Archive | giugno 2012

FLASH NEWS – Egitto: sostegno ai palestinesi finche’ i diritti non saranno conquistati


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Il Cairo 17:46

Egitto: sostegno a palestinesi finche’ conquistati diritti

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Il presidente egiziano, Mohammed Morsi ha annunciato il sostegno ai palestinesi fino a quando ‘non avranno riconquistato tutti i loro diritti’. Lo ha detto nel corso di un discorso diretto alla nazione e pronunciato dall’Universita’ del Cairo, terminata la cerimonia di giuramento ufficiale dinanzi alla Corte Costituzionale. Morsi, che aveva parlato a piu’ riprese a sostegno della causa palestinese durante la campagna elettorale, ha aggiunto comunque che l’Egitto rispettera’ i suoi trattati internazionali, un’evidente allusione all’accordo di pace del 1979 con Israele. .
(30 June 2012)

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fonte repubblica.it

PALESTINA – L’Unesco riconosce la Basilica della Natività Contestazioni da Israele e Stati Uniti


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L’Unesco riconosce la Basilica della Natività
Contestazioni da Israele e Stati Uniti

La più antica chiesa cristiana non viene restaurata da 150 anni Ora è tra i patrimoni dell’umanità. I palestinesi: «Giorno storico»

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dal corrispondente corriere.it Francesco Battistini

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GERUSALEMMESedici sì e un lungo applauso. I palestinesi ce l’hanno fatta e nove mesi dopo la battaglia per una poltrona all’assemblea Onu, dopo essere entrati a pieno diritto nell’Unesco, con un voto che non sorprende sono riusciti a inserire un tesoro artistico della Cisgiordania nell’elenco dei patrimoni mondiali dell’umanità da tutelare. È la prima volta che accade. E accade con la Basilica della Natività di Betlemme. «È un giorno storico – esulta Abu Roudeina, portavoce del presidente Abu Mazen – È una vittoria della nostra causa e della giustizia. È un riconoscimento globale dei diritti del nostro popolo. Perché si tratta d’un sito a rischio, a causa dell’occupazione israeliana e della costruzione del Muro di separazione. Dimostra inoltre che è naturale che il mondo sia con noi e riconosca i diritti del popolo palestinese e lo Stato di Palestina».

VENTI SITI – Il Comitato per il Patrimonio dell’Unesco, riunito a San Pietroburgo sotto la presidenza russa, su richiesta dell’Autorità palestinese ha preso in considerazione il caso Betlemme con una procedura d’urgenza, contestata da israeliani e Usa, stralciandolo dall’elenco dei venti siti da proteggere (da Hebron alle grotte di Qumram, fino ale coste di Gaza) che il governo Fayyad aveva sottoposto nei mesi scorsi all’Onu. Una volta votato il sì all’inclusione di altri tesori assai meno controversi, come la città di Timbuctu o la tomba di Askia in Mali, l’Unesco ha aperto il dossier della Natività e ha deciso rapidamente: solo sei i contrari e due gli astenuti. La decisione era prevista ed era anche stata anticipata nei giorni scorsi, durante la visita del presidente russo Vladimir Putin proprio alla Basilica di Betlemme.

«DECISIONE POLITICA» – Il voto non è, naturalmente, solo culturale. Per i palestinesi, significa un altro riconoscimento nelle organizzazioni internazionali (la città vecchia di Gerusalemme, per esempio, è elencata dall’Unesco fra le zone contese e quindi non attribuibili a uno Stato, nonostante Israele la consideri parte della sua capitale). E per questo, la decisione è considerata dagl’israeliani «totalmente politica, capace di danneggiare l’Onu e la sua immagine». Severi anche gli americani, che si dicono «profondamente delusi»: «Si tratta d’un sito sacro per tutti i cristiani» e «non dovrebbe essere politicizzato», nota l’ambasciatore David Killion. La procedura d’urgenza in particolare, usata assai di rado e solo per le situazioni gravissime, secondo Usa e Israele non doveva essere invocata in questi casi. La Natività non viene restaurata da 150 anni, un recente studio del Cnr italiano ha stabilito che vi sono alcuni punti a rischio di crollo, giudicando l’intervento di restauro «di media complessità».

LA CHIESA PIÙ ANTICA – Per quanto strano, in un elenco che pure comprende il Salto del Bufalo schiantato in Canada o le vecchie fabbriche siderurgiche svedesi, luoghi di sicura bellezza ma forse non conosciutissimi, la più antica chiesa consacrata della cristianità era finora rimasta fuori dall’elenco dei luoghi da salvare, proprio per un incrocio di veti politici e di contese religiose. L’ultima raccolta di soldi per i restauri, per un paradosso, era stata organizzata mesi fa da governi musulmani come l’Arabia Saudita, la Giordania e il Qatar. E anche la gestione dei fondi necessari al restauro, stimati in circa 30 milioni, è stata finora affidata all’Autorità palestinese e al suo ministro per gli Affari cristiani. Contrarie al riconoscimento di patrimonio Unesco, nei mesi scorsi, si sono dette anche la Custodia francescana di Terra Santa, la chiesa armena e greco-ortodossa, che conservano la Basilica secondo una rigida rotazione stabilita dallo storico «status quo»: avrebbero preferito che l’Unesco mettesse sotto tutela l’intera città di Betlemme, lasciando la Natività fuori dal «tentativo di strumentalizzare i luoghi santi a uso politico».

Francesco Battistini

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fonte corriere.it

CRISI – Il governo vuole tagliare 10 mila statali. Piano per mobilità e prepensionamenti

Il governo vuole tagliare 10 mila statali
Piano per mobilità e prepensionamenti

Spending review, la decisione del governo prevede la riduzione della pianta organica per la Pa. Per velocizzare le uscite dei dipendenti pubblici ipotesi deroga alla riforma Fornero. Giù la spesa per i farmaci

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di ROBERTO PETRINI

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ROMASpending review alla stretta finale. Girandola di riunioni ieri a Palazzo Chigi e al ministero della Sanità per mettere a punto il decreto che, dopo ulteriori verifiche previste tra oggi e domani, potrebbe essere varato già da lunedì, dopo i vertici con sindacati e Regioni. Le cifre sono ancora ballerine: restano aperte tutte le opzioni, ma dopo i risultati positivi di Bruxelles, di sicuro c’è solo che bisognerà reperire i 4,2 miliardi per la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva di quest’anno, le risorse per il terremoto dell’Emilia e le spese inderogabili come quelle per le missioni internazionali. Forte anche del buon risultato del gettito Imu, ieri Monti ha escluso il ricorso ad una manovra di aggiustamento dei conti in corso d’anno. Resta tuttavia aperta l’ipotesi di portare l’arco temporale della manovra su tre anni (anche perché l’aumento dell’Iva ci sarà anche l’anno prossimo e la sua eliminazione costerà 13,2 miliardi). In questo caso si arriverebbe a 30 miliardi fino al 2014.

La sanità è al centro di un braccio di ferro nelle ultime ore. Riunioni tra i ministri interessati e lo stesso Balduzzi (titolare della Sanità) si sono tenute anche ieri: quello che è certo è che la spesa per i medicinali di Asl e ospedali dovrebbe scendere dall’attuale tetto del 13,2 per cento, ma il ministero della Sanità vorrebbe scendere di 2 punti mentre le richieste di Bondi sarebbero ben superiori (fino a 5 punti). L’obiettivo è comunque quello di ottenere risparmi complessivi di 1,5 miliardi.

Gran lavoro anche sul pubblico impiego: scontato il taglio dei buoni pasto da 7,5 a 5 euro al giorno, mentre come ultima cartuccia si tiene sempre pronta l’ipotesi di un rinvio del pagamento della tredicesima a gennaio del 2013. La manovra prevede la riduzione della pianta organica: del 20 per cento per i dirigenti, del 10 per cento i dirigenti di secondo livello e del 5 per cento per gli altri ruoli. In tutto sarebbero interessati 10 mila dipendenti: chi non accetterà la mobilità, cioè di spostarsi da un ufficio all’altro nell’ambito della Regione, passerà in “cassa” per 2 anni con l’80 per cento dello stipendio e poi 8 mesi in Aspi. A sorpresa spunta anche l’ipotesi di un rafforzamento della manovra: per favorire gli esodi si derogherebbe alla riforma Fornero in modo da mandare in pensione con le vecchie regole anche chi ha maturato i requisiti nei primi mesi di quest’anno.
La partita delle Province sembra farsi concreta: a fine anno la Corte costituzionale si pronuncerà sul sistema dei tagli previsto dal “Salva Italia”, c’è la possibilità che le Province vincano il ricorso e dunque si dovrà nuovamente procedere con legge ordinaria. Si taglieranno da 10 a 40 province con il metodo dell’accorpamento in base a numero di Comuni, superficie e abitanti. Tagli anche per Tribunali e Prefetture: queste ultime in particolare scompariranno dove saranno cancellate le Province. Per i Comuni sopra i 5.000 abitanti è previsto che gestiscano obbligatoriamente i servizi in forma associata.

Nel mirino anche le società partecipate da parte di Regioni, Province e Comuni. Ieri è stata la stessa associazione delle Province (Upi) a sottolineare che esistono 3.127 società, consorzi ed enti strumentali di Regioni, Province e Comuni, con “sigle improbabili” create dal nulla “spesso per spartire poltrone e gestire potere”. Costano al Paese 7 miliardi l’anno, di cui 2 per i soli Consigli di amministrazione.

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fonte repubblica.it

Caldo in continua escalation: Oggi e domani picchi oltre i 37 gradi


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Caldo in continua escalation

Oggi e domani picchi oltre i 37 gradi

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Anche in questo fine settimana le temperature continueranno a crescere portando ovunque massime tra i 30 e 36 gradi, con qualche punta anche sui 37/38 gradi. Domani si potrebbe arrivare anche a 39.

I venti sono, in generale, di debole intensità, con gradevoli brezze lungo le coste. Qualche nuvola solo su Piemonte e Valle d’Aosta.

Attenzione alle fasce deboli della popolazione, anziani e bambini: primo consiglio, evitare di uscire nelle ore centrali della giornata e bere molta acqua purché non ghiacciata.

All’origine di un nuovo fine settimana all’insegna del sole, del cielo azzurro ma anche dell’afa, la presenza sull’Italia dell’anticiclone nordafricano, il temutissimo “Caronte”, che ha iniziato a soffiare dall’entroterra tunisino e algerino verso il Mediterraneo.

E che nei prossimi tre giorni spingerà il calore fino al pericoloso livello 3.

Soglia già raggiunta venerdì, secondo un bollettino del Ministero della Salute, a Perugia, Reggio Calabria, Roma e Rieti e prevista oggi in altre nove città, in particolare in tutti e cinque i capoluoghi del Lazio, la regione più calda. Livello 3 anche a Bolzano, Brescia, Perugia e Reggio Calabria.

Ma ancora più calda sarà la domenica, quando l’ondata di livello 3 raggiungerà ben 16 città. Nel Nord Italia, Caronte colpirà soprattutto a Bolzano, Brescia, Milano e Verona, con temperature tra i 35 e i 37 gradi.

Nel Lazio, svetta con una massima di 39 gradi, a seguire Roma, Rieti e Frosinone con 38, Viterbo e Civitavecchia 37. Nell’Italia centrale, previsti 40 gradi a Bologna, 37 a Firenze e Perugia. Nel Sud, le città più calde saranno Campobasso e Reggio Calabria con 34 e 36 gradi.

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fonte corriere2000.it

Giorgio Squinzi, pompiere al cherosene


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Giorgio Squinzi, pompiere al cherosene

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DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

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Confindustria è guidata da un pompiere che carica cherosene nella tanica per spegnere l’incendio, e non se ne rende conto.

Che ciò sia scritto da un giornalista come me, e che non appaia evidente al 100% delle imprese italiane è una catastrofe. Perché significa che il lavoro da fare è forse impossibile.

Immaginate. Il Ministro della Sanità del Paese detta le linee guida sulla salute: fumare più di 60 sigarette al giorno, vietare lo sport, favorire le importazioni di alimenti grassi. E alla divulgazione della circolare ministeriale non un singolo medico obietta. Anzi, annuiscono seri.

Vi garantisco che se l’economista americano premio Nobel Paul Krugman leggesse le dichiarazioni di Squinzi di ieri, apporrebbe la sua firma alle sette righe sopra. Eccovi la catastrofe teorica del numero uno degli industriali italiani (e del suo centro di ricerche CSC):

Squinzi: I conti pubblici migliorano vistosamente, ma si allontana il pareggio di bilancio…

Barnard e 80 anni di macroeconomia monetaria keynesiana oggi Modern Money Theory: Il pareggio di bilancio può solo peggiorare i conti pubblici, poiché innesca un impoverimento automatico del settore non-governativo di famiglie e aziende. Esso infatti significa solo MAGGIORI TASSE E TAGLI AI SERVIZI, mentre un deficit di bilancio AUMENTA redditi e servizi nel settore non governativo di famiglie e aziende (vedi anche sotto). Le MAGGIORI TASSE E TAGLI AI SERVIZI del pareggio di bilancio si trascinano dietro automaticamente fallimenti aziendali, disoccupazione, taglio redditi, crollo consumi ecc. Tutto ciò costringe lo Stato alla cosiddetta Spesa a Deficit Negativa da aumento di ammortizzatori sociali, spese sanitarie e sociali per aumentata disoccupazione, aumentato crimine, per emarginazione, famiglie in difficoltà ecc. Impossibile che il deficit cali in questo modo, anche perché più permane il pareggio di bilancio più peggiora la spirale. Infatti, lo stesso Squinzi si contraddice e afferma:

Squinzi: Il prossimo anno il deficit non sarà dello 0,1% come prospettato a dicembre, ma dell’1,6%. E nel 2012 si assesterà al 2,6%. Di più. Secondo gli scenari economici presentati oggi dal Centro studi di Confindustria, la recessione continuerà anche l’anno prossimo, quando il Pil calerà dello 0,3%.

Barnard e MMT: Infatti, la disoccupazione causata direttamente dal pareggio di bilancio di cui sopra causa soprattutto una catastrofica perdita di PIL perché la massa di disoccupati non produce nulla. Il General Accounting Office del Congresso USA ha stimato il costo annuo di un singolo disoccupato americano in 37 mila dollari. Improduttivi. Tutti a carico del deficit di bilancio. Al contrario, una Spesa a Deficit Positiva, cioè mirata alla piena occupazione e al rilancio aziendale nazionale e dei servizi ai cittadini, produce MAGGIORE PIL e diminuisce il deficit stesso aumentando il gettito fiscale SENZA aumentare le aliquote. Secondo alcuni studi, la disoccupazione italiana degli anni ‘virtuosi’ dei tagli alla spesa dei tecnici anni ’90, potrebbe aver sottratto al Paese circa 4.700 miliardi di euro di ricchezza reale, più del doppio del PIL.

Squinzi: L’aumento e il livello dei debiti pubblici sono analoghi, in quasi tutte le democrazie avanzate, a quelli che si sono presentati al termine degli scontri bellici mondiali.

Barnard e MMT: Magari lo fossero. Gli Stati Uniti uscirono dalla II Guerra con un deficit di bilancio del… 27% sul PIL, tre volte superiore a quello della Grecia di oggi. Con quel deficit gli USA arricchirono il proprio settore non governativo di famiglie e aziende, e tutta l’Europa, come mai nella Storia. La differenza cruciale, che Squinzi ignora, è che gli USA avevano (e hanno oggi) un deficit in propria moneta sovrana, COME QUELLO DELL’ITALIA ANNI ’70 CHE ENTRO’ NEL CLUB DEI RICCHI DEL G7, che si traduce immancabilmente in un attivo del settore non governativo di famiglie e aziende, come ampiamente dimostrato da montagne di studi. L’Italia dell’euro, invece, ha un deficit in una moneta che è ‘straniera’ per noi, dovendola Roma prendere in prestito dai mercati dei capitali privati europei e internazionali. Essa dunque va restituita a tali mercati TASSANDO cittadini e aziende e TAGLIANDO LA SPESA pubblica. Entrambe le cose impoveriscono automaticamente il settore non governativo di famiglie e aziende italiane.

Squinzi: A preoccupare Viale dell’Astronomia è, soprattutto, il forte derioramento delle condizioni del mercato del lavoro: nel 2012 l’occupazione calerà dell’1,4% (-1% già acquisito al primo trimestre) e dello 0,5% nel 2013. Solo sul finire dell’anno prossimo le variazioni congiunturali torneranno positive e, al netto della Cig, il 2013 si chiuderà con 1 milione e 482mila posti di lavoro in meno rispetto al 2008 (-5,9%). La disoccupazione, osserva il Csc prosegue la corsa osservata negli ultimi mesi con il tasso che raggiungerà il 10,9% a fine 2012 (10,4% in media d’anno) e il 12,4% a fine 2013 (11,8% in media d’anno).

Barnard e MMT: Infatti, come detto, il danno può solo aumentare con le politiche di Austerità e la permanenza nell’Eurozona.

Squinzi: Per gli economisti di via dell’Astronomia è “una perdita difficilmente recuperabile in assenza di riforme incisive che riportino il Paese su un sentiero di crescita superiore al 2% annuo come è alla sua portata”.

Barnard e MMT: Le uniche riforme possibili sono l’uscita dall’Eurozona, il ripristino di una Spesa a Deficit Positiva in moneta sovrana, cioè mirata alla piena occupazione e al rilancio aziendale nazionale e dei servizi ai cittadini, ovvero l’unica politica che può creare beni finanziari al netto per il settore di famiglie e aziende. Il contrario esatto delle Austerità e dell’Eurozona, che sottraggono sovranità monetaria e impongono una tassazione da economicidio.

Squinzi: … con un notevole impatto sui consumi: “Quelli delle famiglie diminuiscono nettamente (-2,8%), conseguenza della fiducia al minimo storico, dell’ulteriore riduzione del reddito reale disponibile, della restrizione dei prestiti e dell’aumento del risparmio precauzionale”. Per gli esperti di viale dell’Astronomia, “gli investimenti crollano dell’8,0% per effetto dell’estrema incertezza e del proibitivo accesso al credito bancario”.

Barnard e MMT: Esatto, ben detto. La spirale della Deflazione Economica Imposta causata dalle politiche di Austerità e dall’Eurozona, che ci obbliga a un prelievo fiscale impossibile per restituire il debito pubblico ai mercati dei capitali privati europei e internazionali, sono la causa precisa dei mali sopraccitati da Squinzi.

Squinzi: E non sarebbe certo una soluzione il ritorno alla lira che, anzi, si tradurrebbe per gli italiani nella “più colossale patrimoniale mai varata”. Secondo il Csc gli effetti sarebbe devastanti sul valore delle attività, sul reddito e sulle ricchezze private “perché verrebbero inevitabilmente sottoposte a una radicale tosatura per ristabilire un pò di ordine nel bilancio pubblico e nella giustizia sociale, di fronte al profondo impoverimento della maggioranza della popolazione”

Barnard e MMT: Questa falsificazione al 100% della realtà – come dimostra, oltre a montagne di studi accademici, la storia dell’Argentina che una volta recuperata la moneta sovrana e abbandonate le Austerità del FMI, e una volta adottata la MMT, ottenne in 4 anni la maggiore crescita economica del mondo – è il punto della collasso della speranza che Confindustria potrà mai aiutare una singola azienda italiana. Cioè, mi correggo: aiutarla a fallire sì, eccome. Non a salvarsi, di certo.

Paolo Barnard
Fonte: http://www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=402
29.06.2012

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fonte comedonchisciotte.org

MILANO – Gli spaccano la faccia e poi lo accusano di resistenza, arrestati due poliziotti. Incastrati dalle telecamere


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Gli spaccano la faccia e poi lo accusano di resistenza, arrestati due poliziotti

Gli agenti 24enni, fuori servizio, sono stati incastrati dalle telecamere: totalmente falsa la loro versione

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La zona di via Gorizia  sui Navigli (Fotogramma) La zona di via Gorizia sui Navigli (Fotogramma)
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MILANO – Due agenti della questura di Milano sono stati arrestati per aver selvaggiamente pestato un 63enne a pugni e calci in faccia – l’uomo ha riportato lesioni permanenti, «un impressionante numero di fratture». Il gip Alessandra Clemente ha emesso a loro carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta del pm Tiziana Siciliano. I due agenti, Davide Sunseri e Federico Spallino, entrambi 24enni originari della Sicilia, al momento del fatto non erano in servizio e vestivano in borghese. Sono stati sospesi dal servizio e trasferiti in carcere. L’uomo ha riportato fratture al volto con una prognosi di 40 giorni; resterà sfigurato. I due agenti, oltre che di lesioni gravissime, sono accusati anche di falso ideologico e calunnia perché, dopo il pestaggio dell’uomo, hanno stilato una relazione dei fatti totalmente smentita dalle immagini riprese da una telecamera.

LA DINAMICA – Il gravissimo episodio è avvenuto il 20 maggio scorso, alle 3 del mattino, in viale Gorizia. Pare che all’origine di tutto ci fossero dei fiori che gli agenti distribuivano alle ragazze di passaggio per approcciarle. L’uomo, offeso perché alla sua compagna 50enne non era stata dedicata alcuna attenzione, avrebbe iniziato ad insultarli. Poi il pestaggio, ripreso dalle telecamere di sorveglianza. «Pochi minuti di drammatiche immagini rese ancor più crude dalla indifferenza del mondo circostante», scrive il pm Tiziana Siciliano nella richiesta di custodia cautelare. Il pm spiega che quella sera c’è stato «un incontro casuale» tra i due agenti e il 63 enne, Luigi Vittorino Morneghini, che era insieme alla compagna di 50 anni. I due poliziotti, a un certo punto, fanno per andarsene e «attraversano la strada». L’uomo, «certamente alterato da assunzione di alcol» compie un «gesto tanto insensato quanto risibile» e si «toglie la giacca» e segue i due, «rimanendo poi fermo al centro della carreggiata». Il pm scrive che non si può sapere cosa l’uomo «abbia detto, possiamo ipotizzare che fossero le frasi sconclusionate e, perché no, provocatorie di un ubriaco un po’ molesto».

OSSA FRACASSATE – Quello che «nemmeno un pubblico ministero con anni di esperienza quale chi scrive avrebbe mai potuto immaginare è la reazione fredda ma bestiale dei due» che dovrebbero essere «rappresentanti dell’ordine», scrive il pm. Prima un «pugno» quando l’uomo è ancora in mezzo alla strada, poi «un calcio in pieno volto di violenza inaudita» da parte dell’altro poliziotto. «Nel lieve sobbalzo del corpo – si legge ancora – le cui immagini la telecamera impietosamente ci trasmette, sembra poter percepire il rumore delle ossa che si frantumano». L’uomo «esanime» viene «trascinato» dall’altro lato della strada dove l’aggressione prosegue. Dopo il pestaggio, i poliziotti stessi hanno chiamato il 118 e atteso l’arrivo dei soccorsi, dopo di che hanno sporto denuncia contro l’uomo.

IL QUESTORE – I due sono quindi anche accusati di falso e di calunnia, perché hanno incolpato l’uomo «di resistenza a pubblico ufficiale, pur nella consapevolezza della sua innocenza», stilando una denuncia a suo carico. Sull’episodio è subito intervenuto il questore di Milano Alessandro Marangoni: «È con rammarico ma con molta fermezza che parlo di questa storia. Chi sbaglia tra i poliziotti – ha detto – dovrebbe pagare doppio. La reazione degli agenti è stata spropositata. Il nostro intervento dimostra che la forza dello Stato è quella di essere trasparente».

LESIONI PERMANENTI – La vittima ha presentato denuncia dopo essere stato dimesso con 40 giorni di prognosi dall’ospedale Policlinico, dove è rimasto ricoverato per quattro giorni. Dagli accertamenti è emerso che il 63enne ha un precedente recentissimo per una lite con la compagna, che lo aveva denunciato in questura nello scorso aprile. Nel provvedimento firmato dal giudice si fa riferimento a «un impressionante numero di fratture», tra cui diverse lesioni allo zigomo, al setto nasale, al bulbo oculare e alla mascella, che hanno comportato un «fracasso di faccia» con una «deformazione permanente del viso».

Redazione Milano online

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fonte corriere.it

IN EDICOLA – “E – il mensile” racconta l’Occupy Usa mai visto

"E - il mensile" racconta l'Occupy Usa mai visto

“E – il mensile” racconta l’Occupy Usa mai visto

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Partito da Wall Street il movimento Occupy Usa in questi mesi si è radicato e organizzato in più di centoventi città, resistendo a sgomberi e arresti. Dagli orti vicino a Berkeley ai senzatetto di Los Angeles, da Hollywood ad Harvard, in migliaia chiedono di punire i crimini economici, di fermare il finanziamento ai partiti da parte delle multinazionali, di tutelare le famiglie sfrattate. Sul numero in edicola di E – il mensile, un lungo reportage nell’occupy che in Italia nessuno ha ancora raccontato. Con una intervista a Tom Morello, leader dei Rage Against the Machines

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"E - il mensile" racconta l'Occupy Usa mai visto

"E - il mensile" racconta l'Occupy Usa mai visto

"E - il mensile" racconta l'Occupy Usa mai visto

"E - il mensile" racconta l'Occupy Usa mai visto

"E - il mensile" racconta l'Occupy Usa mai visto

"E - il mensile" racconta l'Occupy Usa mai visto

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fonte repubblica.it