MESSICO – Il trans Brigitte e la strage di Veracruz: Narcotraffico o squadroni della morte?

MESSICO

Il trans Brigitte e la strage di Veracruz
Narcotraffico o squadroni della morte?

Il mistero di Boca del Rio: scaricati in pieno giorno 35 cadaveri. Tra le vittime 12 donne, minori e due poliziotti

Messico/ Altri 14 cadaveri scoperti a Veracruz
(TMNews) – Altri 14 cadaveri sono stati scoperti a Veracruz, città portuale dell’est del Messico, 48 ore dopo che 35 corpi erano stati ritrovati in due furgoni abbandonati nella metropoli messicana – fonte

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Il trans Brigitte
Il trans Brigitte

WASHINGTON – Chi ha ucciso il trans Brigitte e altre 34 persone? I narcos o uno squadrone della morte? La strage avvenuta a Veracruz (Messico) il 20 settembre sta riservando non poche sorprese, con le autorità in imbarazzo davanti all’attività di gruppi di vigilantes non proprio senza macchia.

IL MASSACRO – E’ pieno giorno a Veracruz quando in una strada nella zona di Boca del Rio appaiono degli uomini armati. Indossano divise, ma questo non vuol dire che siano agenti perché i narcos usano spesso abiti militari. Il commando ferma il traffico e scarica da due camioncini 35 cadaveri. Vicino il manifesto di rivendicazione che accusa le vittime di essere al servizio dei Los Zetas, una delle più importanti formazioni criminali.

LE INDAGINI – Tra le vittime vi sono 12 donne, due minori e almeno un paio di poliziotti. Qualche giorno dopo si aggiunge il nome di un personaggio noto nel sottobosco – e non solo – di Veracruz. E’ quello di Brigitte, un trans molto popolare e che si dice abbia tra i suoi clienti anche delle personalità. Risvolto strano: il 17, ossia tre giorni prima, era stato annunciato il suo assassinio ma Brigitte aveva smentito via Facebook. L’autopsia rivela che 34 persone sono state strangolate, solo una è stata finita con un colpo di pistola. E’ possibile che i killer non abbiano usato armi da fuoco per non lasciare tracce balistiche. Precauzione inusuale per i i narcos.

LA PISTA – Gli investigatori accusano il gruppo «Gente nueva», i sicari del Cartello di Sinaloa in guerra a Veracruz contro i Los Zetas. Ma la storia si complica quando la madre di una delle vittime denuncia: «Mio figlio era stato fermato dalla polizia municipale e da quel momento è scomparso». Vuol dire che è stato preso e assassinato da una squadrone della morte? I giornali non si sbilanciano, le autorità prendono tempo per «non violare il segreto istruttorio». Arrivano, infine, su Youtube due video di rivendicazione a nome dei Mata Zetas. Una sigla già nota che pretende di agire «in difesa del popolo» ma che in realtà fiancheggia Sinaloa e il Golfo contro i Los Zetas. Intanto i killer uccidono ancora – altre 15 persone – mentre nelle strade compaiono striscioni, messi dai narcos, che accusano la Marina di aver partecipato alle esecuzioni. Probabilmente si tratta di calunnie ma che aggiungono veleno.

Los Mata Zetas narco-formazione che sostiene di agire «in nome del popolo»
Los Mata Zetas narco-formazione che sostiene di agire «in nome del popolo»

LA PROCURA – Martedì, fonti giudiziarie non escludono il coinvolgimento nella strage di appartenenti alle forze dell’ordine. E si aprono così altri scenari. Il primo: i poliziotti hanno agito per conto del cartello di Sinaloa, una «pratica» piuttosto diffusa in Messico. Il secondo: gli agenti fanno parte di squadre che conducono una guerra segreta contro criminali, veri o presunti. Un fenomeno pericolosamente in crescita in diversi stati messicani. Secondo un esperto americano sarebbero almeno sei le formazioni di vigilantes attive nel paese. Alcune sono pagate da commercianti e sindaci. Altre composte da gruppi di cittadini. Altre ancora fanno da schermo agli assassini dei cartelli. Il governo, in difficoltà, ha reagito inviando diverse centinaia di agenti a Veracruz ed ha escluso che vi sia tolleranza per i giustizieri. Il procuratore locale ha invece minimizzato: “Non e’ successo nulla, tutto va bene”. Ma il mistero di Veracruz non e’ stato ancora risolto.

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Guido Olimpio
30 settembre 2011 09:25

fonte: http://www.corriere.it/esteri/11_settembre_30/olimpio-veracruz-tran-_118d27d6-eb2c-11e0-bc18-715180cde0f0.shtml

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