Archivio | settembre 12, 2011

CRISI – Vendere, vendere, vendere: Borse in apnea

Piazza Affari sotto i 14mila punti

Vendere, vendere, vendere: Borse in apnea

Un'altra seduta con indici in caduta libera

.

Riduce il calo al 2,69% il Ftse Mib di Piazza Affari, che dopo quasi due ore di contrattazioni si porta sopra quota 13.600 punti

.

Milano, 12-09-2011

Riduce il calo al 2,69% il Ftse Mib di Piazza Affari, che dopo quasi due ore di contrattazioni si porta sopra quota 13.600 punti.

Londra subisce un -2,49%, Parigi un viostoso -4,79%, Francoforte -3,57%. A pesare sono una molteplicità di fattori, che vanno dai persistenti allarmismi sui rischi di solvibilità dei debiti pubblici nell’area euro, mentre tornano forti scetticismi sulla Grecia e sul meccanismo di aiuti Ue-Fmi che da mesi tiene a galla il paese, a nuove tensioni che prendono di mira il settore bancario, tra indiscrezioni di stampa di possibili declassamenti di rating a carico di istituti della Francia che zavorrano pesantemente i relativi titoli.

Di fondo si fa sentire anche il generalizzato timore di pesanti rallentamenti della ripresa economica nei paesi avanzati, con lo spauracchio di una ricaduta in recessione.

.

fonte:  http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=156327

_______________________________________________________________________________________________________________________________

e il mensile di emergency

CRONACHE DA FIRENZE

link agli articoli

La copertina del mensile di settembre

CRISI, COME RISOLVERLA – Per carità! Qualsiasi cosa, purché non si parli dell’Islanda

FONTE: Attilio Boron

Islanda: un pessimo esempio che la destra e i media si sforzano di nascondere agli occhi dell’opinione pubblica. Recupero della sovranità popolare, mancato pagamento dei debiti, banchieri in galera! Questo è inaccettabile e pericoloso, se nel bel mezzo dell’inquietudine che vive l’Europa si produce un contagio. Quindi meglio continuare a parlare fino al disgusto di Gheddafi e delle lussuose ville in cui lui e la sua famiglia viveva prima della caduta del regime. E una volta che questa fonte di notizie sarà esaurita, cercheremo nuove distrazioni. Qualsiasi cosa, purché non si parli dell’Islanda.

Islanda: un modello silenzioso, senza trasmissione televisiva

Islandia: un modelo silencioso, sin televisación…

https://i0.wp.com/farm5.static.flickr.com/4114/4768174593_50c328f3ab.jpg
fonte immagine

.

DI DEENA STRYKER
Insurgente

Si deve guardare all’Islanda. Rifiutare di sottomettersi agli interessi stranieri: è l’esempio di un piccolo paese che ha chiaramente indicato che il popolo è sovrano

Un programma radiofonico italiano parlando della rivoluzione in corso in Islanda ha detto che era un esempio impressionante di quanto poco i nostri media ci raccontano del resto del mondo.
Gli americani potrebbero ricordare che all’inizio della crisi finanziaria del 2008, l’Islanda si dichiarò letteralmente in bancarotta. Le ragioni sono menzionate solo superficialmente e da allora questo poco conosciuto membro dell’Unione europea è ricaduto nel dimenticatoio. Come i paesi europei cadono uno dopo l’altro, mettendo in pericolo l’euro, con ripercussioni per tutto il mondo, l’ultima cosa che le autorità vogliono è che l’Islanda si converta in un esempio.
Ecco perché: cinque anni di un regime puramente neoliberista hanno fatto dell’Islanda (popolazione di 320.000 persone senza esercito), uno dei paesi più ricchi del mondo. Nel 2003 tutte le banche del paese sono state privatizzate, nel tentativo di attirare gli investimenti stranieri, offrendo prestiti on-line, che avendo costi minimi permettevano di offrire tassi di rendimento relativamente alti.

I conti, chiamati “Icesave“, attrassero molti piccoli investitori inglesi e olandesi. Però, mentre gli investimenti crescevano, cresceva anche il debito delle banche straniere. Nel 2003 il debito dell’Islanda era pari a 200 volte il suo PIL, ma nel 2007 raggiunse il 900 per cento.

La crisi finanziaria globale del 2008 è stata il colpo di grazia. Le tre principali banche islandesi, Landbanki, Kapthing e Glitnir, andarono in bancarotta e furono nazionalizzate, mentre la corona islandese perse l’85% del suo valore nei confronti dell’euro. Alla fine dell’anno l’Islanda dichiarò bancarotta.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, la crisi portò al recupero dei diritti sovrani degli islandesi, attraverso un processo partecipativo di democrazia diretta che alla fine ha portato a una nuova costituzione. Ma solo dopo molta pena.

Geir Haarde, Primo Ministro di un governo di coalizione socialdemocratica, negoziò 2,100 miliardi di dollari in prestiti, ai quali i paesi nordici aggiunsero altri 2,5 miliardi. Tuttavia, la comunità finanziaria internazionale richiedeva all’Islanda di imporre misure drastiche. Il FMI e l’Unione europea volevano prendere in consegna il suo debito, dicendo che era l’unico modo per il paese di pagare il debito ai Paesi Bassi e Regno Unito, che avevano promesso di rimborsare i propri cittadini.

Le proteste e le rivolte continuarono e alla fine hanno il governo dovette dimettersi. Le elezioni si anticiparono ad aprile 2009, dando luogo ad una coalizione di sinistra che condannò il sistema economico neoliberista, ma che subito dopo cedette allo stesso che richiedeva che l’Islanda pagasse un totale di 3.500.000 euro. Tutto ciò richiedeva che ogni cittadino islandese pagasse 100 euro al mese per quindici anni, all’interesse del 5,5%, per pagare un debito del settore privato.Fu la goccia che fece traboccare il vaso.

Ciò che è successo dopo è stato straordinario. La convinzione che i cittadini devono pagare per gli errori di un monopolio finanziario che impone di pagare i debiti privati a tutta una nazione andò in frantumi, la relazione tra i cittadini e le istituzioni politiche subì una trasformazione e, alla fine, ha portato i dirigenti islandese sullo stesso piano degli elettori.

Il Capo di Stato, Olafur Ragnar Grimsson, si rifiutò di ratificare la legge che avrebbe reso i cittadini dell’Islanda responsabili dei debiti bancari e accettò l’appello al referendum.

Naturalmente la comunità internazionale non fece altro che aumentare la pressione sull’Islanda. Regno Unito e Paesi Bassi minacciarono di isolare il paese con terribili rappresaglie. Quando gli islandesi si recarono alle urne, i banchieri stranieri minacciarono di bloccare qualsiasi aiuto dal Fondo Monetario Internazionale. Il governo britannico minacciò di congelare i risparmi islandesi e i conti correnti. Come disse Grímsson: “Ci dissero che se rifiutavamo le condizioni della comunità internazionale, saremmo diventati la Cuba del Nord. Ma se avessimo accettato, saremmo diventati la Haiti del nord “(Quante volte ho scritto che quando i cubani vedono lo stato deplorevole dei loro vicini di casa, Haiti, si considerano fortunati?)

Nel referendum del marzo 2010, il 93% votò contro il rimborso del debito. Il FMI congelò immediatamente i prestiti. Ma la rivoluzione (non trasmessa in TV negli Stati Uniti) non si fece intimidire. Con il supporto di una cittadinanza furiosa, il governo avviò indagini civili e penali sui responsabili della crisi finanziaria. L’Interpol emise un mandato di arresto internazionale per l’ex presidente di Kaupthing, Sigurdur Einarsson, e per altri banchieri coinvolti che fuggirono dal paese.

Ma gli islandesi non si fermarono qui: si decise di redigere una nuova costituzione che liberò il paese dallo strapotere della finanza internazionale e dal denaro virtuale. (Quella che era in vigore era stata scritta nel momento in cui l’Islanda ottenne l’indipendenza dalla Danimarca nel 1918, l’unica differenza con la costituzione danese era che la parola “Presidente” fu sostituita da “Re”).

Per scrivere la nuova costituzione, il popolo islandese elesse 25 cittadini scelti tra 522 adulti che non appartenevano ad alcun partito politico, ma che erano raccomandati da almeno trenta cittadini. Questo documento non è stato il lavoro di un manipolo di politici, ma è stato scritto su Internet. Le riunioni della Costituente furono trasmesse on-line, i cittadini potevano presentare le loro osservazioni e suggerimenti, aiutando il documento a prendere forma. La Costituzione, che deriva da questo processo di partecipazione democratica, verrà presentata al Parlamento per l’approvazione dopo le prossime elezioni. Alcuni lettori ricorderanno il collasso agrario dell’Islanda del IX secolo che fu illustrato nel libro di Jared Diamond “Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere“. Oggigiorno, questo paese si sta riprendendo dal suo collasso finanziario in una forma del tutto contraria ai criteri che generalmente si consideravano inevitabili, come ha ieri confermato il nuovo direttore del FMI, Christine Lagarde, a Fareed Zakaria. Al popolo greco hanno detto che la privatizzazione del settore pubblico è l’unica soluzione. E i cittadini italiani, spagnolo e portoghesi affrontano la stessa minaccia.

Si deve guardare all’Islanda. Rifiutare di sottomettersi agli interessi stranieri: è l’esempio di un piccolo paese che ha indicato chiaramente che il popolo è sovrano.

Ed è per questo che non appare nelle notizie.

**********************************************Fonte http://www.atilioboron.com/2011/08/islandia-elegir-entre-ser-cuba-o-ser.html

31.08.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di VINCENZO LA PORTA

_______________________________________________________________________________________________________________________________

e il mensile di emergency

CRONACHE DA FIRENZE

link agli articoli

La copertina del mensile di settembre


IL CAIRO – Gli egiziani abbattono il muro intorno all’ambasciata israeliana. Partiti ambasciatore e staff

Gli egiziani abbattono il muro intorno all’ambasciata israeliana. Partiti ambasciatore e staff

https://i1.wp.com/www.infopal.it/writable/img/safara1_300_0.jpg

.

Il Cairo – InfoPal. Per la seconda volta, in meno di un mese, il popolo egiziano ha manifestato attivamente contro la presenza israeliana sul proprio territorio.

La prima volta era stato un ragazzo, mentre ieri un cittadino egiziano, non proprio giovane, ha raggiunto il 21° piano dell’edifico dove è situata la sede diplomatica israeliana.

Stando al racconto di testimoni oculari, “una quindicina di ragazzi hanno tentato di arrivare al 21° piano per strappare la bandiera di Israele e mettere quella egiziana. Intanto ingenti forze della sicurezza venivano dispiegate tutt’intorno a palazzo. Alla fine, un dei manifestanti ce l’ha fatta”.

Materiale cartaceo è stato lanciato dalle finestre dell’ufficio.

A terra, migliaia di egiziani abbattevano il muro eretto intorno alla sede diplomatica con l’uso di martelli e spranghe.

Si tratta di una recinzione alta 150 metri, larga tre e composta da 36 pannelli.

La sicurezza è intervenuta lanciando gas lacrimogeni. Gli scontri che hanno causato il ferimento di 450 manifestanti egiziani.

Dopo circa quattro ore, il muro è stato abbattuto dal popolo egiziano.

“Il popolo egiziano vuole che l’ambasciatore israeliano vada via”. Poi, con riferimento ai cinque soldati uccisi da Israele lo scorso agosto, hanno urlato: “Riposate in pace, noi penseremo al resto”.

Fonti locali confermano la partenza dell’ambasciatore e del personale nella tarda serata di ieri.

Netanyahu intanto, teneva una riunione d’emergenza. Fonti israeliane hanno reso noto l’avvio di intense comunicazioni con esponenti europei e statunitensi circa l’accaduto.

All’alba di oggi restavano in zona circa 500 manifestanti e qualche veicolo della polizia.

.

10 settembre 2011

fonte:  http://www.infopal.it/leggi.php?id=19282

_______________________________________________________________________________________________________________________________

e il mensile di emergency

CRONACHE DA FIRENZE

link agli articoli

La copertina del mensile di settembre

I MATTI SIAMO NOI – Perchè i «bipolari» sono più creativi

Perchè i «bipolari» sono più creativi

Vincent Van Gogh, Autoritratto 1887

Anche Vincent Van Gogh, Virginia Woolf e Ernest Hemingway ne soffrivano

.

Virginia Woolf
Virginia Woolf

Un leggero tocco di maniacalità è un ingrediente magico per lo sviluppo della creatività. Diversi studi hanno dimostrato che tra chi svolge professioni creative esiste una percentuale di persone affette da disturbo maniaco-depressivo (talora chiamato anche bipolare) nettamente superiore a quella esistente nella popolazione generale. Un ruolo centrale è giocato soprattutto dagli stati maniacali, caratterizzati da sintomi quali stato d’animo euforico, aumento dell’autostima, pensieri che si succedono rapidamente, scarso bisogno di sonno.

I DATI Dati statunitensi indicano che tra coloro che svolgono professioni creative la percentuale di maniaco-depressivi è di oltre l’otto per cento, mentre nella popolazione generale è solo dell’un per cento. D’altra parte, è stato scoperto che circa l’otto per cento delle persone affette da disturbi bipolari può essere considerato creativo. Il legame dunque esiste, anche se, come ricordano Greg Murray e Sheri Johnson in un recente articolo di revisione sull’argomento, pubblicato su Clinical Psychological Review, deve ancora essere dimostrato in maniera definitiva, perché finora è emerso più che altro da studi di casi singoli piuttosto che da ampi studi epidemiologici, che sarebbero molto più solidi da un punto di vista scientifico. Inoltre, il legame sembra non essere lineare: chi soffre delle forme maniacali più gravi è meno capace di generare creatività rispetto a chi soffre di forme più leggere. Un’esperta in materia è Kay Redfield Jamison, professore di psichiatria alla Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, uno dei partecipanti di spicco della settima conferenza mondiale The future of Science, intitolata quest’anno Mind: the essence of Humanity, che si terrà dal 18 al 20 settembre a Venezia alla Fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore. Secondo la professoressa Jamison: «sono decenni, o veramente secoli che l’umore elevato è stato messo in relazione in qualche modo e sotto certe circostanze, alla creatività. Così è in realtà anche per altri aspetti, come il temperamento, il sottostante dono dell’immaginazione, la capacità di riflettere e di imparare dalle avversità. Poi la depressione può facilitare la riflessione, almeno fino a un certo punto».

VAN GOGH, WOOLF ED HEMINGWAYMolto nota soprattutto negli Stati Uniti, anche per aver lei stessa sofferto di disturbi bipolari, la professoressa Jamison è autrice del libro Touched by the fire (trad it. Toccato dal fuoco, TEA 2009), nel quale utilizza le conoscenze di genetica, neuroscienze e farmacologia, per svelare i rapporti tra genio creativo e follia, un compito che la porta a rivisitare le vite di geni maledetti, come Virginia Woolf, Vincent Van Gogh ed Ernest Hemingway. Gli scritti della Jamison, ma anche le sue numerose interviste televisive e partecipazioni a eventi pubblici, sono finalizzate tra l’altro ad aiutare i malati ad affrontare i propri disturbi, oltre che a elevare il livello di consapevolezza sociale di questa che una volta era considerata una sorta di romantica follia. Nel corso degli ultimi anni i ricercatori hanno anche provato a definire quali sono le singole componenti di personalità necessarie per lo sviluppo della creatività.

APERTURA ED ESTROVERSIONESecondo Murray e Johnson, un elemento centrale sarebbe la condizione mentale di apertura verso le nuove esperienze e le nuove idee, perché è proprio a partire da esse che la creatività può edificare le sue costruzioni. Poi bisogna tenere conto del livello di originalità dei pensieri che si riescono a produrre, un tratto che può sfociare anche in quei tratti di antisocialità che non infrequentemente si trovano nelle personalità molto creative. Infine c’è l’estroversione, quella particolare forma di apertura verso gli altri che caratterizza soprattutto gli artisti che effettuano performance, come musicisti, cantanti e attori, mentre risulta meno presente tra coloro che lavorano essenzialmente nel proprio studio, senza avere contatti diretto con il pubblico, come scrittori, pittori e compositori. Da un punto di vista neurobiologico, invece, sembra che la creatività possa essere sostenuta al neuromediatoredopamina, una sostanza che nella cosiddetta area mesolimbica (nella parte più centrale del cervello, dove ha sede il cosiddetto “circuito della gratificazione”) è responsabile della genesi di stati d’animo positivi, ma anche di fenomeni connessi alla maniacalità. E quando si cominciano a generare associazioni mentali che scorrono veloci ed è attiva la capacità di generare immagini mentali, allora vuol dire l’attività creativa è certamente al lavoro.

.

Danilo Di Diodoro
11 settembre 2011 10:55

fonte:  http://www.corriere.it/salute/11_settembre_11/bipolarita-maniaco-depressiva-creativita-di-diodoro_fee02a32-d895-11e0-b038-3e67ea432e86.shtml

_______________________________________________________________________________________________________________________________

e il mensile di emergency

CRONACHE DA FIRENZE

link agli articoli

La copertina del mensile di settembre

VA’ MIA BEN, MADAMA LA MARCHESA – BORSE: Le asiatiche aprono in ribasso. Euro ai minimi decennali

BORSE

Le asiatiche aprono in ribasso
Euro ai minimi decennali

.

Le incertezze sul debito greco e la chiusura disastrosa di venerdì in Europa e a Wall Street trascinano giù Tokyo, Sydney e Hong Kong. La moneta unica scambiata a 105,32 yen

Le asiatiche aprono in ribasso Euro ai minimi decennali

.

TOKYO – Apertura in forte ribasso per la Borsa di Tokyo, l’indice Nikkei cede l’1,82% a seguito del venerdì nero sofferto dalle borse europee e da Wall Street il 9 settembre. Forte perdita anche per l’euro che raggiunge il minimo storico in dieci anni sullo yen, dopo la diffusione di nuovi timori sulla tenuta degli impegni della Grecia. 1 La moneta unica europea è caduta a 104,9 yen, il punto più basso raggiunto dal 2001. E’ poi leggermente risalita a 105,32 yen ma è rimasta sempre bassa rispetto alla quotazione dell chiusura di Wall Street venerdì (105,91 yen).

Aperture in negativo anche per Sydney (-2,71%) e Hong Kong (-3,27%). Dopo i primi scambi l’indice Hang Seng ha perso 648,68, a quota 19.217,95.

.

12 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/2011/09/12/news/euro_borse_12_settembre-21534724/?rss

_______________________________________________________________________________________________________________________________

e il mensile di emergency

CRONACHE DA FIRENZE

link agli articoli

La copertina del mensile di settembre