Archivio | luglio 21, 2012

Bossi, nuove tasse? Al Nord si fanno i fucili

Umberto BossiUmberto Bossi

Bossi, nuove tasse? Al Nord si fanno i fucili

Secondo Bossi il premier Mario Monti e’ “solo capace di andare ad elemosinare” di andare “a inginocchiarsi in Europa”, ma “risultati zero”. Il Senatur e’ tornato quindi a ribadire la sua convinzione che le inchieste sulla Lega siano state organizzate perche’ “non doveva vincere le elezioni”

.

“A Roma girava voce di una nuova stangata: non si azzardi (Monti, ndr) perche’ sino ad adesso siamo stati buoni, ma i fucili li facciamo noi del nord”. Lo ha detto il presidente della Lega, Umberto Bossi, parlando dell’eventualita’ di nuove tasse a una festa del movimento. Secondo Bossi il premier Mario Monti e’ “solo capace
di andare ad elemosinare” di andare “a inginocchiarsi in Europa”, ma “risultati zero”.

Poi Bossi – parlando ad una festa del movimento sul lago di Como – ha ribadito che nella Lega Nord “la sfida e’ difficile, di non litigare: se si litiga la gente ci manda al diavolo”. Come a Brugherio, il presidente del Carroccio ha invitato i militanti a “ricordarsi che Maroni e’ il segretario”. Adesso, ha aggiunto Bossi, “bisogna ragionare e stare equilibrati, i nemici sono sempre i soliti: l’Italia, Roma ladrona”.

Il Senatur e’ tornato quindi a ribadire la sua convinzione che le inchieste sulla Lega siano state organizzate perche’ “non doveva vincere le elezioni”. Anzi, ha concluso Bossi rivolgendosi ai militanti di Lezzeno, “vedrete che alla fine verra’ fuori che non era vero niente di niente. Sarebbe da ammazzarli, ma l’Italia la conoscete”.

.

CRISI – Stiamo approvando il fiscal compact!

https://i0.wp.com/www.comedonchisciotte.org/images/E8466D9063D6D4D3CC99450EB23F2.jpg

Stiamo approvando il fiscal compact!

.

DI ALBERTO BAGNAI
goofynomics

Coincidenze…

Mentre rockapasso mi sta facendo vedere questa piacevole performance di Ascanio Celestini (tutto bello, tutto vero, e molto ben espresso: l’arte non è acqua! Ce la fai però, Ascaniuccio, a veicolare al grande pubblico il concetto che sul Manifesto dello scorso anno esprimevo più o meno così: “ l’euro è uno strumento fascista di lotta di classe“? Perché se ce la fai, a dire l’unica cosa che non si può dire, allora sì che mi convinci… Ma tu, anche tu, forse, non devi convincere me…), mentre mi sollazzavo col video, ricevo una telefonata allarmatissima da Paolo Becchi, il quale mi segnala una cosa che avevo trasentito alle sette di mattina facendomi un caffè… cosa diceva la radio… cosa diceva… ah sì, che la Lega non vota per qualcosa… e forse nemmeno l’Idv… ma per cosa…

Stiamo per approvare democraticamente, grazie ai nostri rappresentanti democraticamente eletti, il Fiscal compact. Lo sapevate? Io no. Ma sul sito della Camera sta scritto a chiare lettere ( Ordine del giorno della seduta n. 669 del  19 luglio 2012, non sono in grado di capire se il link è permanente e quindi vi riporto il testo sotto), perché, si badi, noi siamo in democrazia. La democrazia del “cazzi vostri” (vedi sopra Celestini), ma pur sempre una democrazia basata sulla trasparenza…

Spero sappiate chi è Paolo Becchi. Anche lui mi era stato segnalato da rockapasso: “ma hai visto quel professore di Genova che parla male dell’euro…” (o giù di lì), e io, che non so più a chi dare i resti, avevo tagliato corto, con la mia consueta supponenza: “Eh, sì, cara, vedrai che ce ne saranno tanti…”, e non avevo dato seguito, più che altro per mancanza di energie fisiche (apppppppppppproposito: quello che voi postate nei commenti spesso me lo dice lei, perché io, vi confesso, non ce la faccio a star dietro a tutto!).

Poi, dopo l’invervista di Claudio Messora, mi ero andato a spulciare il suo sito e avevo trovato questo. Come dice Smerdjakov, fa sempre piacere parlare con una persona intelligente. Ad esempio, io che fretta ci fosse a farsi nominare senatore a vita non l’avevo proprio capito. Un’altra lettera rubata: nascosta sotto gli occhi di tutti. Bravo Paolo che riporti la nostra attenzione sull’ovvio, il grande nemico delle elites al potere, e dei loro bardi, gli economisti del controintuitivo

Il fiscal compact è un’assurdità, non devo spiegarlo a voi: in un sistema ingessato dalla politica monetaria unica, ingessare la politica fiscale equivale a condannarsi alla recessione. Il fiscal compact è più assurdo del patto di stabilità e di crescita, che non ha funzionato perché è stato violato per prima dalla Germania (quando doveva finanziare la sua svalutazione reale competitiva). Ma queste cose le sapete. Magari più tardi scrivo due righe per chi non le sa, ma da capire c’è poco perché come sempre, il dato economico è banale e quello politico è allarmante.

Di questo vi parlerà Paolo, poi vi darò il link, ma il succo è: che senso ha fare un’assurdità, e farla prima degli altri, e farla di nascosto? Scusate, sì, lo so: farla di nascosto un senso ce l’ha, è ovvio! Siamo in democrazia: è la riedizione della tanto democratica quanto plebiscitaria ratifica del Trattato di Lisbona.

Ai colleghi che tanto si sdilinquiscono sulle conseguenze inflazionistiche di un’uscita, che deprimerebbero i salari reali dei poveri proletari, dedico queste affettuose e pacate parole: siete veramente degli opportunisti, cioè volete la poltroncina nell’incerto regno del “dopo”, o siete solo degli sprovveduti, cioè non avete capito di che cazzo stiamo parlando? Lo capite sì o no che l’euro è stato un furto di democrazia che ha condotto dove voleva condurre, cioè all’instaurazione di un regime oligarchico, paternalistico e classista che sta sbriciolando le classi subalterne? Lo capite che il vero costo è questo, quello politico, e che se non ci sbrighiamo a uscire immediatamente, a prescindere da qualsiasi considerazione di tipo economico, ci mettiamo su un percorso politico dal quale poi si dovrà uscire con un processo estremamente cruento (ma uscire si dovrà, perché le corde tirate troppo si spezzano). Altro che fuori dall’euro c’è la guerra, come dicono i coglioni, riecheggiando sinistramente le parole della Merkel.

Chi non parla, chi non urla oggi o è un opportunista o è uno sprovveduto. Lo stesso vale, badate bene, per chi continua a far merletti sui costi “economici” (dimostrando di non aver imparato nulla dalla storia). Tertium non datur. Fatemi essere aristotelico, perché la Storia, anche quella con la doppia S maiuscola, come Schneider insegna, normalmente è hegeliana. Ve lo dico in un altro modo: chi non parla vuole o comunque prepara il conflitto. Quello vero, quello dove le parti sono separate da “quel tremendo limite dell’ignoto e del terrore, simile al limite che separa i vivi dai morti.”

Ve ce vojo vede’, care merlettaie, con le vostre panzette, a guidare una carica di ussari…

E allora parlate, per Dio, parlate, che di tempo non è che ne rimanga molto: vedete l’ hidalgo de la Sierra come si sbriga a consegnarci alla deflazione, a mazzolare definitivamente la nostra economia per svenderla alla donna del suo cuore?

P.s.: non avevo mai visto in faccia Cruciani. Ma perché denigriamo tanto Lombroso? Secondo me, invece, dovremmo con molta umiltà riaccostarci anche a questo grande classico. Povero intellettuale di periferia, fai, fai lo sbruffone, con la tua dialettica da bar dello Sport, che sono gli ultimi giorni. Come sarà divertente sentirti dire che tu lo avevi detto… Nil inultum remanebit. O, come diresti tu: “famo tutto ‘n conto…”. Chi ci ha detto prima che l’euro era giusto e santo sarà cordialmente, pacificamente, serenamente invitato a ripetercelo dopo. La prossima stagione non sarà propizia, si spera, agli uomini per tutte le stagioni. Oppure, semplicemente, non sarà la prossima, ma la solita, stagione… Lo capiremo da chi resterà a governare i media.

L’ordine del giorno

CAMERA DEI DEPUTATI

XVI LEGISLATURA

669^ SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 19 luglio 2012 – Ore 9
ORDINE DEL GIORNO

  1. Seguito della discussione dei disegni di legge:

    S. 2914 – Ratifica ed esecuzione della Decisione del Consiglio europeo 2011/199/UE che modifica l’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l’euro, fatta a Bruxelles il 25 marzo 2011 (Approvato dal Senato).(C. 5357)

    Relatore: Pianetta.

    S. 3239 – Ratifica ed esecuzione del Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria tra il Regno del Belgio, la Repubblica di Bulgaria, il Regno di Danimarca, la Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l’Irlanda, la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, la Repubblica di Cipro, la Repubblica di Lettonia, la Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo, l’Ungheria, Malta, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica d’Austria, la Repubblica di Polonia, la Repubblica portoghese, la Romania, la Repubblica di Slovenia, la Repubblica slovacca, la Repubblica di Finlandia e il Regno di Svezia, con Allegati, fatto a Bruxelles il 2 marzo 2012 (Approvato dal Senato).(C. 5358) (vedi fascicoli di seduta stampati)

    Relatore: Tempestini.

    S. 3240 – Ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (MES), con Allegati, fatto a Bruxelles il 2 febbraio 2012 (Approvato dal Senato).(C. 5359)

    Relatore: Pianetta.

    (al termine delle votazioni)
  2. Svolgimento di interpellanze urgenti ( vedi allegato).

    Alberto Bagnai
    Fonte: http://goofynomics.blogspot.it/
    Link: http://goofynomics.blogspot.it/2012/07/stiamo-approvando-il-fiscal-compact.html
    18.07.2012

    .
    ___________________________________________
    E’ macelleria sociale: approvato il Fiscal Compact (Voto: 1)
    di Tao il Giovedì, 19 luglio @ 13:48:13 CDT
    (Info Utente | Invia un Messaggio)
    Poche ore fa, l’Assemblea ha approvato la ratifica del cosiddetto fiscal compact, ossia il trattato che introduce i meccanismi di stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria, e che mira – così si dice – «a salvaguardare la stabilità di tutta la zona Euro».

    In realtà, dubbi ed incertezze sulla bontà del “fiscal compact” sono stati espressi in tutta Europa: la Germania per prima ha rinviato l’approvazione del trattato, e sarà la Corte Costituzionale a decidere, il prossimo 12 settembre, se il fondo di salvataggio (ndr: il trattato Mes http://www.byoblu.com/post/2012/07/19/La-guerra-dellEuropa.aspx ) ed il patto fiscale europeo potranno entrare in vigore. In Italia, invece, si è assistito ad un “allineamento” non solo degli organi di stampa – che evitano quasi di dare notizia dell’avvenuta approvazione – ma dello stesso Parlamento, il quale ha ratificato, senza discussione, senza neppure che sia stato necessario al Governo porre la questione di fiducia, il Trattato: maggioranza bulgara oggi alla Camera, 368 sì contro 65 no. In Italia tutto accade ormai in un’atmosfera grigia e silenziosa, quasi spettrale.

    Ma cosa significa l’approvazione del “fiscal compact”? Il “patto” prevede che i Paesi che detengono un debito pubblico superiore al 60% del PIL di rientrare entro tale soglia nell’arco di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell’eccedenza in ciascuna annualità. Gli Stati si obbligano a mantenere il deficit pubblico sempre sotto al 3% del PIL, a pena di sanzioni. Tutto ciò significa né più né meno la semplice rinuncia ad ogni possibilità di intraprendere una politica fiscale capace di stimolare la domanda. Significa condannarsi ad una rigidità ulteriore di politica economica che va ad aggiungersi a quella del cambio fisso dettato dalla moneta unica. L’Italia, la nazione prima al mondo per pressione fiscale, si impegna oggi a sostenere 50 miliardi di Euro all’anno di tasse e tagli per 20 anni. Rispettare parametri fiscali sempre più rigidi e stringenti, rinunziando ad ogni spazio possibile di manovra, vorrà dire dover imporre agli italiani, per i prossimi vent’anni, un regime di austerità radicale: si colpiranno ancora salari, stipendi e prestazioni del Welfare, si aggraveranno le condizioni di vita delle classi sociale medio-basse, si assisterà a nuove tasse. Gli italiani devono sapere che il prezzo imposto dall’Europa è una macelleria sociale: tagli dappertutto, dalla sanità alla scuola, dall’università ai trasporti.

    Tutto questo avviene, ed avverrà, senza alcuna consultazione diretta o indiretta del popolo italiano, ma unicamente per rispettare decisioni prese al di fuori del Paese. Siamo passati senza accorgercene da un sistema politico democratico ad un sistema oligarchico, in cui il Governo è nelle mani di un gruppo di “tecnici” che rappresentano interessi esterni. Il Parlamento obbedisce, senza neppure un minimo accenno di protesta. Il Paese è stato “pacificato”: niente più aspri scontri politici, disinteresse diffuso per la politica, tensione sociale apparentemente sotto controllo. Eppure si annuncia, per i prossimi vent’anni, una sanguinosa e violenta “economia di guerra”: la guerra senza guerra, ossia la più terrificante delle possibilità.

    Paolo Becchi
    Fonte: http://www.byoblu.com
    Link: http://www.byoblu.com/post/2012/07/19/E-macelleria-sociale-approvato-il-Fiscal-Compact.aspx#continue
    19.07.2012

fonte comedonchisciotte.org

No Tav, in Valsusa riesplode la protesta scontri attivisti-polizia a Chiomonte. Soccorso capo Digos, tramortito da bomba-carta

https://i0.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/MED/20120721_tav.jpg

No Tav, in Valsusa riesplode la protesta
scontri attivisti-polizia a Chiomonte

Alcune centinaia di manifestanti hanno preso d’assalto il cantiere dell’Alta velocità. Petardi, bombe carta e lancio di bulloni

.

TORINO – Intorno alle 22 un gruppo di No-Tav ha attaccato le recinzioni del cantiere della Tav a Chiomonte (Torino). Gli attivistihanno cercato di aprire varchi nelle reti con grosse cesoie e di ribaltare le pareti di calcestruzzo. Violenti scontri con le forze dell’ordine. Lancio di petardi, bombe carta e bulloni da parte dei manifestanti contro la polizia schierata a protezione del cantiere. Feriti alcuni agenti tra cui il capo della Digos, Giuseppe Petronzi, preso in pieno da una bomba carta che lo ha sbalzato a terra e gli ha bruciato i vestiti e la parte inferiore del corpo.

Si è reso necessario – fa sapere la polizia – l’uso dissuasivo di idranti e di lacrimogeni per contenere gli attacchi degli attivisti No-Tav. Si tratta di alcune centinaia di persone che si sono riunite intorno alle 21 davanti alle reti in regione Gravella. Molti di loro sono travisati e muniti di maschere antigas e scudi di lamiera. In coda vi è un gruppo compatto di 60 antagonisti vestiti di nero incappucciati e con scudi di plexigas.

Sabato 21 Luglio 2012 – 23:14
Ultimo aggiornamento: 23:52
.
_______________________________
.
Il capo della Digos Giuseppe Petroinzi ferito negli scontri con i No Tav al cantiere di Chiomnnete viene soccorso dagli agenti. Il dirigente è stato tramortito da una bomba carta che è esplosa a breve distanza da lui.
(Fotoservizio di Alessandro Contaldo-Photonews)

Tav: attacco cantiere, ferito capo Digos

Anche altri agenti hanno riportato bruciature e traumi

21 luglio, 23:57

.
(ANSA) – TORINO, 21 LUG – Questa sera un gruppo di No-Tav ha ‘attaccato’ le recinzioni del cantiere della Tav a Chiomonte (Torino). Gli attivisti hanno iniziato violenti tentativi di danneggiamento alle reti con grosse cesoie e alle pareti di calcestruzzo provando a ribaltarle. Poi c’e’ stato un fitto lancio di petardi, bombe carta e bulloni sulle forze di polizia schierate a protezione del cantiere basso. Feriti il capo della Digos Giuseppe Petronzi, raggiunto da una bomba carta, e altri agenti.
.

Fiat, Mirafiori anticipa la Cig: 2.600 senza lavoro per un anno e mezzo


fonte immagine

Fiat, Mirafiori anticipa la Cig: 2.600 senza lavoro per un anno e mezzo

Stop alla linea che produce Idea e Musa. Sindacati sul piede di guerra: è un colpo durissimo per i dipendenti

.

ROMA – Ancora polemiche e preoccupazioni sugli stabilimenti Fiat. Dopo l’annuncio di due settimane di cassa integrazione a Pomigliano a fine agosto, ieri si è appreso che la casa torinese fermerà ancheCarrozzeria Mirafiori la prossima settimana.

Il programma prevedeva una settimana lavorativa per gli addetti che montano Lancia Musa e Fiat Idea, ma il mancato rifornimento di un componente del motore ha costretto l’azienda allo stop. Gli operai dell’Alfa Romeo MiTo lavoreranno invece due giorni. La settimana persa verrà in ogni caso recuperata a settembre. A differenza di Pomigliano dove lo stop alle linee è stato inatteso poiché, nonostante la crisi del mercato italiano, la Panda è un modello completamente nuovo che ha importanti richieste anche all’estero (è la vettura più venduta d’Europa nel segmento delle piccole seguita dalla 500), a Mirafiori si tratta solo di un piccolo imprevisto poiché la fine della produzione di Musa e Idea era ampiamente annunciata. Si sa da anni che lasceranno il posto alla 500L il cui assemblaggio è già iniziato in Serbia. Ed è altrettanto chiaro che fino a che non partirà la produzione del Suv compatto con il marchio Jeep e di un eventuale altro modello con brand Fiat o Alfa, i dipendenti dell’impianto piemontese dovranno fare molta cassa integrazione. La Fiom ha commentato: «Un altro duro colpo per i lavoratori, 2.600 operai addetti alla produzione di Idea e Musa verranno messi in cassa integrazione a zero ore senza avere alcuna certezza di rientrare a lavorare. È giunto il momento di esigere dalla Fiat certezza e impegni precisi».

In vista dell’incontro in programma tra i vertici Fiat e i sindacati il primo agosto, il segretario generale della Uil Angeletti ha chiesto alla Fiat di confermare gli investimenti: «Serve un atto di coraggio, bisogna investire ora perché il mercato si riprenderà». Sulla questione fabbriche in esubero del Lingotto si è inserito anche il governatore della Sicilia Lombardo: «Fiat deve dare Termini ai cinesi, ho parlato con la Chery, sono disposti a subentrare. Il viceministro del Lavoro Martone ha ammesso: «È chiaro che la crisi del mercato dell’auto ci preoccupa».

Sergio Marchionne contestato in Italia continua a ricevere consensi all’estero: Goldman Sachs ha confermato il giudizio buy, alzato il prezzo obiettivo da 7,4 a 8 euro e previsto che Fiat tornerà al break even in Europa nel 2014. Dopo l’annuncio, in mattinata, il titolo del Lingotto aveva guadagnato oltre l’1%, ma poi è stato travolto dal tonfo di Piazza Affari perdendo oltre il 4%.

Per il manager italo-canadese che guida l’alleanza Torino-Auburn Hills apprezzamenti anche dalla Germania. Il numero di agosto dell’edizione tedesca di Capital dedica un articolo a Marchionne definendolo «il guaritore di Detroit, è riuscito nell’incredibile impresa di far rivivere la casa automobilistica americana».

Sabato 21 Luglio 2012 – 13:34
Ultimo aggiornamento: 21:54
.

CRISI – ‘La chiave di lettura di tutto’, di Paolo Barnard

https://i0.wp.com/www.comedonchisciotte.org/images/BANCHE-ITALIANE.jpg

La chiave di lettura di tutto

.

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

.

Al mondo solo 2 entità possono creare denaro.

1) Lo Stato

2) Le banche

Il dogma del rigore dei conti = rubinetti chiusi dello Stato.

Pareggio di bilancio = lo Stato ci tassa tanto quanto spende x noi, ci lascia zero denaro.

Lo Stato eliminato dalla scena.

Rimangono solo le banche.

Tutti noi abbiamo bisogno di denaro per vivere, produrre. Impossibile far senza.

Adesso dipendiamo tutti dalle banche, l’unica fonte di denaro rimasto.

Banche = governo

Hanno vinto.

Se non capite adesso cosa fanno la UE + Monti e per conto di chi, buttatevi nel pozzo.

Paolo Barnard
Fonte: http://paolobarnard.info/
Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=413
21.07.2012

.

fonte comedonchisciotte.org

Piogge, vento e temperature in picchiata E’ arrivata Circe, nubifragi al nord. Domenica temporali su tutto il Lazio

Nubifragi e trombe d’aria al Nord .Domani il fronte maltempo s’espande al Centro. CSF Rieti

Pubblicato in data 21/lug/2012 da

Possibili nubifragi al centro Italia con brusche cadute delle temperature. Poi tornerà il bel tempo. ////// 21 LUGLIO 2012 Video: Il nubifragio su Milano. Un forte temporale con vento e chicchi di grandine grandi come biglie si è abbattuto su Milano poco dopo le 17.30 causando rallentamenti al traffico e ammaccature alle auto (da YouTube)

Piogge, vento e temperature in picchiata
E’ arrivata Circe, nubifragi al nord
Domenica temporali su tutto il Lazio

Paurosa grandinata a Milano, allarme per le coltivazioni. E da domani il maltempo scenderà fino a Roma

.

ROMA – «Sta arrivando Circe: un nucleo di aria fresca finlandese che sta scendendo dal nord Europa e che piomberà nel bacino del Mediterraneo nelle prossime ore, provocando una rottura temporanea dell’estate, un vero e proprio break».Lo annuncia Antonio Sanò, direttore del portale web ilMeteo.it riferendo che «proprio in queste ore, la parte più avanzata di Circe sta valicando le Alpi e sta innescando temporali e veri e propri nubifragi dalla Lombardia verso il Triveneto, con grandinate e occasionali trombe d’aria». Nel corso del pomeriggio, «i nubifragi si porteranno verso l’Emilia, poi la Romagna, infine stasera su Umbria e Marche e locali temporali interesseranno ancora il Piemonte e i rilievi liguri. Al sud invece il caldo non mollerà la presa con ancora 38° e punte di 39° in Puglia, segnatamente nel Foggiano. In serata e nella notte giungerà il cuore di ‘Circè, entreranno venti freschi di bora da Trieste verso le regioni adriatiche e soffierà il maestrale in Sardegna, le temperature crolleranno di 8° su Triveneto, Emilia-Romagna e poi Marche nella notte».

Grandine a Milano. Un violento temporale, con chicchi di grandine grandi come biglie, si è abbattuto questo pomeriggio su Milano. Si registra inoltre, come previsto dalle informazioni meteo, un brusco calo della temperatura. Molte le chiamate ricevute dai vigili del fuoco e dalla polizia municipale, in particolare da cittadini residenti nei quartieri a nord e a ovest di Milano, per segnalare rami abbattuti dal vento e tombini saltati a causa dell’intensità della pioggia. Al momento, però, non risultano danni significativi a persone o cose. La perturbazione ha intanto già lasciato il posto a un tenue sole.

Allarme per le coltivazioni. È allarme grandine nelle campagne per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni in questa fase stagionale. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’arrivo di Circe che con nubifragi e forti grandinate a macchia di leopardo sta attraversando l’Italia. Dalle pesche alle albicocche ma soprattutto l’uva in attesa di vendemmia sono molte – sottolinea la Coldiretti – le coltivazioni sferzate dal maltempo per le quali gli agricoltori rischiano di vedere sfumare il lavoro di un intero anno. Nelle zone interessate dal maltempo sono particolarmente concentrate le piante da frutta e sono state stese a protezione le reti antigrandine che tuttavia non ancora sufficientemente diffuse per impedire – conclude la Coldiretti – il verificarsi di danni alle strutture e alle colture agricole.

Pioggia in arrivo sul Lazio. Da domani, «venti forti da nord-est, maltempo sulle regioni adriatiche con temporali poi sugli Appennini e nelle zone interne del Lazio fino a Roma, dove la colonnina di mercurio passerà da 30° a 20° in poche ore. Lunedì e martedì, il vortice Circe stazionerà sull’Italia con piogge e temporali al centro-sud, Sicilia, Sardegna e Romagna, con forti piogge continue sulle Marche, la regione più colpita, dove attendiamo 200 millimetri di pioggia nel’intera fase di maltempo». Farà molto fresco, con 18° a Perugia, 20° ad Ancona, 23° a Roma. Al nord-ovest, martedì, un timido sole renderà il clima più tiepido, mentre sul resto del Triveneto ci sarà occasione per acquazzoni improvvisi. «Un break dell’estate così vistoso non avveniva da oltre dieci anni – ricorda Sanò – sebbene rientri nella norma una fase temporalesca nell’ultima decade di luglio, quantomeno osservando le statistiche; ma la magia di ‘Circè durerà fino a mercoledì, perchè già da giovedì e nel weekend del 28-29 luglio, dall’Africa soffierà nuovamente aria calda».

Sabato 21 Luglio 2012 – 14:33
Ultimo aggiornamento: 21:41
.

La Spagna torna in piazza. Sfilano i disoccupati

España se planta en la calle contra los recortes

Pubblicato in data 19/lug/2012 da

Toda España se ha movilizado este jueves para protestar contra los recortes promovidos por el Gobierno de Rajoy contra el desempleo y la crisis incesante que ahoga a la población. Las manifestaciones afectan a 80 ciudades. CCOO y UGT, los principales sindicatos españoles, son los organizadores de las multitudinarias protestas a escala nacional que han llevado a las calles a los profesionales de diferentes áreas, desde los bomberos, hasta los jueces y fiscales, pasando por la policía o representantes del mundo de la cultura. En Barcelona han salido a la calle 400.000 personas, según los sindicatos. La protesta en la capital -en la que los eslóganes más coreados pedían la dimisión del Ejecutivo y exigían que el próximo parado fuera un diputado- ha congregado a alrededor de 40.000 participantes, según fuentes policiales, si bien los organizadores han elevado esa cifra hasta los 600.000. Durante la movilización se han vivido momentos de tensión entre la policía y los manifestantes al término de la jornada de protestas. Al menos 7 personas han sido detenidas y otras 26 han necesitado atención médica.

Texto completo en: http://actualidad.rt.com/actualidad/view/49565-Espa%C3%B1a-se-planta-en-calle…
http://actualidad.rt.com/
http://www.facebook.com/ActualidadRT
https://twitter.com/ActualidadRT

.

La Spagna torna in piazza. Sfilano i disoccupati

Continua la protesta contro la politica del rigore varata dal governo di Madrid. Slogan e cori ma in modo pacifico

.

La manifestazione dei disoccupati.La manifestazione dei disoccupati
.

MADRID – Non si ferma la protesta in Spagna. Un migliaio di persone ha manifestato nel pomeriggio e in serata per le strade di Madrid contro le politiche di austerità varate dal governo conservatore del premier Mariano Rajoy. Dopo pubblici funzionari, studenti e minatori, è stata la volta dei disoccupati affollare la Puerta del Sol della capitale spagnola. L’inizio del corteo era previsto alle 16.30, ma è stato rimandato più volte ed è partito solo alle 19.30. I manifestanti hanno sfilato sfogando la propria rabbia con cori e slogan. Le numerose proteste contro i tagli sono finora state per la maggior parte pacifiche, ma giovedì scorso la polizia ha fatto ricorso ai proiettili di gomma per disperdere la folla, incidenti che hanno forse dissuaso non poche persone dal partecipare a quest’ultima manifestazione di Madrid. Tra di loro anche il popolare attore Javier Bardem, sceso in piazza con la famiglia per difendere il settore culturale. Il corteo era stato preceduto dalla marcia dei disoccupati arrivati in giornata dopo aver percorso centinaia di km lungo le strade della Spagna. Alla Puerta del Sol si sono uniti al resto dei manifestanti che hanno sfilato in modo pacifico.

.

La marcia dei disoccupati su Madrid La marcia dei disoccupati su Madrid    La marcia dei disoccupati su Madrid    La marcia dei disoccupati su Madrid    La marcia dei disoccupati su Madrid    La marcia dei disoccupati su Madrid

.

TAGLI PER 65 MILIARDI – Alla base di questa ennesima protesta i tagli alla spesa annunciati dal governo per 65 miliardi di euro, compresa l’abolizione della tredicesima dei funzionari statali (già vittime di un taglio dei salari del 5%) e l’abbassamento dei sussidi di disoccupazione. Inoltre, le stime di crescita per il 2013 sono state riviste al ribasso (da un massimo dello 0.2% a una recessione dello 0,5%) mentre il tasso di disoccupazione sembra destinato a rimanere elevatissimo, al 24%.

PROVINCE A RISCHIO DEFAULT – La dura crisi spagnola sta mettendo a dura prova i bilanci delle regioni. Secondo il quotidiano El Pais sei amministrazioni si preparano a chiedere aiuto al governo centrale. Dopo la Comunità di Valencia sono in gravi difficoltà anche Castiglia-La Mancia, Baleari, Murcia, Canarie e Andalusia. In totale le amministrazioni regionali si trovano con 15 miliardi e 800 milioni di euro di debiti in scadenza nel 2012. La situazione peggiore la sta vivendo la Catalogna che deve affrontare un debito di 5 miliardi e 755 milioni di euro.

.

fonte corriere.it