Archivio | settembre 15, 2011

APPELLO PER FERMARE LO SFRUTTAMENTO DELLA NATURA – “Riscopriamo San Francesco”, la svolta verde dei frati

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Marco Marilungo
grafica@empix.it

“Riscopriamo San Francesco”
la svolta verde dei frati

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Appello dei religiosi per fermare lo sfruttamento della Terra e della natura “che fa scandalo agli occhi di Dio”

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di ORAZIO LA ROCCA

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San Francesco d’Assisi – questo è ritenuto l’unico ritratto di Francesco di quand’era in vita; si trova nel Sacro Speco di San Benedetto a Subiaco (Roma), e fu affrescato da un monaco in occasione della visita del santo (in data imprecisata)..

ASSISI – “Rapinare e sfruttare la terra e tutto quanto vive intorno alla natura è un peccato gravissimo che fa scandalo agli occhi di Dio e che va fermato immediatamente”. “Continuare ad andare avanti così non è più possibile, come non è morale far finta di niente di fronte ai recenti disastri nucleari avvenuti appena pochi giorni fa in Francia e, solo qualche mese fa, in Giappone. Occorre quindi cambiare stili di vita e tornare, magari, a quella semplicità predicata da San Francesco che dopo oltre 800 anni continua ad affascinare credenti e non credenti”. Nuovo appassionato allarme in difesa dell’ambiente e delle energie rinnovabili da parte dei frati del Sacro Convento di Assisi lanciato oggi al convegno ”Con fratello Sole, sorella Luna e sorella Madre Terra, rispettare l’ambiente, tra infrastrutture, sviluppo sostenibile e cura dell’uomo”, l’annuale appuntamento internazionale con cui i confratelli di San Francesco si confrontano su tematiche ecologiche con studiosi, politici ed intellettuali.

Un appuntamento che, di fatto, si è trasformato in una originale ed autorevole anteprima alla visita che papa Benedetto XVI farà ad Assisi il prossimo 27 ottobre per il venticinquesimo anniversario del primo meeting interreligioso indetto proprio nel centro umbro dal beato Giovanni Paolo II. Punto centrale della proposta ambientale francescana – illustrata dal Custode del Sacro Convento, padre Giuseppe Piemontese  – è che “indispensabile ormai avere un rapporto, per ogni forma di ricerca e di uso, non di rapina o di sfruttamento, ma di fraternità e di promozione del creato e dell’uomo”.

Di fronte ai “frequenti disastri ecologici” che funestano “le nostre vite con frequenza ormai troppo costante”, i francescani ripropongono con forza il ”modello” di Francesco d’Assisi nel rapporto tra l’uomo e l’ambiente, rapporto che – ricorda padre Piemontese – può essere ”produttivo, fruttuoso e responsabile” se ”l’uomo non si abbandona allo spontaneismo dei suoi impulsi di conquista, di possesso smodato, di interesse personale”. Francesco d’Assisi è il modello ideale capace di parlare a tutti  –  a parere del Custode del Sacro convento – perché ha ”conosciuto e accettato il piano di Dio: gli uomini sono tutti fratelli e tutto ciò che Dio ha creato è affidato alla custodia vicendevole”.

Al convegno – promosso dal Sacro convento e dall’Accademia nazionale delle scienze, e trasmesso in diretta dal sito sanfrancesco.org – hanno preso parte esperti, docenti universitari, imprenditori, tra i quali l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che ha rivendicato al trasporto sui binari ”una forma di civismo ecologico, che chi sceglie il treno – sia per il trasporto delle persone che delle merci – contribuisce ad alimentare”.

Nel corso della tavola rotonda, ampio spazio è stato dato al tema delle energie rinnovabili. Simone Togni, presidente dell’Anev (Associazione nazionale energia del vento) ha ricordato, tra l’altro, che ricorrere all’energia eolica attraverso lo sfruttamento del vento è ”una risorsa da valorizzare”, pur avvertendo che “non bisogna mai dimenticare che l’aspetto etico, morale e umano è uno degli elementi fondamentali del discorso sulle energie rinnovabili”. Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento, ha ricordato come l’assise ecologica francescana sia stata preceduta da un “forte appello in difesa del creato denominato Sos Ambiente lanciato attraverso il sito sanfrancesco. org preso letteralmente d’assalto da ambientalisti e fedeli legati agli insegnamenti del Poverello”.

Al convegno sono intervenuti anche monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Perugia-Assisi, e monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e presidente della Conferenza episcopale umbra, che hanno ricordato come la Chiesa “sia fortemente legata alle tematiche ambientali, alla difesa della natura a partire, ovviamente, dalla difesa della vita dalla nascita fino alla morte naturale”.

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15 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/ambiente/2011/09/15/news/assisi_ambiente-21713947/?rss

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La copertina del mensile di settembre

ENERGIA RINNOVABILE – Fotovoltaico, record italiano: “Primi al mondo entro l’anno”

ENERGIA RINNOVABILE

Fotovoltaico, record italiano
“Primi al mondo entro l’anno”

Dal Gse la conferma ufficiale dell’eccezionale boom. A fine 2011 la potenza installata sarà di 12 GW, con una produzione di elettricità superiore a quella di una centrale nucleare

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di VALERIO GUALERZI

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Fotovoltaico, record italiano "Primi al mondo entro l'anno" Veduta aerea di un impianto fotovoltaico

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ROMA – Con circa 12 GW, l’Italia si avvia a diventare entro la fine di quest’anno il Paese con il più alto tasso di potenza fotovoltaica installata nel mondo. A certificare il pronostico di questo lusinghiero record, a dire il vero nell’aria ormai da qualche settimana, è stato oggi il Gestore Servizi Energetici, nel corso di un Forum sulle energie rinnovabili e sulle opportunità di investimento delle aziende italiane in America Latina.

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi del Gse, a fine 2011 l’Italia raggiungerà un livello di potenza di 12 GW con un numero di impianti che toccherà 300 mila unità. Un risultato straordinario raggiunto con uno sprint negli ultimi due-tre anni dopo un lungo sonno e malgrado le tante difficoltà e incertezze che le scelte del governo hanno imposto al settore.

Per rendersi conto della portata di questa rivoluzione basti pensare che il previsto nuovo reattore nucleare dell’impianto finlandese di Olkiluoto con una potenza di 1.600 MW una volta ultimato sarà grado di produrre circa 9,6 GWh di elettricità l’anno, mentre la capacità produttiva del solare italiano può arrivare a circa 13,2 GWh. Insomma, è come se l’Italia nel giro di pochi mesi si fosse dotata di una centrale atomica e mezza, mentre la data di consegna della nuova struttura scandinava, dopo gli innumerevoli problemi di sicurezza incontrati e I costi lievitati in maniera esponenziale, resta un’incognita.

Parlando in termini percentuali, la produzione solare italiana coprirà quest’anno circa il 3% dei consumi elettrici, mentre quella ottenuta in Germania, Paese leader malgrado la svantaggiata posizione geografica, nel primo semestre di quest’anno è stata del 3,5%. Stando a stime del direttore scientifico del Kyoto Club Gianni Silvestrini, nel 2012 è preventivabile l’allaccio alla rete nazionale di un’ulteriore potenza di 4.000 MW, il che, restando al paragone precedente, porterebbe la produzione al livello di circa due centrali nucleari. Una quantità – sempre secondo i calcoli di Silvestrini – pari al 5,5% dei consumi elettrici nazionali e alla metà della produzione delle centrali a carbone attualmente in funzione.

Ottimismo per i prossimi anni un po’ più contenuto viene espresso invece dal ricercatore presso il Politecnico di Milano Federico Frattini. “Il nostro Paese – spiega – continuerà a sperimentare tassi di crescita piuttosto consistenti, con una nuova potenza installata di circa 2-2,5 GW nel 2012 e 2013 e di circa 1,5 GW nel 2014, per una potenza cumulata intorno ai 17 GW a quella data”.

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15 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/ambiente/2011/09/15/news/gse_solare-21710556/?rss

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La copertina del mensile di settembre

GROW THE PLANET – Zappa, computer e tag: ora anche l’orto è social

Zappa, computer e tag
ora anche l’orto è social

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Una startup italiana si mette in evidenza al TechCrunch Disrupt: è “Grow the Planet”, network per chiunque voglia crearsi un orto. Proprio come su Facebook, si possono invitare amici, condividere consigli e raccolti

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di MAURO MUNAFO’

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Zappa, computer e tag ora anche l'orto è social

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IL SUO NOME è Grow the Planet 1, ma in rete si è già guadagnato l’appellativo di “FarmVille per il mondo reale” perché, proprio come nel celebre gioco su Facebook, vuole convincere i suoi utenti a dare il via alle coltivazioni. L’unica differenza è che qui non si parla di zappe e carote digitali, ma di orti veri e propri.

Il nuovo social network per chi ha il pollice verde è stato lanciato dal palco del TechCrunch Disrupt, uno dei principali eventi per le startup web, ed è un’iniziativa tutta italiana che sta già raccogliendo ottime critiche oltreoceano. “L’obiettivo di Grow the Planet è di incuriosire e coinvolgere le persone nel crearsi un proprio orto – spiega il fondatore Leonard Piras – Ci piacerebbe  che tutti capissero come è facile e divertente far crescere un orto, mangiare del cibo più salutare e migliorare l’ambiente che ci circonda”.

Il sito si distingue dalle altre esperienze simili per il suo approccio che cerca di coinvolgere sia il dilettante che il giardiniere più esperto. Proprio come in un social network, ogni utente può creare una lista di propri amici e, grazie alle geolocalizzazione degli orti, possono nascere delle comunità locali per lo scambio di semi e ortaggi, o con cui organizzarsi per acquisti a distanza.

Su Grow the Planet è possibile “disegnare” il proprio orto, e specificare quali ortaggi o piante si vogliono coltivare. In questo modo si ricevono delle informazioni utili su come agire e sui tempi e sulle cure necessarie perché gli spinaci crescano sani e forti, o le zucchine non appassiscano in fretta. Un algoritmo speciale aggiorna inoltre sulle condizioni meteo e fornisce suggerimenti in tempo reale sul da farsi: evitare che una grandinata possa distruggere il frutto di tanta fatica dovrebbe diventare più facile. Creare il proprio orto non sarà forse immediato e indolore come in Farmville, ma chiunque voglia mettere alla prova il suo pollice verde con l’ausilio delle nuove tecnologie risparmierà non poca fatica.

Grazie alla sua grafica accattivante e alle sue opzioni, Grow the Planet è entrato nel novero delle dieci finaliste del concorso TechCrunch Disrupt, anche se non è riuscito a portarsi a casa la coppa e i 50mila dollari destinati al primo classificato. Più che il premio in denaro tuttavia, l’obiettivo delle società che volano fino a San Francisco è quello di mettersi in risalto davanti a una platea di investitori di primissimo livello, che includono i principali venture capital della Silicon Valley e le grandi società tecnologiche come Facebook, Google e Yahoo.

Tanto per dare un’idea, la società che ha vinto la precedente edizione del Disrupt (Get Around), è riuscita ad ottenere un investimento di 3,4 milioni di dollari dopo tre mesi dalla manifestazione. Per il momento sui ragazzi di Grow the planet ha già scommesso H-Farm Ventures, l’incubatore e venture capital di Roncade (Treviso) partecipato da Renzo Rosso e tra i principali protagonisti della scena web italiana, che ha investito circa 70mila dollari nella giovane azienda.

Ma al Disrupt di quest’anno l’Italia non è stata rappresentata solo da Grow the planet, e tra le circa duecento startup arrivate da tutto il mondo per mettersi in mostra a San Francisco c’erano diversi nomi di aziende nostrane, segno che il settore web sta facendo emergere anche nel Belpaese una serie di iniziative di primo piano. Se Grow the planet ha concorso alla gara per aggiudicarsi il premio come società più promettente all’esordio, un’altra parte dell’esposizione è stata dedicata invece a quelle startup che hanno aperto i battenti da meno di due anni e volevano farsi conoscere o lanciare nuovi prodotti.

A difendere il made in Italy ci hanno pensato in questa sezione Crowdengineering 2, società fondata da Gioacchino La Vecchia e con sedi a Catania, Pisa e in Silicon Valley, che ha presentato Crowd4Self, una nuova piattaforma rivolta alle piccole e medie imprese che vogliono realizzare dei progetti in crowdsourcing e personalizzarli attraverso un programma di semplice utilizzo. Ma tra gli stand del Disrupt si trovavano anche i bolognesi di Mopapp 3, il programma per monitorare le vendite e i download delle applicazioni per smartphone già segnalato al SeedCamp di Berlino come una delle startup più promettenti in Europa; la milanese Empatica 4 che sviluppa software e hardware per monitorare in tempo reale la salute e le emozioni dell’utente e condividerle con medici o amici, o la startup danese (ma fondata da tre italiani) Evertale 5, un’applicazione mobile per creare un album dei ricordi digitale.

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15 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/15/news/grow_the_planet_social_network_orti-21662314/?rss

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VISTO SUL WEB


Poster per l’orto biologico, Iniziativa della Regione Marche – autore: Marco Marilungo, editoria publishing – fonte immagine

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La copertina del mensile di settembre

ECONOMIA – Manovra, lo “sciopero” dei sindaci “Non garantiti i servizi essenziali”

Manovra, lo “sciopero” dei sindaci
“Non garantiti i servizi essenziali”

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Primi cittadini in protesta contro i tagli della Finanziaria. In novemila hanno restituito le deleghe ai Prefetti. Alemanno: “Sbagliato fare un discorso di parte”. Fassino: “La Lega sbaglia”

Manovra, lo "sciopero" dei sindaci "Non garantiti i servizi essenziali"

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ROMA – Sindaci in protesta contro i tagli della Finanziaria. In tutta Italia si sta svolgendo la mobilitazione promossa dell’Anci contro la manovra del governo. Quasi novemila primi cittadini hanno restituito le deleghe ai Prefetti, dando vita al primo ‘sciopero’ dei sindaci contro la manovra. Una protesta a cui la Lega aveva regiato ponendo il “veto” sulla partecipazione dei propri amministratori.

Roma.“Dimissionario è un termine forte ma oggi sono un sindaco che riconsegna la delega perchè con questa manovra non possiamo assicurare i servizi necessari ai nostri cittadini” dice il primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno – Ieri si è aperto un tavolo di confronto tra Governo ed enti locali, ma oggi siamo dei comuni bloccati sia nei servizi che negli investimenti”. Una protesta che va in direzione contraria rispetto al partito di maggioranza di cui fa parte: “Di fronte a situazioni gravi non si può stare zitti, non si può fare un discorso di partito e di lettura politica: il consegnare la protesta ai sindaci del solo centrosinistra sarebbe comunque un errore, perchè i problemi sono oggettivi, dimostrare che c’è una dialettica istituzionale e che tutti i sindaci, al di la degli schieramenti, stanno ponendo un problema è un atto di onestà che deve essere apprezzato. Il governo deve dare una risposta e sono convinto che possa darla”.

Torino. 
Anche il sindaco di Torino, Piero Fassino, ha partecipato alla protesta. “Rischiamo di non essere più in grado di garantire i servizi essenziali ai cittadini perchè i tagli decisi del Governo sono insostenibili. Sbaglia la Lega a chiedere ad alcuni dei suoi sindaci di non partecipare a questa protesta, in primo luogo perchè i tagli del Governo mettono in croce anche loro, in secondo luogo perchè i sindaci rappresentano un’istituzione che va oltre i partiti, il loro compito è quello di stare con i cittadini. Mettere la testa sotto la sabbia non porta a nulla”. Fassino ha riferito di aver illustrato i contenuti della protesta anche al prefetto di Torino in qualità di rappresentante del Governo sul territorio, “come – ha sottolineato – hanno fatto oggi molti altri sindaci italiani”.
Nel volantino, infine, Fassino ricorda come “i Comuni, in questi anni, abbiano contribuito al bilancio dello Stato con risparmi pari a oltre 3 miliardi di euro all’anno mentre il governo continua a non controllare e a non contenere le spese centrali e statali”.

Genova.  Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, restituirà oggi al Prefetto, quindi al ministero dell’Interno, le deleghe all’anagrafe e allo stato civile. Con l’approvazione della manovra, “è venuto il ruolo delle città, non solo dei comuni, nelle scelte della politica del nostro Paese. Si chiami manovra o quello che si vuole. Dalla crisi possiamo uscire solo restituendo alle città la loro centralità, non togliendola come sta facendo il governo”
venezia

Venezia. Venezia spiega a cittadini e turisti i tagli agli enti locali contenuti in manovra. E lo fa con un volantino distribuito in piazza san marco in italiano e inglese. Numerosi i cittadini e i turisti che si sono fermati a leggerlo.
“Ogni anno i comuni hanno portato nelle casse dello stato risorse per un totale di oltre 3 miliardi di euro. I comuni non producono più deficit , il loro debito è pari al 2,7% di quello totale della p.A.I comuni dal 2011 si trovano in avanzo cedendo due miliardi in termini di patto di stabilità. Ai comuni che sono in pareggio di bilancio si chiede uno sforzo fiscale ulteriore pari a 7 miliardi che corrisponde al 17,3% della spesa media corrente per il 2012 e il 18% per il 2013. Abbiamo deciso di scrivervi per far conoscere a che punto siamo arrivati”; conclude il volantino.

Potenza. Le maschere bianche con una smorfia di dolore, simbolo “di un governo che ignora i Comuni e puoi vuole ucciderli”, lo striscione con la scritta “Comune chiuso per manovra”, e le deleghe (all’Anagrafe e allo Stato civile) riconsegnate simbolicamente al Prefetto di Potenza dai sindaci, tutti rigorosamente con la fascia tricolore.
Sono stati questi gli elementi della protesta contro i tagli inseriti nella manovra, organizzata (nell’ambito delle iniziative che si stanno svolgendo in tutta Italia) stamani, a Potenza, dall’Anci della Basilicata, a cui hanno partecipato i sindaci lucani, di centrodestra e di centrosinistra.

Il sindaco che dice no a Bossi. Sandy Cane, sindaco leghista di Viggiù, ha confermato tramite la stampa locale che oggi aderirà allo sciopero dei sindaci, nonostante le indicazioni contrarie del suo partito.Gli sportelli del municipio resteranno aperti, però, per non arrecare disagi ai cittadini. Sandy Cane si è detta pronta anche all’eventualità di essere espulsa dalla Lega Nord.

Regioni. Oggi alle 16 le Regioni riconsegneranno nelle mani del ministro dei rapporti con le autonomie raffaele fitto i contratti di servizio per il trasporto pubblico locale. “E’ impossibile gestirlo in queste condizioni”, ha detto il presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani, dopo l’approvazione della manovra ieri.

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15 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/09/15/news/sindaci_protesta-21700740/?rss

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La copertina del mensile di settembre

DIRITTI – Svolta per i transessuali australiani: Basta una X sul passaporto

Svolta per i transessuali australiani
Basta una X sul passaporto

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Nuove linee guida del dipartimento degli esteri per i trans: sarà possibile indicare con una “X” il proprio sesso sul passaporto al posto dei convenzionali “male” o “female”.

Svolta per i transessuali australiani Basta una X sul passaporto Nella foto, l’aeroporto di Sydney

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SYDNEY –  Niente più “maschio” quando invece ci si sente donna, e niente più “donna” quando invece si vorrebbe essere un uomo. Niente più false etichette sui propri passaporti: agli australiani transessuali sarà possibile scegliere il genere anche se non hanno completato le operazioni per cambiare sesso. Secondo le nuove linee guida introdotte dal Dipartimento degli Esteri, invece dell’operazione chirurgica sarà sufficiente una lettera del proprio medico, e sarà possibile identificare il sesso di propria scelta selezionando Male, Female o X (indeterminato). Una decisione importante questa, visto che prima d’ora era possibile cambiare genere nel passaporto solo dopo aver subito un’operazione di cambiamento di sesso, o se si era in viaggio per ottenerla.

La senatrice laburista australiana Louise Pratt, il cui compagno è un transessuale nato femmina, ha detto che i viaggi internazionali possono essere pericolosi per le persone il cui aspetto non corrisponde al sesso indicato nel passaporto. “Vi sono molti casi di persone detenute in aeroporto in paesi stranieri, in episodi angoscianti e talvolta pericolosi – ha detto -. Ora il mio compagno e io potremo viaggiare all’estero senza problemi”.

Il Dipartimento degli Esteri ha tuttavia avvertito che i problemi possono perdurare quando si attraversano alcuni confini internazionali, perché il passaporto è considerato un documento di identità secondario, ed è più importante il certificato di nascita, che dipende dalle leggi statali e non federali.

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15 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/09/15/news/svolta_per_i_transessuali_basta_una_x_sul_passaporto-21699928/?rss

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TRANSESSUALITA’, ALTRO


PC Air launches as world’s initial ‘ladyboy’ Thai airline – article

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Transsexual singer wins top music school place after switching his voice from baritone to a soprano: “When transsexual opera singer Emily De Salvo [above] first applied to one of Italy’s most prestigious music schools, he was rejected as the board was unsure whether to place him among the male or female singers.

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Nastri Unipol, il gip di Milano al pm: «Berlusconi deve essere processato»


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Nastri Unipol, il gip di Milano al pm: «Berlusconi deve essere processato»

Il giudice: «L’intercettazione era un regalo al premier»
Ghedini: decisione infondata. Fassino: trappola elettorale

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ROMA – Il gip di Milano, Stefania Donadeo, ha ordinato al pm di formulare la richiesta di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi accusato di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio per la vicenda della fuga di notizie sull’intercettazione tra Giovanni Consorte e Piero Fassino ai tempi della scalata alla Bnl, quella in cui l’ex segretario dei Ds diceva una frase rimasta poi famosa (“allora abbiamo una banca?”) pubblicata da Il Giornale il 31 dicembre 2005.

Il giudice ha respinto così la richiesta di archiviazione per il premier che era stata avanzata dal pm Maurizio Romanelli e in sostanza ha disposto l’imputazione coatta per Berlusconi, ossia il pm dovrà formulare la richiesta di processo per il presidente del Consiglio e la richiesta arriverà poi davanti a un altro giudice, un gup, che dovrà esaminarla.

«Dobbiamo leggere ancora il provvedimento, ma a Milano nulla mi stupisce. È una decisione infondata, tra l’altro c’è una conclamata incompetenza territoriale», ha commentato all’agenzia Adnkronos Niccolò Ghedini, legale del presidente del Consiglio.

Il gip ha disposto inoltre che la Procura di Milano iscriva nel registro degli indagati anche il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, che all’epoca della fuga di notizie sull’intercettazione era direttore de Il Giornale. Belpietro deve rispondere della stessa accusa di Berlusconi, il concorso nella rivelazione del segreto d’ufficio. «Sono sopreso, anche perché fino a questo istante non ne sapevo proprio nulla, lo sto apprendendo ora», ha commentato Belpietro.

Il gip, nelle motivazioni del suo provvedimento, in sostanza, dopo aver ricostruito la vicenda della fuga di notizie sull’intercettazione, spiega che ci sono gli elementi per processare il presidente del Consiglio. Secondo il gip, infatti, da quanto si è appreso, il fatto che Berlusconi abbia ricevuto ad Arcore, il 24 dicembre 2005, gli imprenditori Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli che volevano fargli ascoltare il “nastro” trafugato, che poi abbia ascoltato l’audio ed abbia anche ringraziato, sono tutti elementi che proverebbero la consapevolezza del premier nel concorrere nel reato.

Il pm, nel chiedere l’archiviazione per il presidente del Consiglio, aveva sostenuto che non potevano bastare le dichiarazioni dell’imprenditore Favata in relazione a quell’incontro ad Arcore e aveva spiegato che non c’era la prova della «materiale ricezione» della penna-drive con l’audio dell’intercettazione da parte di Berlusconi. Il pm aveva chiesto l’archiviazione per il premier lo scorso 16 dicembre.

Stando alle indagini, il premier la vigilia di Natale del 2005 ricevette ad Arcore Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli, alla presenza anche di Paolo Berlusconi, i quali sarebbero andati nella villa del presidente del Consiglio per fargli ascoltare il “nastro” con l’intercettazione. Da qui l’accusa di concorso nella rivelazione del segreto d’ufficio. Raffaelli, che avrebbe materialmente trafugato l’intercettazione, e un suo collaboratore hanno patteggiato la pena, mentre Favata, che sarebbe stato il tramite per fare arrivare il nastro a Paolo Berlusconi, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi lo scorso 10 giugno dal giudice Donadeo, che ha fissato un risarcimento di 40 mila euro a favore di Piero Fassino per danni morali (la pubblicazione dell’intercettazione scatenò numerose polemiche politiche).

Il gip afferma ancora che «tutti i coimputati hanno
riferito che il destinatario dell’intercettazione coperta da segreto non era Paolo bensì Silvio Berlusconi». E secondo quanto dichiarato, «l’intercettazione costituiva non la ragione dell’incontro (ad Arcore per ascoltare l’audio dell’intercettazione, ndr), ma solo un regalo per Silvio Berlusconi nella speranza di essere adeguatamente ricambiati». Infatti lo scopo dei coimputati era quello «di avere un sostegno dal presidente nella realizzazione del progetto di Rcs spa (società di intercettazioni, ndr)».

Berlusconi ascoltò l’audio con le intercettazioni tra Fassino e Consorte «e la sua reazione dinnanzi alla rivelazione da parte di un incaricato di un pubblico servizio di una notizia coperta da segreto d’ufficio e riguardante un esponente politico» non fu «di disapprovazione bensì di compiacimento e di riconoscenza», scrive ancora il gip.

Nell’ambito della stessa vicenda lo stesso giudice ha già rinviato a giudizio con rito ordinario il fratello del presidente del Consiglio, Paolo Berlusconi (la prima udienza è fissata per ottobre) e ha definito con riti abbreviati e patteggiamenti la posizione di altri tre imputati. Berlusconi rischia, dunque, qualora il gup accogliesse la richiesta, di dover affrontare un altro processo a Milano, dopo quelli già in corso sui casi Ruby, Mediaset, Mediatrade e Mills.

L’intercettazione venne pubblicata sul quotidiano della famiglia Berlusconi Il Giornale il 31 dicembre del 2005 e, secondo l’accusa, venne “trafugata” dai computer della procura di Milano quando ancora erano in corso le indagini e doveva restare segreta. L’intercettazione era stata captata dagli investigatori che indagavano sulla scalata alla Bnl il 17 luglio del 2005 e doveva rimanere custodita nei computer della Procura, perché ancora nemmeno trascritta agli atti (poi risultò irrilevante per l’inchiesta).

«La decisione del gip di Milano, che definisce addirittura “un regalo elettorale al premier” l’intercettazione pubblicata dal giornale della famiglia Berlusconi, conferma che ai danni dell’on. Fassino è stata ordita una trappola al fine esclusivo di denigrare il leader del principale partito di opposizione. Siamo fiduciosi che l’opera della magistratura accerterà fino in fondo tutta la verità». Lo ha dichiarato il portavoce del Sindaco di Torino Gianni Giovannetti.

«A Milano siamo andati oltre il limite del paradosso. Siamo all’aberrazione. Proprio nei giorni in cui sulla stampa nazionale si legge di tutto anche in spregio delle norme deontologiche, in taluni casi con palese violazione del segreto istruttorio, con una fuga di notizie su inchieste montate artatamente contro il premier e la pubblicazione integrale di intercettazioni la cui rilevanza penale è pari allo zero, il gip di Milano vuole processare Berlusconi e indaga Belpietro sulla vicenda Bnl-Unipol». Lo dice Maurizio Gasparri.

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Giovedì 15 Settembre 2011 – 09:08    Ultimo aggiornamento: 13:24

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=163064&sez=HOME_INITALIA

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Inchiesta sulle escort per Berlusconi: Indagati i Tarantini e la Began / VIDEO: Sabina Began Berlusconi come GHANDI

Sabina Began: Berlusconi come GHANDI 😦

Caricato da in data 22/gen/2011

Inchiesta sulle escort per Berlusconi
Indagati i Tarantini e la Began


fonte immagine

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di CARLO BONINI e GIULIANO FOSCHINI

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BARI – Sono otto gli indagati nell’inchiesta della procura di Bari sulle escort che l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ha portato nelle residenza del premier Berlusconi tra il 2008 e il 2009. Tra loro, oltre a Claudio e Gianpaolo Tarantini, anche Sabina Began, soprannominata l’ape regina e a detta di molti la preferita del presidente del Consiglio. Oltre a loro Salvatore Castellaneta, Pierluigi Faraone, Letizia Filippi, Francesca Lana, Massimiliano Verdoscia.

Il procuratore di Bari, Antonio Laudati, e i pubblici ministeri Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis contestano agli indagati l’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Ma nelle dieci pagine dell’avviso di conclusione delle indagini, notificato questa mattina agli otto indagati (i fratelli Gianpaolo e Claudio Tarantini, le starlette Sabina Began, Francesca Lana e Letizia Filippi, l’avvocato Salvatore Castellaneta, “il referente delle feste private di Berlusconi a Milano, Pierluigi Faraone, Massimiliano Verodscia) viene documentato lo scambio tra favori sessuali e partecipazione ad appalti pubblici, di cui il presidente del consiglio Silvio Berlusconi diventa lo snodo.

Scrivono i pm: “Il Tarantini promotore e organizzatore dell’associazione, al fine di consolidare il rapporto con Silvio Berlusconi (avviato nell’estate del 2008), ottenere per il suo tramite, incarichi
istituzionali e allacciare avvalendosi della sua intermediazione  rapporti di tipo affartistico con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica spa, di società a quest’utlima collegate (Sel Proc sc., Selex sistemi integrati spa e Seicos spa), di Infratelitalia spa e altre società, provvedeva a:

1) Ricercare le donne, personalmente o per il tramite di altri partecipi, persuadendole a prostituirsi o rafforzando il loro iniziale proposito di prostituirsi, in occasione degli incontri che egli stesso organizzava presso le residenze di Silvio Berlusconi;
2) Selezionare le donne, personalmente o per il tramite degli altri partecipi, secondo specifiche caratteristiche fisiche (giovane età, corporatura esile)
3) Impartire, in occasione di tali incontri, disposizioni sull’abbigliamento da indossare e sul comportamento da assumere;
4) Sostenere le spese di viaggio e soggiorno delle donne proveniente da varie parti d’Italia, mettere loro a disposizione il mezzo per raggiungere il luogo dell’incontro”.

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15 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/09/15/news/indagati_bari_tarantini-21694489/?rss

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ROMA – Ornella Vanoni dal palco attacca Berlusconi: «E’ un ladro. Lui ha triplicato il suo capitale e a noi ci ha tolto tutto». L’assessore Pdl la denuncia

Vanoni dal palco attacca Berlusconi
L’assessore la denuncia

Amerigo Olive: «Doveva cantare e ha oltraggiato l’Italia»

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di Davide Desario
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ROMA – Doveva essere il gran finale dell’estate romana. Ma il concerto gratuito di Ornella Vanoni a Ostia, promosso e pagato dalla giunta Alemanno, è stato molto di più. Perché la rossa cantante milanese davanti a una platea di circa cinquemila persone all’improvviso ha lanciato un’invettiva contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «L’Italia fa schifo – ha detto l’artista che proprio alle ultime elezioni si è candidata a Milano appoggiando il sindaco del centrodestra Letizia Moratti- Io me ne vado da questo Paese. Berlusconi è un ladro. Lui ha triplicato il suo capitale e a noi ci ha tolto tutto. Non esiste più il ceto medio».

Un fuori programma che le è costato subito una denuncia ai carabinieri. A presentarla, ieri pomeriggio, è stato l’assessore ai Lavori pubblici e Mobilità del XIII Municipio di Roma Amerigo Olive. Classe 1951, ex Alleanza Nazionale e ora Pdl, Olive è anche il consuocero di Fausto e Lella Bertinotti (la figlia Simona ha sposato Bertinotti junior). Al concerto era in prima fila con la moglie ed è andato su tutte le furie: insieme hanno gridato allo scandalo e si è sfiorata la rissa.

Il fattaccio si è consumato domenica sera. L’occasione è stato il concerto conclusivo della terza edizione della manifestazione Ostia Classic, una kermesse organizzata e sovvenzionata dall’assessore alle politiche produttive della giunta Alemanno, Davide Bordoni: un lungo calendario di concerti gratuiti nella piazza principale del Lido di Roma. Così dopo Peppino di Capri, Edoardo Vianello e Katia Ricciarelli, per il gran finale è arrivata Ornella Vanoni. E che finale.

Con un lungo abito rosso è salita sul palco di piazza Anco Marzio poco prima delle 22. Si è sfilata le scarpe e scalza ha iniziato il concerto. Subito dopo la prima canzone, però, la Vanoni ha improvvisato un piccolo comizio anti-Cavaliere: frasi forti contro il premier accusato di essersi arricchito mentre ha impoverito l’Italia. Qualcuno ha applaudito, altri hanno sonoramente fischiato. Bordoni è rimasto di sasso. Olive ha perso le staffe: «E’ allucinante quello che è successo – si sfoga Olive all’uscita dalla caserma dei carabinieri dove l’ha denunciata per comizio non autorizzato – Vent’anni fa gli avrei menato. Perché il Comune ha organizzato concerti gratuiti per la gente senza pregiudizi politici. Sono stati pagati artisti notoriamente di sinistra come Luca Barbarossa e Fiorella Mannoia. Ma per suonare non per fare propaganda politica».

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Giovedì 15 Settembre 2011 – 12:56    Ultimo aggiornamento: 13:02

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=163099&sez=HOME_ROMA

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La copertina del mensile di settembre

AFFARI & SOUBRETTE – «Finmeccanica vince le gare corrompendo governi esteri» (con l’aiuto di Silvio)

Ma cosa mettono nel caffè di Silvio!?

fonte immagine

L’inchiesta

«Finmeccanica vince le gare corrompendo governi esteri»

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Debbie Castaneda – Ruspanti, come piacciono a Lui – fonte immagine

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Napoli – Una, anzi più ombre su Finmeccanica, calano dalle 1.500 pagine di atti depositati dalla procura di Napoli nell’ambito dell’affare Tarantini. Perché riprendendo il filone originario dell’inchiesta i magistrati spiegano che l’azienda di stato usa «corrompere i rappresentanti dei governi esteri per potersi aggiudicare le gare».

In questo giro è finita anche Debbie Castaneda, soubrette colombiana. E che nelle intercettazioni si lamenta di aver perso i 6 milioni di euro che le sarebbero spettati da una commissione per un grosso affare in Colombia. Le intercettazioni sono quasi tutte riassunte ma la nota della Digos è chiarissima: «Le telefonate sono legate alla conclusione di un contratto di 600 milioni di euro per il quale sarebbe prevista una commissione pari al 5% di cui un 1% destinato a Castaneda. Dalle intercettazioni emerge che la persona che sta concludendo l’affare, di nome Alejandro, avrebbe tagliato fuori la donna la quale avrebbe cosi perso 6 milioni di euro». Il misterioso personaggio sarebbe Alejandro Agag, il genero dell’ex-premier spagnolo José Maria Aznar.

Nei giorni delle intercettazioni, maggio di quest’anno, la ex senorita Bogotà che nel frattempo è diventata consulente di Finmeccanica si lamenta moltissimo dell’incidente. E a nulla vale che il direttore commerciale di Finmeccanica Paolo Pozzessere le comunichi che il consulente per la Colombia lo farà un’altro. Anzi, a quel punto, la donna pretende di parlare con “lui”, ovvero con Berlusconi. Il marito, Marco Squatriti, le consiglia di chiamare prima Alejandro e di dirgli chiaro e tondo che avrebbe fatto intervenire il Presidente «e che lei può in quanto è stato lui che l’ha messa lì e lui farà intervenire se non fa quello che deve…». Pozzessere si allarma e chiama Lavitola: «Quella lo sta cercando, quella lo sta cercando. Quindi avvertilo di non dargli appuntamento».

Il quadro però è più ampio. Scrive il pm Vincenzo Piscitelli, che esiste «la pratica, da parte dei rappresentanti delle società di Finmeccanica, di corrompere i rappresentanti dei governi esteri per potersi aggiudicare le gare». E ancora: «Tutti i personaggi coinvolti a diverso titolo nelle indagini in oggetto, perlopiù dirigenti ed agenti del gruppo Finmeccanica, in più occasioni hanno parlato telefonicamente non solo di rapporti con personaggi di spicco della politica e delle forze armate di paesi esteri, ma anche, più esplicitamente, della necessità di pagarli, attraverso agenti ed intermediari, per potersi aggiudicare le gare di fornitura di armamenti e apparati per la difesa e la sicurezza». In una intercettazione, tra Bertolo Nardini (consulente di Oto Melara) e un altro consulente della stessa società a Kuala Lumpur, Alfredo Giaccherini, quest’ultimo “afferma addirittura, parlando di forniture militari in Asia che, se necessario, si può arrivare al numero uno per far licenziare il capo della Marina», tramite tale Ayub.

Nel caso della società Wass, che ha pure una sede a Genova, «vi è il chiaro riferimento a nomi in codice per riferirsi a pagamenti già effettuati o ad altre richieste di denaro effettuate durante la trattativa per la fornitura di prodotti» della stessa Wass. Si usa linguaggio come «aprire un ristorante», «pagare i coperti». «pagare un altro pranzo». In uno di questi casi spunta anche il nome di Guido Marchese e di un agente che trovò casa in Francia per Marco Milanese (l’ipotesi è che quella casa fosse il pagamento dell’incarico) che una volta piazzati nei posti giusti aiutano a organizzare le commesse per Finmeccanica con metodi poco ortodossi. Davanti a queste accuse il gruppo preferisce non parlare: «Aspettiamo di leggere le carte», fanno sapere da piazza Monte Grappa.

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15 settembre 2011

fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2011/09/15/AO6w6L4-finmeccanica_governi_corrompendo.shtml

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CRONACHE DA FIRENZE

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IL MAGNA-MAGNA DELLA POLITICA – Milano: I sottosegretari d’oro di Formigoni costano un milione e mezzo di euro all’anno

DOSSIER

I sottosegretari d’oro di Formigoni
un milione e mezzo di euro all’anno

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In tempo di crisi, ecco le nuove figure introdotte dalla Regione Lombardia. Sono quattro
e si occupano di cinema, Expo, territorio e ricerca. L’opposizione: uno spreco da abolire

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di ANDREA MONTANARI

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I sottosegretari d'oro di Formigoni un milione e mezzo di euro all'anno Il governatore lombardo Roberto Formigoni: “Ma davvero?”

Sono quattro e ogni anno costano ai lombardi circa un milione e mezzo di euro. Sono i sottosegretari di Roberto Formigoni. In tempi di crisi, si concentra su di loro l’accusa dell’opposizione di centrosinistra che da tempo chiede di tagliare anche in Regione i costi della politica. Previsti dal nuovo statuto, che ha copiato l’idea da Calabria ed Emilia (però ne hanno solo uno), i sottosegretari del governatore guadagnano come i presidenti di commissione. Compreso lo staff, ciascuno costa 184mila euro l’anno.

Questi “magnifici quattro” costano ogni anno alle casse del Pirellone circa un milione e mezzo di euro, hanno diritto a una segreteria composta da un responsabile e tre addetti. La maggioranza di centrodestra aveva deciso di concedere loro anche il vitalizio previsto per i consiglieri regionali solo dopo due mandati. Ma di recente un blitz di Lega, Pd e Sel in commissione Bilancio ha fatto saltare tutto. Al Pirellone c’è perfino un sottosegretario che si occupa di Cinema, il leghista Massimo Zanello, nonostante nella giunta di Formigoni sia già presente l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Buscemi del Pdl. Gli altri sottosegretari si occupano di Attuazione del programma e di Expo (Paolo Alli, braccio destro del governatore); Attrattività e promozione del territorio (Francesco Magnano, geometra di fiducia di Silvio Berlusconi). Università e ricerca (Alberto Cavalli, ex presidente della Provincia di Brescia, forzista e fedelissimo del ministro Mariastella Gelmini).

«Siamo al ridicolo — denuncia il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina — Non si può accettare che un sottosegretario si occupi di cinema. Presenteremo una serie di mozioni e ordini del giorno per abolire questo spreco». Replica il capogruppo del Pdl in Regione, Paolo Valentini: «L’opposizione parla dei sottosegretari solo perché non è al governo. Quello che conta è il costo complessivo della Regione: in Lombardia è uno dei più bassi d’Italia in rapporto alla popolazione. Il resto sono solo chiacchiere».

A far discutere, però, sono anche i “delegati del presidente” che sono, invece, un’esclusiva della Lombardia introdotta solo nel 2010, anche per trovare un posto a chi non era stato eletto nella parte bassa del listino di Formigoni: quello dove spiccavano i nomi dell’ex igienista dentale Nicole Minetti e del fisioterapista personale del premier, Giorgio Puricelli. I delegati scelti da Formigoni sono ben cinque: tutti dovevano trovare un ruolo nella squadra del governatore. Guadagnano come i consiglieri regionali, circa novemila euro al mese, pari all’81 per cento dell’indennità percepita dai parlamentari. L’ex assessore Marco Pagnoncelli tiene i rapporti con gli Enti locali. Fabio Saldini, architetto di fiducia di Paolo Berlusconi di Moda, è a Design e tutela dei consumatori.

Monica Guarischi, sorella dell’ex consigliere regionale Massimo, si occupa di Pari opportunità. Roberto Baitieri, ex presidente della Fondazione club della Lombardia, di Promozione, sviluppo e innovazione delle aree montane. Gian Carlo Abelli, l’ex assessore ras della sanità lombarda oggi parlamentare del Pdl è, manco a dirlo, delegato a tenere i rapporti con il Parlamento. È l’unico che non percepisce uno stipendio dalla Regione, visto che ha scelto di optare per l’indennità di deputato. In compenso ha un ufficio, una segretaria e un’auto blu sempre a disposizione.

Le figure dei sottosegretari e dei delegati del governatore non piacciono nemmeno al capogruppo della Lega in Regione, Stefano Galli. Secondo lui «si potrebbe partire da lì per ridurre i costi della politica». Caustico il giudizio di Stefano Zamponi, capogruppo di Italia dei valori in consiglio regionale: «I sottosegretari — dice — sono figure inutili che in momenti come questi, in cui è necessario tirare la cinghia, dovrebbero essere eliminate. Invece spesso servono per trovare un posto a chi è stato bocciato dagli elettori».

Fra le spese del Pirellone spiccano anche quelle per i ben tre “comitati tecnicoscientifici” voluti in questi anni da Formigoni. Quello sulla Competitività, quello sul Welfare e quello sul Territorio. Ognuno è composto da quindici membri scelti tra imprenditori, banchieri, docenti universitari. Percepiscono un compenso di cinquemila euro l’anno più un gettone di 350 per ogni seduta alla quale partecipano. La loro soppressione comporterebbe un risparmio annuo di ben 225mila euro fissi, più altri 15.750 per i gettoni risparmiati per tutti e tre i comitati, supponendo che tutti i componenti siano presenti a tutte le riunioni. Il leader della Cisl lombarda Gigi Petteni attacca il governatore: «Le parole non bastano più. Formigoni sembra stanco delle questioni lombarde, privo di slancio. Se pensa ad altro, forse è meglio che si faccia da parte».

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QUI VE LE SUONIAMO NOI

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15 settembre 2011

fonte:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/09/15/news/i_sottosegretari_d_oro_di_formigoni_un_milione_e_mezzo_di_euro_all_anno-21681337/?rss

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