Archivio | settembre 23, 2011

DISCORSO ALL’ONU – Abu Mazen: “Riconoscere lo Stato palestinese”. Netanyahu: “Vogliono uno Stato senza pace”

Il discorso all’Onu, dopo aver presentato la richiesta di riconoscimento della Palestina

Abu Mazen: Israele viola i diritti umani

Il presidente palestinese:«Continua la sua campagna demolitrice e la sua pulizia etnica verso i palestinesi».


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Abu Mazen con Ban Ki -Moon (Reuters)
Abu Mazen con Ban Ki -Moon (Reuters)

MILANO- Comincia con una standing ovation il discorso di Abu Mazen all’Assemblea Generale dell’Onu. Decine i delegati che si sono alzati in piedi per applaudire. Il presidente palestinese, pochi minuti prima del suo discorso, ha presentato a Ban Ki Moon la richiesta per il riconoscimento della Palestina. Un’eventualità su cui Israele si è sempre espresso in maniera negativa, mentre gli Stati Uniti hanno preso tempo. Subito dopo Abu Mazen è stato il turno di Benjamin Netanyahu. Il primo ministro israeliano, che non era presente durante il discorso di Mazen, dall’assemblea generale afferma: «Non sono venuto a prendere applausi, sono venuto a dire la verità e la verità è che Israele vuole la pace con i palestinesi», ma «i palestinesi vogliono uno Stato senza la pace».

IL DISCORSO– Subito dopo essersi congratulato con il Sud Sudan per la sua «meritata ammissione alle Nazioni Unite», Abu Mazen ha poi puntato il dito contro la politica israeliana di costruzione di colonie, «rottura delle risoluzioni Onu, e cuore della politica di occupazione militare coloniale». Non si ferma qui perché «Israele continua la sua campagna demolitrice e la sua pulizia etnica verso i palestinesi». E aggiunge: «La nostra azione non è un’azione unilaterale, noi non miriamo a isolare o a delegittimare Israele», ma a «delegittimare la sistematica colonizzazione» dei Territori palestinesi.

LA PACE– Ma subito dopo le accuse, Abu Mazen, lascia aperta una porta. Uno spiraglio. «L’Organizzazione per la liberazione della Palestina, solo legittimo rappresentante del popolo palestinese e che rimarrà tale fino alla risoluzione del conflitto, è pronta a tornare al negoziato con Israele se questa, «potenza occupante, cesserà la costruzione di colonie». Per questo «tendiamo la mano al governo e al popolo israeliano per fare la pace. Costruiamo ponti di dialogo invece di posti di blocco e muri di separazione».

L’ONU– E sulla richiesta alle Nazioni Unite spiega: «Non credo che qualcuno possa respingere la nostra richiesta di membership». «Non è più possibile», ha aggiunto, «parlare dell’orizzonte bloccato della pace con metodi che non hanno avuto successo. La crisi è troppo profonda perchè possa essere posticipata la sua esplosione. È il momento di tornare ai negoziati ma non finchè vi sarà un esercito che occupa il nostro territorio».

LO STATO E per quel che riguarda il riconoscimento della Palestina spiega: «Abbiamo presentato a sua eccellenza Ban Ki-moon una richiesta per l’ammissione piena della Palestina nelle Nazioni Unite, entro i confini del 1967 (prima della Guerra dei Sei Giorni, ndr), e con capitale al Quds Al Sharif, nome arabo di Gerusalemme.

ISRAELE Il premier israeliano Benyamin Netanyahu non era presente nell’aula dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite mentre il presidente palestinese Abu Mazen pronunciava il suo discorso. Non era presente neanche l’ambasciatore di Israele presso le Nazioni Unite Ron Prosor, c’erano invece tre diplomatici che hanno ascoltato e preso nota e sono rimasti seduti durante la standing ovation finale in onore di Abu Mazen. Ma proprio il premier israeliano ha aperto il suo discorso parlando della questione palestinese: «Tendo la mano al popolo palestinese con il quale vogliamo una pace giusta e durevole».

IN PIAZZA– Intanto migliaia di rifugiati palestinesi si sono radunate a Beirut, in Libano. «Siamo qui per sostenere le autorità palestinesi» ha affermato Menhem Awad, un responsabile locale, in mezzo a una folla che sventola bandiere palestinesi e libanesi, e canta. «I rifugiati sono quelli più consapevoli del loro diritto di tornare sulle proprie terre» ha aggiunto. «Se non ce la faremo questa volta, ce la faremo la prossima» ha poi sottolineato, accerchiato da cartelli e striscioni, tra cui risalta: «Lo Stato ci sarà, che lo vogliate o no». Intorno, ritratti di Abu Mazen e del leader storico del movimento di liberazione della Palestina, Yasser Arafat. Ma la gente in piazza è scesa anche in Cisgiordania e nella Striscia si è festeggiato nei caffè. Scettici i leader di Hamas. «Il discorso di Abu Mazen è pieno di contraddizioni».

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Redazione Online
23 settembre 2011 19:50

fonte: http://www.corriere.it/esteri/11_settembre_23/mazen-israele-onu_b5b97dae-e605-11e0-b1d5-ab047269335c.shtml

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Manifesto delle imprese di Confindustria: superMarcegaglia salva l’Italia

Manifesto delle imprese di Confindustria: superMarcegaglia salva l’Italia

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di Stefano P. 

venerdì, 23 settembre, 2011
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marcegaglia confindustriaLa presidente di Confindustria Emma Marcegaglia sembra averne le tasche piene di un Governo bolso ed insulso e passa al contrattacco con frasi come “non siamo disponibili a vedere questa situazione di stallo. Non si può continuare a dire che abbiamo superato la crisi meglio di altri” o “non cresciamo e abbiamo una scarsa credibilità sui mercati finanziari” e nella manovra attuale “non c’è niente che riduca la spesa dello Stato”. Parole di fuoco, dunque, quelle pronunciate in Toscana all’assemblea della Confindustria regionale.
L’insofferenza è al culmine ed ecco allora che, invece di stracciarsi le vesti come Caifa, la Marcegaglia si traveste da supereroe che vuole salvare l’Italia: “Presenteremo al Governo un documento, insieme con le altre associazioni di imprese, un manifesto delle imprese per salvare l’Italia, per cambiare le aspettative e tornare a crescere”.

Nell’attesa della scrittura di questa nuova Bibbia, la Marcegaglia ha anticipato alcuni punti chiave:
privatizzazioni e di liberalizzazioni: insufficienti i punti presenti nella manovra del Governo. Basta tariffe minime e sì alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali
– avvio della vendita dei patrimoni pubblici con l’obbiettivo di ridurre le spese comuni
riforme strutturali che snelliscano la burocrazia degli investimenti
abbassamento del costo fiscale dei dipendenti per le imprese, con un occhio particolare ai giovani
riforma delle pensioni: auspicabile un aumento dell’età pensionabile per non gravare con tutto il carico contributivo sui più giovani

Non si intravedono novità asolute, ma forse quello che più conta è il tono delle parole. In fondo il manifesto è un inizio, occorre poi la pratica: se la superMarcegaglia, mostrando i muscoli, sarà capace di scrollare il torpore del Governo la applaudiremo, altrimenti sarà solo un altro dei tanti personaggi che partecipano al ballo in maschera.

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fonte: http://www.prestitoveloce.org/manifesto-imprese-confindustria-marcegaglia-salva-litalia-1467/

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Palestina, oggi Abu Mazen all’Onu. Israele boccia la proposta di Sarkozy

23/09/2011

Palestina, oggi Abu Mazen all’Onu
Israele boccia la proposta di Sarkozy

Respinta l’idea di riconoscere lo status di “stato osservatore”
Il leader palestinese interverrà a Palazzo di Vetro per chiedere il riconoscimento dello Stato

Il leader palestinese Abu Mazen con Ban Ki-moon alle Nazioni Unite

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Israele ha rifiutato la proposta del presidente francese Nicolas Sarkozy di riconoscere uno «status intermedio di stato osservatore» per la Palestina alle Nazioni Unite, definendola una «falsa buona idea». Lo ha dichiarato il portavoce degli Affari esteri.

«Si tratta di una falsa buona idea perché è impossibile bruciare le tappe concedendo uno stato ai palestinesi indipendentemente dalla sua denominazione. Uno Stato palestinese non può risultare che da un accordo con Israele», ha affermato Yigal Palmor.

Il discorso del presidente Sarkozy in compenso è stato accolto “positivamente” da parte dei palestinesi che si sono dichiarati “pronti a lavorare” alle proposte del presidente francese.

Intanto oggi, nonostante le forti pressioni da parte dei paesi occidentali, il presidente palestinese Abu Mazen richiederà  alle Nazioni Unite il riconoscimento dello Stato palestinese. Il presidente americano Barack Obama, che nel suo intervento davanti all’Assemblea Generale ha detto che uno Stato palestinese potrà nascere solo attraverso il negoziato tra le due parti e non con una risoluzione alle Nazioni Unite, ha provato fino all’ultimo a convincere Abu Mazen quantomeno a non rivolgersi al Consiglio di Sicurezza per richiedere una piena membership della Palestina all’Onu, avvertendolo che gli Usa non esiterebbero a usare il loro potere di veto per bloccare una simile richiesta.

Secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz, anche altri funzionari dell’amministrazione Usa hanno incontrato diverse volte Abu Mazen negli ultimi giorni per fare pressione su di lui, e l’ambasciatrice degli Stati Uniti al Palazzo di Vetro, Susan Rice, ha ribadito due giorni fa che una richiesta di riconoscimento di uno Stato palestinese non darà alcun contributo al processo di pace e servirà solo a ritardare la ripresa dei negoziati (questi ultimi – ha sottolineato Rice – sono l’unica via attraverso cui i palestinesi possono ottenere l’agognata indipendenza).

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fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/421681/

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Oltre la barriera della luce, elogio della lentezza

Oltre la barriera della luce, elogio della lentezza

23 settembre, 13:25

Giovani osservano il tramonto

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La velocità della luce è stata superata. I neutrini sono più veloci della luce di circa 60 nanosecondi. Il risultato è ottenuto dall’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene lanciato dal Cern verso iLaboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Il risultato si deve alla collaborazione internazionale Opera, che con i rivelatori che si trovano nei Laboratori del Gran Sasso ha analizzato oltre 15.000 neutrini tra quelli che, una volta prodotti dall’acceleratore del Cern Super Proton Synchrotron, percorrono i 730 chilometri che separano il Cern dal Gran Sasso. I dati, che saranno presentati oggi a Ginevra, dimostrano che i neutrini impiegano 2,4 millisecondi per coprire la distanza, con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocità attesa. L’analisi dei dati, raccolti negli ultimi tre anni, dimostra che i neutrini battono di circa 20 parti per milione i 300.000 chilometri al secondo ai quali viaggia la luce.

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fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2011/09/23/visualizza_new.html_700069903.html

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