Archivio | ottobre 17, 2011

FILIPPINE – Ucciso missionario del Pime, difensore dei popoli autoctoni

Ucciso missionario del Pime, difensore dei popoli autoctoni

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Santa Maria Hoè – Padre Fausto Tentorio (Foto by CARDINI ) – fonte immagine

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“Affettuosamente lo avevamo soprannominato ‘il tribale’ talmente si era immedesimato con i lumad, gli indigeni di cui per trent’anni è stato il difensore contro ogni tipo di discriminazione. Vestiva come loro, parlava la loro lingua, conosceva la loro cultura. Stamani padre Fausto è stato ucciso. Noi missionari del Pime perdiamo un amico, i lumad hanno perso un padre, un fratello. Sapevano che per loro avrebbe fatto qualsiasi cosa”: a raccontare alla MISNA chi era padre Fausto Tentorio, missionario italiano del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) ucciso stamani poco prima delle 8.00 locali ad Akaran, nell’isola meridionale di Mindanao, è il confratello padre Giulio Mariani, direttore del Centro missionario Euntes a Zamboanga.

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Padre Fausto Tentorio (foto: Pime Philippines).

Padre Fausto Tentorio (foto: Pime Philippines) – fonte immagine

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Padre Tentorio, 59 anni, da oltre 32 nelle Filippine, è stato ucciso all’uscita dalla casa parrocchiale di Akaran, nella diocesi di Kidapawan (provincia di Nord Cotabato). Stava per andare a Kidapawan a un incontro con altri esponenti del clero locale quando un uomo, con il volto coperto da un casco, si è avvicinato e lo ha ucciso a colpi di pistola prima di fuggire e raggiungere un complice che lo aspettava in moto. Il corpo di Padre Fausto è stato portato all’ospedale di Antipas, dove si è già recato il vescovo di Kidapawan. L’ipotesi di portare il corpo di padre Fausto nella sede diocesana è stata respinta dai fedeli di Akaran, dove verrà  riportato il missionario e allestita una camera ardente.

Non sono state formulate ipotesi sull’autore, il mandante o le motivazioni dell’omicidio.

“Era una persona in vista che si era impegnata molto nella difesa dei tribali, vittime di discriminazioni. Aiutava i loro figli a studiare, difendeva le loro terre ancestrali, faceva il possibile per ridare una dignità ai popoli indigeni” ha precisato padre Mariani. Qualche anno fa, padre Fausto aveva ricevuto delle minacce.

Il Pime ricorda che padre Tentorio è il terzo missionario della congregazione ad essere ucciso nelle Filippine e nell’isola di Mindanao. Padre Tullio Favali fu ucciso a Tulunan, nella diocesi di Kidapawan, da un gruppo di guardie private armate nel 1985 e padre Salvatore Carzedda, impegnato nel dialogo con i musulmani, fu ucciso a Zamboanga nel 1992.

[CC]

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17 ottobre 2011

fonte:  http://www.misna.org/copertina/ucciso-missionario-del-pime-difensore-dei-popoli-autoctoni/

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Padre Fausto, il missionario che dava fastidio ai proprietari terrieri

Padre Fausto in uno degli incontri con la comunità locale.Padre Fausto in uno degli incontri con la comunità locale.

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Originario di Santa Maria Hoè, in provincia di Lecco, padre Fausto Tentorio è il terzo missionario del Pime ucciso nell’isola di Mindanao, il secondo nella diocesi di Kidapawan. Nella stessa zona, il 15 aprile del 1985 Padre Tullio Favalli fu ucciso da un gruppo paramilitare, e, il 20 marzo del 1992, padre Salvador Carzedda fu aggredito mortalmente da due uomini in moto a Zamboanga.

DA 33 ANNI IN MISSIONE. Padre Tentorio era arrivato nelle Filippine nel 1978, un anno dopo aver preso i voti a Monza. Dopo i primi due anni ad Ayala, nell’arcidiocesi di Zamboanga, nel 1980 era stato trasferito nella diocesi di Kidapawan, a Sultan Kudarat. Dal 1985, infine era ad Arakan e già nel 2003, secondo quanto raccontato dallo stesso sacerdote su un blog del Pime delle Filippine, era sopravvissuto a un tentato omicidio.
Ad Arakan il missionario era conosciuto come padre Pops ed era molto amato dalla comunità locale, per il suo impegno nella formazione e nell’assistenza degli emarginati e nell’integrazione dei gruppi musulmani e degli indigeni locali. A Mindanao, altri due missionari erano stati rapiti e poi liberati: nel 1998 padre Luciano Benedetti e nel 2007 padre Giancarlo Bossi.

DALLA PARTE DEI SENZA TERRA. «Padre Fausto Tentorio ha speso la sua vita per la causa dei discriminati indigeni, tanto da vestire e parlare quasi come uno di loro», ha raccontato padre Mariani del Pime, molto legato al sacerdote, «Era la voce di chi non ha voce. Per loro era un fratello». Una missione che, però, esponeva il sacerdote alle aggressioni dei signorotti locali, impegnati in dispute legate soprattutto alla terra.
Dagli Anni ’80, nell’isola meridionale di Mindanao si sono susseguite varie ondate di violenza, tra omicidi su commissione, guerriglia separatista musulmani e repressione militare. Per il suo impegno tra le popolazioni tribali, padre Tentorio era un personaggio scomodo soprattutto per proprietari terrieri che avevano interessi nelle piantagioni e nell’industria mineraria. Oltre a organizzare lezioni per i figli degli indigeni, il sacerdote lottava per il riconoscimento delle loro proprietà.

LEGGI TUTTA LA NOTIZIA

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fonte:  http://www.lettera43.it/cronaca/28700/filippine-ucciso-un-parroco-italiano.htm

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Amazon farà i contratti agli scrittori, tagliate fuori le “vecchie” case editrici

Amazon farà i contratti agli scrittori,
tagliate fuori le “vecchie” case editrici

Il sito di e-commerce metterà in vendita quest’autunno 122 libri

https://i0.wp.com/www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp

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Amazon pubblicherà presto libri. Il sito, da anni leader nell’e-commerce, dopo aver mandato in pensione le librerie adesso ha iniziato a incoraggiare alcuni scrittori ad allontanarsi dagli editori proponendo direttamente contratti per i loro testi.

Amazon pubblicherà 122 titoli negli Stati Uniti, libri che coprono tutti i generi e saranno sia in forma “fisica” che in quella di e-book. Il sito di e-commerce di Seattle ha assegnato la scelta degli autori al veterano del mondo dell’editoria Usa Laurence Kirschbaum. Scontenti gli editori, secondo alcuni Amazon sta tentando alcuni dei loro scrittori di punta e sta rosicchiando la loro fetta di mercato.

“Tutti hanno paura di Amazon”, ha detto al “New York Times” Richard Curtis, un agente che si occupa di e-book, “Se sei una libreria, Amazon compete con te da anni, se sei un agente Amazon ti sta rubando da mangiare perché offre gli autori la possibilità di pubblicare direttamente senza usarti come intermediario” Uno degli amministratori delegati del sito di e-commerce, Russell Grandinetti, ha difeso la compagnia e ha affermato che oggi “le uniche persone necessarie per pubblicare un libro sono lo scrittore e il lettore.

Tutti quelli che si trovano in mezzo a loro hanno gli stessi rischi e le opportunità” sia tu un sito di e-commerce o un piccolo editore. Il NY Times ha citato un caso emblematico, quella dell’autrice hawaiana Kiana Davenport che ha pubblicato con Penguin il suo libro “The Chinese’s Soldier Daughter” e ha affidato ad Amazon una raccolta e-book di racconti brevi “Cannibal Nights”. La casa editrice ha deciso di recidere il contratto con l’autrice, ha ritirato il libro e le ha fatto causa. La Penguin non ha commentato, ma l’avvocato della Davenport ha detto: “Vogliono dare il buon esempio, se pubblichi con Amazon lo fai a tuo rischio e pericolo”.

Molti sono, invece, gli scrittori che stanno usufruendo di questo nuovo modo di pubblicare, come Lauren Saville che ha speso 2.200 dollari per mandare in stampa un libro dedicato alla madre e ha venduto solo 600 copie, dopo aver letto una recensione su una rivista specializzata Amazon ha deciso di annoverarla fra i suoi scrittori e la Saville ha deciso che non si affiderà mai più a un editore.

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17 ottobre 2011

fonte:  http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=9620&ID_sezione=38

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CRISI? QUALCUNO HA LA RICETTA.. – “La dirigente usava i soldi del Comune per le sue spese e si autopromuoveva”

“La dirigente usava i soldi del Comune per le sue spese e si autopromuoveva”

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Enrica Ambrosino aveva in mano le casse del municipio di Cassina de’ Pecchi: 166mila euro per pagarsi, fra l’altro, l’abbigliamento, i bolli auto e le tasse universitarie per il figlio

"La dirigente usava i soldi del Comune per le sue spese e si autopromuoveva" Una veduta di Cassina de’ Pecchi

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Disposto il giudizio immediato per Enrica Ambrosino, funzionario dirigente del settore Finanze, tributi e personale del Comune di Cassina de’ Pecchi, alle porte di Milano, arrestata a luglio con l’accusa di peculato e falso per 166mila euro. Si è scoperto che la donna, 61 anni, da un ventennio responsabile delle casse del Comune, nel 2004 ha cominciato a usarle per spese personali sempre più ingenti fino ad arrivare a decidere da sola anche le proprie promozioni.

In base a quanto ricostruito dalla guardia di finanza, Ambrosino ha cominciato a far pagare al Comune i vestiti e le scarpe, il forno a microonde, le spese condominiali e il canone Rai. Poi via via ha usato i soldi pubblici per il pagamento delle tasse universitarie del figlio, il rimborso per un incidente stradale, l’Ici, l’Irpef e il bollo dell’auto. E per ben due anni consecutivi si sarebbe anche autopromossa, assegnandosi da sola un aumento di18mila euro per la sua produttività.

Ora i pubblici ministeri Grazia Pradella e Tiziana Siciliano le contestano decine di episodi di peculato per un valore complessivo di 166.869,14 euro. Un reato commesso attraverso l’emissione di falsi mandati di pagamento per spese personali e firmando indebite false retribuzioni per attività lavorative mai prestate, incassando i soldi a volte tramite assegni circolari, altre con accredito bancario.

Interrogata dal gip Simone Luerti in occasione dell’arresto, Ambrosino aveva confessato tutto, seppur sostenendo di aver cominciato ad attingere dalle casse municipali solo due anni fa. In realtà gli accertamenti sui bilanci di tutte le spese ordinate dalla Ambrosino hanno fatto emergere irregolarità decisamente superiori ai 30mila euro inizialmente contestati dalla Procura. Ora il gip ha firmato il decreto di giudizio immediato, disponendo il processo per l’8 novembre. Ambrosino ha chiesto di patteggiare, ma senza una garanzia di risarcimento non arriverà il via libera dei pm.

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17 ottobre 2011

fonte:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/10/17/news/la_dirigente_usava_i_soldi_del_comune_per_le_sue_spese_e_si_autopromuoveva-23368641/?rss

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Mina incide una canzone senza autore. E va a caccia sul web per identificarlo – Ascoltala QUI

Mina incide una canzone senza autore
E va a caccia sul web per identificarlo

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La più grande cantante italiana di sempre riceve un demo privo di informazioni sul mittente, forse andate perse. Seleziona ‘Questa canzone e la inserisce nel suo nuovo album, in uscita a novembre. Per dare un nome e un cognome al suo autore, fa ascoltare il brano sul suo sito e inaugura la sua pagina Facebook. Una storia incredibile: favola o geniale operazione di marketing?

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di P. GALLORI

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Mina incide una canzone senza autore E va a caccia sul web per identificarlo

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ROMA Nell’elenco di brani che compongono il prossimo album di Mina, in uscita a novembre, ce n’è uno che rischia di restare privo di paternità. Si intitola Questa canzone e per dare un nome e un cognome al suo autore, Mina lancia una vera e propria caccia all’uomo, sfruttando la potenza della Rete e la capillarità dei socialnetwork, di modo che chi ha composto il brano possa riconoscersi e farsi vivo.

La storia ha dell’incredibile. Qualche mese fa, tra i tanti materiali che Mina riceve abitualmente, spunta il demo di Questa canzone. La cantante lo ascolta, lo valuta, lo seleziona per inserirlo nel suo nuovo album. Ma il demo non è accompagnato da alcuna informazione che possa far risalire all’autore: non un nome, non un recapito. Dimenticati all’origine oppure semplicemente persi. Così, la più grande cantante della storia della musica italiana, ambita dalle griffe più prestigiose del cantautorato, incide il brano di un autore che non ancora non sa di essere stato baciato dalla fortuna.

Se non è una favola, poco ci manca. Al punto da alimentare il dubbio che il “mistero dell’autore anonimo” sia in realtà una geniale operazione di marketing, fatta apposta per appassionare i media, movimentare il web nella ricerca e indirizzare milioni di click verso il brano, che potrà essere ascoltato sul rinnovato sito di Mina a partire dalla mattina del 18 ottobre (all’indirizzo minamazzini.com/questacanzone 1). Per stanare l’autore di Questa canzone, Mina inaugura anche la sua pagina ufficiale su Facebook: facebook.com/mina 2, dove si trovano le indicazioni necessarie per poter fornire la prova inequivocabile della paternità del brano.

La canzone sarà accompagnata da un video, realizzato da Mauro Balletti, le cui immagini si ispirano alla favola che più assomiglia alla vicenda: Cenerentola. Se il bel principe cerca la dama fuggita a mezzanotte impugnando una scarpetta, Mina vuole incontrare l’autore misterioso, aggirandosi per il web con la sua canzone.

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17 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/10/17/news/mina_cerca_autore_della_sua_nuova_canzone-23386771/?rss

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Maroni domani in Senato: ora nuove leggi, Alemanno vieta cortei per un mese. Di Pietro “Si torni alla legge Reale”. Bindi “No a tentazioni liberticide”

Maroni domani in Senato: ora nuove leggi
Alemanno vieta cortei per un mese

Questura nega il corteo della Fiom a Roma. Di Pietro: si torni alla legge Reale. Bindi: reprimere sì, tentazioni liberticide no. G20, Parigi chiude la frontiera con l’Italia: non vogliamo infiltrazioni

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Di Pietro vuole la legge Reale bis – fonte immagine

Nei primi 15 anni di applicazione della legge, si conteranno 625 vittime delle forze dell’ordine (254 morti e 371 feriti). Di queste, ben 208 non stavano commettendo né erano in procinto di commettere reati. Un contesto tipico (ricorre in 153 casi) è il posto di blocco o l’intimazione di alt. In 65 casi (pari a circa il 10% del totale) le forze dell’ordine sono ricorse alla giustificazione del “colpo partito accidentalmente”. Traiamo queste informazioni da 685, un “libro bianco sulla legge Reale” compilato e pubblicato nel 1990 dal Centro di Iniziativa Luca Rossi di Milano. Il libro contiene un impressionante computo/catalogazione dei “morti da legge Reale” nel periodo 1975-90. Alcuni esempi:

 

“Caso n.206, 07-01-81, Roma: Laura Rendina, 28 anni… La ragazza si era fermata in auto con altri parenti vicino all’abitazione della famiglia Moro e di altri politici, quando sente battere ai finestrini e si trova puntata una pistola. Presa dal panico riparte, ma viene raggiunta da colpi sparati all’impazzata. Forze dell’ordine: Digos. Fonte: Paese Sera.”

 

“Caso n.208, 12-01-81, Firenze: Roberto Panicali Frosali, 32 anni… Stava ritornando in banca dopo l’intervallo a bordo del suo motoscooter, quando viene ucciso da una raffica di mitra sparata da un agente di sorveglianza, che dichiara che il colpo è partito accidentalmente, poiché il mitra si era impigliato nel giaccone. Forze dell’ordine: vigilantes. Fonte: La Nazione.”

 

“Caso n.233, 26-07-81, S. Benedetto del Tronto (AP): Ennio Illuminati, 35 anni… Viene ucciso da tre colpi di pistola sparati da un agente della Digos. In compagnia della sua fidanzata, non si era fermato al posto di blocco istituito da agenti in borghese e, temendo di essere vittima di maleintenzionati, aveva cercato di fuggire. Forze dell’ordine: Digos. Fonte: Radicali.”

 

“Caso n.338, 06-02-84, Torino: Renato Cavallaro, 44 anni… Durante l’inseguimento di un ricercato, un poliziotto in borghese a bordo di un’auto civile si ferma ad un semaforo rosso, scende e, in posizione di tiro, spara alcuni colpi. Un operaio, che si trova all’uscita di una cabina telefonica, viene ucciso. Forze dell’ordine: polizia in borghese. Fonte: La Stampa”.

 

“Caso n.622, 27-06-89, Nave (BS): Claudio Ghidini, 19 anni… Un’auto con tre giovani a bordo viene fermata dai carabinieri per un controllo. Un milite intima a Ghedini di salire sulla sua auto: il giovane si rifiuta per aspettare gli amici, ma viene preso a schiaffi e poi ucciso da un colpo di pistola alla testa. Forze dell’ordine: carabinieri. Fonte: Il Giorno. ”

fonte:  http://contromaelstrom.wordpress.com/2011/07/26/le-prime-vittime-della-legge-reale-e-continua/

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ROMA – «Si deve tornare alla Legge Reale – ha proposto oggi il leader Idv Antonio Di Pietro – Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2’, alias Di Pietro, contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari». E mentre il ministro Maroni annuncia nuove leggi e si dichiara d’accordo con Di Pietro, la Francia comunica che in occasione del G20 la frontiera con l’Italia sarà chiusa dal 24 ottobre per evitare infiltrazioni pericolose per l’ordine pubblico. Intanto il corteo per la manifestazione del 21 ottobre dei lavoratori Fiat-Fincantieri della Fiom non è stato autorizzato dalla Questura: «Solo un sit-in per motivi di sicurezza» spiega la polizia.

«Il Parlamento invece di continuare a perdere tempo con le leggi ad personam – dice Di Pietro – deve mettere a punto una legislazione penale adeguata a fronteggiare emergenze come quelle degli scontri di sabato scorso. Specificare nuove figure di reato; prevedere arresti e fermi obbligatori; istituire riti direttissimi con pene esemplari; aggravare le condanne per i reati già esistenti».

Maroni domani annuncerà una proposta per «nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell’ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato. Domani riferirò in Senato e devo dire che per una volta sono d’accordo, con l’onorevole Antonio Di Pietro, che ha detto che servono nuove norme per prevenire, una legge Reale Bis: esattamente quello che voglio dire domani».

Alemanno: cortei vietati per un mese.
In serata il Campidoglio ha diramato un comunicato: «Il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, nel suo potere di Commissario straordinario per l’emergenza traffico, ha firmato questa sera l’ordinanza che vieta per un mese lo svolgimento di cortei in tutto il I Municipio di Roma. In questo territorio saranno possibili solo manifestazioni stanziali, da tenersi nelle seguenti aree: piazza Bocca della Verità, piazza Santi Apostoli, piazza della Repubblica, Circo Massimo, piazza Farnese, piazza San Giovanni, piazza del Popolo e le sedi istituzionali secondo le prescrizioni della Questura di Roma».

Bindi: giusto reprimere, ma no a tentazioni liberticide.
Giusto reprimere i violenti, meglio ancora agire con fermezza in chiave preventiva, ma soprattutto bisogna evitare tentazioni liberticide. Men che meno pensare di ripristinare la legge Reale sull’ordine pubblico come invocato da Di Pietro. È il senso della posizione di Rosy Bindi sugli scontri di Roma. «Invocare leggi che non ci sono più – ha detto – dimostra debolezza del nostro ordinamento e della politica».

Finocchiaro: basta applicare le leggi esistenti. «Legge Reale bis? – dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato – Domani ascolteremo il ministro dell’Interno nell’aula di Palazzo Madama, e siamo aperti ovviamente a qualsiasi miglioramento delle leggi esistenti, ma a Maroni dico: ciò che serve davvero è applicare le leggi esistenti, fare più prevenzione ed evitare i tagli alle risorse dedicate alla sicurezza. Quel che pensiamo è che vadano applicate e fatte rispettare le leggi esistenti e promossa quella prevenzione, che forse non è stata fatta e invece andava fatta prima e meglio. Ricordo che nel nostro Paese sono in vigore leggi che certamente forniscono anche adesso gli strumenti adeguati per contrastare atti di violenza come quelli di sabato e perseguire chi li ha commessi. E non posso non aggiungere, inoltre, che le Forze dell’ordine andrebbero messe nelle condizioni di operare al meglio, evitando i tagli alle risorse dedicate alla sicurezza che il governo Berlusconi ha compiuto in questi anni».

Le frontiere tra Francia e Italia, entrambe nello spazio Schengen, saranno ripristinate a partire dal 24 ottobre per impedire l’ingresso sul territorio francese di potenziali pericoli per l’ordine pubblico attirati dal G20 di Cannes, in programma il 3 e 4 novembre. Lo annuncia il prefetto di Nizza, Jean-Michel Drevet, in una conferenza stampa.

Fiom: corteo non autorizzato, ma noi garantiamo la sicurezza. Il corteo per la manifestazione del 21 ottobre dei lavoratori Fiat-Fincantieri della Fiom non è stato autorizzato dalla Questura. Il leader Fiom, Maurizio Landini, dice che al momento la concentrazione a Piazza Esedra è autorizzata, mentre sono negate tre piazze richieste per l’arrivo del corteo. «Per noi – dice Landini – fare il corteo è necessario a maggior ragione dopo quello che è successo sabato. Chi si è organizzato da mesi lo ha fatto per colpire chi manifestava. Noi garantiamo la sicurezza. Nelle nostre manifestazioni non si viene con i caschi e con gli zaini pieni di cose. Si viene con la faccia scoperta e con le mani libere». Landini ha spiegato che la Fiom ha chiesto alla Questura inizialmente di poter fare il corteo da piazza Esedra verso piazza Navona, rifiutata questa piazza è stata proposta dal sindacato piazza Farnese. Ma anche questa, la settimana scorsa, è stata rifiutata perché troppo vicina a piazza Navona. Oggi è stata chiesta piazza Santi Apostoli per l’arrivo del corte ma anche questa piazza è stata negata. Al momento – ha spiegato Landini – resta solo l’autorizzazione al concentramento dei lavoratori in piazza Esedra mentre non è prevista ad oggi la possibilità di sfilare in corteo. Alla manifestazione organizzata per protestare sulla situazione della Fiat, della componentistica e di Fincantieri, parteciperà, ha annunciato Landini, anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Questura: solo sit-in per motivi di sicurezza. Non ci sarà alcun divieto di manifestare – replicano dalla Questura di Roma – ma ai lavoratori della Fiom sarà messa a disposizione venerdì prossimo a Roma una piazza, anziché l’itinerario di un corteo, «per motivi di sicurezza» alla luce degli scontri di sabato.
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Lunedì 17 Ottobre 2011 – 16:12    Ultimo aggiornamento: 20:13

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=166777&sez=HOME_NELMONDO

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«Governo istituzionale», sì da un italiano su quattro. Il 60% dei cittadini teme che nel 2012 andrà peggio

«Governo istituzionale», sì da un italiano su quattro


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Il Paese è pessimista: il 60% dei cittadini teme che nel 2012 andrà peggio. Lo spettro della Grecia fa paura

I violenti e inaccettabili scontri avvenuti sabato a Roma hanno di fatto cancellato le ragioni di una protesta, quella degli «indignados», che voleva manifestare il profondo disagio vissuto oggi da una parte rilevante della popolazione, specialmente ma non solo giovanile, del nostro e di molti altri Paesi. L’allargamento delle disuguaglianze sociali, della disoccupazione, della mancanza di prospettive turbano gli italiani. Non a caso i cittadini esprimono in maniera sempre più accentuata pessimismo e sfiducia. Questo stato d’animo ha coinvolto praticamente tutti i cittadini: metà della popolazione afferma di essere «molto» e un altro 47% si definisce «abbastanza» inquieto. Ma non si tratta solo di angoscia per le sorti economiche del Paese: l’insicurezza pare riguardare tutti, anche a livello personale – lo dichiara l’84% – per le prospettive della condizione economica propria e della propria famiglia.

Insomma, il Paese è largamente pessimista. Per la situazione presente e per l’avvenire. Non sorprende, dunque, che anche le previsioni per il futuro dell’economia siano negative: quasi il 60% ritiene, infatti, che l’anno prossimo vedrà una ulteriore evoluzione in peggio della crisi attuale. E più di tre italiani su quattro intravedono il rischio che l’Italia finisca in una crisi come quella greca. Di fronte a questo stato di cose, occorrerebbe una forte iniezione di fiducia da parte delle istituzioni, che riesca a mutare il clima di opinione negativo e diffondere maggiore ottimismo sia in termini di atteggiamenti, sia, specialmente, di comportamenti. È ciò che la gran parte della popolazione, compresa una larga porzione dei votanti per i partiti di governo, chiede all’esecutivo. Ma che, sempre secondo la maggioranza degli italiani, non trova, per ora, riscontro nei fatti.

Nelle ultime settimane, era stata riposta qualche attesa nel più volte annunciato (ma per ora mai realizzato) «decreto Sviluppo» e nei diversi provvedimenti di rilancio che avrebbe dovuto contenere. Il consenso, rilevato dai sondaggi, per le misure di cui i giornali hanno dato anticipazione è, tra gli elettori dei partiti di governo, relativamente esteso. Perfino il condono fiscale trova il favore della netta maggioranza dei votanti per il Pdl, (ma non, significativamente, di quelli della Lega e, com’era prevedibile, degli elettori dei partiti di opposizione) e sembrerebbe poter costituire un possibile fattore di rilancio della fiducia verso Berlusconi da parte del suo elettorato.

Ma, in assenza di iniziative da parte del governo, la maggioranza degli italiani continua a vedere con favore le sue dimissioni. Ormai solamente il 17% – ma molto meno, il 13%, tra i giovani fino a 24 anni – auspica la permanenza di Berlusconi alla guida dell’esecutivo. La percentuale è in diminuzione nel tempo: era il 27% a gennaio e il 19% un mese fa. Colpisce, a questo riguardo, il trend relativo agli elettori della Lega, che costituisce una componente fondamentale del governo: a metà settembre il 40% dichiarava di desiderare la continuazione del governo Berlusconi, oggi questa quota si è ridotta al 22%. Anche tra gli elettori del Pdl l’idea di una prosecuzione dell’attuale governo, pur maggioritaria, si restringe: oggi si dichiara contrario il 22%, a fronte del 20% del mese scorso. Questo atteggiamento si ripercuote anche sulle intenzioni di voto, che vedono un’ulteriore diminuzione del favore al Pdl e una crescita dei consensi per i partiti di centro (in particolare Fli di Fini) e per le forze più marcatamente di sinistra (in particolare Sel).

Si allarga invece la percentuale di chi condivide la prospettiva di un nuovo esecutivo guidato da un’alta personalità istituzionale: questa è oggi l’opinione di più di un italiano su quattro (26%, era il 17% a metà settembre). Ma, come noto, la gran parte dei cittadini vuole le elezioni anticipate: le chiede in questo momento il 43%. Si estende, cioè, l’opinione che sia meglio «sparigliare le carte» e provare a percorrere una nuova via per lo sviluppo del Paese.

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Renato Mannheimer
17 ottobre 2011 15:58

fonte:  http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_17/Governo-istituzionale-si-da-un-italiano-su-quattro_8b9013e0-f88d-11e0-a70e-53be2c0ab142.shtml

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Nepal, a tavola imbavagliati: l’arte contro la povertà

Nepal, a tavola imbavagliati: l’arte contro la povertà

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Nepal, a tavola imbavagliati: l'arte contro la povertà
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Seduti a tavola ma con la bocca sigillata con il nastro adesivo e i polsi legati con una corda, nei piatti e nei bicchieri sistemati davanti ai due commensali non ci sono alimenti. La scena è stata allestita in un mercato di frutta e verdura di Kathmandu come installazione umana di denuncia in occasione della giornata contro la povertà

(a cura di Benedetta Perilli)

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17 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/17/foto/kathmandu_giornata_contro_la_povert-23361291/1/?rss

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