Archivio | aprile 18, 2012

LIBRI – “La meccanica del cuore”, fiaba su amore e diversità

“La meccanica del cuore”
fiaba su amore e diversità

Dietro una trama fantastica Mathias Malzieu, leader del gruppo rock francese Dionysos, narra in toni poetici della passione, dell’amicizia, della realtà e della pena di diventare adulti. A metà tra la favola e il romanzo di formazione

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di SILVANA MAZZOCCHI

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"La meccanica del cuore" fiaba su amore e diversità Mathias Malzieu
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Una favola poetica come una canzone e visionaria come un sogno, un racconto tenero, ironico e profondo, capace di commuovere e far riflettere sui deflagranti effetti della passione e dell’amore, sul valore della lealtà e dell’amicizia, sulle pene del diventare adulti, e sui tanti aspetti della “diversità”. E’ La meccanica del cuore, terzo romanzo di Mathias Malzieu, 38 anni, cantante leader del gruppo rock francese Dionysos, un libro dalla trama fantastica, ma non troppo.

Jack nasce nel 1874 in una notte tanto ghiacciata che il suo cuore si blocca e continua a vivere solo grazie a Madeleine, un’eccentrica strega-levatrice che gli inserisce nel petto un orologio a cucù. Il bambino  cresce e lei lo accudisce con materna sollecitudine. Tra l’altro, gli canta sempre una canzone: Love is dangerous for your tiny heart, per ricordargli che lui , così diverso, non si può permettere l’amore e il batticuore che provoca. Perché, se si emoziona troppo, se si arrabbia, se soffre, ma anche se è troppo felice, il suo cuore potrebbe non reggere e spezzarsi.

Ma Jack s’innamora di una piccola danzatrice nomade, Miss Acacia, e viaggerà per mezza Europa per ritrovarla in Spagna, a Granada dove lei si esibisce. Nel lungo viaggio, lo accompagnano un mago orologiaio che sogna le fotografie in movimento (il cinema che verrà) e tante speranze. E, soprattutto,  la determinazione a vivere la sua vita e a non rinunciare alla sua passione amorosa, a dispetto di quell’orologio che lo rende da sempre inviso agli occhi di tutti. Jack non si arrende e corre mille avventure; a Granada abita e lavora (grazie al suo cuore di legno fa ridere i viaggiatori su un treno fantasma) in una sorta di villaggio stravagante l’extrardinarium, dove vivrà l’amore con il suo cucù impazzito. Intanto, per comunicare con Madeleine e con i suoi amici, si serve (e non sempre con successo) di un servizievole piccione viaggiatore. Finale struggente, a metà tra la fiaba e il romanzo di formazione, fantasy, s’intende.

In Francia e non solo (il libro è stato tradotto e stravenduto in mezzo mondo) La meccanica del cuore si è rivelato un successo eccezionale e subito il libro, stracolmo di immagini suggestive, è diventato un film d’animazione, con la direzione dello stesso Mathias Malzieu, e con produttore Luc Besson. Protagonista assoluto è ancora Jack, fragile ragazzo freak da cuore a cucù, naturalmente con miss Acacia e il piccolo esercito di personaggi bizzarri che animano il romanzo. La colonna sonora, Malzieu l’ha scritta in parallelo al libro e, con i Dionysos, ha realizzato i suoni ideali: centinaia di orologi e i rumori delle loro ricariche…

Il cuore e l’amore sono misteri per tutti anche nella realtà, ma lei ha scelto la favola…
“Volevo affrontare la passione amorosa con mezzi ludici, per raccontarla completamente, sia nei suoi aspetti di crudeltà che in quelli meravigliosi. E ho scelto la favola per poter confezionare i miei personaggi con la massima libertà creativa e lasciare il campo libero a ogni invenzione. E potersi sorprendere, un po’ come un cuoco che inventa una ricetta in tempo reale, mentre la cucina. La favola permette un rapporto eccezionale con l’effetto sorpresa, la giubilazione della scrittura. Fino a mettere un orologio al posto del cuore, una cosa che fa paura, ma anche invidia… è questa la grande palpitante avventura. La favola è un gioco di costruzione magica, un modo diverso di confrontarsi con la realtà”.

Lei è un cantante di un gruppo rock, e poi fa musica, scrive e ora firma anche un film, come coniuga queste tre forme artistiche?

“Tutto è sempre connesso. Può accadere che i miei personaggi nascano in una canzone, muoiano alla fine di un mio libro e rinascano in un film o in un concerto. Sinergie che mi tengono in continua tensione, e non mi consentono mai di riposarmi su ciò che è ormai acquisito. Insomma, sono come un allievo perenne che impara dalle sue esperienze, uno scolaro sapiente e pazzo esposto continuamente al rischio che le sue stesse esperienze gli esplodano teneramente sul muso. I miei libri si nutrono della vita sociale e artistica che faccio con il mio gruppo e, a loro volta, i miei personaggi rendono possibili le mie canzoni. Amo questo spazio aperto da caccia al tesoro, questa intima sfida. Mi piace l’idea di cantare i libri, di leggere rock ‘n roll e di fabbricare un “extrardinarium”, quella specie di parco d’attrazioni in miniatura che mi è frullata in testa. Fra coloro che più sono riusciti a recepire questo mio particolare “universo” c’è l’illustratrice Nicoletta Ceccoli, con cui ho avuto l’opportunità di lavorare nel mio film d’animazione tratto dalla Meccanica del cuore, dal titolo di Metamorfosi a bordo cielo“.

Jack e la strega mamma Madeleine, il libro è anche un po’ autobiografico?
“Le mie storie sono sempre autobiografiche, ovviamente sul piano emozionale. Sono come fragili passerelle, ponti tra i miei sogni e la realtà. La prima e la seconda fase della vita, l’infanzia e l’età adulta, una mistura tessuta con il mio quotidiano, i miei fantasmi e le mie angosce più terrificanti. Potrei definire tutto questo una fiction dell’autocoscienza, una rappresentazione esagerata della mia esistenza, una formula che mi permette, contemporaneamente, l’autoironia e l’accesso a un mondo fantastico. Non ho mai dato troppo peso concettuale alla scrittura, ma oggi mi sento bene in questo fragile equilibrio fatto di storie vere, vita realmente vissuta e chimère”.

Mathias Malzieu
La meccanica del cuore
traduzione di Cinzia Poli
Feltrinelli
pag 147, euro 15.

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La polizia imbavaglia i rimpatriati. Fotodenuncia shock su Facebook

Scotch sulla bocca del tunisino rimpatriato

La polizia imbavaglia i rimpatriati
Fotodenuncia shock su Facebook

Nastro da pacchi sulla bocca e fascette di plastica ai polsi di due tunisini riportati in patria dalle autorità italiane. E ai passeggeri che protestano, gli agenti dicono: “E’ una operazione normale”. Fini: “Governo riferisca urgentemente”

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ROMAE’ diventata un caso la denuncia via Facebook di un passeggero che viaggiava ieri sul volo di linea Alitalia Roma-Tunisi delle 9:20 ed ha assistito al trattamento inumano di due cittadini tunisini che venivano rimpatriati dalla polizia. Seduti nelle ultime file dell’aereo i due erano immobilizzati, imbavagliati con nastro da pacchi marrone e bloccati mani e piedi. Tutto intorno gli altri passeggeri, come se nulla fosse. Alla richiesta di avere spiegazioni, al passeggero è stato detto di riaccomodarsi al posto e che si trattatava di una normale operazione di rimpatrio condotta dalla polizia. Routine, insomma.

A raccontarlo è Francesco Sperandeo, filmaker, che è riuscito a scattare di nascosto una fotografia e l’ha pubblicata su Facebook 1. Accompagnata da un post in cui descrive quello che ha visto. Ecco il testo del post completo: “Guardate cosa è accaduto oggi sul volo Roma-Tunisi delle 9,20 Alitalia. Due cittadini tunisini respinti dall’Italia e trattati in modo disumano. Nastro marrone da pacchi attorno al viso per tappare la bocca ai due e fascette in plastica per bloccare i polsi. Questa è la civiltà e la democrazia europea. Ma la cosa più grave è stata che tutto è accaduto nella totale indifferenza dei passeggeri e alla mia accesa richiesta di trattare in modo umano i due mi è stato intimato in modo arrogante di tornare al mio posto perché si trattava di una normale operazione di polizia… Normale??? Sono riuscito comunque a rubate una foto! Fate girare e denunciate!”

L’immagine ha rapidamente avuto oltre mille condivisioni. A Repubblica.it, Sperandeo ha confermato tutto 2 aggiungendo altri particolari. I due tunisini erano seduti separati, uno da una parte uno dall’altra nelle ultime file del velivolo. “Sulla bocca era applicata una mascherina da ospedale, fermata con del nastro adesivo”, spiega Sperandeo. Alla richiesta di informazioni sollevata dal passeggero, sia gli assistenti di volo che gli agenti che accompagnavano i due tunisini, presentatisi come personale della polizia di Stato, gli hanno intimato di sedersi, rassicurandolo sulla “normalità” dell’operazione.

Le reazioni. Pd e Fli chiedono spiegazioni. “Il governo riferisca al Parlamento sulle immagini che ritraggono due tunisini rimpatriati su un volo di linea Roma-Tunisi”, chiedono nell’Aula della Camera Roberto Giachetti dei democratici e Flavia Perina di Futuro e libertà. Formale richiesta di chiarimenti “urgenti” è stata avanzata dal presidente della Camera Gianfranco Fini al ministro Giarda. Per Stefano Pedica, vice presidente della Commissione Affari Europei e componente della Commissione Affari Esteri al Senato, definisce ciò che è accaduto “indecente” annunciando un’interrogazione parlamentare. “Neanche a Guantanamo abbiamo assistito a soprusi del genere”, aggiunge. Per Paola Binetti (Udc) “incerottare due uomini e non permettergli di parlare ed esprimere il loro disagio è davvero troppo. Normale è ragionare di immigrazione, di flussi e di quote. Normale sarebbe esigere rispetto per le regole del paese, per le sue tradizioni e la sua cultura in maniera civile”.

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LA CASA – Nella morsa dell’Imu

spiraglio per i proprietari sull'imu
immagine tratta dal sito idealista.it

Nella morsa dell’Imu

La nuova imposta si mangia fino al 15% del canone. E con la cedolare secca si arriva fino al 35%

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di Gino Pagliuca

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Il mercato immobiliare italiano si regge da qualche anno su un equilibrio fragile, con potenziali venditori che si arroccano su pretese spesso insostenibili e non vendono. Ma dall’Imu e dalla situazione economica potrebbe arrivare uno scossone, forse decisivo. Difficile prevedere in che direzione.

Variabile aperta
Partiamo dall’Imu: la botta psicologica, data al mercato con il segnale che si torna a tassare la prima casa e che si inasprisce la fiscalità, è forte. Dal punto di vista, però, dell’impatto finanziario, la mancanza di un quadro normativo certo (le aliquote definitive si conosceranno solo a settembre) rende difficile un’analisi. Si può ragionare solo partendo dalla normativa-quadro del decreto Salva Italia. Sulla prima casa il peso dell’Imu non sarà tale da avere effetti significativi sul mercato: dove il Comune si atterrà all’aliquota standard dello 0,4% un appartamento con rendita catastale di mille euro (tre locali non di lusso in una grande città come Milano o Roma difficilmente valgono di più per il Fisco) pagherà 472 euro (meno con figli). Certo un sacrificio seccante, ma non è una cifra tale da costringerlo a scelte radicali, anche perché in media questa abitazione ha un valore di mercato di 250 mila euro e l’Imu rappresenta meno dello 0,2% del patrimonio.

Seconda casa
Ben diversa la situazione delle abitazioni lasciate libere o utilizzate saltuariamente; in questo caso la nuova imposta impatta molto di più sul patrimonio, anche se, va ricordato, assorbe l’Irpef sulla rendita catastale. Sempre la nostra casa da mille euro di rendita pagherà nei pochi Comuni che si limiteranno all’aliquota standard dello 0,76% ben 1.277 euro, che salirebbero a 1.781 dove invece si applicasse l’aliquota massima.

Anche nella migliore delle ipotesi, quindi, l’imposta è pari almeno allo 0,5% del valore di mercato della casa; inoltre si può calcolare prudenzialmente che la gestione dell’immobile (spese condominiali ordinarie e straordinarie, lavori di manutenzione interna, tassa rifiuti) costi l’1% del valore all’anno. I Btp a 10 anni, per citare uno strumento su cui si potrebbe investire la liquidità se si vendesse la casa, rendono attorno al 4,5% netto: sommando il tutto si ottiene che tenersi la casa oggi costa il 6% l’anno.

Se, a questo, si aggiunge che una ripresa dei prezzi non appare all’immediato orizzonte, o si fa un atto di fede sul mercato immobiliare, scommettendo su forti risalite, oppure bisogna porsi il problema se valga la pena liquidare.

Locazioni
Più complicato analizzare la situazione di chi la casa la dà in affitto: le spese di gestione sono considerevolmente minori perché non si pagano manutenzione ordinaria e tassa rifiuti e inoltre si ritrae un reddito dall’immobile. Resta però il fatto che l’Imu da sola rischia di portarsi via, come è facile vedere dalla tabella che abbiamo elaborato, anche oltre il 15% del canone. E non si ha nemmeno il vantaggio di risparmiare sull’Irpef, perché le imposte sui redditi da locazione si pagano a parte.

Nella tabella che abbiamo elaborato partendo dall’ultimo rapporto di Nomisma sul mercato delle grandi città, si evidenzia che se a Milano si applicasse l’aliquota standard dello 0,76% l’Imu finirebbe per portarsi via 1.668 euro su un canone da 15.500 (prelievo pari al 10,8%); mentre con l’aliquota massima dell’1,06% l’esborso salirebbe a 2.327 euro equivalenti al 15%. Analoga situazione a Roma, dove, con aliquota standard, i 1.727 euro di Imu rappresentano il 10,1% sul reddito mentre con l’aliquota massima si passa al 14%. A Firenze con aliquota standard i 1.347 euro di Imu rappresentano oltre il 12% del canone, e si tocca il 16,9% con quella massima. Ma il record tocca a Venezia dove l’impatto potrebbe arrivare al 18%. Nella nostra analisi non abbiamo per la verità considerato l’ipotesi che i Comuni decidano di abbassare l’aliquota fino allo 0,4% (come previsto) perché saranno pochi i sindaci che decideranno di imboccare questa strada. Indipendentemente dall’aliquota prescelta lo Stato vuole per sé lo 0,38%.

La cedolare secca
E l’Imu non è la sola imposta che grava sugli affitti: la cedolare secca, che sostituisce l’Irpef e l’imposta di registro, è pari al 21% dei canoni, ma contiene in sé anche una tassa occulta: quella derivante dall’inflazione. Chi opta per la tassazione flat non può indicizzare il contratto al costo della vita e chi ha scelto questa forma di imposizione un anno fa, oggi deve già mettere in conto una perdita reale del 3% da mancato adeguamento.

Dalla nostra simulazione l’accoppiata cedolare secca più Imu comporta un prelievo fiscale complessivo del 31% a Milano e Roma con aliquota standard dello 0,76%, i due valori salgono rispettivamente al 35%e al 36% con quella massima.

Né le cose vanno meglio a chi per scelta o per necessità (ad esempio perché affitta a una società: in questo caso la cedolare secca non è applicabile) ricorre alla tassazione ordinaria: dal 2013 si pagherà l’Irpef sul 95% del canone e non più sull’85% e il prelievo fiscale su un reddito medio alto rischia di superare il 55%.

Ai valori attuali si può stimare che un affitto renda in una grande città al netto attorno al 3,2%, che sono comunque oltre un punto meno dei Btp. Una conseguenza di questa situazione potrebbe essere l’aumento dei canoni, ma il mercato ben difficilmente potrebbe sostenerlo e quindi non è improbabile che molte case oggi locate finiranno in vendita. Con uno scenario che potrebbe riservare aspetti positivi, secondo Emanuele Barbera, presidente di Sarpi immobiliare: «L’aumento dell’offerta porterà i prezzi a scendere, ma non a crollare per gli immobili di buon livello, vivacizzerà il mercato e avvicinerà all’acquisto fasce di potenziali proprietari oggi alla finestra. A condizione che le banche tornino a fare il loro mestiere ed erogare i mutui».

Gino Pagliuca

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