono interamente dal governo. Noi abbiamo fatto tutto quello che si ci può aspettare da una forza responsabile che ha lavorato per migliorare un provvedimento che pur non condivideva”. Lo ha detto la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro,

17:02 Rutelli:”Contributo solidarietà su redditi o patrimoni?” 68 – “Non è chiaro se il contributo dis solidarietà annunciato dal governo, il 3% sopra i 500 mila euro, sia sui redditi o sui patrimoni”. Lo sottolinea il leader dell’Api, Francesco Rutelli, nell’Aula del Senato. E aggiunge: “ancora non sappiamo se il governo sarà in grado di presentare l’emendamento stasera o domani”.

16:53 Aperti lavori in Aula Senato 67 – Anche se con un certo ritardo, l’aula del Senato, come fissato dalla conferenza dei capigruppo, ha aperto i suoi lavori sulla manovra economica. Il punto è che il testo approdato in aula non è quello che il governo si accinge a cambiare e sul quale porrà la fiducia. Il capogruppo dell’Idv, Felice Belisario, ha preso la parola per primo, protestando per la decisione del governo di porre la fiducia nonostante i dinieghi di questi giorni. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha detto che è suo dovere aprire i lavori dell’aula con il testo attualmente incardinato, in attesa di ulteriori sviluppi.

16:47 Belisario: “Governo cialtrone porrà fiducia” 66 – ”Alfano, Gasparri e Frattini hanno ripetuto che non sarebbe stata posta la fiducia sulla manovra e invece il governo la metterà. È piu’ facile parlare con una banda di cialtroni che con questo governo”. Lo dice il presidente dei senatori dell’Idv, Felice Belisario, al termine della conferenza dei capigruppo di palazzo Madama che ha deciso di votare entro domani la manovra mentre si attende il nuovo testo su cui verrà posta la fiducia.

16:41 Piazza Affari resta in deciso calo dopo modifiche manovra 65 – Piazza Affari resta in deciso ribasso dopo le indiscrezioni sulle misure decise dal vertice di maggioranza per rafforzare la manovra. Il Ftse Mib e il Ftse It All cedono rispettivamente il 2,3% e il 2,2%.

16:40 Fissato per domani voto finale in Sernato su manovra 64 – Il voto finale del Senato sulla manovra economica è fissato per domani. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo che ha accolto le richieste di accelerare i tempi di approvazione della manovra correttiva anche se si aspetta il maxiemendamento su cui il governo porrà la fiducia

16:38 Giovedì in Cdm pareggio in Costituzione 63 – Giovedì il Consiglio dei Ministri approverà l’introduzione in Costituzione della ”regola d’oro” sul pareggio di bilancio e l’attribuzione alle Regioni delle competenze delle Province. È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

16:34 Brunetta: “Anche con pareggio al 2012 stessa situazione” 62 – La crisi dei mercati, la volata degli spread, dipende dal giudizio del mercato e ”anche se decidessimo di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2012 sarebbe lo stesso se non cambia la nostra attitudine alla crescita”. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta

16:31 Palazzo Chigi: “Fiducia su testo Commissione con modifiche” 61 – Il Governo intende porre la fiducia sul testo commissione della manovra, con le modifiche che riguardano l’aumento dell’iva dell’1%, l’adeguamento della pensione delle donne nel privato dal 2014 e il contributo di solidarieta’ del 3% sopra i 500mila euro. Lo comunica Palazzo Chigi.

16:28 Contributo di solidarietà del 3% per redditi oltre 500mila euro 60 – Tra le misure emerse dopo il vertice di maggioranza che si è deciso di inserire per rafforzare la manovra c’è anche il contributo di solidarietà del 3% sui redditi oltre i 500mila euro fino a quando non sarà raggiunto il pareggio di bilancio e l’adeguamento dell’età di pensionamento delle donne del settore privato a quelle del pubblico impiego, a partire dal 2014.

16:14 Verso Iva al 21% 59 – L’aliquota Iva del 20% dovrebbe essere portata al 21%. E’ una delle misure, secondo quanto si apprende, che andranno a rafforzare la manovra

16:12 Wall Street riduce i ribassi 58 – Wall Street riduce i ribassi dopo il dato sul settore servizi (l’indice ism è cresciuto a 53,3 punti in agosto, meglio delle stime), con le blue chip che tornano sopra la soglia degli 11.000 punti. Il Dow Jones cede l’1,82%, a 11.035,39 punti, il Nasdaq arretra dell’1,75% a 2.436,77 punti, e lo S&P cala del 2,05% a 1.149,93 punti.

16:11 Visco: I mercati ci disprezzano, governo se ne vada 57 – “Il governo se ne deve andare. I mercati stanno cercando di farlo dimettere”. Lo assicicura in un’intervista a Radio 24, l’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco, secondo cui “la cosa più terribile che uno vede in questi giorni, sentendo i commenti all’estero, è il disprezzo e gli insulti espliciti che ormai dedicano all’Italia e al suo presidente del Consiglio. I mercati dicono che con questa gente non si va lontano”.

15:54 Terminato vertice di maggioranza 56 – È terminato a Palazzo Grazioli il vertice di maggioranza con Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti sulla manovra economica. Finora nessuno dei partecipanti ha rilasciato dichiarazioni ed è atteso un comunicato che illustrerà le misure decise nel corso del summit.

15:38 Manovra, alle 18 Cdm per fiducia 55 – Alle 18 si riunisce il Consiglio dei ministri per autorizzare il voto di fiducia sulla manovra economica

15:30 Borsa di New York apre in calo 54 – Avvio in calo per la borsa di New York, con il Dow Jones a 11.080 punti (-1,42%) e in Nasdaq a -2,51%

15:11 Lega presenta emendamento su tassa calciatori 53 – La Lega ha presentato un emendamento per l’esame della manovra nell’aula del Senato che punta ad una supertassa per i calciatori. La proposta è firmata Massimo Garavaglia e Gianvittore Vaccari.

15:00 Raffica di sospensioni a Piazza Affari, da Unicredit a Intesa 52 – Raffica di sospensioni al ribasso in Piazza Affari che adesso perde oltre il 3,3 per cento, Ftse Mib -3,1%. Tra i titoli congelati banche come UniCredit, Intesa SanPaolo, Mps e Bpm, mentre tra gli industriali spunta Fiat Industrial e la finanziaria della famiglia Agnelli, Exor.

14:58 Nel Pdl voci a sostegno di intervento su pensioni 51 – Nel Pdl nelle ultime ore si sono levate diverse voci a sostegno di un intervento non solo sull’Iva, ma anche sulle pensioni. Sul suo blog il ministro Franco Frattini ha definito “ineludibili” interventi sul nodo pensioni di anzianità e sull’Iva da impiegare per ricerca, innovazione e crescita, mentre ieri la sua collega di governo Mariastella Gelmini ha chiesto “più coraggio” proprio sulle pensioni.

14:56 Manovra, prende corpo l’ipotesi della fiducia 50 – In attesa delle decisioni del vertice di maggioranza, e anche alla luce delle possibili modifiche al testo e dei tempi stretti legati ai mercati, prende ancora corpo l’ipotesi di porre la fiducia sulla manovra.

14:51 Piazza Affari perde oltre il 3% 49 – Slancio al ribasso per Piazza Affari che torna a precipitare: il Ftse Mib perde ora oltre tre punti percentuali (-3,1%).

14:47 Wall Street, si profila apertura in pesante calo 48 – Si profila una apertura in pesante ribasso a Wall Street, ieri chiusa per la festa del Labor day mentre le borse europee franano tra diffusi timori di un pesante rallentamento della ripresa economica nei paesi avanzati. A meno di un’ora dall’avvio di seduta i contratti futures sul Dow Jones calano del 2,11 per cento, quelli sul Nasdaq del 1,88 per cento e i futures sullo S&P 500 cedono il 2,48 per cento.

14:32 Piazza Affari accelera al ribasso 47 – Piazza Affari torna a peggiorare, accelerando al ribasso, dopo il peggioramento della attese sull’apertura di Wall Street. Il Ftse Mib e il Ftse it all lasciano sul terreno rispettivamente il 2,3% e il 2,1%.

14:09 Listini europei virano in rosso, Milano -1,9% 46 – I listini europei hanno virato in rosso in attesa dell’apertura di Wall Street. Francoforte cede lo 0,4% e Parigi lo 0,47%. A Milano, il Ftse Mib arretra ora dell’1,95% dopo avere toccato anche il -2,1%. Male gli industriali con Fiat industrial che cede il 6,15. Fra i bancari, Bpm cede il 4,58%, Unicredit il 3,73% e Intesa Sanpaolo il 4,37% a 0,984 euro con il titolo per la prima volta sotto un euro per azione.

14:07 Senato, conferenza capigruppo slitta alle 16 45 – Slitta ancora la conferenza dei capigruppo del Senato che deve riformulare i tempi per l’approvazione della manovra economica. Prevista in un primo tempo alle 12, era stata spostata alle 15,30 e ora posticipata alle 16, in attesa della fine del vertice di maggioranza.

14:04 Tremonti al vertice di maggioranza 44 – E’ iniziato a Palazzo Grazioli il vertice di maggioranza con il premier Silvio Berlusconi. Presente alla riunione anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Nella residenza romana del presidente del Consiglio, sono giunti, inoltre, il ministro Roberto Calderoli, il sottosegretario Gianni Letta, i capigruppo del Pdl di Camera e Senato e il capogruppo della Lega a Palazzo Madama, Federico Bricolo, il presidente dei senatori di Coesione nazionale, Pasquale Viespoli.

13:51 Wall Street aprirà in calo 43 – I listini Ue rallentano dopo il peggioramento della attese sull’apertura di Wall Street. Il futures sull’s&p 500 arretra ora del 2,03% e quello del Dow Jones dell’1,76%. I listini europei che erano arrivati a salire anche oltre l’1% adesso hanno dimezzato i guadagni. Francoforte avanza ora dello 0,51%, Parigi dello 0,18% e Londra dello 0,99%.

13:36 Al via il vertice di maggioranza su manovra 42 – Vertice di maggioranza a palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi. Nella residenza romana del presidente del Consiglio, è già arrivato il capogruppo della Lega al Senato Federico Bricolo e sono attesi, secondo quanto si apprende, i capigruppo di maggioranza. Al centro della riunione, i nodi ancora da sciogliere relativi alla manovra che oggi pomeriggio approda all’esame dell’Aula del Senato.

13:32 Piazza Affari in negativo (-0,86%) 41 – Piazza Affari passa in negativo rimanendo la meno tonica delle Borse europee, che stanno comunque tutte frenando tranne Zurigo, sempre molto forte (+4%) sulle misure annunciate dalla Banca centrale svizzera sui livelli di cambio del franco con l’euro. Girando la boa di metà seduta l’indice Ftse Mib segna una perdita dello 0,86%, l’Ftse All Share un ribasso dello 0,84%, con i titoli bancari di nuovo ad appesantire il listino.

13:25 Germania: ordini manufatturiero in calo 40 – Gli ordini al settore manifatturiero in Germania a luglio sono scesi più del previsto registrando una contrazione del 2,8% su mese contro il -1% previsto dagli economisti. Lo scrivono le agenzie internazionali. Sul dato pesa, in particolare, la diminuzione degli ordini dall’estero (-7,4%) mentre gli ordini nazionali sono in aumento del 3,6%.

13:14 Male Fiat Industrial e Exor dopo report negativo Moody’s 39 – Fiat Industrial e la controllante Exor sono i peggiori tra i titoli a elevata capitalizzazione della Borsa di Milano, con un calo rispettivamente del 3,99% e dell’1,70% dopo un report di Moody’s negativo sul mercato dei veicoli leggeri in Europa.

13:13 Manovra, direttivo Anci si riunisce giovedì 38 – Si riunirà giovedì 8 settembre alle 11 il Comitato direttivo dell’Anci per discutere su valutazioni e decisioni in merito alla manovra economica. L’appuntamento, si legge in una nota dell’associazione dei Comuni, è nella sede dell’Anci, in via dei Prefetti 46 a Roma.

13:11 Manovra in aula alle 16:30, 350 gli emendamenti 37 – E’ confermata alle 16:30 la seduta dell’aula del Senato che inizierà a esaminare la manovra economica licenziata domenica scorsa dalla commissione Bilancio di palazzo Madama. Nel frattempo sono stati presentati circa 350 emendamenti per l’aula al testo del provvedimento: la gran parte sono firmati da esponenti dell’opposizione. Quattro emendamenti sono a firma Pdl, nessuno della Lega Nord e circa una quindicina sono stati depositati ad Forza Sud. Un emendamento è stato presentato dal governo e riguarda la delega sulla riorganizzazione degli uffici giudiziari.

13:03 Protesta davanti a Piazza Affari 36 – Circa 400 persone che avevano preso parte al corteo dei sindacati di base si sono trasferite in piazza Affari per proseguire la protesta iniziata ieri mattina con il blitz a Palazzo Mezzanotte. Il resto del corteo si e’ invece sciolto in piazza San Babila. Di fronte alla Borsa ci sono ancora le tende da campeggio in cui un gruppo di manifestanti ha dormito questa notte. La piazza resta aperta ma sorvegliata dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa, mentre l’ingresso principale della Borsa e’ stato sbarrato.

12:57 Borse tentano rimbalzo, cauta Milano 35 – I listini europei tentano il rimbalzo dopo due sedute in profondo rosso. A metà giornata, Parigi guadagna lo 0,91%, Francoforte l’1,07% e Londra l’1,49%. Resta cauta, invece, Milano dove il Ftse Mib fa segnare un -0,07% e il Ftse all share -0,06%. Sotto pressione ci sono ancora i titoli ciclici con Fiat industrial che arretra del 3,99% e Fiat dello 0,42%. Il settore bancario appare contrastato.

12:56 Berlusconi torna a Roma, possibile vertice di maggioranza 34 – Il premier Silvio Berlusconi sta rientrando a Roma dopo oltre una settimana di assenza. Al suo arrivo nella capitale è possibile un vertice di maggioranza per valutare le eventuali correzioni alla manovra, dopo che anche il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ha riconosciuto che “uno sforzo per rendere la manovra ancora più incisiva va fatto”, soprattutto alla luce dell’appello del capo dello Stato. Gli esponenti di maggioranza sono già allertati per la possibile riunione, anche se l’orario non è stato ancora fissato.

12:54 Tecnici al lavoro, possibile ritorno contributo solidarietà e aumento Iva 33 – Il ritorno al contributo di solidarietà e, come estrema ratio, un aumento immediato dell’Iva. Sono le strade che i tecnici stanno battendo per definire quelle modifiche necessarie ad introdure nella manovra misure “più efficaci”, come chiesto ieri sera dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

12:41 Rutelli: Pronti a votare modifiche per dare credibilità a manovra 32 – E’ necessario “dare credibilità” alla manovra. Il Terzo polo, pur restando all’opposizione, è pronto a votare anche modifiche alle pensioni che rendano la manovra più seria di fronte ai mercati e alle istituzioni europee. Lo ha dichiarato il leader dell’Api, Francesco Rutelli, parlando con i giornalisti al Senato.

12:28 Sacconi: Togliere l’articolo 8? Non se ne parla 31 – Il Governo non ha nessuna intenzione di stralciare l’articolo 8 dalla manovra all’esame del Senato. Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “A Bersani che pretende addirittura la rinuncia all’articolo 8 – avverte Sacconi – rispondiamo che non se ne parla proprio nel nome, da un lato, della sua corrispondenza a una delle più esplicite richieste della Bce e, dall’altro, di un consenso che ha visto convergere la maggioranza e il Terzo polo oltre alla sua accettazione da parte della maggioranza degli attori sociali”.

12:27 Ministro Esteri Spagna: Europa non entrerà in seconda recessione 30 – Il ministro dell’economia spagnolo Elena Salgado ha affermato oggi che l’Europa “assolutamente non entrerà in una seconda recessione”. La vicepremier di Madrid, in dichiarazioni alla radio pubblica Rne, si è detto d’accordo con il presidente della Commissione Ue Manuel Barroso nel ritenere che ci sara una crescita più “modesta”, ma ha escluso categoricamente l’ipotesi di una nuova recessione.

12:19 Germania frena, ordini industria luglio -2,8% 29 – Nuovi segnali di rallentamento della ripresa anche dalla Germania, prima economia dell’area euro: a luglio l’industria teutonica ha registrato una contrazione del 2,8 per cento sugli ordinativi, anche se esclusivamente dovuta alle commessa dell’estero. Le cifre sono state diffuse dal ministero dell’economia tedesco, precisando che gli ordinativi dal mercato estero sono crollati del 7,6 per cento, mentre quelli del mercato tedesco sono cresciuti del 3,6 per cento.

12:18 Tajani: Manovra va potenziata 28 – In questo momento l’Italia ha una “responsabiltà storica: deve rassicurare i mercati” varando al più presto una manovra che porti al pareggio di bilancio e “dia un segnale forte per la crescita”. Questo il monito lanciato dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, il quale ha anche evidenziato che la pur “lodevole” iniziativa per la lotta all’evasione non presenta “certezze contabili”. E’ quindi necessario potenziare la manovra con interventi mirati su Iva, pensioni e per il rilancio della crescita e procedere al sua definitivo varo al più presto, possibilmente “entro la settimana”.

12:06 Bce acquista Btp 27 – La Bce è di nuovo attiva sul mercato secondario con acquisti di Btp e Bonos spagnoli nel tentativo di stabilizzare gli spread con i corrispondenti titoli di stato tedeschi. Secondo alcuni operatori, gli acquisti si concentrano su titoli decennali e vengono definiti “aggressivi”.

12:06 Schauble: Preoccupanti turbolenze su mercati finanziari 26 – Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha espresso preoccupazione per le nuove ondate di turbolenze che stanno investendo i mercati finanziari europei. Parlando al Bundestag, dove si è aperto oggi il dibattito sulla manovra finanziaria per il 2012, Schaeuble ha sottolineato che la discussione si apre “in un quadro di preoccupanti turbolenze sui mercati finanziari”.

11:57 Spread in netto calo a 352 punti 25 – Il premio di rendimento sui Btp italiani decennali è in netto calo a 352 punti dagli oltre 370 delle prime ore stamani. Sotto i massimi anche gli spread di Grecia (1.752 punti), Portogallo (891) e Irlanda (680), Spagna (328), Francia (80 punti).

11:41 Milano tenta il recupero 24 – Dopo un avvio estremamente volatile, Piazza affari prova a stabilizzarsi portandosi in territorio positivo, in scia ai guadagni delle altre borse europee. A Milano il Ftse Mib e il Ftse it all segnano un rialzo rispettivamente dello 0,87% e dello 0,79%; a Parigi il cac40 guadagna l’1,1%, a Francoforte il dax l’1,3%. L’annuncio di un target minimo per il cambio franco/euro da parte della banca nazionale svizzera sta supportando la moneta unica. Il rafforzamento dell’euro allenta la tensione sui Btp, con lo spread con il bund tedesco sceso intorno ai 370 punti dai 380 di avvio di mattinata.

11:39 Spagna critica Italia: Ha perso rigore 23 – La Spagna lancia critiche verso lIitalia, accostandola alla Grecia e affermando che la manovra ora in discussione ha perso il suo carattere di rigore “in pochi giorni”. I due paesi “non stanno centrando i loro obiettivi di risanamento”, ha affermato il portavoce del governo, José Blanco sulla rete televisiva Télécinco, questo è “molto preoccupante” e finisce per alimentare “una fase di turbolenza” dei mercati di cui sta facendo le spese anche la Spagna.

11:27 Svizzera blocca corsa del franco 22 – La banca centrale svizzera blocca la corsa del franco segnalando che l’attuale valore rappresenta una minaccia per l’economia elvetica. Il cambio con l’euro è stato fissato ad un minimo di 1,20 franchi. “Con effetto immediato” si legge in una nota, la banca centrale “non accetterà più un tasso di cambio tra euro e franco svizzero inferiore a 1,20 franchi”.

11:18 Manovra, conferenza capigruppo spostata alle 15:30 21 – La conferenza dei capigruppo del Senato, inizialmente convocata per oggi alle 12 per fissare i tempi di esame della manovra, è stata posticipata alle 15,30. Lo rende noto un comunicato.

11:08 Lega insiste su contributo solidarietà calciatori 20 – La Lega Nord insiste sul contributo di solidarietà a carico dei calciatori. L’unico emendamento alla manovra presentato dal carroccio in aula al senato prevede l’introduzione del contributo del 10% per i redditi da 500.000 euro e fino ad un milione e del 20% per i redditi superiori.

10:58 Borse, Bruxelles propone stop automatici scambi con movimenti bruschi 19 – Tra le nuove regole proposte per il funzionamento dei mercati finanziari, la commissione Ue prevederà meccanismi automatici di interruzione temporanea degli scambi in borsa in caso di movimenti bruschi dei prezzi in un senso o nell’altro. Lo scrive il quotidiano tedesco Handelsblatt. Inoltre tutte le piattaforme saranno obbligate a chiedere una licenza e saranno sottoposto alla regolazione dei mercati borsistici così come ogni altro partecipante agli scambi.

10:53 Romani: Al momento non sono previste modifiche alla manovra 18 – Al momento non è previsto l’inserimento di modifiche nella manovra economica. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Paolo Romani dopo l’invito di ieri del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad inserire misure più efficaci. “Al momento non c’è la previsione che in questi due giorni, appena si apre dibattito parlamentare, possano essere introdotte queste modifiche”, ha detto Romani intervistato da SkyTg24. “Certamente – ha aggiunto – noi abbiamo lavorato in un periodo eccezionale e dato risposte eccezionali”.

10:36 Schauble: Germania crescerà del 3% nel 2011 17 – L’economia tedesca dovrebbe crescere quest’anno del 3%, mentre dal 2013 si prevede una crescita media dell’1,6%. A dirlo è il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, secondo cui l’area euro deve insistere con la strategia degli aiuti finanziari per risolvere la crisi, visto che le alternative sono rischiose e porterebbero ad un contagio. Schaeuble ha aggiunto che la Germania si sente a disagio di fronte al dibattito sull’ipotesi di fare dell’area euro un’unione fiscale.

10:35 Pdl assicura: passa emendamento su specificità 16 – L’articolo a tutela delle specificità delle Regioni a statuto speciale – già approvato dalla Commissione Bilancio del Senato – farà parte senza dubbio della nuova manovra finanziaria. Lo ha assicurato questa mattina il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, al coordinatore vicario del Pdl della Valle d’Aosta, Alberto Zucchi, durante una telefonata per fare il punto sulle ricadute della manovra sulla regione alpina.

10:33 Manovra, 400 emendamenti presentati in Aula 15 – Sono circa 400 gli emendamwenti alla manovra presentati in aula al Senato. Di questi una novantina portano la firma del Pd e altrettanti dell’Idv. L’esame della manovra nell’assemblea di Palazzo Madama parte oggi pomeriggio alle 16,30 e l’ipotesi più accreditata è quella di giungere al voto finale nella giornata di domani anzichè entro sabato, come era già stato previsto della conferenza dei capigruppo.

10:31 Bonanni: Da noi mai deroghe all’articolo 18 14 – “Dico fin d’ora che la Cisl non utilizzerà la possibilità di derogare all’art. 18 sui licenziamenti. E’ una norma che non abbiamo chiesto e che giudichiamo inopportuna”. Lo afferma ad Avvenire il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, nel giorno dello sciopero contro la manovra indetto dalla Cgil che, sottolinea, “chiamano generale ma che generale non sarà”.

10:13 Europa prova a ripartire 13 – L’Europa prova a ripartire, dopo una partenza contrastata e all’indomani di chiusure molte negative. Alle 10 circa è il listino londinese a guidare i rialzo con il Ftse che guadagna l’1,36% a 5.172 punti, seguito da Parigi che registra un progresso dell’1,17% a 3.034.

10:11 Borse nervose in attesa dell’apertura di Wall Street 12 – Andamento incerto per le principali borse europee, all’indomani di una seduta nerissima per le piazze del Vecchio continente che hanno bruciato oltre 250 miliardi di euro, sui timori di una recessione mondiale. A un’ora dall’avvio delle contrattazioni, a Milano il Ftse Mib e il Ftse it all cedono rispettivamente lo 0,10% e lo 0,15%, Parigi viaggia sulla parità e a Francoforte il Dax guadagna lo 0,2%. Il mercato attende l’apertura di Wall Street, ieri chiusa per festività, e alcuni dati macro Usa, tra cui l’indice Ism servizi ad agosto.

10:10 Stracquadanio: In manovra forse aumento Iva 11 – Nell’iter parlamentare potrebbero rientrare l’aumento dell’Iva e il contributo di solidarietà? Il primo potrebbe esserci, il secondo no”. Così Giorgio Stracquadanio (Pdl) ospite a “Omnibus” su La7. “Ma non è così rilevante – ha aggiunto – perchè torneremo su questi temi tra qualche mese”. “Non vedo alternative politiche credibili: le elezioni non sono praticabili”, ha concluso Stracquadanio.

09:58 Lo spread Btp-Bund si restringe a 372 punti 10 – Lo spread di rendimento btp-bund si restringe a 372 punti dopo aver toccato, all’apertura dei mercati europei, un picco di 380 punti con il rendimento del Btp decennale che era salito sopra il 5,60%, ora ridimensionatosi al 5,56%.

09:40 Idv pronta a ostruzionismo su manovra 9 – L’Italia dei valori è pronta a fare ostruzionismo alla manovra economica in Parlamento. Ad annunciarlo è stato Antonio Di Pietro a margine della manifestazione della Cgil a Roma. “Faremo il nostro ostruzionismo”, ha detto il leader dell’Idv.

09:39 Tokyo chiude a -2,21%, minimi da aprile 2009 8 – La Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi ai minimi di seduta, in calo del 2,21%, ai livelli più bassi da aprile 2009: il Nikkei, sui timori della frenata dell’economia Usa e sulla tenuta del debito sovrano in Eurolandia, si ferma a quota 8.590,57, con la perdita netta di 193,89 punti.

09:37 Corte Germania decide domani su aiuti Grecia 7 – E’ attesa per domani l’ultima parola della corte costituzionale tedesca sugli aiuti finanziari concessi a Grecia, Portogallo e Irlanda che, secondo i ricorrenti, sarebbero stati concessi in violazione della normativa tedesca ed europea. Il ricorso è stato presentato da un gruppo di professori universitari e da un deputato della Cdu, il partito di Angela Merkel, contro il contributo della Germania, approvato dal parlamento tedesco, al piano di salvataggio della Grecia.

09:37 Piazza Affari torna negativa 6 – Piazza Affari fallisce il rimbalzo. Basta una manciata di minuti e Milano, insieme agli altri listini europei, torna in negativo. Il Ftse Mib perde l’1,23% a 14.157 punti.

09:21 Nuovo record per l’oro a 1.921,15 dollari l’oncia 5 – Nuovo record storico per l’oro, che sfonda anche la soglia di 1.920 dollari l’oncia, spinto dai timori che la crisi del debito europea possa aggravarsi: il metallo prezioso con consegna immediata è arrivato a toccare 1.921,15 dollari (+1,1%), aggiornando il precedente record di 1.913,50 dollari l’oncia registrato il 23 agosto.

09:20 Spread Btp-Bund sale a 380 4 – All’apertura dei mercati ancora vendite sui titoli del debito pubblico italiano, con il rendimento del Btp decennale salito a 5,63%, mentre quello del Bund tedesco è sceso a 1,83%. Così lo spread Btp-Bund si è allargato a 380 punti. Il nuovo deterioramento, spiegano nelle sale operative, è alimentato dallo scettiscismo sull’efficacia della manovra-bis, che il mercato giudica insufficiente per riportare il bilancio pubblico in pareggio nel 2013.

09:19 Barroso: “Dalla crisi l’Europa uscirà più forte” 3 – L’Europa uscirà “più forte” dalla crisi attuale nella zona euro. E’ quanto stima il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, che si dice “assolutamente certo” che l’euro sopravviverà. “Penso che l’Europa uscirà da questa crisi più forte perchè ora tutti, a sinistra e a destra, sono accordo nell’affermare che in Europa abbiamo bisogno di riforme strutturali per diventare più competitivi”, ha detto Barroso nel corso della sua prima visita in Australia.

09:17 Piazza Affari risale 2 – Dopo un avvio in lieve calo, Piazza Affari ha subito azzerato le perdite ed è risalita in territorio positivo assieme agli altri principali mercati finanziari europei. A Milano il Ftse Mib sale dello 0,42% a 14.394 punti, mentre l’All Share segna un +0,346 a 15.255 punti.

09:16 Piazza Affari -0,28%, contrastata l’Europa 1 – Dopo un lunedì nerissimo, aprono contrastate le principali borse europee. A Milano l’indice Ftse Mib ha avviato la giornata in flessione dello 0,28% mentre il Ftse All Share segna un -0,12%. Parigi, in avvio di contrattazione, guadagna lo 0,45%, Londra cede lo 0,24%. Bene il Dax di Francoforte che registra un progresso dello 0,48%.

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06 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/2011/09/06/dirette/borsa_e_manovra-21281567/?ref=HRER3-1

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Palestinesi Israeliani: In lotta per la casa

Palestinesi Israeliani: In lotta per la casa

Per i palestinesi israeliani il problema va oltre il carovita. La discriminazione è istituzionale. Ma c´è chi, lontano dal mainstream degli indignados, incomincia a riconoscere che il nemico è comune


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di IKA DANO

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Gerusalemme, 06 settembre 2011, Nena News (nella foto, la famiglia Al-Aju a Ramleh) – Diritto alla casa. E´questo il fulcro delle proteste che da mesi ormai portano in strada centinaia di migliaia di israeliani. Il costo degli immobili è aumentato, e la classe media inizia a faticare a comprare un’abitazione. Ma se l’emblema degli indignados israeliani sembra essere piuttosto  la giovane coppia che – pur lavorando – non si puó più permettere un mutuo con disinvoltura, altra è la realtá dei ceti più marginalizzati in Israele.  Palestinesi israeliani innanzitutto, ma anche ebrei israeliani di terza classe. Gli uni discriminati dalla legge stessa, gli altri dalle politiche neo-liberiste che hanno avuto la meglio sullo stato sociale.

Per migliaia di cittadini israeliani palestinesi, la questione va ben oltre il carovita. E i problemi veri sono iniziati molto prima della svolta liberista del governo israeliano: con la creazione dello stato di Israele nel 1948, gran parte della terra prima sotto mandato britannico è stata nazionalizzata. Due anni dopo la Knesset adottava la legge 20 sulla “proprietà degli assenti”, che deliberava espressamente la nazionalizzazione della proprietà dei rifugiati palestinesi che, temporaneamente, avevano abbandonato la propria casa in fuga dalla guerra. Nel 1960, la nuova “Amministrazione del territorio israeliano” (ILA) veniva incaricata di dare in locazione abitazioni e terreni, un diritto ereditabile di generazione in generazione. Ma non per tutti. A completare questo caleidoscopio legale, contro i Palestinesi a Jaffa come a Gerusalemme, viene applicata ad hoc la legislatura ottomana, che garantisce l’ereditarietà del diritto alla locazione solo fino alla seconda generazione rispetto a quella che aveva stipulato un contratto con lo Stato.  La terza generazione si ritrova ora senza alcun pezzo di carta in mano per rivendicare i propri diritti.

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Secondo le statistiche ufficiali, nel 1997 il 79.5% della terra era sotto il controllo dell’ “Amministrazione del territorio israeliano” (ILA), il 14% di proprietà del Fondo Ebraico  Nazionale, istituito dal quinto congresso sionista del 1901, e solo il 6.5% in mano a privati. Nell’ ultimo decennio, la crescente privatizzazione di terreni e case per lucrosi investimenti ha dato il via libera a sfratti arbitrari in grande stile. Sono 1500 famiglie sfrattate ogni anno, secondo l’Associazione per i Diritti Civili in Israele (ACRI). Le case vengono sgomberate e affittate a non-arabi. In zone particolarmente interessanti per investimenti, vengono restaurate a puntino o invece distrutte per lasciare spazio a nuovi progetti. Gli abitanti senza tetto si trasferiscono altrove, quando possono. O trovano rifugio in casa di parenti. Quando non c´è nessuno che possa accoglierli, il tentativo di trovare altre soluzioni si fa più disperato.

Ramleh, una delle sei città miste arabo-israliane in Israele. “Siamo una famiglia originaria della vicina città di Led – racconta Yasmine Al-Aju – e siamo fuggiti nel ’48. Solo una parte della famiglia ce l’ha fatta ad arrivare in Giordania, mentre noi siamo ritornati nelle  nostre terre e ci siamo stabiliti a Ramleh. Viviamo qui dal 1959, definiti “illegali”, perchè la casa é a nome di un’altra famiglia. Abbiamo provato ripetutamente a chiedere l’ufficializzazione della nostra residenza, ma ci è sempre stata rifiutata” continua Yasmine al centro del cortile dove è stata allestita la protesta per resistere allo sfratto. “Quando sei mesi fa ci è arrivata la prima ingiunzione di sfratto, ci hanno dato 24 ore per sgomberare tutto e andarcene. Soldati e un documento firmato Amidar. Ci siamo dovuti mobilitare, siamo 60 individui, dove saremmo potuti andare altrimenti? Nessuno ci avrebbe potuto ospitare”. Il ricorso in tribunale – presentato da associazioni volontarie che offrono assistenza legale – ha congelato l’ingiunzione per alcuni mesi. Ma otto settimane dopo, ecco la seconda ingiunzione, valida per 30 giorni, durante i quali l’esercito sarebbe potuto sopraggiungere e con un’azione degna di un’operazione militare sgomberare tutti con la forza. La famiglia chiede aiuto al Comitato Popolare di Ramleh e si organizza. Insieme al Movimento di Solidarietà Sheikh Jarrah e al Movimento politico israelo-palestinese Tarabut, mettono in piedi un presidio di un centinaio di attivisti palestinesi, israeliani e internazionali che per 24 giorni e notti fanno da guardia alla casa.  Lo sfratto viene congelato ancora una volta. Una vittoria temporanea, ma un trionfo per la famiglia Aju, scampata alla strada.

Ma non è solo per solidarietà che alcuni israeliani si uniscono a simili azioni di resistenza. In realtà isolate c´è chi ha fatto il primo passo:  oltre al razzismo istituzionalizzato contro i Palestinesi cittadini di Israele, le politiche discriminatorie e la privatizzazione colpiscono le fasce più vulnerabili, ebraiche o arabe che siano. “Ci siamo organizzati con tende in piazza per dire no alle discriminazioni e chiedere uguali diritti per tutti, arabi ed ebrei”, racconta Yael del comitato popolare di Jaffa. “A Jaffa nel 1947 abitavano 120 000 palestinesi, ora sono 20 000 – spiega Yael, lei stessa israeliana – In un recente processo contro un ordine di sfratto sono rimasta allibita quando il rappresentante legale dell’agenzia Amidar ha dichiarato apertamente che il proposito degli sfratti era ripulire Jaffa dai palestinesi israeliani, e farli sloggiare in altre cittá periferiche, Led o Ramleh. Ma gli investimenti privati colpiscono anche le famiglie ebree più povere, e c´è chi incomincia a capire che il nemico è comune”. Ricerche dell’Associazione per i Diritti Civili in Israele riportano di 50 000 bambini in Israele – non unicamente arabi – non registrati in alcuna scuola, perché fanno una vita da senza tetto, di casa in casa, di scuola in scuola.

A parte alcuni esempi isolati, come la “Tenda 48”, un’iniziativa congiunta di arabi ed israeliani che chiedono la fine delle politiche discriminatorie, per gli indignados di Israele questo sembra essere un problema secondario. Nena News.

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fonte:  http://www.nena-news.com/?p=12503

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RIPARTIRE DAI MOVIMENTI SOCIALI, IN ISRAELE E PALESTINA

Una dichiarazione storica, siglata dai movimenti sociali palestinesi ed israeliani, per definire un piano comune di lotta che miri alla liberazione del popolo palestinese.

RIPARTIRE DAI MOVIMENTI SOCIALI, IN ISRAELE E PALESTINA

MARTA FORTUNATO Beit Sahour (Cisgiordania), 6 settembre 2011, Nena News (nella foto conferenza di Hebron) – Nuovi passi per la lotta congiunta israelo-palestinese: la resistenza palestinese ora ha una nuova arma. Martedì 6 settembre venti partiti politici e movimenti sociali palestinesi ed israeliani* hanno sottoscritto e pubblicato una dichiarazione di intenti in cui vengono definite e delineate le strategie comuni che questi attori…

Continua

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Manovra, Cgil in piazza: via il governo. Camusso: cancellare vergogna dell’art. 8

Manovra, Cgil in piazza: via il governo
Camusso: cancellare vergogna dell’art. 8

Sacconi: non se ne parla. Sfilano anche Bersani e Di Pietro
Incidenti a Napoli, lanci uova a Roma, Milano e Torino/Video

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 Sciopero generale Cgil contro la manovra
 Lo sciopero a Milano
 La mobilitazione a Torino
 Camusso, scioperiamo perché il Paese non merita questa manovra

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ROMA – La Cgil è scesa in piazza oggi in cento città contro la manovra: «Abbattiamo il muro della crisi», recitava lo striscione in testa al corteo di Roma. Per lo sciopero disagi soprattutto nei trasporti: metro ferme a Roma, voli cancellati negli aeroporti, treni a rischio. Secondo la Cgil l’adesione dei lavoratori è stata del 60%.

Manovra incivile e irresponsabilè dice Susanna Camusso, che chiede al governo di cancellare la norma che facilita i licenziamenti. Non se ne parla, replica il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Al Senato intanto prosegue il lavoro sottotraccia per nuove modifiche alla manovra. Il decreto arriva oggi in aula.

Manifestazioni in 100 piazze italiane, braccia incrociate per 8 ore, stop dei trasporti: è il giorno dello sciopero generale indetto dalla Cgil contro una manovra definita «profondamente iniqua». Nella capitale, oltre al corteo della Cgil, si è tenuta anche una manifestazione dell’Usb, che ha sfilato fino a piazza Navona.

A Roma il corteo Cgil, partito da piazza dei Cinquecento, è aperto dai taxi e colorato di bandiere rosse del sindacato. «Cambiare la manovra per dare un futuro al paese; più crescita, più occupazione, più sviluppo»; «Abbattiamo il muro della crisi», si legge su alcuni striscioni.

Tanti gli esponenti politici al corteo, aperto dal segretario generale Cgil Susanna Camusso e da quello di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino: ci sono il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, di Sel, Nichi Vendola, e il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli.

Camusso: «Siamo vicini all’abisso». «È uno sciopero generale contro una manovra assolutamente ingiusta e, come è sempre più evidente in queste ore, totalmente irresponsabile – spiega Camusso -. Quando si è sull’orlo dell’abisso bisogna fare un passo indietro. Il paese è in una situazione molto difficile e per questo abbiamo proposto una contromanovra che ha esattamente gli stessi saldi, perché pensiamo che bisogna intervenire rapidamente ma se si fa il passo sbagliato si entra nell’abisso, invece che fare un passo indietro». «Tutti quelli che si stanno almanaccando sulle discese in campo è bene che comincino a dire che questo governo se ne deve andare perché fa male al Paese», ha poi aggiunto riferendosi all’ipotesi di un governo tecnico.

«È possibile una manovra strutturale più equa, che non scarica solo sul pubblico impiego e sul reddito fisso – aggiunge Camusso -. Questa manovra, scarica sul lavoro tutti i costi delle difficoltà finanziarie. Non ha un’idea sul futuro del Paese e sulla crescita necessaria. È una manovra che il Paese non si merita. Chiediamo qual è la distribuzione dei carichi, perchè per come è fatta non paga nulla chi non ha mai pagato e chi ha di più. Noi abbiamo proposto una contro-manovra che mantiene gli stessi saldi».

«Si stralci l’articolo 8. Bisogna cancellare una norma che è ingiusta, che è una vergogna – afferma ancora il leader della Cgil -. Se il Parlamento non lo stralcia devono sapere che intraprenderemo tutte le strade e le iniziative possibili perché questa vergogna deve essere cancellata. Lo diciamo anche a Confindustria».

«Lo sciopero non è mai irresponsabile ma è uno strumento di difesa delle condizioni dei lavoratori», dice ancora Camusso che attacca il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo cui lo sciopero è “demenziale”. «Mi sembra che il segretario generale della Cisl sia sull’orlo di una crisi di nervi. Lo sciopero non è mai uno strumento irresponsabile. È lo strumento di difesa e di miglioramento delle condizioni dei lavoratori».

«Se correggessimo con serietà la manovra e avviassimo un percorso di proposta politica potremmo arginare la sfiducia – commenta il segretario del Pd Pierluigi Bersani -. Serve un governo di emergenza o transizione che prenda misure eque , che metta mano alla legge elettorale, che ci consenta di andare a votare con un certo anticipo rispetto alla scadenza naturale».

«Si tratta di una protesta immensa, di cui bisogna capire il senso e che va ascoltata – dice l’ex premier Massimo D’Alema, in piazza a Genova – Questa manovra è percepita come ingiusta perché scarica ancora una volta tutti i maggiori costi sui più deboli e non contiene nulla per il lavoro, lo sviluppo e la crescita del Paese».

«Noi faremo ostruzionismo» contro una manovra «distruttiva, cui ci opporremo con tutte le nostre forze perché è dannosa e con questa scusa si vanno a comprimere anche i diritti dei lavoratori», afferma il leader dell’Idv, Antonio Di PIetro. Anche il presidente della Repubblica ha detto che questa manovra non va bene quindi Napolitano tragga le sue conseguenze e sciolga questo Parlamento, ha aggiunto, arrivando al corteo organizzato dalla Cgil a Roma per manifestare contro la manovra. «Non ho nessuna fiducia che in Parlamento ci si possa liberare di questo Governo per questo serviranno, una, cento, mille piazze per dare al più presto una spinta dal basso per cacciare questo Governo», aggiunge Di Pietro.

Il Governo non ha nessuna intenzione di stralciare l’articolo 8 dalla manovra all’esame del Senato, assicura Sacconi: «A Bersani che pretende addirittura la rinuncia all’articolo 8 rispondiamo che non se ne parla proprio nel nome, da un lato, della sua corrispondenza a una delle più esplicite richieste della Bce e, dall’altro, di un consenso che ha visto convergere la maggioranza e il Terzo polo oltre alla sua accettazione da parte della maggioranza degli attori sociali».

Fumogeni, petardi e uova sono stati lanciati da alcuni manifestanti del corteo dell’Usb contro il Dipartimento della Funzione Pubblica della presidenza del Consiglio in corso Vittorio Emanuele. Sono state anche imbrattate le mura ed il portone dell’edificio con insulti rivolti al presidente del consiglio e ai ministri Brunetta e Sacconi. Le strade che portano al Senato sono state bloccate dalle forze dell’ordine. Non è consentito alcun accesso a palazzo Madama, nè da Corso Vittorio Emanuele, nè da piazza delle Cinque Lune. Uova sono state lanciate dai manifestanti anche contro le forze dell’ordine.

Scontri a Napoli. Otto poliziotti sono rimasti feriti in incidenti avvenuti nei pressi di piazza Municipio. Numerosi manifestanti che stavano partecipando al corteo indetto dello Slai Cobas e da altri sindacati autonomi hanno iniziato un fitto lancio di uova contro la sede della Banca d’Italia. Successivamente diversi petardi tra cui bombe carta sono state lanciate ad altezza d’uomo contro la polizia. Otto poliziotti sono finiti all’ospedale tra cui alcuni della Digos e del reparto Mobile. Un militante ritenuto dalla questura vicino ai centri sociali è stato condotto in questura per accertamenti.

A Milano uova e fumogeni contro Unicredit. Un fitto lancio di uova e anche di qualche fumogeno ha bersagliato il Palazzo del Credito Italiano in piazza Cordusio a Milano, sede di Unicredit. Al passaggio del corteo dei sindacati di base e degli studenti per lo sciopero generale, l’edificio è stato oggetto del lancio di uova da parte di un gruppetto di ragazzi. Sulle porte a vetri sono poi stati affissi alcuni cartelli, uno dei quali fa riferimento alla contestata frase del premier Silvio Berlusconi, intercettata nell’ambito dell’inchiesta Tarantini: «Se questo è un Paese di merda sappiamo chi ringraziare». Ancora uova e fumogeni contro la filiale della Banca popolare di Novara in via Santa Margherita e poi contro i poliziotti in piazza San Babila.

A Torino la facciata della sede della Banca d’Italia è stata imbrattata con vernice rossa contenuta nelle uova di plastica scagliate da alcuni manifestanti dell’Usb. Prima del lancio i dimostranti, che facevano parte di un altro corteo rispetto a quello ufficiale della Cgil, hanno indossato camici verdi mimando il prelievo di sangue dalle loro braccia.
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Martedì 06 Settembre 2011 – 09:08    Ultimo aggiornamento: 16:20

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=162037&sez=HOME_ECONOMIA

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Il governo blinda la manovra. Opposizioni sulle barricate / Aumento dell’Iva dal 20 al 21%

06/09/2011 – CRISI – L’ITER IN PARLAMENTO

Il governo blinda la manovra
Opposizioni sulle barricate

Chiesta la fiducia, è scontro. Bersani: sanno solo mentire

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Pierluigi Bersani al corteo per lo sciopero della Cgil con il segretario Susanna Camusso

La manovra riceverà il via libera del Senato entro domani e il governo porrà la questione di fiducia. L’ufficializzazione arriva dal Consiglio dei ministri che ha dato il via libera alla “blindatura” del decreto.

Il governo alla fine ha dovuto mettere ancora una volta mano al testo approvato domenica dalla commissione Bilancio del Senato e decidere l’introduzione di alcune novità: l’aumento di un punto dell’Iva dal 20 al 21%, un contributo del 3% sopra i 500mila euro e l’anticipo dell’aumento dell’età di pensionamento delle donne nel settore privato già dal 2014.

«La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha preso atto dell’intenzione del governo di porre la fiducia in vista della presentazione di un emendamento che verrà varato dal Consiglio dei ministri – ha spiegato il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri -. Noi comprendiamo l’esigenza del governo di garantire il rafforzamento della manovra, come auspicato anche dal presidente della Repubblica, e il rispetto dei tempi che richiedono la conclusione entro domani».

L’opposizione insorge. Durissimo il giudizio di Bersani: «Avevano promesso di non mettere la fiducia per consentire il dibattito e il contributo da parte di tutti. Ma ancora una volta hanno cambiato le carte in tavola. Questo è un governo che sa solo mentire», ha dichiarato il segretario Pd in una nota. «L’ennesima chiusura di ogni possibile discussione ci consegna una manovra che resta iniqua e inefficace». Per Vendola si tratta di un «atto di violenza contro il Paese». «Alfano, Gasparri e Frattini hanno ripetuto che non sarebbe stata posta la fiducia e invece il governo la metterà. È più facile parlare con una banda di cialtroni che con questo governo», tuona il presidente dei senatori dell’Idv, Felice Belisario.

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fonte:  http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/419019/

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Aumento dell’Iva dal 20 al 21%

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di Nicoletta Cottone

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Ritocco dell’Iva nella manovra, annunciato da palazzo Chigi al termine di un vertice di maggioranza. Iva, aumento di un punto dal 20 al 21%
Come annunciato dal Sole 24 Ore in edicola martedì 6 settembre, l’Iva aumenta di un punto. Palazzo Chigi annuncia l’aumento dal 20 al 21% dell’aliquota ordinaria, con destinazione del maggior gettito al miglioramento dei saldi del bilancio pubblico. Secondo una stima del Sole 24 Ore – elaborata in vista degli emendamenti – un punto di aumento dell’Iva dal 20 al 21% vale 4,9 miliardi. Il ritocco dell’Iva peserà 2.719,1 milioni sul Nord, 1.193,7 milioni sul Centro Italia e 968,6 milioni sul Sud.

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06 settembre 2011

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-06/aumento-170718.shtml?uuid=Aa6pd31D

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Emergency arriva a Firenze: La festa compie 10 anni

Emergency arriva a Firenze
La festa compie 10 anni

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Fino a domenica conferenze, musica, spettacoli, mostre e dibattiti. Gino Strada è in Sudan per le trattative di rilascio di Francesco Azzarà. “Speriamo ancora di averlo ospite d’onore”

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di MARIA CRISTINA CARRATU’

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Emergency arriva a Firenze La festa compie 10 anni

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«Ovunque, nel mondo, la gente chiede la stessa cosa: lavoro, scuola, ospedali, case. Anche in Italia, dove il governo invece che fare asili nido compra cacciabombardieri. Ecco perché oggi ero in piazza: per difendere anche qui dei diritti violati». Appena rientrata dalla manifestazione della Cgil contro la manovra Cecilia Strada presenta in Palazzo Vecchio, accanto al sindaco Matteo Renzi ( che invece, come aveva annunciato, non è sceso in piazza), il 10° incontro nazionale di Emergency, a Firenze per il terzo anno consecutivo, giunta al suo 17° anno di vita con all’attivo 4 milioni di 300 mila persone curate in 16 paesi del mondo, «l’unico vero contributo all’esportazione di pace e democrazia» dice la figlia del fondatore.

Lui, Gino Strada, è ancora in Sudan, dove sta seguendo le trattative per il rilascio del volontario di Emergency Francesco Azzarà, rapito il 15 agosto scorso, non tornerà, ha detto, se non al fianco dell’ostaggio liberato, «ma noi», dice Cecilia, «speriamo ancora di averlo ospite d’onore». Da oggi a domenica fra Palazzo degli affari, teatro Verdi, e Mandela Forum, conferenze, musica, spettacoli, mostre e dibattiti «per andare insieme oltre la guerra» vedranno la partecipazione, oltre che dei volontari di tutta Italia di Emergency, di esponenti della cultura, della politica e dello spettacolo. Si parte stasera (ore 18, Palaffari), con «La rappresentazione della guerra» dibattito con Lamis Andoni (Al Jazeera), Giampaolo Cadalanu (Repubblica), il chirurgo di Emergency Marco Garatti e l’economista Loretta Napoleoni, e alle 21 (Teatro Verdi) Stefano Bollani in concerto con I Visionari. Domani (ore 21, Verdi), Gad Lerner condurrà «Come si inventa un nemico», con Cecilia Strada, Matteo Renzi, Giuliano Pisapia, Gianni Mura, Mark Lacy, Salvatore Palidda.

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06 settembre 2011

fonte:  http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/09/06/news/il_festival_di_emergency-21299939/?rss

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ROMA – Cgil, Roma scende in piazza contro la manovra – VIDEO: Intervento di Susanna Camusso

Intervento di Susanna Camusso. Sciopero Generale 6 settembre 2011

Caricato da in data 06/set/2011

Sciopero Generale 6 settembre 2011. Intervento conclusivo di Susanna Camusso,Segretario Generale CGIL

LA DIRETTA

Cgil, Roma scende in piazza contro la manovra
E a piazza Navona l’Usb pianta le tende / Diretta

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Nella capitale due cortei: il primo da piazza dei Cinquecento è giunto al Colosseo, il secondo da Largo Corrado Ricci è arrivato in piazza Navona dove i manifestanti hanno montato tende da campeggio. Riattivate le metro A e B e il servizio di trasporto pubblico. Chiusi molti nidi pubblici. Disagi anche in alcuni ospedali. Cento voli cancellati a Fiumicino, 29 a Ciampino

Cgil, Roma scende in piazza contro la manovra E a piazza Navona l'Usb pianta le tende / Diretta

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ore 17.40. Agenzia per la Mobilità informa che dalle 17 è nuovamente attivo il servizio di trasporto pubblico locale, interessato dalle 9 di questa mattina dallo sciopero generale di 8 ore indetto da Cgil e Usb

ore 16.43. Secondo quanto rilevato da Roma Tpl, società che gestisce le linee di trasporto pubblico periferiche, alle 15.30 l’adesione allo sciopero era del 22 per cento. Lo rende noto l’Agenzia per la Mobilità di Roma.

ore 16.38. ”Piazza Pulita”. Questo lo slogan della manifestazione che i Viola insieme agli ”indignati di Roma” stanno organizzando sabato 10 e domenica 11 nella capitale. I promotori lanciano l’appuntamento proprio nel giorno dello sciopero generale della Cgil. ”Oggi abbiamo aderito alla sciopero della Cgil e partecipato con entusiasmo alle manifestazioni che si sono tenute in tutta Italia – spiegano i Viola – Ma sabato aspettiamo tutti i cittadini indignati al corteo (che abbiamo chiamato ‘Camminata verso l’assemblea’) che partirà da piazza della Repubblica alle 14 e arriverà a piazza San Giovanni. Qui inizierà l’assemblea popolare che, partendo dalle modalità di inclusione, ascolto e autorganizzazione proprie degli Indignados spagnoli, discuterà di democrazia reale e partecipata e poi si dividerà in gruppi più piccoli per capire come sia possibile un modo diverso di affrontare questa crisi”. ”Le manifestazioni del 10 e 11, partite da un appello firmato, tra gli altri, da Dario Fo e Franca Rame, Andrea Camilleri e Daniele Silvestri, Paolo Flores d’Arcais e Oliviero Beha – proseguono – sono completamente autofinanziate e autorganizzate. Per questo invitiamo tutta la stampa a partecipare alla prossima assemblea organizzativa che si terrà domani 7 settembre dalle 19 a Roma in Piazza di Porta San Giovanni (accanto alla statua di San Francesco). Sarà un’ottima occasione per far conoscere le nostre modalità di democrazia reale a tutti i cittadini che vorranno partecipare”.

ore 16.15.
L’adesione dei lavoratori allo sciopero della Cgil è stata del 60 per cento. Il sindacato di corso d’Italia completa la rilevazione sul campione statistico, con gli ultimi dati giunti dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna, e rivede al rialzo la percentuale di lavoratori che hanno incrociato le braccia per aderire allo sciopero della Cgil contro la manovra economica. Terminato il lavoro di raccolta dei dati del panel fatto di 900 unità tra aziende, reti, uffici, servizi pubblici e commerciali altamente rappresentative del mondo del lavoro, la Cgil aggiorna la percentuale diffusa intorno alle 12 e la rivede al rialzo portandola dal 58 al 60 per cento.

ore 16. Lo sciopero blocca gli esami di riparazione in corso in questi giorni nelle scuole superiori. Un terzo degli studenti deve rimediare a una o più insufficienze (oltre a matematica e italiano la nuova bestia nera sono le lingue), ma oggi molti di loro non hanno potuto svolgere le prove scritte e orali che si tengono normalmente a settembre per poter passare alla classe successiva. Lo sciopero ha infatti tenuto molti docenti fuori dalle aule. Al liceo Talete di Roma, indirizzo scientifico, è stato tutto rinviato a domani. “C’erano 60 docenti assenti su poco più di 100- spiegano dalla scuola- Anche in segreteria su 8 persone ne mancavano 6”. Al Tasso, sempre a Roma, sono saltati gli esami di idoneità, quelli sostenuti dai ragazzi che tornano dall’estero e devono dimostrare di essere al passo con i programmi. Anche qui tutto rinviato a domani. E qualche disagio si è registrato pure in classe: il liceo ha anticipato l’avvio dell’anno scolastico e c’è stata più di un’ora di buco oggi per lo sciopero. “Ma – dicono dalla presidenza – avevamo avvertito le famiglie”. Disagi nella Capitale pure al liceo Morgagni, che ha dovuto rimandare le prove di riparazione. “Si faranno domani – spiega la preside Michesi – dovevamo chiudere nel primo pomeriggio andremo avanti fino a sera”. Nessun problema invece al Newton.

ore 14.12. Si è chiusa con il comizio finale del segretario generale, Susanna Camusso, la manifestazione organizzata dalla Cgil, partito questa mattina da piazza della Repubblica. “Se la manovra dovesse rimanere così o peggiorare noi non ci rassegniamo e saremo con i lavoratori pubblici, con i pensionati, con tutti quei sindaci e quei presidenti delle Regioni che hanno avuto il coraggio di dire di no e continueremo la nostra protesta – ha spiegato la Camusso – Ogni giorno la Cgil sarà nelle piazze per manifestare con iniziative diverse”.

ore 14.10. “L’anomalia di questo sciopero e della manifestazione è che si tiene nel momento in cui la manovra ancora non è stata votata e non ha ancora, io ritengo, la sua forma definitiva. Forse era opportuno attendere”. Così la governatrice del Lazio Renata Polverini ha commentato lo sciopero odierno. “Però per una vita ho scioperato quando l’ho ritenuto necessario e non mi sento di dare giudizi in questo senso – ha aggiunto la governatrice – i lavoratori che hanno manifestato hanno diritto al nostro rispetto”.

ore 13.40. A Roma sono scese in piazza con l’Usb “20 mila persone”. A fine corteo a fornire i numeri della protesta è il segretario generale Unicobas, Stefano D’Errico. I rappresentanti dei sindacati di base e i comitati che hanno partecipato al corteo, intanto, hanno iniziato il presidio permanente contro la manovra che tra poche ore verrà discussa in Senato. Oggi pomeriggio “si unirà anche la Fiom” e ci sarà un’assemblea, mentre i manifestanti resteranno in presidio anche questa notte, “finchè potremo”.

ore 13.10. “I tagli ulteriori previsti dalla manovra contribuiranno a peggiorare i servizi, per non parlare del taglio agli investimenti: non partirà più un lavoro pubblico, non si farà più una strada o una ferrovia, e se come dice il ministro Tremonti, la manovra non dovesse bastare a risanare il debito entro il 2013 nel Lazio saranno tagliati 10 miliardi di incentivi alle famiglie peggiorandone ulteriormente le condizioni e mettendo nuove tasse”. A dirlo, Claudio Di Berardino, segretario della Cgil di Roma e Lazio, aprendo il comizio, al Colosseo, della Cgil. Il segretario lancia poi un appello al sindaco di Roma Gianni Alemanno e al governatore del Lazio Renata Polverini: “Basta chiacchiere bisogna che dicano dove sono – ha detto Di Berardino – non possono fare riunioni con governo e maggioranza e poi tornare in Campidoglio e alla Pisana per attuare quello che hanno criticato nella manovra. Questo doppio gioco non serve, basta prendere in giro i cittadini di Roma e del Lazio, assumetevi le vostre responsabilita’”. Di Berardino ha lanciato poi un appello a Cisl e Uil Lazio: “Come si puo’ non dare una risposta insieme? Come si puo’ non rendersi conto che occorre darla ora, siamo pronti a confrontarci con qualsiasi iniziativa”.

ore 12.57. Sono almeno nove le tende da campeggio azzurre montate dai manifestanti davanti allo sbarramento di polizia, rivolte verso palazzo Madama. Gli agenti indossano caschi e scudi di protezione. Tutte le strade che portano al Senato sono state bloccate dalle forze dell’ordine. Non è consentito alcun accesso a palazzo Madama, né da Corso Vittorio Emanuele, né da piazza delle Cinque Lune; entrambi i varchi sono sotto la stretta vigilanza di polizia e carabinieri.

ore 12.47. Un gruppo di manifestanti ha lanciato uova contro un contingente della polizia che stava presidiando la strada che da piazza Navona porta a Palazzo Madama.

ore 12.42. Secondo l’Atac l’adesione allo sciopero odierno, alle ore 12, è stata del 50 per cento. Lo sto ai trasporti durerà fino alle 17

ore 12.40. “Diamo il benvenuto alle tantissime persone provenienti da tutta la regione e da molte parti d’italia che stanno manifestando per le vie di roma contro una manovra contestata da tutti, fatta di sole tasse e senza uno straccio di idea per la crescita” A dirlo è il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: “La manovra segna la fine di un governo delle destre che ha fallito in italia”

ore 12.25. La testa del corteo dell’Usb è arrivata in piazza Navona e i manifestanti si stanno assiepando verso le transenne che separano la piazza dal Senato. Con un grosso striscione che recita “Precari e irresponsabili” un gruppo di manifestanti dei movimenti di lotta per la casa sono fermi davanti al cordone delle forze dell’ordine schierate all’inizio della strada che collega la piazza al Senato. I manifestanti cantano in coro “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”. Intanto un altro gruppo di manifestanti sta montando alcune tende da campeggio nel centro della piazza. “Ci accampiamo qui perchè questa manovra non la vogliamo” hanno urlato i manifestanti intonando anche cori contro la polizia.

ore 12.15. I manifestanti, dopo il lancio di uova e vernice contro la sede del Dipartimento della funzione pubblica, hanno acceso un fumogeno blu all’ingresso del palazzo di corso Vittorio e lasciato un fallo gigante arancione con le foto di Berlusconi, Sacconi e Brunetta. Sul fallo la scritta “I diritti non si toccano”. Uova e vernice rossa sono stati lanciati contro la sede dell’Abi da alcuni manifestanti del corteo dell’Usb, all’altezza di via delle Botteghe Oscure. I manifestanti hanno colpito il portone, le insegne ed anche le finestre degli uffici dell’Abi. Il corteo sta proseguendo verso piazza Navona.

ore 12.10. Lancio di uova e petardi contro il palazzo del Dipartimento funzione pubblica della presidenza del Consiglio da parte di alcuni manifestanti del corteo Usb. Uova e vernice rossa anche contro la sede della Deutsche bank di Largo Argentina, dove sta passando il corteo dell’Usb. Su una vetrina della banca qualcuno ha scritto in arancione ‘Nazionalizzare le banche’.

ore 12.00. Dal palco montato accanto al Colosseo ha parlato prima il segretario Cgil di Roma e Lazio Claudio Di Berardino. Ora è la volta di Susanna Camusso

ore 11.30. Agenti e camionette delle forze dell’ordine hanno blindato la “zona rossa” del centro storico chiudendo via del Corso e via del Plebiscito. Con piazza Venezia chiusa al traffico, il traffico su via Nazionale e le strade limitrofe è in tilt. Ripercussioni anche sul Lungotevere

ore 11.28. La testa del corteo della Cgil è arrivata nei pressi del Colosseo dove si terrà il comizio del segretario generale Susanna Camusso e del segretario della Cgil Roma e Lazio Claudio Di Berardino. Ad accogliere i manifestanti un lungo striscione fatto calare dal secondo ordine di archi del Colosseo che recita: “Tutelano i ricchi, svendono l’Italia. Fermiamoli!”.

ore 11.25.Bonanni, dopo 35 anni mi vergogno di essere iscritto alla Cisl”. Questo uno dei cartelli esposti durante il corteo della Cgil contro la manovra economica. Ad imbracciarlo un pensionato di Frosinone, Elio Quattrociocchi, che spiega: “Sentire Bonanni dirsi d’accordo con i licenziamenti e appoggiare il governo mi ha deluso profondamente ed oggi, dopo 35 anni, mi vergogno di essere iscritto alla Cisl”. Quattrociocchi mostra le tessere del sindacato e racconta: “Sono iscritto alla Cisl dal ’77. Sono stato Rsu per nove anni e ho lavorato come operaio alla Smia Fibre di Castellaccio, in provincia di Frosinone. Oggi non mi riconosco più in questo sindacato e per questo sto partecipando alla manifestazione della Cgil contro una manovra che reputo ingiusta e lesiva dei diritti dei lavoratori. Strappare la tessera della Cisl? Non so ancora che fare, ci sto pensando. Per ora sono solo deluso”.

ore 11.20. E’ partito il corteo dell’Usb, l’Unione sindacale di base, con in testa insegnanti con il lutto al braccio, precari e dirigenti dell’organizzazione. “Chiediamo a questo governo di andarsene – ha detto uno dei responsabili dell’Usb, Pierpaolo Leonardi – dobbiamo uscire da quella logica per la quale se crolla la borsa aumenta la manovra”. Secondo il presidente, il vero problema è l’Unione Europea. “Ormai è una malattia – sostiene – chiediamo che vengano nazionalizzate le banche e che non venga pagato il debito”.
Il corteo si snoderà lungo via dei Fori Imperiali fino a raggiungere a piazza Navona, dove i manifestanti promettono di organizzare una “Agora” con tanto di sacchi a pelo e tende da campeggio.

ore 11.14. E’ in corso anche all’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma l’agitazione di 8 ore (10-18) del settore del trasporto aereo, nell’ambito dello sciopero generale proclamato dalla Cgil. Nello scalo romano risultano, per ora, cencellati un centinaio di voli tra arrivi e partenze. Oltre all’Alitalia, che per la fascia oraria interessata dall’agitazione ha soppresso una sessantina di voli tra arrivi e partenze, anche altre compagnie aeree, per lo più straniere, hanno già cancellato diversi collegamenti. E’ il caso della tedesca Lufthansa che ha soppresso 6 voli in partenza (1 per Dusserdolf, 3 per Monaco e 2 per Francoforte e altrettanti in arrivo), della British Airways, che ha cancellato 6 voli da e per Londra (3 in partenza 3 e 3 in arrivo), la Swiss due voli per Zurigo e uno per Basilea, l’Aer Lingus 2 per Dublino e dell’Iberia (2 voli da e per Madrid soppressi). Quest’ultima compagnia è stata, inoltre, costretta a posticipare di 3 ore e mezza la partenza del volo per Madrid “IB 3679”.

Nello scalo di Ciampino, invece, risultano 29 complessivamente i voli cancellati tra arrivi e partenze, 25 della compagnia irlandese Ryanair e 4 della Easy Jet. Per cercare di limitare i disagi l’Alitalia, che ha già fatto sapere di avere “ridotto il numero dei voli pianificati per la fascia oraria interessata dall’agitazione”, ha, inoltre predisposto misure preventive per ridurre l’impatto sui passeggeri interessati dalle modifiche dell’operativo dei voli. Sia al Leonardo Da Vinci che nello scalo di Milano Linate, infatti, sono stati predisposti alcuni desk informativi. Inoltre la compagnia si è attivata per ricollocare tutti i passeggeri su voli alternativi, nella stessa fascia oraria interessata dall’agitazione o a margine. Lo stesso stanno facendo anche altre compagnie estere, tra cui British Airways, Lufthansa e Iberia.

ore 11.00. Gomito a gomito con il segretario della Cgil, Susanna Camusso, il leader del Pd, Pierluigi Bersani, sta sfilando nel corteo organizzato dal sindacato per contestare la manovra. Insieme a loro anche l’ex segretario generale di Corso d’Italia, Guglielmo Epifani. Prima di riprendere a sfilare Camusso ha incontrato anche la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro e il leader di Sel, Nichi Vendola.

ore 10.44. Si stanno radunando in Largo Corrado Ricci anche i manifestanti che hanno deciso di aderire alla manifestazione indetta dall’Unione sindacale di base (Usb), in un corteo parallelo ma seprato rispetto a quello della Cgil. Già piena di bandiera del sindacato, ma anche dell’Unicobas, di Rifondazione Comunista, della pace e dei No Tav la piazza. In testa al corteo, pronto a partire con lo slogan “Basta con la macelleria sociale”, tantissime educatrici dei nidi pubblici con famiglie e bambini. Al collo le lavoratrici degli asili portano dei cartelli-necrologio e guidano passeggini cosparsi di corone di fiori a simboleggiare “la morte della scuola dell’infanzia pubblica”. Ma in piazza ci sono anche pensionati, giovani e lavoratori, scesi con l’Usb contro l’accordo del 28 giugno “sottoscritto in sordina anche dalla cgil e che pure una parte dell’opposizione vorrebbe trasformare in legge”; contro una crisi nata “dalla speculazione finanziaria e che non devono pagarla i lavoratori”; per “la cancellazione del debito”, come ha fatto l’Islanda che “con un referendum ha rifiutato di pagarlo”. L’Usb si aspetta un’adesione importante ai suoi cortei: “almeno 10 mila solo a Roma”. Poi ci sarà “l’assemblea generale il 10 settembre, sempre a Roma, e il 7 ottobre abbiamo già deciso uno sciopero per i lavoratori della scuola”. E qui oggi ce ne sono tanti, “perché è il 6 settembre. Salteranno anche molti esami di riparazione e la gelmini sarà costretta a riconvocarli”.

GUARDA i volti della manifestazione della Cgil

ore 10.20. Molti gli esponenti politici presenti al corteo della Cgil partito da piazza dei Cinquecento e la cui testa è giunta ora in via Merulana. Oltre al leader di Sel, Nichi Vendola, in manifestazione, tra gli altri, anche il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, e diversi rappresentanti del Pd, tra cui il commissario del partito regionale Vannino Chiti che afferma: “Siamo qui perchè questa manovra è ingiusta e inefficace, del resto il Pd ha avanzato una sua proposta alternativa. Le ricadute ci sono in tutta Italia e anche nel nostro territorio, sia dal punto di vista dello sviluppo sia dal punto di vista dei servizi sociali perchè mette in discussione, ad esempio, trasporti e sanità. Che è una manovra negativa l’hanno detto, bontà loro, anche Alemanno e Polverini, ma, sinceramente, da due che sono di quel partito ci si aspetterebbe qualcosa di più…”.

ore 10.10. Chiusi il Colosseo, il Foro Romano, la Galleria d’arte moderna e Villa Borghese. Questi i primi dati divulgati dalla Funzione pubblica di Roma e del Lazio in occasione dello sciopero generale della Cgil a Roma. Secondo quanto riferiscono dal sindacato, risultano non operative anche tutte le sale operatorie del San Carlo, il 70 per cento dell’ospedale San Filippo Neri e, solo nel quadrante nord della Capitale, almeno 15 nidi pubblici. A commentare i primi dati è il segretario generale della Funzione pubblica di Roma e del Lazio, Lorenzo Mazzoli, che dal corteo che sta sfilando verso il Colosseo, afferma: “Già dai primi dati emerge la giusta reazione dei lavoratori pubblici di fronte ad una manovra inaccettabile e ingiusta”.

FOTO Le parole della manifestazione della Cgil

ore 9.50. Per lo sciopero generale sono chiuse la metro A e B e le linee ferroviarie Roma-Lido; Roma-Viterbo e Termini-Giardinetti. Secondo l’Agenzia per la mobilità durante tutta la giornata sono possibili soppressioni di linee o di corse di tram e bus in base all’adesione alla protesta. Per quanto riguarda i servizi offerti al pubblico da Agenzia per la mobilità, dipartimento permessi, la situazione questa mattina alle ore 9 è la seguente: non attivo lo sportello al pubblico; per quanto riguarda il contact center è attivo solamente il numero verde dedicato alle persone con disabilità, il numero verde orari e percorsi ed il servizio di informazioni su bus turistici; attivi i check points bus turistici di Aurelia e Laurentina, così come il box office di Termini.

Lo sciopero, iniziato alle ore 9 si concluderà alle ore 17. Per il corteo Cgil da piazza dei Cinquecento al Colosseo saranno possibili rallentamenti, brevi stop e deviazioni, per le linee di bus: 3, 16, 53, 60 express, 70, 71, 75, 81, 84, 85, 87, 105, 117, 170, 186, 175, 360, 571, 590, 649, 673, 714, 810 e per i tram 5 e 14.

Per il corteo Usb che partirà alle 10 da largo Corrado Ricci ci saranno altri rallentamenti, brevi stop e deviazioni per le linee: 30 express, 40 express, 44, 46, 53, 62, 63, 64, 70, 75, 80 express, 80l, 81, 84, 85, 87, 116, 117, 119, 160, 170, 175, 271, 492, 571, 628, 630, 715, 716, 780, 781, 810, 916 e il tram 8.

ore 9.40. Alla manifestazione partita da poco da piazza dei Cinquecento è arrivato anche il segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso, ora in testa al corteo. La Camusso si è intrattenuta qualche minuto con la stampa e con gli aderenti allo sciopero. Presente anche il segretario Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino, e l’ex segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.

GUARDA le foto del corteo dell’Usb

ore 9.30. E’ partito il corteo indetto dalla Cgil che da Piazza dei Cinquecento arriverà fino al Colosseo. Ci sono al momento circa tremila persone molte delle quali con le bandiere rosse delle confederazioni che aderiscono alla Cgil. Ad aprire il lungo serpentone due taxi dell’Unica Cgil di Roma e del Lazio e, a seguire, uno striscione montato su un camion con la scritta “Abbattiamo il muro della crisi”. Nel corteo, che si snoda lungo Via Cavour, sono molti gli slogan e cartelli portati da singoli cittadini. Uno di questi recita: “Esercito di politici, avete cambiato il Parlamento per un salotto di alta moda e per un ristorante a cinque stelle”. Un altro presenta una fotografia di Pier Paolo Pasolini con una citazione del poeta: “Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due inconciliabili in Italia”.

ore 9.00. Sono già diverse centinaia le persone che si trovano in piazza dei Cinquecento, a Roma. A dominare la piazza sono le bandiere rosse delle diverse confederazioni del sindacato, ma particolarmente numerose sono quelle della Filt-Cgil di Roma e del Lazio. Presenti anche i banchetti di Sel per la raccolta delle firme finalizzata all’abrogazione dell’attuale legge elettorale.

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06 settembre 2011

fonte:  http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/09/06/news/in_piazza_contro_la_manovra_lo_sciopero_della_cgil_diretta-21281675/

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