Archivio | settembre 21, 2011

Grecia, accordo su nuove misure choc. Atene: «La crisi più grave dai tempi della guerra civile»

Grecia, accordo su nuove misure choc
Atene: «Crisi più grave da guerra civile»

Borse in calo in attesa della Federal Reserve. Moody’s taglia rating Fiat perché sempre più legata a Chrysler


Evangelos Venizelos, ministro greco delle Finanze (foto Maria Marogianni – Epa)

.

ROMA – Nel pomeriggio la Grecia annuncerà le nuove misure di austerità, dopo l’accordo di massima con la Troika composta da Fmi, Ue e Commissione europea. La Grecia si è impegnata a tagliare il suo deficit di bilancio entro il 2014 e di vendere circa 50 miliardi di euro di beni statali.

«La Grecia sta affrontando la più grande crisi dai tempi della guerra civile – ha detto al parlamento di Atene il ministro delle finanze Evangelos Venizelos – Il Paese si trova in una posizione estremamente difficile ed è costretto a varare drastiche misure di bilancio che richiedono altri sacrifici». Il ministro ha bacchettato i parlamentari affermando che «non hanno ancora capito i rischi» che corre la Grecia, fra questi «uno stallo totale dell’economia».

Ieri sera c’era stata la teleconferenza fra Venizelos, Paul Thomsen del Fondo Monetario Internazionale, Matthias Mors della Commissione Europea e Claous Mazuch, durante la quale è stato raggiunto un accordo di massima su «misure choc». Le misure da prendere, secondo la Troika, dovranno riguardare per un terzo le entrate e per due terzi i tagli delle spese. Tra queste, l’abbassamento del tetto minimo dell’imponibile (da 8.000 a 4.000 euro), l’equiparazione del prezzo del gasolio da riscaldamento con quello per i veicoli, la riduzione degli stipendi e delle pensioni, i licenziamenti nel settore pubblico, l’abolizione dei sussidi e degli incentivi.

Borse europee in calo, intanto, in attesa delle decisioni della Federal Reserve sulle misure da adottare per il rilancio dello sviluppo americano. A Piazza Affari, che per tutta la mattinata si era mossa sotto e sopra la parità, Ftse Mib in ribasso dell’1,65%, Ftse All share dell’1,21%; calo deciso anche per Londra (-1,5%), Parigi (-1,5%) e Francoforte (-2,4%). A Milano ribassi guidati da Fiat. Il Lingotto, già in affanno in apertura, cedeva a metà seduta il 3,71% a 4,148 euro, sulla scia della decisione di Moody’s, che oggi ha tagliato il rating da Ba1 a Ba2, con outlook negativo.

Taglio rating perché Fiat sempre più legata a Chrysler. «L’azione di oggi sul rating riflette l’idea di Moody’s che l’affidabilità creditizia di Fiat e di Chrysler saranno sempre più allineate in futuro a mano a mano che le strategie e le operazioni dei due gruppi diventeranno progressivamente più interconnesse – spiega l’analista dell’agenzia Falk Frey – Questo significa che i due gruppi potrebbero dover sostenersi l’un l’altro in caso di difficoltà finanziarie, anche se il Lingotto non garantisce il debito della casa americana e la gestione finanziaria rimane separata».

Lo spread Btp-Bund si mantiene stabile sotto la soglia psicologica dei 400 punti base a quota 395.

.

Mercoledì 21 Settembre 2011 – 14:20    Ultimo aggiornamento: 17:44

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=163799&sez=HOME_ECONOMIA

CRISI – Borse in profondo rosso, giù Milano Lo spread torna a quota 400 punti

Borse in profondo rosso, giù Milano
Lo spread torna a quota 400 punti

.

In attesa della Fed crescono i timori sulla Grecia e sulla tenuta del governo in Italia. Piazze finanziarie sotto scacco da parte degli speculatori. Male anche Londra e Parigi

.

di GIULIANO BALESTRERI

.

.

MILANOSpread a un soffio da quota 400 punti. Governo appeso a un filo. Salvataggio della Grecia più difficile. E le Borse scoprono, improvvisamente, di avere di nuovo paura con un’inversione di rotta repentina. A Francoforte il Dax perde il 2,52%, a Londra il Ftse 100 cede l’1,71%, il Cac40 di Parigi l’1,53% e il Ftse Mib di Milano lascia sul terreno l’1,65%.

Dopo una seduta piatta e senza grandi spunti, in attesa più che altro delle decisoni della Federal Reserve (questa sera alle 20 ora italiana) sul futuro della politica monetaria, a metà pomeriggio sono scattate le vendite. Preoccupano la Grecia e la tenuta dell’Italia. Imprenditori e banchieri chiedono le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e intanto il ministero dell’economia lavora a una terza manovra finanziaria. Forse da 10 miliardi di euro. Come se non bastasse il declassamento del rating deciso ieri da Standard & Poor’s.

L’annuncio della nuova manovra arriva come un macigno nelle sale operative: scattano le vendite sulle grandi banche (Intesa Sanpaolo e Unicredit) imbottite di titoli di Stato e i listini crollano. E così la speranza che la Fed possa varare nuove misure a sostegno dell’economia, non basta più a garantire la tenuta dei mercati. Come non basta la riunione dei Brics che domani a Washington potrebbero decidere di investire nel Vecchio Continente, mettendo sul piatto fino a 800 miliardi di dollari.

Le tensioni si evidenziano così con l’indebolimento dei prezzi dei btp e lo speculare aumento dei loro rendimenti che fanno riallargare il differenziale (spread) rispetto ai bund della Germania. Sulla scadenza a 10 anni lo spread btp-bund risale a 399 punti base: significa che per trovare acquirenti, le emissioni italiane devono offrire 4 punti percentuali in più, rispetto alle tedesche, come maggiorazione sul premio di rischio. Addirittura, il rendimento dei bund tedeschi decennali, offerti oggi in asta, è sceso per la prima volta nella storia sotto il 2% a 1,80%.

Ma l’attenzione resta concentrata sulla Grecia. Da Atene sono ancora attesi nuovi provvedimenti volti a cementare il percorso di risanamento dei conti, nella speranza di convincere gli altri paesi europei a corrisponderle una nuova tranche di aiuti in assenza dei quali la penisola ellenica finirà insolvente.

.

21 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/09/21/news/crol_xxxx-22009125/?rss

 

STRAGE DI USTICA – Il tribunale Palermo: «Dc9 Itavia fu abbattuto durante azione di guerra» / VIDEO: Strage di Ustica: la verità negata

Strage di Ustica: la verità negata

Caricato da in data 25/giu/2010

Rai.tv presenta in esclusiva il documentario di Giulia Foschini e Marco Melega, andato in onda su RAI 2 nella puntata dedicata alla strage Ustica de “La storia siamo noi”.
GUARDA LA PUNTATA INTEGRALE: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-945ed5b5-d6b0-4fa2-b1f…

Ustica, tribunale Palermo: «Dc9 Itavia fu abbattuto durante azione di guerra»

Le motivazioni della sentenza che ha condannato Difesa e Trasporti a risarcire i familiari delle vittime con 100 milioni

.

ROMA – Un missile o la collisione contro un caccia. E’ per questo che il Dc9 dell’Itavia è precipitato nel mare fra Ustica e Ponza il 27 giugno del 1980 uccidendo 81 persone. E’ questa la conclusione del giudice Proto Pisani del tribunale di Palermo nelle motivazioni della sentenza con cui ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento dei familiari delle vittime di Ustica conuna cifra intorno ai cento milioni di euro.

C’era un’azione di guerra nel cielo di Ustica la notte del 27 giugno del 1980, quando il Dc9 precipitò. «Tutti gli elementi considerati – scrive il giudice Paola Proto Pisani nelle 200 pagine di motivazione depositate oggi – consentono di ritenere provato che l’incidente accaduto al DC9 si sia verificato a causa di un intercettamento realizzato da parte di due caccia, che nella parte finale della rotta del DC9 viaggiavano parallelamente ad esso, di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del DC9 al fine di non essere rilevato dai radar, quale diretta conseguenza dell’esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l’aereo nascosto oppure di una quasi collisione verificatasi tra l’aereo nascosto ed il DC9». Dalla motivazione della sentenza, resa pubblica dagli avvocati Alfredo Galasso e Daniele Osnato, si trae un quadro completo di tutti gli atti emersi durante il procedimento penale, riproposti al vaglio del processo civile da parte dei legali dei familiari delle vittime.

Il tribunale civile era chiamato a stabilire se i ministeri avessero messo in atto ogni azione per la tutela dell’incolumità del volo civile e se avessero impedito ai parenti delle vittime di conoscere la verità. Così il giudice ha risposto ai due quesiti posti dai legali: «I fatti accertati rilevano una situazione aerea complessa che può avere consentito l’inserimento di un velivolo nella scia del DC9 al fine di evitare di essere rilevato dai radar, e una serie di anomalie sia nelle rilevazioni radar che nel comportamento dei velivoli presenti nelle immediate vicinanze del DC9». E da ciò deriva la responsabilità per «concorso in disastro aviatorio» di chi, addetto al controllo radar dei voli civili, aveva obbligo di impedire l’evento.

Secondo i giudici, inoltre, il ministero della Difesa avrebbe ostacolato «l’accertamento delle cause del disastro, così impedendo l’identificazione degli autori materiali del reato di strage che sono potuti restare impuniti». Alcuni ufficiali e sottoufficiali dell’Aeronautica Militare italiana si sarebbero resi responsabili di false testimonianze, favoreggiamento, abuso d’ufficio, soppressione di atti pubblici, falsi documentali, insomma di un «vero e proprio depistaggio». Così ostacolando la giustizia ed impedendo ai familiari delle vittime di conoscere autori e responsabilità del disastro. Da ciò la responsabilità del ministeri per gli atti (illeciti) commessi dai loro dipendenti, nell’esercizio delle attribuzioni loro assegnate.

«I ministeri con la presente sentenza – scrive il tribunale – vengono infatti condannati al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dagli attori per la perdita dei loro congiunti, per avere concorso colposamente a provocare la caduta dell’aereo». La sentenza infine riconosce «l’interesse dei familiari delle vittime a conoscere come e perchè i congiunti sono morti e anche perchè tale conoscenza sia stata così evidentemente preclusa per trent’anni. L’esigenza di conoscere la verità è indispensabile per poter definitivamente seppellire i morti e compiutamente elaborare il lutto che è conseguito al disastro aereo di Ustica».

«Dopo questa sentenza è finalmente certa la dinamica
del disastro (che esclude la bomba interna) ed è definitivamente appurata la corresponsabilità degli enti controllori, che consentirono lo svolgimento di attività aeree pericolose nel basso Tirreno, nell’uccisione di 81 cittadini Italiani. È anche appurata la gravissima colpa di alcuni soggetti deviati, appartenenti all’Aeronautica Militare italiana – ha dichiarato l’avvocato Daniele Osnato – Chi, in questi giorni, ha ritenuto di assumere le difese dell’Aeronautica Militare italiana ha dato informazioni errate tentando di indurre ancora una volta, e nonostante un giudicato di un Tribunale Italiano, in confusione ed incertezze. Il fatto che in Italia vi siano sottosegretari come Giovanardi e Misiti che mentono pubblicamente, che mostrano i fatti per altri, che sfruttano le sentenze per accaparrarsi consensi, distorcendo la verità, è gravissimo ed inaccettabile. Chi prosegue l’azione di disinformazione si rende complice degli altri, ed è colpevole come loro».

«Ci auguriamo che ora il ministro Giovanardi, nel rispetto per il dolore dei familiari delle vittime, desista dalle sue assurde tesi, risparmiando al Paese le sue incomprensibili posizioni che negano la gravità e la responsabilità dell’accaduto». È quanto afferma il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando. «Un ministro della Repubblica dovrebbe avere a cuore le esigenze di verità e giustizia – conclude Orlando – e a questo punto ci auguriamo che ritiri il ricorso presentato a nome dello Stato contro la sentenza dei giudici di Palermo».

.

pubb

.

Mercoledì 21 Settembre 2011 – 10:16    Ultimo aggiornamento: 15:48

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=163762&sez=HOME_INITALIA

_________________________________________________________________________________________________________________________________

STUDIO ITALO-STATUNITENSE – Individuato il gene responsabile della SLA

Grazie a uno studio italo-statunitense

Individuato il gene responsabile della SLA

.


Un’ immagine di batteri al microscopio

.

Roma – È stato identificato un nuovo gene, principale responsabile della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) familiare e sporadica. Da circa 10 anni i laboratori di tutto il mondo stavano tentando di identificare il gene di cui era nota solo la localizzazione a livello del cromosoma 9.

Lo studio (pubblicato dopo appena due settimane), sulla rivista Neuron, è stato condotto da ricercatori italiani del centro Sla delle Molinette, dell’Università cattolica del Sacro Cuore e dell’Università di Cagliari, assieme a un gruppo del Laboratorio di Neurogenetica del National Institutes of Health.

L’analisi su 268 casi familiari di SLA americani, tedeschi ed italiani e 402 casi familiari e sporadici di SLA finlandesi ha permesso di scoprire che il 38% dei casi familiari e circa il 20% dei casi sporadici erano portatori di un’alterazione di uno specifico gene (lo c9orf72).

.

.

21 settembre 2011

fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/magazine/2011/09/21/AOq9CO6-individuato_responsabile_della.shtml

_________________________________________________________________________________________________________________________________

MANOVRA – La Russa contestato dai poliziotti al grido di “vergogna, parassiti” / VIDEO: La Russa contestato dai poliziotti: ”Non erano veri”

La Russa contestato dai poliziotti: ”Non erano veri”

Caricato da in data 21/set/2011

La Russa contestato dai poliziotti al grido di “vergogna, parassiti”

.

La protesta era organizzata contro la manovra per denunciare la “mancata attenzione del governo nei confronti dei loro diritti e della sicurezza dei cittadini”

La Russa contestato dai poliziotti al grido di "vergogna, parassiti" Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa

.

ROMA“Vergogna, vergogna!”. “Parassiti, parassiti!”. A dare vita alla contestazione, davanti a Montecitorio, non ci sono i lavoratori dei Cobas, precari o studenti ma poliziotti iscritti a diverse organizzazioni sindacali. Quando è arrivato il ministro della difesa Ignazio La Russa davanti all’ingresso principale del palazzo della Camera, dove erano assiepati un centinaio di agenti, sono partiti gli slogan contro la manovra e il governo Berlusconi.

La protesta era organizzata per “denunciare pubblicamente la mancata attenzione del governo nei confronti dei loro diritti e del diritto alla sicurezza dei cittadini”. A promuoverla i  sindacati Siap, Silp-Cgil, Coisp e Anfp, per “manifestare il dissenso dei poliziotti nei riguardi di un governo che con quest’ultima manovra finanziaria ha saputo prevedere ulteriori tagli alle risorse destinate alla sicurezza del paese piuttosto che investimenti e che ha oltremodo offeso la specificità del loro lavoro non prevedendo a tal riguardo alcun sostegno economico ma tutt’altro”.

“Sappiate che non c’è indifferenza, si fa e si farà tutto ciò che sarà possibile. E io ci metto sempre la faccia, in prima persona”, ha detto La Russa ad alcuni manifestanti. Ma poi ha avanzato dubbi su chi contestava in prima fila: “Secondo me non erano veri poliziotti” (video) 1. Alla manifestazione si sono associati anche centinaia di altri dimostranti mobilitati via facebook. La Questura annuncia denunce perché l’iniziativa non era stata comunicata.

.

21 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/09/21/news/larussa_contestato-21987120/?rss

_________________________________________________________________________________________________________________________________

ROMA – Tbc, sette indagati per “epidemia colposa”. Codacons: “Da Regione atti incompleti al Tar”

Tbc, sette indagati per “epidemia colposa”
Codacons: “Da Regione atti incompleti al Tar”

.

L’infermiera da cui partì il contagio in neonatologia “mai visitata in sei anni”. Collegamento tra il suo ceppo infettivo e quello riscontrato sull’unica bimba ammalata, nata nello scorso luglio al policlinico. Anche le lesioni personali colpose sono i reati ipotizzati. Sott’accusa il medico di base che non diagnosticò i sintomi della malattia

Tbc, sette indagati per "epidemia colposa" Codacons: "Da Regione atti incompleti al Tar" Il policlinico Gemelli

.
Sei persone, tra medici e amministrativi in servizio al Policlinico Gemelli, e il medico di base che visitò l’infermiera, poi ammalata di tubercolosi, sono state iscritte sul registro degli indagati della procura di Roma per i casi di Tbc che hanno coinvolto più di cento bambini venuti alla luce quest’anno. Epidemia colposa e lesioni personali colpose sono i reati ipotizzati dal procuratore aggiunto Leonardo Frisani e dal pm Alberto Pioletti.

Secondo gli inquirenti una intera struttura di controllo del Policlinico Gemelli non ha funzionato. L’infermiera, ritenuta origine della diffusione della infezione da Tbc, nel 2005 era risultata positiva. Ma da allora nessuno si è preoccupato di richiamarla. Per questo sono accusati, dal pubblico ministero, il “datore di lavoro”, un dirigente dell’ospedale e le due figure da lui delegate per i controlli sul personale: il capo di neonatologia e un funzionario amministrativo. Inoltre due “medici competenti” che avrebbero dovuto visitare la donna; il loro coordinatore e il medico curante della donna, che non si accorse, per un lungo periodo dello stato in cui era la sua assistita.

Secondo quanto si è appreso, le prime risultanze della consulenza disposta dalla Procura di Roma indicherebbero il collegamento tra il ceppo infettivo che ha colpito l’infermiera e quello riscontrato sull’unica bimba ammalata di tbc, nata nello scorso luglio al Gemelli. Questo era uno dei quesiti posti ai consulenti. Nella perizia inoltre si chiede se “la positività alla Tbc equivalga alla malattia”, se sono “state adottate idonee terapie a scongiurare il contagio”, “se sono stati effettuati controlli idonei” e “se la signora si è ammalata per il contatto con il marito (anche egli affetto da Tbc) o con altri soggetti”. Intanto è stato accertato che l’infermiera, Tbc che potrebbe aver contagiato più di cento bambini nati quest’anno al policlinico, non era stata più sottoposta a visita medica dal 2005. Sei anni fa la donna era risultata positiva: scagionato il marito (anche lui infermiere presso un’altra struttura) colpito da una forma non contagiosa, e l’infermiera, che all’epoca lavorava presso il reparto di fisiopatologia polmonare, che era probabilmente entrata in contatto con un malato. Dal febbraio 2010, l’infermiera era poi passata a neonatologia e tutto era andato per il verso giusto fino a questa estate quando la malattia ha presentato i primi sintomi che il medico di base, secondo chi indaga, non è stato in grado di individuare.

Benchè le disposizioni interne all’ospedale prevedano che il personale affetto da Tbc sia sottoposto a controllo medico obbligatorio ogni due anni, alla signora fu detto di presentarsi per un nuovo accertamento nel 2006, dunque un anno dopo. Ma quel controllo non avvenne mai. La donna, alla quale probabilmente fu detto che la positività poteva dipendere dal vaccino, non pensò più a farsi controllare. E, in ogni caso, non fu mai chiamata per le rituali visite.

“Assolutamente insufficiente la documentazione depositata dalla Regione al Tar del Lazio dopo che il Tribunale, accogliendo il ricorso del Codacons, aveva ordinato all’ente di produrre le carte utili sulla vicenda della Tbc al Gemelli”. Al Tar infatti, denuncia il Codacons, ”la Regione si è limitata a depositare un verbale del tavolo di coordinamento del 2 settembre 2011, uno stralcio del Sistema informativo delle malattie infettive (Simi) approvato dalla giunta regionale nel 1993 e due delle 54 pagine di una pubblicazione recante Guidelines for the Investigations of Contacts of Persons with Infectious Tubercolosis del Department of Health and Human Serrvices del 2005. Alcune pagine dei documenti prodotti, inoltre, risultano stranamente mancanti. Non vi è alcuna traccia – sottolinea l’associazione – degli atti relativi all’istituzione del tavolo di coordinamento; dei verbali delle sedute operative; del verbale di sopralluogo nei locali del reparto di neonatologia dell’1 agosto 2011; dei verbali delle sedute del Tavolo e della Commissione durante le quali si è deciso di non estendere il periodo dei controlli, ecc. La parziale e assolutamente carente produzione di atti, rende difficoltosa la difesa delle famiglie dei bambini coinvolti nel caso, e rischia di gettare ombre su una eventuale volontà della Regione di nascondere l’operato dell’amministrazione”. Per questi motivi il Codacond annuncia: “Siamo costretti a rivolgerci alla Procura, ritenendo grave sia nei confronti dei cittadini che dello stesso Tar, il comportamento dell’amministrazione regionale”.

Il senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, rinnova la sua richiesta alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: “E’ urgente sapere quali sono i protocolli di screening per la prevenzione della Tbc adottati negli ospedali del Lazio. Servono trasparenza e chiarezza non tanto per una caccia all’untore, ma perché se i protocolli non esistessero, o non venissero applicati, sarebbe molto utile saperlo per correre al più presto ai ripari. Del resto – continua Marino – le indagini della Procura stanno portando alla luce una serie di carenze nei sistemi di screening e sorveglianza infettivologica, che invece sono affrontate dal disegno di legge che ho depositato in Senato insieme a tutto il Pd”. Secondo il senatore Pd serve soprattutto un moderno sistema di monitoraggio e di comunicazione. E conclude: ”Le modifiche che propongo con il disegno di legge servono per adattare le norme sanitarie alle attuali conoscenze scientifiche”.

.

Advertisement

.

21 settembre 2011

fonte:  http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/09/21/news/tbc_al_gemelli_sette_persone_indagate-21991046/?rss

_________________________________________________________________________________________________________________________________

Scontri a Lampedusa, decine di feriti. Sindaco: siamo in guerra / VIDEO: SKY TG24 | Lampedusa – Scontri tra polizia, tunisini e lampedusani

SKY TG24 | Lampedusa – Scontri tra polizia, tunisini e lampedusani

Caricato da in data 21/set/2011

Scontri a Lampedusa, feriti. Sindaco: siamo in guerra

Il primo cittadino asserragliato con una mazza. Lampedusiani ai giornalisti: ‘Andate via’

21 settembre, 15:29

.

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Sarebbero decine le persone rimaste ferite dopo gli scontri che a Lampedusa hanno coinvolto alcune centinaio di tunisini che stavano manifestando, le forze dell’ordine che li hanno caricati e un gruppo di abitanti di Lampedusa che protestano contro la presenza sull’isola dei migranti. Fino ad ora sono stati medicati nel Poliambulatorio dell’isola due agenti di polizia e un militare della Guardia di Finanza, oltre a una decina di migranti che presentano diverse escoriazioni e contusioni. Per uno di loro, in uno stato di semicoma, il responsabile sanitario, Pietro Bartolo, ha chiesto il trasferimento urgente a Palermo in eliambulanza.

SINDACO LAMPEDUSA, SIAMO IN GUERRA 
– “Alle associazioni umanitarie dico: non vi permettete di accusare di razzismo i lampedusani, hanno dato fin troppo. Siamo in guerra, la gente a questo punto ha deciso di farsi giustizia da sola”. Lo dice il sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis, asserragliato nel suo ufficio mentre davanti il municipio ci sono decine di persone che protestano contro i tunisini.

E’ asserragliato nella sua stanza il sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis che viene scortato da tre agenti di polizia, dopo che stamattina tre lampedusani hanno tentato di aggredirlo, contestandogli di avere tenuto una linea morbida sull’immigrazione. In un cassetto dell’ufficio, De Rubeis tiene una mazza da baseball. “Mi devo difendere, e sono pronto a usarla, scrivetelo pure”, dice. “Siamo in presenza di uno scenario da guerra, – aggiunge – lo Stato mandi subito elicotteri, navi per trasferire i tunisini che vagano per l’isola dopo avere incendiato ieri il centro di accoglienza”. Davanti al municipio ci sono decine di persone, alcune contestano il sindaco, altre urlano contro gli immigrati.

LAMPEDUSANI A GIORNALISTI, ‘ANDATE VIA’ 
– E’ quasi caccia ai giornalisti a Lampedusa. Davanti al distributore di benzina dove la polizia in assetto antisommossa ha caricato alcuni tunisini che minacciavano di fare esplodere delle bombole di gas, la gente ha inveito contro i cronisti di ANSA, Adnkronos e l’operatore della Rai, Marco Sacchi. “Andatevene è meglio per voi”, ha urlato con toni minacciosi un gruppo di una trentina di lampedusani. I cronisti sono stati accerchiati e costretti ad andr via. “Non vi vogliamo, sparite”, gridava.

VIA A TRASFERIMENTO TUNISINI DA LAMPEDUSA – Sono cominciati nella notte i primi trasferimenti di migranti da Lampedusa, dopo l’incendio doloso che ieri pomeriggio ha distrutto il Centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola. Circa 200 tunisini sono stati imbarcati su due C130 dell’ Aeronautica militare diretti alla base di Sigonella (Catania). Gli extracomunitari rimasti sull’isola, oltre un migliaio, hanno trascorso la notte all’addiaccio all’interno dello stadio comunale. Solo un centinaio, tra cui una ventina di donne, sono rimasti nel centro, che tuttavia è inagibile: le palazzine dove vengono ospitati gli immigrati sono state infatti divorate dalle fiamme. I danni sono ingenti, come ha confermato anche il responsabile della struttura, Cono Galipò, che non ha dubbi sulla natura dolosa del rogo, visto che poco prima nelle camerate dove si sono sviluppate le fiamme era stato compiuto un sopralluogo. La tensione tra i tunisini era cresciuta negli ultimi giorni, dopo la conferma da parte del governo della linea dura circa il proseguimento dei rimpatri. L’inchiesta aperta dalla Procura di Agrigento contro ignoti dovrà adesso identificare gli autori dell’incendio e accertare eventuali responsabilità. Ieri il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, aveva lanciato un nuovo appello al premier Berlusconi e al ministro Maroni per trasferire immediatamente tutti gli immigrati ancora sull’isola.

A LAMPEDUSA MILLE TUNISINI, OGGI ALTRI VOLI
– Sono circa un migliaio (per l’esattezza 1040) i tunisini che si trovano ancora a Lampedusa dopo l’incendio che ieri pomeriggio ha distrutto quasi completamente il centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola. Durante la notte due voli militari, effettuati con un C130 dell’Aeronautica, hanno trasferito circa cento immigrati verso la base di Sigonella. Il ponte aereo predisposto dal Viminale per accelerare le procedure di rimpatrio proseguirà anche oggi, con altri due voli. Attualmente circa 400 tunisini sono all’interno dello stadio dell’isola, dove hanno trascorso la notte, mentre altri 200 sono raggruppati in prossimità del porto. A Lampedusa, nonostante la tensione e le proteste degli abitanti, tutte le attività economiche e commerciali si stanno svolgendo regolarmente. Persino i festeggiamenti per la Madonna del Porto, patrona del paese, sono andati avanti senza interruzione: la banda musicale ha attraversato all’alba di stamani le strade del centro abitato, come è tradizione.

IDV, GOVERNO RIFERISCA SU LAMPEDUSA 
– Il governo riferisca al Parlamento sulla situazione a Lampedusa, dove continuano gli sbarchi di immigrati: lo ha chiesto nell’Aula della Camera Fabio Evangelisti dell’Idv.

SINDACO LAMPEDUSA A NAPOLITANO, AIUTATECI – Un appello al presidente Giorgio Napolitano “a darci una mano, visto che ancora una volta siamo stati abbandonati” è stato lanciato dal sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis, all’indomani dell’incendio doloso che ha distrutto il centro di prima accoglienza. “Vorremmo potere essere sempre orgogliosi di dichiararci cittadini italiani – spiega – ma a questo punto abbiamo bisogno di un segnale da parte dello Stato”. Il sindaco ribadisce la richiesta, avanzata già ieri, dell’invio di alcune navi a Lampedusa per trasferire subito tutti i tunisini che si trovano ancora sull’isola. “Ci era stato promesso una decina di giorni fa – ricorda – e invece ne stanno trasferendo solamente 100 al giorno. Adesso che il centro é stato bruciato, non ci sono più neanche gli spazi per potere ospitare tutte queste persone. Se hanno deciso che la nostra isola deve diventare un carcere a cielo aperto che lo dicano una buona volta”. De Rubeis dice di “essere ancora in attesa di potere parlare con Berlusconi e con il ministro Maroni per sapere cosa intendono fare e come dovremo regolarci” e annuncia un cambio di rotta nella linea dimostrata fino ad ora nell’amministrazione nei confronti degli immigrati “continueremo ad accogliere solamente profughi ma non più tunisini, che arrivano da noi esclusivamente per motivi economici e non sono casi umanitari”.

NUOVA AGGRESSIONE TROUPE SKY A LAMPEDUSA – L’inviato di Sky a Lampedusa Fulvio Viviano e l’operatore Davide Di Stefano, che stavano girando delle immagini nel porto dell’Isola, all’indomani dell’incendio nel Centro di accoglienza, sono stati aggrediti da un gruppo di lampedusani che stanno effettuando un presidio nella zona. Ieri sera i due giornalisti erano stati assaliti con un immigrato tunisino. La tensione sull’Isola e’ molto alta: i migranti hanno passato la notte all’addiaccio perche’ il centro in cui erano ospitati e’ inagibile. Viviano e Di Stefano sono stati spinti contro le auto della polizia che si trovavano sul posto e soccorsi dagli agenti.

GABRIELLI,PROBLEMA LAMPEDUSA RIGUARDA TUNISINI – “Il problema di Lampedusa riguarda cittadini tunisini che non possono essere inseriti nel circuito dell’accoglienza come stabilito dall’accordo del 6 aprile scorso”. Lo ha detto il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, a margine di Geoitalia 2011, il Forum di Scienze della terra in corso a Torino, in riferimento agli ultimi avvenimenti sull’isola. “Ovviamente è un problema che ci coinvolge come istituzioni – ha aggiunto Gabrielli – ma con riferimento alla gestione dell’accordo del 6 aprile ci vede in una posizione di attesa rispetto a quelle che saranno le decisioni del ministero dell’Interno”.

.

Click here to find out more!

.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2011/09/20/visualizza_new.html_701022257.html

_________________________________________________________________________________________________________________________________