Brindisi, confessa l’attentatore: è un benzinaio di Lecce

Le immagini dell'attentatore

Brindisi, confessa l’attentatore: è un benzinaio di Lecce

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BRINDISI — Ha confessato. Sempre che non si tratti di un mitomane, l’uomo che ha messo una bomba davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, provocando la morte di una ragazza di 16 anni, è Giovanni Vantaggiato, sessantottenne titolare di un deposito di carburanti agricoli di Copertino, in provincia di Lecce.

Dopo nove ore d’interrogatorio, l’uomo, sposato con due figli, avrebbe ammesso: “Sì, quella bomba l’ho fatta io da solo. L’ho pensata e l’ho costruita”.

“Su Brindisi ho sentito tante sciocchezze – aveva anticipato in mattinata il capo della Polizia Antonio Manganelli -, la mafia locale, terrorismo brigatista, Cosa Nostra. Ma non c’entrano nè la mafia nè gli anarco-insurrezionalisti del Fai. Ci arriveremo a chi è stato”.

E la svolta è arrivata. Sul sessantottenne era già stata raccolta una serie di elementi che più fonti hanno definito fin dal pomeriggio “altamente significativi”. Prima di tutto la somiglianza molto accentuata con l’uomo ripreso la mattina dell’attentato dalle telecamere poste sul chiosco davanti alla scuola. Poi una certa dimestichezza con le bombole, e infine il problema al braccio destro. E poi due auto riconducibili a Vantaggiato riprese dalle telecamere dei dintorni. Una Punto Bianca che sarebbe passare più volte nei pressi della scuola prima dell’esplosione, e un’altra vettura che, dalla targa, è risultata intestata ad un membro della famiglia del sessantottenne.

Ulteriore conferma è arrivata dalle celle telefoniche agganciate dal cellulare: quelle del ripetitore della scuola. Mentre nel deposito del benzinaio sono state trovate delle bombole che stanno per essere comparate con quelle dell’esplosione.

Resta da capire il movente. Vendetta privata o risentimento verso il preside della scuola, Angelo Rampino. Oppure una truffa da 300mila euro di cui il benzinaio era rimasto vittima, e quindi ce l’aveva con la malagiustizia e il mondo. Il tribunale di Brindisi si trova dietro la scuola ma è fortemente controllato. E alla fine a rimetterci la vita è stata una giovane di 16 anni.

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fonte bergamosera.com

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One response to “Brindisi, confessa l’attentatore: è un benzinaio di Lecce”

  1. francesco lena says :

    Gentile Redazione le mando questo mio semplice scritto, Veda se ritiene utile pubblicarlo, grazie.
    Cari mezzi d’informazione, cari giornalisti, cari politici, cari cittadini, cerchiamo di fare chiarezza, e dire la verità e chiedersi il perché stanno succedendo queste disumane stragi, con attacchi terroristici atroci da condannare assolutamente con assoluta severità e fermezza, dall’aereo fatto esplodere in volo, alla strage di persone innocenti in Francia.
    Inviterei a porsi queste domande, per poi trovare delle risposte trasparenti di verità.
    Per chi è utile mettere in circolazione tante armi? Chi ha creato ISIS? Chi li addestra? Chi li finanzia? Chi li fornisce le armi? Chi li sostiene politicamente? Se sapremo e avremo il coraggio di dare delle risposte sincere e oneste a queste domande, allora saremo sulla strada giusta e buona per prevenire le stragi e per costruire la vera pace per tutti.
    Dobbiamo avere il coraggio, come fa il Papa Francesco, dire con forza no alle armi, che sono mezzi di distruzione e di morte.
    Diciamo ad alta voce, si al dialogo, con grande umanità con tutti, si alla collaborazione, si alla prevenzione delle stragi, delle guerre, dei conflitti, delle divisioni. Si alle strategie diplomatiche per risolvere tutti i problemi, della fame, dei migranti, della distribuzione equa delle risorse della terra. Si allo svuotamento degli arsenali per riempire i granai, si alla cultura quella alta, di giustizia sociale, di uguaglianza, di libertà e di pace.
    Si ala cultura dell’umiltà, dell’ascolto, del linguaggio corretto e rispettoso, si alla cultura del contagio dell’amore , che sarà quello che ci salverà e salverà il mondo.
    Francesco Lena
    Via Provinciale,37
    24060 Cenate Sopra ( Bergamo ) tel. 035 956434

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