Archivio | aprile 20, 2012

MASSA CARRARA – «E’ apparso il volto di Cristo»

https://i1.wp.com/vaticaninsider.lastampa.it/typo3temp/pics/1afcb6f23a.jpg
La foto del drappo

«E’ apparso Cristo»

Un drappo dell’altare assume la forma del volto di Gesù e centinaia di pellegrini gridano al miracolo.

Giacomo Galeazzi
Città del Vaticano

.

I parrocchiani non hanno dubbi sull’autenticità del prodigio, ma la diocesi raccomanda cautela e prudenza. Una processione senza sosta sta affollando la chiesa di Sant’Antonio Abate a Canevara, in  provincia di Massa Carrara, dove il volto di Gesù sisarebbe  materializzato sul drappo d’altare dell’edificio religioso.

Per prassi secolare, le autorità ecclesiastiche (sia a livello locale sia centrale) non prendono posizione su presunti eventi prodigiosi finché non ne sia certa la natura, però qui i segnali sembrano effettivamente di particolare rilievo e razionalmente inspiegabili.

La  sembianza di Cristo sarebbe apparsa nella messa della prima domenica  dopo Pasqua, la «Domenica in Albis», sul tessuto misto in cotone e  fibre sintetiche realizzato da due donne che solitamente si occupano  di decorare la chiesa.

Ad accorgersi della immagine insolita è stato un uomo, che  ha fatto una foto e ha notato il volto impresso sopra il tessuto, avvertendo gli altri fedeli. Da quel giorno, sono iniziati dei pellegrinaggi spontanei. La diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, come sempre avviene in questi  casi, non commenta, ma a quanto si apprende viene mantenuto un  atteggiamento di prudenza e cautela. Il vescovo Giovanni Santucci informerà il Vaticano. La voce si sta spargendo sempre di più e il drappo mantiene ancora questa forma che viene ritenuta una sacra sembianza. «Il primo ad accorgersene è stato un parrocchiano che ha fotografato l’altare durante la funzione.

Quando ha visto la foto nello schermo della macchina digitale si è accorto che si era materializzato il volto di Gesù», racconta Serena Lazzini, che è una delle due donne che abitualmente si occupa degli arredi in chiesa. «Siamo scosse, non ci aspettavamo una grazia simile, la figura è apparsa non in un giorno qualunque», aggiunge l’altra testimone, Federica Ceri. Era , infatti, «il giorno della festa del dipinto», aggiunge la donna riferendosi al grande quadro che raffigura Gesù nella chiesa. «Ora siamo un po’ in apprensione, perché è previsto che lunedì dobbiamo smontare la decorazione con il drappo miracoloso”, concludono le due donne. Il tessuto del drappo è in organza, un materiale misto di cotone e fibre sintetiche ed è stato realizzato da due donne che abitualmente si occupano delle decorazioni all’interno dell’edificio sacro.

.

fonte articolo

SERVIZIO PUBBLICO – Politica Spa , Marco Travaglio

Politica Spa

.

Marco Travaglio
BLOG | BIO | RSS

Marco Travaglio

.

18 aprile 1993, 19 anni fa, gli italiani aboliscono il finanziamento pubblico ai partiti. Un plebiscito al referendum radicale. Vota sì, per abolirli, il 90,3% dei cittadini. Ma il governo Ciampi, appena otto mesi dopo, fa rientrare dalla finestra il finanziamento cacciato dalla porta. Lo camuffano da rimborso per le spese elettorali…

Tratto da “Servizio Pubblico” del 19 aprile 2012 (guarda tutti i video della puntata)

Ti potrebbero interessare anche

.

DOMENICA 22 APRILE, FESTA DEL PIANETA – Napoli festeggia la Terra cantando emissioni zero, ma un pieno di artisti. Diretta streaming su Repubblica.it


fonte immagine

Napoli festeggia la Terra cantando emissioni zero, ma un pieno di artisti

Domenica 22 aprile Serena Dandini presenta al Palapartenope e in diretta streaming su Repubblica.it, il concerto a chilometri zero per l’ambiente. Tra i trenta artisti che si alterneranno sul palco Anggun, Ruggeri, Sud Sound System, Roy Paci, il progetto Rezophonic, Marco Cocci e Francesco Sarcina delle Vibrazioni

.

Napoli festeggia la Terra cantando emissioni zero, ma un pieno di artisti Anggun

.

ROMA – A Napoli domenica prossima si celebra la terra. Ogni anno, da 42 anni, in tutto il mondo il 22 aprile è la Festa del Pianeta e sarà Serena Dandini a presentare quest’edizione dell’Earth Day che torna a cantare il messaggio per l’ambiente con un concerto a Impatto Zero, a Km Zero e in diretta streaming su Repubblica.it.

Tra i nomi che si alterneranno sul palco del Palapartenope anche Anggun, Francesco Sarcina delle Vibrazioni, Elena Di Cioccio (Le Iene), Enrico Ruggeri, Sud Sound System, Roy Paci. Sul palco di Earth Day Italia 2012 1 saliranno anche gli artisti di Rezophonic, un progetto musicale e sociale nato nel 2006 da Mario Riso, per la realizzazione di dischi e concerti di artisti italiani i cui ricavati, devoluti all’African Medical and Research Foundation Amref, vengono utilizzati per la realizzazione di pozzi d’acqua nella regione del Kajiado tra Kenya e Tanzania.

E poi Olly (Shandon – The Fire), Marco Cocci, Pier Ferrantini (Velvet), Piotta, Ringo (Virgin Radio), Andy (Fluon), Stef Burns, Pino Scotto, Livio Magnini (Bluvertigo), Eva (Prozac +), Emiliano (Linea 77), Kg Man (Quartiere coffee), Marco ‘Garrincha’ Castellani (Le Vibrazioni – Octopus), Max Zanotti (Deasonika), Sasha Torrisi, Alteria (Rock tv – NoMoreSpeech), Ketty Passa, Gianluca Battaglion (Movida), Filippo Dallinferno (The Fire).

LEGGI
980 milioni di “azioni verdi” 2
Il futuro delle foreste
3

In Italia aumentano le foreste 4

VIDEO
Patti Smith e Carmen Consoli all’Earth Day 2011 5

Foreste, acqua, aria, spazi. A fare gli auguri alla terra domenica saranno oltre 500 milioni di persone, sparse in oltre 175 Paesi. Augureranno si avveri un bisogno comune di salvaguardia. Il messagio per la terra sarà cantato in ogni angolo perché entri nelle menti e passi per le voci di quanti andranno a vedere Anggun, la cantante di origine indonesiana che sostiene la Fao come Ambasciatrice di Buona Volontà nella lotta alla fame nel mondo. Nel 2011, anno internazionale delle foreste, Anggun si è impegnata in progetti di rimboschimento nelle zone costiere colpite dal disastro dello tsunami in Indonesia. “Ho deciso di offrire il mio sostegno e il mio impegno alla campagna mondiale contro la fame della Fao perché tutte le persone che vivono al limite della povertà estrema possano risolvere il problema alla radice, con le proprie mani”, ha detto l’autrice di Snow on the Sahara.

Che ci sia bisogno di parole come gocce per espandere il messaggio è anche quanto pensa Tommaso Zanello, più conosciuto come Piotta. “Partecipare all’Earth Day è un onore. Avevo seguito le edizioni precedenti ed è una cosa che faccio volentieri e che tra l’altro anticipa di due giorni il tour che inizio il 25 da Modena. Sono contento che sia stata scelta Napoli come città per ospitare l’edizione di quest’anno. E’ un messaggio, un buon augurio. Per quanto mi riguarda, come i Rezophonic, sono impegnato sull’acqua. Nel nuovo album Odio gli indifferenti, c’è un pezzo che canto insieme a Bunna degli Africa Unite che s’intitola Goccia dopo goccia. L’acqua è un bene comunue e si lega con un’altra canzone, Mai mai mai, che avevo scritto sul nucleare e che avevo fatto uscire per il referendum”, ha raccontato il rapper romano.

Le emissioni di CO2 prodotte dal concerto saranno compensate. Saranno piantati alberi, sarà ridato tutto l’ossigeno tolto e Lifegate, il network per lo sviluppo sostenibile, certificherà il concerto di Napoli che è già a bassissimo impatto perché a Km Zero. La musica infatti sarà grado di raggiungere chiunque senza generare spostamenti, e quindi emissioni. La diretta in streaming è realizzata con la cooperazione di Repubblica.it e Vodafone Italia sulle proprie piattaforme web. Lo spettacolo potrà essere rivisto il giorno successivo su Sky Uno, alle 23 del 23 aprile.

Earth Day Italia – ha detto Pierluigi Sassi, presidente dell’organizzazione – si festeggia a Napoli per dare forza e slancio all’impegno con cui questa città sta riscoprendo il suo volto migliore. Napoli condividerà con tutte le nazioni che festeggiano la giornata della Terra il suo rinnovato impegno in campo ambientale”.

.

fonte articolo

Caro Gino, tu non ci sei più ma ti porteremo sempre nel cuore / VIDEO: LA TERRA TRADITA – GINO GIROLOMONI

Che brutta la vita, che ti distrae con le sue menate e ti allontana dagli amici più veri. Purtroppo, e con grande rammarico, della scomparsa di Gino abbiamo avuto notizia solo oggi. Notizia dolorosa, per la grandezza dell’uomo, nel suo monumentale impegno non solo nel campo del biologico ma della cultura del buon ‘essere’ in generale. Elena ed io lo abbiamo conosciuto qualche anno fa quando abbiamo avuto il privilegio di essere suoi ospiti al monastero di Montebello; lo ricordiamo parco di parole ma ricco di umanità ed attenzione agli altri, di progetti in attuazione e da attuare, con un fondo di amarezza per i ‘tradimenti’ messi in atto dai ‘Giuda’ di turno, non ultimo quello della sottrazione truffaldina del suo marchio storico. Era troppo giovane, per morire, e con ancora troppe cose da fare. Ci lascia un’eredità pesante, che però, siamo sicuri, verrà raccolta e fatta fruttare…

Elena e Mauro

______________________________

LA TERRA TRADITA – GINO GIROLOMONI

Pubblicato in data 17/mar/2012 da

Nato nel 1946 a Isola del Piano, sulle splendide colline di Urbino, Gino Girolomoni è stato uno dei precursori italiani del biologico dedicando tutta la sua vita all’agricoltura.

A ventitré anni incontra, e se ne innamora, il monastero di Montebello, che acquista, indebitandosi, con l’obiettivo di ridare vita alla struttura e un nuovo impulso all’economia locale, ricostruendo strade, case, coltivando campi e producendo cibi con un metodo di coltivazione che non fa danni all’ambiente. “Volavano i falchi, sopra il Monastero di Montebello, numerosi, quando ci arrivai la prima volta. Il luogo mi attraeva più di una donna bella, anche se era circondato da un silenzio inesorabile che non voleva arrendersi al nulla” ha scritto Girolomoni in uno dei suoi libri.

Il suo progetto di “ricostruzione” parte nel 1971 e prosegue nel 1977 con la nascita della Cooperativa Alce Nero, una delle prime esperienze agrobiologiche italiane, producendo e commercializzando una vasta gamma di alimenti biologici, pasta, farina, riso, legumi, cereali, cous cous, passata di pomodori, sughi, creme di frutta, olio extravergine di oliva e caffè.

Grazie al lavoro e all’impegno di Girolomoni e dei suoi collaboratori, pian piano viene recuperato l’intero territorio, abbandonato da decenni. Sull’onda del successo della Cooperativa Alce Nero numerosi agricoltori scelgono di tornare in questa splendido territorio e riprendere la loro attività. Nuove opportunità lavorative vengono offerte anche ad altri giovani del luogo.

Una crescita continua che arriva, insieme ai suoi 30 soci e 35 dipendenti, a 7 milioni di fatturato nell’ultimo anno, derivante dalla vendita di soli prodotti biologici.

All’attività produttiva si affianca una continua politica di qualità e ricerca che ha creato, negli anni, quella immagine di alta e consolidata serietà che caratterizza ovunque le produzioni della cooperativa, oggi messe in vendita con il nuovo marchio “Montebello®”.

Profondo credente e conoscitore della Bibbia, Girolomoni ha dedicato la sua vita all’agricoltura biologica e alla lotta contro gli OGM e qualsiasi “brevettabilità delle forme viventi”, considerandoli forme di “delirio di onnipotenza” da parte dell’uomo.

Alla sua vita imprenditoriale, Gino Girolomoni ha affiancato una significativa esperienza politica locale che lo ha visto per 10 anni (dal 1970 al 1980) sindaco di Isola del Piano, e un’opera di scrittore di libri, che spaziano dalle ricette bio alla saggistica più impegnata, da “Maccheroni acqua e farina” a “Alce Nero grida. L’agricoltura biologica, una sfida culturale”.

Gino Girolomoni si è spento la mattina del 16 marzo 2012, all’età di 66 anni. (lifegate.it)

.

Ciao Gino, ovunque tu sia, semina per noi il grano della pace e della fratellanza, affinché le tue spighe scendano dal cielo come lacrime di gioia, per un rinnovamento del mondo inizio di una nuova Era

 

______________________________________________

Addio a Gino Girolomoni: il ricordo del sindaco Paolini


Pubblicato in data 17/mar/2012 da

ESCLUSIVO L’ESPRESSO – Formigoni re delle Antille

Formigoni re delle Antille

Altamer Resort di Anguilla, sette stelle, uno dei più cari del mondo. Per tre anni consecutivi, qui il governatore andava in vacanza con gli imprenditori ciellini in affari con la Regione. Incluso Piero Daccò, che pagava i biglietti

.

di Gianluca Di Feo e Michele Sasso

.

.

Le sue non erano certo “vacanze tristi e sfigate”. Per il celeste governatore ad ogni Capodanno si aprivano le porte di uno scrigno prezioso, condiviso da divi come Brad Pitt o da potenti come il vicepresidente americano Al Gore. Sì, perché la villa dove Roberto Formigoni festeggiava l’anno nuovo è considerata “uno dei resort più costosi al mondo”: una settimana in alta stagione viene oltre 45 mila euro. Stiamo parlando dell’Altamer Resort di Anguilla, isola delle Antille dalle spiagge immacolate, meta di oligarchi russi, emiri arabi e celebrità statunitensi che si contendono all’asta il privilegio di passare il Natale nelle tre ville dai nomi sofisticati. Ognuna ha cinque camere da letto, sette bagni, ascensore interno, sauna, palestra, piscina privata e arenile riservato: inclusi nel prezzo ci sono i servizi esclusivi di otto tra chef, maggiordomi e camerieri. Insomma, il meglio del meglio per sollazzare il governatore lombardo e i suoi amici per tre San Silvestro consecutivi: un’allegra comitiva di familiari e imprenditori ciellini perché a lui – come ha declamato in un’irata conferenza stampa – piacciono le vacanze di gruppo.

Quei soggiorni a sette stelle, rivelati su “l’Espresso” da Enrico Arosio due anni fa e mai smentiti, adesso entrano nelle indagini della procura di Milano. I biglietti per il volo del governatore e del fratello con partenza il 27 dicembre 2008 da Malpensa per Parigi – da dove poi decollare per le Antille – sono stati pagati da Piero Daccò, il gran consulente ciellino che ha incassato decine di milioni di euro per mediare tra i colossi della sanità privata e il Pirellone. Ma Formigoni & friends non si fermarono a Parigi: quella era solo una tappa verso i Caraibi. Quanto pubblicato da “l’Espresso” trova ora conferma negli atti d’inchiesta. Giancarlo Grenci, il custode dei conti svizzeri di Daccò, ha descritto ai magistrati i suoi rapporti con il numero uno delle Lombardia e con Antonio Simone, l’ex assessore ciellino ora arrestato: “So che Daccò e Simone ospitavano spesso sulle loro barche Roberto Formigoni. Tale circostanza mi è stata riferita da loro stessi. So che facevano le vacanze insieme, in particolare ricordo alcune vacanze a Saint Martin. Anche questo mi è stato riferito da Daccò”.

Saint Martin è l’aeroporto caraibico da cui poi si raggiunge Anguilla. Volendo, il resort scelto dal governatore mette a disposizione anche un elicottero per il trasferimento: alla Altamer nulla è impossibile, basta pagare. Ci sono campi da golf, centri benessere, maneggi. Lì ama nuotare Denzel Washington; lì è andata in scena la rottura del matrimonio tra Brad Pitt e Jennifer Aniston: il golfo turchese di Shoal Bay West è in cima ai consigli delle riviste più glamour del pianeta. Ma per tre anni una delle ville è stata occupata dalla comitiva Formigoni, con il numero uno della Lombardia che indossava sempre lo stesso bermuda rosa, unico segno di sobrietà in un’atmosfera altamente dispendiosa. Insomma, non erano certo vacanze né tristi, né da sfigato, espressioni usate dal governatore contro i cronisti del “Corriere della Sera” che hanno scritto dei biglietti aerei finanziati da Daccò.

Il problema è uno solo: chi ha pagato? Il conto natalizio all’Altamer, incluso il 20 per cento di tasse locali, vini ed extra, in genere sfiora gli 80 mila euro a settimana, tanto da avere meritato già nel 2005 la vetta della classifica di “Forbes” sui resort più cari del mondo. E cifre simili non si saldano in contanti: se il governatore ha fornito la sua quota, non avrà problemi a scegliere la linea della trasparenza e dimostrarlo ai cittadini. Perché come Formigoni stesso ha detto: “Alla fine delle vacanze di gruppo immagino vi regoliate come me: si fanno i conti e ognuno paga la sua quota”.

Certo, per un uomo profondamente religioso che ha scelto di vivere secondo i dettami dei Memores Domini, la cerchia alta di Comunione e liberazione, la povertà dovrebbe essere un valore. E infatti non possiede nulla, né gli viene contestato di avere intascato un solo euro. Oltre ai soggiorni caraibici le cronache però descrivono crociere in Costa Smeralda su uno yacht da urlo e riposi agostani in una splendida villa sarda, entrambe del solito Daccò. Poche cose rispetto al patrimonio accumulato dal gran consulente, ora in cella con tre mandati di cattura per avere dirottato fondi neri dal San Raffaele e dalla Fondazione Maugeri: oltre 70 milioni di euro, in parte divisi con Antonio Simone. E quale fosse il vero mestiere di Daccò è stato spiegato con chiarezza dal suo fiduciario svizzero: “Risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti per enti che facevano fatica a ottenerli dalla Regione. Questa attività, più che su competenze specifiche, si fondava su relazioni personali e professionali che Daccò aveva in Regione”.

Formigoni ha ribadito: la sua amministrazione non c’entra con le inchieste, le accuse riguardano solo i privati. Ma nell’ordine di cattura la consulenze più ricca contestata a Daccò – ben 2 milioni e 950 mila euro – è relativa alla “analisi, impostazione e conclusione di un atto di transazione della causa contro la Regione Lombardia”. L’attività per cui nel 2007 la Fondazione Maugeri sborsa così tanti soldi prevede “l’impostazione di un programma di aumento concernente la normativa di equiparazione degli enti privati nell’assistenza sanitaria”. Insomma, un tesoretto che premia la capacità di Daccò nello sbloccare le liti con gli uffici del suo compagno di vacanze.

Gli investigatori stanno cercando di identificare quale sia stato “il programma di aumento della normativa di equiparazione degli enti privati nell’assistenza sanitaria”. “L’Espresso” ha rivelato che proprio nel 2007 il Pirellone ha varato una legge molto speciale, che stanzia fiumi di denaro pubblico per migliorare le strutture private: interi reparti ospedalieri vengono finanziati dalla Regione, senza che ci siano prestazioni in cambio. Con una buona dose di ironia, già all’epoca i tecnici regionali l’hanno chiamata “legge Daccò”. E grazie a quel provvedimento la Fondazione Maugeri ha ottenuto 30 milioni di euro. Piccolo dettaglio: la norma è entrata in vigore il 28 dicembre, quando il governatore parte per la sua festa tropicale.

Dall’esame incrociato degli atti d’inchiesta e delle delibere regionali emerge un’altra coincidenza molto singolare. C’è un procedimento legale in cui il Pirellone ha poi rinunciato ad andare avanti contro la Maugeri. Una controversia sui rimborsi pubblici pretesi dall’ente privato, che si è trascinata per dieci anni: il ricorso della Fondazione viene parzialmente accolto dal Tar, la Regione si appella al Consiglio di Stato. Ma quattro giorni prima dell’udienza la giunta presieduta da Formigoni si arrende. E paga. E’ il 21 gennaio 2005, mancano tre mesi alle elezioni. E il 27 gennaio dalle casse della Maugeri parte un bonifico di 225 mila euro per una delle società di Daccò.

Il pool di pm coordinati da Francesco Greco adesso dovrà fare luce sulla destinazione finale dell’enorme provvista estera creata da Daccò e Simone. Nelle procure di Milano, Monza e Brescia ci sono nuovi procedimenti che a breve potrebbero dare altre scosse al Pirellone, già pericolante per l’effetto congiunto di indagini e crisi politica. Anche Davide Boni, il presidente leghista del consiglio regionale sotto inchiesta per tangenti sull’urbanistica, si è dimesso, piegandosi alla linea di pulizia imposta da Roberto Maroni ai vertici del Carroccio. Le faide interne alla maggioranza di centrodestra tra fazioni del Pdl e rese dei conti lumbard rendono il quadro instabile con un clima da tutti contro tutti. Ma Formigoni vuole resistere fino al 2015. Rimpiangendo la dolce serenità delle spiagge antillane.

.

.

fonte articolo

fonte vignetta formigoni

fonte vignetta altan

SALUTE – L’esenzione ticket per i disoccupati non si tocca. Il Governo: “Si è trattato di un refuso”

Pasticcio sull’esenzione ticket per i disoccupati

Il governo sostiene che si è trattato di un refuso e che un emendamento ripristinerà l’esenzione. Alla notizia c’era stata una immediata reazione del Pd che aveva annunciato un emendamento soppressivo al testo del Governo

.

Roma, 19-04-2012

Nuovo ostacolo per il governo sulla strada della riforma del lavoro. Nel disegno di legge all’esame del Senato spunta infatti la cancellazione dell’esenzione del ticket per gli esami specialistici previsto per i disoccupati. Subito il Pd, insieme all’Idv, alza le barricate e si dice sicuro che la norma verra’ cancellata. A breve giro, arriva anche il dietrofront del ministero del Welfare: il ticket restera’ gratis, tutta colpa di un “refuso” che verra’ cancellato da un emendamento.

La ‘svista’ pero’ e’ citata anche nella relazione illustrativa del provvedimento, dove tra l’altro il raggio di azione del nuovo giro di vite, ad una prima lettura, puo’ sembrare che riguardi anche i ticket per i medicinali. Che invece non sono toccati in quanto competenza esclusiva delle Regioni, cosi’ come sottolineano anche i tecnici del Senato.

Il ministero guidato da Elsa Fornero assicura comunque di non essere stato colto di sorpresa e di aver quindi gia’ nel cassetto la proposta di modifica che sara’ presentata durante l’iter del testo a Palazzo Madama. D’altro canto, grandi difficolta’ tecniche a tornare indietro non ve ne dovrebbero essere dal momento che, a differenza di quanto si legge sempre nella relazione illustrativa, la norma non e’ utilizzata come copertura dallo stesso Esecutivo. E questo nonostante, come evidenziano i tecnici di Palazzo Madama, in teoria possa “determinare maggiori introiti”.

I primi comunque a manifestare dubbi sull’equita’ della misura sono stati i senatori della commissione Bilancio del Senato, che pur dando il via libera al ddl hanno protestato per l’eccesso di nuove tasse introdotte con il provvedimento. Nonostante cio’ il Pdl preferisce non esporsi e sceglie di non commentare ufficialmente, mentre il Pd e l’Italia dei Valori alzano subito la voce e annunciano battaglia in Parlamento. Il partito di Antonio Di Pietro parla di “misura odiosa’ ma sono i Democratici a fare un passo avanti e a promettere, prima dell’intervento del Welfare, che “il problema sara’ sanato”.

Quando a sera il governo fa sapere che rimettera’ le cose a posto, tira un sospiro di sollievo anche il sindacato: “Meno male che e’ un refuso – dice il leader della Cisl Raffaele Bonanni – diversamente sarebbe stato un caso maniacale”.

.

fonte articolo