Archivio | ottobre 2, 2011

Ruby, per il Cavaliere si apre il “processo perfetto”

Ruby, per il Cavaliere si apre il “processo perfetto”

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Domani via al procedimento per concussione e sesso con una minorenne che l’imputato Berlusconi teme come una tenaglia.  A sorpresa la modella Imane parte civile

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di PIERO COLAPRICO

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Ruby, per il Cavaliere si apre il "processo perfetto" Karima El Mahroug

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MILANOÈ l’ora: si alza il sipario su quello che, dietro le quinte, parlando con i suoi colleghi, l’avvocato Niccolò Ghedini, aveva definito sarcasticamente “Il processo perfetto”. Perfetto – questo il timore – per stringere in una tenaglia l’imputato-premier e la sua immagine.

Per capire la situazione, immaginiamo due binari. Al piano terra, nella grande aula, domani c’è il binario riservato a un unico imputato, lui: Silvio Berlusconi, 75enne. È al centro della complessa inchiesta nata intorno a Karima El Mahroug, detta da se medesima Ruby Rubacuori. Immigrata marocchina, scappata di casa, arrivata ad Arcore, nel sotterraneo del bunga bunga, tra colleghe nude e danzanti, ad appena diciassette anni. Qui, in questo processo, siamo alle ultime schermaglie procedurali. Stiamo cioè entrando nel vivo delle due accuse.

La prima è concussione: Berlusconi, come si sa, ha telefonato personalmente in questura per ottenere indebitamente, nel maggio 2010, il rilascio di Ruby, già così ciarliera da vantarsi con i poliziotti increduli della sua altolocata amicizia. Berlusconi telefona per affannarsi a coprire, sostiene l’accusa, un altro suo reato. Aver pagato la minorenne: banconote da 500 euro in cambio di sesso. Il reato si consuma anche se la minore non viene toccata, ma soltanto “inserita” in un contesto di scene sessuali. E il bunga bunga che altro è? Spaventato, da Parigi Berlusconi “deve” chiamare i poliziotti e “vincerli” affinché Ruby sia affidata al “consigliere ministeriale” (carica inesistente) Nicole Minetti.

C’erano i tempi tecnici per chiedere il processo immediato, i pubblici ministeri l’hanno ottenuto: perciò Berlusconi (domani assente) si ritrova sul solitario binario del processo pubblico già avviato, nell’aula al piano terra. Ma sempre domani, sei piani più su e a porte ancora chiuse, davanti al giudice delle udienze preliminari, eccoci – attenzione – sul secondo binario. È una coincidenza di date che offre su un piatto d’argento la perfetta chiave di lettura giudiziaria.

Davanti al gup viene esaminata la posizione penale del triumvirato di Arcore, composto da Lele Mora, bancarottiere ora ricoverato in ospedale, dopo tre mesi di carcere e un collasso, titolare di un’agenzia di spettacolo; Emilio Fede, direttore del Tg 4, amico o forse ex amico di Berlusconi”; Nicole Minetti, consigliere regionale pdl, e, a suo dire, cubista ed ex fidanzata di Berlusconi. I tre sono accusati di sfruttamento e favoreggiamento delle prostituzione anche minorile. Di portare, cioè, “carne nuova” (espressione citata in un’intercettazione) al “drago” (epiteto dell’ex moglie Veronica Lario) appostato nella Villa Casati Stampa.
Gran parte delle prove d’accusa sono le stesse per entrambi i processi. Ma le indagini sul secondo binario procedono più “sciolte”. C’entrano con la gestione degli appartamenti di via Olgettina, con le “papi-girl”, con gli inviti e i “trasporti” alle feste, con il giro dei soldi. Se il gup darà l’okay, anche questo processo si terrà pubblicamente, e comincerà entro l’anno. Non è difficile comprendere perché questo doppio binario, fortemente voluto dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, stia mettendo apprensione nel mondo politico di centrodestra. Perché non c’è riparo.

L’unica strada rimasta alla difesa Berlusconi per bloccare il processo Ruby-Berlusconi non è giudiziaria, è politica. È stato infatti sollevato, grazie alla maggioranza parlamentare, il conflitto di attribuzioni davanti alla corte costituzionale. Berlusconi – sostiene la difesa – ha telefonato alla questura nelle funzioni di presidente del consiglio e non di “cliente” impaurito. Il 7 febbraio del 2012 la Suprema Corte si riunirà per decidere se impedire ai giudici di Milano di eventualmente assolvere o punire Berlusconi. O se il caso deve passare al Tribunale dei ministri.

Ma – questo è il punto cruciale del “processo perfetto” – qualsiasi cosa potrà accadere al processo Ruby-Berlusconi, che gli avvocati tenteranno di ritardare in attesa della Corte, andrà nel frattempo avanti il processo Ruby-Fede (più Mora e Minetti). E siccome i testimoni sono in gran parte gli stessi, siccome il sostituto Antonio Sangermano dovrà affiancare Boccassini melò processo al premier e Pietro Forno nel processo agli altri tre, non può essere impedito quello che Berlusconi teme più di qualsiasi altra cosa: la sfilata delle ragazze davanti ai giornalisti di mezzo mondo, in un’aula dove anche i suoi sostenitori potranno ascoltare gli interrogatori e le ricostruzioni dei fatti. Dove le accuse di concussione e sesso con minori a pagamento possono trovare nuovi riscontri “in diretta”. Dove il nervosismo dei Mora, Fede e Minetti, senza leader accanto, può crescere e deflagrare.

Basta citare tre casi di testimoni per comprendere il senso della paura berlusconiana: Flavio Briatore, Imane Fadil, Ambra e Chiara.

Briatore era ed è un teste a difesa. Uno che, lo scorso autunno, davanti all’avvocato Ghedini, sosteneva quanto fossero “eleganti” le cene di Arcore. Bene, intercettato in primavera, mentre parla con Daniela Santanché, racconta di un Lele Mora che è in imbarazzo, perché deve continuare a portare donne nonostante l’inchiesta. Si lamenta, Briatore, per il premier “malato”. Aggiunge quanto avesse “ragione Veronica”. In più, spiega all’amica sottosegretario come Emilio Fede abbia “strozzato” Mora, arraffando una ricca percentuale dei soldi ottenuti dal premier. E Mora, in carcere, ha confermato. L’eleganza non sembra molto di casa, ad Arcore.

Non basta. Da qualche settimana è scoppiata l’inattesa “bomba” Imane Fadil, modella marocchina, 26 anni. É stata invitata più volte a casa del premier, ha molti ricordi. È lei che racconta di Minetti vestita da suora e di Katarina Knezevic, la giovane fidanzata montenegrina del premier, coetanea di Ruby Rubacuori, che ha una sorella maggiore, che tiene in scacco il premier. Katarina, rintracciata da Repubblica, ha confermato quel “fidanzamento”, ha avvalorato la versione di Imane, che ha presentato una pesantissima e circostanziata querela contro Emilio Fede. Dalla tribuna del Tg 4 le ha dato della bugiarda, ne ha sollecitato l’arresto. “Vedremo chi è il bugiardo”, s’infervora Imane, che domani arriva in aula. Perché vuole costituirsi parte civile: “Parlerò solo attraverso atti giudiziari”.

E così siamo a quota tre parti civili. L’hanno già fatto due ex concorrenti a miss Italia, che speravano di diventare “meteorine”: Ambra Battilana e Chiara Danese, anche loro in aula domani. Avevano da poco diciott’anni quando si ritrovarono in un baccanale, tra ragazze semisvestite che cantano “meno male che Silvio c’è” e una porno-statua che passa a tavola. Queste tre ragazze, più altre tre testimoni d’accusa, più le intercettazioni costate meno di 30mila euro in tutto, più vari riscontri, possono mettere Berlusconi sotto luci inevitabili. Possono costringere di fatto altre testimoni a chiedersi se vale la pena di rischiare incriminazioni per “salvare” il premier in difficoltà. La velocità delle indagini impedirà la possibilità della prescrizione. Sta in questo, appunto, il sarcasmo del “processo perfetto”. Cioè: è senza scampo, se i reati saranno provati, e la Procura ne è certa.

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02 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/10/02/news/processo_ruby-22546407/?rss

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e il mensile di emergency

L’EVENTO – VegPride, ecco l’orgoglio vegetariano “A tavola possiamo salvare il pianeta”

VegPride, ecco l’orgoglio vegetariano
“A tavola possiamo salvare il pianeta”


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Fino al 7 ottobre la International Vegetarian Week, con iniziative e manifestazioni in vari Paesi. In Italia seguono questo tipo di dieta sei milioni di persone

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di MICOL LAVINIA LUNDARI

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VegPride, ecco l'orgoglio vegetariano "A tavola possiamo salvare il pianeta"

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Carne e pesce banditi. Per molti, ma non per tutti, anche latte, uova e tutto ciò che è di derivazione animale. Tavole imbandite di verdure, legumi, frutta e cereali. Una scelta etica che si trasforma in un monito ambientalista. Fino al 7 ottobre in tutto il mondo si celebra la International Vegetarian Week 1, la manifestazione, nata nel 2008, nella quale decine di organizzazioni di vari Paesi hanno deciso di riunirsi per celebrare l’orgoglio vegetariano ma soprattutto lanciare messaggi univoci e più forti sull’opportunità di seguire questo tipo di dieta.

Il motto di quest’anno è “Un futuro sostenibile dipende dalle nostre scelte alimentari”. Benché vi siano ricerche scientifiche dalle conclusioni contrastanti, chi abbraccia questa cultura crede che un consumo eccessivo di carne non solo porti problemi di sovranutrizione nei Paesi sviluppati, ma accresca la sottonutrizione delle zone più povere del mondo, perché sempre maggiori estensioni agricole sono destinate alla coltivazione di cereali per gli allevamenti. Si calcola che 1,3 miliardi di persone potrebbero essere sfamate con il grano e la soia destinati al bestiame negli Stati Uniti: ovvero un miliardo di esseri umani in più della popolazione a stelle e strisce. Ci sono poi le pesanti conseguenze che l’allevamento del bestiame ha sull’ambiente.

Secondo il Rapporto Eurispes 2011 i vegetariani in Italia sono sei milioni, quindi uno su dieci. Tra questi lo 0,4% è vegano (ovvero esclude dalla propria dieta tutti gli alimenti di origine animale). In Germania sono più dell’8% (dati 2005), nel Regno Unito il 9% (ma le statistiche sono ferme a dieci anni fa), negli Stati Uniti il 4% ma con significative percentuali fra i giovani; in India, anche per ragioni religiose, fra il 15 e il 20%.

Gli appuntamenti in calendario per la International Vegetarian Week sono molti e variegati tanto quanto le diverse declinazioni del vegetarianesimo. Dalle conferenze per i diritti degli animali in Albania, a cura dell’Institute for Enviromental Policy, ai picnic organizzati dall’australiana VegSa, dal festival Meatless Monday a San Paolo del Brasile alla Veggie Parade a Praga. A Parigi riapre i battenti il salone Vegan Day, all’insegna di “Entrez dans l’ère végétale”, a Milano c’è la VegHipWeek 2, a Bologna annunciata una dimostrazione sotto le Due Torri.

Il calendario degli eventi nelle città italiane 3

Inoltre la settimana del Veg Pride si apre con una buona notizia: in Cina è stato abolito il Jinhua Hutou Dog Meat Festival, che prevedeva nel menù amici a quattro zampe. Una vittoria dei blogger che hanno lanciato una campagna per fermare lo scempio.

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02 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2011/10/02/news/settimana_vegetariana-22546827/?rss

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FISCO, DA IERI LA NUOVA ‘STRETTA’ – Equitalia, due mesi per pagare poi ti pignorano la casa

FISCO


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Equitalia, due mesi per pagare
poi ti pignorano la casa

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Nuove regole al via. Lo Stato vuole incassare 13 miliardi. Si deve saldare ancora prima di un processo che definisca chi ha ragione

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di CORRADO ZUNINO

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ROMA L’Agenzia delle Entrate cala l’arma “fine del mondo” sui contribuenti: in modo silenzioso, dopo un rinvio estivo e tre rivisitazioni in altrettanti decreti, ventiquattro ore fa l’Agenzia ha offerto al mastino Equitalia uno strumento di rara efficacia. Dopo 60 giorni dall’avviso al contribuente (“Devi pagare”, e si parla di debiti con lo Stato contratti a partire dal 2007, imposte sui redditi, Iva, Irap), l’Equitalia guidata da Attilio Befera, l’istituzione più temuta del paese, potrà attivare i suoi mezzi per recuperare il debito. Senza muovere un passo, potrà iscrivere ipoteca sull’artigiano considerato infedele (facendo scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi), potrà pignorare il suo conto corrente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviare i pignoramenti presso terzi (sono i crediti dei clienti, Equitalia ha il potere di arrivare anche lì) e far partire le ganasce fiscali su auto e van posseduti.

Da ieri, il “titolo di debito” è immediatamente esecutivo: basta un avviso per considerarti in mora. Non c’è più bisogno di istruire una cartella esattoriale che, ricorsi compresi, portava al saldo dell’eventuale debito entro 15-18 mesi. Il problema è che in quattro casi su dieci i ricorsi davano ragione al contribuente. Già. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha chiesto al suo braccio destro Befera certezza di entrate, gli ha assegnato l’obiettivo 13 miliardi per la prossima raccolta fiscale e, quindi, gli ha offerto una legge che dà al Fisco poteri mai visti nella storia della Repubblica. Entro 61 giorni dall’avviso – a prescindere dal fatto che l’avviso sia stato ricevuto o dorma in un ufficio delle Poste, in una Casa comunale – il contribuente o paga l’intera somma o contesta pagandone un terzo (più gli interessi maturati). Si deve saldare prima ancora dell’istruzione di un processo amministrativo che definisca chi ha ragione. Di fronte al ricorso del cittadino, per sei mesi gli agenti della riscossione non potranno avviare pignoramenti, ma potranno ipotecare una casa e bloccare un’auto. Se Equitalia, poi, si convince che c’è “fondato pericolo” di perdere il credito, ha il mandato per fare quello che crede: sequestrare una pensione, mandare un bene all’asta immobiliare. Se il colpito dimostrerà di avere problemi di liquidità – novità della terza e ultima rivisitazione – chiederà a un giudice tributario una sospensiva per fermare l’azione (per 150-180 giorni) oppure aderirà a un concordato (sconto con trattativa).

“Non esiste più diritto alla difesa, devi versare che tu abbia torto o ragione”, attacca l’avvocato Alberto Goffi, consigliere regionale Udc del Piemonte, riferimento della rivolta anti-Equitalia. “Si sta colpendo chi ha fatto dichiarazioni fedeli e oggi, a causa della crisi, non è in grado di pagare le tasse. Non puoi impugnare quello che hai dichiarato, è la condanna a morte delle imprese oneste”. Pietro Giordano, segretario Adiconsum: “Con questi tassi prossimi all’usura crescerà il debito dei contribuenti, le misure introdotte a luglio vengono vanificate”. Già, sull’onda delle sconfitte alle amministrative e le conseguenti urla della Lega (“tutta colpa di Equitalia”), a inizio estate il governo innalzò a 20 mila euro il tetto per l’ipoteca sulla prima casa, pretese due avvisi prima di apporre le ganasce fiscali e allungò a 72 mesi le rate per i debiti. Quindi, per cercare di diminuire il gigantesco contenzioso fermo nelle commissioni di ricorso, l’Agenzia ha avviato un mini-condono per chi aveva contestato. Ieri, però, è stata sguainata l’arma letale: “60 giorni per pagare”. A fine mese arriverà il redditometro, quindi il carcere per gli evasori. I dirigenti dell’Agenzia: “Ora possiamo andare avanti spediti, gli esattori punteranno al sodo. Usciamo dall’Ottocento, entriamo nel Duemila”.

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02 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/2011/10/02/news/equitalia_nuove_regole-22546403/?rss

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MILANO – Iva e rincari, negozi sotto accusa. Il Comune manderà l’Annonaria

Iva e rincari, negozi sotto accusa
il Comune manderà l’Annonaria

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L’Adiconsum: raffica di rialzi. D’Alfonso: sì ai panieri nei mercati. I controlli lanciati da Palazzo
Marino per il boom di segnalazioni. I commercianti si difendono: nessuna stangata sui prezzi

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di ALESSIA GALLIONE

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Iva e rincari, negozi sotto accusa il Comune manderà l’Annonaria

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Quella fiammata che ha fatto schizzare l’inflazione in città adesso divide e crea polemiche. Perché l’indice dei prezzi al consumo a settembre ha raggiunto il livello record del 4,1 per cento rispetto al 2010: mai così alto negli ultimi quindici anni. E per i consumatori, sul banco degli imputati finisce soprattutto il mondo del commercio. Tommaso Di Buono dell’Adiconsum lo dice chiaramente: «Le segnalazioni si sono moltiplicate nelle ultime settimane. I cittadini ci indicano attività che, approfittando del rialzo obbligato dell’Iva, arrotondano in modo ingiustificato i prezzi: le cifre, di solito, non corrispondono mai all’1 per cento in più, ma si aggirano attorno al 5, persino al 10. E, soprattutto, riguardano anche categorie come gli alimentari di base che non dovrebbero essere toccati». Segnalazioni che l’Adiconsum ha girato all’Annonaria, invocando l’intervento del Comune: «Potrebbero avviare campagne di controllo». Un lavoro che, confermano da Palazzo Marino, è già iniziato.

A Milano l’inflazione più alta d’Italia La crisi anticipa alla terza settimana

Sì, confermano all’Annonaria, quelle segnalazioni sono arrivate e stanno arrivando. E sì, i vigili si sono già mossi anche se è difficile se non impossibile multare i cosiddetti “aumenti ingiustificati” in un mercato di prezzi liberi. Ma il commerciante che riceve la visita, a quel punto, finisce sotto la lente degli agenti e tutto viene passato al vaglio: dall’obbligo di avere uno stesso prezzo sul cartellino e alla cassa fino all’igiene. «È giusto controllare», dice l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso. Che ha una certezza: «I prezzi sono saliti e su questo non ci sono dubbi. A settembre c’è stato l’effetto della Settimana della moda che ha una grossa influenza sul settore alberghiero e della ristorazione. L’Iva? Diciamo che gli effetti a settembre non si sarebbero neppure dovuti sentire». Una prima risposta è promessa a breve almeno per gli alimentari: «Nei mercati coperti rilanceremo i panieri a prezzi concordati. Volevamo farlo per Natale, ma cercheremo di accelerare».

Lancia un segnale di preoccupazione il segretario della Camera del lavoro Onorio Rosati. Che al Comune chiede un tavolo per «capire le scelte e come tutelare le fasce deboli». «Con i nuovi tagli — dice — piove sul bagnato. Il tasso di inflazione è al 4,1 per cento sui prodotti di largo consumo ed è sempre più difficile vivere in questa città. I tagli aumentano ulteriormente uno stato di difficoltà che attraversa tutto il mondo del lavoro». Per Nunzio Buongiovanni (Adoc Lombardia), «gli aumenti sono palpabili. I commercianti? Non sarà la maggioranza, ma qualcuno approfitta dell’Iva». E Gianmario Mocera (Federconsumatori): «L’inflazione non è ancora più alta soltanto perché i consumi sono bloccati. A spingerla sono tariffe e accise».

Ma il mondo del commercio non ci sta. Tra i rincari più forti ci sono stati i prezzi degli alberghi: + 22,4 per cento in un anno. Un dato non veritiero per il presidente di Federalberghi Alberto Sangregorio: «In un momento di crisi come questo, per riempire le camere abbiamo diminuito i prezzi. Non esiste questo aumento». Lino Stoppani, il presidente dei pubblici esercizi, guarda al 4,1 per cento di inflazione e dice: «È un dato importante e preoccupante soprattutto in un momento di crisi dei consumi. A soffrire è anche il mondo del commercio: gli operatori sono seri e quando toccano i listini lo fanno perché non riescono più ad assorbire gli aumenti».

Tra i balzi maggiori c’è quello della colazione al bar. Che Stoppani spiega così: «La tazzina del caffè è legata a materie prime che, anche in modo anomalo, sono entrate nel giardinetto degli speculatori. Nel nostro settore sono aumentati molto anche il latte e il burro». Nessun ritocco, invece, per Alfredo Zini che per bar e ristoranti dice: «L’aumento dell’Iva per ora lo stiamo assorbendo noi».

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02 ottobre 2011

fonte:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/10/02/news/iva_e_rincari_negozi_sotto_accusa_il_comune_mander_lannonaria-22543007/?rss

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New York, tensione a Wall Street. Polizia arresta 700 manifestanti / VIDEO: ‘Occupy Wall Street’ CNN interview with Michael Moore

‘Occupy Wall Street’ CNN interview with Michael Moore

Caricato da in data 02/ott/2011

Police Arrest Occupy Wall Street Protesters on the Brooklyn Bridge – October 1, 2011

Caricato da in data 01/ott/2011

Occupy Wall Street protestors marched from Liberty Plaza to the Brooklyn Bridge on the afternoon of Saturday, October 1, 2011. Blocked by the police from crossing the footpath, a large group of protestors chose the roadbed, which is reserved for cars. I was up on the pedestrian walkway, walking alongside the protest. The arrests seen in this video happened between around 4:30 and 5 p.m.

Two shorter clips from this video are available here:

NYPD officers arrest two girls and a photographer on the Brooklyn Bridge
http://www.youtube.com/watch?v=sJya3Z8gg88

Police and protestors scuffle on the Brooklyn Bridge, October 1, 2011
http://www.youtube.com/watch?v=sItWPMXkRmU

New York, tensione a Wall Street Polizia arresta 700 manifestanti

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(Xinhua)  (Xinhua)
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ultimo aggiornamento: 02 ottobre, ore 11:25
New York – (Adnkronos) – Fermati i partecipanti alla protesta contro gli eccessi del sistema finanzario in corso a Wall Street da due settimane. Ieri la situazione è peggiorata quando 1.500 persone hanno cercato di imboccare il ponte di Brooklyn. “Ci hanno fatto passare per poi fermarci con l’aiuto di reti arancioni” denunciano i leader della manifestazione
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New York, 2 ott. (Adnkronos) – Ore di tensione a New York, dove la polizia ha fermato oltre 700 partecipanti alla protesta contro gli eccessi del sistema finanzario in corso a Wall Street da due settimane. La situazione è degenerata quando, nel pomeriggio di ieri, circa 1.500 manifestanti hanno cercato di imboccare il Ponte di Brooklyn.
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”I manifestanti che si sono mantenuti sul marciapiede del Ponte non sono stati arrestati. Quelli che hanno occupato la strada, impedendo il passaggio delle auto, invece sì”, ha affermato il portavoce della polizia di New York, Paul Browne. Diversa la versione dei leader della protesta, secondo cui gli agenti hanno lasciato arrivare di proposito la gente sul ponte, perfino scortando i manifestanti, solo per poi arrestarli con l’aiuto di reti arancioni una volta che il ponte era pieno. ”I ‘cops’ guardavano senza fare niente, anzi sembravano guidarci sulla strada”, ha spiegato Jesse Myerson, coordinatrice per i rapporti con la stampa della protesta Occupy Wall Street.
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A Boston sono state arrestate, per aver oltrepassato i limiti imposti a protezione dell’ingresso della Bank of America, 25 persone che prendevano parte a una protesta contro i pignoramenti effettuati dalle banche in questi anni di crisi.
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02 ottobre 2011
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I PRECEDENTI

‘Occupy Wall Street’ Protests Turn Violent’ – ABC News

Caricato da in data 25/set/2011

Declaration of the Occupation of New York City:

As we gather together in solidarity to express a feeling of mass injustice, we must not lose sight of what brought us together. We write so that all people who feel wronged by the corporate forces of the world can know that we are your allies.

As one people, united, we acknowledge the reality: that the future of the human race requires the cooperation of its members; that our system must protect our rights, and upon corruption of that system, it is up to the individuals to protect their own rights, and those of their neighbors; that a democratic government derives its just power from the people, but corporations do not seek consent to extract wealth from the people and the Earth; and that no true democracy is attainable when the process is determined by economic power. We come to you at a time when corporations, which place profit over people, self-interest over justice, and oppression over equality, run our governments. We have peaceably assembled here, as is our right, to let these facts be known.

They have taken our houses through an illegal foreclosure process, despite not having the original mortgage.

They have taken bailouts from taxpayers with impunity, and continue to give Executives exorbitant bonuses.

They have perpetuated inequality and discrimination in the workplace based on age, the color of one’s skin, sex, gender identity and sexual orientation.

They have poisoned the food supply through negligence, and undermined the farming system through monopolization.

They have profited off of the torture, confinement, and cruel treatment of countless nonhuman animals, and actively hide these practices.

They have continuously sought to strip employees of the right to negotiate for better pay and safer working conditions.

They have held students hostage with tens of thousands of dollars of debt on education, which is itself a human right.

They have consistently outsourced labor and used that outsourcing as leverage to cut workers’ healthcare and pay.

They have influenced the courts to achieve the same rights as people, with none of the culpability or responsibility.

They have spent millions of dollars on legal teams that look for ways to get them out of contracts in regards to health insurance.

They have sold our privacy as a commodity.

They have used the military and police force to prevent freedom of the press.

They have deliberately declined to recall faulty products endangering lives in pursuit of profit.

They determine economic policy, despite the catastrophic failures their policies have produced and continue to produce.

They have donated large sums of money to politicians supposed to be regulating them.

They continue to block alternate forms of energy to keep us dependent on oil.

They continue to block generic forms of medicine that could save people’s lives in order to protect investments that have already turned a substantive profit.

They have purposely covered up oil spills, accidents, faulty bookkeeping, and inactive ingredients in pursuit of profit.

They purposefully keep people misinformed and fearful through their control of the media.

They have accepted private contracts to murder prisoners even when presented with serious doubts about their guilt.

They have perpetuated colonialism at home and abroad.

They have participated in the torture and murder of innocent civilians overseas.

They continue to create weapons of mass destruction in order to receive government contracts. *

To the people of the world,

We, the New York City General Assembly occupying Wall Street in Liberty Square, urge you to assert your power.

Exercise your right to peaceably assemble; occupy public space; create a process to address the problems we face, and generate solutions accessible to everyone.

To all communities that take action and form groups in the spirit of direct democracy, we offer support, documentation, and all of the resources at our disposal.

Join us and make your voices heard!

*These grievances are not all-inclusive.

Stay strong guys, you’re doing a great job!

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