Archivio | ottobre 20, 2011

MESSA A FUOCO NO PROBLEM – Lytro rivoluziona la fotografia: dai pixel ai raggi di luce

Lytro rivoluziona la fotografia: dai pixel ai raggi di luce

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https://i0.wp.com/imagesdotcom.ilsole24ore.com/images2010/SoleOnLine5/_Immagini/Tecnologie/2011/10/Lytro-258x258.jpg

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QUI ESEMPI DI IMMAGINI SCATTATE CON LA LYTRO

Un clik per mettere a fuoco il punto prescelto, due clik per zoomare

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di Roberto Faggiano

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Dopo quindici anni di studi e sperimentazioni all’Università di Stanford la fotocamera Lytro è pronta per la vendita. I prezzi sono piuttosto abbordabili: 399 dollari per la versione con 8 gb di memoria e 499 dollari per la 16 gb; le prenotazioni per il mercato Usa sono già partite con consegna prevista all’inizio del 2012, ancora nessuna notizia per l’Europa.

La nuova fotocamera introduce un concetto rivoluzionario nel mondo della fotografia: la possibilità di scattare un’immagine e di metterla a fuoco solo successivamente, scegliendo liberamente l’esatto punto da focalizzare. Basta quindi alle immagini studiate a lungo prima dello scatto per trovare la giusta inquadratura, sarà sufficiente un solo rapido click sull’apparecchio per cogliere l’istante di una scena e poi elaborarlo tranquillamente sul pc prima di stamparlo o postarlo sui social network. Precisando che l’elaborazione è alla portata di chiunque, dato che basta scegliere il punto da focalizzare, cliccarci sopra e tutto è già finito. Il merito di queste prestazioni è tutto nel sensore di ripresa delle immagini, per il quale non si parla più di megapixel ma di megarays, milioni di raggi di luce.

Questo speciale sensore infatti sfrutta diverse lenti ottiche che realizzano uno zoom ottico 8x con apertura focale f/2 che riesce a catturare l’intero spettro della luce. Viene catturata ogni angolazione e rifrazione della luce su un soggetto e sull’intera scena, questo permette in seguito di ricreare le diverse messe a fuoco. Il sensore “light field” cattura 11 milioni di raggi di luce e li passa a un circuito “light fiedl engine” che elabora i dati raccolti e li archivia; un piccolo chip riesce ora a sostituire quello che era un vero e proprio super computer nell’università durante gli studi su questa tecnologia. Sul sito dell’azienda (www.lytro.com) è possibile sperimentare direttamente la tecnologia applicata su una galleria di immagini.

Rivoluzione anche nella forma
Il bello della Lytro è anche nella sua forma: un parallelepipedo colorato da 4 centimetri di lato e lungo 11 centimetri con un peso di 214 grammi, parzialmente rivestito in gomma nella zona vicina al mirino. I comandi sono ridotti al minimo, troviamo solo il pulsante di scatto meccanico mentre sul display touch è possibile passare in rassegna le immagini archiviate oppure provare subito la messa a fuoco preferita. Non si usano schede di memoria perché c’è già un archivio interno da 8 gb (per 350 scatti) oppure 16 gb (per 750 scatti). L’alimentazione viene da una batteria interna ricaricabile tramite cavo usb, con lo stesso cavo si possono scaricare le foto sul pc. Al momento la Lytro ha preparato un software dedicato al mondo Mac ma è già annunciata la versione Windows.

La nuova Lytro diventerà per la fotografia quello che è stato l’iPod nel mondo della musica? Presto per dirlo, ma la semplicità con la quale è stato trasferito al pubblico un concetto molto complesso, richiama proprio la rivoluzione portata dall’iPod nel vecchio mondo dei compact disc.

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  € 19,90 Iva Inc.

Lezioni di fotografia Willy Ronis – Le regole…

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20 ottobre 2011

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-10-20/lytro-rivoluziona-fotografia-pixel-174229.shtml?uuid=AaIRDeEE

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Papa, nuova bufera con gli ebrei, Vescovo lefebvriano li accusa di deicidio / IL SENSO DELL’ACCUSA CATTOLICA DI DEICIDIO

Papa, nuova bufera con gli ebrei
Vescovo lefebvriano li accusa di deicidio


Pope: Jews not to blame for crucifixion – fonte immagine

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CITTA’ DEL VATICANO – Nuove tempeste in vista col mondo ebraico che chiede a Benedetto XVI di rinunciare ad accogliere i lefebvriani. O noi, o loro. A minare il dialogo e guastare i rapporti con l’ebraismo ci ha pensato ancora una volta il vescovo ultra tradizionalista, Richard Williamson, uno dei quattro vescovi lefebvriani ai quali è stata tolta la scomunica nonostante le sue idee negazioniste sull’Olocausto.

Stavolta a sollevare il putiferio è stata l’ennesima presa di posizione politicamente scorretta del prelato inglese: gli Ebrei sono responsabili di deicidio, sono loro ad avere ucciso nostro Signore Gesù Cristo. Sbaglia chi dice il contrario. Monsignor Williamson in un libro apparso in questi giorni in Gran Bretagna «relativo alla problematica del rifiuto del Messia da parte degli Ebrei antichi e moderni» se la prende anche con Benedetto XVI per avere affermato nel suo secondo volume sulla vita di Gesù, pubblicato alcuni mesi fa, che «gli Ebrei non devono più essere ritenuti responsabili di deicidio, cioè dell’uccisione di Dio. Peggio – scrive il vescovo lefebvriano – il 17 maggio, il Direttore esecutivo del Segretariato per il dialogo ecumenico e gli affari interreligiosi della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, ha detto che nessuno può accusare gli Ebrei di deicidio in nessun momento storico, senza ricadere nell’esclusione dalla comunione con la Chiesa cattolica».

L’opinione di Williamson (e con lui quella di molti lefebvriani) è di bel altro segno. «L’uccisione di Gesù fu un vero “deicidio”, cioè l’uccisione di Dio, perché Gesù era una delle tre Persone divine che in aggiunta alla sua natura divina assunse una natura umana». E spiega: «Quale di esse è stata uccisa sulla Croce? Solo la natura umana. Ma chi è stato ucciso sulla Croce nella sua natura umana? Nessun altro che la seconda Persona divina, cioè Dio».

Ma la lettura anticonciliare di Williamson, ampiamente condivisa all’interno della Comunità di San Pio X, non si ferma qui. Le responsabilità di Ponzio Pilato sarebbero limitate, infatti il «gentile più coinvolto, Pilato, non avrebbe mai condannato a morte Gesù se i capi degli Ebrei non avessero incitato il popolo ebraico a reclamare la sua crocifissione». Sicché solo gli «Ebrei (capi e popolo) furono i principali agenti del deicidio, poiché dai Vangeli è evidente». Poi cita San Tommaso d’Aquino e Leone XIII che «considerava che ci fosse una reale solidarietà tra gli Ebrei che reclamarono l’uccisione di Gesù e la collettività ebraica dei tempi moderni». Monsignor Williamson rivolge solo una domanda a Papa Ratzinger: «Come mai il Papa può perdere verità tanto antiche?».

A stretto giro dalla presa di posizione di Williamson, dal mondo ebraico sono partite dirette in Vaticano richieste relative a una presa di distanza. Il Congresso ebraico mondiale ma anche alcuni rabbini inglesi e francesi hanno fatto arrivare al Papa il proprio sdegno. L’accusa di deicidio finisce per alimentare la mala pianta dell’antisemitismo.

In una dichiarazione il rabbino Pinchas Goldschmidt si è appellato a Papa Ratzinger sottolineando che «non dovrebbe esserci nessun tentativo di conciliazione con chi semina il mondo con parole di odio». Il riferimento è ai negoziati in corso tra il Vaticano e la Società San Pio X per cancellare lo scisma provocato da monsignor Lefebvre. «Noi ci appelliamo alla Chiesa cattolica affinché sospenda ogni negoziato con degli estremisti, la cui tendenza è di continuare a coltivare al proprio interno il seme dell’antisemitismo».

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20 ottobre 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=167119&sez=HOME_NELMONDO

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IL SENSO DELL’ACCUSA CATTOLICA DI DEICIDIO

Il Cristo fu tradito dai suoi prima e dopo la croce


fonte immagine

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Se si prendono alla lettera i vangeli canonici, l’accusa di deicidio, rivolta agli ebrei, diventa inevitabile. E fa bene Walter Peruzzi a sostenere che “l’idea del ‘deicidio’ come responsabilità collettiva di tutto il popolo ebreo, che lo marchia e giustamente lo espone alla persecuzione, alla discriminazione e alla diaspora, non è un’idea di qualche isolato padre della Chiesa ma una sorta di opinione comune della Chiesa fin dai primi secoli cristiani. Essa venne formulata in modo ufficiale e solenne a metà del V secolo da Leone I Magno…”(Il cattolicesimo reale, Odradek ed., Roma 2008, p. 275).

Gli ebrei hanno ucciso il “figlio di dio” sapendo che lui si dichiarava tale. E non si sono mai pentiti d’averlo fatto. Sotto questo aspetto, l’antisemitismo dei manipolatori del quarto vangelo raggiunge il livello più alto, nell’ambito del Nuovo Testamento. Non c’è alcuna possibilità di dialogo tra il Cristo e i suoi interlocutori, che difendono le radici del giudaismo.

L’accusa di deicidio è equivalente a quella di ateismo, benché gli ebrei dichiarino di essere sempre stati monoteisti. In sostanza sono gli stessi vangeli che, avendo la pretesa di sostenere che Cristo era un dio, cioè sostituendo una questione politica con una teologica, finiscono inevitabilmente col diventare antisemiti. E’ infatti impossibile perdonare un popolo che uccide il figlio del dio onnipotente, che come tale si pone, in piena autoconsapevolezza, per l’intero genere umano. Neanche se si pentissero, potrebbero essere perdonati, a meno che non smettessero d’essere ebrei e diventassero cristiani, come fece il fariseo Saulo di Tarso.

Ma oggi che farebbe un ebreo che volesse rinunciare alla propria confessione restando però credente? Quale delle tre confessioni cristiane accetterebbe: ortodossa, cattolica o protestante? Se guardiamo i grandi geni dell’umanità: Spinoza, Marx, Freud, Einstein, Chaplin…, vien da pensare che molto probabilmente un ebreo oggi diventerebbero ateo.

Forse anche per questo la chiesa cattolica ha smesso di considerarli deicidi: in un mondo secolarizzato quell’accusa non ha più senso, anzi rischia di far passare gli ebrei come dei campioni di ateismo, che è per detta chiesa ideologia assai più pericolosa che non quella ebraica. Senza poi considerare che gli storici (anche quelli borghesi) tendono a vedere l’antisemitismo degli Stati come una prosecuzione di quello cattolico-romano, ereditato dal protestantesimo. Sicché rientra nell’interesse della chiesa porre cesure nei confronti del proprio passato e rifarsi in un certo senso la verginità.

Nel Concilio Vaticano II essa ha voluto far vedere ch’era disposta a ritirare l’accusa di deicidio, indipendentemente dal fatto che gli ebrei volessero o meno pentirsi del loro delitto. Oggi però possiamo rivedere totalmente i termini della questione, visto che la presunta “divinità” del Cristo risulta essere frutto di una mera interpretazione mistica della tomba vuota.

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Nubifragio a Roma, caos e polemiche Immigrato annega in seminterrato / Alemanno: “Nubifragio inaspettato”. L’opposizione: “Sindaco inadeguato”

Nubifragio Roma, Infernetto: 32enne muore nel suo appartamento – intervista al soccorritore

Caricato da in data 20/ott/2011

Inferno nel quartiere Infernetto, nel XIII municipio: in un condominio in viale di Castelporziano un uomo di 32 anni, originario dello Sri Lanka è morto annegato dopo essere rimasto bloccato dalle macerie, all’interno del seminterrato in cui viveva con la moglie e la figlia di tre mesi a causa del nubifragio.

Nubifragio a Roma, caos e polemiche
Immigrato annega in seminterrato

Tragedia all’Infernetto, 400 famiglie fuori di casa. Metro bloccata, scuole evacuate, treni in ritardo. Caduti 120mm di acqua in tre ore Video – Foto – Foto dei lettori

https://i2.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20111020_roma-allagata.jpg
Roma finisce sott’acqua (foto Francesco Toiati)

Approfondimenti
Nubifragio a Roma, i racconti dei lettori
In salvo famiglia intrappolata in casa a San Lorenzo
La maledizione della nuova stazione Tiburtina, l’allagamento dopo le fiamme di luglio
Odissea nel nubifragio, i racconti del disastro
Cinquemila chiamate al 113, ottomila al 112
La pioggia ferma anche la Roma: allenamento annullato
Il temporale ritarda la partenza di Napolitano per Pisa
FotoGallery
Roma allagata, le foto dei lettori

Via Cilicia chiusa dai pompieri (foto www.roma06.net) Voragine sulla Tiburtina, strada bloccata (foto M.C.) La via Portuense sott'acqua (foto Carla Boto - Circolo Pd Marconi) Le auto sott'acqua al Portuense (foto Carla Boto - Circolo Pd Marconi)

Roma sott’acqua

L'annuncio della chiusura della metro a Ottaviano (foto Luciano Del Castillo - Ansa) Fontana di Trevi transennata per manutenzione (foto Luciano Del Castillo - Ansa) Un fulmine si abbatte su Centocelle (foto Claudio Peri - Ansa) Allagamento al Colosseo (foto Alessio Taralletto - Ansa)
Video
 Evacuato un palazzo in via De Ritis
 Roma allagata
 Nubifragio, disagi anche a Termini
 San Paolo, Marconi e il Tevere
 Viale Marconi e San Paolo nel caos
 Nubifragio, allagamenti e disagi
 Via di Salone e via Collatina
 Nubifragio a Roma, Tiburtina allagata
 Allagamenti in zona Val Melaina
 Nubifragio a Roma

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ROMA – Caos nella capitale per il nubifragio che si è abbattuto stamani sulla città. La pioggia ha allagato le strade, sommerso le auto in sosta, bloccato le due linee della metro, rallentato e fermato tram e bus e costretto alcune scuole a chiudere. Un immigrato 32enne è annegato in un seminterrato.

Il sindaco Gianni Alemanno, ha firmato la lettera per chiedere alla Regione lo Stato di emergenza. Ma sono subito scoppiate le polemiche con l’opposizione che ha attaccato il primo cittadino per non aver saputo fronteggiare un temporale previsto.

Il nubifragio si è scatenato a partire dalle 6. La pioggia ha iniziato a cadere dopo una tempesta di fulmini. In tre ore sono caduti in media 120 mm di pioggia: 96 mm in centro, 127 mm nella zona della stazione Termini, 121 mm a Porta Portese, 117 mm a Roma Eur, secondo il Centro funzionale della Protezione civile della Regione Lazio. Nella provincia di Roma i centri maggiormente interessati dal maltempo sono Campagnano, Magliano Romano, Sacrofano, dove sono caduti 187 mm di pioggia.Situazione analoga nel Viterbese, in particolare a Sutri e Bassano romano interessati da piccole frane ed allagamenti.

Pesanti le ripercussioni sul traffico, che in molte zone è andato in tilt. Diverse le strade chiuse per l’acqua alta, ma forti problemi ci sono stati anche per chi era a piedi, con tanti marciapiedi sommersi da diversi centimetri d’acqua, e per chi era con i mezzi pubblici, con servizi rallentati o bloccati. I varchi della Ztl sono stati aperti. La situazione è andata migliorando in tarda mattinata con il progressivo ripristino della circolazione della metro.

Un morto annegato. È un cittadino dello Sri Lanka di 32 anni l’uomo morto annegato all’interno del seminterrato dove abitava in zona Infernetto. L’abitazione, in una villetta a due piani che ospita altre famiglie cingalesi, si trova in via di Castel Porziano e i sommozzatori dei vigili del fuoco sono riusciti a mettere in salvo la moglie dell’uomo la figlia di tre mesi. Sul posto è giunto il 118 ma non ha potuto far altro che constatare il decesso. «Quando sono entrato in casa la scala che portava al seminterrato era già inondata – ha raccontato un giovane che abita nella zona – Siamo riusciti a portare fuori la moglie e la figlia, lui chiedeva aiuto attraverso una grata. Gli abbiamo passato un tubo per l’acqua per cercare di farlo respirare, ma non ci siamo riusciti».

«Là dentro ci saranno 300-400 metri cubi d’acqua», ha affermato uno dei vigili del fuoco presenti sul posto. Il cingalese sarebbe stato travolto dal crollo di un muro del seminterrato. Il muro è crollato quando il locale è stato invaso dall’acqua. Il giovane si trovava nel seminterrato per recuperare alcune cose.

Saranno avviate indagini per verificare l’agibilità e l’abitabilità del seminterrato abitato dalla vittima, peraccertate eventuali responsabilità dei proprietari del locale.

Circa 400 famiglie dell’Infernetto hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Circa un migliaio di persone, quindi, rischiano di passare la notte fuori casa perchè le loro abitazioni sono allagate o inagibili. La stima è dell’assessore all’Urbanistica del XIII Municipio, Amerigo Olive, che precisa: «Bisognerà vedere quante di queste case saranno dichiarate inagibili nelle prossime ore».

In via De Ritis, a Pietralata, dopo il nubifragio è stato evacuato per precauzione un palazzo abitato da circa 300 persone.

Chiuse le due linee della metro. Problemi al sistema fognario dovuti alla pioggia hanno provocato prima la chiusura delle stazioni Termini, Manzoni, San Giovanni e Colli Albani (metro A), Garbatella e Rebibbia (Metro B) e poi l’interruzione completa del servizio su entrambe le linee. Poco dopo le 10 la metro B è ripartita ma solo tra le stazioni Policlinico e Rebibbia. Alle 10.50 è stata riaperta anche la tratta Battistini-Travertino, ma le stazioni Termini, San Giovanni, Re di Roma, Colli Albani sono rimaste chiuse. Chiusa la tratta Acilia-Colombo della Roma-Lido dove è stato istituito un servizio bus sostitutivo mentre tutto regolare per la Roma-Viterbo e la Termini-Giardinetti. Fortemente rallentato il servizio dei bus su tutta la rete cittadina: in particolare a Tiburtina l’allagamento del ponte Portonaccio, costringe a deviare le linee 409, 545, 163, 111, 211, 309, 440; sono rallentate le linee 30, 60, 714, 715, 160, 671; così come le linee 01, 06, 014, 015, 066, 070, 709 sono deviate o limitate per allagamenti nelle zone Casal Palocco e Infernetto. La linea 671 è deviata e non transita in via Mantegna.

Il temporale ha creato veri e propri fiumi d’acqua e alcune zone della capitale risultano pesantemente allagate. Forti disagi anche nel centro storico: davanti alla Bocca della Verità gli automobilisti sono rimasti bloccati dall’acqua.

Voragini e allagamenti sulla Tiburtina. Alla stazione Tiburtina alle 9 di stamani, scrive un lettore del Messaggero «il livello dell’acqua era arrivato alle ginocchia delle persone» per le fogne straripanti». Un altro lettore segnala che in via Zoe Fontana e via Affile alcuni automobilisti sono rimasti intrappolati con le auto nell’acqua alta. Allagamenti anche nei sottopassi dell’Ostiense. Numerosi gli interventi dei carabinieri in diversi punti della città. A Villa Ada sono stati messi in salvo gli automobilisti all’interno di quattro auto parzialmente sommerse dalla pioggia.

La pioggia ha mandato in tilt anche via Cristoforo Colombo, la principale arteria che collega il litorale laziale alla capitale. Diversi centimetri d’acqua hanno invaso le carreggiate, con le auto in panne, un paio di semafori fuori uso. Da Ostia a Roma si è formato un torrente continuo, che confluisce nel tratto in cui la Colombo incrocia la via Pontina. Lì il traffico era paralizzato, con diverse auto sommerse dall’acqua.

Pioggia anche nella stazione Termini. A causa delle infiltrazioni d’acqua alcune aree all’interno dello scalo ferroviario romano sono state recintate con i nastri.

Treni in ritardo, anche di ore, e due soppressioni sulla tratta per Fiumicino. Secondo Trenitalia, la linea Fr1 Fara Sabina-Fiumicino ed Fr3 Roma-Viterbo sono i percorsi dove i convogli hanno accumulato più ritardi. Nessun problema alla circolazione in generale se non per due treni diretti a Fiumicino Aeroporto che sono stati soppressi: un fulmine ha colpito un treno regionale che si è fermato all’altezza di Ponte Galeria, bloccando il traffico sui binari. Alla Tiburtina, questa mattina, si è dovuto far fronte all’allagamento del sottopasso che collega la metro B ai treni: i passeggeri sono potuti passare grazie ad alcune passerelle in legno poste dal personale della stazione. Il piazzale antistante la stazione Tiburtina era invaso dall’acqua e le auto e i bus erano bloccati. Il traffico proveniente dalla tangenziale e dal ponte Tiburtino è stato molto rallentato e costretto a deviare verso il Verano e verso Piazza Bologna.

I taxi sono stati presi d’assalto e le linee telefoniche sono andate in tilt. Per molti romani riuscire a salire su un’auto bianca è stato un’impresa. Anche prenotare un taxi al telefono o fermarne uno per strada, in alcune zone di Roma è stato praticamente impossibile: i centralini dei principali servizi di radiotaxi stamani risultavano perennemente occupati.

A via di Villa Massimo una parte delle mura di Villa Torlonia sono crollate in un’abitazione senza provocare feriti. Disagi anche all’ingresso di villa Ada dove 4 auto si sono allagate. In via dei Sabelli a San Lorenzo, un albero è caduto su 4 auto in sosta danneggiandole.

Scuole chiuse o evacuate per gli allagamenti. Evacuati i 300 alunni della scuola materna e media Don Gioacchino Rey al Quadraro. La scuola elementare Baccarini ed il nido Coccole & co del I municipio sono state chiuse per allagamenti dovuti anche alle pessime condizioni degli infissi con tutte le conseguenza del caso. Chiusa anche l’elementare Leonardo da Vinci, per l’allagamento della mensa e un corto circuito. Scuole allagate anche nella zona della Magliana. Il caso più grave è quello della materna di Via Greve alla Magliana e della media Nino Rota a Villa Bonelli ove corridoi, buona parte delle aule e bagni sono allagati e inagibili a tal punto da contattare i genitori dei bambini per riportarli a casa».

A Trastevere l’acqua ha inondato i marciapiedi in numerosi tratti, arrivando a sfiorare l’ingresso di alcuni negozi e impedendo a molti automobilisti di poter arrivare alla propria auto. I disagi maggiori sono soprattutto per i pedoni: in molti tratti è diventato impossibile persino attraversare da un lato all’altro della strada. Situazione critica anche alla stazione di Trastevere dove alcuni autobus sono rimasti bloccati nella piazzola di sosta a loro riservata a causa del livello dell’acqua.

La pioggia battente ha causato forti problemi nella zona di Monteverde dove l’intera linea del tram 8 è rimasta bloccata a causa di un’ambulanza ferma sui binari e incastrata in un avvallamento del terreno provocato dalla pioggia. Almeno una ruota del veicolo è distrutta e il mezzo è piegato su un lato e incastrato in mezzo ai binari. Il serpentone di tram fermi poco dopo le 9 era lunghissimo e la gente bloccata per strada.

Anche sul Grande Raccordo Anulare di Roma la circolazione è rallentata a causa di numerosi allagamenti. Temporaneamente chiuso lo svincolo di La Rustica sia in carreggiata esterna che interna. Traffico in tilt nel tratto tra l’Aurelia e lo svincolo dell’Autosole per Napoli.

Anche la palazzina degli ambulatori di ematologia del Policlinico Umberto I, in via Benevento, ha pagato il suo prezzo al maltempo. Stamattina intorno alle 8 il tetto del terzo piano è crollato sotto il peso dell’acqua costringendo i numerosi pazienti già arrivati e in attesa delle visite cliniche ad abbandonare la struttura e, nella maggior parte dei casi, eccetto quelli più gravi, a tornare a casa. Non si hanno notizie di persone ferite nel crollo. Anche le struttura di fronte a quella degli ambulatori, l’atrio dell’accettazione e il bar, hanno subito danni.

A Ostia si è allagato il tribunale. Sono stati chiusi per inagibilità alcuni asili nido del municipio XIII, allagamenti e rotture di controsoffitti nelle scuole. Allagate case e negozi in tutto il territorio, soprattutto a Casal Palocco dove sono straripati i canali di drenaggio delle acque. È stato inoltre chiuso un tratto del lungomare, da via del Bucintoro a piazza Sirio. Gravi problemi ad Acilia.

Il Colosseo, il Foro romano, il Palatino, le Terme di Caracalla e gli scavi di Ostia antica sono stati chiusi al pubblico. Compatibilmente con le prossime condizioni meteorologiche si prevede per domani la probabile riapertura del Foro romano, del Palatino, della Terme di Caracalla e degli Scavi di Ostia antica.

www.atac.roma.it

www.agenziamobilita.roma.it

http://www.comune.roma.it

www.stradeanas.it

Numero verde della Protezione civile 800854854

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Giovedì 20 Ottobre 2011 – 09:11    Ultimo aggiornamento: 17:28

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=167066&sez=HOME_ROMA

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Alemanno: “Nubifragio inaspettato”
L’opposizione: “Sindaco inadeguato”

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Le piogge torrenziali hanno bloccato la città, il sindaco prova a giustificarsi: “Intensità imprevista. Ho chiesto alla Polverini lo stato di calamità naturale”. Polverini: vedremo. Ma montano la polemica e la rabbia. Il Pd: “basta un temporale e la città si blocca. Dove sono finiti i 2 milioni di euro per la pulizia straordinaria delle caditoie?”. Cittadinanza attiva chiede le dimissioni

Alemanno: "Nubifragio inaspettato" L'opposizione: "Sindaco inadeguato"

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Un nubifragio sulla capitale e la città va di nuovo in tilt. Paralizzata, messa in ginocchio: stazioni metrò chiuse, strade allagate, persone rimaste incastrate nelle auto e due morti annegati e recuperati dei vigili del fuoco. Esasperati e arrabbiati i cittadini, bloccati per l’ennesima volta da un acquazzone. “L’allerta meteo di ieri parlava solo di temporali e non di piogge torrenziali come quelle di questa mattina. L’intensità è stata imprevista”, prova a giustificare il sindaco, Gianni Alemanno, aggiungendo:  “Nel pomeriggio il maltempo riprenderà con altri temporali. Ma per ora non ci sono timori per il Tevere”. Poi rivolge il suo appello al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini chiedendo “il riconoscimento dello stato di emergenza e il conseguente riconoscimento dello stato di calamità naturale per l’agricoltura e la protezione civile, che varrà come giustificazione per tutti i cittadini che non sono riusciti a raggiungere il posto di lavoro per l’interruzione dei servizi pubblici locali”.

Neanche un mese fa, lo scorso 19 settembre, un altro temporaleaveva messo in ginocchio la capitale. Anche in quel caso le stazioni della metropolitana erano state chiuse per ore. In estate altri nubifragi avevano creato disagi. Due soli nel mese di luglio, il 5 e il 27, avevano fermato la città.

Le parole di Alemanno hanno fatto montare la rabbia nell’opposizione. Il consigliere comunale del Pd Paolo Masini attacca: “L’inverno è arrivato e con esso anche i normali temporali. Quello che non è normale, e che non riusciamo a comprendere, è come mai nella capitale d’Italia a ogni acquazzone vengano chiuse le stazioni della metro, con conseguenze devastanti per il traffico in tilt. Possiamo comprendere che un temporale provochi un aumento di traffico di superficie, ma è davvero inspiegabile che ogni forte precipitazione comporti sempre, e ripeto sempre, la chiusura di quasi tutte le stazioni della metropolitana romana. Questo non succede in nessun’altra capitale europea, dove è certo che il temporale e il brutto tempo sono assai più frequenti che a Roma. Il sindaco Alemanno corra ai ripari: pensi meno alla politica nazionale e si occupi di più della città. I romani sono stufi di questa amministrazione sciatta, disorganizzata e inconcludente”.

Alfredo Ferrari, vice presidente della commissione Bilancio del Comune di Roma, incalza: “Nella delibera per l’equilibrio di bilancio, approvata il 30 settembre scorso, c’erano 2 milioni di euro per la pulizia straordinaria delle caditoie. Un intervento voluto proprio in vista dell’autunno dalla giunta Alemanno. È bastato il primo temporale e Roma è bloccata. Le cose sono due: o sotto la voce ‘caditoie’ si celava altro; o anche questo spesa è una di quelle che il sindaco dice di fare e poi non fa”. “Una nuova giornata da incubo che i romani difficilmente potranno scordare. Non ci voleva molto a comprendere che con l’avanzare dell’autunno sarebbero arrivati i temporali, perché non si è provveduto a prevenire l’imminente collasso della città? – chiede Dario Nanni, altro consigliere Pd e membro della commissione sicurezza – Eppure le avvisaglie c’erano state già subito dopo l’estate quando un temporale analogo, ma di minor entità, aveva messo in ginocchio la città e il sindaco aveva ordinato la chiusura di alcune stazione della metro. La vera calamità di Roma è la giunta di centro destra inadeguata e inefficiente che paralizza direttamente o indirettamente la città”.

Il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, pone una serie di domande al primo cittadino: “Chiediamo come sia possibile che a ogni temporale le stazioni della metro A e B chiudano sempre. Chiediamo perchè le foglie cadute non vengano rimosse dai tombini, provocando così l’allagamento della città. Chiediamo come mai non sia stato dato ieri l’allarme meteo. Chiediamo, insomma, che la capitale d’Italia venga governata da amministratori seri e non da dilettanti allo sbaraglio. Speriamo che ora dal Campidoglio non ci rispondano, come al solito, che non è colpa di Aleamanno: la città è in ginocchio e vuole sapere perché un temporale è in grado di ridurla in questo stato”.

Il Codacons “in merito al disastro che sta caratterizzando in queste ore la capitale, chiede l’intervento urgente della Protezione Civile, affinché tuteli i cittadini coinvolti nel caos. Metro bloccata, trasporti in tilt e migliaia di utenti in preda al panico che non riescono a spostarsi per la città”. “Una situazione gravissima e pericolosa, considerato l’allagamento di molte strade – affermail presidente Carlo Rienzi – determinata da pochi minuti di pioggia. La Protezione Civile deve intervenire con urgenza, sostituendosi a chi evidentemente non ha saputo prevenire ed impedire tale stato di cose. L’associazione sta studiando le dovute denunce e iniziative legali a tutela dei cittadini, che verranno comunicate nelle prossime ore”.

“Chiediamo le dimissioni del Sindaco di Roma Alemanno”. La richiesa arriva da Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva: “Una città che non ha le infrastrutture necessarie per resistere a un temporale è una vergogna simbolo dell’arretratezza del Paese. Gravissimo l’allagamento di Roma Tiburtina, più che simbolo di ammodernamento è simbolo di inefficienza. Adesso ci aspettiamo un’ulteriore proroga dell’inaugurazione prevista per il 28 novembre. Chiediamo – continua Scaramuzza – all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di verificare d’urgenza ogni appalto della Capitale diretto ai lavori pubblici (es. rifacimento manti stradali, metropolitana C e B1, prolungamento tram 8, ecc.), deve essere garantita la qualità quotidiana nella cura della nostra città. In ogni appalto deve essere garantito il ‘collaudo civico’. Si dia anche ai cittadini- contribuenti la possibilità di verificare la qualità dei lavori. Anche questa è trasparenza e legalità. Da anni non si pensa alla manutenzione degli scoli per le strade della Capitale. Si prendano sul serio le segnalazioni dei cittadini ai nostri sportelli. Noi non gridiamo alla class action – conclude Scaramuzza – perchè non serve a risolvere i problemi strutturali di questa città”.

“Un vero disastro per una città”, secondo il Codici. “Numerose sono state anche le difficoltà per gli studenti e i lavoratori a raggiungere scuole, università e sedi di lavoro; molti automobilisti non possono arrivare alla propria auto; impossibile spostarsi in moto così come l’attraversamento per i pedoni da un marciapiede all’altro. Roma è completamente allagata, sommersa dall’acqua. “E’ evidente da parte dell’amministrazione la carenza di interventi preventivi. Solo qualche settimana fa diverse stazioni della metro erano bloccate e chiuse sempre a causa di allagamenti per la pioggia. E’ mai possibile che si debba giungere a questi livelli di inefficienze? – commenta Ivano Giacomelli, Segretario nazionale del Codici – Ovvio che sul nubifragio e sulla violenza con cui si sono verificate le precipitazioni non si possa fare nulla ma sulle caditoie otturate e i tombini intasati l’amministrazione perché non è intervenuta adeguatamente, già a fine estate. E poi – prosegue Giacomelli – cosa dire del piano del traffico? Anch’esso inadeguato. Le emergenze a Roma diventano tragedie e a farne le spese, come sempre, sono i romani e i pendolari che hanno dovuto perdere una giornata di lavoro, di scuola, di impegni importanti, di visite mediche”.

La rabbia dei cittadini.
Arrabbiati, esasperati, inermi e increduli. I romani non riescono a comprendere perché un nuovo nubifragio abbia mandato ancora in tilt la città. Una vera e propria odissea. C’è chi è rimasto intrappolato nella sua auto con l’acqua arrivata al finestrino mentre le stazioni metro chiuse sono diventati ripari improvvisati per i cittadini.La rabbia è tanta. Come racconta Marta: “È un’indecenza, chi usa i mezzi pubblici è sempre penalizzato. Normalmente sono sporchi e non passano mai. Quando piove poi la metro si allaga sempre e la gente è costretta a prendere la macchina. Ma io non ce l’ho e non capisco perché devo vivere ogni giorno in questo inferno. Io le tasse le pago, chi mi rimborsa il tempo perso?”

Matia Vassali, uno studente della Sapienza, aggiunge: “Questa mattina sono arrivato alla metro Battistini che era ancora aperta. Dopo aver aspettato venti minuti però hanno annunciato che tutta la linea A era bloccata e ci hanno fatto uscire. Così per arrivare in centro sono dovuto passare per Cornelia ma ci ho messo più di mezz’ora per fare neanche un chilometro. Poi ho aspettato il 490 per tre quarti d’ora, ma tutti gli autobus che arrivavano si fermavano al capolinea con la scritta deposito. Sono amareggiato, non è possibile che per una pioggia più abbondante del normale la città si blocchi totalmente. È sempre così, non solo oggi”.

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20 ottobre 2011

fonte:  http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/10/20/news/alemanno-23548433/?rss

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Il ragazzo che ha ucciso Gheddafi: “Ecco la pistola d’oro del tiranno”

Il ragazzo che ha ucciso Gheddafi:
“Ecco la pistola d’oro del tiranno”

Mohammad, 20 anni: è stato lui a trovare il raiss nella buca a Sirte: “Ha detto: non sparate”

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Il colonnello libico Muammar Gheddafi era nascosto in una buca, a Sirte, e una volta trovato dalle milizie del Cnt (il Consiglio nazionale transitorio) ha detto, semplicemente: «Non sparate». È questo il racconto che un giovane miliziano del Cnt fa alla Bbc della cattura dell’ex leader libico, oggi nella sua città natale, conquistata questa mattina dagli insorti.

Mohammad, 20 anni, racconta il suo faccia a faccia con il Colonnello mentre indossa una maglietta blu e un cappello da baseball dei New York Yankees. Alla Bbc mostra una pistola d’oro che dice appartenesse a Gheddafi. Quindi viene portato via e alzato sulle spalle dai suoi compagni di battaglia, che lo festeggiano al grido di «Allah Akbar», Allah è grande, e sparando in aria.

L’immagine del ragazzo, mentre impugna la pistola d’oro, sta facendo il giro del Web. Portato in trionfo dai ribelli, la gloria potrebbe ora assumere contorni molto più concreti. A lui potrebbe andare infatti la taglia da 20 milioni di dollari che c’era sulla testa di Gheddafi.

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20 ottobre 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/425784/

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ECONOMIA, LA CLASSIFICA – Banca Mondiale e “Fare Business”: Italia peggio di Zambia e Albania

LA CLASSIFICA

Banca Mondiale e “Fare Business”
Italia peggio di Zambia e Albania

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Il Belpaese arretra sempre più nella speciale graduatoria stilata dalla Banca Mondiale sulla facilità normativa di condurre un’attività. Si colloca all’87 posto e arretra di quattro posizioni rispetto all’anno prima. Prima Singapore

 

MILANO – Italia sempre più a fondo nella graduatoria stilata dalla Banca mondiale sulla facilità normativa di condurre una attività di impresa tra i vari paesi: la penisola cala ulteriormente da un posizione già non esaltante, su 183 Paesi totali si ritrova all’87esimo posto nella edizione 2012 del rapporto “Doing business” dell’istituzione di Washington, dall’83esimo dello scorso anno. Lo studio si basa sull’analisi di 10 voci chiave del quadro normativo che toccano “l’intero ciclo vitale” delle imprese, spiega la World Bank. E tra questi parametri il Belpaese si vede accollare voti ancor più bassi su “procedure di attuazione dei contratti”, “pagamento delle tasse” e “accesso all’energia elettrica”.

Nella classifica generale l’Italia si vede sopravanzare da Paesi con cui normalmente non viene certo messa a confronto: si piazza alle spalle di Mongolia, Bahamas e Zambia, e cinque grandini più in basso dell’Albania. Lontanissime, poi, le altre due maggiori economie dell’area euro: la Germania è 19esima, la Francia 29esima. Gli Stati Uniti si piazzano al quarto posto della classifica, dominata da Singapore, seguita da Hong Kong e Nuova Zelanda.

Dalla scheda dettagliata fornita dalla Banca mondiale, emerge che tra i vari fattori normativi, l’Italia si vede assegnare i voti peggiori sulle procedure volte ad ottenere l’attuazione dei contratti – è al 158esimo posto più basso su 183 paesi – sul pagamento delle tasse, al 134esimo posto, e sull’approvvigionamento di elettricità, 109esimo posto.

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20 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/2011/10/20/news/banca_mondiale_e_fare_busisness_italia_peggio_di_zambia_e_albania-23549789/?rss

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Iniziata operazione Turchia in Iraq contro i ribelli curdi del Pkk

Iniziata operazione Turchia in Iraq

Contro ribelli curdi del Pkk

20 ottobre, 13:32
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(ANSA) – ANKARA, 20 OTT – L’attesa operazione di terra delle forze armate turche contro il Pkk nel nord dell’Iraq e’ cominciata. Le truppe sono entrate in territorio iracheno in cinque punti, mobilitando 22 unita’. L’operazione di terra era finora stata rinviata da Ankara nella speranza che Baghdad intervenisse con propri mezzi per impedire che i terroristi curdi del Pkk colpiscano la Turchia. Gli attacchi che ieri hanno causato la morte di 24 soldati turchi hanno fatto rompere gli indugi.
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Libia, Gheddafi morto a causa delle ferite durante cattura / VIDEO: GADDAFI DEAD – 20 OCTOBER 2011 – from al Jazeera

Gaddafi Dead Dood, la mort ,muerte, 死, morte, θάνατος, وفاة

Caricato da in data 20/ott/2011

Real video from al jazeera

Caricato da in data 20/ott/2011

GADDAFI DEAD – 20 OCTOBER 2011

Caricato da in data 20/ott/2011

Revolutionary fighters have captured deposed Libyan leader Moammar Gadhafi, Libyan television said Thursday, citing the Misrata Military Council.

Horns blared and celebratory gunfire burst into the air in Tripoli.

“It’s a great victory for the Libyan people,” said Libyan Information Minister Mahmoud Shammam.

Gadhafi ruled Libya with an iron fist for 42 years. The mercurial leader came to power in a bloodless coup against King Idris in 1969, when he was just an army captain.

By the end of his rule, he claimed to be “King of Kings,” a title he had a gathering of tribal leaders grant him in 2008.

But a February uprising evolved into civil war that resulted in ousting the strongman from power.

But whether Thursday turns out to be the biggest day in recent Libyan history was still uncertain.

Statements made by representatives of Libya’s new leadership in the past have not always turned out to be true.

Many were waiting for photographs as proof of Gadhafi’s capture.

Earlier, anti-Gadhafi fighters said they had wrested control of the last holdout of loyalists in Gadhafi’s hometown of Sirte. They said they were still battling pockets of resistance, but they were in control of the district.

Sirte has been the big prize for Libya’s National Transitional Council, waiting for the coastal city to fall to officially declare liberation.

Most residents abandoned Sirte in the many weeks of fierce battles that raged there. Revolutionary forces have fought Gadhafi’s men street by street, cornering the last vestiges of the old regime to that last district.

Gadhafi, wanted by the International Criminal Court in The Hague, Netherlands, for alleged crimes against humanity has not been seen in public in months. Many believed he was hiding out in Sirte after rebel forces marched into Tripoli in August.

Libia, Gheddafi morto a causa delle ferite durante cattura

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giovedì 20 ottobre 2011 14:09

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IRTE (Reuters) – L’ex leader libico Muammar Gheddafi è morto a causa delle ferite riportate oggi durante la cattura vicino a Sirte, sua città natale. Lo ha annunciato un responsabile militare del Consiglio nazionale di transizione.

Abdel Majid, del Cnt, aveva detto in precedenza a Reuters che Gheddafi era stato catturato all’alba ed era stato ferito a entrambe le gambe mentre cercava di fuggire in un convoglio attaccato da caccia della Nato.

“E’ stato anche colpito in testa”, ha detto Majid. “C’è stato un sacco di fuoco contro il suo gruppo ed è morto”.

Non ci sono al momento conferme indipendenti della notizia.

— Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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fonte:  http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE79J09C20111020

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