Processo Mastrogiovanni: Che la pietà non vi sia di vergogna / Franco Mastrogiovanni – Una morte misteriosa – Video estratto Mi manda RaiTre

Franco Mastrogiovanni – Una morte misteriosa – Video estratto Mi manda RaiTre

Caricato da in data 13/apr/2010

Un uomo viene ricoverato il 31 luglio 2009 allospedale di Vallo della Lucania in seguito a una richiesta di trattamento sanitario obbligatorio. Entra con le sue gambe, viene legato a un letto e muore dopo quattro giorni. La procura rinvia a giudizio medici e infermieri del reparto.

Processo Mastrogiovanni
Che la pietà non vi sia di vergogna

.

“Amare è un diritto umano” recita un recente slogan inviato, via email, a migliaia di sostenitori, da Amnesty International. Amore, rispetto dei diritti e della dignità dell’uomo e del malato ma, soprattutto, rispetto della verità è il messaggio che noi lanciamo ai consulenti degli imputati dopo aver ascoltato le loro dichiarazioni nell’udienza del 14 febbraio 2012. Su cinque consulenti della difesa si sono presentati in aula solo in tre: la d.ssa Margherita Neri (ricercatrice presso l’Università di Foggia), il dott. Guido Lanzara (assistente presso l’Università Tor Vergata di Roma) e il dott. Enrico Mainenti, medico legale e direttore dell’ASL di Salerno. Prima dell’esame dei consulenti della difesa, il legale di parte civile, avvocatessa Caterina Mastrogiovanni, in riferimento alla precedente udienza, ha chiesto alla Presidente Garzo di acquisire agli atti un documento dal quale risulta che la d.ssa M. L. D. M. (medico che confermò la proposta di trattamento sanitario obbligatorio a carico di Francesco e per questo indagata) non sarebbe in possesso della specializzazione in psichiatria, bensì di quella in medicina dello sport.

Francesco Mastrogiovanni

Pubblicare il video dell’orrore

La deposizione dei medici legali Lanzara e Neri inizia contestando il termine di “contenzione fisica” usato dal dott. Maiese (consulente, insieme ad Ortano del PM). Per loro si tratta di una semplice e innocua contenzione meccanica. La loro affermazione provoca una lunga contestazione da parte della Presidente, dr.ssa Elisabetta Garzo. Nonostante la reazione del giudice i consulenti della difesa continuano, imperterriti, affermando che la contenzione praticata consentiva addirittura a Francesco Mastrogiovanni di potersi muovere, il mantice respiratorio del paziente, a loro avviso, non era bloccato e lo stesso poteva anche sedersi sul letto. Per loro la contenzione non ha affatto determinato la morte e tra la contenzione e la morte non c’è alcun nesso omettendo, naturalmente, di rilevare che Mastrogiovanni era assistito così bene che si sono accorti dell’avvenuto decesso con sei ore di ritardo. I due consulenti medici, per supportare le loro affermazioni, fanno ricorso ad un vecchio e rodato espediente: proiettano solo un frame del “video dell’orrore” sequestrato dai carabinieri su ordine del P.M. Rotondo, nel quale si vede Mastrogiovanni impegnato in uno sforzo disperato mentre cerca, con rabbia e dolore, di slegarsi, di liberarsi delle fasce di contenzione che gli serrano polsi e caviglie. Basta guardare il volto sofferente e gli occhi imploranti aiuto del paziente per capire che vuole liberarsi dai moderni cartigli e non cercare di conquistare una posizione più agevole su quel letto divenuto, per lui, un crocifisso. A seguito dell’utilizzo, in modalità limitata e circostanziale, di parti del video, finalizzato al diniego delle responsabilità e all’istituzione di un vero e proprio “campo dissociativo” il Comitato ha deciso di pubblicare, sulla rete, il video integrale (prova definita evidentissima e incorruttibile) in modo che ogni cittadino possa visionare, senza accomodamenti o censure, l’intero calvario, le torture e le vessazioni subite da Francesco Mastrogiovanni.

Meccanismi di difesa e mancata cognizione delle atrocità

I due consulenti, nel rispondere alle domande dei legali della difesa, hanno affermato di non condividere le conclusioni a cui sono giunti i consulenti del P.M., di non comprendere le cause della morte mancando, a loro parere, la sintomatologia dell’edema polmonare e di non condividere neppure le conclusioni del consulente tecnico dell’ASL prof. Palmieri. Per la d.ssa Neri e il dr. Lanzara gli infermieri non possono prescrivere la contenzione e nemmeno la decontenzione. A loro parere Francesco Mastrogiovanni è stato anche idratato e controllato. Tutto regolare quindi, anche la prassi di non annotare l’adozione della misura della contenzione sulla cartella clinica e gli interventi di controllo operati dagli infermieri. Peccato che nel corso degli interrogatori degli stessi infermieri è invece emerso che, nel reparto, non esisteva “diario infermieristico” e neppure le linee guida per la contenzione. Di fronte ai contenuti delle dichiarazioni improntati al diniego totale la Presidente Garzo mostra loro delle foto del cadavere di Francesco, dal quale risultano i segni provocati della contenzione e chiede se le sanguinanti abrasioni ai polsi siano state curate in quanto, dalle foto scattate poche ore dopo il decesso, non risulta alcuna medicazione. Molto probabilmente questi tecnici non si rendono conto della valenza umana e politica di questo processo. E allora ricordiamo loro che trattasi di un processo unico nella storia della psichiatria, per la gravità dei fatti, che ha riaperto persino il dibattito sulla necessità di proporre la reintroduzione, nel codice penale, del reato di tortura. Non è un processo qualsiasi quello che si svolge a Vallo della Lucania, è un processo a chi vuole distruggere tutto il lavoro di Franco Basaglia, a chi non vuole capire che il TSO è uno strumento di alta tutela della salute del paziente affetto da disagio mentale e non l’anticamera della contenzione, dell’accanimento terapeutico, dei supplizi, della morte.

Non abbiamo visto lo stesso video

L’avvocatessa Caterina Mastrogiovanni, dopo aver ascoltato le risposte dei consulenti Lanzara e Neri, replica esclamando: “Forse non abbiamo visto lo stesso video!”. Il medico legale dr. Enrico Mainenti, consulente dell’infermiere Forino, si è impegnato a sostenere la correttezza e anche l’umanità del suo cliente. Francesco sarebbe stato slegato, addirittura in mancanza di un’autorizzazione medica e afferma che l’infermiere per il quale è consulente è stato zelante e scrupoloso nell’assolvimento dei suoi compiti. Anche a quest’ultimo consulente la Presidente del Tribunale mostra alcune foto del corpo di Franco straziato dalla contenzione.

Nessuna domanda del PM

Stranamente il PM., dr. Martuscelli non ha rivolto nessuna domanda ai consulenti. La prossima udienza è fissata per il 28 febbraio, sempre alle ore 14. Saranno sentiti gli altri consulenti degli imputati.

Angelo Pagliaro

Per info:
Il Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni
Vincenzo Serra, Giuseppe Tarallo, Giuseppe Galzerano

Per ulteriori informazioni si può telefonare a:
Vincenzo Serra 0974.2662
Giuseppe Galzerano 0974.62028
Giuseppe Tarallo 0974.964030

www.giustiziaperfranco.it
postmaster@giustiziaperfranco.it

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SPECIALE

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Una risposta a “Processo Mastrogiovanni: Che la pietà non vi sia di vergogna / Franco Mastrogiovanni – Una morte misteriosa – Video estratto Mi manda RaiTre”

  1. pietro dice :

    figli di puttana che vuoi dire a questi

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