Archivio | aprile 26, 2012

SALUTE – Euro 2012: per l’Italia il preservativo è uno sconosciuto

REFUSO:

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Un CD con un refuso nel titolo impresso: si confronti quello corretto, Das Rheingold, sul libretto).
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Un refuso (dal latino refūsus, participio passato di refundĕre, riversare[1]) è un errore di stampa causato dallo scambio o dallo spostamento di uno o più caratteri attribuito ad un problema meccanico o ad uno scambio dei movimenti delle dita durante la battitura.

Si manifesta tipicamente nell’omissione (es. Wikpedia) o nell’aggiunta (es. Wikiipedia) di un carattere o ancora nello scambio della posizione di due caratteri vicini (es. Wikiepdia).

Presente in abbondanza nella prima stesura di un testo, il refuso viene corretto grazie al lavoro dei correttori di bozze, solitamente in almeno due letture e da persone diverse. Una volta eseguiti questi passaggi il testo viene rivisto per l’ultima lettura e pubblicato.

Capito il concetto? Cari, carissimi funzionari del Ministero della Salute, pare ovvio che qui non si è in presenza di un “banale refuso” ma di una voluta, grave omissione.


Raztinger. E questo, sì che è un refuso! – fonte immagine

mauro

Euro 2012, dall’opuscolo del ministero spariscono i riferimenti al preservativo

Diffuso un vademecum di consigli per i tifosi in vista del torneo continentale in Polonia e Ucraina. Ma rispetto all’originale dell’Oms viene cancellato ogni accenno al sesso protetto. Dopo la denuncia della Lila, Balduzzi corregge il testo e avvia un’indagine interna

Euro 2012, dall'opuscolo del ministero spariscono i riferimenti al preservativo Il frontespizio dell’opuscolo del ministero

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ROMA Per il ministero della Salute si è trattato di “un banale refuso”, ma di banale c’è ben poco: se i tifosi della nazionale italiana che tra poco più di un mese andranno in Polonia e Ucraina per assistere alle partite di Euro 2012 dovessero seguire alla lettera i consigli contenuti in un vademecum loro indirizzato dal dicastero, lascerebbero a casa i preservativi. Che, magia del calcio, escort e prostituzione siano state debellate dai governi di Varsavia e Kiev? Niente affatto, come dimostra l’abbondante offerta di “servizi” ai tifosi annunciati via internet dai siti specializzati.

La magia è di altro tipo e riguarda la scomparsa di una frase  contenuta nell’opuscolo diffuso dall’Organizzazione mondiale della Sanità in vista dei campionati europei di calcio e assente dal documento che il Ministero della Sanità ne ha tratto per la tifoseria italiana: “Per evitare il rischio di malattie sessualmente trasmissibili, assicurarsi di usare correttamente il preservativo maschile o femminile”.

Nel vademecum italiano 1 si sottolinea più genericamente che “è possibile contrarre malattie sessualmente trasmissibili durante qualsiasi tipo di rapporto non protetto, eterosessuale o omosessuale, anche non completo”. Ma la mancanza della parola “preservativo” viene notata dalla Lila, lega italiana per la lotta all’Aids, secondo cui “questa frase deve essere sembrata troppo forte al nostro ministero della Salute” che l’avrebbe dunque “volutamente cancellata”.

Il pregiudizio della Lila non nasce dal nulla. L’associazione ricorda infatti le polemiche innescate dalla circolare Rai 2 in cui si chiedeva ai redattori di omettere il termine “preservativo” dai loro servizi. “A quanto pare – lamenta la Lila – nulla è cambiato. E persino in un opuscolo per i tifosi, destinato quindi a persone adulte ed evidentemente sessualmente attive, si preferisce, al solito, fermarsi a un generico ‘rapporti protetti’ e trasformare così un’informazione chiara e pragmatica in una sorta di precetto morale. Ma gli unici rapporti ‘protetti’ sono quelli protetti con l’uso del preservativo (il preservativo maschile e anche quello femminile), l’unico mezzo meccanico che garantisce, se usato correttamente, la protezione dall’Hiv e dalle altre malattie sessualmente trasmissibili”.

Alla richiesta di spiegazioni e del pronto reinserimento della parola “preservativo” nel vademecum da parte della Lila, replica una nota del ministero della Salute. “Allo stato sembrerebbe un banale refuso l’omissione della frase riguardo l’uso corretto del preservativo maschile e femminile” si legge nel documento, che prosegue garantendo che la frase “è già stata ripristinata” e annunciando “una verifica interna all’amministrazione” sull’accaduto, disposta personalmente dal ministro Renato Balduzzi.

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OSLO – In 40 mila cantano la canzone odiata da Breivik

Pubblicato in data 26/apr/2012 da

Quarantamila norvegesi si sono riuniti vicino il carcere di Oslo per intonare la canzone che il killer della strage di Utoya, Anders Breivik, odia perchè ritenuta una infiltrazione della cultura comunista. Il video è di VG-TV
Her synger minst 40.000 «Barn av regnbuen» mot Breivik Se flere videoer fra VGTV
Link originale: http://www.vg.no/nyheter/innenriks/22-juli/rettssaken/artikkel.php?artid=1005…

LA PROTESTA VICINO AL CARCERE

In 40 mila cantano la canzone odiata da Breivik

A Oslo il raduno per intonare «Figli dell’arcobaleno», brano definito dal killer di Utoya «un lavaggio del cervello»

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MILANO – Hanno cantato a squarciagola sotto la pioggia il brano più odiato dal mostro. Quarantamila norvegesi si sono riuniti per intonare la canzone che Anders Behring Breivik, il killer della strage di Utoya, tanto detesta. La folla si è radunata in una piazza vicino al carcere di Oslo dove è detenuto l’uomo, sotto processo per l’omicidio a sangue freddo di 77 persone.

«VIVREMO INSIEME, FIGLI DELL’ARCOBALENO» – Il brano in questione è un adattamento di una canzone del cantautore americano Pete Seeger e si intitola «Barn av regnbuen», che tradotto suona come «Figli dell’arcobaleno». A firmarlo è il compositore folk norvegese Lillebjoern Nilsen, che Breivik detesta perché sarebbe «un buon esempio di marxismo infiltrato negli ambienti culturali» e perché i suoi testi servono al «lavaggio del cervello degli studenti norvegesi». Popolarissima in Norvegia, la canzone parla di uguaglianza e giustizia sociale. «Vivremo insieme, ognuna sorella e ognuno fratello, piccoli figli dell’arcobaleno e di una terra verde», recita il ritornello.

ROSE IN PUGNO – I dimostranti hanno intonato la canzone brandendo ombrelli per proteggersi dalla pioggia battente insieme a rose in segno di omaggio alle vittime del killer. Tra i presenti l’autore, il cantante folk locale Lillebjoern Nilsen, e i ministri della Cultura dell’intera Scandinavia: dalla stessa Norvegia alla Svezia, dalla Finlandia alla Danimarca, fino all’Islanda. «La canzone non è mai stata così bella», ha dichiarato Lill Hjoennevaag, una delle due promotrici della campagna lanciata su Facebook per contrastare i deliri di Breivik.

Bambini alla manifestazione contro Breivik a Oslo (Afp)Bambini alla manifestazione contro Breivik a Oslo (Afp)

IMPASSIBILE DI FRONTE AI SOPRAVVISSUTI – Nel frattempo, in tribunale hanno deposto i sopravvissuti agli attentati, di fronte ai quali Breivik non ha mostrato alcuna emozione. Tra loro Anne Helene Lund, 24 anni, che si trovava a circa 7 metri dall’esplosione a Oslo. Dopo essere stata in coma per un mese, quando si è svegliata ha scoperto di aver perso la memoria, non potendo neppure ricordare il nome dei propri genitori. Se sarà ritenuto sano di mente e considerato colpevole, Breivik potrebbe essere condannato a 21 anni di carcere, prolungabili se sarà ritenuto una minaccia per la società. Se invece sarà ritenuto incapace di intendere e di volere, verrà affidato a cure psichiatriche obbligatorie. Ieri ha detto che essere dichiarato insano di mente sarebbe la cosa peggiore per lui, perché significherebbe «delegittimare» il suo pensiero.

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I BAMBINI AL FOSFORO (AMERICANO) DI FALLUJA. LA STORIA DI SAYEF

The children of Falluja

Caricato da in data 17/nov/2009

Doctors are dealing with an increase in chronic deformities in infants in Falluja, where heavy munitions were used in 2004

I BAMBINI DI FALLUJA. LA STORIA DI SAYEF

https://i1.wp.com/www.comedonchisciotte.org/images/laboratorymice1.jpg

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DI ROBERT FISK
independent.co.uk

Per il piccolo Sayef, di soli 14 mesi, non ci sarà nessuna primavera araba. Giace su un piccolo lenzuolo rosso appoggiato su un materasso da quattro soldi, a volte piangendo, con la testa grande il doppio del normale, cieco e paralizzato. Sayeffedin Abdulaziz Mohamed – il suo nome completo – mostra un viso gentile sulla sua enorme testa e dicono che sorrida quando gli altri bambini li fanno visita e quando le famiglie ed i vicini iracheni entrano nella stanza.

Ma non conoscerà mai la storie del mondo che lo circonda, non godrà mai delle libertà del nuovo Medio Oriente. Può muovere solo le mani e bere solo latte in bottiglia perché incapace di inghiottire. È già ben troppo pesante perché suo padre lo possa prendere in braccio. Vive in una prigione le cui porte resteranno chiuse per sempre.

A seguito, “BAMBINI COME TOPI DI LABORATORIO” (Karlos Zurutuza, IPS News);

Scrivere questo tipo di notizie è tanto difficile quanto capire il coraggio della sua famiglia. Molte delle famiglie di Fallujah i cui bambini sono nati affetti da ciò che i dottori chiamano “anomalia congenita” preferiscono chiudere fuori gli estranei, considerando i loro figli come segno di sdegno personale piuttosto che come possibile prova che qui sia accaduto qualcosa di terribile dopo i due grandi conflitti americani contro i ribelli nel 2004 e nel 2007.

Dopo aver inizialmente negato l’uso di granate al fosforo nel corso della seconda battaglia di Fallujah, le forze americane hanno poi ammesso di aver lanciato le munizioni contro alcuni edifici della città. Dei rapporti indipendenti hanno parlato di un tasso di difetti alla nascita ben più alto che in altre zone dell’Iraq, oltre che negli altri paesi arabi. Nessuno, ovviamente, può fornire delle prove schiaccianti che accusino le munizioni americane per la tragedia dei bambini di Fallujah.

Sayef vive – se così si può dire – nel distretto di al-Shahada di Fallujah, in una delle strade più pericolose della città. Quando andiamo a fare visita, fuori della porta di casa di Sayef troviamo dei poliziotti – tutti musulmani sunniti, come i cittadini di Fallujah – imbracciando le loro armi automatiche. Due di questi uomini armati in uniforme blu entrano con noi, visibilmente commossi dal bambino inerme, scuotendo la testa dall’incredulità e la disperazione che suo padre, Mohamed, si rifiuta di rivelare.

“Penso che tutto questo sia causa dell’uso del fosforo da parte degli americani nelle due grandi battaglie”, dice. “Ho sentito parlare di così tanti casi di anomalie congenite infantili. Ci deve essere una ragione. Quando mio figlio è andato all’ospedale per la prima volta, ho visto famiglie con gli stessi identici problemi”.

Sin dal conflitto del 2004, alcuni studi hanno registrato un profondo aumento nei tassi di cancro e mortalità infantile a Fallujah; il rapporto più recente, tra i cui autori compare anche un dottore del Fallujah General Hospital, dichiara che le malformazioni congenite contano il 15% del totale delle nascite nella città.

“Mio figlio non può reggersi in piedi da solo”, dice Mohamed, accarezzando la testa allargata di suo figlio. “Può muovere solo le sue mani. Dobbiamo allattarlo dalla bottiglia. Non può ingoiare. A volte non riesce neanche a prendere il latte, quindi dobbiamo portarlo in ospedale perché gli diano dei fluidi. È cieco dalla nascita. In più, uno dei reni del mio ometto ha smesso di funzionare. È rimasto paralizzato. Non muove le gambe. La cecità è dovuta dall’idrocefalia”.

Mohamed abbraccia le gambe senza uso di Sayef e le muove dolcemente su e giù. “Dopo la nascita, ho portato Sayef a Baghdad ed l’ho fatto visitare dai più importanti neurochirurghi. Hanno detto che non potevano fare nulla. Aveva un difetto alla schiena, che è stato sistemato, ed uno nella testa. La prima operazione non ha avuto successo. Ha avuto la meningite”.

Sia Mohamed che sua moglie hanno circa 35 anni. Diversamente da molte famiglie tribali della zona, non sono imparentati e le loro due figlie, nate prima delle battaglie di Fallujah, godono di perfetta salute. Sayef è nato il 27 gennaio 2011. “Alle mie due figlie piace molto il loro fratellino”, dice Mohamed, “ed anche ai dottori. Partecipano tutti per prendersi cura di lui. Il dr. Abdul-Wahab Saleh ha fatto un lavoro eccezionale su di lui – Sayef non sarebbe vivo se non fosse stato per lui”.

Mohamed lavora per una società di irrigazione meccanica, ma confessa che, con un salario di soli 100 dollari al mese, riceve aiuto finanziario dai parenti. Si trovava fuori dalla città durante i conflitti, ma a due mesi dalla seconda battaglia è tornato trovando la sua casa distrutta; ha ricevuto dei fondi per ricostruirla nel 2006. Durante la nostra conversazione, ha guardato Sayef a lungo e poi lo ha preso in braccio. “Ogni volta che guardo mio figlio, muoio dentro”, dice mentre le lacrime gli solcano il viso. “Penso al suo destino. Si fa sempre più pesante. Si fa più difficile tenerlo in braccio”. Gli chiedo quindi chi incolpa per il calvario del piccolo Sayef. Mi aspetto una valanga di accuse contro gli americani, il governo iracheno, il Ministro della Sanità. Per molto tempo, la stampa mondiale ha dipinto la gente di Fallujah come “pro-terrorista” ed “anti-occidentale”, sin dall’uccisione e cremazione dei quattro mercenari americani nel 2004 – evento che ha dato inizio alle battaglie di Fallujah nelle quali circa 2.000 iracheni, tra civili e ribelli, e quasi 100 truppe americane hanno perso la vita.

Ma Mohamed rimane in silenzio per alcuni istanti. Non è il primo padre a mostrarci il suo figlio deformato. “Chiedo solo aiuto a Dio”, dice. “Non mi aspetto di essere aiutato da nessuno altro essere umano”. Il che prova, credo, che Fallujah – lungi dall’essere una città di terrore – possiede alcuni uomini davvero coraggiosi.

Robert Fisk
Fonte: http://www.independent.co.uk/opinion
Link; http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/fisk/robert-fisk-the-children-of-fallujah–sayefs-story-7675977.html?origin=internalSearch
25.04.2012

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

Fallujah: una storia

La prima battaglia di Fallujah, nell’aprile 2004, fu un assedio di un mese durante il quale le forze americane non sono riuscite a prendere la città, considerata una roccaforte ribelle. La seconda battaglia, in novembre, l’ha rasa al suolo. Le polemiche si sono scatenate contro le dichiarazioni per cui le truppe americane avevano impiegato granate al fosforo bianco. Uno studio del 2010 ha affermato che l’aumento dei tassi di mortalità infantile, cancro e leucemia a Fallujah hanno superato quelli riscontrati nei sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki.

BAMBINI COME TOPI DI LABORATORIO

di Karlos Zurutuza – 21 aprile 2012

All’ospedale di Fallujah non sono in grado di fornire statistiche sui bambini nati con malformazioni; semplicemente ce ne sono troppi. I genitori non vogliono parlarne. “Le famiglie seppelliscono i propri neonati dopo la loro morte senza dirlo a nessuno,” afferma il portavoce dell’ospedale, Nadim al-Hadidi. “Se ne vergognano troppo.”

“Abbiamo registrato 672 casi a gennaio, ma sappiamo che ce ne sono molti di più”, dice Hadidi. Proietta immagini su una parete del suo ufficio: bambini nati senza cervello, senza occhi o con gli intestini fuori dal corpo.

Di fronte all’immagine bloccata di un bambino nato senza arti, Hadidi dice che i sentimenti dei genitori solitamente variano dalla vergogna al senso di colpa. “Pensano che sia colpa loro, che ci sia qualcosa di sbagliato in loro. E non è affatto d’aiuto quando qualche vecchio dice loro che è la ‘punizione del Signore’”.

E’ difficile guardare le fotografie. E i responsabili di tutto questo hanno chiuso gli occhi.

“Nel 2004 gli statunitensi hanno sperimentato su di noi ogni genere di ordigni chimici ed esplosivi: bombe termobariche, fosforo bianco, uranio impoverito … siamo stati per loro tutti topi da laboratorio,” dice Hadidi spegnendo il proiettore.

I mesi che sono seguiti all’invasione dell’Iraq nel 2003 hanno visto persistenti dimostrazioni contro le forze d’occupazione. Ma non è stato che nel 2004 che questa città presso l’Eufrate, a ovest di Baghdad, ha visto il peggio.

Il 31 marzo di quell’anno le immagini dei corpi smembrati di quattro mercenari del gruppo statunitense Blackwater pendenti da un ponte hanno fatto il giro del mondo. Al-Qaeda ha rivendicato la brutale azione e la popolazione locale ha pagato il prezzo dell’Operazione Phantom Fury [Furia fantasma] che è seguita. Secondo il Pentagono si è trattato del più grande scontro urbano dai tempi di Hue (Vietnam, 1968).

Il primo giro di vite è avvenuto nell’aprile 2004 ma il peggiore è stato a novembre di quell’anno. Controlli casuali casa per casa hanno dato il via a intensi bombardamenti notturni. Gli statunitensi hanno dichiarato di aver utilizzato il fosforo bianco “per illuminare i bersagli di notte”. Ma un gruppo di giornalisti italiani ha fornito presto prove documentali che il fosforo bianco era stato semplicemente un’altra delle armi vietate utilizzate contro i civili dalle truppe statunitensi.

Il numero totale delle vittime è tuttora ignoto. In effetti, molte di esse non sono ancora nate.

Abdulkadir Airawi, un medico dell’ospedale di Fallujah, è appena di ritorno dall’aver esaminato un interessante nuovo caso. “Questa ragazza è nata con la sindrome di Dandy Walker. Ha il cervello diviso in due e dubito che sopravvivrà.” Mentre parla, le luci si spengono di nuovo nell’interno ospedale.

“Siamo privi della struttura più elementare. Come pretendono che affrontiamo un’emergenza come questa?”

Secondo uno studio pubblicato nel luglio 2010 dall’International Journal of Enviromental Research and Public Health, con sede in Svizzera, “gli aumenti dei casi di cancro, leucemia e mortalità infantile e di cambiamenti del normale rapporto tra i sessi alla nascita a Fallujah sono significativamente maggiori di quelli riferiti relativamente ai sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki nel 1945.”

I ricercatori hanno rilevato che c’è stato un aumento di 38 volte della leucemia (17 volte nelle località giapponesi). Analisti stimati come Noam Chomsky hanno definito tali conclusioni come “immensamente più imbarazzanti delle rivelazioni di WikiLeaks sull’Afghanistan”.

Samira Alaani, medico capo all’ospedale di Fallujah, ha preso parte a uno studio in stretta collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Diverse verifiche condotte a Londra segnalano quantità insolitamente elevate di uranio e mercurio nei capelli delle persone colpite. Ciò potrebbe essere la prova che collega l’utilizzo di armi vietate alla quantità dei problemi genetici a Fallujah.

Piuttosto che sul fosforo bianco, molti puntano il dito sull’uranio impoverito (DU), un elemento radioattivo che, secondo gli ingegneri dell’esercito, aumenta significativamente la capacità di penetrazione dei proiettili. Si ritiene che il DU abbia una vita di 4,5 miliardi di anni ed è stato definito “l’assassino silenzioso che non smette mai di uccidere”. Molte organizzazioni internazionali hanno chiesto alla NATO di accertare se durante la guerra in Libia è stato utilizzato il DU.

In questo mese il Ministero iracheno della Sanità, in stretta collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, avvierà il suo primo studio in assoluto sulle malformazioni congenite nei governatorati di Baghdad, Anbar, Thi Qar, Suleimania, Diala e Basra.

Stretta tra i confini dell’Iran e del Kuwait, Basra è situata sopra enormi riserve di petrolio. La popolazione di questa provincia dell’estremo sud ha subito combattimenti molto più di qualsiasi altra regione: dalla guerra contro l’Iran degli anni ’80 alla guerra del Golfo del 1991 e all’invasione guidata dagli USA nel 2003.

Uno studio dell’Università di Baghdad ha segnalato che i casi di malformazioni alla nascita erano aumentati di dieci volte a Basra due anni prima dell’invasione del 2003. La tendenza continua a salire.

L’Ospedale Pediatrico di Basra, specializzato nell’oncologia pediatrica, è stato aperto nel 2010. Finanziata da capitale statunitense, questa struttura è stata avviata dall’ex first lady statunitense Laura Bush. Ma, come l’ospedale di Fallujah, questa struttura presunta allo stato dell’arte manca di attrezzature fondamentali.

“La macchina per i raggi X è rimasta un anno e mezzo in magazzino nel porto di Basra per una disputa amministrativa su chi dovesse pagare le tasse portuali. I nostri bambini morivano in attesa di un trattamento radioterapeutico che non arrivava,” dice Laith Shakr Al-Sailhi, padre di un bambino malato e direttore dell’Associazione del Cancro Infantile irachena.

“La lista d’attesa per il trattamento a Baghdad è infinita e il tempo non è mai dalla parte dei pazienti” dice Al-Sailhi nelle baracche che ospitano il quartier generale della sua ONG vicino all’ospedale.

“Inoltre le malattie di questi bambini hanno portato alla rovina economica le loro famiglie. Quelli che possono permetterselo pagano, per il trattamento, fino a 7.000 dollari in Siria e fino a 12.000 dollari in Giordania. L’opzione più economica è l’Iran, con costi in media di 5.000 dollari.

Oggi le famiglie fioccano a Teheran per il trattamento dei figli. Molte di esse dormono nelle strade perché non possono permettersi di pagarsi una stanza in albergo.”

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/those-laboratory-mice-were-children-by-karlos-zurutuza

Originale: IPS News

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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FISCO – Modello 730, arriva la proroga: va presentato entro il 16 maggio (al sostituto) o il 20 giugno (al Caf)

Modello 730, arriva la proroga: va presentato entro il 16 maggio (al sostituto) o il 20 giugno (al Caf)

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di Francesca Milano

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LImu e la cedolare secca fanno slittare la presentazione del modello 730. A stabilirlo è un decreto del presidente del Consiglio dei ministri firmato oggi. Chi presenta il modello 730 per dichiarare i redditi 2011, ha quindi tempo fino al prossimo 16 maggio, se lo consegna al sostituto d’imposta, oppure fino al 20 giugno, se lo presenta a un Caf o a un professionista.

Sono oltre 18 milioni i lavoratori dipendenti e i pensionati che utilizzano il modello 730 per la dichiarazione dei redditi: quest’anno il modello presenta numerose novità, che vanno dal quadro in cui dichiarare le locazioni di immobili assoggettate alla cedolare secca alle detrazioni per i bonus fiscali del 36 e del 55%, dalla possibilità di compensare in F24 l’eventuale credito risultante dal modello per l’Imu al contributo di solidarietà che tocca chi ha redditi superiori a 300mila euro.

Il provvedimento che proroga la scadenza del 730 prevede, inoltre, la proroga dei termini per inviare la denuncia dell’imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi e sugli accessori incassati nel periodo d’imposta precedente, che slitta dal 31 maggio al 2 luglio. Il nuovo scadenzario per i Caf e i sostituti d’imposta è dunque: entro il 15 giugno i sostituti d’imposta devono consegnare al contribuente la copia della dichiarazione elaborata e il relativo prospetto di liquidazione, mentre i Caf o i professionisti abilitati hanno tempo fino al 2 luglio. Per comunicare, invece, il risultato finale delle dichiarazioni ed effettuare la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni presentate, i Caf e i professionisti abilitati hanno tempo fino al 12 luglio.

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RIVOLTA SUL WEB – Lo Stato compra 400 nuove auto blu. Anzi, no. Forse.


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LONGA MANUS…

Questa volta, l’indignazione popolare, che sul web si è propagata con la forza di un incendio (forse) sembra avere avuto la meglio. La smentita c’è stata (se di smentita si può parlare) precisando che il bando di gara della Consip sulle auto blu “non determina automaticamente l’acquisto di nuove autovetture”. Come se i bandi di gara venissero pubblicati giusto per sport, e sempre per sport uno vi partecipi. Tuttavia sarà giusto vigilare su questa strana ennesima vicenda anche in futuro. Perché, come sempre accade in Italia, ciò che oggi viene smentito, domani riceve conferme, e viceversa. Questi funzionari, che fanno e disfano a loro piacimento, sono ‘rappresentanti’ dello Stato, ma lo Stato simo noi. E sempre a noi (prima o poi) spediscono il conto.

mauro

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L’acquisto di vetture «di media cilindrata» costerà 10 milioni di euro

Lo Stato compra 400 auto blu, «rivolta» sul web

Bando del ministero dell’Economia mentre altri 800 mezzi già nel «parco macchine» sono inutilizzati

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di M.Antonietta Calabrò

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ROMA – Lo Stato vuole acquistare altre «auto blu». Almeno altre quattrocento nuove berline di media cilindrata, cioè fino a 1.600. Ma il numero di veicoli potrebbe anche aumentare di un quinto, quindi di ulteriori 80 unità nel giro di un anno. Per una spesa di poco meno di 10 milioni di euro.

Il bando di gara non solo è stato già emesso dal ministero dell’Economia (il 24 gennaio), ma il termine per presentare le offerte è anche già scaduto, lo scorso 8 marzo (giorno in cui sono state aperte le buste dei concorrenti), quindi la procedura è in fase estremamente avanzata. E questo nonostante il «parco macchine» della Pubblica amministrazione sia arrivato, secondo il Formez (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle Pubblica amministrazione), a quota 60 mila. Diecimila auto blu di alta fascia, per ministri e alti dirigenti, e altre 50 mila auto di servizio, che costano complessivamente quasi 2 miliardi di euro l’anno al contribuente. Mentre sempre secondo il Formez circa 800 vetture giacciono inutilizzate nei garage. A quanto pare, però, alla Pubblica amministrazione le auto blu non bastano mai.

La vicenda è stata rilanciata giovedì dai siti del Giornale e del settimanale L’Espresso e, in poche ore su Facebook l’articolo ha superato i 6 mila «consiglia», a testimonianza della reazione dell’opinione pubblica davanti a notizie del genere, in un momento in cui tutti sono chiamati a tirare la cinghia. Nei giorni scorsi il bando è stato oggetto di un’interrogazione parlamentare da parte del deputato dell’Idv Antonio Borghesi, che ha chiesto spiegazioni sulla spesa al viceministro dell’Economia Vittorio Grilli. «Chiediamo come sia giustificabile un’asta di questo tipo, quando con provvedimenti successivi è stata prevista la riduzione di vetture: sia con decreti del 2010 entrati in vigore nel 2011, sia con un decreto del 2011 che ha ulteriormente previsto la riduzione dell’uso di auto blu, sia con due decreti del premier», dice il testo dell’interrogazione. In Parlamento il viceministro si è limitato a illustrare il funzionamento del bando pubblico e i suoi riferimenti normativi. Dalla Funzione pubblica ieri sera hanno fatto sapere che «non di un vero e proprio acquisto si tratta, ma di una convenzione della Consip, che imporrà alle singole amministrazioni di acquistare le vetture di cui avranno bisogno nei prossimi mesi al prezzo a cui si attesterà la migliore offerta che si aggiudicherà la gara».

Lo stesso monitoraggio del Formez già citato, però, indicava tra i fattori problematici della gestione del parco auto pubblico l’eccessivo numero di vetture di proprietà (79%),rispetto al noleggio (19%), e al leasing e comodato (1%). Per il Formez a parità di chilometraggio le auto noleggiate garantiscono un risparmio di spesa tra il 15 e il 18%. Il ministro per la Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, in Senato ha dichiarato l’intenzione di privilegiare, in futuro, il noleggio a lungo termine. Ma intanto lo Stato continua a comprare.

M.Antonietta Calabrò
twitter@maria_mcalabro

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fonte articolo

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Nessuna nuova ‘auto blu’, governo: da tagli 300mln

‘Bando gara non determina acquisto automatico’

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ROMA – “Il Governo non acquisterà nuove ‘auto blu’ nel 2012 e auspica, per le amministrazioni territoriali, l’adozione di un’analoga impostazione”. E’quanto afferma Palazzo Chigi in una nota nella quale si precisa che il bando di gara della Consip sulle auto blu “non determina automaticamente l’acquisto di nuove autovetture”.

“In riferimento agli articoli apparsi su alcuni quotidiani italiani, relativi alla Gara per fornitura in acquisto di berline medie con cilindrata non superiore a 1.600 cc”, il governo sottolinea che quel bando “non determina automaticamente l’acquisto di nuove autovetture”. Infatti, “con l’aggiudicazione delle convenzioni, Consip stipula soltanto un accordo quadro che può essere utilizzato dalle pubbliche amministrazioni per soddisfare le necessità di spostamento sul territorio”. “Il bando è pensato soprattutto per le esigenze delle Forze dell’Ordine e di quelle che svolgono servizi di utilità sociale che, più di altre, hanno bisogno di mezzi operativi”, sottolinea Palazzo Chigi in una nota. “Attualmente, infatti, il 61% del parco auto ha tra i 5 e oltre 10 anni. Gli elevati e continui costi di manutenzione rendono l’utilizzo di queste vetture, oltre che inquinante per l’ambiente, particolarmente diseconomico”. “La gara, peraltro, è stata oggetto, già nelle settimane scorse, di una interrogazione a risposta immediata presso la Camera dei Deputati (consultabile nella banca dati della Camera stessa) – conclude il governo – In tale occasione, in Aula, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nella persona del Vice Ministro, ha già dato una esaustiva risposta indicando tutte le norme su cui si basa la gara”.

“Il Governo ha avviato, con decreto del Presidente del Consiglio del 13 gennaio 2012, una politica di riduzione dei costi di gestione delle autovetture. Già nel 2011 c’é stato un taglio del 13% rispetto all’anno precedente”. E’ quanto afferma palazzo Chigi in una nota, nella quale dichiara che non acquisterà nuove auto blu nel 2012. “Formez PA – sottolinea il governo – ha stimato che la politica di riduzione dei costi produrrà un risparmio complessivo di oltre 300 milioni di euro, così divisi: 250 milioni di euro l’anno dalle amministrazioni locali; 60 milioni l’anno dall’amministrazione centrale”.

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fonte ANSA.it

FISCO – Tra tasse e acconti 82 scadenze a maggio. Le istruzioni per la dichiarazione? 110 pagine


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I CITTADINI DI FRONTE AL FISCO

Tra tasse e acconti 82 scadenze a maggio

Le istruzioni per la dichiarazione? 110 pagine

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di
Massimo Fracaro
Nicola Saldutti

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Non c’è nessuno che sia (davvero) contento di pagare le tasse. Proprio nessuno. E stabilire quale sia la soglia equa dell’imposizione fiscale è un esercizio quasi impossibile da tentare. Soprattutto in una fase di rallentamento dell’economia come quella attuale. Però qualche cosa vorrà pur dire se negli ultimi giorni si sono intensificate le voci (autorevoli) che indicano la necessità di una tregua. Davanti al Parlamento europeo il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, che fino ad ottobre guidava la Banca d’Italia, è stato molto esplicito: «Il consolidamento dei bilanci basato esclusivamente sull’aumento delle tasse è sicuramente recessivo. Idealmente dovrebbe essere fatto sulla base di una riduzione delle spese correnti, in particolare di quelle più improduttive».

Qualche giorno fa la Corte dei Conti ha usato parole forti definendo quella fiscale «una pressione già fuori linea nel confronto europeo». L’obiettivo del risanamento dei conti resta prioritario ma tasse, tributi, acconti, versamenti che arrivano al 45% del reddito rappresentano una soglia che ormai ha raggiunto il livello di guardia. Se non lo ha già superato.
Tasse alte e complicate. Proviamo a leggere dentro il decreto (ormai diventato legge) sulla semplificazione fiscale. C’è persino la definizione di bosco e di arboricoltura da legno. C’era proprio il bisogno che parlamento e governo si esercitassero in questa attività? Vero che l’Italia è un Paese dove per fortuna le foreste hanno ripreso a crescere. Ed evidentemente non si vuole perdere l’occasione di inseguire gli alberi.

Ma sarà quella l’urgenza del Paese per favorirne la crescita? Mentre lo stesso provvedimento, cambia e complica, i versamenti dell’Imu. Più si legge e più ci si ingarbuglia. La legge sposta per la terza volta le scadenze del bollo sullo scudo fiscale, dimenticandosi però di estendere la proroga al 2011. I boschi sono importanti. Forse, per il Parlamento, lo è meno il fatto che le istruzioni per il modello Unico 2012 sono arrivate a 110 pagine fitte fitte, e solo per il fascicolo base. Un buon romanzo ha meno pagine. Mentre nel mese di maggio, e solo per il Fisco, si contano 82 scadenze. Un percorso che assomiglia più a un calvario che a un ordinato sistema che preveda il rispetto del dovere civico di essere degli onesti contribuenti.
Come di pari urgenza per favorire la crescita sembra essere l’istituzione – prevista sempre nel decreto semplificazioni – della Scuola sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute.

Senza dimenticare la prima imposta che i cittadini conosceranno soltanto alla fine, come in un gioco (molto poco divertente). Il caso dell’Imu è proprio questo: si paga una tassa ma senza conoscere quali saranno le aliquote reali che saranno applicate. Parafrasando (immeritatamente) Luigi Einaudi qui non è conoscere per deliberare ma almeno conoscere per pagare. E a quattro mesi dal varo della patrimoniale sui depositi titoli le banche non sanno ancora come calcolarla. Al Fisco non manca la fantasia quanto a sigle: con l’occasione è nata l’Ivie, l’imposta sul valore degli immobili esteri. Come calcolarla? Complicato. Introdotta dal decreto salva Italia, corretta da un provvedimento successivo, applicata retroattivamente, e unicum nel mondo probabilmente, anche agli stranieri residenti in Italia sui beni posseduti a casa loro.
Vista così, la pressione fiscale va ben oltre la soglia del 45%. Certo i sacrifici vanno fatti per rimettere l’Italia in sesto, forse è anche necessario l’incremento delle imposte ma almeno se non le aliquote, il Fisco potrebbe almeno ridurre la tassa sulla complicazione. Un’imposta che tutti, a ragione, vorrebbero evadere.

Massimo Fracaro
Nicola Saldutti

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fonte articolo

SALUTE – “Falsus in Uno, Falsus in Omnibus”. L’enigma del Thimerosal nei vaccini

Mercury and Pregnancy – a Bad Combination

Caricato da in data 30/nov/2011

SafeMinds 2011 Flu Vaccine Video for OB/GYNs to promote awareness on dangers of mercury-containing flu vaccines for pregnant women and children.


leggi anche SafeMinds tries to frighten pregnant women into skipping the flu vaccine

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“Falsus in Uno, Falsus in Omnibus”

L’enigma del Thimerosal nei vaccini
By Paul G. King, PHD, CoMeD Science Advisor and Secretary; http://dr-king.com

Introduzione

La “sicurezza” nell’usare Thimerosal come conservante nei vaccini è come il proverbiale “castello di carte” che manca di un fondamento tossicologico scientificamente valido.

Come in qualsiasi struttura instabile, se una delle principali “carte” che tiene in piedi l’affermazione che il Thimerosal è sicuro viene a mancare, l’intera struttura è destinata a crollare.

Questo è il caso, in quanto è la prova (vedi sotto) che i risultati sono falsi in qualsiasi studio statistico sulla popolazione, supervisionato dal US Centers for Disease Control and Prevention (CDC), e/o gli studi o relazioni prodotte da chi è stato assunto dal CDC (Istituto di Medicina), collabora con (i consulenti e accademici), disciplina (i produttori di vaccini), influenza (i funzionari della sanità pubblica) o finanzia, mette in dubbio comunque tutti gli studi e i resoconti.

Inoltre, mina tutti i processi amministrativi (ad esempio, i processi del “vaccine court” tribunale speciale per i danni da vaccino) basati su questi falsi studi per giustificare le decisioni.

Un recente documento(1), ha ribadito questo pensiero affermando: “… gli stessi sforzi volti a produrre legittimità in questo tipo di controversie risulteranno controproducenti e utilizzati come prova di ingiustizia, il che ci aiuta a capire il perché risolvere una controversia scientifica in tribunale non significa necessariamente cambiare il pensiero di nessuno“, sulla base di: a) confondere le audizioni amministrative da parte dei “giudici speciali” e la “corte” sulle lesioni da vaccino e b) la percezione che i documenti scientifici fondamentali su cui questa “controversia scientifica” si basa sono “scienza provata”.

Questa osservazione conclusiva diventa la chiave di validità della “scienza” sulla quale si affida l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

I risultati chiave di uno studio in Danimarca differiscono dai fatti

Uno degli studi chiave che è stato ripetutamente utilizzato per “smentire” la prova di un nesso causale tra l’esposizione del bambino in via di sviluppo ai vaccini contenenti Thimerosal e l’”autismo” è, “Thimerosal and the Occurrence of Autism: Negative Ecological Evidence From Danish Population-Based Data”, che fu: a) scritto da Kreesten M. Madsen, Marlene B. Lauritsen, B. Carsten Pedersen, Poul Thorsen, Anne-Marie Plesner, Peter H. Andersen e Preben B. Mortensen, b) pubblicato sulla rivista Pediatrics (2003, 112: 604-606), e che, c) nell’abstract dichiarava: “l’interruzione della somministrazione di vaccini contenenti thimerosal in Danimarca nel 1992 ha portato ad un aumento dell’incidenza di autismo“.

Se l’incidenza e la diffusione dell’autismo in Danimarca, fossero realmente aumentati in modo significativo dopo che tutti i vaccini conservati con il Thimerosal sono stati rimossi dal programma di vaccinazione nel 1992, il risultato sarebbe la prova schiacciante che:

• non c’era legame causale tra l’esposizione al Thimerosal e il rischio di autismo, e

• la Danimarca avrebbe dovuto reintrodurre i vaccini conservati con Thimerosal poiché le conclusioni dello studio pubblicato avevano chiaramente indicato che i vaccini con Thimerosal hanno “soppresso” il rischio di autismo.

Tuttavia, i danesi non hanno reintrodotto il Thimerosal nei vaccini e la stima del 2004 (cioè più di un decennio dopo la rimozione del Thimerosal) sull’incidenza di autismo nei bambini danesi di età compresa tra 5 e 9 anni nel 1995-2000 era cambiata per diversi motivi, al punto di arrivare a circa 1 bambino su “1400”(2).

Al contrario, negli Stati Uniti, dove non è stato fatto alcuno sforzo per “rimuovere” dal mercato i vaccini con Thimerosal fino a dopo il 2000, l’ultima stima dell’incidenza(3) di “autismo” come anche i “disturbi dello spettro autistico” (ASDs) nei bambini di 8 anni nati nel 1999-2000(4) e sottoposti a controllo nel corso del 2008 è, in media, “1 su 88” nei distretti distaccati dalle aree di sorveglianza, dove, in alcuni stati (ad esempio, nel New Jersey e nello Utah), il tasso di incidenza è superiore al 2% (1 in < 50).

Come si può non capire che l’azione intrapresa dalla Danimarca, i suoi risultati e quelli negli Stati Uniti non sono compatibili con l’ipotesi che i vaccini con Thimerosal non hanno alcun effetto causale sul rischio e sull’incidenza di “autismo”?

La risposta è semplice: i documenti ottenuti recentemente dal CDC utilizzando il Freedom of Information Act (FOIA) hanno rivelato che, il “Mer 13-11-2002”, o successivamente, alcuni, se non tutti, gli autori dello studio danese citati in questa discussione e persone in contatto col CDC sapevano che “l’incidenza e la prevalenza” (di “autismo”) “erano ancora in diminuzione nel 2001“(5).

Perciò, il tasso di “autismo” è diminuito dopo la rimozione dei vaccini con Thimerosal.
Pertanto, l’affermazione nell’abstract dello studio “a seguito dell’eliminazione del Thimerosal dai vaccini in Danimarca nel 1992 ci fu ancora un aumento dell’incidenza di autismo“, era, ed è, nella migliore delle ipotesi, una dichiarazione problematica.

Ora, il controllo nel 2008 sul tasso di “autismo” nei bambini di 8 anni negli Stati Uniti (“1 su 88”) e quello del 2004 sui bambini danesi di età tra i 5-9 anni nel 1995-2000 (1 su “1400”) rende perfettamente l’idea – quando nel 1992 i vaccini con Thimerosal sono stati rimossi dal programma vaccinale danese, il tasso di autismo è cominciato a scendere e nel programma di vaccinazione del 2004, sembra aver contribuito soltanto a non più di una diagnosi di “autismo” su “1400” (dal momento che i danesi hanno cartelle cliniche di tutti i loro abitanti e questi dati sono stati citati da un importante centro danese di cure mediche, questo numero è una stima effettiva della popolazione(7) e non basato su un campione).

Così, con una prima approssimazione(6), il livello di esposizione al Thimerosal nei bambini di 8 anni che erano stati vaccinati nell’ambito dei programmi di vaccinazione (1999-2008) negli Stati Uniti e valutato nel 2008, ha probabilmente aumentato il tasso di “autismo” da più di 25 volte il livello che sarebbe stato osservato negli stessi bambini, se non avessero ricevuto dosi di vaccino con Thimerosal.

Dal momento che i danesi usano ancora il vaccino per il morbillo, parotite e rosolia (MMR) che contiene adiuvanti in alluminio a livelli simili a quelli del programma di vaccinazione negli Stati Uniti del 1999 e 2000, chiaramente i vaccini con Thimerosal sono un importante fattore causale per la grande disparità che c’è tra il tasso di “autismo” nel 2008 negli Stati Uniti e, il non apertamente riportato, tasso di incidenza e prevalenza di autismo in Danimarca, dove l’ultima stima calcolata dai dati pubblicati nel mese di ottobre 2010 sui bambini danesi nati tra il 1994 e 2004(7), era di 1 su 1272 (<7% del tasso dichiarato dal CDC per l’incidenza del tasso di “autismo”).

OMS – “Ora scegliete da che parte stare”

Viste le realtà descritte, sembra chiaro che l’OMS ha due percorsi su cui poter scegliere da oggi in poi.

Il primo è che l’OMS possa “improvvisamente” vedere la luce e sostenere la tesi “immediata” che vieta l’uso di Thimerosal e qualsiasi altro composto di mercurio nella fabbricazione di un vaccino o farmaco di altro tipo, oppure quello di continuare a far parte di quella schiera che “mente” sul fatto che il Thimerosal è “sicuro” rischiando così che tutti i paesi del mondo, scoprano la “menzogna” e non solo eviteranno l’utilizzo del Thimerosal, ma anche di qualsiasi altro vaccino – su questa base, se l’OMS, il CDC, i produttori di vaccini e i funzionari della sanità pubblica “mentono” sui danni causati dal Thimerosal nei vaccini, allora probabilmente “mentono” anche sulla sicurezza di tutti i vaccini – falsus in uno, falsus in omnibus – che indica che ogni persona che falsifica deliberatamente una materia non è credibile su qualsiasi questione.

Non sappiamo quale sarà la scelta dell’OMS, ma sappiamo quali saranno probabilmente i risultati logici dell’una o dell’altra scelta.

Ora, l’OMS deve scegliere il suo percorso, ma deve scegliere con attenzione dal momento in cui la “bugia” che è stata nascosta è stata rivelata e la verità si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo!

(1). Kirkland A. Credibility battles in the autism litigation. Social Studies of Science 2012Apr; 42(2): 237-261.

(2). From Table 1, 5-9 Age Group, 1995-2000, Prevalence in 2000 (“71.44” per 100,000) in Goldman GS. Yazbak FE. An Investigation of the Association Between MMR Vaccination and Autism in Denmark Journal of American Physicians and Surgeons 2004 Fall; 9(3): 70-75

(3). Poiché questi dati sono basati su statistiche, i dati riportati come valori generali, sottostimano di molto il numero reale delle persone colpite nella popolazione interessata. Inoltre, la disparità dei tassi di incidenza tra i distretti sottoposti a statistica, va ad indicare chiaramente che alcuni distretti hanno un livello significativamente più alto di sottostima di altri distretti. Se il CDC avesse utilizzato un’altra fonte di indagine indipendente dalla fonte primaria, se avesse individuato i casi che erano comuni a entrambe le indagini e poi applicato in modo adeguato lo studio incrociato sulle statistiche, non solo avrebbe notato come la grande disparità tra alcuni distretti si sarebbe ridotta, ma l’accertamento corretto dei valori di incidenza, anche se fosse risultato più elevato, avrebbe stimato con più accuratezza il numero probabile dei bambini di 8 anni con una diagnosi di ASD.(4). In questo arco di tempo, tutte le formulazioni di vaccino per l'(DPT) Difterite, Tetano e Pertosse, Difterite e Tetano (DT e Td), tossoide del tetano (TT), Haemophilis influenzae di tipo b (Hib), epatite B (epatite B) , influenza, encefalite giapponese e vaccini contro la meningite meningococcica, che sono stati autorizzati dalla US Food and Drug Administration (FDA), erano conservati con Thimerosal.

(5). Vedere la copia dell’e-mail che include la relazione che rivela questa verità. La copia è inclusa in fondo all’articolo.

(6). Questa approssimazione presuppone che: a) i distretti con i più alti livelli di casi rappresentano più accuratamente il numero reale della popolazione rispetto a quelli con il numero più basso e b) la sottostima residua compensa eventuali differenze di definizione sull’uso in generale del termine “autismo” e ASD spectrum tra la Danimarca e gli Stati Uniti.

(7). Nel 2010, Pia Dhyr Olsen, un membro del Parlamento danese, ha chiesto al ministro della Salute danese Bertel Haarder di fornire i tassi di autismo ufficiali in Danimarca. Nel novembre del 2010, è stato risposto a questo parlamentare che le autorità sanitarie non avevano traccia di questi dati. Dai dati provenienti da un Associated Press USA (AP) alla presenza di ittero e autismo nei bambini danesi che sono nati tra il 1994 e il 2004, risulta che il tasso di “autismo” era di circa 1 nel 1272 [577/733, 826] (http://lubbockonline.com/health/2010-10-11/danish-study-jaundice-autism-newborns-raises-unanswered-questions, ultima visita nel 31 marzo 2011).

Traduzione:Ciao Marlene, io non sono attualmente in Università ma contatterò te e Poul domani per prendere una decisione. Cordiali saluti, Kreesten
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Cari Poul, Kreesten and Diane Schendel, in allegato vi invio la versione breve e quella completa del manoscritto sul Thimerosal e l’autismo in Danimarca… Devo dirvi che le cifre del manoscritto non includono gli ultimi dati del 2001. Ho soltanto quelli in formato cartaceo e sono in ufficio… ma l’incidenza e la prevalenza sono ancora in calo nel 2001. Non vedo l’ora di risentirvi. Cordiali saluti. Marlene

Fonte: CoMED Inc

tradotto da “La Leva di Archimede

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