LEGA INFURIATA – Compito per gli studenti: «Gli insulti di Bossi a Tosi». Il caso in Parlamento

Compito per gli studenti: «Gli insulti di Bossi a Tosi». Il caso in Parlamento

Prima il confronto in aula con la lettura dei giornali, poi le domande agli allievi. Legnago, la Lega si infuria: politica in classe. Montagnoli: «Episodio grave». Ma il preside difende la prof

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Istantanea del  film (già visto troppo volte) ‘Tutti gli uomini del Sena-dur’ – fonte immagine

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LEGNAGO (Verona)—Gli insulti rivolti dal leader della Lega, Umberto Bossi, al sindaco di Verona Flavio Tosi, diventano l’argomento per un compito assegnato agli studenti di una scuola superiore. Ed è subito polemica (politica, naturalmente), con gli esponenti del Carroccio che sbraitano all’indirizzo dei «soliti » professori che approfittano delle giovani menti per fare propaganda. Tutto accade nell’Istituto professionale «Giuseppe Medici» di Legnago, in provincia di Verona. Il nodo del contendere è la lezione impartita da un’insegnante di Lettere («Una docente d’esperienza, che non fa politica», garantisce il preside Luigi Santillo) agli studenti del terzo anno. In classe hanno discusso gli articoli di giornali del 19 ottobre che riportavano lo «stronzo» rivolto da Bossi al sindaco Tosi colpevole di aver detto che molti deputati padani hanno ormai «il voltastomaco» in certe votazioni. Infine è stata assegnata l’esercitazione per casa: gli alunni dovevano rispondere a tre domande sulla vicenda (una di queste era: «Come ti saresti comportato al posto di Tosi?»).

Per il deputato leghista Alessandro Montagnoli, che sulla questione ha presentato un’interrogazione parlamentare, «si chiedeva cosa lo studente pensasse circa il linguaggio usato dal leader della Lega Nord». Quanto basta per gridare allo scandalo visto che «la scelta di far svolgere un compito sul comportamento tenuto da un leader politico e il tenore delle domande che già contenevano un esplicita censura, costituiscono un fatto di rilevante gravità». Secondo Montagnoli, «se i docenti smettono di insegnare la propria materia per fare politica in classe, non c’è poi da meravigliarsi del basso livello in cui si trova il sistema scolastico in questo Paese. È inaudito che si chieda agli studenti di trattare di questioni interne a un partito ». L’interrogazione leghista chiama in causa direttamente il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, che a detta del deputato, «è rimasta allibita» e si è impegnata «ad approfondire personalmente l’accaduto». Duro anche il sindaco di Legnago, Roberto Rettondini (anche lui della Lega), che assicura: «Non ne faccio una questione di difesa degli interessi del mio partito. Ma dico che, se le cose sono andate così, allora è un episodio grave perché la politica, di qualunque colore, deve stare fuori dalle aule».

Il preside dell’Istituto non ne sapeva nulla. Per tutto il pomeriggio ha rincorso i suoi docenti alla ricerca di una spiegazione che, alla fine, sembra averlo convinto. «Ho parlato con l’insegnante. Mi ha spiegato che quella lezione faceva parte del progetto “Il quotidiano in classe”, che ha lo scopo di analizzare con gli studenti i contenuti dei giornali nazionali e locali. Gli articoli sull’insulto rivolto al sindaco Tosi hanno molto incuriosito i ragazzi che si sono appassionati alla notizia e hanno discusso anche di quell’argomento. Come di norma accade, una volta a casa gli alunni hanno dovuto rispondere per iscritto ad alcune domande sulla vicenda». Una normale lezione, quindi. «Nessun intento politico da parte della docente. Per come la vedo, ha solo fatto il suo lavoro». Cauto il rappresentante dei genitori, Luca Grandi, che è vice presidente del Consiglio d’Istituto: «È giusto che a scuola si parli anche di politica, visto che riguarda tutti i cittadini.Magli insegnanti devono affrontare l’argomento in modo neutrale e responsabile, senza fare propaganda». I genitori ora vogliono vederci chiaro: «Occorre capire se la docente si sia lasciata andare a giudizi personali. Al contrario, se gli studenti sono semplicemente stati invitati a riflettere su una notizia giornalistica per maturare una propria valutazione, non ci vedo nulla di male».

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Andrea Priante
Luca Fiorin
28 ottobre 2011

fonte:  http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/politica/2011/28-ottobre-2011/compito-gli-studenti-gli-insulti-bossi-tosi-caso-parlamento-1901971764464.shtml

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COSA E’ LA CRISI? LEGGETE QUESTO SAGGIO
(clicca sull’immagine per scaricare il Pdf)

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