Archivio | ottobre 15, 2011

LA VERITA’ – Roma 15 ottobre 2011, il Videoracconto delle violenze

Roma 15 ottobre 2011, il videoracconto delle violenze

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di Lorenzo Galeazzi

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Dopo i danneggiamenti degli incappucciati in via Cavour, con vetrine spaccate, negozi saccheggiati e auto date alle fiamme, le stesse scene si ripetono dalle parti del Colosseo. I manifestanti pacifici gridano “fascisti, fascisti” ai facinorosi cercando di allontanarli. Ma loro rispondono lanciando fumogeni e sassi contro la maggioranza non violenta del corteo. Dopo ore che i violenti vengono lasciati agire indisturbati, alla fine, in via Labicana, intervengono le forze dell’ordine. Ma sono impotenti. La battaglia si sposta in piazza San Giovanni, dove è già arrivata la testa del corteo pacifico. Nella piazza è il caos e i manifestanti pacifici si trovano nella morsa della guerra fra il “blocco nero” e forze di polizia. E come spesso accade, sono loro i primi a farne le spese.

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fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/roma-15-ottobre-2011-il-videoracconto-delle-violenze/164149/

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Indignados, un fallimento tutto italiano / Guastatori a volto coperto e disordine pubblico in divisa

Indignados, un fallimento tutto italiano

Una meravigliosa occasione perduta

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I cosiddetti Indignados italiani hanno fallito. O, forse, noi italiani non abbiamo compreso a fondo il significato dell’indignazione.
Si dirà che c’erano molti pacifici che credevano di marciare pacificamente; si dirà che una frangia violenta ben organizzata, magari con il supporto di elementi stranieri, ha rovinato una manifestazione bellissima. I black bloc sono diventati un alibi troppo scontato in un modo di manifestare diventato anacronistico, ancorato a schemi che hanno almeno 50 anni di vita, modelli che il potere politico finanziario è ben preparato a fronteggiare. È impossibile evitare la violenza dei ragazzi vestiti di nero? Sicuramente è possibile tenerli fuori dalla festa.

È proprio in questo che gli organizzatori della manifestazione italiana (unica in Europa ad aver preso questa piega vergognosa) hanno fallito. Quello degli Indignados è un movimento nuovo, fresco, creativo, improvvisatore. A Roma il tutto è stato pianificato come una qualsiasi manifestazione sindacale con il classico raduno in Piazza della Repubblica e fine corsa a Piazza San Giovanni. Nulla di nuovo. Come nuove non erano le presenze alla manifestazione: bandiere di Sinistra e Libertà, dei Cobas, del Partito comunista dei lavoratori, dei No Tav non avrebbero dovuto esserci. Tanto meno il gruppo del “no tessera del tifoso”. Sì, c’erano anche loro.

Le manifestazioni di Spagna, Israele e soprattutto di Wall Street hanno insegnato che non ha senso marciare senza senso e che soprattutto i numeri non contano: sono più efficaci 300 persone che arrivano all’improvviso nel cuore finanziario di un Paese che non un milione di persone davanti a una basilica.

E ancora i cori: sempre “Silvio pedofilo”, “Silvio vaffanculo”. È tutto molto limitato e cieco. Gli Indignados si muovono contro un sistema asfissiante politico-finanziario, di cui fanno parte tutti, anche i sindacati. Il bersaglio non è un solo governo e gli Indignados, per definizione, non possono e non devono sopportare il cappello di alcun partito. Magari, un giorno scopriremo che un corteo silenzioso, sobrio, senza musica e alcol spaventerebbe maggiormente i vampiri che ci guardano dall’altro.

Non sono state portate idee, nessun programma, nessuna richiesta, nessuna pretesa. Gli Indignados italiani hanno perso una grande occasione e ne sono responsabili perché da domani non si parlerà del futuro delle nuove generazioni, della disperazione delle vecchie, ma di una manifestazione con centinaia di migliaia di persone rovinata da un gruppo di criminali vestiti di nero.

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15 ottobre 2011

fonte:  http://it.peacereporter.net/articolo/31028/Indignados%2C+un+fallimento+tutto+italiano

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VIDEO: 15 ottobre, manifestazioni in Giappone, Svizzera, Corea    

VIDEO: 15 ottobre. Australia     World wide rebel song, considerato l’inno degli indignati Usa

La mappa globale di tutte le manifestazioni     15 ottobre, l’indignazione non basta

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15/10/2011

#OCCUPY

Da tutto il mondo. Indignati e proteste, le immagini di una nuova realtà nelle piazze del pianeta

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Indignati e indegni

Le solite vecchie e consunte dinamiche rovinano la festa degli indignati italiani. Guastatori a volto coperto e disordine pubblico in divisa

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Il 15 ottobre italiano sarà solo, ancora una volta, ordine pubblico. I fatti: gruppi di incappucciati, organizzati, con strumenti pensati e nascosti e qualcosa che assomiglia a un piano di azione. Italiani, stranieri, questo si capirà man mano.

Una gestione dell’ordine pubblico che l’eufemismo della politica chiama ‘contenimento’. Ma le immagini che fanno il giro del mondo hanno mostrato anche altro.

Blindati, idranti, cellulari di polizia e Finanza, all’inizio, poi carabinieri che hanno fatto irruzione in Piazza san Giovanni – sede concordata – rincorrendo qualche sparuto gruppo di ‘duri’, con caroselli degni degli anni 70. Bestioni di nuova generazione lanciati a velocità vergognosa nel mucchio dei manifestanti. Piazza San Giovanni ha qualche cosa di irreale, in questo alternarsi di ondate fra sassi e paletti, cartelli e qualsiasi cosa si possa gettare e quel ‘contenimento’ che ha risposto rigettando sassi e bottiglie contro i manifestanti, una pioggia di lacrimogeni (Cs? Quelli vietati dalle convenzioni sulla guerra?) manovre insensate di alcuni mezzi che si sono trovati isolati e facile preda di chi poi li distrutti e incendiati. È il grande tema dell’ordine pubblico e della gestione della piazza. Che non si esaurisce nell’analisi di quello che accade in piazza e per le strade. Ma che dovrebbe, deve, essere esercitata soprattutto attraverso la strada della prevenzione.

Ci sono alcune domande senza risposta, senza fare i complottisti a tutti i costi.

Perché non si avevano tutte le informazioni su chi sarebbe arrivato – da tempo ci risulta – a disturbare il grosso della manifestazione, una bella manifestazione, partecipata e colorata?

Perché sul percorso, via Cavour, di una manifestazione che ha fra le parole d’ordine la critica radicale del profitto, si lasciano una Mercedes e un Suv? (il che non legittima l’incendiare una macchina, sia chiaro)

Perché una sede distaccata del ministero della Difesa viene lasciata sostanzialmente incustodita?

Come è possibile che si arrivi ancora all’utilizzo di mezzi pesanti in spazi stretti, che creano ancora una volta l’effetto benzina sul fuoco, in senso anche letterale del termine?

Le domande le giriamo al Questore di Roma e al ministro degli Interni. E a tutti gli analisti che in questi anni ci hanno raccontato le gravissime lacune di un ordine pubblico incapace di gestire situazioni ormai prevedibili e note. La presenza di gruppi organizzati, nerovestiti ma non solo, è l’altro corno del problema. Sono arrivati fra i tanti appuntamenti proprio a Roma. Ma in questo, almeno, si sono registrati più casi di espulsione dal corteo, fino ad arrivare a qualche calcio e pugno. Mentre il quesito su quanti fossero infiltrati, da organismi patriottici o dall’estrema destra romana, rimane per ora nell’aria.

Scorrono le immagini di decine di manifestazioni nel mondo, scorrono le parole d’ordine e gli slogan di un movimento strano, ma che è in piazza e che unisce trasversalmente diverse esigenze e che critica radicalmente il metodo rappresentativo della politica, chiedendo maggiore partecipazione e la fine di un pensiero economico e finanziario che ha strangolato oltre un secolo di storia globale. Noi siamo ancora qui a farci domande vecchie, a riproporre schemi consumati, a indirizzare il dibattito nazionale ancora una volta sui violenti. Ecco perché tutte queste domande, perché il dibattito deve sempre cadere lì.

Le decine di migliaia di persone che hanno sfilato con un’idea, con un sentimento, non faranno notizia. Qui sta tutto il paradosso. Si muovono per chiedere visibilità, in un movimento planetario che rifiuta dinamiche sorpassate. E con dinamiche sorpassate quel movimento si prova a soffocarlo, nella culla.

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15 ottobre 2011

fonte: http://it.peacereporter.net/articolo/31029/Indignati+e+indegni

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SULLA ‘USCITA’ DI ELKANN – Che strano, adesso casa Agnelli si chiama ‘Paese’…

Elkann esce in anticipo da Confindustria
«Ma continuo a lavorare per il Paese»

Bombassei: auspichiamo che Fiat ritorni, ma non ci sarà un effetto valanga


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ROMA – Con tre mesi d’anticipo sulla tabella di marcia indicata dalla Fiat, John Elkann lascia Confindustria. In una lettera a Emma Marcegaglia, il presidente del Lingotto spiega: «La fine dei miei impegni negli organi direttivi di Confindustria non cambia né i nostri rapporti personali né gli intendimenti che da sempre ci vedono uniti: sono certo che entrambi continueremo a lavorare con passione e determinazione per assicurare le migliore prospettive di sviluppo all’industria italiana». Da Stresa il vicepresidente di viale Astronomia, Alberto Bombassei, giudica coerente la scelta di Elkann, ma auspica «un ripensamento della Fiat», e che «ci sia una normalizzazione dei rapporti e la possibilità di continuare a collaborare come abbiamo fatto per cento anni».

«Faccio seguito ai nostri recenti contatti – dice John Elkann, che in Confindustria ricopriva il ruolo di presidente del comitato per lo sviluppo nei grandi Paesi emergenti – e in particolare quanto abbiamo condiviso in relazione all’uscita di Fiat da Confindustria, a partire dal primo gennaio 2012. Convinto della necessità di questa scelta – prosegue Elkann nella lettera datata 6 ottobre – avevo peraltro maturato l’intenzione di portare a termine gli impegni associativi fino a quella data. Ma la stima che mi lega a te e il rispetto che nutro nei confronti di Confindustria mi inducono a un gesto di ulteriore chiarezza, lasciando da oggi stesso l’incarico che mi era stato assegnato, nell’interesse dell’autonomia e dell’indipendenza dell’associazione».

Bombassei, indicato come possibile successore di Marcegaglia, minimizza sul possibile “effetto valanga” della scelta di Fiat di lasciare Confindustria: «Quando qualcuno fa qualcosa di clamoroso – osserva – c’è una pletora di persone che seguono. Ci sono tanti che vogliono fare i piccoli Marchionne e vogliono vivere un momento di celebrità. C’è qualche azienda che sbandiera l’uscita, ma ce ne sono anche ogni anno tre o quattro che entrano in Confindustria. C’è chi va e chi viene. Non siamo né un Rotary né un circolo del golf, ma un’associazione libera, rispettiamo le scelte di tutti». Poi un richiamo interno: «Dobbiamo fare un po’ di autocritica. Confindustria ha bisogno di rinnovarsi sulla scia di quanto fatto da Montezemolo e Marcegaglia, ma dobbiamo farlo in maniera più decisa».

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Sabato 15 Ottobre 2011 – 19:27    Ultimo aggiornamento: 19:28

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=166624&sez=HOME_ECONOMIA

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A Malnate un necrologio padano “Nella Lega la democrazia è morta”

A Malnate un necrologio padano
“Nella Lega la democrazia è morta”

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A Malnate un necrologio padano "Nella Lega la democrazia è morta"
QUI ALTRE FOTO

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A Malnate un annuncio funebre per rilanciare la polemica. Sulle vetrate  della sede della Lega Nord della cittadina di oltre quindicimila persone in provincia di Varese,  qualcuno ha appeso un manifesto con la scritta “Nella Lega la democrazia è morta”. Sarà probabilmente a causa del clima di grande tensione che si respira nel movimento, sarà perché originariamente l’attuale sede del Carroccio ospitava un’onoranza funebre, fatto sta che qualcuno, forse un simpatizzante o un  militante, ha affisso il cartello con tanto di bara disegnata al centro. La parola “Democrazia” è il defunto che idealmente riposa in pace nel feretro di carta. Sul necrologio campeggia il volto del  vicesindaco di  Buguggiate, Alessandro Vedani. Uno dei simboli della durissima resa dei conti che da qualche tempo bossiani e maroniani stanno portando avanti. Il maroniano Vedani, indicato peraltro come uno dei possibili epurati, ha preferito evitare commenti per non inasprire ulteriormente i toni già particolarmente accesi: “In questo momento – dice l’esponente di spicco del Carroccio – il miglior commento è il silenzio”. Fatto sta che con il goliardico necrologio padano qualcuno ha forse voluto manifestare solidarietà e vicinanza a chi di questi tempi nei giochi di potere rischia addirittura l’espulsione  dal partito. Dopo qualche ora il cartello è stato staccato ma intanto era stato già notato da numerosi passanti divertiti (Pino Vaccaro)

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15 ottobre 2011

fonte:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/10/15/foto/malnate_il_necrologio_padano_lega_la_democrazia_morta-23293704/1/?rss

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Il maltempo sferza la Sicilia. Allagamenti a Catania. Proteste dei cittadini: alcuni salgono sui tetti, altri bloccano l’accesso all’aeroporto

Crolli nel cimitero di Mazara del Vallo

Il maltempo sferza la Sicilia
Allagamenti a Catania

Proteste dei cittadini: alcuni salgono sui tetti, altri bloccano l’accesso all’aeroporto. Voli in ritardo di ore


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MILANO – Mentre a nord splende il sole, il maltempo colpisce il Meridione e in particolare la Sicilia. In Calabria a causa del forte vento è stato disposto il divieto per i mezzi pesanti di percorrere il tratto cosentino della statale 18. Numerosi gli interventi dei Vigili del fuoco anche in Campania, sempre a causa del forte vento che sta interessando Napoli e provincia.

CATANIA – La situazione più critica è nel Catanese. Nel capoluogo etneo il villaggio Santa Maria Goretti si è allagato nonostante gli interventi conclusi nel febbraio scorso, sul torrente Bummacaro. L’accesso nell’aeroporto di Fontanarossa è stato bloccato dalle prime ore di sabato dagli abitanti dei quartieri vicini allagati. Alcuni per protesta sono saliti sui tetti. Bloccati anche equipaggi delle compagnie aeree, il cui mancato arrivo in aeroporto ha reso impossibile il decollo di alcuni voli, tra cui quello diretto a Milano Linate che, con 200 passeggeri a bordo, è stato costretto ad attendere per il decollo l’arrivo a Fontanarossa di un apposito equipaggio da Milano con un ritardo di cinque ore. Un pullmino che trasportava un equipaggio che forse voleva forzare il blocco, è stato colpito: si è rotto un finestrino e una hostess è stata leggermente ferita a una mano. Il nubifragio che si è abbattuto su Catania ha causato l’esondazione del torrente Forcile con allagamenti nei rioni di San Giuseppe la Rena e Plaia. Sul posto stanno operando il personale del Comune, la polizia municipale e la Protezione civile. L’allagamento ha colpito anche un circo e i parcheggi del Palaghiaccio, dove sono in corso i mondiali di scherma, che hanno proseguito il programma. In un complesso edilizio di Aci Castello l’acqua è entrata nelle abitazioni raggiungendo il livello di un metro, un uomo si è salvato uscendo dalla finestra. Sul posto sono intervenuti anche i sommozzatori di vigili del fuoco.

SICILIA – Squadre in azione nel cimitero di Mazara del Vallo dove un cedimento ha distrutto una quarantina di loculi e danneggiato alcune bare. Il forte vento e il mare forza 7 continuano a isolare quasi del tutto le Eolie. Pompieri e Protezione civile sono impegnati a Lipari per allagamenti. Una frana nella borgata di Quattropani ha isolato una decina di famiglie. Allagamenti in numerose zone di Palermo con decine di segnalazioni da parte di automobilisti intrappolati. Il sindaco ha insediato un tavolo tecnico permanente per fronteggiare i disagi. Problemi anche a Ficarazzi e Villabate.

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Redazione Online
15 ottobre 2011 18:02

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_15/maltempo-sicilia-catania_f97274ea-f732-11e0-9ce3-b3213c3a5a87.shtml

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Maltempo, Catania in ginocchio
Sindaco chiede lo stato di calamità

Gli abitanti del rione Santa Maria Goretti hanno occupato le vie della zona rallentando la circolazione

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CATANIA – Per protestare contro i continui allagamenti in strade e abitazioni dopo violenti acquazzoni gli abitanti del rione Santa Maria Goretti di Catania hanno bloccato le vie della zona, rallentando così il traffico, privato e pubblico, verso l’aeroporto. I passeggeri dei voli sono costretti a raggiungere lo scalo a piedi. Intanto il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli nella tarda mattinata di oggi ha convocato a Palazzo degli elefanti una riunione coi tecnici comunali, presenti anche l’assessore comunale alle manutenzioni Sebastiano Arcidiacono e il responsabile della protezione civile regionale per la Sicilia orinetale Giovanni Spampinato per coordinare gli interventi necessari a fronteggiare i danni causati dalle intense precipitazioni che hanno allagato parte del rione Goretti. Una serie di concause, hanno spiegato i tecnici al sindaco che ha chiesto una relazione in merito, avrebbe causato l’esondazione del torrente Forcile nonostante i lavori fossero stati eseguiti due anni e poche settimane addietro si fosse provveduto da parte del Comune a effettuare una pulizia sommaria degli intasamenti che impediscono il deflusso delle acque.

STATO DI CALAMITA’ – Alla parte finale dell’incontro ha partecipato anche una rappresentanza dei residenti di SantaMaria Goretti e il presidente della Municipalità. Il sindaco ha garantito l’invio immediato, compatibilmente alle condizioni meterologiche, di mezzi idonei a rimuovere parte dei residui che ancora ostruiscono il normale deflusso delle acque e ha anche reso noto che con somma urgenza nel giro due giorni verranno effettuati altri interventi che i tecnici valuteranno necessari. Il sindaco ha dato disposizioni anche per fare una stima dei danni che hanno riguardato anche altri parti della città con crolli di cornicioni e lo smottamento di una parte della collina San Teodoro in zona Librino. «Siamo di fronte a un evento atmosferico di eccezionale portata –ha detto Stancanelli- per questo già lunedì inoltrerò alla Regione richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale, perchè di questo si è trattato se si considera che piove da oltre dieci ore ininterrottamente. Per quanto ci riguarda –ha aggiunto il sindaco- faremo come sempre la nostra parte per rimuovere le condizioni di pericolo e non lasceremo nulla al caso per accertare eventuali negligenze e responsabilità sia all’interno del Comune su chi è preposto a vigilare e intervenire, ma anche nei confronti di altri soggetti pubblici e privati che siano. Solo lunedì saremo in grado di fare una stima dei danni che comunque sono ingenti, da cui potranno seguire gli altri lavori susseguenti a quelli di primo intervento che sono già in corso».

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Redazione online
15 ottobre 2011

fonte:  http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/15-ottobre-2011/protesta-contro-allagamenti-trafficoal-rilento-ritardi-voli-fontanarossa-1901830797575.shtml

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A ROVIGO – Operai e «padroni» in corteo «Marciamo insieme per non morire»

Operai e «padroni» in corteo
«Marciamo insieme per non morire»

Unindustria, Confesercenti, Confagricoltura e Cisl si mobilitano per «un cambiamento di passo»

Manifestazione per chiedere «un cambiamento di passo al governo per stimolare la crescita»
GUARDA LA GALLERY

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ROVIGO – Non è un caso, forse, che il segnale arrivi proprio dal nord-est. E da quel Polesine che la storia ricorda messo in ginocchio dall’alluvione del 1951. Come dire: «Siamo qui anche ora in ginocchio, ma uniti e pronti a rialzarci». Certo questa volta non è una calamità naturale ad animare la passione civile del Rodigino. Ma la Grande Crisi – le cui lancette potremmo farle partire da fine 2008 – può essere comunque assimilato a un cataclisma epocale. «Che richiede risposte altrettanto epocali e configura nuovi blocchi sociali», dice Gian Michele Gambato, presidente degli industriali rodigini. Nuovi blocchi sociali fino a dieci anni fa impensabili per l’evoluzione del Novecento industriale.

IL POPOLO DELLE PARTITE IVA – Non è un caso che sia il profondo Veneto, da sempre treno locomotore del Paese per la sua forte vocazione imprenditoriale, a suggerire nuovi modelli d’interpretazione delle relazioni industriali. Da qui ha preso linfa vitale il cosiddetto «popolo delle partite Iva», su cui la Lega Nord ha saputo costruire negli anni il suo blocco sociale di riferimento, interpretandone gli umori più reconditi e decriptandone le istanze da presentare alla Roma del potere, centralista e spesso opprimente. I rappresentanti sul territorio, che sabato hanno dato vita a una manifestazione per chiedere «un cambiamento di passo al governo, tale da stimolare la crescita», possono essere ben iscritti al partito di quelli che chiameremmo esponenti della società civile. Unindustria, l’associazione territoriale di viale dell’Astronomia, la Confesercenti (che rappresenta gli interessi dei commercianti), Confagricoltura, una sigla sindacale come la Cisl, persino il Comitato dei lavoratori dell’Enel di Porto Tolle. Tutti in piazza «per non morire».

DISAGIO – Dice Gambato (Unindustria) che tutto nasce da un disagio ormai generalizzato: «Abbiamo elaborato un’analisi politica a tutto tondo per rispondere alla crisi, fortissima, che stiamo vivendo sul territorio. Una crisi che esige risposte diverse da quelle intraprese finora dal governo. Un mal di pancia condiviso da molti, che ci ha portato a elaborare un documento controfirmato da diverse categorie per dare una svolta a quello che riteniamo un preoccupante momento di stasi collettiva, originato dall’assenza della politica». Uniti in corteo, i rappresentanti territoriali dell’associazionismo civile hanno così consegnato un documento unitario – presentato al Comune di Rovigo, alla Provincia e a un delegato della Regione Veneto – su cui hanno messo nero su bianco le richieste per il rilancio: semplificazione burocratica, tagli alla politica e agli enti locali (anche con accorpamento di Comuni e soppressione di province), ripresa degli investimenti pubblici in infrastrutture, «in sintesi – dice Gambato – un nuovo progetto per il territorio». E Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto, è ancora più esplicito: «Sono più che mai necessarie nuove misure per riportare l’Italia sul sentiero della crescita economica, serve il coraggio di attuare provvedimenti per permettere agli imprenditori di continuare a investire e a innovare. C’è un malessere sempre più diffuso, sta crescendo la preoccupazione per la perdita di posti di lavoro».

IL PROBLEMA LAVORO – Ecco il denominatore che ha accomunato i cosiddetti «padroni» – come la variegata pubblicistica del mondo operaio ha sempre amato definire gli imprenditori – e i loro dipendenti ed è quello che Maurizio Franceschi, segretario regionale Veneto Confesercenti, chiama la «vuota ritualità dei tavoli» sul territorio: «Finora gli incontri avvenuti tra le associazioni ed esponenti della politica locale (e nazionale) sono stati privi di risultati. Ecco perché di fronte al silenzio degli amministratori pubblici abbiamo deciso di scendere in piazza. Riteniamo, tutti, che l’ultima manovra colpisca solo lavoratori e imprese. Una manovra fatta per il 70% di nuove tasse e del 30% di tagli, indistinti e generalizzati, e che non pone per nulla l’accento sulla crescita. E quindi sull’occupazione. E a cascata sui consumi, per ora stagnanti».

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Fabio Savelli
15 ottobre 2011 16:52

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_15/rovigo-manifestazione-savelli_fa006b38-f737-11e0-9ce3-b3213c3a5a87.shtml

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Indignati a Londra, Assange parla alla folla

Indignati a Londra, Assange parla alla folla

Indignati a Londra, Assange parla alla folla
ALTRE FOTO QUI

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“Questo movimento non è per la distruzione della legge, ma per la costruzione della legge”. Lo ha detto a Londra il fondatore di Wikileaks, Julian Assange che con un megafono ha arringato la folla degli “indignati” britannici davanti al sagrato della cattedrale di St. Paul’s (afp)

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15 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/15/foto/assange_a_londra_arringa_la_folla-23281771/1/?rss

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LA DIRETTA – Guerriglia a corteo indignati, feriti. Incappucciati all’assalto / I VIDEO / I Black Blok? Sono le nuove camice nere

L’incendio della casa di via Labicana (che poteva avere un esito molto tragico) sta a dimostrare come le strategie dei cosidetti Black Blok siano eterodirette al solo scopo di creare tensione e dare il destro ad una nuova fase repressiva in Italia. Che altro obiettivo potrebbero avere certe azioni? Non penso che la gente che sfilava pacificamente sia improvvisamente impazzita o sia stata così ‘fumata’ da rivolgere le, lecita, protesta verso azioni di puro stampo vandalistico e, in questo caso, decisamente delittuoso.

Da qualche anno questi cosidetti Black Blok scorazzano per le strade d’Europa mettendo a ferro e fuoco in ogni dove. Avete mai visto uno di questi Black Blok essere preso e, a viso scoperto, essere sbattuto sulle prime pagine dei giornali oltre che sui banchi degli imputati nelle aule dei Tribunali? Io mai. Compaiono all’improvviso e in modo altrettanto stupefacente scompaiono. Oh, si, hanno fermato quattro (dicasi quattro) appartenenti agli anarco-insurrezionalisti e in seguito li hanno accusati di chissà quali colpe per garantirsi il loro fermo. In via preventiva, s’intende. E quattro anarchici, in certe situazioni, vengono sempre comodo. Ma i Black Blok? Questi individui vestiti di nero, che si muovono in modo rapido e concertato con tecniche da guerriglia urbana, che spaccano, appiccano incendi a case e macchine con una semplicità di risultati da lasciare a bocca aperta, costoro, dicevo, mal si adattano all’immagine dei semplici appartenenti ai Centri Sociali. Somigliano molto di più alla bande di camice nere che, pagate dal padronato, andavano a randellare (e uccidere) gli operai in sciopero delle fabbriche; o ai ragazzotti reclutati in qualche bar da emissari del Msi (o assistito personalmente, nel 1977, ad uno di questi reclutamenti) e pagati per picchiare in strada (e qualche volta uccidere) chiunque fosse in odore di ‘sinistra’ (e, a proposito di questo, non ho mai saputo, nel mio girovagare per l’Italia, che a ‘sinistra’ sia mai successa la stessa cosa).

I Black Blok sono funzionali. Sono funzionali perché sono violenti, e la violenza è SEMPRE funzionale al potere. Da qualsiasi parte provenga, sia chiaro.

mauro

15-10-11 INTERVISTE A CHI HA PERSO LA CASA NELL’INCENDIO VIA LABICANA

Caricato da in data 15/ott/2011

ROMA – Indignati, guerriglia a piazza S. Giovanni: feriti, sassaiole, roghi e bombe carta

Caricato da in data 15/ott/2011

Roma, irruzione nell’hotel di lusso degli indignati

Caricato da in data 15/ott/2011

Prima dell’inizio della manifestazione un gruppo di precari e studenti ha fatto irruzione nell’Hotel Boscolo, lussuoso albergo in Piazza della Repubblica.Il personale della struttura, colto di sorpresa, non è riuscito a bloccare i manifestanti che sono arrivati fino all’ultimo piano. Dopo qualche attimo di tensione, il gruppo è uscito dall’hotel e si è ricongiunto al resto della manifestazione

15.10.2011 – IN COLLEGAMENTO TELEFONICO DALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA

Caricato da in data 15/ott/2011

TG MADDALENA – Roma, 15 Ottobre 2011 ore 15.47

Collegamento telefonico con Luigi Robaldo di TGMaddalena, dalla grande manifestazione di Roma. In mezzo alla concitazione del momento Luigi lascia la sua testimonianza e sottolinea la propria indignazione, oltre che per i ben noti motivi per cui la manifestazione è stata indetta, anche per il contrasto da poco avvenuto fra i NO TAV valsusini in corteo e un presunto gruppo di black block che, impugnando bandiere NO TAV, hanno dato fuoco ad alcuni veicoli e danneggiato vetrine… I valsusini si sono sollevati contro di loro chiedendogli di scoprire i volti, abbandonare le bandiere e smettere immediatamente la loro azione violenta

Corteo-indignati-Roma-auto-incendiate-dai-black-block-15-10-2011

Caricato da in data 15/ott/2011

Guerriglia a corteo indignati, feriti Incappucciati all’assalto


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ultimo aggiornamento: 15 ottobre, ore 19:52
Roma – (Adnkronos/Ign) – Studenti, operai, precari, disoccupati, associazioni e partiti tutti “uniti per un cambiamento globale”. Auto e cassonetti in fiamme, vetrine sfondate (FOTO 1) (FOTO 2). Video 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17). Occupata basilica di Massenzio. Prima del corteo arrestati 4 anarco-insurrezionalisti. Ieri la protesta in piazza Montecitorio. (FOTO/ VIDEO)
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Roma, 15 ott. (Adnkronos/Ign) – Si è trasformato in guerriglia urbana la manifestazione degli indignati a Roma. Gli incidenti sono cominciati quasi subito, su via Cavour per continuare e peggiorare via via fino a piazza San Giovanni. Diversi i feriti tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Un blindato dei carabinieri è stato dato alle fiamme. Incendiate auto e cassonetti, sfondate le vetrine. Lanciate pietre e molotov.
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LA DIRETTA
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20.44 Manganelli: grato a poliziotti, fronteggiati teppisti criminali – “Vicinanza e profonda solidarieta’ alle donne e agli uomini delle forze di polizia che, chiamati oggi a garantire la libera espressione di un democratico dissenso, hanno dovuto invece fronteggiare nella Capitale l’aggressivita’ e la violenza di gruppi di teppisti criminali. Un pensiero grato, in particolare, ai quindici operatori di polizia feriti, che abbraccio con affetto insieme alle loro famiglie”. Lo afferma il Capo della Polizia, Antonio Manganelli, che ha tenuto informato sin dal primo pomeriggio il Ministro dell’Interno Maroni sull’andamento della manifestazione. Analoghe espressioni di solidarieta’ – riferisce una nota – sono state espresse a Manganelli dal Presidente della Repubblica Napolitano , che ha voluto seguire da vicino l’evolversi della manifestazione.
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20.34 45 feriti in ospedale, nessuno grave – Sono 45 i feriti trasportati in ospedale in seguito agli scontri al corteo degli indignati a Roma. E’ quanto riferiscono fonti del 118. Nessuno e’ in gravi condizioni. Circa 25 manifestanti sono stati soccorsi e medicati sul posto nell’area di San Giovanni.
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20.08 Incendio deposito esercito, due case distrutte scampati inquilini – Nel Centro Rifornimento di Commissariato dell’Esercito, in via Labicana, a Roma, dato alle fiamme durante i violenti scontri di oggi, c’erano due appartamenti abitati da militari in pensione. All’interno di uno dei due alloggi – a quanto si apprende – al momento dell’incendio erano presenti gli inquilini che sono riusciti a scappare. Nell’altro appartamento, che a causa del fuoco e dell’acqua utilizzata dai vigili del fuoco e’ al momento non agibile, fortunatamente non c’era nessuno.
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19.50 Danneggiate telecamere stazioni metro Termini e Anagnina – Sono state danneggiate gravemente le telecamere nelle stazioni, ma non nelle banchine, della metro di Termini e Anagnina. E’ il primo bilancio dell’Agenzia della Mobilita’ sui danni subiti da Atac per gli scontri a Roma. Da valutare i danni subiti alla linea aerea e ai binari nelle zone percorse dai tram: Prenestina, Porta Maggiore, san Giovanni, via Labicana e Colosseo. Complessivamente sono state perse 1.500 corse, limitate 2.500, 13 completamente sospese per tutta la durata degli scontri. In totale sono 27mila i chilometri di servizio persi. La cronaca dell’evoluzione della rete e’ stata aggiornata su internet in tempo reale sia sul sito Atac che Agenzia della Mobilita’. L’effetto sulla rete viaria e’ stato pesante: traffico sconvolto nelle zone centrali, semicentrali e parte della periferia est e sud. Per agevolare i ripetuti cambiamenti di percorso dei bus sono stati e’ stato mobilitato il 50 per cento in piu’ del personale ispettivo rispetto ai normali sabati. Tutta la dirigenza Atac del settore operations in strada o in sala operativa.
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19.34 Disordini in piazza Vittorio, cassonetti dati alle fiamme – Disordini anche in piazza Vittorio. Un gruppo di violenti ha rovesciato diversi cassonetti in mezzo alla strada e ha appiccato il fuoco.
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19.15 Tam tam sulla rete, “tutti a Piramide” – Si stanno dirigendo verso la Piramide Cestia le migliaia di indignati sfuggite agli scontri di piazza S.Giovanni. Il tam tam e’ cominciato sul web, soprattuto via Twitter. “Molta gente e’ stata dispersa dalle cariche indiscriminate, che non hanno distinto tra violenti e le centinaia di migliaia di dimostranti pacifici -dicono al Comitato 15 ottobre-, abbiamo deciso di continuare la nostra manifestazione all’Ostiense”.
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19.15 Cassonetti in fiamme a via Machiavelli – Il gruppo di violenti che si e’ reso protagonista degli scontri contro le forze dell’ordine a Roma, e’ ora in via Machiavelli, una strada laterale di via Merulana dove ha dato alle fiamme altri cassonetti e bruciato rifiuti.
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19.08 Blindati polizia sfondano barricata a via Merulana – Blindati della polizia hanno sfondato la barricata eretta dagli incappucciati all’inizio di via Merulana, all’angola con via Labicana. Le forze dell’ordine hanno caricato con un imponente schieramento antisommossa, inseguendo per alcuni tratti il gruppo dei violenti che oggi ha scatenato una vera e propria guerriglia a Roma. Lungo il percorso di via Merulana gruppi organizzati continuano a lanciare pietre e bottiglie all’indirizzo di forze dell’ordine e passanti, piccoli scontri in diversi angoli, altri manifestanti sono stati fermati dalle forze dell’ordine.
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19.04 Brucia anche via Merulana, non si ferma protesta incappucciati – Dopo piazza San Giovanni la protesta degli incappucciati si e’ spostata a via Merulana, dove molti cassonetti sono stati rovesciati a formare una barricata rafforzata da transenne. Dati alle fiamme cassonetti e probabilmente alcune auto. Una impalcatura con legno e tubi innocenti brucia all’inizio della strada di via Merulana che fa angolo con via Labicana. Poco piu’ in la’ e’ schierato il reparto delle forze dell’ordine. Il corteo dei violenti potrebbe dirigersi ora verso le vie centrali.
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18.48 Auto in fiamme a via Bonardo, fumo nero e cassonetti bruciati – Il gruppo di violenti che prima aveva bruciato un blindato dei carabinieri si e’ diretto in via Matteo Bonardo, a due passi da piazza San Giovanni, dando alle fiamme alcune auto e diversi cassonetti dell’immondizia. Una grande nuvola di fumo nero avvolge la strada che ora e’ presidiata dai reparti delle forze dell’ordine, mentre continuano a bruciare lamiere e motorini rovesciati e dati alle fiamme.
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18.36 118: venti feriti in scontri a Roma – Sono una ventina i feriti trasportati finora in ospedale in seguito agli scontri in corso a Roma. Tranne per il manifestante ferito alla mano si tratta di codici di media e bassa entita’. I feriti sono stati trasportati all’Umberto I e al San Giovanni con contusioni, escoriazioni e ferite lacero contuse. Grosse difficolta’ per i soccorritori, evidenzia il 118, per raggiungere i feriti dati i blocchi stradali e i tafferugli.
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18.32 Nuvola nera a San Giovanni, tornano reparti carabinieri – Brucia il Defender dei carabinieri dato alle fiamme a piazza San Giovanni. Un ammasso di lamiere ricoperto dalle fiamme dalle quali si alza una nuvola nera che riempie di fumo la piazza. Nelle vicinanze sono tornati i reparti antisommossa di polizia e carabinieri. La tensione e’ alta, sono ancora in tanti i manifestanti che lanciano bottiglie, bulloni e pietre verso la formazione delle forze dell’ordine che guadagna terreno.
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18.26 Denunciati i 4 anarco-insurrezionalisti bloccati – Sono stati denunciati i quattro anarco-insurrezionalisti, bloccati questa mattina dai carabinieri in via Parisi in localita’ Castel di Leva a Roma. Come hanno precisato in seguito i carabinieri, infatti, i quattro sono ancora in caserma e la loro posizione e’ al vaglio. Erano stati trovati con zaini contenenti caschi da motociclista, maschere antigas, mefisti, parastinchi, mazzette da muratore, piede di porco, 500 biglie di vetro e una fionda professionale di grosse dimensioni e bottiglie di vetro.
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18.19 Attacco a blindati polizia e carabinieri, a fuoco blindato cc – Il gruppo dei manifestanti che si e’ reso responsabile delle violenze scoppiate al corteo degli indignati ha attaccato con pietre, bastoni e altri oggetti alcuni blindati di polizia e carabinieri. Da un blindato dei carabinieri si e’ levato del fumo mentre altri mezzi delle forze dell’ordine sono stati danneggiati. Continua la violenza nella piazza romana con lancio di bottiglie e sampietrini.
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18.18 Scontri a S. Giovanni, almeno 30 feriti forze ordine – Gli scontri continuano a piazza San Giovanni, soprattutto all’altezza della Scala santa. Secondo un funzionario della polizia, sarebbero almeno 30 i feriti tra le forze dell’ordine.
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18.14 Forze dell’ordine a piazza San Giovanni, prosegue lancio sampietrini – Dopo una lunga sassaiola all’indirizzo delle forze dell’ordine, un gruppo consistente dei violenti ha lasciato piazza San Giovanni. La polizia ha potuto avanzare, con manovre di aggiramento, ma altri scontri si sono verificati in prossimita’ della gradinata della basilica. Diversi i manifestanti fermati, prosegue il lancio di sampietrini contro il reparto della Guardia di finanza, attestato nella parte alta di piazza San Giovanni.
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18.02 Gruppo manifestanti seduti in centro piazza S. Giovanni, ‘no a violenza’ – Un gruppo di manifestanti pacifici ha attraversato piazza San Giovanni con le mani alzate gridando ‘no alla violenza’ e ‘vergogna’ mentre i violenti continuano a lanciare oggetti contro i blindati delle forze ordine. I ragazzi si sono seduti a terra e stazionano a una ventina di metri dai blindati delle forze dell’ordine.
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17.50 Manifestante ferito a piazza San Giovanni – Un manifestante, un ragazzo, e’ rimasto ferito in piazza San Giovanni a Roma nel corso degli scontri e perde sangue dalla fronte.
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17.38 Scontri si spostano in via Carlo Felice – I manifestanti che continuano a lanciare sampietrini e bottiglie all’indirizzo delle forze dell’ordine si sono ora spostati in via Carlo Felice, da dove altri cassonetti e auto sono stati dati alle fiamme. La polizia ha lanciato lacrimogeni contro il gruppo dei violenti. L’intera area prospicente piazza San Giovanni e’ ricoperta da detriti, pietre, rifiuti e oggetti, diverse le persone intossicate dal fumo che si sono allontanate dal luogo degli scontri.
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17.38 Nuova carica della polizia in piazza San Giovanni – Nuova carica della polizia in Piazza S.Giovanni. Dura la risposta dei manifestanti, con lancio di sanpietrini, all’angolo tra via Emanuele Filiberto e via Biancamano, all’ingresso della piazza. Un carabiniere ferito e’ stato portato via a braccia.
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17.32 Blindati schierati a piazza San Giovanni per bloccare violenti – Blindati delle forze dell’ordine, polizia e carabinieri, sono entrati su piazza San Giovanni e si stanno schierando su un lato per arginare l’avanzata dei manifestanti violenti. Prosegue, intanto, il lancio di oggetti mentre le forze di polizia continuano ad azionare gli idranti. Poco fa una camionetta della polizia e’ stata accerchiata dai manifestanti che hanno cercato di assaltarla, colpendo i vetri con mazze e bastoni. Dopo pochi minuti il mezzo e’ riuscito a lasciare la piazza.
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17.25 A fuoco uffici ministero Difesa in via Labicana, crolla tetto – Sono stati distrutti dalle fiamme due piani degli uffici del ministero della Difesa in via Labicana, presi d’assalto dai manifestanti violenti a Roma. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. Il tetto e’ crollato. Non ci sono feriti, riferiscono i vigili del fuoco, e alcune persone che si trovavano nell’edificio sono state fatte uscire. L’edificio e’ un ‘Centro di rifornimento tecnico materiali di commissariato’ dell’Esercito, un vecchio deposito in fase di semi-dismissione. A quanto si apprende, al momento i carabinieri non possono raggiungere la zona perche’ impegnati nel controllo della zona, dove sono in corso gli scontri, e sul posto ci sono i vigili del Fuoco impegnati a spegnere l’incendio.
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17.23 Feriti tra forze dell’ordine – Proseguono gli scontri a Piazza San Giovanni tra i manifestanti che continuano a lanciare pietre e oggetti all’indirizzo delle forze dell’ordine. Un carabiniere e’ rimasto ferito al volto e un poliziotto ha riportato una grave frattura alla gamba.
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17.20 Fotografo Adnkronos ferito, colpito da pietra alla testa – Il fotografo dell’Adnkronos, Cristiano Camera, e’ stato colpito violentemente alla testa, nei pressi di piazza San Giovanni da un gruppo di violenti che partecipano alla manifestazione. In questo momento si trova al pronto soccorso di un ospedale romano.
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17.07 Sampietrini contro forze ordine a S. Maria Maggiore – Bastoni, sassi e sampietrini. Esplode la violenza degli incappucciati a via Emanuele Filiberto, a pochi metri dall’imbocco per Santa Maria Maggiore. Le forze dell’ordine sono state attaccate da un gruppo di manifestanti che continua a lanciare pietre verso gli automezzi di Guardia di Finanza, polizia e carabinieri. Altre auto e cassonetti sono stati dati alle fiamme dai manifestanti mentre continuano a volare pietre, bottiglie e bastoni.
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17.05 Un ferito mani in condizioni critiche all’Umberto I – C’è un ferito in condizioni critiche, ricoverato all’ospedale Umberto I di Roma, in seguito agli scontri nel corteo degli indignati. Secondo quanto riferiscono fonti dell’ospedale all’ADNKRONOS, si tratta di una persona che ha riportato ferite serie ad una mano.
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17.02 Auto in fiamme a piazza San Giovanni – Auto in fiamme a piazza San Giovanni. Intanto gruppi di manifestanti continuano a lanciare oggetti contro le forze dell’ordine, che rispondono con lacrimogeni.
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16.55 Scontri manifestanti contro forze dell’ordine a via Emauele Filiberto – Pietre e bombe carta e altri oggetti vengono lanciati dai manifestanti incappucciati in via Emanuele Filiberto, a pochi passi da via Labicana e via San Domenico Maggiore. Una vera e propria sassaiola all’indirizzo delle forze dell’ordine schierate con furgoni e blindati. Sono stati dati alle fiamme altri cassonetti, mentre altri manifestanti si sono dispersi dandosi alla fuga per le vie limitrofe.
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16.51 La rabbia degli incappucciati su statua Madonnina in via Labicana – Non ha risparmiato una statua della Madonna la rabbia degli incappucciati, resisi responsabili delle violenze scoppiate a via Labicana. Un gruppo di ragazzi con felpa nera, caschi neri e bastoni, hanno preso di mira e frantumato una statua della Vergine, a via Labicana, mandando in frantumi il gesso. Sul selciato il volto deturpato della statua fatta in pezzi.
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16.46 Blindati polizia hanno raggiunto piazza San Giovanni – I blindati della polizia, da via Emanuele Filiberto, hanno raggiunto Piazza San Giovanni, dove alcuni incappucciati continuano il lancio di oggetti contro gli agenti. La polizia risponde con lancio di lacrimogeni.
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16.45 Corteo spezzato in due dopo intervento polizia – Il corteo e’ ormai spezzato in due dopo l’intervento della polizia. Molti manifestanti sono ancora bloccati al Colosseo. Alcuni sembrano decisi a lasciare la manifestazione, altri tentano di proseguire verso Piazza San Giovanni percorrendo strade secondarie.
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16.43 Polizia risponde con idranti a piazza San Giovanni – Un gruppo di incappucciati si e’ avvicinato con una transenna verso i blindati della polizia e della Guardia di Finanza schieriti in via Emanuele Filiberto e ha cominciato a tirare oggetti, petardi. La polizia ha risposto con lancio di lacrimogeni e azionando gli idranti.
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16.41Polizia lancia lacrimogeni in piazza S. Clemente – La polizia lancia lacrimogeni in Piazza S.Clemente e disperde la coda del corteo.
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16.37 A piazza S. Clemente arriva polizia, lancio di oggetti – All’altezza di Piazza San Clemente, in via Labicana, l’arrivo delle forze di polizia e’ accolto dal lancio di alcune pietre. Ma anche dagli applausi dei manifestanti pacifici. Tra questi, molti scappano.
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16.32 Cariche polizia contro manifestanti violenti in via Merulana – Pesanti cariche della polizia contro frange violente dei manifestanti in via Merulana. Vengono utilizzati anche lacrimogeni.
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16.25 Lanci di oggetti e petardi contro polizia che avanza – Scontri a via Labicana. Un primo gruppo di manifestanti ha lanciato petardi, bombe carta e bottiglie contro le forze di polizia, intervenute in assetto antisommossa. Altre bombe carta e bottiglie lanciate all’indirizzo di reporter e cittadini. Il corteo si e’ spaccato, mentre i cassonetti continuano a bruciare e la polizia fa allontanare dai luoghi degli scontri. La rabbia degli incappucciati si dirige nelle strade adiacenti, che in questo momento sono off limits.
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16.23 Manifestanti intimano a violento di smetterla – Alcuni manifestanti pacifici che stanno partecipando al corteo degli indignati hanno rincorso uno dei violenti che stava partecipando agli assalti in via Labicana. Dopo averlo raggiunto, gli hanno intimato di smetterla.
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16.22 Assalto a Banca popolare del Lazio in via Labicana – Via Labicana continua a bruciare. Mentre volano bottiglie lacrimogeni e oggetti di ogni tipo un gruppo di manifestanti ha preso d’assalto la sede della Banca popolare del Lazio, spaccando le vetrine e causando altri danni, prima di sfogare la rabbia su semafori, cassonetti e danneggiando altre auto. Si alza la tensione dal corteo mentre altre due auto sono state date alle fiamme. Cassonetti rovesciati e lancio di oggetti, mentre da altri manifestanti del corteo alcuni responsabili delle violenze sono stati rincorsi spintonati a lungo.
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16.21 Tensione in coda al corteo, pacifici contro ‘neri’ – Momenti di tensione alla coda del corteo, all’altezza del Colosseo. I manifestanti pacifici, la grande maggioranza, contestano con fischi ed urla i ‘neri’ con viso coperto e casco in testa.
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16.12 Incappucciati entrano a sede ministero Difesa, auto in fiamme– Un gruppo di incappucciati, vestiti completamente di nero, ha assaltato la sede del ministero della Difesa a via Labicana. Dopo aver cercato di forzare il portone principale hanno lanciato bombe carta sui due portoni laterali frantumando i vetri con bastoni e dando alle fiamme un’auto parcheggiata davanti alla sede ministeriale. Tensione per altre bombe carta che sono state fatte esplodere lungo il corteo. Un’altra auto e’ stata data alle fiamme ancora in via Labicana, mentre altre vetture sono state danneggiate, a pochi passi dall’incrocio con via Merulana.
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16.10 Devastata agenzia Manpower in via Labicana– Devastata l’agenzia Manpower di via Labicana a Roma. Un gruppo di manifestanti violenti, che si e’ staccato dal corteo degli indignati, ha sfondato la vetrina dell’agenzia lanciando all’interno una bomba carta e petardi.
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15.59 Manifestanti tirano bomba carta in via Labicana – In via Labicana 123, al lato di Palazzo Manfredi, i manifestanti hanno tirato una bomba-carta all’interno di un cancello, dove c’era la scritta ‘Ecologia e ambiente’. Subito dopo il lancio della bomba-carta un altro gruppo di manifestanti, avvicinandosi verso le persone che avevano lanciato la bomba carta, ha gridato ‘Buffoni’. A quel punto la folla si e’ dispersa.
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15.58 Scontri a via Labicana, obiettivo telecamere e fotoreporter – Ancora scontri al corteo degli ‘indignati’. A via Labicana, un gruppo di incappucciati ha preso di mira le telecamere di alcuni palazzi, mentre ad alcuni fotoreporter sono stati oscurati gli obiettivi con vernice nera. Esplosi alcuni petardi, uno dei quali, ancora inesploso, sta creando momenti di tensione al corteo che defluisce al lato sinistro di via Labicana. Dal corteo si sono alzate grida “Buffoni, buffoni”, all’indirizzo dei violenti.
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15.46 Prima del corteo arrestati 4 anarco-insurrezionalisti– Roma, 15 ott. – (Adnkronos) – Nella tarda mattinata, in via Parisi in localita’ Castel di Leva a Roma, una pattuglia dei carabinieri ha fermato, dopo un breve inseguimento, un’auto con a bordo 4 persone, tutte appartenenti all’area anarco-insurrezionalista. I quattro sono stati arrestati. All’interno dell’auto sulla quale viaggiavano, i carabinieri hanno rinvenuto zaini contenenti caschi da motociclista, maschere antigas, mefisti, parastinchi, mazzette da muratore, piede di porco, 500 biglie di vetro e una fionda professionale di grosse dimensioni e bottiglie di vetro. (Zla/Ct/Adnkronos) 15-OTT-11 15:46
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15.45 Manifestanti al Colosseo, sfilano gruppi incappucciati – Il corteo degli indignati, dopo avere attraversato via dei Fori Imperiali e’ giunto ora all’altezza del Colosseo. Tra loro un nutrito gruppo che indossa felpe nere e passamontagna e caschi neri, probabilmente appartenenti a centri sociali. Alcuni manifestanti hanno lanciato lacrimogeni, bottiglie e altri oggetti, all’indirizzo di cameramen, fotoreporter e cineoperatori, che stavano riprendendo la manifestazione.
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15.35 Manifestanti tentano di bloccare violenti – Alcuni manifestanti pacifici del corteo degli indignati, quando sono iniziati gli scontri, hanno cercato di bloccare il gruppo di violenti che aveva dato alle fiamme due auto in via Cavour e sfondato diverse vetrine.
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15.32 Ferito a via Cavour, colpito da bottiglia Un ferito in via Cavour. L’uomo, di circa sessant’anni, e’ stato aggredito da un gruppo di manifestanti con il volto coperto e colpito con una bottiglia al volto, riportando una ferita sull’orecchio. Aveva tentato di fermare un lancio di bottiglie verso i vigili del fuoco intervenuti per domare le fiamme di un’auto.
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15.31 Due troupe di Sky Tg24 aggredite – Due troupe di Sky Tg24 sono state aggredite durante la manifestazione degli indignati in corso a Roma. Lo ha riferito la stessa emittente televisiva.
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15.21 Occupata basilica di Massenzio – Mentre il corteo degli indignati sta attraversando via dei Fori Imperiali, un gruppo di manifestanti ha deviato raggiungendo e occupando la basilica di Massenzio. Sul muretto che costeggia la via che porta alla basilica sono stati appesi due striscioni.
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15.16 Auto data alle fiamme, la rabbia della proprietaria – “Questo non è giusto, siamo cittadini come voi”: e’ il grido della proprietaria della seconda auto data alle fiamme a via Cavour. Mentre i vigili del fuoco domano le fiamme che si sprigionavano dalla vettura parcheggiata all’altezza della fine di via Cavour, la signora romana, una disoccupata non trattiene la propria rabbia per l’episodio di cui e’ vittima. “L’auto e’ di mio marito -spiega- questo non e’ giusto. Come e’ stato possibile. Chi sono questi”.
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15.10 Altre due auto in fiamme in via Cavour – Altre due auto sono state date alle fiamme all’altezza del civico 221 di via Cavour. Il fumo si fa sempre più denso, dopo lo scoppio delle gomme. Il corteo è praticamente fermo, potendo sfruttare solo il marciapiedi per passare oltre. I vigili del fuoco hanno spento il primo incendio provocato da una delle macchine. Alcuni manifestanti con il volto coperto da un casco hanno lanciato alcune bottiglie contro i vigili del fuoco.
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15.07 Scontri in via Cavour – Alcuni tafferugli continuano ad animare via Cavour, mentre sono state prese di mira alcune vetrine di negozi, andate in frantumi. Il corteo ha subito un rallentamento, altre macchine sono state danneggiate.
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15.02 Sfondata vetrina banca in via Cavour – La vetrina di una banca in via Cavour e’ stata sfondata da un gruppo di manifestanti durante il corteo degli indignati che sta attraverso le vie della capitale. Negli stessi momenti e’ stata data alle fiamme un’auto.
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14.59 Testa del corteo a piazza del Colosseo – E’ arrivata a piazza del Colosseo la testa del corteo degli indignati, che stanno manifestando a Roma.
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14.58 Auto in fiamme in via Cavour – Un gruppo di manifestanti violenti ha dato alle fiamme un’auto in via Cavour, nel centro di Roma, mentre sfilava il corteo degli indignati. Diversi atti di teppismo si stanno verificando lungo il percorso.
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14.55 Gruppo col volto coperto sfonda vetrina supermercato – Un gruppo di manifestanti col volto travisato ha sfondato la vetrina di un supermercato e ha sottratto prodotti da un supermercato di via Cavour. Sono stati accesi anche dei fumogeni.
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14.37 Testa corteo Roma a largo Ricci, coda a piazza Repubblica – E’ quasi arrivata a Largo Ricci la testa del corteo degli indignati, che stanno manifestando a Roma. La coda del corteo, invece, e’ ancora a piazza della Repubblica.
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14.23 Bruciati e tagliati Tricolore e bandiera Ue su pensilina hotel – Il tricolore e la bandiera dell’Unione europea, affissi sulla pensilina dell’Hotel Atlantico dove ha avuto luogo il blitz dell’organizzazione ‘Acqua bene comune’, sono stati bruciati e tagliati con delle forbici. All’improvviso i manifestanti sono saliti sulla pensilina e hanno lanciato volantini con scritto ‘E’ arrivata la vendetta’.
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14.19 Da piazza un appello: Draghi ritiri lettera inviata a governo – Dalla piazza dove sta per partire il corteo degli indignati un appello al Governatore della Banca d’Italia e futuro presidente della Bce Mario Draghi. “A Mario Draghi chiediamo che ritiri questa vergognosa lettera. Faccia un atto di coraggio. Non intendiamo pagare il debito che non e’ nostro” afferma Giuliano Girlando del ‘Comitato 9 aprile’ ai microfoni rivolgendosi ai manifestanti riuniti intorno a piazza della Repubblica. “Draghi quando parla dei problemi in Italia parla dei giovani ma quando e’ all’estero parla di tutt’altro. E’ doctor Jekill e mister Hyde”, sottolinea Girlando, rispondendo ai cronisti che gli chiedono un commento alle parole di Draghi che ha affermato di capire i giovani. “La deregulation del lavoro e’ un’arma molto pericolosa” sottolinea Girlando.
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14.15 Manifestanti ancora in arrivo a Termini – Continuano ad arrivare a Termini con la metropolitana gruppi diretti alla manifestazione degli indignati. I gruppi sono in arrivo a Termini per poi ricongiungersi al corteo.
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14.15 In piazza maschere di Berlusconi, Bossi e La Russa – Tre grandi maschere che raffigurano il premier Silvio Berlusconi, il ministro delle Riforme Umberto Bossi con il sigaro e il ministro della Difesa Ignazio La Russa con il fez e il manganello sulla spalla. Sono le caricature portate in corteo da alcuni manifestanti di Torino, giunti in piazza della Repubblica a Roma, per la manifestazione degli indignati. Al collo di ognuno dei tre manifestanti un cartellone: ‘Credere obbedire combattere’ per La Russa, ‘Silvio cambiami il pannolone’ per il leader della Lega e ‘Forza gnocca. Cerco fiducia. Pagamento in contanti’, per il Cavaliere. Sono ormai migliaia gli indignati che al coro di ‘Servi, vergogna’ hanno invaso la piazza, preparandosi a sfilare per le vie della Capitale, nel corteo partito da piazza della Repubblica e diretto a piazza San Giovanni.
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14.07 Manifestanti ‘Acqua bene comune’ si arrampicano su Hotel Atlantico – I manifestanti dell’organizzazione ‘Acqua bene comune’ si sono arrampicati sull’Hotel Atlantico e hanno appeso uno striscione con su scritto ‘Quesevayan todos’. Travestiti con la maschera di Guy Fawkes, il cospiratore britannico diventato simbolo degli indignati nel mondo, hanno tagliato la bandiera italiana che si trova sul portone dell’hotel e dall’alto hanno lanciato volantini con su scritto ‘E’ arrivata la vendetta’.
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13.58 Corteo studenti arrivato a piazza dei Cinquecento – E’ arrivato a piazza dei Cinquecento il corteo degli studenti partito dall’universita’ di Roma La Sapienza. Ora gli indignati con in testa il ‘drago ribelle’ si uniranno ai manifestanti che si erano concentrati in piazza della Repubblica. Il corteo ha appena imboccato via Cavour.
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13.46 Piazza Repubblica sempre più gremita, presenti anche i ‘No Tav’ – Piazza della Repubblica sempre piu’ gremita in vista della partenza della manifestazione degli indignati. Su un lato di piazza Esedra ci sono anche i No tav mentre sono in piazza anche i Cobas e i Cub. Tra gli striscioni in vista quelli degli operai della Fiat di Cassino. Tra i numerosi cartelli dei manifestanti figura ‘Noi la crisi non la paghiamo’; ‘Soli non siamo nulla, uniti siamo una forza’; ‘Non violenti ma partitici senza leader. Indignati’.
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12.47 Arrivati a Roma 70 pullman per manifestazione – Sono 70 i pullman che sono arrivati nella Capitale, transitando per il casello di Roma Sud, per partecipare alla manifestazione degli indignati che partira’ alle 14 da piazza della Repubblica. A quanto si apprende alle 12;20 nella stazione di Anagnina erano gia’ arrivati circa 50 autobus.
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Statali, retromarcia su taglio buoni pasto Governo: la misura non è in legge stabilità

Statali, retromarcia su taglio buoni pasto
Governo: la misura non è in legge stabilità

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ROMA – Arriva questa mattina dal governo una retromarcia sulla notizia circolata ieri di una stangata sui buoni pasto degli statali: «La norma relativa ad una presunta riduzione dei buoni pasto per i dipendenti pubblici non figura nella versione definitiva della legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri. Ogni polemica sull’argomento, pertanto, è fuori luogo e strumentale», comunica l’ufficio stampa di palazzo Chigi.

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15 ottobre 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=166569&sez=HOME_ECONOMIA

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Sicurezza sul lavoro, Italia bocciata dall’Unione Europea

Sicurezza sul lavoro, Italia bocciata

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Altro che semplificazione burocratica: le modifiche alle norme per la prevenzione degli infortuni secondo la Commissione Europea sono uno smantellamento bello e buono dei diritto dei lavoratori. E potrebbero costare al nostro Paese una multa di tre milioni di euro

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di Mauro Munafò
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L’Italia è a un passo dalla messa in mora per le sue norme sulla sicurezza sul lavoro: il decreto legge del 2009, con cui il governo Berlusconi ha smantellato il Testo unico sulla Sicurezza, rischia adesso di costare milioni di euro di multa al Paese.

La Commissione Europea ha deciso infatti di avviare la procedura contro l’Italia, contestando come il decreto violi le leggi europee in almeno sei punti, uno più grave dell’altro: deresponsabilizzazione del datore di lavoro in caso di delega, proroga per la redazione del documento di valutazione rischi per le nuove imprese, violazione dell’obbligo di disporre di una valutazione dei rischi per le imprese fino a dieci lavoratori, posticipazione dell’obbligo di valutazione del rischio di stress da lavoro, posticipazione dell’applicazione delle normative sulle salute e sulla sicurezza sul posto di lavoro per cooperative e protezione civile, proroga nell’applicazione delle misure antincendio per le strutture alberghiere con oltre venticinque posti letto.

Deleghe, posticipazioni ed eccezioni che la maggioranza ha giustificato con la necessità di ‘semplificare’ la burocrazia italiana, ma che invece si sono rivelate norme contrarie al diritto europeo e pericolose (in maniera più o meno diretta) per la salute e l’incolumità dei lavoratori.

Il risultato è che adesso il governo ha due mesi per inviare le sue osservazioni alla Commissione: se queste non dovessero convincere, l’Italia avrà altri due mesi per adeguare le sue leggi a quelle europee o dovrà pagare una multa molto salata, dai 22mila ai 700mila euro per ogni giorno passato senza regolarizzare la situazione.

La possibile messa in mora dell’Italia per le sue leggi sulla sicurezza sul lavoro è il risultato della battaglia personale di un operaio, Marco Bazzoni, per i diritti di tutti i lavoratori. Una battaglia durata due anni, nel totale disinteresse di sindacati e partiti politici.

«Dopo l’approvazione del decreto 106/2009 ho scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica, finita sul quotidiano Liberazione, a cui l’ufficio stampa del Quirinale rispose che non erano presenti incompatibilità costituzionali nel decreto», spiega a l’Espresso Bazzoni, operaio della provincia di Firenze, responsabile per la sicurezza nell’azienda in cui lavora e già promotore di una campagna contro lo spot sulla sicurezza del lavoro voluto da Sacconi (leggi), «Mi sono rivolto allora ai sindacati e a diversi partiti perché appoggiassero la mia battaglia contro questa legge, ma nessuno mi ha ascoltato».

Bazzoni, convinto del pericolo rappresentato dal decreto 196/2009 e della sua incostituzionalità, decide di andare avanti da solo e, visto che un singolo cittadino non può appellarsi alla Corte Costituzionale, sceglie di inviare la sua denuncia alla Commissione Europea nell’estate del 2009. Inizia tutto con una mail, scritta con la collaborazione di un amico ingegnere, in cui segnala le difformità del decreto approvato rispetto alla normativa continentale descritta nella direttiva 89/391 Cee. La segnalazione viene protocollata, e la Commissione decide di indagare sulla conformità con le direttive comunitarie.

Alcuni mesi dopo, mentre l’esecutivo italiano continua a introdurre norme peggiorative che Bazzoni segnala alla Commissione, l’istituzione europea decide di chiedere spiegazioni al governo Berlusconi. Tra ritardi e posticipazioni si arriva al 2011, quando le risposte dall’Italia arrivano e sono giudicate non convincenti, tanto che la Commissione (in una lettera del maggio scorso) avvisa Bazzoni che la messa in mora sarebbe stata discussa a settembre. Ieri viene infine comunicata la decisione della Commissione, con l’invio della lettera di messa in mora alle autorità italiane che hanno adesso due mesi per inviare le proprie osservazioni.

«Spero che questa decisione spinga i sindacati e i partiti a darsi una mossa contro il decreto che ha distrutto il Testo unico sulla sicurezza», spiega Bazzoni, «E’ la dimostrazione che i proclami del governo e del ministro Sacconi, che ha anche il coraggio di dire che l’esecutivo tiene la guardia alta contro le morti sul lavoro, sono menzogne. Tutte le dichiarazioni che dobbiamo ascoltare, anche dopo tragedie come quella di Barletta, sono solo lacrime di coccodrillo. Con la scusa di semplificare le cose, hanno stravolto le leggi e reso ancora più pericoloso il lavoro in Italia».

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14 ottobre 2011
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