Archivio | ottobre 3, 2011

LA PROTESTA A WALL STREET – Soros con gli Indignados: “Li capisco”. Van Jones: Autunno caldo americano

LA PROTESTA A WALL STREET

Caricato da in data 02/ott/2011

Soros con gli Indignados: “Li capisco”
Van Jones: Autunno caldo americano

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L’imprenditore, uno degli uomini più ricchi del pianeta, dalla parte degli dei manifestanti. Con lui anche il democratico Van Jones: “Dopo la primavera araba, prepariamoci all’autunno caldo americano”.

Soros con gli Indignados: "Li capisco"  Van Jones: Autunno caldo americano  (ansa)

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NEW YORK Alla terza settimana di protesta 1in uno dei templi della finanza mondiale, gli indignados di Wall Street trovano l’appoggio dell’imprenditore George Soros e dell’ex consigliere del presidente Obama, Van Jones.
Il primo si dimostra comprensivo con i manifestanti mentre il secondo preannuncia mesi difficili per gli Stati Uniti, sull’onda di quanto successo in Nord Africa.

“Capisco il loro sentimento”, ha dichiarato Soros durante una conferenza stampa alle Nazioni Unite. Per lui, uno degli uomini più ricchi del mondo, a surriscaldare il clima della protesta è stata la difficile situazione dei piccoli imprenditori, che hanno visto i costi delle carte di credito salire dall’8% al 28% dopo la crisi del 2008. “E dato che contavano su tale credito per gestire le loro attività, un sacco di loro sono stati messi fuori mercato”, ha concluso.

Un commento sui fatti di cronaca degli ultimi giorni che hanno a cui ha fatto da sfondo Zuccotti Park, il distretto finanziario di Manhattan – dove sabato sono stati arrestati oltre 700 attivisti – arriva anche da Van Jones, figura di spicco della sinistra americana. “Dopo la primavera araba, arrivera’ l’autunno caldo americano”. Parlando alla rete progressista Msnbc, Jones, ha sottolineato che il Paese presto sarà coinvolto in un moto di rivolta da parte dei giovani: “State ben legati alla vostre sedie, a ottobre arriva un punto di svolta. I progressisti torneranno alla carica. C’è una generazione di americani – ha aggiunto Van Jones – che si stanno guardando attorno e si dicono: ‘Che significa per me il sogno americano?’ Così hanno cominciando a muoversi, per avere indietro il loro futuro e salvare la middle class di questo Paese”.

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03 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/03/news/proteste_wall_street-22635899/?rss

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IL LAVORO ‘SCIPPATO’ – La vertenza Alenia si infiamma. Parte la protesta dei lavoratori

La vertenza Alenia si infiamma
Parte la protesta dei lavoratori

Caricato da in data 03/ott/2011

Dipendenti in piazza contro il trasferimento al Nord. Alemanno incontrerà Giuseppe Orsi, ad di Finmeccanica

La protesta dei dipendenti Alenia (Jpeg)
La protesta dei dipendenti Alenia (Jpeg)

ROMA – Scenderanno in strada il 3 ottobre a due passi da via Veneto, i dipendenti romani di Alenia Aeronautica. Si riuniranno sotto una delle due sedi capitoline dell’azienda, quella di via Campania (l’altra e in via Bona, al Tiburtino) per dire no alla chiusura degli uffici romani e al trasferimento in Piemonte e Lombardia di personale e attività.

La vertenza dell’azienda pubblica (fa capo infatti a Finmeccanica, a sua volta controllata dal Tesoro) si infiamma. Il piano di riorganizzazione ha scatenato un coro di proteste unanime. Lavoratori. Sindacati. E tutti gli enti locali della Capitale. Una protesta bipartisan. Perché il trasferimento al nord, oltre a privare Roma di una presenza storicamente consolidata, ha tanto il sapore di uno scippo della Lega: il piano di riorganizzazione di Alenia Aeronautica ha avuto l’ imprimatur di Giuseppe Orsi, ingegnere piacentino, diventato amministratore delegato di Finmeccanica in quota Carroccio. E le sedi deputate a ospitare le attività romane, Torino e Varese, sono roccaforti di due esponenti di spicco del partito di Umberto Bossi: Roberto Cota e Marco Reguzzoni. Senza considerare che la notizia del trasferimento di Alenia Aeronautica arriva dopo i vari tentativi della Lega di portare al nord la Rai, sedi ministeriali, la Consob e pezzi di aziende pubbliche come Eni.

Il sindaco Gianni Alemanno ha annunciato che in settimana incontrerà Giuseppe Orsi, mentre Renata Polverini intende fare visita a Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica. Pd e Pdl hanno già presentato distinte interrogazioni parlamentari al ministro Tremonti. E giovedì i sindacati avranno un incontro con i vertici aziendali. Intanto i lavoratori romani, 120 più una trentina di dirigenti, lunedì manifesteranno sotto la sede di via Campania. L’appuntamento è alle tre del pomeriggio.

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Speciale formazione Roma

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Pa. Fo.
03 ottobre 2011 16:06

fonte:  http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_3/alenia-protesta-lavoratori-foschi-1901702202023.shtml

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DISABILITA’ – La mia vita da paraplegico: la storia di Chris Colwell – VIDEO

Chris Colwell Accident on Spike TV

Caricato da in data 10/mar/2008

This is my accident on TV.

Chris Colwell 4/23/09 Six Years after my Accident

Caricato da in data 29/apr/2009

This is me looking back at the past six years since my accident 🙂

Chris Colwell Singing

Caricato da in data 04/lug/2011

HAPPY BIRTHDAY TAYLOR AND LACEY
TAKE A LOOK AT THE LOOK ON MY FACE
KNOWING YOU SO HAPPY IT MAKES ME
MAKING THIS LOVE HARD TO REPLACE

MAY THIS DAY BRING YOU THE BEST OF EVERYTHING THAT YOU INVEST LOVE
INTO TRUTHFULLY I MISS YOU BOTH
A HUG AND KISS WOULD MEAN THE MOST

BUT YOUR SO FAR AWAY
THAT’S WHY WITHIN THIS RHYME I’LL SAY
I CELEBRATE YOUR BIRTH TODAY
YOUR ALWAYS WITH ME NEAR TO STAY

I’VE PUT MY HEART IN MOTION
SENDING YOU THIS DEEP EMOTION
DEEPER THAN THE DEEPEST OCEAN
ME WITHIN A MAGIC POTION

IS ON THE WAY
FROM ME TO YOU SO CEASE THE DAY
AND BREATHE A NEW
BUT WHEN YOU STRAY REMEMBER
EVERY DAY CAN BE YOUR BIRTH DAY

HAPPY BIRTHDAY TAYLOR AND LACEY
TAKE A LOOK AT THE LOOK ON MY FACE
KNOWING YOU SO HAPPY IT MAKES ME
MAKING THIS LOVE HARD TO REPLACE

DISABILITA’

La mia vita da paraplegico


 Volete diventare amici di Chris? iscrivetevi qui

Un ex istruttore di paracadutismo racconta
la sua condizione su YouTube. E altri lo seguono

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MILANO – Raccontare la propria vita da paraplegico su YouTube. È quello che da diversi anni fa Chris Colwell, ex istruttore di paracadutismo che per salvare la vita a un suo allievo è finito sulla sedia a rotelle. Il quarantenne ha iniziato la sua seconda vita virtuale postando sul web proprio il video del tremendo incidente dell’aprile 2003 . Successivamente, anche grazie allo stimolo della blogosfera, ha pubblicato diversi filmati in cui racconta la sua difficile quotidianità nella speranza di aiutare le persone che si trovano nella sua medesima condizione e vivono la malattia in silenzio e nel dolore.

L’INCIDENTE – Come racconta il sito web di France 24 la vita di Chris è cambiata otto anni fa. L’istruttore di paracadutismo si lanciò assieme a un allievo da un aereo nei cieli della Florida. Aveva una telecamera legata alla testa che riprese ogni attimo di quel tremendo volo. Il giovane allievo si lanciò troppo velocemente e l’istruttore tentò di raggiungerlo per frenare la caduta. Purtroppo durante il tentativo di salvataggio la testa di Colwell picchiò contro il petto del ragazzo e l’istruttore si spezzò il collo. Fu salvato dal paracadute d’emergenza che si aprì automaticamente. Da allora Chris è paraplegico e la sua vita è completamente cambiata: oggi vive a Dubai e passa la maggior parte del suo tempo in casa. Nonostante incontri grandi difficoltà a scrivere e a postare i video, Chris afferma che Internet gli rende la vita meno difficile: «Ho cominciato a postare filmati su YouTube un anno e mezzo dopo essere diventato paraplegico. Ho iniziato pubblicando il video del mio incidente. Subito ho ricevuto svariate domande da ogni sorta di persona. Sono loro che mi hanno chiesto di postare filmati personali per dividere assieme pensieri e momenti di vita quotidiana».

AIUTO La maggior parte dei paraplegici preferisce vivere la propria infermità in silenzio – afferma Chris – ma l’unico modo per sentirsi ancora vivi è quello di uscire allo scoperto e dividere il proprio dolore con gli altri: «La scelta di mostrare la mia vita senza preoccuparmi dei giudizi della gente si è rilevata un’ancora di salvezza per altre persone che si nascondeva a causa della disabilità o per altri problemi. Nei miei video cerco di trasmettere alle persone l’idea che bisogna sentirsi vivi adesso e bisogna avere la volontà di cambiare». Dopo Chris anche altre paraplegici hanno imitato il suo esempio: «Ragazzi come Doug e Mac che io ho seguito da vicino e che adesso sono miei amici, hanno fatto passi da gigante mostrando la realtà delle loro vita attraverso i video. Aiutare le persone dà un significato alla mia vita. Ho fatto nuove amicizie grazie ai miei video e diversi sconosciuti son venuti a trovarmi in Florida quando vivevo ancora in America. Sebbene passi la maggior parte del mio tempo in casa e i miei movimenti siano limitati, Internet mi aiuta realmente a stare connesso con gli altri».

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Francesco Tortora
03 ottobre 2011

fonte:  http://www.corriere.it/salute/disabilita/11_ottobre_03/paraplegico-vita-youtube-tortora_4d5fbc12-eda0-11e0-8721-690dea02417b.shtml

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ROMA – Picchiò commessa per ottenere le sue dimissioni: arrestata commerciante

Riprendiamoci le nostre vite

Caricato da in data 17/apr/2011

Qualche giorno fa un servizio della trasmissione televisiva “Le Iene”, denunciava le violenze subite da una commessa della catena “Tezenis” nel centro commerciale di Porta di Roma, costretta dalla direttrice a firmare le dimissioni. Direttrice che tra l’altro si è dimostrata essere una nazifascista.

Questo caso, amplificato da “Le Iene” è solo la punta dell’iceberg della situazione di ricatto e precarietà continua a cui sono sottoposti migliaia di lavoratori e lavoratrici anche nelle cattedrali del consumo, senza possibilità di organizzarsi ne di far valere i loro diritti.

Tramite Facebook è stato convocato un presidio fuori il negozio che oggi pomeriggio ha costretto alla chiusura il punto vendita, praticando una vera e propria sanzione dal basso.

Assieme agli amici di Sara (la commessa che ha denunciato la sua ex principale), c’erano tant@ precari@ stanchi di vivere le loro condizioni di lavoro in solitudini che sono andati spontaneamente a portare la loro solidarietà e indignazione, e alcuni attivisti precari.

Verso lo sciopero del 6 maggio, che nessuno sia più sol@ di fronte a ricatti e precarietà!

SECONDO SIT-IN DAVANTI TEZENIS PORTA DI ROMA, 23 aprile 2011

Caricato da in data 24/apr/2011

Torna la protesta davanti al negozio Tezenis al centro Commerciale Porta di Roma (v. precedente nostro servizio). Sabato 23 aprile alle ore 16 c’era un centinaio di persone a ribadire il proprio disappunto sulla vicenda (commessa aggredita dalla datrice di lavoro). Contemporaneamente c’e’ stata una manifestazione (con megafono e distribuzione di volantini su tutto il primo piano) da parte di alcuni che hanno approfittato della situazione per rimarcare la scarsa attenzione sul mondo del precariato giovanile, trascurato dal mondo politico. Comunque, per ora la risposta del gruppo Calzedonia è stata la chiusura del negozio fino a martedì 26 aprile con la sospensione definitiva di affiliazione con la precedente gestione; ma soprattuto, l’azienda madre ha comunicato la gestione diretta del punto vendita. I sit-in sono conclusi, la parola, a questo punto, passa al giudice.

Visita: http://www.ingrandimenti.info
Su Facebook, cerca “Ingrandimenti” azienda (con il logo) e clicca su “Mi piace”.

Picchiò commessa per ottenere le sue dimissioni: arrestata commerciante

La donna su Facebook: non ho compassione nemmeno per i cani. Per lei arresti domiciliari per estorsione e minacce

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ROMA – I carabinieri della stazione Roma Nuovo Salario hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, per estorsione e lesioni, nei confronti di una donna di 38 anni, titolare di un negozio all’interno del centro commerciale a nord di Roma, “Porte di Roma”. Il provvedimento cautelare, emesso dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Antonio Calaresu, è conseguente alla querela presentata ai carabinieri, nei confronti della titolare del negozio, lo scorso mese di aprile, da una sua dipendente, nella quale la ragazza ha denunciato che la 38enne le aveva usato violenza e minaccia per costringerla a sottoscrivere le dimissioni dal lavoro.

La vicenda era stata resa nota da un servizio della trasmissione Le Iene e aveva avuto risonanza mediatica anche per i sit in di solidarietà organizzati al centro commerciale dai colleghi della commessa.

La commerciante su Facebook: mi inchino solo al Duce. «Non ho compassione nemmeno per i cani, io mi inchino solo davanti al Duce». Così Vera Emilio, 38 anni, la titolare di un negozio di una nota catena di abbigliamento intimo si rivolse a Sara, la commessa di 27 anni “rea” di aver chiesto il pagamento degli straordinari maturati.

Una lite furibonda, avvenuta il 27 dicembre dello scorso anno, consumata all’interno di uno dei camerini del negozio nel centro commerciale. La titolare, a cui oggi i carabinieri della Compagnia Montesacro, diretti dal maggiore Luciano Soligo, hanno notificato il provvedimento di custodia cautelare, giunse ad aggredire fisicamente la sua dipendente procurandogli ferite al costato: un vero e proprio atto punitivo (secondo l’accusa) durato circa 45 minuti al termine del quale Sara fu costretta, sempre con la forza, a firmare la lettera di dimissioni.

Medicata al Pronto soccorso alla giovane furono riscontrare ferite guaribili in cinque giorni. La vicenda scatenò la reazione delle altre dipendenti del negozio che organizzarono alcuni sit-in di protesta all’interno del centro commerciale nella zona nord di Roma.

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Lunedì 03 Ottobre 2011 – 09:54    Ultimo aggiornamento: 13:13

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=165135&sez=HOME_ROMA

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Vasco denuncia per diffamazione e il sito Nonciclopedia viene chiuso / Liberi liberi siamo noi (ma non sempre, eh!..)

Spiace dirlo, ma è un Vasco piccolo piccolo…

mauro

Vasco denuncia per diffamazione
e il sito Nonciclopedia viene chiuso

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La versione satirica della più celebre Wikipedia è oscurata in attesa che i giudici si esprimano su una pagina sarcastica che lo riguarda. E si scatena la protesta sul web, anche sul sito Facebook dell’artista

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di MAURO MUNAFO’

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Nonciclopedia, la versione satirica della più celebre Wikipedia, chiude i battenti per “colpa” di Vasco Rossi. Il rocker di Zocca ha presentato una denuncia per diffamazione contro il sito, portando gli amministratori del portale a oscurare l’intero archivio di dodicimila voci in attesa che i giudici si esprimano sulla vicenda. A diffondere l’annuncio dell’azione legale e dell’oscuramento dell’archivio è stato lo stesso staff: “Care lettrici, cari lettori, cari creditori. Nonciclopedia chiude a causa di una denuncia che Vasco Rossi ha sporto contro il sito. Vasco Rossi si è sentito diffamato dalla pagina che lo riguardava”, si legge nel comunicato pubblicato in rete 1, che poi va avanti nel tipico stile sarcastico e canzonatorio che ha reso famosa Nonciclopedia.

Secondo la ricostruzione fornita dagli amministratori, i legali di Vasco Rossi avrebbero presentato nel febbraio 2010 una denuncia contro la pagina “dedicata” al cantante e a poco sarebbero valse le spiegazioni sul funzionamento di Nonciclopedia e sul suo stile dissacrante e sopra le righe. In seguito alla convocazione presso la Polizia Postale, la community avrebbe prima deciso di rimuovere la pagina incriminata, salvo poi oscurare l’intero sito dopo una nuova convocazione presso la Polizia.

La notizia della chiusura di Nonciclopedia ad opera di Vasco si è subito diffusa online, alimentando le proteste degli utenti.

Sul sito dell’enciclopedia satirica 2sono già stati raccolti oltre 300 messaggi contro il cantante, ma è nei social network che le critiche si stanno diffondendo con maggiore rapidità.

La pagina Facebook del rocker, che conta oltre due milioni e mezzo di fan e questa estate è stata al centro delle cronache per i numerosi videoclip caricati da Vasco, è adesso invasa dai messaggi di protesta per l’azione legale contro Nonciclopedia. “Complimenti, bella mossa, vuole querelarmi per tutte le frasi che ho scritto sulla mia pagina Facebook contro di lei?” scrive Tommaso. “Spero che sia uno scherzo, ma se davvero hai calato anche tu la mannaia della censura su qualcun altro con che coraggio ti lamenti se anche gli altri tentano di censurarti? La libertà di parola è un bene ormai raro in questo paese”, ribatte Andrea.

Anche su Twitter i messaggi critici non mancano. Alle tre di notte circa è stato lo stesso account degli amministratori di Nonciclopedia ad informare dell’accaduto i suoi follower, suggerendo agli utenti del servizio di taggare i propri messaggi di protesta.

Per il sito satirico, nato nel 2005 e già famoso per il suo taglio aggressivo, non si tratta comunque del primo problema legale. Nel 2008 era stata l’associazione “Pronto Bambino”, con il sostegno del deputato dell’Udc Antonio de Poli, a sostenere che la voce “emo”  potesse diffondere manie suicide tra i più piccoli, tanto che fu anche presentata un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.

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03 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2011/10/03/news/sito_vasco_rossi-22604506/?rss

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lunedì 3 ottobre 2011

Liberi liberi siamo noi (ma non sempre)

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– Hai letto? Nonciclopedia chiude.
– Cosa? Cos’è Nonciclopedia?
– E’ quel sito che riprende l’idea di Wikipedia, ma in chiave comica, con voci che sbeffeggiano le originali.
– E perché chiude?
– Perché Vasco Rossi l’ha denunciato per diffamazione.
– Diffamazione? Ma c’era?
– Questo lo diranno i giudici. Il punto è che qua si mette in discussione il concetto stesso di libertà di espressione. Sai come funziona Nonciclopedia?
– Penso con lo stesso meccanismo di Wikipedia: la collettività partecipa a questo progetto e chiunque può inserire voci a proprio piacimento, creando così qualcosa di realmente partecipativo. Il concetto di web 2.0 insomma, ma in chiave satirica.
– Esatto. Ma ora questo progetto non ci sarà più perché per una singola voce contestata crolla tutta la baracca.
– Questo significa che anche noi, nella nostra azienda, dovremmo fare una seria riflessione circa il blog che curiamo, vero?
– Questo volevo dirti: noi lasciamo i commenti aperti, senza alcuna moderazione. In quanto amministratori del sito siamo responsabili circa tutto quanto lì sopra riportato, anche da terzi. Dobbiamo rivedere le procedure di pubblicazione e magari mettere un filtro moderatore.
– Ma la cosa va contro la nostra stessa logica aziendale. Volevamo abbattere le barriere comunicative e lasciare spazio libero a tutti…
– Non penso stiamo vivendo una sitazione socio-politica in grado di sostenere una piena libertà espressiva.
– Analisi impietosa.
– Più che altro mi disturba il pensare che un Vasco Rossi possa entrare qui da noi, denunciarci per un commento lasciato da un utente e vivere di rendita coi proventi della vittoria in tribunale.
– Come se ne avesse bisogno.
– Eh già (cit.).
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POVERO SILVIO – Caso Ruby, la difesa chiede lo stop: “Attendere il verdetto della Consulta”

03/10/2011 – IL PROCESSO A MILANO
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Caso Ruby, la difesa chiede lo stop: “Attendere il verdetto della Consulta”

La pm Boccassini si oppone: «No all’opportunità politica»

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Ruby Rubacuori e Silvio Berlusconi

Nell’ambito del processo Ruby 1, quello a carico del premier Silvio Berlusconi, imputato di concussione e prostituzione minorile, la difesa ha chiesto ai giudici di sospendere il processo in attesa del giudizio della Consulta sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

La Consulta si riunirà il 7 febbraio del 2012. I legali di Silvio Berlusconi, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno allegato alla loro richiesta il parere di due professori ordinari, uno dell’Università di Catania e uno dell’Università di Roma Tre, nei quali si spiega l’opportunità di sospendere il processo.

A sostegno della loro tesi hanno citato la decisione di bloccare le udienze in attesa di un verdetto della Consulta sul segreto di Stato preso dai giudici nel procedimento Abu Omar. Inoltre, hanno fatto presente Ghedini e Longo che non c’è urgenza di processare il premier perchè non è detenuto. Il processo è stato sospeso e riprenderà alle 13,30: i giudici devono decidere se accogliere le richieste della difesa.

Il pm Ilda Boccassini, replicando alla difesa di Silvio Berlusconi, ha chiesto al tribunale di dichiarare infondata la richiesta di sospensione del processo in attesa del giudizio della Consulta sul conflitto di attribuzione. «Quello che è stato chiesto – ha detto la Boccassini – non è previsto dal codice di procedura penale e non è un caso che la legge prevede tassativamente». Quindi, secondo il magistrato, rimane da discutere se la sospensione è una questione di opportunità. A suo giudizio è una questione «residuale». «Inoltre – ha aggiunto – credo che in un’aula di tribunale non deve passare il concetto di opportunità politica, è un argomento che non può essere sfiorato».

La Boccassini ha quindi insistito sull’infondatezza della richiesta della difesa. Ora i giudici sono in camera di consiglio per la decisione. Ilda Boccassini, nel suo breve intervento per chiedere ai giudici di respingere la richiesta della difesa Berlusconi, ha citato anche altre due occasioni in cui era «imputato Silvio Berlusconi» e dove fu rigettata la stessa istanza e cioè il processo Lodo Mondadori-Imi Sir e quello sul caso Sme in cui però fu l’ex ministro Cesare Previti a chiedere di sospendere il procedimento. Il pm, nel ritenere che la questione sollevata questa mattina dai difensori del premier è «totalmente infondata» si è appellato a due principi: la rapidità che è imposta dalla Costituzione e «la presunzione di non colpevolezza». Principi che secondo la pubblica accusa «sono da ostacolo a qualsiasi criterio residuale, che è quello di opportunità».

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fonte:  http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/423128/

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OPPOSIZIONE? SI, AGLI ITALIANI – Italia: come e quanto l’opposizione ha salvato la maggioranza (una votazione su tre)

Openparlamento: “FINZIONE DELLA RAPPRESENTANZA”

Italia: come e quanto l’opposizione ha salvato la maggioranza

L’opposizione una volta su tre ha votato a favore del Governo,evitando che la maggioranza andasse sotto. I dati della ricerca di Openpolis mostrano che parlamentari troppo spesso dimenticano da chi sono stati eletti


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Il Governo Berlusconi annaspa e in Parlamento sono sempre più frequenti i casi in cui la maggioranza va sotto nelle votazioni per approvare i propri disegni di legge: cento volte dall’inizio della legislatura. In realtà, però, potevano essere ben 5.098. È questo il dato che emerge da uno studio condotto dal sito Openparlamento.org, gruppo di studio legato a Openpolis, secondo cui i voti o le assenze dell’opposizioni hanno salvato la compagine di governo in media più una volta ogni tre votazioni. (SCARICA IL DOCUMENTO QUI)

Correva l’anno 2008. Il Governo Berlusconi muoveva i primi passi e l’attività parlamentare era fervente come mai nel resto della legislatura. E le opposizioni hanno disteso un tappeto rosso per far passare i disegni di legge proposti dal Governo. Nel 58 percento dei casi, Partito democratico, Italia dei valori e Popolo della libertà hanno votato all’unisono. L’11 giugno si votava per il salvataggio dell’Alitalia: il Governo l’ha spuntata per 23 voti. Gli onorevoli dell’opposizione che hanno  disertato l’aula o che hanno votato con Pdl e Lega sono 24.

Con il 2009 la tendenza s’inverte: erano i tempi in cui nella maggioranza iniziava a palesarsi la prima profonda frattura fra finiani e berlusconiani. Poi, in questi primi sei mesi del 2011, le “votazioni-fotocopia” scendono all’11 percento, forse perché si sente nell’aria il profumo di nuove elezioni. Ma questo non impedisce all’opposizione di soccorrere la maggioranza in più di un’occasione. Per esempio l’approvazione dello scudo fiscale, tra settembre e ottobre del 2009, quando dall’aula di Montecitorio mancavano 20 voti per fermare il condono voluto da Tremonti. E gli assenti sono stati 30. Oppure la legge sul rimpatrio e sull’allungamento dei tempi di detenzione di Cie, nel luglio di quest’anno: la maggioranza ha vinto di sedici lunghezze e all’appello mancavano 36 “no” dell’opposizione.

Il segretario democratico Pierluigi Bersani ha potuto più di Saverio Romano, ex Udc passato tra i Responsabili e ora alla guida del ministero dell’Agricoltura. Il leader del Pd ha salvato il governo 2.306 volte, mentre Romano  1.237. Altissimi in classifica anche l’irriducibile leader Idv Antonio Di Pietro, terzo a quota 2.019 e Massimo D’Alema, poco sotto, a 2.003. Chi alla Camera si è più opposta ai ddl del Governo è stata invece Rosy Bindi, che in sole 12 occasioni ha seguito le orme della maggioranza o non si è presentata in aula.

Al Senato, i voti sono più ondivaghi. Il periodo in cui più volte le opposizioni hanno soccorso la maggioranza è stato il primo semestre del 2009, dove accadeva una volta su due. Ci sono state votazioni cruciali in cui l’opposizione non ha fatto quel che doveva. Tra le tante, la legge sul terremoto in Abruzzo, con cui Berlusconi ha potuto condurre l’emergenza e la ricostruzione a suo piacimento. Anche tra i parlamentari di Palazzo Madama, il podio dei “soccorritori” è occupato da nomi illustri: la radicale Emma Bonino (1.331 voti), il presidente della Commissione vigilanza Rai Sergio Zavoli (Pd, 1.128 voti) e Franco Marini, colonna portante dell’ala cattolica dei democratici (890 voti).

La conclusione di Openparlamento non ammette repliche: quella parlamentare è una “finzione della rappresentanza“. Al posto che rispondere al mandato degli elettori “molti, anche se non tutti per fortuna” , sono così presi da altre attività da ridurre quella parlamentare a “un’incombenza ben remunerata“. E intanto al Viminale è arrivato il pacco da un milione e 200mila firma per l’abrogazione della “legge elettorale porcata”. Segno che la società civile vuole tornare a scegliere chi mandare in Parlamento.

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03 ottobre 2011

fonte:  http://it.peacereporter.net/articolo/30783/Italia%3A+come+l%27opposizione+ha+salvato+la+maggioranza

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LA LEGA SI ‘SLEGA’ – Padania, scontro tra Tosi e Calderoli. Il ministro: sei fuori dallo statuto

Padania, scontro tra Tosi e Calderoli
Il ministro: sei fuori dallo statuto

Il sindaco: la discussione sul popolo padano è filosofia
Bossi rassicura: troppi parlano a vanvera. Di Pietro: va curato


Sconcerto.. – fonte immagine

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ROMA – Si incrinano i rapporti nella Lega. Una crepa l’ha aperta oggi Flavio Tosi, sindaco di Verona che taglia corto sulla discussione relativa alla Padania: è filosofia. Immediata la replica di Calderoli: è fuori dallo Statuto, sono amareggiato.

Tosi: non serve la discussione sulla Padania. «Io sono veronese, veneto, padano, italiano, europeo, basta non c’è altro». Con una risposta diplomatica il sindaco di Verona Flavio Tosi, della Lega, ospite di “24 Mattino” su Radio 24, liquida la questione della secessione e il dibattito sulla Padania: «È un argomento che non serve – ha aggiunto Tosi -. Possiamo discutere se la Padania esiste o non esiste, dove inizia o finisce. Possiamo parlare del popolo padano o veneto, siciliano, juventino o milanista. È filosofia, ma i problemi del Paese restano. Mi piace stare sulle cose concrete, il federalismo, le riforme. Sul tema Padania si rischia di dividersi e non è il momento».

L’attuale legge elettorale è una schifezza. «È una schifezza l’attuale legge elettorale che non consente di scegliere gli eletti, è una bruttissima legge ma venne fatta con uno scopo preciso: garantirsi la vittoria elettorale in quel momento». Ha aggiunto Tosi. Una certezza però c’è per Tosi, Berlusconi ha finito il suo ciclo politico: «Intanto è una questione anagrafica. Poi l’impressione mia è che mentre una volta Berlusconi era un leader veramente amato dagli italiani, oggi non è più così. Non c’è più il feeling di una volta. È normale, per chiunque c’è un ciclo che inizia e finisce».

Calderoli: non sono assolutamente d’accordo con Tosi. «Dissento profondamente rispetto alle dichiarazioni odierne rilasciate dal sindaco Flavio Tosi in merito alla Padania e ne sono particolarmente amareggiato. Le stesse dichiarazioni, infatti, contrastano apertamente con le finalità previste dall’articolo 1 del nostro statuto: finalità che Tosi, come vecchio militante, dovrebbe ben conoscere e soprattutto rispettare». Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli.

Bossi sceglie una festa della Lega per rassicurare gli alleati e il suo elettorato sul federalismo. Attacca i suoi che esagerano con le dichiarazioni ma non lesina critiche nemmeno agli imprenditori.

Troppa gente parla a vanvera. «Nella Lega ultimamente vedo troppa gente che parla a vanvera, troppa gente. Addirittura mi fa passare la voglia di far politica tutta questa gente che parla e parla. La gente ci doveva essere all’inizio a fare la Lega, questa gente non c’era». Ha detto Umberto Bossi, parlando la notte scorsa durante la festa leghista a Buguggiate, in provincia di Varese.

«I soldi per fare la Lega li ha messi mia moglie – ha aggiunto Bossi – che ci diede addirittura la prima sede, casa sua, perchè non avevamo altro. C’è tanta gente che parla, io conosco la verità di quei tempi, chi c’era e chi no. Quelli che parlano non c’erano e parlano solo per farsi vedere».

Federalismo: Napolitano firmerà.
«Io e Calderoli stiamo finendo bene adesso il federalismo, e penso che il presidente della Repubblica firmerà. Però diciamo che è facile dire da Napoli e da Roma che la Padania non esiste per tranquillizzare, ma tutti hanno capito che l’Italia non tiene più». Ha aggiunto il leader del Carroccio. «L’talia non ha più i mezzi economici, nonostante le manovre che fa Tremonti nel tentativo di non farsi squalificare dall’Europa».

Meno tasse alle imprese ma imprenditori facciano di più. «Se gli imprenditori stanno gridando, troppo secondo me, è perché anche loro qualche difetto ce l’hanno, non c’è più nessuno che è capace di inventare un lavoro». «Oggi quel che vedo è che certo un po’ di tasse in meno farebbe bene alle imprese, ma anche un po’ di idee in più – ha aggiunto Bossi -, un po’ di capacità in più a investire nel futuro in nuovo lavoro non farebbe male». Per questo, secondo Bossi, è «inutile dire che è colpa della politica: è colpa di tutti, è colpa di quelli che avevano in mano il volante e non hanno saputo guidare, sennò è troppo semplice dire che è colpa di Berlusconi». «Quello – ha concluso il leader della Lega – avrà le sue colpe, ma non è che quando piove è sempre colpa di Berlusconi».

Siamo leali, non abbandoniamo.
Torna ad assicurare lealtà al Governo il leader della Lega. «Non si può fare un accordo, andare a votare e poi abbandonare. Quando vengono le elezioni si può evitare di andare assieme, si può che la Lega va da sola, sapendo già però che con questo vince la sinistra, per capirsi».

Di Pietro: Bossi va curato o è eversivo. «Delle due l’una: o Bossi ha bisogno di essere curato o è un eversivo, nel senso che vuole portare avanti un’azione eversiva ai sensi del Codice Penale». Lo afferma il leader dell’Idv Antonio Di Pietro. «Sia in un caso che nell’altro – continua – io credo che non possa essergli permesso di stare al governo in un Paese civile e democratico. Ma siccome ci sta, e siccome lo difendono pure a me pare che non c’è altra soluzione che tornare alle urne, sperando che i cittadini si rendano conto che si sta distruggendo il Paese in nome di ciò che sembra una boutade ma poi si scopre che è reale».

Menia (Fli): Bossi farnetica. «Le farneticazioni di Umberto Bossi proseguono a tutto spiano. Siamo convinti che ormai nemmeno l’utopia della Padania servirà a tranquillizzare l’elettorato leghista, più acuto e più sensibile alle dinamiche della politica nazionale di quanto creda il Senatur». Lo afferma Roberto Menia, coordinatore nazionale di Futuro e Libertà. «Gravissimo, poi – prosegue Menia – è che un ministro della Repubblica sostenga, senza alcuna remora nè un briciolo di vergogna, che la ricetta alla gravissima crisi strutturale dell’Italia sia la secessione, per di più dopo i sempre più frequenti moniti del presidente Napolitano. Anche la Lega di Bossi ha evidentemente fatto il suo corso, ha perso quella sintonia coi cittadini del nord che l’ha tenuta rigogliosamente in vita per tutti questi anni e ora arranca alla ricerca di una exit strategy difficile da mettere in atto», conclude il coordinatore di Fli.

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Lunedì 03 Ottobre 2011 – 10:18    Ultimo aggiornamento: 14:02

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=165143&sez=HOME_INITALIA

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A Tunisi il raduno dei blogger arabi “Che accadrà dopo la Primavera?”

Tunisian blogger Lina Ben Mhenni, 27, who chronicled the revolution in her country, has been tipped as a possible winner of this year’s Nobel Peace Prize. Shashank Bengali / MCT via Getty Images) – fonte

LA CONFERENZA

A Tunisi il raduno dei blogger arabi
“Che accadrà dopo la Primavera?”

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Circa 200 attivisti e cibernauti nella capitale che ha dato il via alle rivolte in Nordafrica e Medio Oriente per partecipare all’Arab Bloggers 2011. Negato il visto ai blogger palestinesi

A Tunisi il raduno dei blogger arabi "Che accadrà dopo la Primavera?"

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TUNISISarà il primo raduno dei blogger delle “primavere arabe” da quando questi movimenti nazionali, accomunati dalla richiesta di democrazia e diritti e resi globali anche grazie ai social media, hanno rovesciato con la forza della piazza il regime tunisino e quello egiziano e fatto da retroterra alla rivoluzione armata libica. Sono attesi circa 200 blogger a Tunisi per l’Arab Blogger 2011 1, per dibattere di cyberattivismo, ruolo dei social media e prospettive future.

Si tratta del terzo incontro dei blogger arabi – i precedenti si erano tenuti a Beirut nel 2008 e nel 2009 – e il co-organizzatore dell’evento Malek Khadraoui, amministratore del sito tunisino Nawaat, ha detto alla France Presse che il filo conduttore sarà il ruolo dei social media nel periodo della transizione democratica: “E un incontro eccezionale. Ci sono state tre rivoluzioni arabe e la maggior parte dei blogger invitati vi sono stati coinvolti. Qui avranno modo di incontrarsi di persona e sviluppare le reti di solidarietà”. Simbolica la scelta di Tunisi “perché è qui che il ballo è cominciato”. Si parlerà delle rivolte in corso in questi giorni, con sorti incerte, dal Bahrein, alla Siria, allo Yemen. Non ci saranno le voci dei palestinesi, perché la Tunisia ha negato il visto ai blogger palestinesi che ne avevano fatto richiesta. E non si ha neanche notizia di blogger yemeniti invitati.

Il forum comincia oggi e durerà tre giorni (possibile seguirlo su twitter con l’hashtag #AB11). Tra i temi affrontati, l’implicazione dei blogger e dei tweeps nella vita politica (sette internauti sono candidati alle elezioni del 23 ottobre prossimo), il ruolo di WikiLeaks nelle primavere arabe, l’affidabilità delle informazioni e il rapporto con i mainstream media, il “governo” dell’it e la protezione degli attivisti digitali. Senza dimenticare che proprio in queste ore alcuni famosi blogger arabi, come la tunisina Lina ben Mhenni o l’egiziano Wael Ghonim sono candidati al premio Nobel per la pace, che verrà assegnato il 7 ottobre a Oslo.

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03 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/03/news/raduno_tweeps_tunisia-22561594/?rss

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