Tunisia, il partito islamico al 41,7%, escluse alcune liste, in migliaia in piazza

Occupy Tunis speechs (part 1)

Caricato da in data 25/ott/2011

after a corrupted election, moderates protest against the ascension of corrupt parties who commited fraud.

MAGHREB

Tunisia, il partito islamico al 41,7%
escluse alcune liste, in migliaia in piazza

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I risultati delle elezioni per l’Assemblea Costituente: vittoria schiacciante di Ennahdha, il partito confessionale di Gannouchi. Escluse le liste di Petition Populaire, sorpresa del voto: a Sidi Bouzid saccheggiato il municipio, a Sfax strade bloccate, spari a Regueb. Manifestazioni anche a Tesserine

 Tunisia, il partito islamico al 41,7% escluse alcune liste, in migliaia in piazza  Rached Gannouchi, leader di Ennahdha (reuters)

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TUNISI  Ha vinto su tutti i fronti, sia in termini di voti che di percentuali e, quindi, di seggi. E il successo è forse andato oltre le aspettative dei suoi dirigenti. Ennahdha – il partito islamico guidato da Rached Gannouchi – ha letteralmente stravinto le elezioni per la Costituente in Tunisia perché, se gli vengono attribuiti almeno 88 seggi (il secondo partito, Congres pour la Republique, ne prenderebbe solo 29), la situazione potrebbe mutare ancora più a suo favore grazie al gioco dei ricorsi, già presentati o annunciati.

Dopo Ennahdha e CpR, grande risultato di Petition Populaire (Aridha, in arabo), con 26 seggi. A seguire Ettakatol, con 21 seggi, e il Partito democratico progressista, con 15.

“La Tunisia è di tutti, i diritti delle donne e di chi non è religioso saranno protetti”. A parlare è Rached Gannouchi dopo la comunicazione ufficiale dei risultati. “Continueremo questa rivoluzione – ha detto ancora – per realizzare i suoi obiettivi di un Paese libero, indipendente, progredito e prospero, nel quale siano assicurati i diritti di tutti”.

Ma intanto scoppiano dei disordini a Sidi Bouzid per l’esclusione di alcune liste del partito-rivelazione di questo voto, Petition Populaire, a causa della presenza di candidati ex elementi dell’Rcd, il partito dell’ex presidente Ben Ali,  sciolto per decisione della magistratura tunisina.

In città – dove PP ha vinto nettamente le elezioni, ottenendo 48.022 voti e tre seggi, surclassando Ennahdha, che ha ottenuto solo 19.698 voti e 2 seggi – si è scatenata la furia di migliaia di persone, in maggioranza giovani, che sono scese in strada assediando, con slogan e insulti, la locale sede del partito di Rached Gannouchi, per poi dargli l’assalto dandola alle fiamme.

Di lì a poco la rabbia dei manifestanti ha avuto un altro bersaglio, il Municipio, assaltato e saccheggiato (video 1) come nei giorni della rivoluzione, quando queste azioni erano pratica quasi quotidiana in tutto il Paese. Nemmeno il governatorato è uscito indenne dalla furia dei manifestanti che hanno incendiato decine di pneumatici accatastati davanti all’ingresso principale del palazzo.

La polizia è intervenuta, con un fitto lancio di candelotti lacrimogeni che non hanno spento il furore dei ragazzi, i quali hanno preso possesso virtuale della città, presidiando le strade principali e gli incroci.

La protesta per l’esclusione delle liste di PP sta toccando anche Sfax, una delle città più importanti della Tunisia. Decine di giovani, in maggioranza studenti, hanno occupato le strade che collegano la città all’aeroporto e ad Agareb.

A Tesserine sono scesi in piazza in migliaia, ma la situazione è tranquilla. Disordini contro la decisione di escludere le liste di PP sono segnalati anche a Regueb, una cittadina distante una cinquantina di km da Sidi Bouzid. Alcuni testimoni hanno riferito di avere sentito un colpo d’arma da fuoco davanti alla locale sede del partito Ennahdha.

Hachmi Hamdi, il miliardario leader di Petition Popoulaire, ha annunciato che il partito si ritirerà dall’Assemblea Costituente.

Sidi Bouzid è una delle città simbolo della rivoluzione contro Ben Ali, perché è stato lì che, nel dicembre scorso, un giovane commerciante ambulante, Mohammed Bouazizi, per protestare contro il sequestro della sua merce, si diede fuoco. L’uomo morì il 5 gennaio e il suo gesto disperato diede il via a una serie di proteste, che poi portarono alla rivoluzione e alla defenestrazione dell’allora presidente.

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27 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/27/news/tunisia_il_partito_islamico_al_41_7_-24005273/?rss

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COSA E’ LA CRISI? LEGGETE QUESTO SAGGIO
(clicca sull’immagine per scaricare il Pdf)

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