Archivio | ottobre 1, 2011

Nuova legge elettorale, il referendum agita Pd e Pdl

Napolitano insiste sull’unità del paese

Nuova legge elettorale,
il referendum agita Pd e Pdl

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Roma – Il successo della raccolta di firme sul referendum sulla legge elettorale, spiazza le forze politiche di maggioranza e opposizione che, ora, vanno in ordine sparso. E anche dopo l’appello del Capo dello Stato a riformare le regole del voto per ripristinare il rapporto diretto tra eletto ed elettore, su quella che veniva generalmente riconosciuta una doverosa correzione da apportare alla legge elettorale, si apre una nuova spaccatura. Con divisioni anche all’interno del Pdl.

Una linea da cui non si vuole allontanare il Cavaliere, fortemente deciso a preservare un sistema bipolare e che per questo temporeggia. «Il Pdl vince con ogni sistema elettorale» si schernisce tuttavia il segretario che prende a metafora le lumache «che vanno sull’asciutto e sul bagnato». Ma sul nodo delle preferenze, le posizioni del partito sono tutt’altro che univoche.

«Esistono sistemi che consentono di avvicinare i cittadini elettori senza ritornare alle preferenze che fu una delle cause della crisi della prima Repubblica perché costringono i candidati a ricercare risorse molto rilevanti» frena Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera che invece sposa l’approccio della Lega che collega la riforma della legge elettorale a quella costituzionale. Insiste, infatti, il ministro delle Riforme, Roberto Calderoli: la legge elettorale potrebbe essere cambiata nella primavera del 2012, solo dopo la prima lettura in Parlamento della riforma costituzionale federalista.

Concorda Gaetano Quagliarello ed anche il ministro Altero Matteoli chiarisce: «il dibattito dovrebbe essere fatto prima di tutto all’interno del partito con i dovuti approfondimenti e mettendo a confronto le varie posizioni. Per quanto mi riguarda sono contrario alle preferenze». Peppino Calderisi individua addirittura sette buoni motivi per evitarle: primi tra tutti quello della trasparenza e dei costi. Sintetizza Osvaldo Napoli «la permanenza del governo Berlusconi è la migliore garanzia per il rispetto della volontà dei cittadini che hanno firmato per l’abrogazione del “porcellum”.

Anche nell’opposizione, tuttavia, lo scossone inferto dai referendari lascia il segno. Arturo Parisi, coordinatore del comitato, è tagliente con il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha chiesto un cenno di ringraziamento per il contributo dato alla raccolta delle firme. «Bersani ha messo la sua firma? Prodi lo ha fatto» sottolinea Parisi che apprezza invece le parole «oneste» di Maroni. Anche Rosy Bindi apprezza il ministro leghista: «Maroni fa bene a prendere sul serio il referendum. Ma il Ministro – avverte – deve essere capace di controllare i suoi amici della maggioranza, perché non siano tentati di sciogliere le Camere».

Nel Terzo Polo, il leader di Fli, Gianfranco Fini lancia l’allarme: qualcuno cercherà la scappatoia del voto,» meglio invece fare una nuova legge elettorale in Parlamento che sia la più condivisa possibile e con una maggioranza ampia. Insomma, «la legge elettorale è importante, ma non si può fare se prima non si fa una riforma complessiva delle istituzioni».

Pier Ferdinando Casini concorda con Napolitano sulle preferenze ma il suo giudizio è caustico: «si stava meglio quando si stava peggio». La sua analisi sugli esiti del referendum però è netta: si andrà al voto perché né si terrà la consultazione sulla legge elettorale né il Parlamento riuscirà a varare una nuova legge elettorale. Si insospettisce invece il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro: il successo dei referendari, dice, non verrà «stravolto da una legge elettorale truffa dell’ultima ora».

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01 ottobre 2011

fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2011/10/01/AO4vfZ9-referendum_legge_elettorale.shtml

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e il mensile di emergency

ATTENZIONE! – Il censimento nell’era Facebook riempie ancora la buca delle lettere. 2.000 euro di multa per chi non lo compila


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Il censimento nell’era Facebook riempie ancora la buca delle lettere

Stangate fino a 2mila euro per chi non compila i moduli e costi mostruosi per lo Stato
Perchè non affidarsi al Web?

Alla fine di settembre una famiglia su 3 aveva già ricevuto i moduli del censimento. La consegna andrà avanti fino al 22 ottobre.

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di MICHELE ANZALDI
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ROMA
In questi giorni gli italiani stanno ricevendo a casa il questionario Istat per il quindicesimo censimento generale della popolazione e delle abitazioni. Impossibile non notarlo, trattasi di voluminosa busta con svariati fogli all’interno. Ma, attenzione a non gettarlo nella spazzatura confondendolo con una fastidiosa reclame; si, perché l’aspetto è proprio quello, identico ad uno di quei cataloghi che nessuno ha mai richiesto, ma che puntualmente intasano le buche delle lettere condominiali. Viene dunque da chiedersi come mai nel XXI secolo, il censimento venga gestito ‘all’antica’, recapitato a mano, via posta ordinaria, facendo così lievitare considerevolmente i costi, ingolfando il sistema postale e inquinando. Singolare se non incomprensibile in tempi di posta elettronica certificata (PEC), quell’invenzione epocale, stando alle dichiarazioni di entusiasti ministri, che sarebbe dovuta servire per snellire drasticamente la macchina burocratica e far risparmiare allo Stato miliardi l’anno.

E se si volesse poi provare a compilare il questionario on line? Nessuna informazione o agevolazione per i temerari che volessero cimentarsi. E dire che sarebbe l’uovo di “Colombo”: tempi di consegna e costi ridotti, nessuna fila e aggravio di lavoro per le Poste Italiane, nessuna spesa per la lettura e il caricamento dei dati, che addirittura avverrebbe in tempo reale. Ma le sfortune, sembra che non siano terminate per i cittadini. Quanti infatti, sanno che in caso di mancata compilazione e quindi restituzione, o errata comunicazione dei dati del questionario, ai sensi del d.lgs. n. 322/1989, si è soggetti ad una sanzione che va da un minimo di duecento ad un massimo di duemila euro? Probabilmente nessuno.

La stessa domanda se l’è posta il senatore Franco Bruno di Alleanza per l’Italia in una interrogazione parlamentare alla Presidenza del Consiglio, dove chiede al governo di promuovere da subito una campagna di informazione più capillare, affinché l’intera operazione non si trasformi in un modo per far cassa in tempi di magra. Sembra proprio che quello che sarebbe potuto essere il primo censimento dell’età dell’oro di internet e dei social network, sarà invece ricordato, come denuncia l’on. Bruno, come il censimento per fare cassa.

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01 ottobre 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/422911/

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La Regione non paga, Federfarma pignora. Da oggi strisce per diabetici a pagamento

La Regione non paga, Federfarma pignora
Da oggi strisce per diabetici a pagamento

Cetica: nessuna emergenza. Sospesa anche la distribuzione gratuita dei cibi aproteici per i malati cronici di reni

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di Marco Giovannelli
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ROMA – La Regione non paga e i farmacisti si stanno avviando alla serrata. Da oggi (questa è la prima iniziativa di Federfarma) non vengono distribuiti i cibi aproteici ai malati cronici di reni e le “striscette” ai diabetici per il controllo quotidiano della glicemia. «Siamo esasperati da una gestione della sanità fatta da persone arroganti e sprovvedute – denuncia Franco Caprino, presidente di Federfarma di Roma e Lazio -. Le banche ci assillano, la Regione non paga i rimborsi da 5 mesi e tra pochi giorni possiamo avvalerci di tutti gli strumenti di legge e passare all’assistenza indiretta, cioè alla distribuzione delle medicine a pagamento». Intanto Federfarma ha avviato una serie di procedure legali per pignorare i beni della Regione.

Le striscette per i diabetici a pagamento. Regione e Federfarma avevano raggiunto un accordo per la distribuzione nelle farmacie delle striscette. Una procedura che (secondo i dati della Regione) aveva introdotto una maggiore trasparenza sul numero delle confezioni distribuite ai pazienti e comportato un risparmio di circa un milione di euro al mese. «Sono cifre della Regione e non nostre – aggiunge Caprino -. Dopo molte proroghe, giovedì sera l’assessore Stefano Cetica ci ha comunicato che il contratto non sarebbe stato prorogato come è avvenuto in passato e che dovevamo abbassare i prezzi allo stesso livello della Regione Lombardia dove però i farmacisti vengono rimborsati regolarmente e in tempi rapidi. E’ inaccettabile la proposta della Regione e abbiamo deciso che da oggi primo ottobre è oscurato il sito, di nostra proprietà, dove era possibile controllare quotidianamente il flusso delle striscette e non siamo più disponibili a distribuirle gratis».

Verso il ritorno al passato. Il ritiro delle striscette in farmacia era stato ben accolto anche dai diabetici che non dovevano più andare nei distretti delle Asl a giorni e orari stabiliti ma avevano tutto e subito sotto casa. «Su questo servizio, sia chiaro, abbiamo anche noi dei guadagni – dice Caprino – ma da parte nostra c’è stato un grande impegno per far risparmiare la Regione portando praticamente a zero gli sprechi». Presto però ci dovrebbe essere un ritorno al passato: i manager delle Asl sarebbero stati invitati a riorganizzare il servizio per la distribuzione diretta di tutto il necessario per i diabetici.

La replica della Regione: vogliamo risparmiare 25 milioni. «I nostro pagamenti sono regolari, loro si lamentano per i ritardi, ci chiedono gli interessi che secondo noi non dobbiamo pagare», replica l’assessore regionale al bilancio Stefano Cetica. «Sulle striscette c’è una trattativa in corso e noi dobbiamo tendere ai prezzi standard in base a una serie di norme che ci impongono di allineare i costi. In Lombardia una striscetta viene rimborsata dalla Regione ai farmacisti 0,51 centesimi. Nel Lazio, secondo un accordo che risale alla giunta Marrazzo, il rimborso è di 0,81 compresi i 4 centesimi per il glucometro. Di conseguenza secondo noi nel Lazio c’è un prezzo fuori mercato. Caprino ci fornisce un servizio ma noi chiediamo di guadagnarci un po’ di meno, speriamo che lo capisca perché il risparmio nel Lazio sarebbe di 25 milioni di euro l’anno. Nessun diabetico resterà comunque senza presidi perché le striscette possono essere ritirate dai malati nelle Asl. Non c’è nessuna emergenza».

Il Prefetto di Roma ha spedito una lettera alla Regione Lazio invitandola a riattivare la trattativa con Federfarma Lazio e a riconvocare le parti al più presto al fine di garantire il servizio di erogazione gratuita dei presidi per i pazienti diabetici, sospeso dopo la scadenza dell’accordo tra Regione e l’associazione dei titolari di farmacia.

I cibi aproteici. Per Caprino, pane e pasta senza proteine (rimborsati dalla Regione 120 euro al mese) non sono medicine e si trovano anche nei negozi di alimentari. «Per questo settore la Regione non ci rimborsa dall’agosto del 2010 – sostiene il presidente regionale di Federfarma -. Eppure sono stati stanziati 6 milioni di euro. Che fine hanno fatto quei soldi? Le disposizioni europee di riconoscono un interesse di quasi il 9 per cento (7 per cento di legge più il tasso di sconto, ndr) e la Procura della Corte dei conti dovrebbe aprire un’inchesta per questo sperpero di denaro pubblico». Anche per questo tipo di cibo la oggi primo ottobre è sospesa la distribuzione gratuita nelle farmacie.

La difesa dei cittadini. «Non ci interessa chi ha ragione in questa disputa. Sappiamo che a pagare sono sempre i cittadini, soprattutto quelli più deboli perché malati – afferma Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato -. Il latte aproteico per i bambini, pochissimi, costa 12 euro al litro, i 3.500 malati cronici di reni si sono trovati oggi all’improvviso senza la “loro” pasta gratuita in farmacia. E’ venuta l’ora che qualcuno intervenga per proteggere i malati. La situazione della sanità nel Lazio è diventata insostenibile».

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Sabato 01 Ottobre 2011 – 16:12    Ultimo aggiornamento: 18:55

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=164985&sez=HOME_ROMA

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Della Valle compra pagine di giornali per criticare i politici: «Da molti di voi spettacolo indecente, vergognatevi»

Duro j’accuse alla politica

Della Valle compra pagine di giornali per criticare i politici

L’imprenditore: «Da molti di voi spettacolo indecente, vergognatevi»

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https://i0.wp.com/ilquotidianoinclasse.corriere.it/wp-content/uploads/2011/04/img0112-640x506.jpg

«Vergogna», qualcuno la prova ancora? – aprile 11, 2011, Roberta IV Bss

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Diegao Della Valle (Imagoeconomica)
Diego Della Valle (Imagoeconomica)

MILANO «Alla parte migliore della politica e della società civile che si impegnerà a lavorare in questa direzione diremo grazie. A quei politici che si sono invece contraddistinti per la totale mancanza di competenza e di amor proprio per le sorti del Paese saremo sicuramente in molti a voler dire “vergognatevi”». Si conclude così il duro j’accuse alla politica (guarda) che l’imprenditore Diego Della Valle lancia sabato dalle pagine dei principali quotidiani italiani, come anticipato dal Tg La7.

TUTTI GLI SCHIERAMENTI – «Lo spettacolo indecente – si legge nelle pagine originariamente destinate alla pubblicità dei modelli di scarpe Tod’s – che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda tutti gli schieramenti politici. Il vostro agire attento solo agli interessi personali e di partito trascurando quelli del paese ci sta portando al disastro e sta danneggiando la reputazione dell’Italia». Secondo Della Valle, «la classe politica si è allontanata dalla realtà , la crisi economica impone serietà competenze e reputazione che gli attuali politici non hanno, salvo rare eccezioni. Le componenti responsabili della società civile che hanno a cuore le sorti del Paese lavorino per affrontare con la competenza e la serietà necessaria questo difficile momento». (fonte: Ansa)
30 settembre 2011(ultima modifica: 01 ottobre 2011 09:42)

fonte:  http://www.corriere.it/politica/11_settembre_30/dellavalle-giornali-politici_90129dbc-eb99-11e0-bc18-715180cde0f0.shtml

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Parigi, in centinaia alla ‘SlutWalk’ per dire ‘no’ alla violenza contro le donne

Parigi, in centinaia alla ‘SlutWalk’
per dire ‘no’ alla violenza contro le donne

Parigi, in centinaia alla 'SlutWalk' per dire 'no' alla violenza contro le donne
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Un centinaio di donne ha animato a Parigi una SlutWalk, letteralmente ‘marcia delle sgualdrine’ una delle manifestazioni che, iniziate nell’aprile 2011 a Toronto, sono assurte a movimento di protesta in tutto il mondo contro il sessismo e la violenza sessuale alle donne.  Vestite con abiti provocanti, molte le scollature e le minigonne, le manifestanti parigine hanno sfilato sotto il sole dietro ad uno striscione su cui campeggiava la scritta; “No è no. Uno stupro non è mai né consentito, né provocato e non è mai la colpa della vittima!”. “Sono qui perché ne ho abbastanza dei commenti sgradevoli degli uomini per strada quando mi vesto bene e del fatto che alle serate ti ritrovi una mano sul sedere. Siamo donne, abbiamo seno e sedere e non abbiamo ragione di nasconderli”, ha dichiarato una delle partecipanti alla manifestazione. “Nessuna forma di stupro è accettabile, giustificabile o tollerabile. Devono anche smettere di dirci come dobbiamo vestirci”, le ha fatto eco un’altra animatrice di questa marcia parigina.  “La vicenda di Dominique Strauss-Kahn ha rivelato la misoginia della nostra società”, ha commentato Gaelle Hym, responsabile dell’organizzazione SlutWalk France, riferendosi all’arresto lo scorso maggio dell’ex numero uno dell’Fmi per un crimine sessuale contro una cameriera a New York. La vicenda ha rilanciato il dibattito sulle relazioni fra i sessi, il potere e il machismo in  Francia.  Il movimento delle SlutWalk è nato quando l’agente Michael Sanguinetti, un ufficiale della polizia di Toronto, ha suggerito che per essere al sicuro, “le donne dovrebbero evitare di vestirsi come sgualdrine”, parola quest’ultima che in inglese si traduce ‘slut’.

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01 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/01/foto/parigi_centinaia_di_donne_alla_slutwalk_per_dire_no_a_sessismo_e_violenza-22534355/1/?rss

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NUOVI MESTIERI – La sibilla precaria con una laurea in tasca

NUOVI MESTIERI

La sibilla precaria con una laurea in tasca

Laureata in Filosofia, vende epigrammi in strada


La Sibilla Cumana – fonte immagine

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Zena Rotundi, 32 anni, originaria di Lecce
Zena Rotundi, 32 anni, originaria di Lecce

MILANO – «Zelante esperta negli aforismi»: è la réclame fai-da-te di Zena Rotundi. Leccese, 32 anni, gira l’Italia con una valigia di cartone raccolta nella spazzatura. Dentro, gli arnesi del mestiere: un bloc-notes di fogli verde chiaro, penna d’oca, tappeto «magico», abiti di scena. La vestizione in strada è parte dello spettacolo: via jeans e maglietta, per indossare un lungo abito nero con ampia scollatura. «Così mi trasformo in una creatura dai superpoteri», ironizza l’artista di strada dal multiforme ingegno: statua vivente, suonatrice di flauto traverso e arpa celtica, velista.

LA SIBILLA PRECARIA – Precaria dopo la laurea in filosofia (con una tesi sul teatro di Carmelo Bene), si è ritrovata precaria a Napoli: «La città ideale – sorride – per chi non ha un lavoro fisso». È qui, tra miseria e nobiltà, che si è specializzata in «nientart» (arte del nulla). «Ho imparato a comporre versi dal poeta Silvestro Sentiero – racconta – . Ci siamo conosciuti a Otranto dieci anni fa». Da un lustro, Zena si cimenta da sola nel creare aforismi personalizzati: un po’ esercizio maieutico, un po’ intrattenimento. Nel suo cerchio magico riesce a calamitare decine di persone: a San Vito Lo Capo, quest’estate, facevano la fila. Chi timido, chi spavaldo in attesa dell’oracolo: già, perché la sibilla degli anni Duemila ti scruta, strizza l’occhio e annota il responso. I suoi, più che sentenze, sono ritratti estemporanei: «Studio la fisionomia, l’abbigliamento, come le persone mi fissano e se sostengono lo sguardo». La sua funzione è simile a quella di uno specchio vivente: «Dopo tanti anni – parola di “miss aforisma” – ho sviluppato un certo spirito di osservazione. In molti prevale la componente narcisistica, vogliono sentirsi al centro dell’attenzione. Altri sono spinti dalla curiosità e dalla voglia di giocare». Alcuni si riconoscono: <Ci hai azzeccato in pieno», le dicono entusiasti. Le anziane signore, spesso, si commuovono: «Non sono più abituate ai complimenti, alle belle parole. Mi chiedono il numero di telefono per rimanere in contatto e, ogni tanto, le chiamo».

MAGRI GUADAGNI – Gli introiti della serata dipendono dall’affluenza e dalla generosità: «A volte racimolo anche un centinaio di euro, nei giorni no pochi spiccioli». La frase su misura intriga per il meccanismo: il medium è caldo, umano, a differenza dei frasari enciclopedici a portata di mouse. La spigolatura su blog e social network, ora nichilista ora melensa, trabocca di pensieri quotati da bignami digitali. Quelli di Zena nascono sul momento, dall’interazione occhi negli occhi: «La sintonia non è sempre immediata. Mi capita di essere pungente se, dall’altra parte, avverto scetticismo». Nel tempo, le possibilità di poetare in piazze e corsi cittadini vanno scemando: «I primi due anni sono stati i più creativi – ammette la sibilla di strada – , dopo un po’ si rischia di diventare ripetitivi». Non solo: a mettersi di traverso sono le multe per occupazione abusiva di suolo pubblico. «Avevo un permesso temporaneo – si rammarica Zena – ma è scaduto e non si può rinnovare». Motivo per cui pensa di rispolverare la laurea in filosofia: «Ho presentato domanda di insegnamento a Genova». Al Nord, come mai? «Per amore, ma non solo…». Il suo nome, a quanto pare, sarebbe legato all’ex repubblica marinara: «Mia madre lo ha scelto pensando che significasse “donna” in ebraico. In realtà, deriva dal greco zào (vivere ndr) e ho scoperto che vuol dire anche “genovese”».

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A Bologna dal 5 all’8 ottobre il Salone internazionale dell’edilizia, la più grande fiera specializzata per l’edilizia e le costruzioni. Novità, prodotti, tecnologie, sistemi e dibattiti per discutere del futuro del settore e di riqualificazione urbana e del territorio.

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Maria Egizia Fiaschetti
01 ottobre 2011 12:01

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_01/zena-sibilla-precaria_8b7e5366-ec13-11e0-827e-79dc6d433e6d.shtml

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Studenti in piazza in tutta Italia. E ai super-ricchi: “5xmille all’istruzione”

Ariano Irpino ” alunni della scuola media occupano la sede del comune”

Caricato da in data 30/set/2011

alunni della scuola media disertano i banchi e da soli irrompono nella sala consiliare del comune a rivendicare al sindaco e all’assessore i loro diritti….

LA MANIFESTAZIONE

Studenti in piazza in tutta Italia
E ai super-ricchi: “5xmille all’istruzione”

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Iniziative in decine di piazze da nord a sud, per un protesta colorata e simbolica contro la riforma Gelmini. E dalla Sapienza di Roma parte l’appello ai contribuenti più affluenti d’Italia affinché creino un fondo per i meritevoli senza risorse

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di CARMINE SAVIANO

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Studenti in piazza in tutta Italia E ai super-ricchi: "5xmille all'istruzione"

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Come anticorpi. Nelle piazze del Paese per combattere contro i mali provocati dalla la riforma Gelmini. Smantellamento dell’istruzione pubblica, atenei senza risorse, mancanza di prospettive. Oggi gli studenti italiani sono tornati nelle strade, in venti città: da Torino a Milano, poi Napoli, Roma, Firenze 1. Per una protesta colorata e simbolica. E per portare ai cittadini un messaggio: “Abbiamo le nostre proposte, non siamo perditempo. Ma il governo e il ministro dell’Istruzione non ci ascoltano”. L’obiettivo è dichiarato: lanciare una nuova stagione di mobilitazioni e riscrivere la riforma.

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Blitz al Pantheon. Iniziare a correre, “verso l’Università e la Scuola che vogliamo”. Lo slogan delle proteste di oggi ha viaggiato in rete sin dalla giornata di ieri. A lanciare la mobilitazione un video, con immagini tratte da Harry Potter. Poi l’appuntamento nelle strade. Tutto parte dal Pantheon, Roma, con un blitz della Rete degli studenti e dell’Unione Universitari. A terra un maxi cartellone, con le parole chiave della campagna d’autunno degli studenti: “Diritto allo studio per tutti”, “Meno baroni, più democrazia”, “Cultura libera”, “Servizi gratuiti”, “Libera espressione”, “Partecipazione”, “Ora tocca a noi”, “Studiare rende liberi”.

Controriforma. La polemica contro la riforma firmata dal ministro Gelmini è ancora al centro della lotta politica di universitari e ricercatori. Che nel corso dello scorso anno scolastico hanno approntato una lunga serie di documenti. Per dar vita a una vera e propria controriforma. “Vogliamo essere ascoltati e vogliamo che la Riforma Gelmini venga modificata”, dice Sofia Sabatino, della Rete degli Studenti. Che aggiunge: “Ci siamo stufati di sentirci dire che siamo i soliti facinorosi senza proposte. Oggi vogliamo far capire alla gente il senso della nostra protesta, in vista del 7 ottobre quando scenderemo in piazza in tutte le città italiane: proveremo a riscrivere la riforma della scuola”.

Lettera ai super-ricchi. E la protesta non è solo nelle strade. Ma resta anche nelle aule. Come alla Sapienza dove i ragazzi della Rete Universitaria Nazionale hanno presentato la loro ultima iniziativa. Si tratta di una lettera  ai quindici grandi contribuenti italiani. La richiesta: alimentare un fondo pubblico per borse di studio. I destinatari: Silvio Berlusconi, Diego Della Valle, Michele Ferrero, Giorgio Armani, le famiglie Benetton, Mario Moretti Polegato di Geox, Ennio Doris di Mediolanum, Stefano Pessina di Alliance Healtcare, Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Del Vecchio di Luxottica.

“Mettete mano al portafoglio”. Una lettera per richiamare alla responsabilità l’Italia: “Vista la vostra posizione non potete non tener conto delle sorti del nostro Paese. C’è una immensa risorsa di energie che rischia di non essere immessa nei processi di sviluppo e di essere confinata nella riserva dell’assistenzialismo”. E la richiesta è precisa: “destinate il 5 per mille del vostro reddito per alimentare, ogni anno, un fondo pubblico per borse di studio ai capaci e meritevoli, a partire da quelli privi di mezzi”. Federico Nastasi: “Mettessero mano al portafogli. I milioni di euro che deriverebbero da questo fondo straordinario risolverebbero molti dei problemi del sistema universitario italiano”.

E l’agenda per i prossimi appuntamenti è già stabilita: cortei in 50 città italiane il sette ottobre. E il giorno successivo la partecipazione alla manifestazione nazionale indetta a Roma dalla Cgil.

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01 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/scuola/2011/10/01/news/studenti_manifestazione-22536873/?rss

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