2 GIUGNO – Alemanno diserta la parata. A vuoto l’appello di Napolitano

Ma io sto con Alemanno. Non pensavo che un giorno avrei potuto fare una simile affermazione per un esponente politico che certo non rispecchia i miei valori, però ho dovuto apprezzare la coerenza di un gesto che molti, troppi, altri non hanno voluto, o saputo, fare. Essere lì su quel palchetto con le massime cariche dello Stato è, in fondo, gratificante per alcuni, che, essendo politicamente trasperenti di loro, in occasione di simili cerimonie cercano una visibilità mediatica altrimenti loro negata (e questo, non dimentichiamolo, a spese dei contribuenti). Quasi che farsi ritrarre assieme all’omino del Quirinale fosse un fregio da apporre orgogliosamente sui loro petti. Non sarà ‘revergination’ come suppone l’on. Casini, ma poco ci manca (a proposito, salutiamo il riapparire del ‘disperso’ Casini).Molte erano (e sono) le considerazioni per sopprimenre questo inutile sfoggio di retorica nazionalistica. In primis i morti dell’Emilia, ma anche per tutti gli sfollati e i rovinati economicamente da un movimento tellurico che sarà, si, naturale, ma verso il quale abbiamo sacrificato per decenni la ragione in termini di prevenzione mancata. Qualcuno, ancora oggi, gongola al pensiero di simili catastrofici eventi, tanto c’è la ‘ricostruzione’ che in Italia (fatto salvo il sisma del Friuli, che però ha visto gare di solidarietà straordinarie, nonché grosse iniezioni di denaro fresco da parte americana, fortemente interessata alla messa in sicurezza di quel territorio. E per ottime, evidenti, ragioni. Non mi si dica che non è vero. Io c’ero) sembra essere l’unica cosa che si metta immediatamente in moto, salvo poi vedere mai la fine… Un po’ come il cantiere Salerno-Reggio che in questo ultimo scorcio di tempo (udite! udite!) hanno trovato inquinato da infiltrazioni mafiose. Toh! Chi l’avrebbe mai detto??

mauro

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Alemanno diserta la parata A vuoto l'appello di Napolitano Il sindaco Gianni Alemanno

Alemanno diserta la parata
A vuoto l’appello di Napolitano

Il sindaco, che aveva chiesto di annullare la sfilata ai Fori imperiali, non si presenta alla Festa. Al suo posto, con la fascia tricolore, il presidente dell’Assemblea capitolina Marco Pomarici. Casini: “Ci sono politici che non venendo vogliono rifarsi una verginità”

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di GIOVANNA VITALE

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Per quattro giorni ha espresso il suo dissenso, chiesto di annullare la parata del 2 giugno per solidarietà con i terremotati dell’Emilia, protestato contro la decisione del Capo dello Stato (“Abbiamo punti di vista diversi”) di celebrare egualmente, sebbene in forma ridotta, la festa della Repubblica. Stamattina, il gesto plateale: disertare la parata ai Fori Imperiali “in coerenza con le proprie convinzioni”, rivendica lo staff.

E’ un’assenza che fa rumore quella di Gianni Alemanno, nella tribuna d’onore allestita alle spalle del Colosseo: al suo posto, con la fascia tricolore d’ordinanza, il presidente dell’Assemblea capitolina Marco Pomarici. Tanto più vistosa perché all’opposto sottolineata dalla presenza, oltre che delle massime cariche dello Stato, del presidente della Regione Renata Polverini e della Provincia Nicola Zingaretti. Il quale, nonostante “le perplessità”, s’è infine deciso a partecipare “per dovere istituzionale”.
Invece Alemanno no. Un po’ per dispetto, un po’ per tenere il punto, il sindaco di Roma ha volutamente disatteso l’appello all’unità di Napolitano e la posizione del suo stesso partito, il Pdl, sposando appieno la linea della Lega e di quella sinistra estrema (Sel, Prc, Rifondazione comunista) che non perde occasione per attaccare.

Eppure all’inizio della discussione su “parata sì, parata no”, l’inquilino del Campidoglio aveva difeso la sfilata, salvo poi cambiare idea nell’arco di poche ore, sulla scia dell’indignazione esplosa sul web.”Solo il presidente della Repubblica può decidere”, dichiarava all’Ansa il 29 maggio alle tre del pomeriggio, “la parata militare non è uno sfoggio di potenza e di forza ma il ricordo delle persone cadute e che oggi si sacrificano per le missioni militari di pace. Il 2 Giugno non è una festa o qualcosa che può essere cancellato o messo in secondo piano: è un momento celebrativo molto importante per la nostra Repubblica e credo che in momenti come questi serva un maggior senso dello Stato”. Ma già alle sei ci aveva ripensato: “Ho visto le immagini scioccanti del terremoto. Spero che la parata del 2 giugno sia annullata per destinare quei soldi ai terremotati”, scolpiva su Twitter.

Un concetto ribadito per tutti i giorni a seguire: su social network, tv e giornali. Fino a stamattina, con l’assenza in tribuna d’onore. Subito tuttavia smascherata da chi, come Pier Ferdinando Casini, conosce bene le furbizie di certa politica: “Smettiamola con le polemiche”, ha bacchettato il leader Udc al termine della parata. “Ci sono uomini politici che vogliono rifarsi una verginità non venendo oggi qui”.

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fonte roma.repubblica.it

fonte vignetta globalist.it

2 risposte a “2 GIUGNO – Alemanno diserta la parata. A vuoto l’appello di Napolitano”

  1. giovanni7 dice :

    Io,stò con Alemanno,la parata non si doveva fare.Noi siamo il paese dei bacucchi.Anche la crisi economica la combattiamo con regole ottocentesche del Burundi

  2. Luigino Di Priamo dice :

    Su Omnibus de La 7 del 3 Giugno, l’ON. Beatrica Lorenzin riguardo alla mancata completa della Parata del 2 Giugno ha esposto il suo dissenso, con molta simpatia la ringrazio perché la penso in todo come lei, farla “SOBRIA”, come la descritta il nostro Presidente del quale ho molta stima, mi dispiace dover dissentire a riguardo di questa meravigliosa manifestazione ricollegata al suo posto dal Presidente Ciampi, e che il presidente Giorgio Napolitano ha continuato insieme pure alla ricorrenza dei 150anni dell’Unità d’Italia, penso che non sia stata una giusta realtà, questa Sfilata rappresenta tutta l’Italia, l’amor di Patria, i nostri soldati in missione in tutto il mondo, i nostri caduti ma soprattutto la nostra Unità nei valori di tutti gli italiani, averla realizzata così triste si poteva non farla per niente, perché io penso che non sia stata una panacea per i terremotati dell’Emilia Rpmagna, ma piuttosto abbiamo dato adito a tutti gli antimilitaristi, pacifisti e bonisti che sarebbero andati a dormire sulla via dei Fori Imperiali fino al 3 giugno per evitare questa sfilata, dare adito ai leghisti secessionisti e a tutto quel marciume anti italiano che ogni tanto esce fuori come se la nave stasse veramente per affondare. Mi dispiace per il sindaco di Roma Capitale che si è allineato insieme a questi signori che godono nel vedere una Patria perdente, ho ascoltato molti commenti dei giornalisti anche su Omnibus, i quali hanno affermato che la parata si doveva fare con i cavalli con i mezzi, con i soldati e soldatesse al completo, ed infine con le Frecce Tricolori, con tiristezza attraverso la televisione ho potuto vedere i Bersaglieri che nella loro corsa sembravano come se si stassero a ritirare, Viva l’Italia, e con le bandiere abbrunate per i caduti del terremoto e un augurio per tutti i sfollati. Luigino Di Priamo

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