Gli indignati uniti contro i violenti “Niente potrà offuscare la nostra voce” / Blocco nero: la Digos dov’era?

Mentre gli alti lai dell’indignazione politica nostrana sembrano sprecarsi sfugge la logica di come in un corteo pacifico come quello degli Indignati a Roma (ripeto, pacifico) i soliti elementi (gli unici) disturbatori quali i Black bloc non siano stati prontamente individuati dalla Digos e le altre forze di Sicurezza e quindi bloccati, evitando tutto lo scompiglio e gli atti di violenza brutale che ne sono poi conseguiti. Incapacità nel saper fare il proprio mestiere o volontà di fiancheggiamento? Qui bisogna cercare di capire e capire a fondo il ruolo che si sono ritagliati questi presunti Black bloc e le corrispondenze con la presenza inane delle forze dell’ordine. Ordini superiori? Se si,. vogliamo siano fatti i nomi, di esecutori e mandanti. Se no, vogliamo che i responsabili, a tutti i livelli, della sicurezza dello Stato adutodenuncino la loro totale incapacità a gestire situazioni di crisi. E ne vogliamo le dimissioni.

Troppo facile prendersela sempre con le persone che pacificamente manifestano la loro idea di democrazia, e magari ‘urlano’ perché esasperate da un ‘trattamento’ a suon di manganellate e a colpi di gas lacrimogeni che non meritano, mentre una banda di delinquenti organizzati spadroneggia in lungo e in largo per le vie di Roma.

Guardate le due foto dei Black bloc in formazione (tra l’altro si vedono chiaramente le due bandiere No-Tav che sono poi state strappate loro) e guardate le foto del tentativo dim arresto di una ragazza colpevole solo di ‘essere lì’ in quel momento e ‘liberata’ dalla persone presenti.

mauro

I BLACK BLOC IN FORMAZIONE

Il "blocco nero" in formazione militare
Il "blocco nero" in formazione militare
LA RAGAZZA LIBERATA
Manifestante fermata e liberata dalla folla
Manifestante fermata e liberata dalla folla
Manifestante fermata e liberata dalla folla
Manifestante fermata e liberata dalla folla

Gli indignati uniti contro i violenti
“Niente potrà offuscare la nostra voce”

.

Gli scontri, le ragioni della maggioranza pacifica, le conseguenze della guerriglia di ieri. Sui social network la voce dei manifestanti

.

di CARMINE SAVIANO

.

Gli indignati uniti contro i violenti  "Niente potrà offuscare la nostra voce"   (ansa)

.

Il risveglio degli Indignati. Da un lato gli scontri. Dall’altro le ragioni di una generazione. Che non vuole lasciare il campo alla violenza. Che non vuole ritornare ai margini del discorso pubblico. Che insiste affinché le proprie ragioni vengano prese in considerazione dalle classi dirigenti. E, soprattutto, non vuole che il 15 ottobre finisca nell’elenco delle occasioni perdute. Le reazioni e i commenti di associazioni e movimenti sono numerose.

“Isoliamo gli estremisti”. La richiesta più diffusa è legata all’isolamento delle persone o dei gruppi che ieri hanno provocato gli scontri. Una reazione che gran parte del movimentosta sta spostando dalla piazza alla rete. Migliaia i post su Facebook e Twitter: “Le loro posizioni non ci appartengono”, “Hanno rovinato la nostra giornata”, “A causa loro siamo qui a parlare di violenza, mentre oggi poteva essere il primo giorno della nostra rivoluzione pacifica”.

Il Nostro Tempo è Adesso. “Niente può offuscare la nostra voce che si sta alzando. Nessuna violenza, nessuno scontro può mettere in discussione le ragioni di una generazione che si vuole riprendere la sua vita, che si ribella in modo radicalmente non violento e che chiede diritti”. Così i precari del Comitato 9 aprile, gli organizzatori della manifestazione “Il nostro tempo è adesso”. Ancora: “Respingiamo al mittente qualsiasi tentativo di strumentalizzazione. Da qualsiasi parte esso arrivi. Noi non ci facciamo manipolare da nessuno”. E sugli scontri: “l’azione di piccoli gruppi organizzati di violenti: non ci appartiene nessuna azione violenta, non ci rappresenta”.

Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari. Dura le denuncia delle due associazioni studentesche: l’intento dei black bloc “era noto da tempo. Siamo profondamente amareggiati per la mancata volontà di isolare politicamente tali pratiche già nella fase di preparazione e organizzazione della data”. Poi l’auspicio: “la crescita di un movimento che possa realmente gettare le basi per cambiare un modello di economia e società che ci possa garantire un futuro”.

Rete Universitaria Nazionale e Federazione degli Studenti. “Come recitava lo slogan del corteo: noi siamo il 99%”. Tanti ragazzi e ragazze, in modo assolutamente pacifico, hanno dato vita ad un grande manifestazione purtroppo sfigurata dalla violenza cieca e pianificata dei nemici della democrazia”. Poi il riconoscimento dell’esistenza di una “piazza consapevole che vuole allargare gli spazi della democrazia e non farli restringere”. E l’impegno “affinché la violenza di pochi non oscuri le ragioni di tutti”.

L’Arci. Quello di ieri è stato un “brutale attacco contro un corteo pacifico”. Questo il giudizio di Paolo Beni, presidente dell’Arci. “Un corteo immenso, come solo le grandi convergenze unitarie di tante identità e culture riescono a produrre, è stato ieri distrutto. Doveva essere per comune decisione di tutte le forze che lo avevano organizzato, un corteo pacificamente indignato, popolare e accogliente”. Poi la necessità di guardare avanti: “Le ragioni dei milioni di indignati di questo Paese troveranno il modo, sin da domani, di farsi valere come meritano”.

Tilt. Questa la posizione di Tilt, la rete dei movimenti di sinistra: “Non vogliamo che tutto questo offuschi il vero messaggio della giornata di ieri, ovvero che un’alternativa a questo sistema di sviluppo,  anzi di non-sviluppo, è davvero possibile. E noi vogliamo dirlo con voce forte, chiara, che non lasci alibi a chi continua a a difendere sempre e solo gli interessi dei soliti noti, che oggi hanno avuto un grande alleato nel gruppo di violenti armati che come i peggiori vigliacchi non hanno avuto neanche il coraggio di agire a viso scoperto”.

Draghi Ribelli. La pagina Facebook degli animatori della protesta in Via Nazionale accoglie in queste ore molti interventi. C’è chi scrive: “400 sedicenti facinorosi hanno oscurato il sole che splendeva sul Colosseo con il fumo della loro idiozia. Loro hanno la violenza, ma noi abbiamo le idee e sono pure giuste”.

Riprendere la discussione. E sono numerosi i tentativi di riprendere il percorso interrotto dagli scontri in piazza San Giovanni. Le iniziative lanciate in rete sono numerose. Tra le altre: un’assemblea pubblica da tenersi alle 16 in piazza Santa Croce in Gerusalemme, Roma. Discutere perché “abbiamo provato a darci delle spiegazioni alla luce di fatti ma le dinamiche sono così complesse. che probabilmente ci sfuggono”.

In rete. Punti di vista, opinioni, resoconti, racconti in prima persona. Migliaia di post su Twitter sono dedicati alla manifestazione degli Indignati. Numerosi i trend topic da seguire: #15ott, #Indignati, Black Block, Piazza San Giovanni, Merulana, Cavour.

.

16 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/10/16/news/gli_indignati_uniti_contro_i_violenti_niente_potr_offuscare_la_nostra_voce-23334700/?rss

_________________________________________________________________________________________________________________________________

_____________

Annunci

2 responses to “Gli indignati uniti contro i violenti “Niente potrà offuscare la nostra voce” / Blocco nero: la Digos dov’era?”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: