Archivio | luglio 23, 2012

EURO-CRAC: Come per la Mafia, seguite i soldi e capirete tutto

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EURO-CRAC: Come per la Mafia, seguite i soldi e capirete tutto

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DI COLIN WARD e CRITICAL MESS
dagospia.com

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Che senso ha l’interminabile teatrino di summit e dichiarazioni sull’Eurozona da parte dei cosiddetti governanti? Soprattutto, è davvero un teatrino? Ma davvero i famosi mercati, ai quali in passato è stato scioccamente affidato il ruolo di “misura di tutte le cose”, approfittano delle lentezze e delle divisioni politiche per piazzare i loro colpi miliardari?
A guardare anche solo i dati ufficiali dei capitali depositati presso la Bce, si capisce che non c’è nessun teatrino. Come per le indagini di mafia, seguite il movimento dei soldi e capirete tutto.

Oggi ci aiuta molto bene la Repubblica degli Illuminati: “Capitali in fuga verso Berlino. Da Madrid 70 miliardi ogni mese, ma l’Italia frena l’emorragia”. Al di là del titolo (parzialmente) tranquillizzante per l’Italia, nel pezzo di Maurizio Ricci è spiegato benissimo chi vince e chi perde al giochetto delle euro-supposte. “Il rumore, dice qualche operatore, è quello di un gigantesco risucchio. (…) La fuga di capitali riguarda tutti i paesi deboli, Italia compresa, ma nelle ultime settimane ha assunto un ritmo esasperato in Spagna. Secondo alcune stime, fra marzo e oggi, l’emorragia di euro che sta fiaccando Madrid ha raggiunto i 70 miliardi al mese. Gli analisti di una grande banca come Credit Suisse valutano che, se proseguisse per tutto il 2012, raggiungerebbe i 500 milioni di euro” (In realtà 500 miliardi di euro, nota CdC ). Insomma, metà del Pil spagnolo migrerebbe all’estero.

E dove vanno tutti questi denari? A Santo Domingo insieme a quelli di Dell’Utri? Ancora un po’ di pazienza. Il fenomeno spagnolo si replica anche da noi: “Da marzo, 47 miliardi di euro in titoli a medio e lungo termine sono svaniti oltre frontiera. In realtà, nelle ultime settimane, la situazione si è stabilizzata e il deflusso dei capitali, notano gli analisti della banca svizzera, è molto rallentato, mentre si avvitava la crisi spagnola”. Bene, la principale destinazione non sono i paradisi fiscali, ma la Germania. “Dallo scorso autunno la Bundesbank ha accumulato un enorme attivo, a cui fanno da contraltare il boom dei passivi contabili della Banca di Spagna e di quella dI’Italia”.

Seguono le cifre dei rapporti fra le banche dei singoli paesi, con la conferma che “i capitali fuggono dall’Italia e dalla Spagna verso la Germania e lì si fermano, senza più tornare indietro, sotto forma di prestiti bancari”. Le banche italiane hanno 281 miliardi di prestiti e 12 miliardi di depositi presso la Bce. Le banche tedesche hanno preso 80 miliardi di prestiti e hanno accumulato 275 miliardi in deposito.

Ecco il risucchio dei soldi da Nord a Sud. Ecco che succede nei forzieri delle banche mentre la Merkel dice di no a tutto. A questo punto bisognerebbe saperne cogliere le conseguenze politiche. O almeno farsi qualche domanda. I tagli al bilancio pubblico e l’imposizione di sempre nuove tasse sono per caso uno stimolo alla fuga dei capitali? E i vari Draghi e Rigor Montis, insieme alle parole d’ordine come “spread”, “sobrietà” e “spending review”, sono per caso quelli che ti tengono fermo o ti distraggono mentre operano i manolesta?

Se il punto vero è questo, ovvero il risucchio della ricchezza di intere nazioni, non meritava di essere nascosta in un trafiletto nelle pagine economiche questa notizia: “Nel primo semestre del 2012 gli italiani hanno comprato più case all’estero che in Italia” (Corriere, p. 27). A fine anno, gli italiani che avranno preso casa oltrefrontiera saranno 40 mila. Sempre in testa Londra, pur costosa, per le migliori condizioni fiscali.

In attesa dell’agguato finale di agosto, titoloni sulla Spagna, in modo da preparare il campo a nuovi “sacrifici”. La Repubblica degli Illuminati sempre in prima linea nella nobile semina: “Spagna nell’abisso. ‘Finiti i soldi, siamo al crac” (p.1). “Schauble: a rischio altri Paesi. Grilli: noi con le carte in regola” (p. 3).

Sarà, ma intanto abbiamo altro di cui vantarsi: “Tasse, l’Italia prima al mondo. Pressione al 55%. La Confcommercio: battiamo il Nord Europa” (Stampa, p. 1). Protesta a tutta prima perfino il Messaggero di Calta-riccone: “In Italia il record di tasse”. Ancora terrorismo dal Giornale: “L’ultimo regalo della Merkel: è in arrivo una patrimoniale. L’ipotesi tedesca per i Paesi con debito alto è un prelievo forzoso sopra i 250 mila euro” (p. 29).

Colin Ward e Critical Mass
Fonte: http://www.dagospia.com/
Link: http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/1-euro-crac-come-per-la-mafia-seguite-il-movimento-dei-soldi-e-capirete-41791.htm
21.07.2012

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fonte comedonchisciotte.org

FOLLIA – Creato il primo automa derivato da cellule del cuore di un topo. Prossimo passo l’uso di tessuti umani

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Creato il primo automa derivato da cellule del cuore di un topo. Prossimo passo l’uso di tessuti umani

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L‘aspetto è in tutto e per tutto quello di una medusa, ma i suoi geni sono quelli di un topo. I progressi nella biomeccanica marina, nella scienza dei materiali e dell’ingegneria dei tessuti, hanno infatti permesso a un team di ricercatori statunitensi del California Institute of Technology (Caltech) e dell’Università di Harvard di creare il primo automa derivato da cellule del cuore di un topo che pulsano in un foglio di silicone. La medusa artificale è una sorta di fiore con otto petali e nuota e pulsa nell’acqua con movimenti molto simili a quella della sua omologa naturale, se stimolata elettricamente.

L’idea nasce dalla caparbietà di Kit Parker, a capo del team di ricerca, che lavora da tempo alla creazione di modelli artificiali di tessuto cardiaco umano per la generazione di organi e il test di farmaci: «Il cuore è una pompa che “spinge” il sangue in tutto il corpo, così le meduse si muovono nell’acqua attraverso un movimento di pompaggio. La loro morfologia di base è quindi molto simile al muscolo cardiaco e costruire un medusoide é un modo per comprendere le leggi fondamentali della propulsione biologica, per affinare sempre di più l’ingegneria dei tessuti biologici», spiega Parker.

I bioingegneri americani hanno creato la struttura del medusoide facendo crescere un singolo strato di muscolo cardiaco murino su un foglio di polidimetilsilossano modellato. Un campo elettrico applicato alla struttura causa una contrazione muscolare e comprime il medusoide, che poi torna elasticamente alla sua forma originaria grazie al silicone.

Prossima tappa del team, che ha pubblicato la ricerca su “Nature Biotechnology” è ora quella di costruire un medusoide a partire da cellule di cuore umano. Prima però si cercherà di far evolvere ulteriormente l’androide, permettendogli di girare e muoversi in una direzione particolare, incorporando anche un semplice “cervello” così che possa rispondere all’ambiente in cui si muove e replicare comportamenti più avanzati, come dirigersi verso una sorgente di luce in cerca di energia o di cibo.

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fonte ilsole24ore.com

Sos delle Province: “Con i tagli a rischio la riapertura delle scuole”

Secondo il presidente Upi il taglio di 500 milioni previsto per il 2012 e quello da un miliardo per il 2013 metterà a rischio anche l’istruzione

Sos delle Province: “Con i tagli a rischio la riapertura delle scuole”

Il presidente Castiglione avverte il governo: con spending review la metà di noi andrà in dissesto

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roma

La spending review rischia di portare al dissesto finanziario la gran parte dei Comuni, metterà a rischio la riapertura delle scuole (l’edilizia scolastica è gestita dalle Province) e «taglia» anche il diritto alla salute, dal momento che sottrae quasi 13 miliardi alle Regioni che si occupano, tra l’altro, anche della sanità. Comuni e Province oggi, e il leader della Cgil Susanna Camusso – per quanto riguarda i tagli che colpiscono la sanità – sono tornati a ripetere, in toni più che mai preoccupati, il loro dissenso di fronte ai tagli che il governo, con il varo definitivo, nei prossimi giorni, del decreto sulla spending review, si appresta a varare.

I sindaci domani alle 11 scenderanno in piazza a Roma, davanti a Palazzo Madama, per manifestare le proprie ragioni. «La sofferenza dei primi cittadini è forte, ed alta è l’aspettativa per l’appuntamento. Tutti comprendono la delicatezza e l’ importanza del passaggio: la spending review, se approvata così come è, rischia di essere letale per molti comuni”, spiega il presidente dell’Anci, Graziano Delrio.

«La manifestazione di domani rappresenta una forma di “resistenza democratica” da parte dei comuni d’Italia, fortemente preoccupati per le politiche decise dal governo, che rischiano di compromettere i diritti dei cittadini poiché costringono gli enti locali all’impossibilità di garantire l’erogazione dei servizi essenziali. Tradotto in parole semplici quanto drammatiche: la sospensione della Costituzione e della piena democrazia», sottolinea Luigi De Magistris, sindaco di Napoli. I sindaci, che domani saranno migliaia, incontreranno il presidente del Senato e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. Quest’ultimo, rispondendo al presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, che lamentava, in una lettera (resa nota dallo stesso Saitta), i tagli ai consumi intermedi delle Province, ha risposto senza mezzi termini: «Ho cercato invano di far cambiare quella norma. È contraria a tutto quello che ho sempre pensato in materia di finanza locale. Speriamo che il Senato sia più saggio del Governo».

Proprio dalle Province, che oggi hanno incontrato i giornalisti in una conferenza stampa, è arrivato l’allarme più grave: «con questi tagli non siamo in grado di affrontare le spese per far partire l’anno scolastico nei 5000 edifici in cui facciamo manutenzione», dice il presidente dell’Upi, l’Unione delle Province Italiane, Giuseppe Castiglione. E c’è di più: «La metà delle Province andrà in dissesto, anzi, tecnicamente, lo siamo già». L’Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) si associa all’allarme lanciato dall’Upi: «È a rischio – dice Roberto Gontero, presidente dell’associazione – la riapertura delle scuole paritarie».

Le Province subiranno, a causa della spending review, un taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo di euro per il 2013 perché il Governo considera come consumi intermedi un totale di 3,7 miliardi di euro. In realtà questa cifra include voci di bilancio delle Province che non sono consumi intermedi aggredibili, bensì servizi, dicono, in sintesi, Castiglione, Saitta e il presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza.

I consumi intermedi sono stati ottenuti dal Governo prendendo la spesa corrente e sottraendovi le spese per il personale, quelle per gli interessi e per le funzioni obbligatorie ma il totale effettivo dell’ammontare dei consumi intermedi, escluse le spese per i servizi ai cittadini, è pari, per l’Upi, a 1,3 miliardi. «Parametrando 1,3 miliardi ai 500 milioni previsti dalla spending, il taglio reale che dovrebbe spettare alle Province – ragiona Castiglione – è pari a 176 milioni di euro per il 2012 invece dei 500 milioni previsti e 352 milioni di euro per il 2013 invece del miliardo previsto. Dunque il governo ha fatto male i conti». «Inoltre abbiamo 3 miliardi di mutui accesi presso la Cassa depositi e prestiti per manutenzioni delle strade e delle scuole. Sono capitoli impegnati che non possono essere improvvisamente tagliati», aggiunge Lacorazza.

L’entità complessiva dei tagli sarà di 15 miliardi, di cui 10,2 alle Autonomie, pari al 68%, mentre i tagli agli altri comparti dello Stato ammontano a 4,8 miliardi, pari al 32%. Nel quadriennio 2008-2011 la spesa corrente è diminuita del’1,97% per lo Stato, del 6,4% per le Province ma è aumentata dell’1,86% per le Regioni e dell’8% per i Comuni.

Infine per i tagli alla sanità oggi a protestare è il leader della Cgil Susanna Camusso. «Anche nella sanità – dice – ci troviamo di fronte a tagli lineari che compromettono il diritto dei cittadini alla tutela della salute e a alle cure, mettendo in crisi i bilanci delle Regioni `più virtuose´ e il risanamento di quelle impegnate nei piani di rientro».

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fonte lastampa.it

Sesso in cambio di denaro: Arrestato per pedofilia il parroco di Sciacca

Il parroco arrestato – fonte corrieredisciacca.it

Sesso in cambio di denaro. Arrestato per pedofilia il parroco di Sciacca

Davide Mordino, 41 anni, è stato arrestato. Avrebbe abusato di ragazzini tra i 14 e i 18: li pagava fino a 300 euro

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E’ stato arrestato per pedofilia Davide Mordino, 41 anni, parroco della Basilica di San Calogero di Sciacca (Agrigento). Secondo il Gip di Palermo, Maria Pino, che gli ha già notificato un ordine di custodia cautelare in carcere, il sacerdote avrebbe abusato di ragazzini tra i 14 e i 18 anni pagando in denaro le prestazioni sessuali.

INTERCETTAZIONI – Secondo i Pm Laura Vaccaro e Alessia Sinatra, il sacerdote fino al 30 dicembre del 2009, avrebbe avuto rapporti sessuali con i giovani della parrocchia. La verità è venuta a galla grazie alle intercettazioni che hanno permesso di ricostruire la vicenda. Il sacerdote ingannava i minorenni dicendo di doverli sottoporre a un «test sulla sensibilità corporea» per conto dell’Università di Palermo, e dopo questo approccio cominciavano i rapporti sessuali a pagamento, con somme che andavano da un minimo di 50 fino a un massimo di 300 euro. Mordino faceva anche firmare alle sue vittime un falso modulo intestato a Mediaset per la loro la partecipazione a programmi televisivi, grazie alla sua parentela con un intrattenitore televisivo. La vicenda è emersa nell’ambito dell’operazione antidroga «Mata Hari», quando si era scoperto che uno degli indagati intratteneva con il prete commerci sessuali.

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fonte corriere.it

Lunedì nero per borse: Europa sotto attacco

Lunedì nero per borse: Europa sotto attacco

Milano in rosso a -2,76%. Monti: ‘Spread non dipende dal Paese, ma dai dubbi sullo scudo Ue’

23 luglio, 21:29

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di Domenico Conti

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E’ lunedì nero per i listini europei, trainati da Madrid e Milano che sul finale, dopo perdite di oltre il 5%, hanno limitato i danni grazie allo stop alle vendite allo scoperto deciso dalle autorità di borsa nazionali. Il provvedimento non ha impedito agli spread di raggiungere livelli record per la Spagna e sfondare i 520 punti per l’Italia, mentre l’euro è piombato ai minimi da due anni sotto 1,21 dollari.

E per domani potrebbe prepararsi un’altra giornata difficile per i titoli di Stato iberici e per i Btp italiani: Lch Clearnet, la principale cassa di compensazione titoli europea, ha deciso di alzare nuovamente i suoi margini di garanzia richiesti per le transazioni su alcuni titoli di Stato italiani e spagnoli. La clearing house londinese ha rivisto i parametri per i Btp con scadenze comprese tra i 2 e 3,25 anni dal 4,80% al 5,55%, per quelli tra i 7 e 10 anni dal 9,50% all’11,65%, e tra i 15 e 30 anni dal 18% al 20%. L’agenzia, con effetto da domani, ha rivisto anche i margini per i Bonos con maturità comprese tra i 7 e 10 anni dal 11,80% al 12,20% e quelle tra i 15 e 30 anni fino al 20%.

Dopo un inizio in profondo rosso, la borsa di Milano ha chiuso limitando le perdite con un -2,76% a 12.706 punti per il Ftse Mib, dietro Madrid (-1,1%) che stamani, sui timori di un salvataggio necessario per le finanze pubbliche della Spagna, ha fatto da innesco per la forte correzione sui listini europei. La Consob, dopo la sospensione per eccesso di ribasso di istituti come Banco popolare, Mediobanca e Mps, è corsa ai ripari reintroducendo il divieto delle vendite allo scoperto sui titoli bancari e assicurativi, per essere seguita a stretto giro dall’authority spagnola. E’ andata peggio per le altre principali piazze europee (lo Stoxx 600 ha segnato il calo più forte da tre mesi a questa parte) che, in assenza del riparo delle ‘Consob’ nazionali, chiudono con cali del 2,89% (Parigi), 2% (Londra) e 3,18% per Francoforte. L’intervento delle autorità di borsa non ha impedito un vero e proprio tracollo sul fronte dei titoli di Stato periferici, alimentato dai dubbi sulla tenuta della Spagna e dalle indiscrezioni, circolate nel weekend e poi rientrate, secondo cui il Fondo monetario internazionale sarebbe pronto a lasciare la Grecia al suo destino.

Da Soci, in Russia, il premier Mario Monti ha detto che il “grande nervosismo” sui mercati e sullo spread “ha poco a che fare con i problemi specifici dell’Italia”, ma piuttosto dipende dalle “notizie, dichiarazioni e indiscrezioni sull’applicazione” delle decisioni prese dal vertice Ue di fine giugno, che dovrebbero “essere implementate senza rumore e in tempi brevi”. Toni forti dal leader della Cisl Raffaele Bonanni: “A Monti diciamo che il tempo è scaduto. Deve convocarci subito. Serve un nuovo patto sociale” contro “l’attacco speculativo, lo sciacallaggio” in corso.

Fatto sta che, mentre i rendimenti di Germania, Stati Uniti e Gran Bretagna scendevano a minimi record a testimoniare la fuga generalizzata dal rischio, in una seduta ad alta volatilità la Spagna ha visto il proprio premio di rendimento decennale sfondare la soglia de 630 punti con un rendimento decennale record del 7,40%: un livello che, in precedenti come quello greco, ha fatto da apripista a un salvataggio europeo. Il rischio di default per il Paese iberico, misurato dai contratti derivati ‘credit-default swap’, è volato di 28,5 centesimi a 634, segnando anche qui un massimo storico. E a pagare il prezzo dell’incertezza sulle misure europee anti-crisi e sulla capacità degli Stati di rimettere in ordine i conti pubblici è stato anche l’euro, scivolato ai minimi dal giugno 2010 sul dollaro, a 1,2067, un livello inferiore alla media storica dei dodici anni di vita della divisa unica.

CASA BIANCA, UE METTA IN ATTO IMPEGNI PRESIL’Europa deve prendere azioni che seguano gli impegni presi nel vertice della fine di giugno per stabilizzare i mercati. Lo afferma – riporta l’agenzia Bloomberg – il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolineando che il presidente Barack Obama è regolarmente aggiornato sulla crisi del debito europea.

UE, GRECIA DEVE RESTARE MEMBRO EUROZONA – La Grecia “deve restare nell’Eurozona”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue dopo le notizie comparse sulla stampa su una possibile uscita di Atene dall’euro. Il portavoce ha anche detto che Bruxelles è “fiduciosa” sulla possibilità di concedere una nuova tranche di aiuti alla Grecia, ma non prima di settembre.

UE-17, DEBITO A 88,2%, ITALIA RECORD A 123,3% – Continua a salire il debito pubblico nell’eurozona. Secondo i dati diffusi da Eurostat, nel primo trimestre ha raggiunto l’88,2% del pil contro l’87,3% di fine 2011. Anche in Italia debito in aumento al 123,3%, secondo solo alla Grecia (132,4%) e tocca un nuovo picco storico dal ’95 quando raggiunse il 120,9%. Era al 120,1% a fine 2011.

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fonte ansa.it

Benzinai, via libera allo sciopero. Distributori chiusi il 4 e il 5 agosto

Benzinai, via libera allo sciopero Distributori chiusi il 4 e il 5 agosto

Benzinai, via libera allo sciopero
Distributori chiusi il 4 e il 5 agosto

Disco verde dalla Commissione di Garanzia alla protesta dei gestori. La serrata durerà 24 ore in meno rispetto a quanto inizialmente annunciato. L’Authority: “Impegno per risolvere la disputa con governo e Unione Petrolifera”

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ROMAVia libera dell’Authority. La Commissione di Garanzia per lo sciopero nei pubblici servizi ha confermato la piena legittimità della chiusura dei distributori carburanti per i giorni sabato 4 e domenica 5 agosto. A renderlo noto le organizzazioni dei gestori, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio. I sindacati di categoria hanno accolto, però, la richiesta dell’Authority di escludere dallo sciopero la giornata del 3 agosto, riducendo di un giorno la protesta rispetto alle intenzioni iniziali. La chiusura di tutti gli impianti, sia su rete ordinaria che autostradale (per quest’ultima nelle modalità che verranno prossimamente comunicate), prenderà avvio alle ore 24 di venerdì 3 agosto, proseguendo per tutto il primo weekend del mese.

Nel corso dell’audizione, Faib, Fegica e Figisc/Anisa hanno illustrato nel dettaglio le ragioni di “profondo e drammatico disagio che vive una intera categoria che assicura, a diverso titolo, 120 mila posti di lavoro, oltre ad un servizio essenziale e capillare alla collettività, messi a repentaglio da politiche commerciali e di prezzo dell’industria petrolifera che penalizzano lavoratori e consumatori”.

La Commissione, da parte sua, ha tenuto a ribadire l’impegno ad attivare “ogni iniziativa rientrante nelle proprie prerogative, anche nei confronti del Governo, volta a raffreddare e portare ad una conclusione positiva della vertenza”. “Come previsto dalla legge – ha ammesso il dirigente della Figisc Anisa Confcommercio – abbiamo dovuto ridurre lo sciopero di un giorno. Rimane per ora confermato quello del 4 e 5 agosto. La commissione si presta ci ha assicurato che convocherà, in tempi brevi, le compagnie petrolifere per chiedere spiegazioni in merito di accordi economici scaduti da oltre due anni e circa la mancata apertura delle contrattazioni”.

“Abbiamo chiesto al Governo – ha aggiunto il sindacalista – l’apertura di un tavolo anche su queste iniziative di discount perché gli sconti a fine settimana ci portano a lavorare solo per due giorni a settimana e, se continuano, ci costringeranno a licenziare i nostri dipendenti”. “Ora tutta la responsabilità – conclude la nota di Faib, Fegica e Figisc/Anisa – è proprio sulle spalle del Ministero dello sviluppo economico che domani alle 18.00 incontrerà Unione Petrolifera, retisti indipendenti e gestori ed a cui spetta il compito di individuare ed assumere misure concrete che assicurino l’immediato ripristino di comportamenti industriali equilibrati, non più ingiustificatamente violenti e, soprattutto, rispettosi della legislazione vigente”.

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fonte repubblica.it

Siria: armi chimiche,Israele preoccupato / Siria, ricatto armi chimiche Il regime è pronto a usarle se attaccato

Siria: armi chimiche,Israele preoccupato

Comferma allarme rischio trasferimento armi integralisti sciiti

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(ANSA) – TEL AVIV, 23 LUG – Israele e’ preoccupato per il destino delle armi chimiche della Siria, ma intereverra’ solo di fronte a una ”minaccia diretta”. Lo ha assicurato il presidente, Shimon Peres, in un’intervista alla Cnn anticipata dai media online israeliani. Peres ha peraltro confermato l’allarme, in caso di collasso del regime di Damasco, per il rischio legato al potenziale trasferimento di armi pesanti o chimiche dell’arsenale siriano agli integralisti sciiti libanesi di Hezbollah o all’Iran.

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fonte ansa.it

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Siria, ricatto armi chimiche

Il regime è pronto a usarle se attaccato

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Il governo di Bashar al Assad in Siria ha confermato di avere a disposizione armi chimiche, anche se, ha precisato un portavoce del ministero degli Esteri, Jihad Maqdisi, «le useremo solo in caso di aggressione esterna».
Contemporaneamente a questa minaccia dai contorni sempre più delineati, e che ha preso tutta l’aria di un ricatto, il 23 luglio sono morte almeno altre 15 persone nel Paese, secondo la Commissione per la rivoluzione siriana.

ANCORA MORTI A DAMASCO. I bombardamenti sono continuati nei sobborghi di Damasco (molto colpita nella giornata di domenica 22 luglio) e nella Regione Nord occidentale di Idlib, ma anche a Daraa, Hama e soprattutto ad Aleppo, dei cui violenti scontri i ribelli hanno diffuso alcune immagini.

TERZI: «L’ESERCITO FA PULIZIA ETNICA». Il regime ha continuato a fornire versioni ufficiali discordanti da quelle degli oppositori,  sostenendo che nella capitale la situazione «sta tornando alla normalità» anche se, come ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi, il dato di fatto è che «l’esercito siriano sta rasentanto la pulizia etnica della propria popolazione».
Sono ripresi i combattimenti anche vicino al centro della capitale, teatro delle maggiori violenze negli ultimi giorni.

L’UE ESTENDE LE SANZIONI. Sono oltre 19 mila le persone morte dal marzo 2011, all’inizio della rivolta dell’opposizione al regime, e la commissione dell’Unione europea ha deciso di estendere le sanzioni sul Paese, nonché gli aiuti umanitari. Secondo l’Onu, infatti, sono quasi altrettanti, 18 mila, i rifugiati siriani che si trovano in Giordania, Libano, Turchia e Iraq.

NO A MILITARIZZAZIONE CONFLITTO. La Ue ha messo in guardia contro un’ulteriore militarizzazione del conflitto in Siria: «Abbiamo fatto passi concreti per limitare i rifornimenti che alimentano i combattimenti», ha detto L’Alto rappresentante Catherine Ashton commentando la decisione dei ministri degli Esteri di rafforzare l’embargo delle armi contro il regime di Damasco. In base alle misure prese, i Paesi Ue saranno tenuti a ispezionare navi e aerei diretti in Siria se sospettati di trasportare armi o materiale che può essere usato a scopi repressivi.

Croce rossa, da marzo 2011 ha aiutato 600 mila persone

La situazione delle persone colpite dalla violenza è tragica, anche se la Croce rossa internazionale ha confermato di averne aiutate almeno 600 mila dall’inizio della repressione. Ma ancora non basta.

«Dobbiamo aumentare il nostro aiuto umanitario alla gente che fugge attraverso la frontiera», ha detto il ministro degli esteri britannico William Hague.

ALTRI 20 MLN PER AIUTI EMERGENZA. Assistenza medica, ripari, cibo e acqua: questi gli aiuti umanitari destinati ai siriani maggiormente colpiti dal conflitto, per i quali la Commissione Ue ha stanziato altri 20 milioni di euro. Una cifra che aumenta ancora il contributo per l’emergenza umanitaria in Siria da parte dell’Ue, che arriva quindi a quota 63 milioni di euro complessivi, oltre ai fondi già previsti finora dagli Stati membri, altri 27,5 milioni di euro.

«SOCCORSI A LIBANO E GIORDANIA». Anche il ministro francese Laurent Fabius ha sollecitato un intervento per aiutare i Paesi vicini come il Libano e la Giordania, «obbligati ad accogliere molti rifugiati».
Ancora Giulio Terzi ha sottolineato la necessità di intensificare il sostegno alla popolazione siriana, in particolare alle «fasce che soffrono enormemente, come i bambini».

DAMASCO ACCUSA LA LEGA ARABA. E ora i governi internazionali devono far fronte con una nuova, reale, minaccia: quella delle armi chimiche.
«I depositi sono sotto il pieno controllo delle autorità», ha detto Jihad Maqdisi in una conferenza stampa trasmessa in diretta dalla tivù di Stato il 23 luglio.
Il portavoce ha anche puntato il dito contro la Lega araba, sostenendo che l’invito rivolto a Bashar al Assad e in cui gli è stato chiesto di lasciare il potere è stata «una flagrante interferenza negli affari interni siriani. Solo il popolo può decidere se farlo rimanere presidente oppure no».

UE: «ASSAD NON HA POSTO NELLA TRANSIZIONE». Ma l’Ue ha avvertito che dall’attuazione del piano di transizione di Kofi Annan «deve essere escluso il presidente Assad, che non ha posto nel futuro della Siria».

Lunedì, 23 Luglio 2012

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fonte lettera43.it

Coppie di fatto, Pisapia alla Curia “Rispettare le scelte della politica”

Coppie di fatto, Pisapia alla Curia "Rispettare le scelte della politica" Il sindaco Giuliano Pisapia

Coppie di fatto, Pisapia alla Curia
“Rispettare le scelte della politica”

La discussione sul registro delle unioni civili prende il via nell’aula consiliare di Palazzo Marino dopo il duro attacco della Chiesa. E Formigoni: “La famiglia non si scimmiotta”

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“Così come rispetto le decisioni della Curia in campo religioso, la Curia deve rispettare le decisioni del consiglio comunale”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, a margine della discussione in aula sul registro delle unioni civili al Comune di Milano, della bocciatura della Curia del capoluogo lombardo sul provvedimento. “Comprendo le posizioni della Curia – ha proseguito Pisapia – ma ognuno ha il proprio ruolo, nel rispetto delle posizioni e delle idee degli altri”.

Unioni civili, la Curia all’attacco Il ‘no’ di Scola al registro del Comune LA SCHEDA Ecco cosa cambierà a Milano

Sulla vicenda era intervenuto ancora una volta il governatore lombardo Roberto Formigoni. “La famiglia non si scimmiotta” e sulle le coppie di fatto c’è “un grande equivoco”, aveva twittato in mattinata, alla vigilia della discussione nell’aula di Palazzo Marino. Tornando a Pisapia, il sindaco ha detto che “si tratta di una delibera consiliare e ci sono parole che forse possono essere modificate in senso migliorativo. Quello che è importante è che non ci si fermi sulle parole, ma si guardi il contenuto. Ed è un contenuto che tutela i diritti di tutti”.

“Non ci si può aspettare che questo governo si occupi di diritti civili, ma è certo che la coalizione che vincerà le elezioni dovrà occuparsene perché i diritti civili sono all’interno della nostra Costituzione. Il parlamento non può non occuparsene e arrivare almeno a un livello europeo”, ha detto ancora Pisapia. Il quale auspica “un riconoscimento giuridico delle unioni civili, così come previsto dalla Costituzione e così come indicato dalla Corte costituzionale”, anche se ricorda che l’azione della sua amministrazione riguarda solo la città di Milano.

La delibera del consiglio comunale di Milano è “importante – spiega il sindaco – sia perché è un impegno preso con Milano e con i milanesi, sia perché ripristina un livello di eguaglianza che è il minimo che può dare ai propri cittadini una città come Milano”. “Credo – ha aggiunto Pisapia – che questa delibera possa essere approvata senza polemiche, ma con un confronto serio” con le diverse componenti presenti in consiglio comunale. E a chi gli faceva notare che Formigoni si è detto contrario al registro delle unioni civili, il sindaco ha risposto: “Non immaginavo diversamente”.

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fonte repubblica.it

Cannabis Terapeutica. Primo ok Regione Liguria

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Cannabis Terapeutica. Primo ok Regione Liguria

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La Regione Liguria ha approvato in Commissione la proposta di legge sull’uso dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi a fini terapeutici.

E’ stato inoltre approvato un emendamento che prevede che i farmaci a base di cannabis possano essere prescritti da medici di medicina generale previa prescrizione di specialisti in oncologia, anestesia, rianimazione, neurologia e medici in attività di centri e servizi di cure palliative, restando a carico del servizio sanitario regionale.

La proposta di legge, che era stata presentata l’anno scorso da Sel e dalla Federazione della Sinistra, verrà discussa in Consiglio regionale entro agosto. “Siamo molto soddisfatti -affermano i consiglieri Rossi, Benzi, Conti, Quaini e Scialfa- che la proposta di legge sia stata approvata dalla terza Commissione. Ci auguriamo di diventare presto la seconda regione in Italia che farà passare questa legge innovativa”.

La proposta di legge, già in vigore a livello nazionale e da approvare in ogni singola Regione, prevede l’inserimento dei farmaci a base di cannabonidi, utili per la cura palliativa del dolore e per la sclerosi multipla, per lenire gli effetti collaterali dovuti alla chemioterapia e per molte altre forma di disabilità fisica e mentale, all’interno del servizio regionale sanitario, rendendoli così accessibili economicamente a tutti i pazienti che ne necessitano.

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fonte aduc.it

Cina: nubifragi su Pechino, almeno 37 morti. Rabbia sul web / VIDEO: Heavy rainfall in Beijing – no comment

Heavy rainfall in Beijing – no comment

Pubblicato in data 22/lug/2012 da

http://www.euronews.com/nocomment/ The Chinese capital was hit by the heaviest rain storm in six decades. At least 10 people were killed.

No comment | euronews: The most striking images from around the world without commentary.

Cina: nubifragi su Pechino, almeno 37 morti. Rabbia sul web


Rainstorm kills 37 in Beijing and foreigners swimming happily in the street .  fonte immagine

23 Luglio 2012 – 12:20

(ASCA-AFP) – Pechino, 23 lug – Almeno 37 persone sono morte, circa 60 mila sono state evacuate e sette sono ancora disperse a causa delle intense piogge abbattutesi in questi giorni su Pechino.

La maggior parte delle vittime sono annegate, altre schiacciate dalle macerie delle loro case in quelle che le autorita’ locali hanno definito le precipitazioni piu’ violente degli ultimi 60 anni.

Questa mattina milioni di utenti del popolare sito di microblogging cinese Sina Weibo hanno manifestato la propria rabbia a causa degli ”avvisi insufficienti” diramati dal governo e dello ”scarso sistema infrastrutturale” del Paese.

”Se il sistema di drenaggio fosse stato buono, se i sistemi di allarme fossero scattati in modo tempestivo, se alle persone fosse stato detto di scappare, allora non ci sarebbero state tutte queste vittime innocenti”, ha scritto un utente, tra i molti, sotto il nome di ‘Bijiexiang’.

rba/sam/

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fonte asca.it