Archivio | settembre 28, 2011

Mafia, salvo anche il ministro Romano. Il governo si fida dell’amico degli amici

Romano si salva e va Berlusconi
Di Pietro: “Voto di scambio, come tra mafiosi”

https://i2.wp.com/st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/950x0/wp-content/uploads/2011/09/romano_pp_patonza.jpg

.

Il ministro delle politiche agricole: ”Quello che un tempo era l’ordine giudiziario ormai ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte”

.

“Non ci saranno sorprese”. Umberto Bossi lo aveva garantito: il voto su Saverio Romano è certo, sicura la “salvezza” per il ministro delle politiche agricole accusato di associazione esterna di stampo mafioso. E così è stato: la mozione di sfiducia è stata respinta con 315 voti, favorevoli 294. Polemiche sull’astensione dei Radicali, inattesa. Tanto che il Pd sta valutando l’espulsione. “E’ stato un comportamento incomprensibile e intollerabile”, ha detto il capogruppo Dario Franceschini.Comunque il risultato era annunciato. Incassata la vittoria, Romano è andato da Silvio Berlusconi. “Ci siamo abbracciati, abbiamo fatto i conti, 315 più gli assenti giustificati, la maggioranza è di 325″, ha riferito.

Ma bastava ascoltare il suo intervento in aula per capire quanta il ministro era certo del risultato a suo favore. Quasi una sfida. Tanto da attaccare la magistratura, sostenendo che “vuole sostituirsi al Parlamento”, e da definire “odiosa” la mozione di sfiducia nei suoi confronti. Ma l’autodifesa è arrivata soltanto dopo i messaggi di solidarietà ricevuti dalla maggioranza. In particolar modo della Lega. Bossi, entrando a Montecitorio, ha sostenuto che Romano “bisogna giudicarlo come ministro. Un magistrato voleva assolverlo – conclude – poi è stato rinviato a giudizio, sono beghe tra magistrati”. La posizione della Lega era già stata annunciata dal ministro dell’Interno giorni fa, suscitando numerose polemiche. Ma Roberto Maroni era stato chiarissimo: “No alla sfiducia”. Tutt’altra linea dunque rispetto al voto espresso su Alfonso Papa, quando il Carroccio votò per aprire al deputato le porte di Poggio Reale. La posizione è dunque cambiata. E Romano ha apprezzato il gesto, tanto da ringraziare Roberto Calderoli in aula, poco prima del voto. I due hanno avuto un breve colloquio, tra sorrisi e cordiali strette di mano. Ma se di sorprese non ne arriveranno dalla Lega, potrebbero regalarle i cattolici della maggioranza, capitanati dall’ormai frondista Beppe Pisanu, presidente della commissione antimafia, fortemente critico con l’esecutivo.

Come l’opposizione, ovviamente. Secondo Antonio Di Pietro “alla Camera, su Romano, ci si sta preparando ad un voto di scambio, così come si fa tra i mafiosi. Lui resta al governo e loro in cambio restano attaccati alle loro poltrone. Questa la chiamo collusione”, ha detto il leader dell’Idv. “Evidentemente – aggiunge – i consigli comunali o regionali si possono sciogliere per mafia, il consiglio dei ministri, no”. E durante il suo intervento Di Pietro definisce “codardo” il ministro Maroni perché assente in aula. Per il Partito Democratico è intervenuto Antonello Soro. “Oggi chiediamo di allontanare l’ombra della mafia dal governo della nostra Repubblica. Per questo voteremo a favore della mozione di sfiducia sul ministro Romano”, ha detto.

Futuro e Libertà ha attaccato in aula a Montecitorio il governo con la satira. Non sua, però, dal momento che il copyright è del vignettista Vauro che oggi su Il Fatto Quotidiano ha prodotto una mega vignetta, una parodia del Quarto Stato del pittore Pellizza da Volpedo, adattandone, per così dire, il nome all’attualità politico-scandalistica di queste settimane, in Patonza da Volpedo. Titolo della vignetta: “Il porno stato”. E i deputati di Fli si fanno sentire quando in aula interviene Silvano Moffa, ex futurista passato ai Responsabili, a cui gridano “venduto”. Ma i momenti di tensione, le grida, i cori sono stati numerosi.

.

.

A difesa della maggioranza è intervenuto Sandro Bondi. L’ex ministro alla Cultura, da tempo in silenzio, ha ritrovato il verbo per difendere il collega Romano. “Sono solidale con il ministro Saverio Romano che soffre le conseguenze di una giustizia malata e di una politica che ha completamente smarrito quel confronto duro ma rispettoso della dignita’ delle persone che in passato aveva mantenuto. Solo chi ha subito questo trattamento può comprendere l’amarezza e la delusione verso questa degradazione della politica”, ha detto Bondi.

Romano è poi intervenuto in aula. “L’ordine giudiziario ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte”, ha detto il ministro delle politiche agricole tentando di sminuire le inchieste a suo carico come “le storie dei soliti pentiti”. Il Parlamento, ha aggiunto, ha perso la sua centralità a vantaggio di altri poteri, come quello mediatico. “Io infatti sono stato oggetto di una campagna di aggressione che non auguro a nessuno. Piena, oltretutto, di grossolane inesattezze. In questi mesi mi è stato tolto l’onore, perché i processi sono stati trasferiti in aule improprie, nelle piazze e in Parlamento”, ha detto. “Può un provvedimento giudiziario istruttorio, quale che sia, incidere sulla tenuta di un governo senza che di quel provvedimento nessuno debba rispondere?”. Romano ha lamentato di essere stato tenuto “per anni sulla graticola” da un organo, la magistratura “che non ha nessuna responsabilità”. E comunque, ha aggiunto, la mozione di sfiducia chiesta nei suoi confronti è “odiosa”, ha detto. “Mi sarei aspettato un atto ispettivo”, per capire “come mai un uomo che svolge una funzione pubblica possa essere stato tenuto otto anni sulla graticola”.

Intanto all’esterno di Montecitorio una manifestazione del Popolo Viola e Articolo 21 invoca “Fuori la mafia dallo Stato”.  Alle 15.30 era prevista una catena umana, al momento posticipata. “La gente è a lavoro – Gianfranco Mascia, volto storico del Popolo Viola – e poi, diciamocelo chiaramente, è anche un po’ stufa di sbattere contro un muro di gomma eretto da istituzioni che non ascoltano i cittadini. Non ci sentiamo affatto rappresentati da un parlamento e da parlamentari – incalza Mascia, megafono alla mano – che difendono le poltrone piuttosto che gli interessi degli italiani”. Intanto i manifestanti sventolano cartelli di protesta: “Italiani ostaggio del Parlamento”, “Napolitano pensaci tu…”, “Ieri Milanese oggi Romano…” “superlavoro per i servi di Berlusconi”. Ma il più “bacchettato” nel sit-in davanti a Montecitorio appare il Carroccio: “Lega Nord mafia doc”, “Carroccio colluso”, si legge su alcuni dei tanti cartelli anti-Lega. “Se confermeranno la fiducia a Romano – annuncia Mascia – acquisteremo cannoli siciliani da offrire ai parlamentari che passeranno di qua”.

.

.
.

_________________________________________________________________________________________________________________________________

CROLLO DELL’EURO – Il broker alla Bbc: ”Goldman-Sachs governa il mondo. In un meno di un anno spariranno i risparmi di milioni di persone”

Il broker alla Bbc: ”Goldman-Sachs governa il mondo”

Alessio Rastani on BBC

.

“I politici non governano il mondo, è Goldman-Sachs a governarlo”: il broker indipendente Alessio Rastani ha lasciato senza parole gli intervistatori della BBC, aggiungendo in diretta che “in un meno di un anno spariranno i risparmi di milioni di persone, senza che né mercati né governi possano farci nulla”

.

27 settembre 2011

fonte:  http://tv.repubblica.it/mondo/il-broker-alla-bbc-goldman-sachs-governa-il-mondo/76920?video

_________________________________________________________________________________________________________________________________

Bandito Giuliano, il giallo si infittisce: scomparso il fascicolo sulla sua morte

Bandito Giuliano, il giallo si infittisce: scomparso il fascicolo sulla sua morte

I pm cercavano i referti per l’esame del dna: sospettano che il corpo sepolto a Montelepre non sia il suo


fonte immagine

.

PALERMO – C’è un nuovo giallo nell’inchiesta sulla morte di Salvatore Giuliano. Il fascicolo aperto subito dopo l’omicidio, avvenuto il 5 luglio del 1950, è sparito. I pm di Palermo che hanno riaperto l’inchiesta sul delitto, ipotizzando che quello sepolto nel cimitero di Montelepre non sia il cadavere del bandito, hanno cercato invano l’incartamento per esaminare il referto firmato dal medico legale dopo il decesso. Ma delle conclusioni dell’esame autoptico e del fascicolo non c’è traccia. Nè in Procura, nè all’Archivio storico di Palermo dove tutti gli atti di inchieste penali devono essere portati decorsi 50 anni.

In attesa del deposito ufficiale della consulenza degli esperti che hanno comparato il dna trovato su alcuni oggetti appartenuti al bandito con quello del corpo sepolto e riesumato – ufficiosamente i consulenti hanno già detto che il dna estratto dagli abiti esaminati non è sufficiente per arrivare a una conclusione certa sull’identità del cadavere – l’inchiesta resta aperta. A un nulla di fatto ha portato il raffronto con i familiari in vita di Giuliano, a un nulla di fatto avrebbe portato il confronto con i vestiti. La Procura, dunque, per mettere fine ai dubbi sulla morte del bandito e archiviare il sospetto che ad essere ucciso sia stato un sosia e che Giuliano sia fuggito altrove, potrebbe decidere di riesumare i genitori del «re di Montelepre». Il confronto del loro dna con quello del corpo sarebbe risolutivo per accertarne l’identità.

.

Redazione online
28 settembre 2011

fonte:  http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/cronaca/2011/28-settembre-2011/bandito-giuliano-giallo-si-infittisce-scomparso-fascicolo-sua-morte-1901666910347.shtml

_________________________________________________________________________________________________________________________________

SOLLEVIAMOCI – LINK CORRELATI

Dossier: Mafia & Servizi Segreti (2 di 7)

Pubblicato da: solleviamoci il novembre 23, 2010

60 Anni dall’eccidio di Portella della Ginestra

Pubblicato da: solleviamoci il maggio 1, 2007

_________________________________________________________________________________________________________________________________

25 aprile di nuovo nel mirino Il governo: “Sostituiamolo con il 18, il giorno che la Democrazia Cristiana vinse le elezioni”

25 aprile di nuovo nel mirino
Il governo: “Sostituiamolo con il 18”

.

L’esecutivo  ha accolto la “raccomandazione” di un parlamentare Pdl per sostituire alla celebrazione della Liberazione quella delle prime elezioni politiche vinte dalla Dc. Il presidente del’Anpi, Smuraglia: “Una provocazione e una follia”. Insorge l’opposizione: “Vile e inutile”

25 aprile di nuovo nel mirino Il governo: "Sostituiamolo con il 18"

.

ROMA Non c’è pace per la festa della Liberazione. Dopo aver rischiato di cadere sotto la mannaia della manovra economica 1, il 25 aprile finisce nuovamente nel mirino. Il governo ha accolto ‘come raccomandazione’ l’ordine del giorno presentato dal parlamentare bolognese del Pdl, Fabio Garagnani, contenente la proposta di sostituire il 25 aprile con il 18 aprile 1948, giorno delle elezioni politiche vinte dall’allora democrazia Cristiana guidata da Alcide De Gasperi. Una proposta che ha ricevuto subito la netta risposta negativa del presidente dell’Anpi (l’Associazione Nazionale dei partigiani) Carlo Smuraglia: “Una provocazione dell’on. Garagnani e una follia del governo che l’accoglie come raccomandazione. Penso che non se ne farà nulla. Ma se ci provassero troverebbero la ferma opposizione di tanti italiani che li farebbero rapidamente desistere”. Immediate le reazioni indignate dell’opposizione: “Proposta vile e inutile”. E la Lega lancia la provocazione: “Allora si festeggi anche la legge truffa del ’53”.

Proprio oggi, si legge in una nota, “ho ricevuto dal servizio di controllo parlamentare la conferma scritta dell’accoglimento ‘come raccomandazione’ da parte del Governo del mio ordine del giorno che, in sede di discussione della manovra finanziaria del 14 settembre, impegnava ed impegna il Governo a sostituire la festività del 25 aprile con il 18 aprile 1948 che, a parere mio, è la  vera data fondante ed unificante della democrazia italiana”.

Immediata, si diceva, la replica dell’Anpi. Il presidente Smuraglia è letteralmente allibito: “Questo parlamentare, evidentemente, cerca la provocazione. Mi domando come davanti ai problemi economici gravissimi di questo Paese gli possa essere venuta in mente un’idea così assurda. Il 25 aprile è una festività consolidata nella mente e nel cuore di tanti italiani. Come si può pensare di sostituirla con il ricordo di un’elezione politica vinta da una parte. Non ha nessun senso e nessuno la prenderà in considerazione”. Ma Smuraglia ce l’ha anche di più con l’esecutivo che ha accettato di riceverla addirittura come “raccomandazione”: “Bastava un minimo di senso per capire che si trattava di una proposta irricevibile, anzi, neppure formulabile. Questa doveva essere la risposta di un governo serio… Invece… Evidentemente sono confusi… Comunque, se a qualcuno venisse l’idea di prendere sul serio questa cosa, l’Anpi fa sapere fin d’ora che ci saranno risposte adeguate, immediate e fermissime”.

E non sono mancate le proteste dell’opposizione. “Garagnani – ha affermato Ettore Rosato, esponente dell’Ufficio di presidenza del gruppo del Pd – sta alzando un polverone per niente, come è solito fare. Il 25 aprile non si tocca e dunque l’accoglimento ‘come raccomandazione’ da parte del governo del suo ordine del giorno è praticamente carta straccia. Resta un gesto politico vigliacco e provocatorio da parte di un governo che non sa guidare il Paese e tenta di tappare i buchi con dosi massicce di propaganda”. A Rosato ha fatto eco il senatore Pd Paolo Giarretta: “Il governo e la sua maggioranza, non contenti di dividere Paese sui problemi dell’oggi, vorrebbero dividerlo anche sulla sua storia dimostrando purtroppo di essere uomini piccoli dai pensieri piccoli”.

“La conferma dell’accoglimento di un ordine del giorno che impegna il governo a sostituire la festività del 25 aprile con quella del 18 aprile 1948 – ha sottolineato l’Idv con la deputata Silvana Mura- dimostra la confusione e la debolezza di un governo che nella seduta del 14 settembre, non avendo più i numeri in aula, ha accolto tutti gli odg presentati per evitare di subire ripetute sconfitte. La vicenda, però, dimostra anche in maniera incontrovertibile come alcuni esponenti del pdl che dicono di ispirarsi a quella che fu l’opera svolta dalla Democrazia cristiana, siano in realtà quanto di più lontano dai valori e dalla cultura politica di quel partito. A nessuno dei grandi leader storici della Dc così come ai parlamentari più oscuri di quel partito sarebbe infatti mai venuto in mente – ha sottolineato ancora-  di disconoscere la ricorrenza del 25 aprile 1945, perché la Dc e i cattolici si riconoscevano in pieno nel movimento della resistenza di cui furono parte importante. È per questo che la Dc storica fu protagonista della ricostruzione dell’italia ed è per questo che invece il Pdl è protagonista della decadenza del nostro Paese”.

Contraria alla proposta di Garagnani anche la Lega, che attraverso il senatore Fabio Rizzi, lancia una provocazione: quella di festeggiare la legge truffa del ’53: “Sostituire il 25 aprile ’45 con il 18 aprile ’48? Cosa senza alcun riferimento storico se non quello che la Democrazia cristiana vinse le elezioni e il Fronte popolare le perse. La storia è storia: il 25 aprile 1945 fu la sconfitta del nazifascismo, grazie agli alleati, al Cln e al sollevamento popolare. A questo punto- è la provocazione di Rizzi- Garagnani proponga anche di festeggiare la legge truffa del ’53! Seriamente: penso che uno come de Gasperi si sarebbe fatto una grande risata su una provocazione come questa solo per stare sui giornali”.

.

28 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/09/28/news/25_aprile-22366363/?rss

_________________________________________________________________________________________________________________________________

L’auto si guida col pensiero: Nissan accetta la sfida

L’auto si guida col pensiero
Nissan accetta la sfida

.

La casa giapponese collabora con l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne in Svizzera per lo sviluppo delle tecnologie del futuro: tu vuoi girare? E l’auto si prepara a farlo…

https://i2.wp.com/www.repubblica.it/images/2011/09/28/175254629-f2f25c34-e654-4e96-ae5b-cc9fab7f27c0.jpg

.

di VINCENZO BORGOMEO

.

Ne avevamo già parlato diverse volte: sta per arrivare l’auto che si guida con il pensiero, con un sistema che capisce le nostre intenzione e ne anticipa le azioni. Se, ad esempio, il guidatore penserà di voler girare a sinistra, la vettura si preparerà ad effettuare la manovra, selezionando velocità e posizione ideale della vettura nella carreggiata affinché la svolta possa essere completata in sicurezza.

Su questi progetti sono al lavoro diverse università e molti laboratori ma ora, per la prima volta, c’è l’impegno ufficiale di una casa automobilistica, la Nissan nella fattispecie, che ha deciso di collaborare con l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne in Svizzera (EPFL). Una notizia non da poco perché parliamo della Nissan Motor Co., Ltd che per volumi, è il secondo costruttore del Giappone, ha sede a Yokohama ed è uno dei pilastri dell’Alleanza Renault-Nissan. Un’azienda che impiega più di 248.000 dipendenti a livello globale e nel 2010 ha venduto oltre 4 milioni di unità, generando ricavi per 8,77 trilioni di Yen (102,37 miliardi di dollari).

Ma perché proprio gli svizzeri? “Le intense ricerche – spiegano alla Nissan – condotte dagli scienziati dell’EPFL sui sistemi d’interazione tra macchina e mente umana  –  Brain Machine Interface (BMI) – già oggi consentono a soggetti diversamente abili di manovrare le proprie sedie a rotelle semplicemente attraverso l’utilizzo del pensiero. La fase successiva prevede l’adattamento dei processi di BMI alla vettura  –  e quindi al suo conducente”.

Dove si vuole arrivare è abbastanza chiaro: “L’idea di base – spiega il professor José del R. Millán, responsabile del progetto- è fondere insieme l’intelligenza umana con quella del veicolo in modo da eliminare i potenziali conflitti tra di loro, assicurando un’esperienza di guida – e quindi una società – più sicura. Sebbene il controllo del pensiero  –  attraverso l’uso di un’interfaccia cervello-macchina  –  sia un concetto ben consolidato nel mondo scientifico, i livelli di concentrazione richiesti per la sua applicazione sono eccezionalmente alti. Per questo motivo, Nissan ed EPFL stanno sviluppando sistemi che permettano di fare un ulteriore passo in avanti, sfruttando le analisi statistiche che consentano di prevedere le intenzioni del guidatore e valutarne lo stato cognitivo e le reazioni a livello cerebrale rispetto all’ambiente circostante”.

Siamo quasi nel mondo della fantascienza e quando poi senti parlare l’ing. Lucian che in Nissan si è occupato della ricerca su diversi sistemi di assistenza alla guida, ma anche su nuovi modi per adattare i programmi di neuroscienza allo sviluppo dell’automobile, la certezza di essere in un film di fantascienza è totale… “L’analisi delle onde cerebrali – spiega Lucian – mi ha aiutato a comprendere il carico di stress cui è sottoposto un individuo in fase di guida e a cercare, quindi, di ridurlo. La nostra collaborazione con EPFL ci permetterà di offrire un valido contributo alla comunità scientifica, ma anche di trovare soluzioni ingegneristiche che ci avvicinino all’obiettivo di facilitare l’accesso alla mobilità personale rendendola disponibile per tutti”.

Tuttavia, follie o no, tutto questo rientra in un preciso piano della casa giapponese, un piano che come nei film di 007 ha anche un nome: il Nissan Power 88 . E per capire il concetto vi viene in aiuto (ne abbiamo bisogno…) Christopher Benardis, GM Product Economic & Control, Business Development e OC-E Office di NISSAN International SA: “Come recentemente annunciato in occasione della presentazione ufficiale del nostro piano strategico a medio termine  – spiega –  nei prossimi sei anni saremo molto concentrati sulle nuove tecnologie. Abbiamo già sviluppato avanzati sistemi per la sicurezza delle nostre vetture  –  come l’Intelligent Cruise Control, il Distance Control Assist o il Moving Object Detection, tutti sistemi che analizzano costantemente lo spazio attorno alla vettura  –  e le ricerche che sta svolgendo l’EPFL si integrano perfettamente con questa nostra attività. Sviluppando dispositivi di sicurezza innovativi, riusciremo a dare maggiore tranquillità al conducente e ai propri passeggeri, permettendo a Nissan di mantenere un ruolo centrale nel sistema di mobilità del futuro”.

.

28 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/motori/attualita/2011/09/28/news/borgomeo-22371903/?rss

_________________________________________________________________________________________________________________________________

LOMBARDIA – “Truccavano i verbali delle multe” presi il capo dei vigili e due agenti

“Truccavano i verbali delle multe”
presi il capo dei vigili e due agenti

.

In manette l’intero personale del comando della polizia municipale di Arconate, nel Milanese,
Il sindaco è il sottosegretario ai Trasporti e coordinatore del pdl lombardo, Mario Mantovani

"Truccavano i verbali delle multe" presi il capo dei vigili e due agenti Il comandante Pierangelo Valorio (dal sito logosnews.it)

.
Per avere indebitamente intascato 25mila euro dopo aver truccato i verbali di infrazione stradale, sono stati arrestati Pierangelo Valorio, capo della polizia locale di Arconate (centro in provincia di Milano il cui sindaco è il sottosegretario ai Trasporti e coordinatore del Pdl lombardo, Mario Mantovani), e due agenti, di cui uno non più in servizio. Le ordinanze sono state firmate dal gip Bruno Giordano, su richiesta del pm Ferdinando Esposito, dopo la denuncia di un cittadino.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, fra il settembre 2009 e l’aprile 2010 i tre vigili avrebbero chiesto sistematicamente agli automobilisti o ai motociclisti che sanzionavano, per infrazioni del codice della strada, di pagare subito e in contanti le contravvenzioni contestate. Poi, però, nel verbale segnavano violazioni di minore gravità rispetto a quelle commesse, e dunque di minor importo, e intascavano la differenza rispetto a quanto pagato dal cittadino multato.

Le indagini sono state effettuate dai carabinieri di Monza e di Legnano. I militari hanno acquisito i verbali e raccolto le testimonianze dei cittadini multati, arrivando a individuare almeno un centinaio di multe truccate. Di qui l’emissione di custodia cautelare in carcere.

.

28 settembre 2011

fonte:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/09/28/news/truccavano_i_verbali_delle_multe_presi_il_capo_dei_vigili_e_due_agenti-22367513/?rss

_________________________________________________________________________________________________________________________________

SIRIA – In carcere la dottoressa che vinceva la paura / The statement on the arrest of Dr. Faisal Abdullah’s wife, the psychoanalyst Dr.Rafah Tawfiq Nashed

In carcere la dottoressa che vinceva la paura

.

https://fbcdn-profile-a.akamaihd.net/hprofile-ak-snc4/277191_138866919542159_1167106393_n.jpg

.

Damasco – «Istigazione alla sollevazione pubblica, incitamento al sovvertimento del sistema politico e violazione dell’ordine pubblico». È l’incredibile accusa mossa dal regime siriano a una psicanalista, che aveva tentato in tutti i modi di aiutare alcuni suoi concittadini a non avere più paura. Quella stessa paura, usata da decenni come arma. Rafah Nashed, prima donna psicanalista siriana, arrestata tre settimane fa all’aeroporto della capitale, rischia ora sette anni di carcere e le sue già precarie condizioni di salute si aggravano di giorno in giorno. Ieri, il ministero degli Esteri francese ha lanciato un appello per la sua liberazione, dopo che i familiari in una lettera hanno fatto sapere che le condizioni di salute di Rafah si stanno aggravando. Domenica, il marito Muhammad Abdallah, professore di Storia antica all’Università di Damasco, ha potuto visitare sua moglie, 66 anni, da poco guarita da un tumore ma sofferente di cuore e di ipertensione arteriosa. Da Parigi, il genero Frederic Lesaffre, ha fatto sapere che la suocera è apparsa «molto indebolita» anche a causa di «squilibri cardiaci sempre più marcati». Fondatrice della Scuola di psicoanalisi di Damasco assieme ad alcuni suoi colleghi francesi, compagni di formazione all’epoca dell’ottenimento a Parigi della sua laurea in psicologia clinica, la dottoressa Nashed è finita nel mirino dei servizi di controllo qualche mese dopo l’inizio delle proteste e delle conseguenti repressioni.

Discutevano di un tema specifico. Spesso, la paura. Troppo per un regime che aveva già sequestrato e pestato selvaggiamente il vignettista Ali Farzat. Il 10 settembre, Rafah Nashed era andata in aeroporto, accompagnata dal marito, per volare a Parigi, dove la figlia stava per partorire. Ma uomini di sicurezza dell’Aeronautica, una delle quattro principali agenzie di controllo, l’hanno bloccata, arrestata e trasferita nel carcere di Duma, sobborgo di Damasco dove mesi fa è esplosa la protesta.

.

 

.

28 settembre 2011

fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/09/28/AOW1MN8-dottoressa_carcere_vinceva.shtml

_________________________________________________________________________________________________________________________________

The Statement and Declaration about the arrest circumstances of the psychanalyst Dr.Rafah Tawfiq Nashed

.

.

My name is Dr. Faisal Mohammad Abdullah, a Professor in Ancient History at Damascus University. I announce today that my wife Rafah Tawfeek Nached the Psychoanalyst has reached Damascus International Airport on Saturday 10th of September 2011 heading to Paris for health and family reasons when she was abducted at exactly 1:33 am as she was at the first check point of the luggage scanner.

She was at the luggage scanner when she called me on the phone saying: “they are checking me hysterically and they have lists, the man took my passport and went away..” Then she stopped talking but her mobile was still on and I could hear the noise of movements and some of her words “take out this”.. Then it went offline.

I immediately drove to the airport and arrived there at 2:15 am and headed towards the first check point and plead one of the airport attendants to ask for “a lady in her mid sixties, who has crossed the check point”. The officer dressed in civilian informal cloths said: “I will ask inside”. He went in and out to tell me: “we don’t know, you have to ask at the Airport General Security Office”. I told him then, “I received a phone call from my wife shortly before I came saying that she was at the luggage scanner” He answered: “no one knows”. Then he asked me to go to the airport security office.

I went quickly to the office which had a sign on the door “Security” in the main hall of the airport. I asked them to inquire about my wife in front of the luggage scanner & check point. The man answered that they don’t know and if he knew, he would have told me exactly what happened. I said “But my wife went was at the scanner and called me exactly as her luggage were being checked then the signal went off. I continued “From this moment, I consider my wife missing in Damascus International Airport and exactly at the first luggage check point before the actual check-in desks.”. A Security Officer, also dressed in civilian informal outfit, told me with the following: “We don’t know. Had we known, we would’ve told you”. So I said “Strange, I am a citizen and I am notifying you that my wife is missing at one of your check points, can’t you offer any gesture of help as the authorized personnel?” He just answered: “we don’t know, go to the General Security Office, go to the Police and ask.”

So I headed to the next office where the officers are in uniforms and I narrated the incident of my wife’s disappearance. One of the personnel asked me for her full name, so I gave him a copy of her ID. He went out of the office and came in after few minutes to say: “Your wife didn’t go through the general security gate, so she wasn’t on board the flight. Go check at the first customs check point and the Air Force Intelligence”. I said: “I am not allowed in there, and Air Force Intelligence office said they know nothing and if they knew they would’ve told me”. The police officer looked at me then and laughed saying “we did our job and your wife didn’t pass through our check points. Go and ask the security again.”

So I spent the next hours debating with the officers & personnel at the different security offices at the airport until the early hours of dawn when I reached the office of the chief General Head of Airport Police. I narrated what happened and that I my wife was missing since 1:33 am and that she didn’t leave the first luggage check point and that her name is included in the French airlines passengers check-in lists as heading to Paris. I also explained that the Airline office announced that she was not available on the check-in boarding lists meaning that she was abducted at the first luggage scanner check point. The high rank officer answered me gently and explained that the General Airport Security didn’t register my wife’s departure and that another authority, meaning the Air Force Intelligence, is responsible for that.

No matter who many times I tried to meet again one of the officers at the Air Force Intelligence office I failed and had to put down to the answers by the Public General Security Officers.

I spent the whole Saturday spinning in between the different security, the police and the French airline offices before I finally realized that my wife Dr. Rafah Nached, was abducted before passing the first luggage check point scanner at departures in Damascus International Airport by agents of the Air Force Intelligence Authorities.

My wife is a Psychoanalyst and is 66 years old. Since she has spent her first night in mysterious place, I announce that she is suffering from several diseases and she was heading to Paris for family and health reasons.

I have to follow up with this abduction on Sunday. This I will now, by initiating legal procedures at the ministry of justice to get an official answer about my wife’s situation.

Damascus, 11 September 2011.

Dr. Faisal Abdullah

A Professor in Ancient History in Damascus University

.

fonte:  https://www.facebook.com/notes/%D8%A7%D9%84%D8%AD%D8%B1%D9%8A%D8%A9-%D9%84%D9%84%D9%85%D8%AD%D9%84%D9%84%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D9%86%D9%81%D8%B3%D9%8A%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%AF%D9%83%D8%AA%D9%88%D8%B1%D8%A9-%D8%B1%D9%81%D8%A7%D9%87-%D9%86%D8%A7%D8%B4%D8%AF-freedom-for-rafah-nashed/the-statement-and-declaration-about-the-arrest-circumstances-of-the-psychanalyst/139779159450935

_________________________________________________________________________________________________________________________________