Archivio | settembre 29, 2011

RAI – Minzolini indagato per abuso d’ufficio. La Guardia di finanza nel suo studio al Tg1

Minzolini indagato per abuso d’ufficio. La Guardia di finanza nel suo studio al Tg1

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I militari della Guardia di Finanza, su disposizione del procuratore aggiunto Alberto Caperna si sono recati oggi nell’ufficio del direttore del Tg1 Augusto Minzolini per acquisire ordini di servizio e altri documenti relativi alla vertenza promossa da Tiziana Ferrario dopo essere stata
sollevata dalla conduzione del tg. Il giudice del tribunale del lavoro di Roma aveva invece ordinato all’azienda il reintegro della giornalista alla conduzione del notiziario della rete ammiraglia e come inviata per i grandi eventi. I legali della giornalista infatti, dopo la denuncia in sede civile al Tribunale del lavoro, hanno anche presentato una causa penale.

Lo stesso Minzolini è indagato dalla procura di Roma anche per peculato in relazione alla vicenda delle spese da lui effettuate con la carta di credito affidatagli dalla Rai. Gli accertamenti in questo caso sono finiti e per il giornalista si profila ora una richiesta di rinvio a giudizio.

«Non è una decisione che ho preso a cuor leggero – ha commentato afferma Tiziana Ferrario – Ma, poichè non sono state applicate ben due ordinanze del Tribunale Civile a mio favore nelle quali si chiedeva il mio reintegro, sono stata costretta a fare una denuncia penale per far valere i miei diritti. Attendo fiduciosa che la magistratura svolga il suo lavoro».

Di altro tenore il commento di alcuni esponenti della maggioranza. «Le sproporzionate iniziative giudiziarie nei confronti del direttore del Tg1 – dichiara in una nota il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi – costituiscono un’emblematica conferma dell’anomalia italiana che si rifiutano di riconoscere solo coloro che se ne avvantaggiano o ne hanno paura. È in particolare preoccupante il fatto che ne sia oggetto uno dei pochi giornalisti fuori dal coro».

Come Sacconi prende posizione anche il deputato pidiellino di Napoli, Amedeo Laboccetta. «L’invio della guardia di finanza al Tg1 è un atto da polizia cilena, un attacco alla democrazia e alla libertà d’informazione sancita dalla Costituzione. Spedire la Finanza, come abbiamo appreso in relazione al caso Ferrario, deve preoccupare ogni sincero democratico, anche chi non condivide le idee di Minzolini. Se la questione non fosse grave mi verrebbe da fare una battuta: a quando la Finanza a Repubblica per la rimozione delle vignette di Forattini? (commento paradossaale, visto che Forattini è non è a Repubblica dal 1991, ndr)».

Di ben altro tenore il commento del portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando. «Minzolini continua ad essere una grave anomalia del servizio pubblico. Il Tg1 non fa più informazione da quando c’è il direttorissimo. Il telegiornale perde continuamente ascolti e ci chiediamo perchè il direttore generale non lo rimuova prima che la sua presenza getti ulteriore discredito sull’azienda più di quanto non abbia già fatto».

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Un libro per il Minzo..

  € 20,00 Iva Inc.

Persecuzione

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29 settembre 2011

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-29/minzolini-guardia-finanza-ufficio-123412.shtml?uuid=AaoJqT8D

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TOMBA DEL 1200 – «Donna con i chiodi in bocca», nuova ipotesi: fu un’adultera

PIOMBINO

«Donna con i chiodi in bocca», nuova ipotesi: fu un’adultera

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Tomba del 1200, il tipo di sepoltura trova riscontro nei testi sacri latini a proposito di tradimento

Gli scavi nella necropoli medievale davanti al mare del Golfo di Baratti. Qui è stata trovata la tomba contente una donna sepolta con sette chiodi ricurvi lunghi quattro centimetri nella bocca

I resti della donna con i chiodi in bocca
I resti della donna con i chiodi in bocca

PIOMBINO (Livorno) – Nella necropoli medievale davanti al mare del Golfo di Baratti sono stata scavate 330 tombe. Nessuna però, fino ad ora, ha raccontato qualche particolare in più sulla strana vicenda della «donna dai chiodi in bocca». Le sue ossa, ancora perfettamente conservate, sono state ritrovate sepolte nella nuda terra con sette chiodi ricurvi lunghi quattro centimetri in bocca e altri tredici posti vicini al corpo per inchiodare probabilmente le vesti nel terreno. E’ una strega come ipotizzano gli archeologi? «Stiamo studiando il caso e cercando di raccogliere nel sito i maggiori indizi possibili – spiega Alfonso Forgione, archeologo dell’Università dell’Aquila -. Noi siamo convinti che la donna (tra i 25 e 30 anni) sia stata sepolta con un rito esorcistico arcaico per non farla più tornare per pronunciare maledizioni e sortilegi. Però sono aperte tutte le ipotesi».

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Donna con i chiodi in bocca: gli scavi Donna con i chiodi in bocca: gli scavi Donna con i chiodi in bocca: gli scavi 

Donna con i chiodi in bocca: gli scavi Donna con i chiodi in bocca: gli scavi  Donna con i chiodi in bocca: gli scavi Donna con i chiodi in bocca: gli scavi  Donna con i chiodi in bocca: gli scavi

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NUOVA IPOTESI – Insomma, la donna potrebbe essere una «revenant», termine con il quale le antiche culture dell’Europa occidentale indicavano un morto-vivente. Fantasie ovviamente, ma che in quel periodo storico (siamo nel XIII secolo) erano radicate nella cultura popolare. C’è però una seconda ipotesi, meno fantastica ma ugualmente suggestiva (persino romantica), e scientificamente interessante. La «donna dai chiodi in bocca» potrebbe essere un’adultera. Come ipotizza la professoressa Paola Villani del Politecnico di Milano, coautrice del saggio Settemila anni di strade, citando un antico testo sacro in latino. «Chiodi in bocca in latino si dice clavis oris – spiega Paola Villani – e sono citati in questa frase tratta da alcuni testi medievali “Et sicut in sexto (remedio) clavis oris ponitur in arca cordis, in septimo vero ponitur in manu Dei. Sic in octavo ista ponitur in manu praelati”. Che tradotto in italiano significa “E così per il sesto Comandamento (non commettere adulterio) porrai dei chiodi nella bocca affinché raggiungano lo scrigno del cuore, per il settimo comandamento (non rubare) porrai invece tutto nella mano di Dio. Così per l’ottavo Comandamento (non dire falsa testimonianza) porrai tutto nelle mani di coloro che si sono manifestati”».

IL RITO – Attenzione, però. L’adulterio della “donna dai chiodi in bocca” non può essere giudicato con i parametri della nostra società. E il rito compiuto aveva un riferimento profondo ai testi sacri, molto conosciuti nel medioevo, con un’interpretazione diversa da quella di oggi. «La signora sepolta in Chiesa – continua Villani – aveva i chiodi in bocca poiché aveva evidentemente commesso adulterio. Ma se un’unione si rompeva per amore, si usava comunque questo rito affinché lo scrigno del cuore restasse sigillato per sempre. Insomma, il concetto implicito era “Dio non punisce chi commette adulterio se avviene perché si ama”. E il defunto chiedeva espressamente di essere così seppellito per manifestare il fatto che se aveva agito così era stato solo e soltanto per amore». La tesi di Paola Villani è avvalorata anche da un particolare: la donna è stata sepolta vicino a una chiesa e in terra consacrata, pratica vietata per streghe e revenant.

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Marco Gasperetti
mgasperetti@corriere.it
29 settembre 2011 10:50

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_29/gasperetti-strega-2_ebd20b64-ea73-11e0-ae06-4da866778017.shtml

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MAFIA E LEGA – Dopo Romano, la base leghista esplode: “Le monetine sono pronte anche per voi”


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Dopo Romano, la base leghista esplode: “Le monetine sono pronte anche per voi”

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di Eleonora Bianchini

29 settembre 2011

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“La famosa base ha detto basta. Non ci rappresentate più, e prima o poi dovrete scendere dal cadreghino e girare per le città. Le monetine sono pronte anche per voi”. Sono durissimi i commenti dei leghisti all’indomani del voto contro la mozione per sfiduciare Saverio Romano, il ministro dell’Agricoltura accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Che ieri la Lega ha deciso di salvare, dimenticando la sua base e il cappio che sventolava in aula nel 1993. E insieme agli elettori è insorto anche il sindaco leghista di Macherio, Giancarlo Porta che ha fatto coming out contro il partito in una lettera pubblicata oggi sul Corriere della Sera.

“Ho anch’io i miei sospetti sui mille interessi della Lega – scrive – ma ormai la tenaglia probabilmente ricattatrice del premier ci sta portando alla deriva, sia come Italia che come Lega”. E sentire traditi gli “ideali di onestà, rettitudine e coerenza di idee” provoca un sentimento di “tristezza che sconfina in grande delusione”.

I dissensi dalla base elettorale sono emersi con forza dalle scorse amministrative milanesi dove, in seguito agli insulti indirizzati alla coalizione di governo e al premier, è stata decisa anche la chiusura del forum di Radio Padania. Poi sono arrivati il salvagente per Marco Milanese e ieri per Saverio Romano, considerati dal sindaco “bocconi amari” difficili da mandar giù. Nella lettera poi denuncia un partito dove “troppi ‘furbi’ si azzuffano per le poltrone, ovviamente imbottite di stipendi, magari due, magari tre, e così via”. E il divario tra amministratori locali e dirigenza risulta insanabile al punto che Calderoli dal palco di Venezia, ha “detto ai sindaci che ‘senza la Lega non siete niente e ritornerete polvere’”.

Gli stessi umori che trapelano anche sul web. Su Padania.org prevale l’indignazione per “avere salvato il Romano”. “Dopo il grande camorrista e quello della P4 ora abbiamo salvato anche lui. Con buona pace di Maroni, ora ce lo rinfaccerano a vita”, scrive Fausto Padano. E Maria Sandra aggiunge: “Vergogna a tutti leghisti che hanno permesso alle camere di diventare rifugio per i delinquenti (basta anche il sospetto)”. Raffica di commenti al vetriolo anche contro Berlusconi (“Se si comportasse da persona corretta i magistrati non lo cercherebbero. Anche Totò Riina allora si dovrebbe lamentare dei magistrati che lo perseguitano”, aggiunge Marcodei) intervallati da altri utenti che copiano e incollano la lettera di Giancarlo Porta al Corriere.

Ma oltre alla delusione emerge la consapevolezza del disinteresse dei papaveri: “Credo sia inutile chiedere agli elettori del Cavalier Patonza cosa fare e cosa ne pensano del loro partito e del loro leader – nota Caio49-. Come sta facendo la Lega che nonostante i consigli, le proteste, le prese di posizione, continua imperterrita a fare ciò che vuole. L’importante e salvarsi il c.. tra di loro, tutto il resto non conta”. Sul Forum dei giovani padani invece, in tanti si chiedono quali siano le ragioni profonde che hanno indotto il Carroccio ad abdicare alla legalità. La risposta per alcuni sta nelle quote latte. Anche se Fireflash ammette: “In più di un decennio di militanza, ancora devo capire perché Bossi si ostina a difendere alcune centinaia di allevatori che han fatto i furbi con le quote latte”.

La disillusione di oggi, però, affonda le radici nel passato, quando al posto del federalismo Umberto Bossi incitava ancora alla secessione. “Concordo parola per parola con la lettera di Giancarlo Porta e con le critiche degli elettori – osserva Corinto Marchini, ex senatore già a capo delle Camicie Verdi, il corpo paramilitare nato per la difesa del Senatùr – lo avevo già detto nel 1996: il vertice della Lega allora come oggi cercava di nascondere le contraddizioni fra partito di lotta e di governo, come facevano i comunisti”.

Marchini parla di una dirigenza offuscata, lontana dagli elettori e “talebana”. E il nodo centrale rimane l’alleanza col Cavaliere. “Se avesse raccolto più consensi alle regionali – conclude Marchini – forse si sarebbe riuscita a smarcare da Berlusconi. Ma a Milano ha perso e il giocattolo si è rotto. Gli amministratori e gli elettori vivono la realtà. Da cui ormai i vertici a Roma si sono distaccati”.

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8 per mille alla scuola pubblica: Pd batte il governo in aula

8 per mille alla scuola pubblica
Pd batte il governo in aula


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Primo via libera bipartisan alla legge che disciplina la possibile destinazione dell’otto per mille Irpef riservato allo Stato. La Camera ha approvato le nuove norme con 478 voti a favore e 3 astensioni, trasmettendo il testo al Senato per l’ok definitivo.

La nuova legge, in particolare, esclude che il ricavato dallo Stato dall’otto per mille non possa essere ridotto nè destinato a finalità diverse da lotta alla fame nel mondo, interventi per casi di calamità naturali, assistenza a rifugiati, conservazione di beni culturali. Sempre che il Parlamento non deroghi a tale destinazioni con l’approvazione di una legge ad hoc, per «fare fronte ad esigenze impreviste assolutamente straordinarie».

È stato inoltre approvato a sopresa, con 24 voti di scarto un odg sostenuto dalle opposizioni a prima firma del Pd Antonino Russo, che ha determinato la sconfitta del governo in aula. L’ordine del giorno del Pd impegna a inserire anche le scuole pubbliche fra le possibili destinazioni dell’otto per mille statale, con particolare riferimento a interventi per l’edilizia scolastica. «Il governo – ha sottolineatop dopo l’approvazione dell’odg il deputato democratico Antonino Russo, che lo aveva presentato – non ha i numeri per sostenere le sue politiche o per contrastare le proposte dell`opposizione. La nostra proposta prevede non un aggravio di spesa ma la possibilità per i contribuenti italiani di poter indicare nell`8 per mille, attribuibile allo Stato, anche l`opzione della scuola pubblica in particolare l`edilizia scolastica. Ora ci auguriamo che il governo sia consequenziale e rispetti la volontà del parlamento. Abbiamo così assistito alla novantesima sconfitta del governo in Aula.»

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29 settembre 2011

fonte:  http://www.unita.it/italia/8-per-mille-governo-battuto-br-su-ordine-del-giorno-pd-1.336791

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Pm di Milano chiedono il fallimento del San Raffaele: debiti per 1,5 miliardi

UNA CORDATA GUIDATA DAL VATICANO STA TENTANDO DI SALVARE L’OSPEDALE

Pm di Milano chiedono il fallimento del San Raffaele: debiti per 1,5 miliardi

La Procura: «Questa iniziativa è innanzitutto finalizzata all’intento di arrestare ulteriori dissipazioni patrimoniali, ma è altresì orientata a perseguire l’interesse pubblico»


I Cip e Ciop della Sanità italiana- fonte immagine

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(Ansa)
(Ansa)

MILANO – La procura di Milano ha depositato l’istanza per chiedere il fallimento dell’ospedale San Raffaele, gravato da circa 1,5 miliardi di euro di debiti.

LA NOTA DELLA PROCURA – «Questa iniziativa è innanzitutto finalizzata all’intento di arrestare ulteriori dissipazioni patrimoniali, ma è altresì orientata a perseguire l’interesse pubblico». Lo scrive il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati in un comunicato stampa in relazione alla richiesta di fallimento per l’ospedale San Raffaele. La richiesta di dichiarazione di fallimento è stata depositata dalla Procura di Milano già venerdì scorso ma, è stata resa nota solo oggi dopo che il presidente della sezione fallimentare Filippo La Manna ha fissato l’udienza con le parti per il prossimo 12 ottobre e la Procura ha proceduto oggi alle notifiche ai legali rappresentanti la Fondazione. «Dagli atti – scrive nella nota la Procura – emerge lo stato dell’insolvenza della Fondazione, dato non controverso, tanto che il consiglio di amministrazione ha pubblicamente dichiarato di voler presentare un ricorso per l’ammissione al concordato preventivo, proposito che fin’ora non risulta essersi concretato».

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Redazione Online
29 settembre 2011 18:49
fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_29/san-raffaele-istanza-fallimento_9cd72198-eab9-11e0-ae06-4da866778017.shtml

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Quote latte, condannati 16 allevatori. Le pene arrivano a cinque anni e mezzo

Quote latte, condannati 16 allevatori
le pene arrivano a cinque anni e mezzo


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Sono stati ritenuti responsabili di una truffa da cento milioni di euro aggirando le norme sul quantitativo massimo. “Qui si processa chi va a letto con le donne e chi fattura il latte”

Quote latte, condannati 16 allevatori le pene arrivano a cinque anni e mezzo

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E’ stato condannato a 5 anni e mezzo di reclusione Alessio Crippa, rappresentante di una cooperativa del latte e definito il ‘Robin Hood’ dei produttori. Lo ha deciso la quarta sezione penale del tribunale di Milano, che ha condannato altri 15 allevatori e produttori a pene comprese tra un anno e due anni e sei mesi nel processo con al centro una truffa da 100 milioni di euro attuata aggirando le normative sulle quote latte. Deciso un risarcimento all’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) per 300 milioni di euro e beni confiscati per 18 milioni.

Oltre a Crippa, rappresentante legale della cooperativa La lombarda, è stato condannato a due anni e mezzo Gianluca Paganelli, responsabile della cooperativa La latteria di Milano. Entrambi erano finiti agli arresti domiciliari nel febbraio del 2009 e le aziende erano state sequestrate nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Frank Di Maio e poi portata a processo dal pm Maurizio Ascione. Tre imputati sono stati assolti.

I rappresentati delle cooperative e gli altri produttori di latte erano accusati a vario titolo di peculato e truffa per aver messo in piedi un sistema capace di sottrarre all’Agea circa 100 milioni di euro: somme che dovevano finire all’erario, ma di cui si sarebbero appropriati gli stessi allevatori. Secondo l’accusa, in base alle norme sulle quote latte le due cooperative avrebbero dovuto “scorporare” dal denaro ricevuto in base anche alle norme europee “il prelievo supplementare e poi versarlo all’Agea”, per le quote di latte prodotte in eccesso.

In realtà, stando alle indagini, i produttori avrebbero intascato quelle cifre. E i giudici hanno ritenuto colpevole Crippa di peculato (commesso tra il 2003 e l’aprile del 2008) e di truffa dall’aprile del 2008 in poi. Gli altri 15 imputati sono stati condannati per truffa. Le due cooperative sono state condannate in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti e hanno subito una confisca da 18 milioni di euro. Hanno ottenuto risarcimenti la Coldiretti, Confagricoltura e due cooperative. L’Agea dovrà essere risarcita con 30 milioni di euro da Crippa e da altri imputati.

“E’ una sentenza che può essere definita epocale e tutta da leggere”, è il primo commento del presidente di Confagricoltura, Mario Guidi. “Una sentenza dalla quale nessun tribunale e nessun soggetto politico potrà d’ora in poi certamente prescindere nell’affrontare argomenti di gestione politica e amministrativa del comparto lattiero-caseario italiano. Finalmente viene fatta giustizia delle ragioni da sempre manifestate dalla stragrande maggioranza dei produttori italiani e da tempo sostenute da Confagricoltura”.

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29 settembre 2011

fonte:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/09/29/news/quote_latte_condannati_15_allevatori_le_pene_arrivano_a_cinque_anni_e_mezzo-22412053/?rss

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“Legge-bavaglio, pronti a non rispettarla”. Ci sarà un comitato di legali per difendere chi venisse indagato

Ci sarà anche un comitato di legali per difendere chi venisse indagato

“Legge-bavaglio, pronti a non rispettarla”

Il messaggio che arriva dalla manifestazione di Roma contro il ddl intercettazioni da giornalisti e blogger


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(Ansa)
(Ansa)

MILANO – Resistere, resistere, resistere, perché c’è un’emergenza democratica. Giornalisti e no partecipanti alla manifestazione del Pantheon alla presenza del presidente dell’Ordine dei giornalisti di rappresentanti della Federazione nazionale della stampa italiana e dell’Associazione cronisti, alzano gli scudi contro la «legge bavaglio» in discussione dalla prossima settimana alla Camera e si dicono pronti anche a non rispettare la legge, perché in contrapposizione con la Costituzione e la legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti. Parola di associazioni come Articolo 21 della neonata associazione G.I.U.L.I.A (Giornaliste unite libere e autonome, guidata dall’ex volto del Tg1 Maria Luisa Busi).

LE PROPOSTE – I manifestanti promettono di adire alla Corte dei diritti dell’uomo alla giustizia europea una volta venisse approvata la legge che vieta la pubblicazione delle intercettazioni, ma anche di depositare un dossier in ogni cancelleria europea e, in ultima ratio, di disattendere la legge pubblicando comunque le intercettazioni stesse. «Disobbedienza civile» invoca Maria Luisa Busi «Perché voi avete diritto ad essere informati» aggiunge rivolta alla piazza.

USIGRAI – «Alla Rai il bavaglio l’hanno già messo» spiega Alessandra Mancuso dell’Usigrai (il sindacato dei giornalisti Rai) riducendo gli spazi del Tg3, chiudendo Annozero mettendo la mordacchia al Tg1. «La Rai è un bene pubblico e deve ritornare il pluralismo» conclude la Mancuso.

IL LEGALE – L’avvocato Antonio D’Amati invita i giornalisti a continuare a fare il loro dovere: «Se i giornalisti verranno portati a frotte davanti ai tribunali, i giudici li assolveranno. Non temo l’istigazione a delinquere quando dico ai giornalisti che di questa futura legge non dovranno tenerne conto. Nessuno può essere condannato per aver fatto il proprio dovere. Questa legge sarà un buco nell’acqua serve solo a spaventare».

I CRONISTI – Il presidente dell’Associazione cronisti ha spiegato che da circa 20 anni la classe politica tenta di mettere il bavaglio ai giornalisti senza riuscirci.

I BLOGGER – L’associazione Agorà che raccoglie diversi blogger ha dichiarato che sta sensibilizzando diversi parlamentari per far presentare emendamenti per modificare la legge.

L’ORDINE DEI GIORNALISTI – Per Enzo Iacopino, presidente dei giornalisti: «C’è una legge che regola l’Ordine che impone ai giornalisti di dire sempre la verità con rispetto per le persone. Questa legge che si vuole approvare indica che noi siamo scomodi e questa è una cosa sana perché compito del giornalista è essere scomodo. Il filo che intesse il bavaglio è più lungo di quello che compone la legge sulle intercettazioni. Passa per il ricatto degli editori che obbligano i collaboratori ad accettare 2-3 euro a pezzo e passa per i troppi conflitti di interesse che affliggono questo Paese».

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Redazione Online
29 settembre 2011 16:50

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_29/manifestazione-intercettazioni_c07a5240-eaa6-11e0-ae06-4da866778017.shtml

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