Archive | maggio 8, 2012

Orrore in Corea del Sud, sequestrate pillole contro l’impotenza a base di resti umani / VIDEO: South Korea finds capsules with human flesh

Pubblicato in data 08/mag/2012 da

May. 8, 2012 – South Korea says it has found smuggled drug capsules from China containing the dried, powdered flesh from dead babies

Orrore in Corea del Sud, sequestrate pillole contro l’impotenza a base di resti umani

Realizzate in Cina dalla pelle liofilizzata di feti abortiti o nati morti comprati da aziende e messi in speciali «microonde»

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Pillole a base di resti umani, corpicini di bambini o feti abortiti ridotti in polvere. Migliaia di queste pasticche dell’orrore, ritenute farmaci «passepartout» un po’ per tutte le malattie e usati soprattutto per aumentare il vigore, anche sessuale, sono state scoperte alla dogana sudcoreana. Da agosto dello scorso anno – si legge sul Daily Mail – sono state sequestrate oltre 17 mila capsule. Un commercio illegale, che desta non poche preoccupazioni visto che l’ingrediente principale di questi prodotti, parte dalla Cina. Qui medici e operatori sanitari corrotti informano le aziende quando una donna abortisce o dà alla luce un bebé morto. I corpicini vengono comprati, conservati in normali figoriferi domestici e poi portati nelle cliniche dove vengono messi in speciali «microonde» per essiccare la pelle, che viene liofilizzata. La polvere viene trasformata in compresse insieme ad altri ingredienti vegetali per confondere le autorità sanitarie e gli ufficiali delle dogane.

 

IL TRAFFICO ILLEGALE – Secondo il San Francisco Times, i test condotti hanno rivelato che le pillole sono fatte al 99,7% di resti umani. Un macabro contenuto che ha scioccato le autorità cinesi che hanno scoperto il traffico illegale lo scorso agosto e stanno cercando di arrestarlo. Migliaia di confezioni, però, hanno raggiunto in questi mesi la Corea del Sud. Qui la domanda è elevata perché si ritiene che le compresse abbiano un effetto anti-impotenza. Queste pillole in realtà, avvertono gli esperti, preoccupati che il commercio possa arrivare anche su internet, contengono superbatteri e altre sostanze pericolose. (Fonte: Adn-Kronos Salute)

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fonte corriere.it

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CRISI – Strozzati dai debiti, tre suicidi in un giorno

Strozzati dai debiti, tre suicidi

Due nel Salernitano e un imprenditore lombardo

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Parenti del suicida Generoso Armenante (Ansa)Parenti del suicida Generoso Armenante (Ansa)
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MILANO«Chiedo perdono a tutti… Visto che sono un fallito ho deciso di farla finita. Senza lavoro non posso vivere». Il biglietto, d’addio, è stato ritrovato nella tasca dei pantaloni di Generoso Armenante, l’uomo di 48 anni che si è suicidato impiccandosi martedì pomeriggio a Salerno. È stata la figlia di 19 anni a scoprire il corpo. Armenante è stato solo il primo di una nuova giornata di suicidi legati alle difficoltà economiche che ha visto, sempre a Salerno, un altro morto, un disoccupato che si è sparato al petto. Nel milanese, invece, un imprenditore si è ucciso impiccandosiper la crisi della sua azienda. Tutti e tre hanno lasciato messaggi per spiegare l’angoscia di un futuro tra debiti e disoccupazione. Armenante, addetto alla guardiania di un cash&carry della zona industriale di Salerno, da circa un anno e mezzo, dopo che la ditta da cui dipendeva aveva cambiato proprietà, era senza lavoro. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato ordine di sfratto dall’alloggio, all’interno della struttura commerciale, che occupava assieme alla famiglia. A fine giugno l’avrebbe dovuto lasciare quella casa dove da circa un mese e mezzo, racconta la sorella, Tina Armenante, «viveva senza luce». Non era riuscito a pagare la bolletta e così gli avevano staccato tutto. «Mio fratello era un uomo di grande dignità e non aveva mai voluto essere aiutato da noi – racconta tra le lacrime la sorella – In passato ha aiutato noi tutti, per noi era un punto di riferimento». Una speranza, costante, Generoso l’aveva: «Di essere riassunto dalla nuova ditta subentrata a quella che lo aveva licenziato. Ci ha creduto fino all’ultimo. Poi oggi… la fine». L’uomo era legato da rapporto di lavoro con la società Cavamarket S.p.A. (che detiene l’immobile), recentemente dichiarata fallita e non con l’attuale Caramico S.p.A. A ritrovare il cadavere è stata la figlia di 19 anni con la quale l’uomo, assieme alla moglie, aveva pranzato. Da quanto è trapelato, nulla lasciava presagire che quello sarebbe stato l’ultimo pranzo di Generoso Armenante con la sua famiglia. Alzatosi da tavola il 48enne è uscito dall’abitazione, lasciando il telefonino a casa. La figlia non vedendolo rientrare ha deciso di cercarlo. Lo ha fatto prima nel piazzale del deposito, poi si è incamminata nel capannone e dietro un telo di cellophane ha rinvenuto il corpo senza vita del genitore. L’uomo, originario di Vietri sul Mare (Salerno), lascia anche un altro figlio di 14 anni.

MILANO – Aveva, invece, 60 anni, ed era titolare di un’azienda in crisi, l’imprenditore trovato morto impiccato a Cesate (Milano). A trovare il cadavere alle 17.30 nei boschi del parco delle Groane sono stati dei passanti. Da tempo aveva difficoltà a pagare i dipendenti della sua azienda, la Essetitre. Martedì l’ imprenditore, sposato e padre di due figli, si è allontanato da casa nel primo pomeriggio, senza avvertire i familiari. Da Saronno ha raggiunto in auto Cesate, a pochi chilometri di distanza, si è inoltrato nel bosco e si è impiccato a un albero. Nel biglietto, ritrovato ai piedi del cadavere, ha motivato il gesto con i debiti contratti dalla sua piccola impresa.

L’OPERAIO – Aveva 62 anni l’operaio edile, Angelo Coppola, che si è ucciso, sempre a Salerno, con una fucilata al petto. L’uomo, disoccupato da Natale, viveva con la moglie e i figli a San Valentino Torio (Salerno). Accanto al corpo dell’uomo è stato rinvenuto un biglietto su cui c’era scritto: «Senza lavoro non si può vivere». L’operaio era disoccupato dal dicembre scorso quando la ditta per la quale lavorava, non avendo più commesse, era stata costretta a rinunciare alle sue prestazioni. (fonte: Ansa)

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fonte corriere.it

Crisi, sindacati in piazza il 2 giugno per il lavoro: il governo cambi marcia

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Crisi, sindacati in piazza il 2 giugno per il lavoro: il governo cambi marcia

La manifestazione nel giorno della festa della Repubblica. Boom di fallimenti: in tre mesi chiuse tremila imprese

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ROMA – Cgil, Cisl e Uil manifesteranno nella capitale il 2 giugno nel giorno della «Festa della Repubblica». Lo annunciano i leader sindacali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e «questa è una cosa spesso dimenticata. Abbiamo scelto questa data per riconfermare la nostra opinione», ha sottolineato Angeletti. «Porteremo i lavoratori a festeggiare la Festa della Repubblica», ha aggiunto, perché «nella crisi in cui stiamo vivendo la dimensione delle persone che lavorano è la più sacrificata».

Il governo cambi marcia. «Pensiamo che questa manifestazione sia un chiaro sintomo della nostra opinione che il governo deve cambiare marcia, ci auguriamo che il messaggio giunga chiaro e che il governo ne tenga conto», ha detto ancora il leader della Uil, parlando anche a nome dei leader di Cgil e Cisl.

Non si ferma intanto la corsa dei fallimenti: in base ai dati Cerved, in Italia nel primo trimestre dell’anno sono state aperte oltre 3.000 procedure, il 4,2% in più rispetto allo stesso periodo 2011. E la crescita dei default non si arresta da quattro anni: a partire dell’aprile 2008 le procedure sono in aumento. Un primo segnale positivo viene solo dai dati destagionalizzati: tra gli ultimi 3 mesi del 2011 e i primi 3 del 2012 il numero di fallimenti corretto per fenomeni di stagionalità e di calendario è in calo dell’1,1%, mantenendosi comunque a livelli molto più elevati rispetto a quelli pre-crisi.

I settori più colpiti. Il gruppo Cerved segnala che dal punto di vista settoriale il primo trimestre del 2012 ha confermato le tendenze del 2011: continua a ritmi intensi l’aumento dei fallimenti nell’edilizia (+8,4% rispetto ai primi tre mesi del 2011) e nel terziario (+4,1%) che risente degli incrementi osservati nella filiera informazione, della comunicazione e dell’intrattenimento, nella logistica-trasporti e tra le società immobiliari.

I segnali di speranza. Pur rimanendo il comparto caratterizzato dalla maggiore diffusione dei fallimenti (la “insolvency ratio”, cioè il numero di fallimenti ogni 10mila imprese, si è attestato a 9,8 punti contro il 5,5 osservato nel complesso dell’economia) continuano i segnali che fanno sperare in un’inversione di tendenza nell’industria: le richieste default sono in calo del 7,2% rispetto al primo trimestre del 2011.

Il centro Italia il più colpito. Anche a livello territoriale dei primi tre mesi del 2012 si confermano le dinamiche osservate nel corso degli ultimi periodi: i default continuano a crescere in tutta la penisola ad eccezione del Nord Est, in cui si registra una diminuzione dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2011 grazie ai forti cali osservati in Veneto (-12,3%) e in Emilia Romagna (-12,2%). L’aumento dei fallimenti è invece particolarmente intenso nel Centro Italia (+12,7%), fortemente maggiore rispetto alla media nazionale, nel Mezzogiorno e nelle Isole (+6,5%), così come nelle Regioni del Nord Ovest (+4,9%). Pochi segnali positivi anche dai concordati preventivi, che nel primo trimestre 2012 risultano in aumento del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: l’incremento segna un’inversione di tendenza rispetto alle dinamiche positive osservate nel corso del 2011.

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fonte ilmessaggero.it

21 APRILE 1945. UNA MOSTRA – Quelle camioniste polacche che liberarono Bologna

Quelle camioniste polacche che liberarono Bologna
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Quelle camioniste polacche che liberarono Bologna

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E’ una storia poco conosciuta e raccontata quella del 2° Corpo d’Armata Polacco che per primo entrò a Bologna la mattina del 21 aprile del 1945, appena liberata dai partigiani. Nulla di strano, un racconto di guerra come tanti, se non fosse che alla guida dei Camion che trasportavano le truppe alleate erano tutte donne. Giovani ragazze che da lavori e ruoli casalinghi passarono in prima linea nella Seconda guerra mondiale. Delle pioniere, che hanno sfidato diffidenza e pregiudizio, visto che l’esercito era ancora un affare per solo uomini.

Una storia che l’Istituto Parri, su iniziativa del Consolato della Repubblica di Polonia e dell’Associazione culturale Italo-Polacca Malwina Ogonowska, ha voluto celebrare con una mostra fotografica nella Sala Refettorio in via Sant’Isaia, a Bologna. L’esposizione comincerà oggi alle 18 e durerà fino al 5 giugno. Venticinque pannelli in cui verranno affisse le foto per illustrare la vicenda di queste donne che da Cassino, lungo l’Adriatico, attraversarono la linea Gustav e quella Gotica, accompagnando l’esercito alleato lungo la risalita dello stivale. (Dino Collazzo)

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fonte bologna.repubblica.it

CRISI – Nuovo aumento dei fallimenti. E’ il quarto anno consecutivo di crescita

Nuovo aumento dei fallimenti
E’ il quarto anno consecutivo di crescita

Secondo i dati del cerved nei primi tre mesi dell’anno il numero di imprese costrette a chiudere i battenti è aumentato del 4,2% rispetto a un anno fa. I settori più colpiti sono l’edilizia, il terziario, mentre dall’industria giungono dei segni di ripresa

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MILANO Non si ferma la corsa dei fallimenti: nel primo trimestre dell’anno in Italia sono state aperte oltre 3.000 procedure, il 4,2% in più rispetto allo stesso periodo 2011. Lo affermano i dati Cerved.

E la crescita dei default non si arresta da 4 anni: a partire dell’aprile 2008 le procedure sono in aumento. Un primo segnale positivo viene solo dai dati destagionalizzati: tra gli ultimi 3 mesi del 2011 e i primi 3 del 2012 il numero di fallimenti corretto per fenomeni di stagionalità e di calendario è in calo dell’1,1%, mantenendosi comunque a livelli molto più elevati rispetto a quelli pre-crisi.

Il gruppo Cerved segnala che dal punto di vista settoriale il primo trimestre del 2012 ha confermato le tendenze del 2011: continua a ritmi intensi l’aumento dei fallimenti nell’edilizia (+8,4% rispetto ai primi tre mesi del 2011) e nel terziario (+4,1%) che risente degli incrementi osservati nella filiera informazione, della comunicazione e dell’intrattenimento, nella logistica-trasporti e tra le società immobiliari.

Pur rimanendo il comparto caratterizzato dalla maggiore diffusione dei fallimenti (l’insolvency ratio, cioè il numero di fallimenti ogni 10mila imprese, si è attestato a 9,8 punti contro il 5,5 osservato nel complesso dell’economia) continuano i segnali che fanno sperare a un’inversione di tendenza nell’industria: le richieste di default sono in calo del 7,2% rispetto al primo trimestre del 2011.

Anche a livello territoriale dei primi tre mesi del 2012 si confermano le dinamiche osservate nel corso degli ultimi periodi: i default continuano a crescere in tutta la penisola ad eccezione del Nord Est, in cui si registra una diminuzione dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2011 grazie ai forti cali osservati in Veneto (-12,3%) e in Emilia Romagna (-12,2%).
L’aumento dei fallimenti è invece particolarmente intenso nel Centro Italia (+12,7%), fortemente maggiore rispetto alla media nazionale, nel Mezzogiorno e nelle Isole (+6,5%), così come nelle Regioni del Nord Ovest (+4,9%).

Pochi segnali positivi anche dai concordati preventivi, che nel primo trimestre 2012 risultano in aumento del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: l’incremento segna un’inversione di tendenza rispetto alle dinamiche positive osservate nel corso del 2011.

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fonte repubblica.it

CRISI, STRAGE – Salerno, ex custode perde casa e si uccide

Salerno, ex custode perde casa e si uccide

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ultimo aggiornamento: 08 maggio, ore 18:51
Salerno – (Adnkronos) – La vittima, 63 anni, si è tolto la vita impiccandosi con una corda nello stesso deposito dove aveva prestato servizio. Nel biglietto d’addio indirizzato ai familiari ha scritto: “Perdonatemi sono un fallito”. Tasso dei suicidi come nella Grande Depressione: +20% in pochi anni
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Salerno, 8 mag. (Adnkronos) – Due anni fa perse il lavoro di custode, oggi, una volta appreso che avrebbe dovuto lasciare l’alloggio di servizio, G. A., di 63 anni, si è tolto la vita impiccandosi con una corda nello stesso deposito dove aveva prestato servizio e attiguo alla sua abitazione.
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E’ stata la figlia a trovarlo ormai già senza vita. La ragazza ha abbracciato il padre ed ha pianto poi ha avvertito la polizia. Poco dopo una volante dell’ufficio di prevenzione generale della questura di Salerno è arrivata in via Brum, nella zona industriale della città. La polizia ha ritrovato un biglietto d’addio, indirizzato ai familiari. “Perdonatemi sono un fallito. Non ce l’ho fatta più per questo motivo ho deciso di sparire per sempre”.
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Russia: sit-in notturno, due arresti / VIDEO: Protesta kundër kthimit të Putinit në presidencë

Pubblicato in data 07/mag/2012 da

Rreth 20 mijë njerëz demonstruan më 6 maj kundër kthimit të Putinit në presidencë. Policia arrestoi më shumë se 400 njerëz, duke përfshirë udhëheqësit e opozitës Sergei Udaltsov, Aleksei Navalni dhe Boris Nemcov.

Russia: sit-in notturno, due arresti

Navalni e Udaltsov in caserma. Polizia sfolla 100 militanti

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(ANSA) – MOSCA, 8 MAG – Due leader della protesta anti-Putin, il blogger Alexiei Navalni e Serghiei Udaltsov, sono stati nuovamente arrestati a Mosca nel corso di un silenzioso e inedito sit-in notturno con alcune centinaia di militanti, davanti al monumento agli eroi della guerra russo-turca del 1877-1878, nel quartiere di Kitai Gorad, vicino al Cremlino.

Al sit-in, in mattinata, c’era ancora un centinaio di persone, che tuttavia la polizia antisommossa ha cominciato a sgomberare anche con alcune decine di fermi.

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fonte ANSA.it