Archivio | settembre 19, 2011

Donne come bestie da soma: La questione femminile che travolge l’Italia

Donne come bestie da soma
La questione femminile che travolge l’Italia

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di Lorella Zanardo

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Mi parli di Clarissa, mi parli di Carolina, mi parli di quest’altra, della Luciana, chi sono? Prendi un caravan… cosa ti devo dire…». «Vedi, dovremmo averne due a testa se no mi sento sempre in debito, tu porta per te e io porto le mie. Poi ce le prestiamo. Insomma la patonza deve girare». Racconta uno degli investigatori che per due anni ha ascoltato le intercettazioni telefoniche che riguardavano anche il Premier che «si trattavano le donne come bestie da soma».

Rispetto a due anni e mezzo fa ciò che emerge in questi giorni è diverso e, se possibile, peggiore. Allora Noemi e le altre parevano oggetti, gingilli, “grechine” sacrificali delle serate del drago, come ebbe a definire il marito, l’allora moglie Veronica. Non era emerso il lato bestiale che invece emerge ora dalle frenetiche richieste del faccendiere Tarantini ad un amico: «Trova una tr…a per favore. Io alle due sto salendo in aereo e non posso più chiamare, però trova qualche altra femmina».

Donne che diventano oggetto di scambio di favori importanti, di soldi, di carriere. Donne giovanissime, «le mie bambine», tante, tantissime da cercare costantemente, urgentemente: per ognuna si potrà chiedere al premier un prezzo sempre più alto. Tenerlo in pugno. Migliaia di intercettazioni che raccontano di questa frenesia, un’occupazione che prende tempo, tanto tempo da far definire l’altra occupazione, quella politica di Premier, un impegno «a tempo perso». Non c’è nulla da aggiungere, queste poche righe raccontano meglio di mille analisi la crisi di un Paese dato ormai per perso da molti commentatori esteri. I dettagli suscitano un’attenzione morbosa, molti lettori paiono alla ricerca di notizie sempre più volgari, di dettagli agghiaccianti su quella che appare essere stata l’occupazione principale del primo ministro negli ultimi anni. Un uomo malato su cui si chiuderà il sipario a breve.  A noi l’eredità di uscire dal disastro.

E come donna che racconta delle vite delle donne e che ne incontra migliaia nelle scuole in giro per l’Italia, constato che il disastro coinvolge e coinvolgerà prevalentemente noi donne. In un Paese tradizionalmente maschilista, questo ci raccontano i dati internazionali che ci piazzano al 74esimo posto del Gender Gap, le donne hanno negli ultimi anni ricominciato in massa ad occuparsi dei loro diritti, attraverso azioni concrete che spesso hanno raggiunto obiettivi importanti: efficacissime sono state, tra le altre, le azioni delle giovani blogger in rete che hanno messo al bando numerose campagne pubblicitarie lesive della nostra dignità.
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Battaglie faticose quelle delle donne, che hanno poca visibilità sui media nostrani, che appaiono un giorno e vengono poi dimenticate per mesi. Faticosissime e portate avanti con energia incredibile e perseverante: in questi anni ho incontrato donne italiane impegnate in battaglie importanti per il welfare, per le donne violentate, per la scuola, per il rispetto dei diritti, diritti spesso per tutti e non solo per le donne. Donne che a testa bassa hanno proseguito la loro lotta tra il disinteresse quasi generale.

E però è stato per la denuncia di alcune donne che lo scandalo è emerso. Donne diverse per età, provenienza politica, abitudini. Ed è a causa dell’ossessione per le donne che il nostro primo ministro sta camminando verso la fine della sua carriera politica. Berlusconi scomparirà e allora si renderà necessario ricostruire dalle macerie, partendo proprio dalla questione femminile, quella che in questo Paese non si vuole affrontare.

Una volta scomparso dalla scena il premier, si evidenzierà che il tema della valorizzazione di genere, della parità di diritti, della corretta rappresentazione nei media delle donne, coinvolgerà come una valanga il Paese tutto. Se si nega questa evidenza, se non si inizierà a lavorare concretamente su questo tema, questo Paese non avrà futuro.

Citando Newsweek, che l’Italia sia un Paese in difficoltà lo si evince anche da come considera e tratta le donne. Il problema di Berlusconi e le donne è ormai da considerarsi malattia grave che coinvolge un Paese intero. Come si sia arrivati a questa scempio, come sia stato possibile che un degrado tale coinvolgesse politici, uomini d’affari, imprenditori. Come è stato possibile che per trent’anni si sia concesso ad un uomo, pur potente, di realizzare attraverso le sue reti televisive un suo personalissimo immaginario fatto di donnine e comici barzellettieri? Come può sfuggire ai più che le notti di Arcore altro non erano che la rappresentazione casalinga di uno dei tanti show che vanno in onda da trent’anni tutti i giorni sulle reti del Cavaliere e purtroppo anche sulla tv pubblica?

Trasmissioni di cui abbiamo riso, programmi che hanno guardato milioni di italiani con compiacimento. Le interviste alle ragazze del Premier lasciano ammutolite: «Lui è un leone, gli altri pecore invidiose. Devi essere disposta a tutto per avere, anche a vendere tua madre. Se vuoi essere re, se vuoi guadagnare 20mila euro e non 1000».

Su questo dovremo lavorare tutti e tutte, perchè sia chiaro che le parole delle olgettine e delle altre ragazze, sono il frutto della non cultura di questi anni: con la scuola, messa in ginocchio, con la famiglia in crisi, la televisione è stata agente di socializzazione libera di spopolare ed ha potuto svolgere il ruolo di cattiva maestra. Fate la prova: accendete la tv un pomeriggio o una sera qualsiasi e ascoltate: «Che entrino le bocce di Cristina e Francesca» urla una matura presentatrice mentre avanzano giovanissime superaccessoriate. Parrebbe una notte ad Arcore. «Ho sedici anni, non ho nemmeno il motorino. In tv e anche i politici, quelli dell’età di mio nonno, se la fanno con quelle della mia età. Mi dica lei, io che possibilità ho?» mi chiede un sedicenne in un liceo toscano. «Io non sono così», grida una ragazzina veneta indicando lo schermo su cui stiamo vedendo degli spezzoni tv, «io sono diversa, dov’è il mio posto?».

Sarà urgente che la “questione femminile” diventi il primo punto di una seria futura agenda politica del Paese. «I Paesi Italia e Grecia, che pur presentano iniziative significative appaiono ‘in resistenza’, come se la rappresentazione stereotipata della donna fosse un tratto antropologico fortemente radicato su cui non vale la pena avviare politiche evolutive». Queste le conclusioni del Censis nel suo rapporto “Donne e Media in Europa”. Intanto migliaia di ragazze reali esistono, ci sono, lavorano, studiano. E’ urgente renderle visibili. E’ già realtà in molti altri Paesi europei.

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19 settembre 2011

fonte:  http://www.unita.it/italia/donne-come-bestie-da-soma-br-la-questione-femminile-che-travolge-l-italia-1.333311

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Obama tassa i ricchi: ‘Maestra non può pagare più di un miliardario’


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Obama tassa i ricchi: ‘Maestra non può pagare più di un miliardario’

(foto Casa Bianca)  (foto Casa Bianca)

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ultimo aggiornamento: 19 settembre, ore 18:05
Washington – (Adnkronos/Ign) – Il presidente Usa presenta il piano per la riduzione del debito con la famigerata ‘Buffet Rule’, che prevede anche per i ricchi una aliquota come quella pagata dalle classi medie: ”Tutti devono pagare per ridurre di 3mila miliardi di dollari il debito”. La Merkel richiama gli esponenti del Governo a ”pesare le loro parole”: se crolla l’euro, crolla l’Europa. Borse in forte calo:pesano timori su Grecia Manovra, Moody’s: ”A rischio rating di regioni, province e comuni”

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Washington, 19 set. (Adnkronos/Ign) – “Per ridurre il debito di 3mila miliardi di dollari ognuno deve pagare la sua parte”. E’ quanto ha detto Barack Obama nel discorso dal Rose Garden con cui sta presentando il suo piano per la riduzione del debito, che contiene la famigerata ‘Buffet Rule’, dal nome del miliardario Warren Buffet, che alza le aliquote anche ai ricchi adeguandole a quelle pagate dal ceto medio.

“I più fortunati di noi devono pagare la giusta parte come tutti”, ha detto il Presidente, spiegando che vuole un sistema fiscale “giusto” perché “non possiamo permetterci” gli sgravi fiscali per i ricchi varati da George Bush.

Per Obama, infatti, è “ingiusto” e “inaccettabile” che “una maestra o un operaio edile paghino più tasse di un miliardario”. Il presidente americano mette in chiaro che “nessuno vuole punire il successo, ma a chi è andata bene, come me, non puoò avere un migliore trattamento delle famiglie comuni”.

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fonte:  http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Obama-tassa-i-ricchi-Maestra-non-puo-pagare-piu-di-un-miliardario_312465356074.html

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CRISI – Milano ancora in picchiata in attesa della visita della Troika ad Atene

Milano ancora in picchiata in attesa della visita della Troika ad Atene

S’impenna lo spread tra titoli di Stato e Bund tedeschi salito oltre quota 380 punti base. Spaventa la debolezza dell’euro e il nulla di fatto dell’Ecofin riunitosi nel fine settimana in Polonia

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di GIULIANO BALESTRERI

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MILANO Apertura difficile per i mercati del Vecchio Continente. Già di primo mattino i futures hanno iniziato a muoversi in territorio negativo, in scia alla seduta delle Piazze asiatiche e alla debolezza dell’euro. Milano apre in picchiata a  -2,75% prima di ripiegare a  -1,8%, tra i big del listino sprofonda Finmeccanica che cede il 7%.

A metà mattinata sono in territorio negativo tutte le Borse europee. A Londra come a Parigi e Francoforte continuano le vendite con ribassi superiori al 2%. In forte ribasso anche Atene che ha aperto in ribasso, registrando un -3,5%, con l’indice bancario che perde il 6,5%.

I mercati temono il vertice di oggi pomeriggio quando le autorità di Atene parleranno con la Troika dell’Unione europea e gli ispettori del Fondo Monetario internazionale. Gli emissari chiederanno alla Grecia di accelerare le misure di austerità in cantiere, pena la mancata emissione di una nuova tranche di aiuti da 8 miliardi di euro prevista per ottobre.

Ad alimentare le preoccupazioni anche la decisione di spostare l’appuntamento in videoconferenza dalle 12 alle 18, quando i mercati saranno chiusi e avranno tempo per digerire gli annunci fino a domani mattina. Ma le premesse non sono positive. Le nuove stime del Fondo Monetario internazionale prevedono per la Grecia un calo del Pil del 5,5% quest’anno e del 2,5%  per il 2012.

E Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel, ha aggiunto: “La nostra convinzione di fondo è che la situazione del debito greco costituisca un pericolo per l’intera eurozona, e per questo, sotto chiare condizioni, la Grecia va aiutata”. Anche perché il Cancelliere ha ribadito che “se crolla l’euro crolla l’Europa” invitando poi i membri della coalizione di governo “a pesare le parole per non creare allarme sui mercati”.

Tra le misure al vaglio del governo greco ci sono il congelamento degli stipendi e delle pensioni del pubblico impiego, tagli alla spesa sanitaria, l’aumento delle tasse sul gasolio da riscaldamento e un’accelerazione delle privatizzazioni. Secondo il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, entro fine anno chiuderanno diverse società che dipendono da sussidi governativi, una misura che potrebbe riguardare 100mila dipendenti pubblici.

Atene starebbe anche riflettendo su una nuova imposta immobiliare: chiunque possieda una casa potrebbe pagare una tassa al metro quadrato, da 0,5 a 16 euro a seconda del valore della proprietà. Misure per ora solo annunciate, ma hanno già scatenato le rivolte di Piazza.

L’incontro con la Troika si preannuncia comunque difficile dopo il nulla di fatto dell’Ecofin riunitosi a Varsavia, in Polonia, nel fine settimana.

Per i mercati il default di Atene è quasi inevitabile e il rischio contagio nei confronti di Spagna, Portogallo e Italia è sempre più probabile.

Un’eventualità che si riflette nell’allargamento dello spread tra i titoli di Stato italiani e i bund tedeschi: dopo l’apertura dei mercati il differenziale di rendimento è schizzato a 385 punti base. Come a dire che i btp rendono il 3,8% in più di quelli tedeschi perché il rischio Paese dell’Italia non accenna a diminuire.

Sempre per oggi i mercati attendono l’intervento del presidente americano Barack Obama, che nel pomeriggio illustrerà il nuovo piano di tagli al deficit di bilancio, una manovra in parallelo ai provvedimenti annunciati a sostegno del lavoro.

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19 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/09/19/news/milano_apre_in_picchiata_in_attesa_della_visita_della_troika_ad_atene-21876782/?rss

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Berlusconi ai giornalisti: che brutte facce. Scaduto l’ultimatum dei pm di Napoli


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Inchiesta escort, ora si indaga su appalti e incontri Tarantini-Finmeccanica-Lady Asl

Nel fascicolo un incontro all’hotel de Russie. La procura di Napoli: accompagnamento coatto extrema ratio. Berlusconi in aula a Milano per il processo Mills

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ROMA – Il premier Silvio Berlusconi è a Milano per il processo Mills, che lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari. Per essere presente, ha annullato la trasferta a New York dove avrebbe dovuto partecipare all’assemblea dell’Onu, fatto aspramente criticato dalle opposizioni. Intanto la procura di bari apre un nuovo filone d’indagine sugli appalti, stralciato dall’inchiesta escort, e i magistrati napoletani studiano la strategia per l’audizione del premier in qualità di parte lesa nell’inchiesta sulla presunta estorsione del duo Tarantini-Lavitola.

«Che brutta faccia». All’arrivo in Tribunale, Berlusconi si è rivolto i giornalisti con una battuta: «Io sto bene, ma voi che brutta faccia che avete». «Così brutte?» gli ha chiesto un giornalista. «Scherzavo», è stata la risposta. E alla domanda: «Ci dice qualcosa presidente?». Berlusconi ha risposto con un’altra battuta, con un sorriso: «Qualcosa». Poi ha chiarito che per il momento non intende rilasciare alcuna dichiarazione, casomai dopo l’udienza.

Berlusconi ha poi lasciato l’aula e ai giornalisti non ha risposto. Il premier Berlusconi non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ha abbassato il finestrino dell’auto e ha salutato giornalisti e operatori che lo attendevano davanti alla porta carraia di via Freguglia. Alcune persone dalle transenne hanno gridato: «Coraggio Silvio», mentre altre hanno urlato: «Dimettiti! Dimettiti!».

Un appello per salvare il processo e anticipare quindi i tempi delle rogatorie in Inghilterra è stato lanciato in aula dal pm Fabio De Pasquale, alla presenza anche di Silvio Berlusconi. Il pm, in sostanza, ha chiesto di anticipare rispetto alla fine di ottobre l’audizione dei testi inglesi tra i quali David Mills che ha dato la disponibilità per il 24 dello stesso mese ad essere sentito: «Fissare al 31 ottobre significa che il procedimento dibattimentale è bloccato anche senza logica. Se c’è una possibilità che questo processo arrivi a conclusione, bisognerebbe fissare le rogatorie in tre giorni consecutivi e non a data così lontana». «È un estremo appello che rivolgo al tribunale», ha aggiunto. I giudici ora sono riuniti in camera di consiglio per decidere sulla richiesta del pm e sull’istanza della difesa del presidente del consiglio di inserire nella loro lista testimoniale altri due testi che furono tolti tempo fa.

La procura di Bari ha aperto un nuovo filone di indagine su una decina di appalti, con l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, concentrando l’attenzione anche sui vertici di Finmeccanica. La procura, conclusa l’indagine sulle ragazze e sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze del premier, indaga sul tentativo, poi fallito, di Gianpi di mettere le mani sugli appalti che contano, utilizzando proprio le escort per arrivare a chi era in grado di turbare le gare di appalto. L’esistenza del nuovo filone emerge dal provvedimento di stralcio contenuto nel fascicolo sulle escort.

Nel fascicolo-stralcio sarebbe contenuto anche l’incontro del 21 gennaio 2009 nell’hotel de Russie di Roma in cui si parlava di un appalto da 55 milioni da smembrare e da far vincere agli amici di Gianpi. A quella riunione parteciparono Tarantini, Lea Cosentino (all’epoca dg della Asl Bari e per questo ribattezzata lady Asl) e gli imprenditori pugliesi Cosimo Catalano della Supernova di Lecce ed Enrico Intini. Ma gli accertamenti riguardano anche altri personaggi, in particolare i vertici di Finmeccanica, rappresentanti nell’incontro romano da Rino Metrangolo (che curava gli interessi del gruppo Finmeccanica e che ha usufruito delle escort messe a disposizione da Gianpi, come emerge dagli atti già depositati). Negli atti depositati ricorrono i nomi di diversi altri dirigenti di Finmeccanica, tra cui il manager di Seicos (società del gruppo) Domenico Lunanuova e lo stesso presidente della holding Pierfrancesco Guarguaglini.

La procura di Napoli attende che si definisca la questione della competenza prima di prendere iniziative sull’interrogatorio del premier Berlusconi in qualità di teste nell’ambito dell’inchiesta sul presunto ricatto ai suoi danni. Lo ha spiegato il procuratore, Giovandomenico Lepore, sottolineando che non si può parlare di ultimatum al premier scaduto ieri sera, precisando che la richiesta alla Camera per l’accompagnamento coatto costituirebbe soltanto una extrema ratio.

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Lunedì 19 Settembre 2011 – 11:22    Ultimo aggiornamento: 14:56

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=163490&sez=HOME_INITALIA

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Nasa: “Un satellite sta cadendo sulla Terra” / Huge Defunct Satellite Falling to Earth Next Week, NASA Says

Si teme che alcune parti non si disintegrino

Nasa, un satellite sta cadendo sulla Terra

Lanciato 20 anni fa per lo studio dell’atmosfera. Pesa 6,5 tonnellate e potrebbe precipitare già il 23 settembre

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Il satellite in orbita
Il satellite in orbita

Il cielo talvolta inquieta. Nel giro di qualche settimana, ma forse già il 23 settembre, un corposo satellite scientifico della Nasa cadrà sulla Terra, e, come sempre accade in questi casi, c’è chi teme che possibili frammenti possano arrivare in superficie provocando danni. L’oggetto è il satellite per lo studio dell’atmosfera UARS portato in orbita esattamente vent’anni fa, nel settembre del 1991 con lo shuttle Discovery del quale riempiva quasi l’intera stiva essendo lungo 12 metri e largo poco più di quattro. Massiccio anche nel contenuto, raggiungeva le sei tonnellate e mezza.

L’IMPATTO – Ecco perché qualcuno immagina che certe parti non riescano a disintegrarsi completamente quando precipiterà definitivamente nell’atmosfera sbriciolandosi nella vampata dell’attrito. La Nasa lo sta seguendo, ma non potendolo gestire con assoluta perfezione qualcosa potrebbe sfuggire. Però i controllori stanno facendo di tutto per governarne la caduta in modo da provocarla quando si troverà a sorvolare l’Oceano Pacifico come sempre accade in questi casi. Intanto lentamente si abbassa e quando incontrerà gli strati atmosferici più densi il suo tuffo senza speranza si farà rapido e definitivo. La Nasa informando di quanto sta succedendo e pur non essendo in grado di indicare il giorno preciso, garantisce che nulla di pericoloso si verificherà ricordando che da mezzo secolo numerosi satelliti piovuti sulla Terra alla fine della loro vita non hanno mai causato danni alle persone o alle cose. Non si può tuttavia dimenticare che il satellite militare sovietico Cosmos 954 per la sorveglianza oceanica e dotato di un reattore nucleare, cadde nel gennaio 1978 in zone per fortuna disabitate del Canada e che il recupero immediatamente avviato da americani e canadesi con l’ «Operation Morning Light» portò alla raccolta di dodici pezzi di non trascurabile entità, alcuni dei quali carichi di radioattività.

UN LAVORO PREZIOSO – Ma, ovviamente, non è il caso di UARS (Upper Atmosphere Research Satellite) che non ha reattori atomici a bordo e che comunque viene in qualche modo ancora seguito. Pur essendo stata la sua vita piuttosto difficile ancora prima di essere lanciato, per la scienza dell’atmosfera rimarrà uno strumento che ha fatto storia. Intanto era partito con anni di ritardo perché lo scoppio dello shuttle Challenger nel 1986 provocava la paralisi dei voli. Una volta lanciato cominciava presto a soffrire di disturbi al pannello di celle solari che forniva energia e in seguito a vari sensori per cui veniva in qualche occasione interrotta la sua attività finendo poi per funzionare solo parzialmente. Tuttavia i suoi dieci strumenti scientifici (sei sono ancora funzionanti) hanno compiuto un lavoro prezioso. E’ stato UARS infatti, tra i numerosi risultati, a compilare la prima mappa del clorofluorcarburi che distruggono la fascia di ozono atmosferico proteggendo dalla radiazioni ultraviolette e rilevandone anche le variazioni stagionali. Decifrava in seguit i vortici atmosferici nelle zone polari, il ruolo di particelle energetiche nella chimica della stratosfera e per la prima volta misurava i venti dallo spazio. Nel team di scienziati che lavoravano con i dati ricevuti al centro Goddard della Nasa c’era anche il premio Nobel Paul Crutzen. Volava a seicento chilometri d’altezza ma dal 2005 non era quasi più utilizzabile perché troppo acciaccato. Doveva lavorare per tre anni e invece diventava il satellite atmosferico più longevo mai lanciato. Ora la sua storia e il suo tormentato ruotare intorno alla Terra si sta per concludere. Speriamo senza lasciare cattivi ricordi finali.

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Giovanni Caprara
19 settembre 2011 13:10

fonte:  http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_settembre_19/satellite-nasa-caprara_416334f0-e2a3-11e0-9b5b-a429ddb6a554.shtml

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Huge Defunct Satellite Falling to Earth Next Week, NASA Says

September on my mind

My, my…in the last half of September we already had been planning for Palestine seeking statehood at the UN, the comet Elenin, Jewish feast days, massive solar flares, and now we hear from NASA that a 6.5 TON satellite will in fact fall from the heavens, make it through the atmosphere ‘ring of fire’, and land somewhere on Planet Earth. Y’all better be prayed up starting Monday.

An artist’s concept of the Upper Atmosphere Research Satellite (UARS) satellite in space. The 6 1/2-ton satellite was deployed from space shuttle Discovery in 1991 and decommissioned in December 2005
NASA space junk experts have refined the forecast for the anticipated death plunge of a giant satellite, with the U.S. space agency now predicting the 6 1/2-ton climate probe will plummet to Earth around Sept. 23, a day earlier than previously reported.

The defunct bus-size spacecraft is NASA’s Upper Atmospheric Research Satellite (UARS), which launched in 1991 and was shut down in 2005 after completing its mission. The satellite was expected to fall to Earth sometime this year, with experts initially pegging a weeks-long window between late September and early October, then narrowing it to the last week of this month.

That window, NASA now says, has been trimmed to just three days.

“Re-entry is expected Sept. 23, plus or minus a day. The re-entry of UARS is advancing because of a sharp increase in solar activity since the beginning of this week,” NASA officials wrote in a status update today (Sept. 16). The projection is a day earlier than a previous forecast released by NASA yesterday. source – Space

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fonte:  http://www.nowtheendbegins.com/blog/?p=6565

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Caso Maserati Modena: Lettere aperte a Marchionne

Caso Maserati Modena
Lettere aperte a Marchionne

Pioggia di richieste sul futuro: dopo le Rsu, anche i lavoratori della Maserati Auto iscritti alla Fiom-Cgil di Modena scrivono una lettera aperta all’ad Fiat

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Caso Maserati Modena Lettere aperte a Marchionne
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Dopo le Rsu, anche i lavoratori della Maserati Auto iscritti alla Fiom-Cgil di Modena scrivono una lettera aperta all’ad Fiat Sergio Marchionne per chiedere un incontro. L’organizzazione sindacale delle Tute Blu, si legge nella missiva, “è convinta che un confronto sul futuro dello stabilimento sia inderogabile. Un confronto che dia le risposte che i lavoratori si attendono su prospettive di continuità occupazionale e produttiva su modelli Maserati di alta gamma, a partire dalla nuova quattro porte”.

Nella lettera aperta si ribadisce anche “l’inquietudine dei 600 lavoratori della Maserati dello stabilimento di Modena”. “Quegli stessi lavoratori, che in questi anni con il loro lavoro, la loro professionalità hanno ridato slancio e prestigio allo storico marchio del tridente e hanno ulteriormente contributo a fare conoscere Modena nel mondo come terra dei motori”, prosegue la Fiom convinta che “non si può lasciare un intero stabilimento nell’incertezza e, come hanno ben scritto le Rsu, nella precarietà. Perchè quando si lavora in un’azienda o in uno stabilimento dove non si ha certezza della continuità produttiva, tutti i lavoratori impiegati o operai, di fatto diventano precari”.

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19 settembre 2011
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LIBIA – Spari contro aereo cargo turco Fallisce assalto dei ribelli a Bani Walid

LIBIA

Spari contro aereo cargo turco
Fallisce assalto dei ribelli a Bani Walid

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Il velivolo stava lanciado aiuti umanitari sopra la roccaforte lealista nel deserto. Gli insorti hanno incontrato forte resistenza da parte delle truppe lealiste anche a Sirte, città natale di Gheddafi

Spari contro aereo cargo turco Fallisce assalto dei ribelli a Bani Walid Un gruppo di insorti nelle vicinanze di Bani Walid

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TRIPOLIUn aereo cargo militare turco è stato preso di mira dal fuoco di batterie antiaeree sabato mentre lanciava aiuti sopra la roccaforte lealista libica di Bani Walid. Lo riferisce l’agenzia turca Anadolu, specificando che il giornalista a bordo di uno dei due C-130 impegnati nell’operazione umanitaria che ha dato la notizia non è stato in grado di riferire chi abbia aperto il fuoco. Il pilota ha effettuato delle manovre evasive riuscendo a sganciarsi senza subire danni.

Da giorni Bani Walid, 150 km a sud-est di Tripoli, è sotto attacco da parte delle forze del Cnt che hanno incontrato una forte resistenza delle truppe fedeli a Muammar Gheddafi. Per il secondo giorno consecutivo l’assedio dei ribelli alla città nel deserto e a Sirte, luogo di nascita del raìs, è fallito: si tratta degli ultimi due bastioni rimasti fedeli al Colonnello. Stando alle fonti dei ribelli, i “combattenti di Gheddafi stanno combattendo con forza per le loro ultime roccaforti e sono posizionati nei posti chiave dentro la città di Bani Walid”.

Intanto il Consiglio nazionale transitorio (Cnt) ha rinviato “a data da definirsi” la formazione del nuovo governo dopo la caduta del regime di Tripoli.

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19 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/09/19/news/libia_spari_contro_cargo_turco-21878714/?rss

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